Sommario: Numero 3 di luglio-settembre 1991

Editoriale

Il vecchio e il nuovo | pag. 2

Festival

Quasi cento le rassegne ma molte inutili

Luminarie d’estate: vero teatro o lunapark? | pag. 3

Un festival autentico dovrebbe reggere su un progetto culturale, proporsi come laboratorio di ricerca e di verifica, elaborare proposte per il futuro – Prevalgono invece le vetrine dell’effimero e alla nozione di festa collettiva si va sostituendo quella di appuntamento abitudinario gestito dal mercato – Non mancano per fortuna le eccezioni; sia lo spettatore avvertito a distinguere ciò che ha valore da ciò che è soltanto apparenza.

Che cosa ribolle nel calderone del teatro d’estate

Scegliendo fra i cento fiori dei Festival   | pag. 4

Lavia presenta il cartellone del settore prosa

Taormina teatro: largo ai giovani delle scuole | pag. 9

Per tutto agosto allievi delle accademie di arte drammatica animano una rassegna sulla commedia italiana del Cinquecento – Progetti rientrati a causa dei costi, ma Zeffirelli è al Teatro Antico con i Sei personaggi, e sono in programma una novità della Maraini, il Teatrodanza giapponese, la Turandot di Brecht e De Berardinis, Barberio Corsetti e Koss.

Calabrese, Giglio e la Lezzi sull’originale rassegna

Il barocco ci circonda: ce ne rendiamo conto? | pag. 11

La terza edizione del Festival, pluridisciplinare e itinerante, si svolge a Siracusa, Roma, Genova e Madrid – Eventi musicali, una mostra sul Neobarocco e, per il teatro, Ornifle di Anouilh interpretato da Raf Vallone.

La parola al direttore Luca De Fusco

All’insegna di Mozart il Festival Vesuviano | pag. 13

Una maratona di danza per il bicentenario mozartiano e spettacoli di prosa che evocano il grande viennese – Un Goldoni con la regia di Missiroli, un Marivaux di De Fusco e Flavio Bucci che si misura con Molière.

Cinque paesi, grandi firme e molto entusiasmo

A Cividale un teatro per la Mitteleuropa | pag. 15

La prima edizione del Mittelfest si svolgerà nel Friuli fra il 19 e il 29 luglio sotto la direzione artistica di Giorgio Pressburger – Un accordo pentagonale fra Austria, Cecoslovacchia, Italia, Jugoslavia e Romania.

Faticosa riscoperta di una drammaturgia

La scena pasoliniana a Teatrorizzonti di Urbino | pag. 17

Si è riproposta la drammaturgia “della testa” di Pisolini contrapposta alla “chiacchera”, al gesto e all’urlo: parziali, però, gli allestimenti.

La rassegna di Cervia alla sedicesima edizione

Burattini e figure: son venuti dal mare | pag. 19

Un centinaio di spettacoli si sono avvicendati per otto giorni fra strade e piazze. Anche un convegno per un Festival in crescita a livello europeo.

L’intervista

Tanta voglia di teatro del “lupo solitario”

Gaber: siamo tutti immaturi e io m’arrabbio un po’ meno | pag. 21

Da tre anni direttore artistico “anomalo” del Goldoni di Venezia, l’attore-cantante prepara uno spettacolo, Bambini nel tempo, per dimostrare che non ci sono più adulti – Nei progetti una Mostra del Teatro in Laguna – “Se io ho trovato Godot? Una compagna sì: Ombretta”

La società teatrale

Un appello del gruppo toscano Pupi e Fresedde

Signori politici lasciateci vivere!   | pag. 22

Humour

Foyer | pag. 23

La festa

Cronaca della terza edizione

Montegrotto-Europa Premio per il teatro | pag. 25

La motivazione del Premio Montegrotto-Europa

Vittorio Mezzogiorno o la passione teatrale | pag. 27

Premiando l’attore del Mahabharata, impegnato anche nel cinema e nella televisione, la Giuria ha reso merito ad una vocazione autentica, perseguita con passione e con studio, e ha inteso riconoscere il riuscito approdo ad una nuova, moderna concezione del ruolo dell’uomo dello spettacolo.

La motivazione del Premio Montegrotto-Videoteatro

Sodano: si è battuto per il teatro in tv | pag. 28

Le prime due stagioni di Palcoscenico su Raidue sono state le carte vincenti di una nuova politica culturale per una Televisione finalmente adulta, liberata dai vincoli di programmi omologati secondo la audience e capace di rivolgersi con articolate proposte a tutte le fasce di utenti.

La motivazione del Premio di Saggistica Ridenti

Prosperi, il ritrovato magistero della critica | pag. 29

L’omaggio a mezzo secolo di lavoro culturale nel mondo dello Spettacolo di un critico ch’è stato anche drammaturgo, sceneggiatore e regista.

Il verbale della giuria dopo due giorni di audizioni

Ecco i quattro vincitori del Premio alla Vocazione | pag. 30

Sono Pino Censi, Laura Ferrari e Vittoria Piancastelli (ex-aequo), Luca De Bei – Marlowe, Wedekind, Bergman e Simonetta gli autori prescelti dai vincitori – Presenti alla terza edizione allievi provenienti da tutte le maggiori scuole di teatro italiane e giovani preselezionati in Aprile.

Una tavola rotonda nel corso della festa del teatro

Progetti per il Bicentenario intorno alla mostra Goldoni | pag. 31

L’esposizione, in 38 pannelli, sarà portata la stagione prossima nei teatri italiani – I propositi celebrativi del governo e le iniziative in corso negli interventi di De Bosio, Herry, Messina, Da Pozzo, Ronfani e Tian.

Impressioni e commenti di chi c’era | pag. 33

Interventi di Vittorio Mezzogiorno, Edgardo Ronzoni, Giorgio Prosperi, Ginette Herry, Luigi Maria Musati, Ezio Maria Caserta, Diana Dei, Lorenzo Salveti, Paolo Emilio Poesio, Andrea Bisicchia, Giovanni Antonucci, Giovanni Calendoli, Furio Bordon, Odoardo Bertani, Carlo Maria Pensa, Marco Bernardi, Sandro Sequi, Emilio Pozzi, Franco Monteleone, Laura Ferrari, Luca De Bei, Ferdinando Maddaloni, Salvatore Palombi, Flavio Insinna, Marie Viallet, Michela Degano, Barbara Fingerle, Claudia Bernardini, Antonio Javazzo, Laura Pazzaglia, Gastone Geron, Nuccio Messina, Paolo Lucchesini, Filippo Crispo, Gianna Giachetti, Pino Censi, Vittoria Piancastelli, Gabriele Cirilli, Chiara Noschese, Giuseppe Antignati, Marcello Zagaria.

Montegrotto terme: saranno famosi | pag. 39

Gli attori di domani selezionati a Montegrotto Terme su oltre 100 candidati provenienti da ogni parte d’Italia.

Premi

Riparte l’originale concorso di Manerba del Garda

Teatro e scienza: via alla seconda edizione | pag. 41

La qualità dei testi e i positivi riscontri sulla stampa hanno indotto i promotori – dice il sindaco Bertini – a rilanciare l’iniziativa e ad ampliarla.

Exit

Uno scrittore diviso fra la scena e il romanzo

Max Frisch, un esistenzialista lucido e di passioni radicali | pag. 45

Una parabola teatrale svoltasi fra E cantano ancora (1945) e Trittico (1978), che ha rappresentato la fluidità magmatica e contraddittoria della vita – Il suo teatro, sottovalutato in Italia, merita di essere riscoperto.

I maestri

Al punto di non ritorno la “sfida impossibile”

Catarsi umanistica per il Faust di Strehler | pag. 46

Una interpretazione magistrale, con autocitazioni ma anche con emozionato lirismo, dei Frammenti della seconda parte – Strehler regista “insegna la parte” all’attore – Un lavoro di équipe con i contributi determinanti di Graziosi, della Lazzarini, di Carraro e del Fattorini.

Il testo

Marco Denevi: Goethe in parodia

La tragedia di Faust in versione argentina | pag. 48

Dossier scuole

Centri di formazione o botteghe produttive?

L’importanza di cucinare prima di servire un piatto… | pag. 51

Nelle scuole di arte drammatica non si punta più sulla professionalità e si trascura la lezione sulla tradizione – Formare buoni attori è diventato meno importante che ottenere un successo di immagine – L’inflazione di registi e assessori “di passaggio” e l’abbandono delle nostre radici.

Lettera aperta (amara) di Pamela Villoresi

Vuoi fare l’attrice? Allora emigra a Parigi   | pag. 52

Schede informative sulle scuole teatrali

I centri di formazione degli attori di domani | pag. 53

Dialogo sulla formazione al Piccolo di Milano

Come preparare l’attore europeo | pag. 56

Scuola aperta sul mondo o concentrata sulla professione? Come evitare lo stacco fra teoria e pratica – I contributi di Strehler, Helène Dastè, Costa e Lecoq – Copeau, Stanislavskij e Brecht punti di riferimento.

Luigi Maria Musati: come insegnare a recitare

Attore domani: che fa la D’Amico? | pag. 57

Più di un secolo fa sorgeva a Firenze la prima scuola di teatro diretta da Luigi Rasi – L’Accademia d’Arte drammatica nacque “rivoluzionaria” nel 1935, ma oggi deve ridefinire una didattica aperta alla ricerca e alle esperienze europee: questo l’impegno del suo direttore attuale.

Incontro con Palazzi Direttore della Civica

La scuola Paolo Grassi dopo quarant’anni | pag. 60

Il programma è ambizioso: scegliere la libera formazione e il rinnovamento contro la tradizione –Ma mancano fondi e strutture, non c’è uno statuto, il futuro è incerto – “La scuola di Strehler? E’ un’altra cosa”.

Claudio Meldolesi giudica l’esperienza del Dams

Una scuola per lo spettacolo | pag. 62

L’unica università dello Spettacolo in Italia è stata quasi abbandonata dalle istituzioni, anche se altre quattro sedi universitarie vogliono assumere la struttura del Dams – Vi si studia lo spettacolo come luogo di collegamento e mediazione con le istanze e le discussioni culturali – L’Accademia resta sempre la formazione ideale per l’attore, oggi dotato di una maggiore cultura di base e intelligenza spettacolare – Tre esigenze dietro le definizioni di teatro tout court, d’avanguardia e di ricerca.

Una scuola e il suo teatro a Milano

In una ex-fabbrica pensando al futuro | pag. 64

Il Centro Teatro Attivo e Spazio più sono una palestra e un trampolino per i giovani fuori dai circuito sovvenzionati- Progetti e qualche amarezza

Dopo quindici anni di attività autonoma

Finalmente una sede per la Comuna Baires | pag. 65

Il Comune di Milano le ha messo a disposizione un luogo di lavoro – Il direttore Renzo Casali, figlio di italiani, animatore della rassegna Wiwargentina, illustra qui il programma della rifondazione: una scuola internazionale di recitazione, una ricerca senza frontiere e iniziative produttive per rilanciare la creatività languente del teatro milanese.

La pedagogia teatrale di Renzo Casali

Dalla scuola alla scena poi un film in Argentina | pag. 66

La Scuola Europea della Comuna Baires, con sede a Milano, punta sulla creatività e sull’autoformazione, e prepara anche alla cinematografia.

A Milano la Scuola dell’americano Richard Gordon

“Scelgo i miei allievi raccontando storie” | pag. 67

Ha insegnato un anno nel mitico Actor’s Studio di Lee Strasberg, è stato regista e attore, chiamato anche da Kubrick per un film non realizzato – La sua prima passione è stata il canto, per il quale si ispirò al noto basso Ezio Pinza – Ha cantato insieme a Licia Albanese, con l’orchestra di Toscanini – Duro il suo giudizio sulle scuole di teatro italiane: metodi arcaici, scarso professionismo, gli allievi ne escono tutti uguali, senza personalità – Il suo metodo di insegnamento prevede poca dizione, tanto Stanislavski, managerialità di se stessi, il tutto in diversi anni di studio.

Un esperimento in corso in venticinque istituti

C’è un modello a Milano per il teatro nella scuola | pag. 69

Un progetto del Provveditorato agli Studi del capoluogo lombardo tenta di realizzare la promozione della cultura teatrale finora limitata alle inefficaci “pomeridiane studentesche” – La passione per il teatro passa attraverso la conoscenza del palcoscenico e la liberazione delle virtualità espressive dei giovani – Il Progetto Giovani ’93 del ministero della P. I.

Testi

Commedia metafisica in tre atti

Renato Randazzo, La Girandola | pag. 70

Analisi di La Girandola di Renato Randazzo

Un teatro metafisico in un albergo-paradiso | pag. 72

Un atto di Vico Faggi

Silone o la speranza | pag. 84

Perché, ancora, Silone | pag. 87

Hystrio cerca di stimolare la produzione di testi di teatro da parte di amici e collaboratori: così è nata La mia scena è un bosco, prima pièce di Lele Luzzati. Analoga la genesi di questo testo di Vico Faggi, che siamo lieti di pubblicare: al poeta e drammaturgo ligure, di cui conosciamo l’impegno civile, abbiamo proposto di misurarsi con la grande figura di Ignazio Silone. Ed ecco i risultati.
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La danza

Bilancio deludente della stagione di danza

Ma il balletto a Milano non ha più i suoi sciamani | pag. 90

Da contare sulle dita di una mano gli appuntamenti interessanti, in ritardo le presenze significative, senza progettualità la rassegna della nouvelle danse. E spente anche le esibizioni del corpo di ballo scaligero.

Nureyev, fuga da Thomas Mann | pag. 91

La Graham quasi una divinità sulle scene

Stupore: se n’è andata Martha l’immortale | pag. 92

Diceva che “il corpo non mente” – Aveva riportato la danza a terra, liberando i piedi dalle scarpette – La sua concezione del ballo come arte dello spirito ha fatto scuola presso celebrità come Nureyev e Baryshnikov, coreografi come Glen Tetley, Robert Cohan o Merce Cunningham.

La società teatrale

Ivo Chiesa presenta il Corte Lambruschini

Genova: un nuovo teatro con più di mille posti | pag. 93

Una struttura all’italiana ma attrezzature tecnologiche avanzate – Una platea di 620 metri quadrati e un palcoscenico di 680, uscite separate dalle entrate e 600 posti auto – Luogo d’incontro permanente, vi saranno presentate le produzioni dello Stabile e anche spettacoli esterni di qualità.

Critiche

Le recensioni della seconda parte della stagione | pag. 95

La serata “del disonore” di Haber – Compleanno postumo per Kantor – La Locandiera della Malfatti e di Squarzina – La trilogia della villeggiatura a Louvain-la-Neuve e le recensioni della seconda parte della stagione – C. Argenti, F. Battistini, C. Cannella, M. Caveggia, V. faggi, G. Geron, P. Lucchesini, A.L. Marrè, A. Melilli, V. Paniccia, G. Pullini, U. Ronfani.
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Biblioteca

Miserie e speranze dell’editoria teatrale

Scuola, sei nemica dell’autore di teatro | pag. 112

La fondatrice della Costa e Nolan di Genova e Eugenio Buonaccorsi, direttore della collana di drammaturgia, ci parlano di una “scommessa” che dura da nove anni, delle difficoltà con cui devono misurarsi e della invidiata situazione di altri Paesi, dove l’autore teatrale ha anche lettori.

I ritorni

Escono le sue recensioni e le sue poesie

Il messaggio di Ripellino: “Siate buffi, cari amici”  | pag. 114

“Per me sfuggire allo sfacelo è possibile solo attraverso l’uso dell’ironia e della maschera, per mezzo di una incessante acrobazia del linguaggio, come un trapezista sull’attrezzo. Tornerò nella mia magica Praga…”.

L’ultimo object trouvée: il neoclassico nella danza | pag. 115

In copertina

Il Teatro, affresco di Aligi Sassu (1962) | pag. 999