TESTI

1990 2 aprile
/giugno
di Marco Lorandi

Personaggi

Autopresentazione

Il testo teatrale Regina mette in scena il contrasto psicologico tra due universi femminili che nascono in partenza volutamente contrapposti: indicano da un lato il senso ineluttabile di un contrasto insanabile e dall’altro un percorso verso la morte intesa non tanto come atto liberatorio ma piuttosto come predestinazione alla fatalità della condizione umana: ogni azione e ribellione sono inani pur nella dimensione di una passione forte e, perfino eroica, dell’esistere. In tale situazione le due protagoniste (particolarmente il personaggio di Regina) rivivono, sdoppiandosi, storie passate (ma continuamente ritornanti nelle esperienze singole, ieri come oggi); e qui, significativamente, quelle di Elisabetta I e di Maria Stuarda, nella falsariga della tragedia di Schiller. L’accenno storico, pur rilevabile, si frantuma in un dissidio cruciale e mortale con l’interferenza di uno spiritualismo-spiritismo che nasce non tanto dalla stratificazione culturale, ma dalle speranze-angoscie esistenziali delle protagoniste. Esse cercano e pensano di salvare fino all’ultimo la propria identità personale; e sono, invece, strumento nelle mani del Caso che sovrasta il libero arbitrio umano.
Marco Lorandi

Scheda autore

MARCO LORANDI è nato a Bergamo. Docente di Storia dell’arte presso il Dipartimento di Lingue Neolatine (Facoltà di lingue, Università di Bergamo) ha al suo attivo nel campo della storiografia artistica numerose pubblicazioni (volumi, saggi, articoli) riguardanti in particolare l’arte dell’Ottocento e del Novecento con specifica attenzione ai fenomeni culturali di interdisciplinarietà tra arti visive, musica, teatro. Negli anni universitari a Pavia ha diretto il C.U.T. dell’Ateneo pavese e ha seguito corsi di recitazione presso il Piccolo Teatro di Milano. Ha studiato pianoforte e composizione. Dal 1976 al 1983 ha insegnato recitazione presso il Teatro alle Grazie di Bergamo e, contemporaneamente, ha diretto il Teatro universitario di Bergamo inscenando numerosi lavori tra cui: Carmina Burana (dalla musica di Orff), Il labirinto di Ulisse (dal romanzo di Joyce, Ulisse) Allison Mary Fagan (dall’ omonimo testo dello scrittore inglese David Selbourne, 1982) sviluppando un metodo basato sulla improvvisazione legata agli stimoli suggeriti dal teatro vero e proprio, dalla danza, dalla musica e dalle arti figurative mediante performances, mostre, stages sull’improvvisazione teatrale, conferenze. Come autore di testi teatrali ha scritto numerosi plays, perlopiù inediti come lo vo’ cercando pace, pace, pace (1970/1971); L’affare Calas (1972), Il labirinto di Ulisse (libera rielaborazione dal romanzo di Joyce 1978/1981), Berlioz o della sinfonia fantastica (in via di elaborazione), Regina (1982/1983), Salomè (1985/1987). Ha in progetto un testo teatrale di cui sta organizzando il materiale documentario, intitolato Inferno in Nuova York, ispirato ad un canto del poema di J. Sousa e Andrade, O Guesa, dello scrittore brasiliano di fine Ottocento. È inoltre autore di romanzi, di poesia e di racconti; in tal senso ha pubblicato, tra l’altro, Tà erotikà, poesie dal 1970 al 1981 (Grafica e Arte Bergamo, 1987).