Sommario: Numero 1 di gennaio-marzo 1988

Editoriale

Parole per incominciare | pag. 2

Intervista

Il Ministro Carraro a Hystrio

Nell’88 tre leggi per lo spettacolo | pag. 3

L’impegno è formale: il Parlamento sarà chiamato a votare sulle proposte legislative di settore per il teatro, il cinema e la musica – “Noto l’estrema vitalità della scena italiana e la sua capacità di armonizzare repertorio classico e nuove esperienze” – Per le sovvenzioni novità in vista – Le polemiche, le proteste? “Sono segni di vivacità dell’ambiente”.

Inchiesta

Crisi della critica:c’è, parliamone

Lo spettatore prezzolato | pag. 4

“Hystrio” ha inviato un questionario ai critici e a studiosi di teatro – Numerose, autorevoli e argomentate le risposte – Il dibattito – che proseguirà – ha inquadrato il tema nel più vasto quadro della crisi del teatro. E ha indicato tre nemici della buona critica: la maleducazione nazional-popolare del pubblico, un giornalismo qualunquistico e becero, la tentazione di adagiarsi nel consumismo – L’insidia dei giudizi prefabbricati della pubblicità, la perdita di tensione della categoria, lo scandalo dei recensori in foglio paga come consulenti – Autocritiche sincere, accuse feroci, contrasti generazionali, proposte e qualche utopia.

Polemica

Interessi privati negli atti d’ufficio. Concorrenza sleale, semplici disfunzioni?

Ma l’Eti è proprio una mela marcia da buttare? | pag. 12

ATTILIO CORSINI – Nonostante tutto, penso che sia ancora possibile riformare l’ente, limitando così la parte della politica nella gestione del teatro – La situazione migliorerebbe se invece di distribuire piazze si assegnassero progetti – La logica della sovvenzione spegne gli entusiasmi e induce al conformismo. FRANZ DE BIASE – Sono d’accordo anch’io: occorono modifiche di struttura affinché questo organismo, destinato a promuovere la cultura teatrale nel rispetto della libertà di tutti, risulti più agile e snello – Fra produzione e distribuzione occorre un filtro tecnico-artistico. Ma anche la gente di teatro deve fare la sua parte.

Teoria

Scaparro: perché volto pagina

Caro teatro, ti amo ma non mi basti più | pag. 15

E’ venuto il tempo di studiare le possibili connessioni fra la scena e le altre forme di spettacolo. Esse sono nei fatti, nella vita di tutti i giorni: se si vuole vivere lo spettacolo bisogna andare fra la gente – Invece i teatranti tendono a rinchiudersi in una teca di cristallo: e così si fa un teatro mortale, dove si uccidono la fantasia, il gioco, la festa – L'”utopia ragionevole” del “Galileo” di Brecht sarà il mio prossimo appuntamento.

Costume

Discorso impopolare su successo e qualità

Ma lo spettatore è proprio innocente?  | pag. 17

di U R
Il pubblico ha il diritto di divertirsi, c’è posto per un teatro di intrattenimento – Si ha torto, però, a credere che una buona serata a teatro debba essere soltanto la festosa occasione di vedere in carne e ossa un divo del cinema o della televisione. Il vero spettatore sceglie, se è scelto non è più tale.

Scrittura

Filippo, Oreste: la parola nuda che grida la libertà

Testori: il mio Alfieri | pag. 18

“Piuttosto che questa sconcia mascherata libertaristica, per non dimettere il nostro destino ci si può anche aiutare col tragico, bianchissimo, marmoreo vuoto: quello, appunto, della di Lui assenza. Ci si può anche aiutare con i marmi e le tombe dell’astigiano – Il Cristo, nella sua opera, non è nominato. Ma poiché credo, fortissimamente, che l’assenza sia un’estrema forma di presenza, un’orma vi ho sempre visto, un gemito io vi ho sempre udito: dell’agnello che si è fatto crocifiggere”.

Il pittore e la scena

“Penso che nel pittore, che è pur sempre legato all’origine mimetica del rappresentare dipingendo, alberghino anche le personalità del mimo e dell’attore”.

Le marionette di Baj sulle rotte di Omero | pag. 20

Frugo nei cantieri e nelle segherie, cerco pezzi di legno usati e con colla, chiodi e stracci metto insieme una nuova serie di figure “antiche”. Lo scopo? Continuare a lavorare per la scena come ho fatto con Shakespeare, Wedekind, Jarry, Berio e Sanguineti. Perché sono convinto che anche i pittori abbiano la loro parola da dire accanto agli scenografi a tempo pieno.

Techné

Il teatro, “Arte del passato”, e i nuovi mass media

Chi ha paura della tv? | pag. 22

Di Antoine Vitez, direttore del Teatro parigino di Palais Chaillot, regista del monumentale “Soulier de satin”di Claudel a Avignone, assai noto anche in Italia per le sue regie al Piccolo Teatro, siamo lieti di pubblicare questa riflessione sulla “contemporaneità” dell’arte teatrale, e sui suoi rapporti con cinema e televisione.

Figure

Mariangela Melato e Laura Montaruli: faccia a faccia tra un’attrice celebre e una promessa della nostra scena nel ricordo di Eleonora Duse

La speranza e la gloria | pag. 23

MELATO – Il regista ti mostra come puoi raggiungere quel luogo misterioso che Eleonora chiamava stato di grazia. Sono per la lbertà del regista, come l’hanno esercitata Visconti, Strehler, Ronconi – L’attore e la pubblicità? E’ la restituzione di un’immagine creatasi nell’inconscio collettivo – Quando urlo la disperazione di Medea, non so più se faccio del cinema o del teatroMONTARULI – C’è l’insidia di dipendere , il rischio di annullarsi per intero nella personalità di chi ti plasma. Castri mi sottopone a una doccia scozzese sulle funzioni e la psicologia del personaggio, poi tocca però a me trovare la mia collocazione – Purtroppo il nostro mestiere ci impone di modellarci come oggetti da mostrare – La tecnologia di scena mi interessa ma mi sconcerta.

Stile

Gianni Versace

Vedo volare il gabbiano… | pag. 26

Mi piacerebbe mettere in scena Cecov: dopo avere disegnato migliaia di costumi per il balletto e l’opera, vorrei affrontare il teatro di parola. Fra i desideri, anche la collaborazione con Strehler e Ronconi. Intanto, prossimi appuntamenti con la Comédie Francaise e Peter Brook.

L’attore in posa

Franco Branciaroli: “Quelli che fanno l’attore io proprio non li capisco” | pag. 28

“Non si può vivere giocando o, peggio, facendo finta di giocare – Metterò in scena l’Amleto, sarà la storia di un combattimento contro il Tempo – Io un provocatore? Quando tutti stanno fermi, se appena ti muovi sei uno che si agita – Il cinema italiano non esiste; una volta c’erano Antonioni e Fellini, oggi non c’è nessuno”.

Laboratorio

Luigi Squarzina ci parla del suo ultimo testo di teatro

Storia dei “Cinque sensi” e dell’Italia indifferente | pag. 30

Dopo aver taciuto per molti anni ed essersi dedicato alla regia, l’autore di “Tre quarti di luna” ha voluto fustigare i mali del paese – la metastasi burocratica, l’assenteismo, il clientelismo, la demagogia sindacale – usando l’arma “pericolosa” della commedia classica – I fasti dell’Enrei (Ente nazionale per la riutilizzazione degli enti inutili) e la lotta per il potere di due papi da carnevale come metafora di un sistema politico degradato – Quattro anni di lavoro, cinque stesure, il successo della “prima” al Nord ma l’indifferenza del pubblico della capitale – Resta, per un’opera così stimolante, soltanto la verifica della lettura. In attesa che si possa incontrare qualche compagnia teatrale in vena di riscoperte.

L’esordio nella regia di Maria Paola Sutto in “Il caso Papaleo”

La ruvida tenerezza di Ennio Flaiano | pag. 35

“Era un disastro: pigro, discontinuo, bilioso. Ma era uno che credeva nell’amore, e anch’io ho imparato a amarlo. Per allestire la sua commedia ho prenotato un tramonto, ho immaginato un cimitero su una spiaggia. Se ci si prende sul serio nei sogni si sopravvive alla morte?”

Teatropoesia

Hystrio intervista l’autore di Hystrio

Luzi: ecco il mio teatro | pag. 37

Voci contrastanti dentro di me, un diverbio, mi hanno dettato nel ’47 un primo dramma, “La pietra oscura” – Da “Ipazia”, che doveva essere un libretto musicale, a “Rosales”, dove si mescolano violenza giustiziera e eros, fino al mio ultimo lavoro, ho sempre considerato la scrittura drammaturgica come l’esposizione di una disputa – Il poeta è egli stesso istrione, ossia si scinde: non è più alla fine quello che scrive ma quello che legge.

Gli “stati generali di Fano” per una nuova soggettività poetica

En attendant Leopardi la poesia post-avanguardie | pag. 40

Centoventi poeti, critici e traduttori, dopo la prolusione di Carlo Bo, hanno definito una strategia contro la lingua scaduta “dell’indicativo perpetuo” e l’assedio di una nuova ignoranza. Chiuso il ciclo delle neo-avanguardie, l’accumulo dell’immagine e l’uso metaforico della comunicazione sono, più delle tecnologie computerizzate, la vera grande novità, perché modificano il campo dela fantasia umana. Ma il teatro ha ancora una vecchia idea della poesia.

Storia

E’ la “rivelazione” di questa stagione teatrale il drammaturgo della gaia apocalisse viennese

Dopo Freud ecco Schnitzler | pag. 42

Cominciata con gli allestimenti di Ronconi e Krejca, la riscoperta dello scrittore austriaco continua con edizioni della “Signorina Elsa”, di “Girotondo”, degli atti unici – “Per alcuni aspetti sono un doppio di Freud, lo stesso professore mi ha definito un suo gemello psichico” – Un teatro che ha anticipato singolarmente la teoria freudiana dei sogni e ha esplorato “il territorio intermedio tra il conscio e l’inconscio” – La storia di un lungo sodalizio intellettuale fecondo ma contrastato e le intuizioni dell’artista sui rischi di sconfinamenti nell’arbitrario della psicoanalisi.

Dodici anni di “fiamme finte” nel carteggio fra Hedy Kempny e Schnitzler

Il grande teatro di un amore senile | pag. 47

“Non vorrebbe una volta fare una passeggiata con me?”: con questa letterina provocatoria cominciò la storia di una “strana coppia” – lui di 33 anni più anziano di lei – che si consumò in parole e emozioni. Lo scrittore la chiamava “la ragazza dalle tredici anime”, le inviava consigli, cioccolatini e denaro, si scaldava alla sua giovinezza un po’ folle.

Giuseppe Farese ha tradotto tre atti unici di Arthur Schnitzler

Commedia di maschere nel crepuscolo di Vienna | pag. 50

E’ più di una moda, forse, l’attuale fortuna di Schnitzler in Italia

Nostra dea “Signorina Elsa” | pag. 51

I registi delle due “Fraulein Else” a confronto

Una ragazza borghese sorella di Ofelia | pag. 53

a cura di Enrico Groppali
Dopo l’allestimento di “Letteratura” e “La donna col pugnale” curato da Pagliaro a Spoleto, due messinscene di “Fraulein Else” confermano che è venuta la grande ora del drammaturgo austriaco – Fra Joyce e Genet, una straordinaria teatralizzazione della scrittura.

“Letteratura” e “La donna col pugnale”: le regie di Pagliaro a Spoleto

Ma dal disastro si salva la donna | pag. 54

Spietato con i personaggi maschili, Schnitzler è invece solidale con l’universo femminile. Di fronte alle imitazioni e ai falsi di oggi, si resta sconcertati per il modo con cui sbriciola l’apparenza. L’arte – ci dice – è un fatto violento, tragico.

Sembiante

Musatti esordisce a novant’anni | pag. 56

La vera scena, per il Maestro viennese, era la clinica di Charcot: sapeva che l’isterico recita – Pirandello deve avere avuto contatti con gli ambienti psicanalitici tedeschi, non credo però con Moreno, l’inventore dello psicodramma – Sono un autore televisivo mancato perché mi sono rifiutato di teatralizzare l’analisi sul video – Ho scritto invece un dramma, “Tre uomini per Amalia”, stimolato dall’amicizia con Adriana Asti – Mi sono così divertito che ho recidivato: sto terminando “Le campagne di Valgioiosa”, vicenda di beni ecclesiastici confiscati e di antenati bizzarri.

Museo grévin

Se ne è andato il “viaggiatore senza bagagli”

Anouilh e Jouvet i cari nemici | pag. 59

di U R
Nelle memorie pubblicate poco prima del decesso l’autore di “Antigone” evoca i difficili rapporti con l’attore, di cui era stato segretario in gioventù – “Mi chiamava pitocco, dei miei personaggi diceva: “Capisci, ragazzo mio: sono tipi coi quali non vorrei pranzare insieme”. Ed io: “Per questo, anche loro non lo vorrebbero”. Dalla conquista di Parigi, dopo una dura bohème, a una celebrità conquistata a fatica con cinquanta commedie e al quasi esilio in Svizzera”.

Teatromondo

Africa 88 è di scena il tam-tam   | pag. 62

di F G
Basta con l’ottica eurocentrica che considera la drammaturgia africana soltanto dai punti di vista antropologico o folkloristico – Il teatro nero è ormai in grado di misurarsi con le realtà internazionali: muovendo da un eclettismo disinvolto, esso sta inventando un linguaggio nuovo – Dopo i nigeriani Soyinka e Tomoloju e i congolesi Tansi e Bemba, il pubblico italiano vedrà nel settembre prossimo opere dei francofoni Asseng (Cameroun), Naindouba (Tchad), Adiaffi (Costa d’Avorio), dell’anglofono Nkwankwo (Niger), di Mata (Mozambico) e di Jelloun (Maghreb).

Polemica

Vi dico perché non credo al futuro del teatro africano | pag. 64

Esiste una teatralità di origine tribale, come il “ghimbala” nel Niger o il “dipri” nella Costa d’Avorio; non c’è invece una drammaturgia nera se non come strumento di persuasione dei gruppi di potere e mezzo di acculturazione dei bianchi.

Teatromondo

Mosca, è finito il tempo dei messaggi cifrati di Ljubimov

Glasnost a tutta voce sui palcoscenici sovietici | pag. 66

Fra i miracoli della perestrojka la ricomparsa dei testi proibiti di Mejerchol’d, dei documenti segreti sui rapporti fra teatranti e potere, i drammi del revisionismo storico di Satrov-Gubarev e il filone del teatro verità. Sullo sfondo i temi della Russia di sempre: lo scontro fra slavisti e occidentalisti, il ritorno del misticismo anarchico.

Francia, cambiano i governi, ma il decentramento resta | pag. 68

E’ questa la lezione del convegno di Saint-Etienne: in crisi in Italia, il teatro pubblico resta a Parigi e nella provincia francese una struttura inalienabile della democrazia culturale. A cominciare dai tre “grandi”, Planchon, Vitez e Chéreau, i registi tornano al rispetto del testo.

A Parigi Ronconi l’italien, ma anche Hossein e la Sagan | pag. 69

Gran Bretagna, Il ritorno di Charlton Heston dopo le vacanze in televisione | pag. 71

Germania, torna la questione ebraica sulla scena | pag. 73

Stati Uniti, Italy on stage fra lacune e polemiche

Il nostro teatro a New York mostra ancora un vecchio volto   | pag. 74

di A A

America Latina, un teatro che riemerge dalle ombre del cinema | pag. 75

La dipendenza da una drammaturgia spagnola impoveritasi e la penetrazione dell’industria cinematografica avevano bloccato lo sviluppo della scena sudamericana. Ai due poli prima isolati dell’Argentina, con la “generazione del ’55”, e del Messico, con la compagnia dell’Universidad Nacional e il gruppo Cleta, s’aggiungono adesso le nuove proposte degli autori e dei registi venezuelani, cileni, brasiliani e cubani: un repertorio da esplorare.

La società teatrale

Un contratto sindacale per tutelare Amleto

L’attore fra l’Iva e il sacro fuoco | pag. 77

La nuova managerialità delle imprese e l’affermarsi di comportamenti responsabili hanno migliorato le condizioni di lavoro in tutte le fasi, dalla preparazione all’esecuzione di uno spettacolo – La particolare natura della professione esclude però rigidità di comportamenti – Dai compensi minimi di 48 mila lire al giorno, trasferte a parte, alle somme con molti zeri dei grossi nomi in ditta – Il difficile dibattito sull’identità giuridica e professionale dell’artista della scena, l’evoluzione dell’istituto della “protesta”, la normativa previdenziale e assistenziale.

Festivals

La Grecia, l’Islam e la Provenza protagonisti della rassegna dell’isola

La Sicilia palcoscenico del teatro mediterraneo | pag. 80

Attraverso manifestazioni come le Giornate delle Arti ericine, le Orestiadi di Gibellina e il ciclo Avignone a Palermo prende forma concreta un progetto unitario che ricongiunge gli antichi frammenti di un immaginario tetrale dell’area mediterranea. Lo stage “Pina Bausch per Palermo” e l’impegno del nuovo Stabile.

Luca De Fusco presenta il festival 88 delle ville vesuviane

Ombre del Settecento e fiamme della rivoluzione | pag. 83

La rassegna, alla terza edizione, evocherà le inquietudini del secolo che si sarebbe concluso con la grande vampata rivoluzionaria – Il principe di San Severo riemergerà dal suo antro di alchimista, forse canteranno i castrati del romanzo “Porporino” di Dominique Fernandez – I palcoscenici sono quelli dei favolosi e restaurati palazzi del Miglio d’Oro.

Critiche

Critiche degli spettacoli | pag. 84

Con interventi di A. A., F. G., Luciana Libero, R. M., Melina Miele, Carlo Maria Pensa, Carmelo Pistillo, Magda Poli, Ugo Ronfani, E. S.
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Editoria

Anticipazioni del direttore editoriale Ferrero

Il progetto Einaudi per il teatro scritto | pag. 91

Riparte con nuovi apparati critici la famosa collana di testi che era stata curata da Guerrieri e Grassi. Anche i Supercoralli si aprono alla drammaturgia: dopo Durrenmatt e Canetti, la Woolf, Pessoa, Puig. Accanto ai classici i nuovissimi.

Biblioteca

| pag. 94

Con interventi di A. A., Andrea Bisicchia, M. M., R. M., Rossella Minotti, G. R., Giancarlo Ricci, Maggie Rose, E. S., Giuliano Soria.

Il testo

Commedia di Nathalie Sarraute

Per un sì o per un no | pag. 97