Sommario: Numero 2 di aprile-giugno 2003

La questione teatrale

Camus ragioni di un ritorno | pag. 2

Sui palcoscenici italiani si rappresentano Caligola e allestimenti teatrali da Lo Straniero e La peste; i giovani scoprono i suoi romanzi e i suoi saggi, la Francia si appassiona ai suoi scritti “di battaglia” pubblicati sui giornali in cui il pensiero mediterraneo di un intellettuale inorganico anticipava il tramonto delle ideologie distorte dalla politica e poneva la difesa dell’uomo, della libertà e della giustizia al di sopra di ogni altra cosa. Per Camus è giustizia postuma; oggi ci è più vicino di tanti maitres à penser che non hanno più molto da dirci.

Camus, scrittore mediterraneo | pag. 4

il percorso teatrale di Albert Camus

Dall’assurdo all’umana solidarietà | pag. 5

Muovendo, con Caligola, dall’aspro conflitto fra l’io e il mondo, una drammaturgia che nega alla Storia il diritto di imporre la sottomissione all’ingiustizia e alla tirannide. E che annuncia il fallimento delle ideologie, come sovrastrutture inerti e sterili e come strumenti di coercizione politica

Caligola, Meursault e Rieux

Anime in rivolta | pag. 7

Vanno in scena tre celebri opere dello scrittore francese d’Algeri con protagonisti Branciaroli, Baliani e Dettori. I registi illustrano significati e ragioni della propria lettura.

Caligola, di Claudio Longhi. Prod. Teatro degli Incamminati. | pag. 7

Lo Straniero, adattamento drammaturgico di Maria Maglietta e Marco Baliani. | pag. 8

La peste, versione teatrale di Ugo Ronfani. Elaborazione e regia di Claudio Beccari, al Teatro Filodrammatici di Milano | pag. 9

Vetrina

Napoli

Dalla periferia al centro | pag. 10

La capitale del Mezzogiorno apre nuovi spazi al teatro. La canzone partenopea fa centro al Trianon, mentre in periferia la sfida è ancora tutta da vincere.

Un teatro al posto del mercato | pag. 10

Dossier

Teatro politico | pag. 12

<<Le arti che non realizzano alcuna “opera” hanno grande affinità con la politica. Gli artisti che le praticano – danzatori, attori, musicisti e simili – hanno bisogno di un pubblico al quale mostrare il loro virtuosismo, come gli uomini che agiscono hanno bisogno di altri alla cui presenza comparire: gli uni e gli altri, per “lavorare”, hanno bisogno di uno spazio a struttura pubblica, e in entrambi i casi la loro “esecuzione” dipende dalla presenza altrui. Tale spazio destinato alle apparizioni degli uomini non è affatto un attributo fisso e scontato di qualsiasi comunità. La polis greca fu appunto quella “forma di governo” che forniva agli uomini uno spazio per apparire, nel quale agire, una sorta di teatro dove la libertà poteva fare la propria comparsa>>.                       Hannah Arendt, Tra passato e futuro

la scena politica in Italia

L’INIZIO È UN QUARANTOTTO

| pag. 17

Nell’Ottocento gli ideali risorgimentali nutrono fortemente anche la drammaturgia, me è solo nel dopoguerra, con la nascita degli Stabili che nasce una moderna consapevolezza del valore politico del teatro. I testi di Brecht al Piccolo e a Genova gli spettacoli-documento della coppia Faggi-Squarzina.

Marco Paolini

RICERCO L’INATTUALITA’

| pag. 20

Dal Racconto del Vajont a Parlamento Chimico, l’attore veneto rivendica la sua funzione di contastorie civile che riporta alla luce eventi dimentica o rimossi

temi per una discussione

ATTENTI A L’ETICHETTA | pag. 22

Sensore attento e straordinariamente vitale della realtà il teatro è irriducibile a qualsiasi definizione. Il rischio è di ridurre la molteplicità dei sensi che una rappresentazione mette in moto nel confronto con chi vi partecipa.

penne velenose d’italia

Fustigare a destra e a manca

| pag. 24

La satira dagli anni Sessanta a oggi attraverso gli autori e le testate giornalistiche di tutti gli orientamenti politici che con varia fortuna hanno cercato col riso di far vacillare ideologie e certezze.

comici e società

Riso indigesto | pag. 26

Da Albanese ai fratelli Guzzanti, da Grillo a Lattazzi, la parodia sociale e la satira politica riescono ancora a essere graffianti?

Un corrosivo Grillo parlante | pag. 27

Associazione Teatro Civile

Non sottrarsi al dramma | pag. 28

Il gruppo di scrittori che due anni fa promosse l’iniziativa Scrittori per la pace, raccogliendo una fortissima adesione, continua ad affrontare con forte carica etica temi scottanti come quello della giustizia e del terrorismo.

Montefalcone, 22/6/53

4 chiacchere con il Signor Rossi | pag. 30

Da Lenny Bruce dei Navigli a ultimo fool del teatro nostrano, passando per trasmissioni cult televisive, monologhi autolesionisti, adunate sotto un tendone da circo, incursioni cinematografiche, il “teatro serio” di Brecht e Tabori, fino alle ultime esperienze di “delirio organizzato”. La multiforme personalità artistica di Paolo Rossi ha attraversato trent’anni di spettacolo. E ha lasciato il segno. Anche nel concepire il discorso politico da mettere sotto i riflettori.

un libro sul Bread and Puppet

Schumann fornaio burattinaio | pag. 32

di R A
Bread & Puppet. La cattedrale di cartapesta, a cura di Andrea Mancini. Scritti di John Bell, Maurizio Buscarino, Fabrizio Cruciani, Damiano Giambelli, Lia Lapini, Franco Ruffini, Giuliano Scabia, Peter Schumann, Massimo Schuster, Sergio Secci. Con 32 pagine fuori testo di foto di Maurizio Buscarino, Titivillus Edizioni, Corazzano (Pisa) 2002

dall’emiciclo alla scena

Onorevole attori | pag. 33

Il partito dell’amore: lo spettacolo di un gruppo di parlamentari dell’opposizione.

riletture politiche

Attualizzare? È un classico!
| pag. 34

Gli autori dei drammi antichi sono stati sempre sentiti come nostri contemporanei e le loro opere lette con l’occhio del presente – Più di tutti sono Francia e Germania ad avere maturato, in concomitanza con periodi di grave instabilità politica, allestimenti in chiave attuale di testi greci, in particolare Orestea e Antigone – In Italia manca un filone politico vero e proprio, forse perché la cultura classica è sempre stata in mano di istituzioni scolastiche o culturali

dai temi di cronaca all’Olocausto

In scena con impegno | pag. 37

Si è riaccesa la passione civile in teatro e sono sempre di più gli spettacoli di giovani compagnie che affrontano argomenti di stringente attualità, come la giustizia, la pena di morte e la guerra, o ricostruiscono momenti importanti e drammatici della nostra storia passata, come l¹ultima guerra e l’Olocausto

Vita e pensieri suoi e di Franca Rame

Fo, giullare in rivolta | pag. 40

Teatromondo

Lettera da Vienna

3 teatri in cerca d’identità | pag. 44

Mentre il Volkstheater si rinnova, puntando a un rilancio dei classici e al recupero di testi recenti di rara esecuzione, il Burgtheater appare sottotono e concentrato su un “teatro di regia” ambizioso, ma effimero – Fedele al suo multiforme programma di ricerca, continua invece il “miracolo” del Teatro Scala guidato da Bruno Max

da Londra

Shakespeare loro contemporaneo | pag. 46

Al Gielgud Theatre cinque opere di autori elisabettiani dimenticati

Orléans

L’Europa il teatro e la torre di Babele | pag. 47

L’attività dell’Atelier Européen de la Traduction è una delle occasioni più significative per la conoscenza e la diffusione della drammaturgia contemporanea dei diversi Paesi del Vecchio Continente

Nati ieri

I protagonisti della giovane scena/15

La Calabria di chi resta | pag. 48

Scena Verticale, fondata nel 1992 da Saverio La Ruina e Dario De Luca, si rivela sul piano nazionale nel ’99 grazie al festival da loro organizzato a Castrovillari, in provincia di Cosenza – Un gruppo radicato nella propria terra che porta in scena il malessere di una regione ancora oggi di forte emigrazione e racconta senza indulgenza il degrado di una cultura contadina ammaliata dai nuovi modelli di consumo

Crisi di riso

Poveri greci senza Biscardi | pag. 51

Inchiesta

Scuole di teatro/3: Russia | pag. 52

di R A
Terra di grandi maestri, primo fra tutti, naturalmente, Konstantin Stanislavskij, ostinato e profondissimo esploratore dell’arte dell’attore, instancabile sperimentatore dotato di passione chiara e di entusiasmo infantile, e terra di grandi allievi, spesso ribelli, Vsevolod Mejerchol’d, Evgenij Vachtangov, Michail Cechov; terra di rivoluzioni teatrali finite altrettanto tragicamente di quelle politiche – e pensiamo ancora a Mejerchol’d, il geniale regista dell’Ottobre teatrale, vittima dello stalinismo (arrestato nel ’39 e poi fucilato – ma questo si saprà solo molti anni dopo); terra di teatri-studio, di masterskie (laboratori, botteghe) in cui la ricerca e la sperimentazione si fondano sulla profonda conoscenza della tradizione, la Russia è la terza tappa della nostra inchiesta sulle scuole di teatro. Anche se, a rigore, è da qui che saremmo dovuti partire, perché è qui, per l’appunto, che la pedagogia teatrale ha compiuto i suoi primi passi agli inizi del Novecento, per poi trovare sviluppo un po’ ovunque, dalla Francia all’America. Nelle due grandi Accademie di Mosca e Pietroburgo hanno insegnato a lungo gli eredi diretti di Stanislavskij, come Mar’ja Knebel, attrice ed eccellente pedagoga, di cui riportiamo il racconto del suo incontro col creatore del Teatro d’Arte, a sua volta amatissima maestra di Anatolij Vasil’ev, oggi direttore di una propria scuola-teatro per attori già professionisti; o come Boris Zon, maestro di Lev Dodin, il regista che con gli alunni dei suoi corsi ha creato spettacoli quasi leggendari. Insomma la Russia è la terra in cui, di generazione in generazione, si è trasmessa la dote di “imparare insegnando” che l’autore del Lavoro dell’attore su stesso possedette integra fino agli ultimi anni della sua vita, quando, incurante della sua celebrità, continuò imperterrito a condurre, fra le pareti di casa, i suoi esperimenti da scienziato un po’ folle sulla natura dell’attore.

ricordi di una grande pedagoga russa

Gli ultimi sogni di Konstantin Sergeevic | pag. 54

Accademia russa di arte teatrale di Mosca

La prima della classe | pag. 58

A fine Ottocento i suoi allievi hanno dato vita al Teatro d’Arte di Stanislavskij e Nemirovic-Dancenko, subito dopo la rivoluzione ha avuto Mejerchol¹d come insegnante dei primi corsi di regia al mondo, oggi conta otto facoltà e resta la più prestigiosa scuola esistente

una lezione del 1918

I pescatori di Kipling | pag. 62

Incontro con Vasil’ev

Anatolij e le sue molte compagnie | pag. 63

Solo chi ha già una formazione teatrale ufficiale può entrare nel teatro-scuola del regista e pedagogo – Il lavoro è articolato in corsi chiamati laboratori da cui nascono i materiali che danno poi origine agli spettacoli veri e propri – Le classi che si sono succedute negli anni hanno formato compagnie separate con un proprio repertorio che coesistono all¹interno del teatro operando spesso scambi fra loro

Spgati di San Pietroburgo

Vivat Accademia | pag. 66

Entrare nella scuola in cui insegnano Lev Dodin, il noto pedagogo Galendeev e molti altri eccellenti maestri non è impresa facile. Parola di ex-allieva

Premio Hystrio

Premio Hystrio alla Vocazione 2003 | pag. 68

di
Il bando di concorso

Critiche

Pro &Contro: Amleto nella regia di Tiezzi – Tutti musical dai Dieci Comandamenti a Pinocchio – Iliade del Teatrino Clandestino e Odissea del Teatro del Carretto – Tutte le novità della stagione | pag. 70

Biblioteca

a cura di Albarosa Camaldo

le novità editoriali | pag. 82

di

Exit

ricordo di Gaber

denunce e rinunce del Signor G | pag. 100

Cronista sarcastico e polemico della nostra storia recente, specchio dei nostri continui malesseri, negli ultimi anni sembrava essersi autoesiliato in una sorta di aspra e amara disillusione

Biblioteca

a cura di Albarosa Camaldo

Le novità editoriali | pag. 102

di

Testi

Qualcosa di rosso di Eva Franchi | pag. 104

Humour

Foyer | pag. 117

La società teatrale

a cura di Anna Ceravolo

Tutta l’attualità del mondo teatrale: festival, notizie dall’Italia e dal mondo, corsi, premi e numeri utili. | pag. 118

di

Hanno collaborato

 
Paola Abenavoli, Elisa Arma, Antonio Audino, Sandro Avanzo,
Marco Baliani, Claudio Beccari, Alessio Bergamo, Massimo Bertoldi, Laura Bevione, Fabrizio Caleffi, Giulia Calligaro, Danilo Caravà, Paola Cinque, Nando Dalla Chiesa, Pierachille Dolfini, Alessandra Faiella, Eva Franchi, Sandro M. Gasparetti, Gastone Geron, Gigi Giacobbe, Giuseppe Liotta, Claudio Longhi, Simona Maggiorelli, Tino Mantarro, Stefania Maraucci, Massimo Marino, Antonella Melilli, Simona Morgantini, Andrea Nanni, Pier Giorgio Nosari, Tatiana Olear, Renato Palazzi, Dimitri Papanikas, Pino Pelloni, Alfio Petrini, Angelo Pizzuto, Oliviero Ponte di Pino, Grazia Pulvirenti, Carlo Randazzo, Domenico Rigotti, Marilena Roncarà, Maggie Rose, Andrea Rustichelli, Giampaolo Spinato, Mariateresa Surianello, Alessandro Tacconi, Francesco Tei, Martina Treu, Alessandro Trigona Occhipinti, Nicola Viesti.

In copertina

Teatro politico, pastello di Daniela Dal Cin | pag. 999