Sommario: Numero 2 di aprile-giugno 2002

Editoriale

Carmelo Bene è morto a Roma il 16 marzo 2002 | pag. 1

di
Addio al teatro, addio alla menzogna, addio a se stesso, addio a tutti, addio agli aattori-interpreti e addio all’identità, ma addio per sempre. Tutto il mio teatro comincia dall'”addio”. C’è prima un addio, e poi la non-Storia, il non-evento, che coincide con quanto accade, fino al sonno di scena. L’addio è una necessità pri a della premessa. Senza l'”addio” non si dà un cominciamento (Sono apparso alla Madonna)

Hanno collaborato

in copertina: Teatri della diversità, acquarello di Graziano Gregori | pag. 2

di
Collaboratori: Cristina Argenti, Nicola Arrigoni, Massimo Bertoli, Andrea Bertoni, LAura Bevione, Fabrizio CAleffi, Andrea CAnevaro, Danilo Caravà, Roberto Cavosi, Paola Cique, Nancy Delhalle, Renzia D’Incà, Pierachille Dolfini, Monica Dragone, Paul Edmond, Gastone Geron, Gigi Giacobbe, Roberto Giambrone, Pierfrancesco Giannangeli, Cristina Grazioli, Giuseppe Liotta, Ilaria Lucari, Stefania Maraucci, Massimo Marino, Antonella Melilli, Vito Minoia, Giuseppe Montemagno, Simona Morgantini, Pier Giorgio Nosari, Roberto Oddo, Valeria Ottolenghi, Alfio Petrini, Angelo Pizzuto, Gianni Poli, Emilio Pozzi, Carlo Randazzo, Domenico Rogotti, Marilena Roncarà, Andrea Rustichelli, Giuliano Scabia, Michael Skasa, Sara Soncini, Francesco Tei, Dòra Vàrnai, Andrea Vecchia, Cristina Ventrucci, Nicola Viesti

Vetrina

intorno a Quel che sapeva Maisie

Il teatro biblioteca di Ronconi | pag. 4

Dopo Gadda, Dostoevskij e Nabokov con Quel che sapeva Maisie il direttore del Piccolo insiste nel teatralizzare la letteratura: un percorso che sembra corrispondere alla convinzione che – ha scritto – il teatro non è più, oggi, un bisogno e neppure un servizio. E che occorre riprogettare l’istituzione teatrale come valore critico, con funzione riflessiva adatta ai nostri tempi

al Teatro Strehler di Milano

Quel che sappiamo di Maisie | pag. 7

Quel che sapeva Maisie, di Henry James. Regia di Luca Ronconi. Milano, Teatro Strehler.

l’affaire Castri

Sulle rovine del regno di Danimarca | pag. 8

Le dimensioni del regista toscano da direttore del Teatro Stabile di Torino aprono desolanti scenari di una politica teatrale più attenta a tutelare i piccoli giochi di potere locali che il lavoro serio di un professionista competente – La causa? Un matrimonio che “non s’ha da fare” tra lo Stabile e Teatro Settimo, ma forse è solo la goccia che fa traboccare il vaso di un’esperienza direttiva, quella di Castri, ostacolata fin dalla nascita

al Vascello di Roma

La resistibile ascesa di Arturo B, pardon Ui! | pag. 10

intervista alla Sontag

Susan, alla ricerca del teatro perduto | pag. 11

L’iniziazione teatrale di una giovane spettatrice – Gli “innamoramenti” per alcuni spettacoli, che diventano i punti fermi della sua formazione, e gli incontri con Peter Brook e Jerzy Grotoski, fino alla recente “scoperta” del Teatro delle Albe di Ravenna – L’interesse per un  teatro che possa <<esaltare e cambiare la vita>>, lontano dal conformismo che, in America più che altrove, sembra aver soffocato qualsiasi forma di coscienza critica

il libro

Ritratto d’attrice tra Vecchio e Nuovo Mondo | pag. 12

In America. Mondadori, Milano, 2000

anniversari

R.W.F., la malattia del fare | pag. 14

Nel corso della sua breve esistenza (1945-1982), Rainer Werner Fassbinder lavorò freneticamente su più fronti: regie teatrali e cinematografiche, radio, televisione, sceneggiature e testi per la scena – Estraneo a qualsiasi regola sociale, artista-artigiano dissacrante, coraggioso e sfrontato lasciò un segno indelebile nella cultura europea di questi ultimi decenni – Le iniziative in Italia per ricordarlo a vent’anni dalla morte

Stabile di Bolzano

Un teatro di frontiera per i caffè di Geesche | pag. 16

la trilogia dell’Elfo

lavorare in gruppo all’ombra di Fassbinder | pag. 17

di

Exit

addio a Durano

Il sorriso beffardo di Giustino  | pag. 19

Dossier

Le buone pratiche del teatro | pag. 22

Goldoni come Diderot ci insegnano a tenere conto di una realtà completa e non amputata, a guardare a un mondo fatto di diversità, che non vanno nè schernite, nè condivise totalmente ma comprese in quanto tali – Bisogna guardarsi da un’interpretazione viziata della diversità, troppo intenzionale, troppo marcata, che trasforma lo spazio scenico in uno spazio moralistico

gli Oiseau Mouche raccontati da Antonio Viganò

<<Si nasce alla vita in tanti modi>> | pag. 25

Da Arbeit macht frei, dedicato allo sterminio degli handicappati nei lager nazisti a Personnages, particolarità di una compagnia con lo statuto di attori professionisti che rifugge da ogni pietismo e gioca a carte scoperte con la propria diversità

Teatro Argentina di Roma

I ragazzi del Laboratorio Gabrielli preparano Pinocchio | pag. 27

intervista a Pippo Delbono

Non faccio diversità | pag. 28

<<Io non curo, non aiuto nessuno. Bobò e gli altri, possiedono un’energia espressiva che un normodotato raggiunge solo con molto lavoro. Mi interessa creare una relazione tra la scena e lo spettatore, essere vero in uno spazio vivo>>

gli scalognati di Nanni | pag. 30

Da quasi quattro anni Garella lavora alla formazione teatrale di alcuni pazienti del Dipartimento di salute mentale della Asl di Bologna Nord – Dopo il Sogno di Shakespeare, Fantasmi di Pirandello, ecco I Giganti della motagna con Gazzolo-Cotrone alla guida degli abitanti della Villa ormai dotati di regolare libretto Enpals

il Teatro Nuovo di Napoli

Coi ragazzi “a rischio” nei Quartieri Spagnoli | pag. 33

teatro e impegno civile

global & local | pag. 34

Dopo Genova, l’attentato di New York e la guerra in Afghanistan, la mappa dei centri di cultura alternativi si è notevolmente ampliata estendendosi dall’area cattolica al sindacato, dal volontariato sociale all’associazionismo ecologista, dai pacifisti ai consumatori equosolidali, dai sostenitori dei diritti umani alle comunità di immigrati

un fenomeno non solo positivo

Sfruttare le risorse del sociale | pag. 37

Svolgere attività teatrali nei luoghi del disagio significa ottenere un riconoscimento istituzionale ed economico. Ma non sempre se ne hanno i titoli e le capacità

Ravenna teatro

Romagna africana | pag. 38

In una città di forte immigrazione la Albe incominciarono il proprio itinerario “nero” cercando tra gli immigrati coloro che potessero incarnare sulla scena l’immagine fisica e metaforica del Sud del mondo

Loredana Putignani

Con le prostitute nigeriane fra treni e strada | pag. 39

Volterra

La Fortezza espugnata dal teatro | pag. 40

<<Il carcere che può dare l’immagine di immobilità, credo sia una delle situazioni più in movimento che io conosca – diceva Armando Punzo – Il movimento è dato dalle relazioni tra gli uomini che lo abitano e dalle loro aspirazioni più intime e segrete, ed è forte la sensazione di viaggiare nel corpo di questa grande nave sapendo di stare fermi>>

la Compagnia Il gabbiano da attori-detenuti

in scena si supera la pena  | pag. 43

Padova

Il Tam(tam) del carcere | pag. 44

Dieci anni di attività in cui l’elaborazione di video, momento di unione virtuale tra il dentro e il fuori, ha assunto un’importanza centrale

dopo Marco Cavallo

Il sentiero di Trieste | pag. 46

Bologna

Il teatro civile di Paolo Billi | pag. 49

Scene di follia | pag. 50

Claudio Misculin, Stalker Teatro e Danio Manfredini: tre modi diversi di farsi mediatori col teatro del disagio e della sofferenza mentale

una riflessione

La differenza | pag. 52

Il teatro dagli anni ’60-’70 in poi è andato nelle scuole, nei manicomi, nei luoghi di lavoro e di esclusione e ha portato nei recinti dell’arte “matti”, “bambini”, “handicappati”, persone di altre culture, mescolando lingue, tradizioni, caratteristiche somatiche

Premio Hystrio

Premio Hystrio alla Vocazione per giovani attori | pag. 54

di
Il bando di concorso per l’edizione 2002

Teatromondo

Schilling, un ritratto

Le passioni del giovane Árpád | pag. 56

Enfant prodige (e terrible) della scena europea, il regista ungherese si forma nel circuito del teatro di ricerca, ma presto viene chiamato anche da grandi istituzioni come il Katona – Ritmo, tensione, scelte provocatorie e impegnative performance attoriali alla base del suo lavoro – Il successo internazionale di Nemico pubblico da Kleist, mentre sono in arrivo in Italia i più recenti Liliom e Woyzeck

Speciale

la drammaturgia contemporanea del Belgio francofono

Oltre la belgitude | pag. 60

Da Willems a Blasdand, passando per Sigrig, Kalisky, Louvet, De Decker, Emond e tanti altri, quarant’anni di scrittura teatrale in un paese dalla doppia, e spesso inconciliabile, identità – Nello speciale, curato da Gianni Poli, l’evoluzione di temi e linguaggi dal dopoguerra a oggi: il recupero della tradizione poetica fiamminga e simbolista, i drammi borghesi e generazionali, lo scontro di civiltà e il tentativo di conciliare le diverse etnie, il teatro engagé degli anni ’60 e ’70, la rivisitazione del mito e del vaudeville in chiave grottesca – La svolta degli anni ’90

la nuova generazione

Giovani autori crescono malgrado tutto | pag. 65

Nell’ultimo decennio del secolo si impongono nuovi modelli e cresce il numero degli autori – L’indifferenza delle istituzioni e la mancanza di finanziamenti rendono difficile l’affernazione dei giovani drammaturghi, che cercano luoghi e spazi alternativi per uscire dall’isolamento

Testi

Miraggi d’amore di Paul Emond | pag. 68

di
Titolo originale: Inaccessibles amours, Ed. Lansman, 1994. Traduzione di Gianni Poli realizzata per conto e con il contributo di Wallonie – Bruxelles Théâtre, presso il Centre National des Ecritures du Spectacle – La Chartreuse. Villeneuve-lez-Avignon, aprile-maggio 2001. Pubblicazione realizzata con il contributo della S.A.C.D. – Belgique.
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Speciale

a Parigi con la regia di Brook

Caryl Churchill e i cappelli dell’Apocalisse | pag. 77

Far away, di Caryl Churchill. Regia di Peter BrooK. Prod. Théâtre des Bouffes du Nord, PARIGI

Teatro di guerra

al Barbican di Londra

La scena entra in guerra | pag. 78

The Prisoner’s Dilemma di David Edgar, simulazione di un negoziato di pace che mette a fuoco le difficoltà e le ipocrisie della diplomazia internazionale, e The Lieutenant of Inishmore dell’irlandese McDonagh, satira della violenza terroristica, eleggono il teatro a luogo di riflessione sui nuovi conflitti mondiali

Orsini, Lazzarini, Lievi

Lampi d’attualità su Miller | pag. 80

Erano tutti miei figli, di Arthur Miller. Regia di Cesare Lievi. Prod. Ert Emilia Romagna MODENA-CESENA e CTB, BRESCIA, in collaborazione con l’Eliseo, ROMA.

Nati ieri

i protagonisti della giovane scena / 11

Gli ingredienti dell’Impasto | pag. 82

Attenzione alla parola, danza, canto, temi famigliari e impegno politico caratterizzano la comunità teatrale nomade fondata da Michela Lucenti e Alessandro Berti – Dal loro primo spettacolo, Skankrèr, nato in un ex gabinetto di un Centro sociale bolognese, all’Agenda di Seattle che ruota attorno ai motivi ecologisti del movimento no-global

Biblioteca

a cura di Marilena Roncarà

Le novità editoriali del mondo teatrale | pag. 84

di

Critiche

Oltre 60 recensioni della prima parte della stagione teatrale

| pag. 86

di
Pro & Contro: Otello nella regia di Calenda – Lear secondo il gruppo A.T.I.R – Gente di plastica, il nuovo spettacolo di Pippo Delbono – Il ritorno di Pier’Alli con Il Principe costante – Paolini contro il Petrolchimico di Porto Marghera – Patroni Griffi en travesti –  Aspettando Godot con Luca De Filippo
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La società teatrale

a cura di Anna Ceravolo

Tutta l’attualità del mondo teatrale: festival, notizie dall’Italia e dal mondo, corsi e premi. | pag. 116

di

la drammaturgia e la Siae: intervista a Cavosi

| pag. 116

Ecco che cosa si può fare per un teatro del tempo presente

Humour

foyer

Il figlio del foglio | pag. 128