TESTI

2007 3 luglio
/settembre

Il filo di Re’ Anna

personaggi: 6
di Maria Altomare Sardella

Personaggi

Autopresentazione

MEDEA dei nostri giorni Anni fa, un amico mi confidò che era stato lasciato in un orfanotrofio presumibilmente dalla levatrice. Mi diceva dei genitori adottivi e del loro affetto, che non era bastato a placare il bisogno di trovare risposte ai perché che lo tormentavano: come può una donna abbandonare un figlio e non preoccuparsi di ciò che gli succederà? Non sarebbe stato pietoso abortire, piuttosto? Fra i due genitori biologici, era stata la figura materna a ossessionarlo: poteva capire il disinteresse di un padre, ma non quello di una madre. Mentre parlava, riflettevo sulle implicazioni maschiliste del suo ragionamento… Mi diceva di come a lungo e inutilmente si fosse ostinato a fare ricerche in tutta Italia seguendo le tracce della levatrice, di come avrebbe voluto ritrovare “quella madre”, che comunque immaginava “donna di grande sofferenza”, per mostrarle che lui era diventato un uomo stimato, che aveva saputo costruire e che, ora, più delle origini gli importava il futuro, cioè i suoi figli e il loro amore. Ho scritto Il filo di Re’ Anna per tentare di consolare il dolore del mio amico, che, nella scrittura, per ragioni di privacy, è diventato un personaggio femminile. Come antefatto della storia ho scelto una delle tante verità possibili, nella casistica odierna forse la più probabile: quella di una giovane delusa che, sopprimendo la propria creatura, vuole in realtà uccidere dentro di sé l’amore per l’uomo che l’ha abbandonata. È emersa la figura di una donna spregiudicata e arrogante, ma disperata fino alla follia per il tragico errore commesso; colpevole, ma profondamente innamorata della figlia perduta.

Scheda autore

MARIA ALTOMARE SARDELLA, docente di Lettere presso l’Istituto Tecnico Commerciale “Primo Levi” di Seregno (Mi), nasce a Canosa di Puglia nel 1958. Si laurea in Pedagogia e nel 1984 vince la cattedra di Lettere in provincia di Milano. Si trasferisce a Nova Milanese. A Monza nel 1986 pubblica, con le Edizioni Metropolis, la raccolta di poesie Lo spirito dagli occhi verdi. Da questa raccolta, nel 1994, il laboratorio teatrale “Il Cortile” trae un recital. Riceve una targa per meriti culturali dal Comune di Nova Milanese e dal 1995, per sette anni, col patrocinio del Comune di Seveso, dirige un laboratorio teatrale sperimentale che fonde le proprie attività con quelle della scuola media in cui ha sede. Nascono così gli spettacoli Più importante del pane, tratto dall’omonima raccolta di poesie dell’autrice, Tutti eravamo là, sul tema dei diritti dell’infanzia, e Donne come noi. Nel 1998 scrive la commedia in due atti Indossando il vestito e ne realizza la mise en espace. Nel 2002 Radio Seregno trasmette il dramma Sotto un altro cielo; nel frattempo, consegue l’abilitazione all’insegnamento di Filosofia, Psicologia e Scienze dell’Educazione. Nel 2006 alcuni componimenti poetici vengono pubblicati nell’antologia edita dai promotori del Concorso nazionale di poesia e disegno “P. G. Semeria” a Sparanise (Caserta). L’atto unico Il filo di Re’ Anna viene segnalato al Concorso nazionale “Atto solo” bandito dal Teatro d’Occasione di Bergamo, viene pubblicato dalla Biblioteca Circoscrizionale di Città Alta ed è in allestimento per la stagione 2007-8 del Teatro d’Occasione con la regia di Ferruccio Giuliani. Nell’aprile scorso l’audiovisivo Più importante del pane riceve la Menzione d’onore della Giuria del Premio nazionale di poesia “Astrolabio 2006” a Pisa e, a maggio, il racconto Lorenza si aggiudica la Menzione di merito della Giuria del premio letterario “Parole… per crescere” a Torino. Info: mariaaltomare.sardella@virgilio.it