Sommario: Numero 1 di gennaio-marzo 1989

Editoriale

Chi non vuole la legge   | pag. 2

La società teatrale

“Natura e buongoverno del teatro”: il convegno promosso dalla Regione Lombardia

Nuove regole del gioco per la scena italiana | pag. 3

Milano ha ospitato lo scorso ottobre gli “Stati generali” del teatro, in un momento di tensione caratterizzato dalle polemiche sulla legge e sui tagli al Fondo per lo Spettacolo – “Hystrio” presenta un dossier sulle due giornate di questo importante dibattito, che ha affrontato la questione negli aspetti teorico e pratico: ridefinizione dello specifico teatrale nella società dei mass media e ruolo dell’ente regionale nel futuro assetto della scena – L’introduzione dell’assessore Cavalli e le relazioni di Squarzina, De Bosio, Scaparro, Raboni – Vivaci, numerosi interventi sulla sperimentazione, la formazione degli attori, la drammaturgia nazionale, i rapporti con la televisione – Nella seconda giornata, dominante la discussione sul quadro legislativo attraverso il confronto-scontro Carraro-Strehler e i contributi dei massimi esponenti del settore: politici, amministratori, impresari, registi, operatori culturali, docenti – Critiche ai due progetti ma anche proposte costruttive per migliorarli – Rapporti sulle situazioni teatrali esistenti in Germania, Gran Bretagna e Francia.

Dalla relazione dell’Assessore alla Cultura della Regione Lombardia

Capire cos’è il teatro per poi legiferare bene | pag. 8

«Dovremo tutti vigilare affinché la discussione si mantenga a livelli di comune responsabilità e per una svolta riformatrice – Un dibattito sullo specifico teatrale non è astratto perché la rivoluzione tecnologica del video e del computer ha modificato i modi di fare arte, letteratura e spettacolo. Il legislatore e l’amministratore devono essere orientati dagli esperti nella “selva oscura” degli eventi teatrali – A un progetto che rischia di essere verticistico, burocratico e nominalistico noi opponiamo la proposta di un Teatro che si affida agli equilibri istituzionali».

Dalle relazioni e dagli interventi del Convegno

Cambiare, ed ecco come | pag. 10

La “due giorni” milanese sul Teatro ha fatto emergere un quadro di proposte a tutto campo – Le divergenze non sono state nascoste, ma si sono manifestati anche punti di intesa: difesa della qualità del prodotto, riconoscimento della funzione della ricerca, contenimento degli sperperi, bonifica del circuito distributivo, richiamo alle responsabilità degli enti locali – Intorno alle relazioni del ministro e di Strehler, gli interventi di Dalla Palma, Ardenzi, Bruno, Battista, Raboni, Corticelli, Squarzina, Scaparro, de Berardinis e Tiezzi, di cui ecco i punti essenziali.

Opinioni e commenti raccolti al Convegno di Milano

Un teatro da rifondare | pag. 14

a cura di Paolo Crespi
Che cosa pensano Federico Tiezzi, Desiderio Dell’Orto, Giancarlo Nanni, Leo de Berardinis, Fernando D’Agata, Roberto Bacci, Elio De Capitani, Luigi Maria Musati, Renzo Vescovi, Renato Palazzi, Sisto Dalla Palma, Enrico Rembado, Gabriele Lavia, Franco Sangermano, Paolo Bonacelli, Silvano Piccardi, Andrea Bisicchia, Mario Valdemarin, Valeria Moriconi, Maurizio Giammusso, Guido Davico Bonino, Luigi Lunari.

La serata per De Monticelli al Teatro-Studio

Solo e appassionato, professione: critico | pag. 18

Humour

Foyer | pag. 19

La società teatrale

Dopo il convegno di Milano quelli di Firenze e Roma

La parola a Strehler per il suo progetto | pag. 20

L’Elart ha ripreso nel capoluogo toscano il discorso sul ruolo degli Enti locali – Il giorno dello sciopero dello Spettacolo il direttore del Piccolo e l’on. Bordon hanno presentato ufficialmente la loro legge per un teatro di Cultura e d’Arte – Come si è risolta la questione dei tagli.

Polemica

Il fantasma vorace del vecchio teatro | pag. 21

Un illustre critico francese, Bernard Dort, da poco nominato Directeur du Théâtre et des Spetacles dal ministro della Cultura Jack Lang, ci parla dei Premi Molière, equivalenti ai nostri Biglietti d’Oro di Taormina.

La società teatrale

Tra l’indifferenza, un altro disastro

Trieste addio al T.R.T. | pag. 22

Apre in sua vece il Teatro di Toscana – Un deficit pesante e contrasti politici stanno affossando il teatro pubblico – Bocciato il progetto Poesio.

Museo grevin

Il Bicentenario della rivoluzione nel cartellone del Teatro Europeo

È di scena il 1789 | pag. 23

Ha cominciato Robert Hossein a Parigi con “La libertà e la morte”, kolossal da cinque miliardi – Manifestazioni anche ad Avignone l’estate prossima – Riprese, novità e letture a Milano, Parma, Catania – La riproposta degli autori teatrali dell’epoca, da Beaumarchais al Goldoni – Carrellata storica sugli «autori della Bastiglia» e sui precursori: Schiller e Goethe, Laclos e Buchner fino a Weiss, a Zardi, alla Mnouchkine.

Dossier freud

Freud morì nel 1939: nell’imminenza del Cinquantenario Hystrio apre un dibattito su psicanalisi e scena

Lo strano teatro dei nostri giorni | pag. 28

Il padre della psicanalisi non parlò quasi mai di teatro. La teoria del sogno – che trasgredisce il divieto ebraico di raffigurare – coglie tuttavia aspetti essenziali del teatro stesso – Dalle prime osservazioni sulle inscenazioni isteriche (l’attore senza copione), alla scoperta del disagio dell’assurdo – Freud ha mostrato che sogno e teatro appartengono allo stesso mito – E’ una fortuna che realtà e finzione non siano così separate: dall’incontro nascono l’arte, la gaiezza, il riso – Sulla scena del sogno ci troviamo tutti attori mentre pensiamo di essere spettatori, e viceversa.

Un cavaliere solitario tra la morte e il diavolo   | pag. 34

Pagine di Freud sulla scena e sul sogno

L’infantile fantasia di Edipo e la nevrosi del pallido Amleto   | pag. 35

Le “recensioni” del padre della psicanalisi

Che mal di testa dopo lo spettacolo! | pag. 36

Il giovane Freud, a Parigi per seguire le lezioni sull’isteria del celebre Charcot, frequentava i teatri – Poi raccontava le sue impressioni alla fidanzata Martha: uno sguardo impietoso sugli attori e sul pubblico.

Intervista con il Presidente della “Sigmund Freud-Gesellschaft”

Vienna prepara il grande ritorno | pag. 37

Con le manifestazioni del cinquantenario la capitale austriaca intende mostrare che senza le radici culturali austro-germaniche c’è travisamento della psicanalisi – E’ ancora da esplorare il ruolo dei sogni nella struttura drammaturgica – In cinque trasmissioni televisive la teoria freudiana.

Scena onirica e rappresentazione teatrale

Setting analitico e anfiteatro greco | pag. 39

L’ermeneutica freudiana e il succedaneo della tragedia: luogo dove riemergono emozioni arcaiche – E l’inconscio può essere capito con il teatro.

Storia di una sceneggiatura

Sartre: per me Freud è un buon materialista | pag. 40

Breton: il fascino delle isteriche | pag. 41

Freud: il loro patrono? Sono dei pazzi completi | pag. 41

Un’opera kolossal su Freud dello scrittore inglese

Burgess esplora l’inconscio coi suoni | pag. 42

L’autore dell’“Arancia a orologeria” torna alla musica e annuncia l’intenzione di scrivere una gigantesca partitura musicale sul padre della psicanalisi, paragonato miticamente a Mosé, e sui suoi seguaci o avversari: Jung, Adler, Ferenczi – La proposta è rivolta al teatro alla Scala.

Una scena per Freud

Sigmund e l’attrice | pag. 43

Scrittura scenica e training attorale dopo Freud

Ma la psicanalisi è figlia del teatro | pag. 44

Non è casuale che i grandi “complessi” portino il nome di personaggi del mito – L’autore-padre e l’attore-madre secondo Stanislavskij – Dall’interpretazione all’autoanalisi secondo Strasberg, Kazan e Clurman.

Da Freud a Musatti, la grande scena dell’io

La psicanalisi come via primaria al teatro   | pag. 45

Intervista

Proposte, provocazioni e confidenze dello scrittore genovese

Sanguineti: evviva il teatro lunapark | pag. 46

“Siamo al disastro, il repertorio italiano è tenuto in vita con la respirazione artificiale e la gente va compunta a teatro per annoiarsi – Tramonta la grande regia, è in riflusso la drammaturgia d’arte e non si vedono i successori di Stein, Brook, Besson, Wilson e Ronconi – La critica ha abbandonato la sua funzione di stimolo e fa dell’impressionismo, il teatro popolare è marginalizzato o tende all’autocelebrazione” – Il lavoro per la scena lirica con Berio e Globokar e l’allestimento della rielaborazione del Faust – “Una confidenza. avrei desiderato fare il ballerino”.

L’intervista

Bilancio a ruota libera di quarant’anni di palcoscenico

Attenzione, Lionello potrà cambiare ancora | pag. 49

“Guai alla routine. La stagione scorsa sono tornato al teatro pubblico con lo Stabile di Genova, adesso ricomincio col privato. Tempi duri: gli italiani non amano il teatro, i critici lo snobbano e la televisione lo ignora»- Il rimedio? Eliminare le sovvenzioni, così le compagnie diminuirebbero e resterebbero solo quelle che valgono – È vero: rifaccio i testi su mia misura, ma tutti i veri attori e i grandi registi lo fanno. Non credo di avere peccato di egoismo verso Erica Blanc, ho voluto che maturasse professionalmente. Ho mancato, purtroppo, l’appuntamento con il cinema”.

Danza

Conversazione con la grande dama di Wuppertal

Pina Bausch: a Mosca! E poi, forse, in Sicilia | pag. 52

Porterà in Urss la sua “Sagra della primavera”: un sasso nelle acque stagnanti del balletto sovietico – Resta l’impegno per una coproduzione con il Biondo di Palermo alla fine dell’89: una coreografia sulla capitale dell’isola – E poi tante tournées, in Sudamerica e in Giappone: ma anche la voglia di fermarsi un po’, per trasformare in danza tante idee.

Storia

Riflessioni intorno al ciclo della “sacra eloquenza” a Spoleto

Se il Cristo in croce è il “vero Pulcinella” | pag. 54

L’episodio al predicatore napoletano del Seicento che brandiva il Crocifisso come fosse l’amata maschera della Commedia è rivelatore dei rapporti fra teatro e religione – Come la liturgia si è “spettacolarizzata”: dalla lauda alla Sacra Rappresentazione alle “visioni” dell’età barocche.

Inchiesta

Il teatro polacco fra aspirazioni e burocrazia

Ecco l’ultima generazione della scena di Varsavia | pag. 55

Abbiamo raccolto le testimonianze di otto attori emergenti – Le loro confidenze, guardinghe, rivelano un malessere che non esplode con rabbia, un’inquietudine per una drammaturgia soffocata e il timore che la vecchia guardia dei mattatori e dei funzionari blocchi il faticoso processo di rinnovamento in atto – Un dibattito centrale: il ruolo del regista.

Teatromondo

Come cambia il teatro della Perestrojka

Prima di legiferare in Urss si sperimenta | pag. 59

Ci sarà anche in Unione Sovietica una nuova legge ma sarà varata dopo due anni di esperimenti già in corso – Come operano per il cambiamento Efremov al Teatro d’Arte di Mosca, Uljanov al Vachtangov e Fokin all’Ermolovan – La piaga degli organici vecchi e pletorici – Sovvenzioni ai teatri-studio, senza limiti di tempo nelle prove o obblighi quantificati di pubblico – La novità delle cooperative, duecento nella sola capitale.

Laboratorio

Riflessioni nel cinquantenario della morte

Che cosa resta di Stanislavskij? | pag. 62

Il suo metodo è un invito all’autodisciplina dell’attore e al lavoro silenzioso dell’inconscio – Strehler: «Ancora e sempre, importa il discorso dell’umanità dell’interprete» – Squarzina: «Da noi sono sempre stati prevalenti l’impulso e la visualità» – De Berardinis: «Il discorso su di lui va storicizzato, non volgarizzato» – Castri: «Cosa rimane? Chiediamoci piuttosto cos’è arrivato» – Chéreau: «L’attore italiano è poco incline al metodo» – Capriolo: « Validi gli stimoli della sua pedagogia scenica».

Anniversari

Bilancio nel Centenario della nascita

O’Neill, tragico in parte mancato | pag. 64

Una famiglia difficile e una giovinezza avventurosa spesa tra i reietti all’origine dei primi tormentati drammi – Gli anni del successo e la cattiva coscienza del teatro commerciale – La “congiura del silenzio” contro di lui e l’autobiografismo delle sue ultime opere – L’eredità di due capolavori: “Arriva l’uomo del ghiaccio” e “Lunga giornata verso la notte”.

Figure

Ricordo di Mario Giusti

Un provinciale illuminato | pag. 67

Un repertorio di qualità, i bilanci in pareggio, la fedeltà ai suoi attori, l’amore per la sua città: sarà difficile sostituirlo allo Stabile di Catania.

Critiche

Critiche degli spettacoli | pag. 68

Tante novità italiane – Gli spettacoli di Milanooltre – Livia Grossi- Riapre a Livorno il Teatro delle Commedie
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Teatro poesia

Una recensione in versi sull’ultima lettura scenica di Sofocle

Lavia, Edipo e la sfinge   | pag. 75

Università

Tre iniziative a Londra, Coimbra e Trieste

Salto di qualità nei rapporti fra il teatro e gli atenei | pag. 77

Aumentano gli scambi internazionali e diventano più concreti e specifici gli argomenti di incontro tra gli studiosi delle diverse Univeristà.

Biblioteca

Il Nuovo Teatro in una mostra itinerante – M. Miele – Schede | pag. 79

La società teatrale

Il teatro italiano cifra per cifra | pag. 83

La prima ondata di acconti – Distribuito qualche miliardo in più rispetto alla scorsa stagione. Ecco le cifreministeriali: giudichi il lettore.

Il testo

Renato Sarti, RAVENSBRÜCK | pag. 84

Questo testo ha vinto il Premio Vallecorsi 1988.

Rebora su Renato Sarti

Attore commediografo o commediografo attore? | pag. 95

Storia dei trentotto anni del “Vallecorsi”

E il reparto Breda diventa palcoscenico | pag. 96

La premiazione si trasforma ogni anno in festa popolare all’interno dello stabilimento di costruzioni ferroviarie – Il premio teatrale più longevo dopo il “Riccione” ricorda la passione per la scena di un modesto “attore della domenica” – Da concorso per atti unici alla rinomanza attuale.

In copertina

Sigmund Freud fra le maschere di Ensor – composizione di Egidio Bonfante | pag. 999