Sommario: Numero 3 di luglio-settembre 2013

Premio Hystrio

Premio Hystrio 2013 i giorni del fuoco e della polvere | pag. 4

Le motivazioni | pag. 7

Premio Hystrio

Premio Hystrio alla Vocazione i vincitori e i segnalati | pag. 10

Premio Hystrio-Scritture di Scena le motivazioni | pag. 11

Premio Hystrio

Premio Hystrio-Occhi di Scena le motivazioni | pag. 11

Vetrina

Ute Lemper: a New York come a Buenos Aires «metto Berlino un po’ dappertutto» | pag. 12

Brecht e Weill, Brel e Ferré, Piazzolla e il suono del bandoneon, non c’è nulla che non si adatti alla sua duttilissima voce: cittadina del mondo, la cantante tedesca è al traguardo dei cinquant’anni, che festeggia a luglio.

Premio Hystrio

Dai margini della vita al centro della scena, il teatro secondo Davide Iodice | pag. 14

Se per La tempesta erano gli attori della sceneggiata, per La fabbrica dei sogni sono gli abitanti del Dormitorio Pubblico di Napoli a guidare il percorso di costante contaminazione tra esistenza e arte che caratterizza la ricerca del regista napoletano, dai suoi primi passi con la Compagnia LiberaMente, fino alle attuali collaborazioni con lo Stabile e il Festival partenopeo.

Vetrina

Giovani mattatori/8:

Fabrizio Gifuni, in scena con la luce negli occhi | pag. 16

Quando uno straordinario talento si unisce alla passione civile, il risultato è Fabrizio Gifuni. Dal talento nel “fare le voci” a Gadda, Pavese e Pasolini, passando per Orazio Costa e Massimo Castri, la lunga carriera dell’attore che voleva fare l’avvocato.

Teatromondo

Da Parigi verso Itaca, ultimo approdo del teatro | pag. 20

La stagione primaverile parigina favorisce il racconto di avventure umane, prima ancora che teatrali: il dramma dei migranti di Lampedusa e le frontiere incontaminate dello Yukon, evocate da Lina Prosa e Sarah Berthiaume, o ancora la tournée del Théâtre Aftaab, il “Sole” afghano che risplende grazie all’impegno di Ariane Mnouchkine.

Tutta l’eleganza dei cinquant’anni nei Theatertreffen berlinesi | pag. 22

Al traguardo del mezzo secolo, la rassegna sembra non voler correre rischi, puntando su grandi produzioni provenienti dagli organismi stabili delle principali città di lingua tedesca. Con un’unica eccezione, Hebbel am Ufer e lo spettacolo Disabled Theater.

Premio Hystrio

Italia-Romania andata e ritorno, Myskin in viaggio con Amleto | pag. 24

La sinergia nata dal progetto europeo Playing Identities è fucina da alcuni anni di fecondi scambi di talenti, come testimonia la collaborazione tra Teatro Era di Pontedera e Teatro Nazionale rumeno di Cluj.

Teatromondo

Una casa per il teatro italiano di scena a Edimburgo | pag. 25

Stefania Del Bravo ci racconta come è riuscita a trasformare l’Istituto Italiano di Cultura, che dirige nella capitale scozzese, in punto informativo e vetrina per il teatro italiano presente al Fringe.

Quando i teatri d’Europa si incontrano sull’autobus | pag. 26

Un pullmann, 28 persone (artisti, critici e operatori) provenienti da 11 paesi europei, 3500 km in otto giorni, sulle strade del Vecchio Continente: questa, in sintesi, la singolare iniziativa itinerante voluta dalla European Theatre Convention, per promuovere il confronto e lo scambio interculturale.

Non solo petrolio e paure nel futuro di Caracas | pag. 28

Nel Venezuela nell’indimenticato Chavez il teatro è vissuto come divertimento elitario, sottoposto alle leggi del mercato. Chi la pensa diversamente ne sopporta il peso, come il Festival Internazionale di Teatro, ospitato nei cinque teatri di Caracas e finanziato unicamente dallo Stato di Miranda.

Humour

G(L)OSSIP

Teatro privato (del pubblico) | pag. 30

Dossier

Teatro e pubblico | pag. 31

Confinato per secoli nel buio e nel silenzio della platea, il pubblico ha saputo conquistarsi, negli ultimi anni, un ruolo di primo piano nell’economia del sistema-teatro nazionale. Condizionando da vicino le politiche degli operatori e irrompendo nella creazione, programmazione, messinscena e critica degli spettacoli, anche grazie alle nuove opportunità offerte dal web. Conoscere da vicino il fenomeno è, per molti teatri, un modo per uscire dalla crisi e superare l’indifferenza della politica. Come chiede l’Europa.

Marc Augé: il teatro come luogo di relazione | pag. 32

Il coinvolgimento del pubblico, tanto a livello di condivisione delle politiche quanto di sviluppo delle estetiche, sembra essere, per molti teatri, la via maestra per uscire dalla crisi dei finanziamenti. A patto però di preservare quella che è, per Augè, l’essenza del “luogo teatro”: la relazione.

Il volto del pubblico sempre presente nello specchio plurale della scena | pag. 34

Dall’Atene del V secolo al Medioevo, dalle feste rinascimentali al teatro elisabettiano, dalla Commedia dell’Arte ai corrales spagnoli, dal teatro illuminista, romantico e poi naturalista, la storia dello spettacolo vive del dissidio insanabile tra quanto avviene sulla scena e ciò che succede in platea. Fino al Futurismo e alla rivoluzione delle avanguardie.

Il teatro salvato dagli spettatori (critici) | pag. 38

Dal km zero al consum-attore le nuove frontiere del marketing | pag. 39

La messa a punto di efficaci strategie di promozione si fonda su un’osservazione partecipata della realtà del pubblico: conoscere a fondo chi consuma teatro e le sue esigenze aiuta ad ampliare le prospettive e a vincere il rischio di autoreferenzialità.

I numeri del teatro in Italia | pag. 40

Nonostante la scientificità nella raccolta dei dati, le statistiche elaborate dall’Istat e dalla Siae non riescono ancora a dare una rappresentazione esaustiva dell’offerta teatrale in Italia, indispensabile per orientare le politiche di settore.

Nuovo pubblico cercasi: la rivoluzione del web | pag. 42

Per far fronte alla crisi dei finanziamenti pubblici, molti teatri investono in una nuova e più proficua relazione col proprio pubblico, sfruttando i ritrovati della tecnologia digitale e in linea con le direttive della Commissione Europea.

Spettatori si diventa, col teatro ragazzi l’eterna gallina dalle uova d’oro | pag. 44

Fin dalla nascita negli anni Settanta, il teatro ragazzi mantiene un legame stretto con chi lo segue. Anche oggi, nonostante abbia in parte smarrito la carica innovativa, vanta significativi risultati al botteghino e rappresenta un target non trascurabile.

Dal Gratosoglio al Quarticciolo il riscatto delle periferie | pag. 45

A Milano e a Roma le realtà che operano in zone decentrate e periferiche lavorano per il coinvolgimento del pubblico e il radicamento sul territorio, tra risorse esigue e politiche culturali discontinue.

Teatri pubblici: quali mani sulla città? | pag. 46

La moltiplicazione dei target e l’introduzione della cultura d’impresa hanno reso necessario un radicale ripensamento del teatro pubblico italiano, in un’ottica di scambio, partecipazione e condivisione con lo spettatore.

Teatri occupati: slogan o buona pratica? | pag. 47

Attori e spettatori nello spazio del teatro | pag. 48

Nell’evoluzione dello spazio teatrale e nel mutare delle tipologie architettoniche si va alla ricerca di un nuovo rapporto tra scena e platea: dai primi tentativi settecenteschi, fino alle più recenti sperimentazioni, il filo conduttore è la trasformazione della relazione con lo spettatore.

Quel teatro che sveglia il bell’addormentato | pag. 50

A fronte della crisi della regia, del teatro pubblico e della critica, sono sempre più numerosi gli spettacoli che stimolano (e ottengono) la partecipazione del pubblico.

Lo spettatore 2.0: l’unione fa la forza | pag. 51

Il pubblico 2.0 va alla ricerca di una sempre maggiore vicinanza all’attore: si moltiplicano gli spettacoli per pochi o per un solo spettatore e fioriscono esperienze che coinvolgono una fruizione sensoriale.

Di certi festival, di certi spettatori il teatro come esperienza condivisa | pag. 52

Chi ha maturato una lunga esperienza come critico e operatore sa che un festival può avere un ruolo importante nel sistema teatrale italiano: promuovere giovani artisti, costruire un rapporto più diretto con il pubblico e creare una relazione con il territorio su cui si insedia.

Per una programmazione partecipata: Luca Ricci racconta il caso Kilowatt | pag. 53

La sfida del teatro sociale: uscire dal “carcere” | pag. 54

Nonostante la relazione e l’incontro con gli spettatori siano momenti fondanti per il teatro sociale, questo settore fatica a uscire dalla nicchia dell’autoreferenzialità per raggiungere platee ampie e variegate.

Dal sorbetto al pop corn, la lirica tra cotonature e jeans | pag. 55

Museificazione e rinnovamento, strategie commerciali e inedite forme di comunicazione: il melodramma attraversa una delicata fase di transizione, si reinventa «moderno e popolare» e cerca nuovi fruitori nelle generazioni più giovani.

Uno, nessuno e centomila, lo spettatore della danza | pag. 56

Da Bèjart in poi, passando per i festival estivi e le nuove compagnie di ricerca, la danza ha saputo sempre rinnovarsi, ogni volta intercettando un pubblico diversificato.

Le voci degli altri: performing arts come happening continuo | pag. 57

Preparata dalle correnti dada e neodada, la performance inverte i termini della creazione artistica, aprendosi a un confronto diretto e non mediato col pubblico.

Critica, scena e platea un triangolo da rimisurare | pag. 58

Esiste ormai uno scollamento evidente tra lettori-spettatori e critica. Le cause sono molteplici e le responsabilità da ripartire (quasi) equamente. Per la seconda categoria, però, urge una riflessione su temi troppo spesso ignorati, come deontologia professionale e spirito di servizio.

Per una fenomenologia dello spettatore pagante, e no | pag. 59

Come ti acchiappo lo spettatore ricette creative dalle capitali europee | pag. 61

Nelle maggiori città del Vecchio Continente, i teatri cercano strategie per coinvolgere il pubblico. E se a Berlino e a Parigi puntano alla varietà dell’offerta, Londra, Mosca e Barcellona affrontano la crisi attraverso una buona politica dei prezzi.

I social network tra palco e platea | pag. 63

Teatroragazzi

In Puglia, il teatro è a misura di bambino | pag. 64

Dalla ricca panoramica sulle produzioni per bambini di Maggio all’Infanzia e Puglia Showcase Kids emerge l’esplicita tendenza delle compagnie ad affrontare temi “tabù”: se per il Teatro delle Briciole sono i vecchi, per Sud Costa Occidentale è l’omosessualità.

Lirica

Un Mozart giocoso, anzi disperato | pag. 65

Il binomio Mozart-Daponte trova nuovo vigore a Parigi e a Bruxelles, con le regie di Braunschweig e Haneke. Se Don Giovanni è visto dagli occhi (invidiosi) di Leporello, nel Così fan tutte di Haneke è l’eccesso della Ragione a ridurre gli uomini in macerie.

Exit

Quel Premio Nobel, anche di Franca | pag. 66

Inscindibile binomio, con Dario Fo Franca Rame ha condiviso tutto: passione politica, lavoro, amore, palcoscenico, accuse e censure, assumendo il ruolo pragmatico e intraprendente nella coppia più nota del teatro italiano.

Anna Proclemer, la verità in scena | pag. 67

Ci ha lasciato una grande interprete, che ha segnato, col suo carisma, 60 anni di spettacolo, volto e voce dei maggiori drammaturghi classici e moderni, da Bontempelli e Betti a Brusati, Beckett e Albee, fino al “suo” Brancati.

Rossella Falk, la diva dei Parioli | pag. 68

Fu convinta a entrare in Accademia da De Lullo e divenne parte fondamentale del sodalizio trentennale della Compagnia dei Giovani, distinguendosi nel repertorio classico, ma soprattutto contemporaneo, da Pirandello a Fabbri (che per lei scrisse La bugiarda) e Patroni Griffi.

Addio a Regina Bianchi, musa dei fratelli De Filippo | pag. 69

Franco Scaldati, il cantore della Sicilia | pag. 69

Esce di scena Carlo Monni, l’artista irregolare | pag. 69

Critiche

Le recensioni | pag. 70

Danza

Anne Teresa De Keersmaeker la signora della danza contemporanea | pag. 95

Di casa a Bruxelles con la sua Compagnia Rosas, la danzatrice allieva di Béjart, è in arrivo a Torino Danza. Nelle sue coreografie la musica, da Bach a Steve Reich, e i movimenti si fondono in una raffinata partitura.

Testi

Incantati. Parabola dei fratelli calciatori | pag. 98

Biblioteca

le novità editoriali | pag. 113

Società teatrale

L’attualità del mondo del teatro | pag. 116