Numero 3 di luglio-settembre 2026

La sezione Vetrina si apre con il programma di Hystrio Festival 2026, il nostro festival giunto alla quinta edizione, che si svolgerà come sempre a Milano, presso il Teatro Elfo Puccini, dal 15 al 20 settembre. Al festival è legato anche il secondo articolo di apertura, che traccia un primo bilancio della tournèe dei testi provenienti dal Premio Hystrio Scritture di Scena, inaugurata nella stagione 2025/2026, in cinque teatri, Nazionali e Delle Città (di Ilaria Angelone e Claudia Cannella). La sezione Vetrina prosegue con due approfondimenti, dedicati ad Anagoor e al suo legame con la Germania (di Laura Bevione) e alla prima Residenza regionale calabrese, Crea (di Paola Abenavoli).

Nella sezione Anniversari celebriamo su questo numero i 40 anni di Radicondoli, un festival in continua metamorfosi e i 30 anni di Teatro delle Ariette e del loro progetto di teatro a stretto contatto con la natura (di Francesco Tei e Laura Bevione).

Molto ricca, come sempre, la sezione delle corrispondenze dal mondo che, su questo numero, ci porta a Vienna, per le Festwochen dirette da Milo Rau, a Budapest, dove il Mitem cerca di edificare ponti fra le culture e in Montenegro, per scoprire il teatro che si produce nel Paese dei Balcani (di Irina Wolf), a Skopje e Lugano, per i festival dedicati alla danza (di Carmelo A. Zapparrata) e infine a Parigi, dove alla Cartoucherie e al Vieux-Colombier va in scena la Storia (di Laura Caretti).

Segue, il Ritratto di uno dei pochi “produttori” teatrali italiani, Pierfrancesco Pisani, direttore di Infinito, che ci racconta (orgogliosamente) in che cosa consiste il suo lavoro e del motivo per cui in Italia sia così poco considerato (di Nicola Arrigoni).

Non mancano gli approfondimenti sulla giovane drammaturgia, dedicato a Giulia Bartolini e Jacopo Giacomoni (di Matteo Brighenti) e sul teatro ragazzi, dedicato alle compagnie pugliesi e al loro lavoro (di Vincenzo Sardelli).

Per la sezione dedicata ai testi, pubblichiamo su questo numero il testo Rette parallele sono l’amore e la morte di Oscar De Summa.

Completano il numero le rubriche dedicate alle recensioni degli spettacoli dell’ultima parte della stagione teatrale, alle novità editoriali e alle notizie dalla società teatrale.

La copertina e l’immagine di apertura del dossier sono opera di Massimo Voghera, scenografo e pittore torinese.

DOSSIER

Coreografe, donne, italiane

Le donne hanno dato un forte contributo alla danza italiana: il loro lavoro da autrici, costante e apparentemente discreto, ha rinnovato estetiche e stili. Dalla centenaria Susanna Egri sino alle Zoomers, ognuna di queste coreografe ha lasciato importanti segni. Personalità di rilievo, capaci di elaborare proprie poetiche e di trasmettere insegnamenti agli emergenti. Sono Coreografe-Donne di età e linguaggi diversi, ma tutte fondamentali nel comporre il quadro della danza contemporanea italiana.

(a cura di Laura Bevione e Carmelo A. Zapparrata, con interventi di Eugenia Casini Ropa, Susanna Egri, Roberto Giambrone, Marinella Guatterini, Stefano Tomassini, Michela Lucenti, Michele Pascarella, Rossella Battisti, Alessandro Pontremoli, Elisa Guzzo Vaccarino, Roberto Canziani, Matteo Brighenti, Fabio Acca, Nicola Arrigoni, Carlo Lei, Alice Strazzi, Giuseppe Montemagno e Sandro Avanzo)

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