TESTI

2000 2 aprile
/giugno
di Claudio Tomati

Personaggi

Autopresentazione

ORFEO, O DEL SACRIFICIO DELL’EROE
All’apparenza, la storia che ho raccontato in questo testo è una storia di partigianato, e del dilemma pacificazione/giustizia risolto infine dal ministro di Grazia e Giustizia Palmiro Togliatti con l’amnistia per i fascisti di Salò. Ma Orfeo non è solo questo. Se la sua immediata fonte d’ispirazione è la vicenda di Cimitero, partigiano che cercò ferocemente la vendetta dopo che i nazifascisti gli ebbero ucciso il padre e la ragazza, ho scritto Orfeo pensando a tutti coloro – i Torquato Secci, Daria Bonfietti, Giovanni Falcone, Ilaria Alpi e i suoi dolenti genitori, Milan Hrovatin, i giudici dell’ultima istruttoria sulla strage di piazza Fontana… – che ostinatamente, in un paese che non ha mai saputo diventare “società civile”, hanno ricercato verità e giustizia. Affinché rimanga ben salda la loro presa sulle genti, le malvagie divinità dell’asfissia, delle paludi del pigro accomodamento e della paura che invelenisce la vita, gli dei dell’indifferenza, del cinismo, del conformismo, richiedono sacrifici umani. E a dover essere sacrificato è colui che osa sfidare il loro potere, per recare la luce senza la quale sarà una notte eterna – la notte della dignità di un popolo – quella nella quale gli uomini continueranno a vivere. A questi eroi è dunque dedicato il mio lavoro, con amore e con rispetto. Perché «non la puoi costruire la tua nuova Italia, non puoi costruire niente, se nelle fondamenta ci sono i cadaveri».
Claudio Tomati

Scheda autore

CLAUDIO TOMATI è nato in Liguria nel 1963. Diplomato presso la Scuola d’arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano nel 1990, svolge da allora l’attività di drammaturgo. Ha scritto, tra gli altri: Oh quante sono incantatrici, oh quanti incantator, che non si sanno, con il Laboratorio di Drammaturgia della Scuola, in scena nel 1990 al Crt di Milano per la regia di Mauro Maggioni; Shockwork, coautrici Elisabetta Bucciarelli e Simona Giacomelli, in scena nel 1991 al Teatro di Portaromana di Milano, regia di Peter Busuttil; Assalto al Paradiso, vincitore del Premio Idi Autori Nuovi 1992, pubblicato su Hystrio n.1/95 e prodotto dal Crest di Taranto per la regia di Mauro Maggioni; Marlowe, coautore Mauro Maggioni, vincitore del Premio speciale della Giuria del Premio Ater Riccione 1995; Trümmerswing, andato in scena al Teatro Garage di Genova nel 1996 per la regia di Mauro Maggioni; Viaggiatori, coautore e regista Gianluigi Gherzi, produzione dei Centri sociali milanesi, in scena al Csoa Leoncavallo e quindi al Festival di Santarcangelo, 1996; Alex M., opera segnalata al Premio Ater Riccione 1997, un estratto della quale è stato presentato nello stesso anno al Festival di Santarcangelo con il titolo Monede & Sgiafùn, regia di Mauro Maggioni; Alma Rosé, progetto vincitore del Premio Scenario 1997, in scena al Teatro Verdi di Milano e quindi in tournée, per la regia di Mauro Maggioni; Jahillia, cortometraggio diretto da Giovanni Maderna, secondo classificato al Sacher film festival, edizione 1997; La bisbetica domata, così come fu rappresentata dalla compagnia…, da William Shakespeare, coautore Mauro Maggioni, prodotto da I Carrara di Vicenza per la regia di Mauro Maggioni; Il conquistatore di Siviglia, coautore Mauro Maggioni, Premio Candoni 1999, ospitato al Playwright Festival di Croydon, Londra.