Sommario: Numero 2 di aprile-giugno 1988

Editoriale

Un teatro da ritrovare | pag. 2

Intervista

Carlo Bo sulla versione ronconiana dei “Dialoghi delle Carmelitane”

La suore di Ronconi fra paura e grazia | pag. 3

“E’ il ritorno di Bernanos, qualcosa di più della celebrazione di un centenario – La rivisitazione del dramma da parte di un regista così antitradizionale farà giustizia di molti luoghi comuni – Dettata dal ricordo di una vocazione spezzata, proiettata ai confini del non conoscibile, l’opera dell’autore del “Diario di un curato di campagna” mi sembra più vicina a quella di Dostoevskij che a quelle di Sant’Agostino o Pascal”.

Il regista sulle “Carmelitane”

Se la storia entra in convento | pag. 5

Sperimentazione

A Ivrea e a Bologna due incontri sul “Nuovo teatro”

Bilanci dell’avanguardia fra nuove tensioni e qualche confusione | pag. 6

I promotori del convegno del 1967 si sono ritrovati sulle rive della Dora insieme alle nuove leve del teatro di ricerca – Nel capoluogo emiliano, una discussione sull'”emergenza” provocata da Leo De Berardinis – Un dialogo faticoso tra proponimenti riformistici e tentazioni rivoluzionarie – Gli “anziani” avrebbero desiderato un potere di delega, i giovani non hanno inteso farsi rappresentare ma non hanno proposto altre strategie – Assenti al convegno canavesano Ronconi, Bene, Cecchi – Un documento contro il “teatro ufficiale” e la polemica di Remondi e Caporossi – Elogio dei laboratori, della professionalità, del teatro d’autore.

De Marinis, storico del “nuovo teatro”

Il “come eravamo” di vent’anni prima | pag. 8

I dialoghi di “Hystrio”: dopo Ivrea

Avanguardia assistita e soddisfatta: ma muta | pag. 9

Techné

“Il sermone” di Mamet: singolare esperienza di Luca Barbareschi

Se l’attore dialoga con un percussionista | pag. 10

Un giovane prete americano dalla dubbia vocazione pronuncia una predica delirante fra ossessioni e nevrosi – Il regista-interprete ha avuto l’idea di trasformare il testo in un duetto ritmico con le percussioni di Andrea Centado.

Humour

Carmelo arriva a Venezia | pag. 11

Intervista

Valeria Moriconi: amarezze e consolazioni

“Troppo ciarpame buttiamolo all’aria” | pag. 13

“L’entusiasmo dei miei vent’anni per fortuna è rimasto, ma la fiducia si è incrinata – Alla selezione per meriti si è sostituito il paternalismo: vanno avanti anche gli storpi e troppi attori tendono a uniformarsi verso il basso – Le sovvenzioni? Ai tempi della Compagnia dei Quattro facevamo senza. Aboliamole, detassiamo invece il teatro e sollecitiamo un ministero autonomo dello Spettacolo – E’ assurdo che certi Stabili si considerino esonerati dal dovere elementare di una gestione trasparente”.

Interventi

Intervista-sfogo di Walter Pagliaro

Com’è difficile lavorare con dignità | pag. 16

Perché ho lasciato il “Piccolo” e perché sono tornato – Penso che i teatri pubblici debbano rinnovare quadri e repertorio – Oggi i meriti contano relativamente e le carriere dipendono dalle protezioni politiche – Se un esordiente fa un passo falso è finito: la prova d’appello non è prevista – Voglio affrontare nel futuro la Tetralogia di Ibsen e lavorare con i giovani dell’Accademia.

Dossier

Due armi molto antiche e nuovissime della scena

Il gran teatro del sarcasmo e dell’ironia | pag. 18

“Hystrio” propone un percorso per capire le motivazioni, i meccanismi e le funzioni di due filoni presenti nella drammaturgiaa di tutti i tempi – Il sarcastico combatte con furore per la propria verità, l’ironista vorrebbe mettere da parte rabbia e passione per stare al di sopra della mischia – Il primo è legato alle contingenze sociali e politiche, il secondo è conscio della relatività delle cose – Le riflessioni di Schlegel, Baudelaire, Kierkegaard, Bergson, Freud, Pirandello, Barthes, Jankélévitch.

Il filo rosso di un teatro che vuole cambiare la società

Una risata ininterrotta da Aristofane a Brecht | pag. 20

Umorismo e satira, ironia e sarcasmo sono atteggiamenti che rispondono ai grandi movimenti della storia – Che cos’hanno in comune Sofocle e Shakespeare, Majakovskij e Jarry, Checov e Beckett? – Quando anche il tragico è ironico – I becchini dell'”Amleto” e “Madre Coraggio”.

Quando il ridere diventa la punta estrema della serietà

E l’ironia spalancò le porte della modernità | pag. 22

“Il saggio non ride se non con paura”, ammoniva Baudelaire – Freud sosteneva che “il vero ironista è l’inconscio, pronto a trasporre, omettere, travestire” – Secondo Pirandello l’umorismo, per esistere, ha bisogno di sciogliere la lingua, ed ha il pregio di instaurare l’indulgenza.

Conversazione con Almansi

Il comico a teatro? Un sublime starnuto | pag. 23

Nel paese dove Gogol’ resta il grande modello

In Russia si dice Lukastvo umà | pag. 26

L’espressione, intraducibile, definisce la disposizione all’arguzia amara, all’ironia scettica, allo sberleffo che nessuna repressione, né zarista, né sovietica, ha mai rintuzzato nel popolo russo – L’ultima rivoluzione di Gorbaciov sta allargando gli spazi del teatro satirico, che ha a Mosca il suo luogo deputato – Come diceva Lunacarskij, “la derisione può essere bonaria e autocritica”.

Un ironista chiamato Borges

Compagna del vecchio cieco | pag. 28

Lo scrittore argentino insaporiva le sue pagine attingendo a una grave riserva di humour – Per dare il meglio di sé, diceva, occorre non prendersi sul serio.

Schegge di saggezza borgesiana

“Mi applaudono a Tandil come a New York. ma è chiaro: chi non batte le mani a un vecchio cieco?”  | pag. 29

Cent’anni di derisione nella Francia del teatro

Dalla “Merdre”di Ubu all’ombelico di Anouilh | pag. 30

“Il sarcasmo è barbarie”, diceva Peguy: ma la beffa giocata da Jarry preparò la lunga marcia della drammaturgia francese verso le frontiere di un salutare irrispetto – Perché il surrealismo mancò all’appuntamento.

L’opinione di Cerami

L’ironia? Ma è già nella Bibia | pag. 31

Il pittore e la scena

La storia del “Piccolo” di Milano in quarant’anni di scenografie

Spazi della magia | pag. 32

I bozzetti di scena, paragonabili alle sinopie per gli affreschi, riprendono spesso gli stilemi della grande pittura – Una impostazione storicistica dell’arte scenografica, strettamente legata ai progetti di regia di Strehler – L’iconografia trecentesca negli studi di Ratto per Calderon, la ritrattistica del Pontormo e del Bronzino in quelli di Coltellacci per Shakespeare, la Venezia del Canaletto nell’edizione dell'”Arlecchino” di Frigerio – E in filigrana, le tappe della conquista di un’estetica teatrale.

I maestri

Saluto alla grande scrittrice

Gli antichi e i moderni di Marguerite Yourcenar | pag. 36

di G R
Nella sua opera il viaggio nello spazio è diventato un viaggio nel tempo, e l’incontro con la moderna umanità colloquio con le grandi figure del passato – “Il mio teatro rapresenta il mio pensiero con la libertà del ballo mascherato”.

Dalle conversazioni con Matthieu Galey

Non mi aspetto alcun successo dalla scena | pag. 37

Taccuino di una regia per “La petite sirène”

Viaggio intorno alla fiaba | pag. 39

Scrittura

Un inedito di Salvatore Quasimodo

Euripide incompiuto | pag. 40

Alessandro Quasimodo ha ritrovato la traduzione dell’ultima parte dell'”Ifigenia in Tauride” eseguita dal padre dopo la pubblicazione dei “Lirici greci” – Evoca la fuga di Oreste e Pilade guidati dalla figlia di Agamennone – Nella trasparente versione del poeta il verso greco si fa ritmica e musica italiani.

Quasimodo -Ifigenia in Tauride, V episodio

Pagine ingiallite… | pag. 40

Interventi

Decalogo semiserio del critico di danza  | pag. 43

Personaggi

D’Annunzio e il teatro nel cinquantenario dalla morte

E il vate inventò la politica-spettacolo | pag. 44

Il volo su Vienna, la beffa di Buccari, l’impresa di Fiume, l'”esilio” nella sua fastosa dimora: momenti di una recita durata una vita – Esibizionista e istrione, sperimentò il bagno di folla e offerse al popolo un Capo in cui credere – Con il suo “plebiscito televisivo”, il Celentano di “Fantastico” lo ha inconsapevolmente imitato, mentre l’Arbore di “Indietro tutta” ne ha fatto la caricatura.

D’Annunzio nel Cinquantenario

Rendez-vous con la gloria sul palcoscenico di Quarto | pag. 46

5 maggio 1915: inaugurando il monumento ai Mille, il Vate debuttò come mattatore – Quel giorno egli passò dal teatro borghese alla tragedia patriottica: una carriera d’attore che toccò l’apice a Fiume e che poi continuò in privato nella suntuosa dimora del Vittoriale – Teatralizzando la propria vita l’Immaginifico s’illuse di attirare a sé tutte le cose, gli avvenimenti, le apparenze.

D’Annunzio nel Cinquantenario

Un teatro tra le fiamme dell’amore per la Duse | pag. 48

Insieme alla divina Eleonora il poeta vagheggiò la nascita, sulle sponde del lago di Albano, di una Bayreuth italiana, intrisa di saghe e di miti contadini: sogno che rimase incompiuto, lui vivente, sulle rive del Garda – Il fiasco della “Gloria”, drammone anticipatore dell’era mussoliniana, e il trionfo “italico” della “Figlia di Jorio” – Poi l’orrido splendente della sua drammaturgia, specchio di un’Europa pronta al delirio, diventò il colore del Vittoriale.

Dossier

Tre edizioni celebrative della tragedia dannunziana

Resiste la poesia della “Città morta” | pag. 50

Nell’insieme il teatro di D’Annunzio si presenta come un’officina di orrori, dove i fasti del linguaggio non nascondono la vertigine nichilista – Ma la fosca vicenda di Leonardo e della sorella troppo amata è riscattata da empiti lirici genuini: come prova l’ottimo allestimento di Trionfo e Salveti dopo quelli di Alessandro Quasimodo e del Di Martino.

Costume

Un saggio del sociologo francese sulla teatralità del quotidiano

Tribù metropolitane e teatro del mondo | pag. 52

Oggi l’individuo, nelle città dell’Occidente, non si sente più soggetto di una storia in movimento e si rifugia nel gruppo – Mentre realizza l’antico piacere dello stare insieme, nel neo-tribalismo trova il modo di “esistere” seguendo i propri gusti e le proprie inclinazioni – Punk, kiki e paninari, seguaci della moda retrò, adepti dello jogging: tanti modi per cambiare costume e farsi il proprio spettacolo – La scena è permanente, il copione  un’allegra apocalisse.

Verità della maschera, verità della persona | pag. 54

di U R

Teatromondo

Fra Milano e Buenos Aires un ponte dell’amicizia

Scena argentina selvaggia e innocente | pag. 58

La rassegna sul teatro e il cinema del “paese più italiano dopo l’Italia” ha avuto un momento alto e commovente con “Arriba, Corazòn” di Dragùn – Gli scambi proseguiranno per scoprire un sommerso teatrale al quale, come per il sainete, hanno dato un contributo i nostri emigranti.

Il drammaturgo Osvaldo Dragùn

“Arriba, corazòn”: per vincere il terrore | pag. 60

Il regista Omar Grasso

Dopo il black out vi ritroviamo | pag. 60

Cronache

Già in movimento l’Italia dei festival

A Spoleto Polanski alla versiliana D’Annunzio

| pag. 61

Teatromondo

Anniversari e riproposte sui palcoscenici francesi

L’insolente congedo del sarcastico Copi | pag. 62

L’argentino ci ha lasciati dopo “Una visita inopportuna”, quella di Madame Aids – Polanski uomo-insetto di Kafka – Jean Marais ripropone il suo Cocteau e altri si dedicano alle commemorazioni: sono onorato Yourcenar, Marivaux, Molière.

E Macbeth si uccise in una vasca da bagno

Nella Germania Federale un balletto sullo scandalo politico che ha travolto il leader della Cdu Uwe Barschel – I dispetti senili dei coniugi Hamsun in una commedia di Mommertz – Dall’altra parte del Muro, storia ironica di uno stakanovista di Muller e dei | pag. 64

Netta tendenza retrò sulle scene britanniche

Shaw e la madre badessa prima dell’ultimo addio | pag. 66

La commedia è di Whitemore, fra gli interpreti il grande Gielgud – Le fantasie turistiche di una zitella nella nuova pièce di Shaffer e le frustrazioni di una casalinga in un vaudeville di Willy Russell – Racine all’Old Vic.

Proposte

Il “Monumento” di Silvio D’Amico è in pericolo: salviamolo!

Bisogna rifondare l’enciclopedia dello spettacolo | pag. 68

Undici volumi pubblicati fra il ’54 e il ’62, decine di migliaia di pagine, un repertorio di 145 mila titoli: una massa di informazioni unica al mondo – Ma ferma a un quarto di secolo fa, con evidenti squilibri nei contenuti e molte lacune – Occorre perciò prevedere un nuovo strumento di consultazione per gli studiosi: un progetto che deve impegnare le forze vive dello spettacolo.

L’attore in posa

Giulia Lazzarini

“Com’è severo il regista se è anche tuo marito” | pag. 71

Museo grevin

Un Cinquantenario in sordina

Angelo Musco. L’età dell’oro del teatro dialettale | pag. 72

L’artista catanese fu il “re della risata” nell’epoca in cui la scena, non ancora appiattita dall’omologazione linguistica, aveva attori come Viviani, i De Filippo, Petrolini, Baseggio, la Galli – Gli elogi di Gramsci e Simoni, il sospetto dei fascisti e la sfida della “Figlia di Jorio” in siciliano – Pirandello gli tagliò su misura “Pensaci Giacomino” e imparò molto dal suo istrionismo geniale – Come Totò, nel cinema riuscì a fare accettare i film mediocri.

Testimonianza

Per Giovanni Testori e il suo “Oreste” | pag. 75

Critiche

Critiche degli spettacoli | pag. 76

Con interventi di Antonio Attisani, Elisabetta Dente, N. F., Paolo Lucchesini, M. M., C. M. P., Carmelo Pistillo, Magda Poli, Ugo Ronfani, F. T., M. T., Brunella Torresin.
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Cronache

Archetipi teatrali e ricerca

A Roma il “Progetto fabula” tra Don Giovanni e Riccardo III | pag. 83

Un ambizioso percorso progettuale attraverso i miti della scena, di durata pluriennale, è stato messo a punto dal Teatro delle Voci.

Università

Una svolta nei rapporti fra accademia e scena?

E’ in cattedra il Novecento, l’Ateneo produce spettacoli | pag. 84

Il panorama dei lavori in corso è vario e stimolante: forse, si riducono le distanze fra la ricerca universitaria e la pratica del palcoscenico.

Editoria teatrale

Un avvenimento: tradotta tutta l’opera dello svedese

Strindberg questo sconosciuto | pag. 86

Pur pregevoli, gli spettacoli che hanno impegnato registi come Pavolini, Visconti, Missiroli, Lavia o Pier’Alli si sono limitati a pochi testi famosi – Il curatore dell’opera omnia pubblicata da Mursia fa qui l’elenco delle omissioni – Fra queste “La moglie di Bengt”, “Gustavo Vasa”, “La sonata dei fantasmi”, “Il luogo dell’incendio” e, soprattutto, “La strada maestra”: un vero capolavoro, impressionante allegoria sulla vita umana in forma di via Crucis.

Biblioteca

Gli scritti postumi di un maestro

Il lungo viaggio di guerrieri nel teatro | pag. 90

Il testo

Commedia in due tempi di Luigi Lunari

La bella e la bestia | pag. 94

Dramma pseudoshakespeariano in due tempi di Cesare Molinari

Chi ha ucciso Lady Ofelia? | pag. 110

L’autore su se stesso

Battendo una strada scartata da Shakespeare | pag. 113

In copertina

Valeria Moriconi, ritratto di Vannetta Cavallotti | pag. 999