TESTI

2009 4 ottobre
/dicembre

Il villaggio sommerso

personaggi: 8
di Franco Celenza

Personaggi

A.A., Antonin Artaud (nanaqui, il soprannome da bambino) M., Euphrasie Nalpas (maman, come Artaud chiama la madre) D.F., Gaston Ferdière, psichiatra di Artaud alla clinica di Rodez G., Gènica Athanasiou, attrice rumena amata da Artaud M.S.,Madame Sacco,una veggente L.A., Luciane Abiet, la segretaria a cui detta Artaud P.Th. (Paule Thevenin), amica e prima biografa di Artaud Figure solo evocate: Nenè, la nonna materna di Artaud, e Antoine Marie Artaud,padre di Antonin Artaud SOURÌS è una topolina che Artaud tiene con sé nella tasca della vestaglia

Autopresentazione

ARTAUD E I SUOI FANTASMI Nel 2005 mi documentai su Artaud per il dramma che oggi esce su Hystrio. Da allora ho approfondito la ricerca fino all’uscita del mio attuale volume: La ragione in fiamme. Vita, opere e “follia” di Antonin Artaud (Bevivino Editore, Milano 2009). Il lavoro teatrale è ambientato nella notte del 3 marzo 1944. Il protagonista si trova nella sua stanza da letto adibita anche a studio, con una scrivania piena di carte e libri. Un grosso album di fotografie è tra le sue mani mentre è in piedi di fronte a un cavalletto da pittore. Attraverso un lucernario può osservare l’andamento delle ore dal tramonto all’alba. Sul fondo della scena, un’ampia vetrata si apre sul parco dell’ospedale psichiatrico di Ivry-sur-Seine dove Artaud, all’età di 48 anni, è stato trasferito dopo l’internamento nella clinica di Rodez. Qui lo psichiatra Gaston Ferdière, a scopo terapeutico, gli aveva praticato oltre 50 elettrochoc, una tecnica sperimentale a quel tempo. Il protagonista del dramma trascorrerà l’ultima notte prima del suicidio in compagnia del suo “villaggio”, cioè di tutte quelle memorie che si materializzeranno nella stanza e parleranno con lui. Artaud, continuando a bere laudano con il quale lentamente si ucciderà, chiamerà tutti in giudizio: la madre, il padre, lo psichiatra, la donna amata, una veggente. La biografia e l’opera di questo scrittore, spesso confuso unicamente con la sua utopia teatrale, mantengono un costante e inevitabile colloquio, lo stesso che io ripropongo nel testo teatrale. Viaggiando con la mente e con il corpo alla ricerca di risposte per la sua mai saziata sete di valori assoluti, negli intervalli della malattia mentale spesso sembra esser morto un po’ dovunque. Cercò sempre, fino alla fine, una resurrezione dalla carne nella quale si era sentito ingiustamente fin da giovane un “crocifisso”. Infatti amò e maledì la sua religione, si identificò con il calvario del Cristo che ricusò con violenza come il figlio non amato ingiuria i genitori perché, attraverso l’infamia del sesso, lo hanno condannato alla vita. Un’ultima notte come la sua, dopo una vita di tormenti, mi è sembrata conservare anche oggi un valore di metafora che rimanda alla condizione umana come dato comune e inaggirabile. Ha inoltre un impatto di alto valore cerimoniale in ambito teatrale. Questo caso estremo di arte e di vita offre al teatro la possibilità di ricollegare il passato con il presente nella ritualità della scena, ancora per far dire e far chiedere a chi torna da così lontano. Franco Celenza

Scheda autore

FRANCO CELENZA, laureato in lettere, abruzzese di nascita, vive attualmente in Lombardia. Drammaturgo e storico del teatro ha pubblicato testi di saggistica, commedie rappresentate e sceneggiati radiofonici diffusi su rete nazionale. È direttore artistico del Premio letterario nazionale Lago Gerundo – Paullo (Milano). Ha pubblicato: La leggenda di Tomaso (Anteditore, Verona, 1973), Storia della regina Rosana e La Passione (sacre rappresentazioni medievali da testi della tradizione popolare, Anteditore, Verona, 1975), Il falco pellegrino (sceneggiato radiofonico, Editrice Italica, Pescara, 1987), Polifemo e l’Intruso. Viaggio al centro della questione meridionale (sceneggiato radiofonico, Editrice Goliardica, Pescara, 1987), Gli ultimi (teatro, su Ridotto, Roma, 1983), Gabriele d’Annunzio. Teatro (D’Incecco Editore, Pescara, 1988), Sacro e profano. Gli autori abruzzesi e il teatro dal Medioevo a Flaiano (D’Incecco Editore, Pescara, 1988), Ipotesi teatro (tre commedie, Edizione Tracce, Pescara, 1990), Leggenda metropolitana (teatro, a cura del Premio letterario nazionale L. Antonelli, Teramo, 1995), Il viaggio di Alice (sceneggiato radiofonico, Noubs, Chieti, 1997), Mistero metropolitano (teatro, su Sipario, Milano, 1999), Il teatro di Luigi Antonelli. Avanguardie italiane del primo Novecento (Ediars, Pescara, 2000), Crucifiada (teatro, Edizioni Tracce, Pescara, 2002), Storia del teatro in Abruzzo dal Medioevo al secondo Novecento (Ediars, Pescara, 2005), Leggenda metropolitana (teatro, in Il Premio Fersen, Editoria e Spettacolo, Roma, 2006), Storia di una donna. Voci in concerto per Christina Georgina Rossetti (teatro, in Oggi e Domani, Pescara, 2006) e Le opere e i giorni di Ennio Flaiano. Ritratto d’autore (Bevivino Editore, Milano, 2007). Suoi lavori teatrali sono stati rappresentati dalle seguenti compagnie: Alla Ringhiera di Roma; Teatro Laboratoriodi Verona; Crt-Centro di Ricerche Teatrali di Milano; Florian Proposta-Teatro Stabile d’Innovazione di Pescara; A.T.A. Theatre di Broadway a Manhattan.