Sommario: Numero 3 di luglio-settembre 1994

Editoriale

Voci nel deserto? | pag. 3

La società teatrale

Un libro e un dibattito per la rifondazione della scena

Teatro: il tempo del buongoverno? | pag. 4

Nel corso di una Giornata della Critica e nell’ambito della Settimana dello Spettacolo si è discusso a Firenze del rinnovamento di una società teatrale che, dopo l’abolizione del vecchio ministero, rischia di tornare nelle mani dei responsabili di un sistema che ha prodotto sprechi, ingiustizie e l’impoverimento dell’arte e della cultura nel settore – Per cambiare sul serio.

La mappa dei festival

L’estate teatrale da Pergine a Taormina

Drammaturgia italiana classici e laboratori | pag. 7

La mappa delle rassegne estive

Festival

Il festival indoor di Primavera a Parma

C’e’ un’eta’ dell’oro per il teatro giovane? | pag. 11

Cinque formazioni si sono alternate sulla scena fornendo poi a turno gli spettatori per gli altri gruppi – Sono da definire gli obiettivi per la ricerca

Le anticipazioni dei festival estivi | pag. 12

Bejart, Forsythe, la Ferri e può darsi Lindsay Kemp

De Berardinis alla direzione del festival romagnolo

La prima volta di Leo a Santarcangelo 1994 | pag. 13

“Non c’è nessuna rottura né continuità polemica col passato”, dice il successore di Attisani – Frammenti del programma già presentati in pubblico – L’impegno per un teatro pubblico in controtendenza alle privatizzazioni e l’auspicio che la Cultura possa avere la stessa importanza della Sanità.

Il teatro giapponese conquista Avignone | pag. 14

L’Andromaca di Euripide con la regia di Lassalle, quattro testi di Edward Bond e una quindicina di inediti contemporanei completano il cartellone.

In campagna da Stanislavskij il festival di drammaturgia | pag. 15

Meno rassegne per i tagli alle sovvenzioni

Coreografi dal mondo in agosto a Berlino | pag. 15

Un convegno Il corpo come icona al centro di Tanz in August – Priorità alla ricostruzione sulla cultura – ridimensionato il XXXI Theatertreffen Berlin.

Lettera da Berlino

È tra Müller e Gênet il punto zero del teatro | pag. 16

Propositi di azzeramento e di rifondazione al Berliner Ensemble – In scena Quartett con la mitica Marianne Hoppe e Slendid’s con la regia di Grüber.

Vienna, Salisburgo e altre ribalte austriache

Nelle notti d’estate sul Danubio non più blu | pag. 17

Prevalgono i classici, in allestimenti sfarzosi affidati a registi come Stein, Langoff, Wilke, Buczolich e Dodin – A Hallein in una versione di Ronconi dei Giganti della montagna di Pirandello – Un’operetta clownesca da Karl Kraus.

Panoramica sull’estate ungherese

Classici e sperimentazione per tre Opera da tre soldi | pag. 18

Miklós Jancsó dirige qust’anno il Festival nazionale del Teatro ungherese – In cartellone Brecht, Beckett e i classici, da Shakespeare a Strindberg, ma è assente la nuova drammaturgia – Una rassegna di magiari all’estero.

Lettera da Londra

Stein, Bondy e Zadek al lavoro per Edimburgo | pag. 19

Registi di richiamo per la principale rassegna inglese – Durerà quasi otto ore una Orestea in russo – Un Enrico V a Stratford – Tanta danza a Brighton

Ninagawa, Daldry e Deborah Warner

Tre grandi messinscene nella primavera londinese | pag. 20

Humour

Foyer | pag. 21

Il club di Hystrio nel cuore di Brera | pag. 22

È intitolato a Franco Brusati – La Bocca della verità: una iniziativa per dare la parola al “popolo del teatro”

Il teatro a Milano: una guerra fra epuratori e presunte vittime? | pag. 22

Cronache

Lettera da Roma

Tre volte Bernhard all’Accademia D’Amico | pag. 23

La società teatrale

L’atelier delle professioni dello spettacolo

I magnifici allievi della costa ovest | pag. 24

In sei anni più di trecento giovani hanno frequentato i corsi finanziati dalla Cee per dare una formazione globale ad attori, tecnici e gestori della scena.

Teatro al femminile

Con la scoperta delle commedie da lei scritte

Titina De Filippo è uscita dall’ombra | pag. 25

Madre era stata anche per i tumultuosi fratelli che non avrebbero mai finito di litigare, e che quando lei non rimase a tenerli uniti si divisero per sempre.

Intervista

Incontro romano con Lars Norén

“Provo un senso di colpa se scrivo per il teatro” | pag. 26

L’autore svedese è venuto in Italia per la prima di Coraggio di uccidere – Ha pronti due nuovi testi e prepara un dramma che porterà in scena O’Neill.

I maestri

Ritratto di Albertazzi con settanta candeline

Giorgio, attor giovane | pag. 27

Ritratto del grande attore capitolino

Scaccia principe romano dai palazzi alle piazze | pag. 29

La sua ironia, ricca di sfumature, gli ha consentito di interpretare personaggi estremi, come Chicchignola o Shylock, ma conservandone l’umanità.

Scena sud

Dagli ultimi teatrini nomadi alle scene moderne

La seconda vita dei pupi siciliani | pag. 31

La passione di un collezionista, l’impresario Enzo Pandolfo, ha riunito materiali preziosi, ridato slancio ad un genere languente e prodotto spettacoli con splendide marionette armate di oltre un metro manovrate a vista dai pupari – Un auspicio: che la nuova Opra dei pupi sia diffusa anche in Europa.

Un’estate di crisi nel mezzogiorno

Il percorso accidentato dei festival nel sud | pag. 33

Finanziamenti ridotti e imprenditoria privata debole minacciano buona parte delle manifestazioni – Sospesi il Festival delle Arti barocche e le Panatenee pompeiane – Siracusa, Gibellina e Taormina in Sicilia; le Ville vesuviane, Settembre al borgo e Benevento in Campania; Nora in Sardegna.

Intervista al nuovo direttore artistico

A Benevento Rigillo ricomincia da nove | pag. 34

La rassegna sarà abbinata a una lotteria e sarà incentrata sulla drammaturgia italiana contemporanea – Il festival si è costituito come ente cittadino.

Bilancio di una stagione con poche emozioni e molte risate

A Napoli i nuovi comici fanno il tutto esaurito | pag. 36

Pochi gli eventi da ricordare, anche Pirandello e Pinter hanno lasciato le sale mezze vuote – Per La gente vuole ridere! di Salemme, invece, i teatri si sono riempiti – Distinguere fra risata televisiva e comicità da palcoscenico.

Diventare attori nel sud

Poche nel mezzogiorno le botteghe del teatro | pag. 37

La scuola del Teatro Bellini e l’Accademia di Palmi sono praticamente le sole istituzioni in grado di garantire, grazie anche a borse di studio, una preparazione soddisfacente alle giovani leve che si destinano al palcoscenico.

Di Giacomo a sessant’anni dalla morte

Napoli, un grande amore tra splendori e miserie | pag. 38

Studioso del Settecento, commediografo, poeta e giornalista, gli si deve il più affascinante affresco della città partenopea – L’amicizia con Croce, l’amore per Elisa la maestrina, le disavventure in politica e il mesto declino.

Intervista al consulente artistico Pippo Meli

La “linea mediterranea” dello Stabile di Catania | pag. 41

Da Verga a De Roberto, da Pirandello, a Brancati alla Maraini, un percorso nella cultura siciliana del passato – Il presente della lotta alla mafia con Sciascia, Fava, Arriva e Di Grado, senza trascurare la drammaturgia in vernacolo di Martoglio – Le scelte del direttore Baudo e la scuola di teatro.

La rassegna greca dell’Inda a Siracusa

Eschilo superstar, Aristofane brechtiano | pag. 43

Una versione “operistica” dell’Agamennone con regia e musica di De Simone, protagonisti Ida Di Benedetto e Mariano Rigillo e un allestimento di Calenda del Prometeo legato con Herlitzka, la Degli Esposti e Ferzetti – Marcello Bartoli interprete eccellente degli Acanesi, regista Marcucci.

Uno spettacolo di Giuditta Lelio a Palermo

Ieri Scibilia Nobili e oggi Sevla Avdic | pag. 46

Fra la sposa vittima delle invasioni turche nella Sicilia del XVI secolo e l’Antigone bosniaca che ha sfidato la morte per dare sepoltura ai suoi cari, il mistero dolorosissimo della violenza alle donne e ai bambini nel corso della storia – Una performance teatrale e un convegno universitario sul tema.

Storia di un piccolo grande festival

Le opere e i giorni di due dame a Monreale | pag. 48

Lina Prosa e Anna Barbera hanno dato vita a una rassegna che, davanti alla Conca d’oro, guarda alle forme più aggiornate della ricerca scenica.

Per testori

Testori e il lavoro di Nuti e della Innocenti

Vent’anni di fedeltà alla parola del teatro | pag. 49

“Il verbo che si fa carne è la prima e fondamentale espressione dell’uomo. Per questo posso immaginare un mondo senza romanzi e senza poesia ma non un mondo senza teatro” – La storia del Teatro Popolare di Roma è l’applicazione convinta e rigorosa di questa concezione testoriana della scena.

Adriana Innocenti evoca la storia dei Lai

Quei gioielli amatissimi che lui mi ha regalato | pag. 51

L’ultima visita dello scrittore ricoverato al San Raffaele, la lettura dei testi, la commovente consegna dei copioni e delle bobine – “Sono per te, tuoi…”

La “Rivoluzione teatrale” di Giovanni Testori

La forza segreta della sua drammaturgia | pag. 52

La parola era per lui non modo di dire ma realtà, cosa viva che s’incarnava sulla scena – Un itinerario che ha travolto tutte le convenzioni teatrali.

I Lai nella storia della letteratura europea | pag. 53

Frammenti da Tre Lai | pag. 54

Testimonianze appassionate dei partecipanti al laboratorio

Una splendida gioventù lo ha richiamato a noi | pag. 56

Nei chiostri della società umanitaria si è svolto per due mesi un laboratorio che ha consentito ai giovani artisti di attraversare nella sua globalità l’opera testoriana – Alla fine il mosaico delle singole ricerche è stato presentato al pubblico: sorprendente constatare quanto la parola dello scrittore avesse agito in profondità sulle idee e gli stati d’animo dei partecipanti

Tavola rotonda all’Umanitaria

Testori o la violenza della libertà interiore | pag. 57

Giudizi e testimonianze | pag. 58

Una drammaturgia dell’Oltre (Da Parola di Teatro, di Edoardo Bertani, Garzanti Editore); Un mangiatore di Dio (Rafaele Crovi, da Il Giorno del 5 giugno 1983); Lo scandalo dell’Arialda (Camilla Cederna, da Corriere della Sera, marzo 1994); Contro tutto e contro tutti (Riccardo Bonacina, da Il Giorno del 17 marzo 1993)

Una lettura globale della sua opera

Attraversando Testori: ritratto di un maestro | pag. 60

Testori narratore e poeta, drammaturgo e poeta, critico d’arte e polemista: i tanti volti di un intellettuale che si voleva uomo come gli altri uomini, nelle conferenze tenutesi all’Umanitaria nel primo anniversario della morte.

Cosa ci ha lasciato il grande ribelle lombardo

In attesa di udire i suoi ultimi versi | pag. 61

Testori ci ha insegnato a riconoscere il nostro comune destino non nelle parole degradate dei discorsi di ogni giorno, ma nei contorcimenti del corpo e della lingua anelanti a salire dal fondo delle nostre quotidiane paludi.

La testimonianza di Andrée Ruth Shammah

Un provocatore che ha messo l’uomo al centro di tutto | pag. 64

Teatromondo

Il fascino discreto di una scena sconosciuta

Notizie dall’Australia su un teatro lontano | pag. 64

Una drammaturgia nazionale nata nel 1955, con Summer of the seventeeth doll di Ray Lawler, dopo più di un secolo di dipendenza dai modelli europei – Un tipo di multiculturalismo tollerante verso le minoranze caratterizza una produzione teatrale che fruisce di finanziamenti trasparenti da parte dello Stato e che sa anche essere autosufficiente – La funzione del Teatro La Mama di Sidney e il modello di Fo nelle comunità teatrali – Shakespeare fa la parte del leone, fra gli italiani rappresentati Goldoni e Pirandello – Quattro e distinte le aree produttive : quella commerciale, il Mainstream Theatre di stampo britannico, il Fringe Theatre e la Community Theatre.

La recensione in versi: L’Acqua, I sogni da Bachelard

La fredda via al sogno | pag. 73

Critiche

Appaludito esordio alla direzione dello Stabile di Roma

Ronconi in Arcadia con l’Aminta del Tasso | pag. 74

Quasi una “psicanalisi” dei fantasmi amorosi del poeta e dell’epoca in un allestimento di taglio antinaturalista, pervaso da una affettuosa ironia, ma che si ferma con rispettosa discrezione alle soglie del mistero poetico.
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Si chiude dopo cinque anni la rassegna “Follia a teatro” | pag. 80

La festa

La VI edizione del Premio Europa per il Teatro

Festa per la Melato al Montegrotto Terme | pag. 96

A Gastone Geron il Premio per la Saggistica e a Roberta Carlotto il Premio per la Radiofonia – Le motivazioni della giuria della rassegna, promossa dal Comitato manifestazioni della località euganea e organizzata da Hystrio.

Gli stabili

La prima stagione di Luca Ronconi nella capitale

Due volte cinque al teatro di Roma | pag. 97

Dei dieci spettacoli in cartellone, tutti di istituzioni pubbliche, metà saranno nuove produzioni e metà ospitalità – Castri e Sequi fra i registi; Re Lear e Verso Peer Gynt i due allestimenti ronconiani – Previste novità italiane.

Ritratto d’autore

Incontro con un autore rigoroso e coerente

Rocco Familiari e le sue commedie | pag. 98

Formatosi come teatrale in Sicilia, fondatore del Festival di Taormina, questo drammaturgo attivo dagli anni Sessanta, ha meritato l’attenzione di registi come Trionfo e Zanussi – Un’opera eclettica, colta e di efficace teatralità, che spazia dai contenuti tragici al genere brillante – Una drammaturgia della destabilizzazione con i segni dell’inquietudine contemporanea – Partecipazione alle storie del proprio tempo nei Monodrammi.

Krzysztof Zanussi analizza Il Presidente

È riflessa nel video l’illusione dell’eternità | pag. 102

Il regista che ha messo in scena il testo di Familiari con Raf Vallone ne dà una lettura morale: la ricerca di una libertà basata sulla verità della vita.

Nostra intervista con Rocco Familiari

Il Teatro? È una forma di espressione raffinata | pag. 104

Genere considerato elitario, trascurato, può aiutare le coscienze a dibattere le grandi questioni del nostro tempo – Una prova: la vicenda de Il Presidente è stata considerata un’anticipazione della candidatura di Berlusconi.

Una poesia di Familiari per P.P.P. | pag. 106

Gli autori dell’IDI a Spoleto

Commedie nuove, signori! Giovani autori a Spoleto | pag. 109

Per una scommessa sul futuro | pag. 109

Nunzio | pag. 111

Angelo e Beatrice | pag. 121

La stanza buia | pag. 139

Miracoli | pag. 139

Sopra la media stagionale | pag. 149

I maestri

Ricordo a vent’anni della scomparsa

Tofano, un uomo per bene sulle tavole del palcoscenico | pag. 165

Attore e disegnatore, scrittore e scenografo, regista e padagogo, il padre del signor Bonaventura ha saputo essere fedele al teatro all’antica italiana ma anche interprete autorevole e versatile sulla nuova scena del dopoguerra.

Exit

Addio sora Anita

Ultima diva familiare | pag. 167

Per salutare Alain Cuny dinosauro del grande teatro | pag. 167

In copertina

Ritratto di Giovanni Testori, di Sergio Vacchi | pag. 999