TESTI

2009 1 gennaio
/marzo
di Laura Curino e Gabriele Vacis

L A L O C A N D I N A ADRIANO OLIVETTI, di Laura Curino e Gabriele Vacis. Regia di Gabriele Vacis. Scenofonia e luci di Roberto Tarasco. Collaborazione all’allestimento di Lucio Diana. Con Laura Curino, Mariella Fabbris, Lucilla Giagnoni. Prod. Fondazione Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Associazione Culturale Muse. Data prima rappresentazione: ??? ??? 1998, prod. Teatro Settimo.

Personaggi

Autopresentazione

TRE VOCI per un imprenditore visionario Fine 1993, inizio 1994. Ho due biografie di Adriano Olivetti, una di Bruno Caizzi che mi aveva passato Gabriele Vacis a Torino e una di Valerio Ochetto comprata per caso in libreria a Roma. Per il resto pareva che l’Italia avesse dimenticato: poca bibliografia, spesso fuori commercio, difficile accesso ai documenti che in archivio sono ancora mescolati a quelli coperti da segreto d’azienda. Dopo un’intervista al Corriere della Sera, dove racconto le mie difficoltà, gli olivettiani (un vero popolo a sé) corrono in mio aiuto da tutta Italia con materiali, indicazioni, testimonianze. Sono diffidente. E chi sarà mai questo Adriano? Per due anni lavoro a ricostruirne la vita e sotto sotto tento di scalzarlo dal piedistallo su cui tutti lo raccontano. Poi mi tocca ammettere che ogni tanto nasce un genio. Scrivo due testi: il primo, un monologo dedicato a Camillo, suo padre, fondatore, pioniere, anticonformista, rompiscatole, generoso e creativo. Il secondo, su Adriano, imprenditore visionario, anticipatore geniale nei campi dell’industria, dell’urbanistica, del design, della sociologia, della psicologia del lavoro, della politica e dell’editoria. Camillo era narrato dal punto di vista delle donne, Adriano prenderà il punto di vista dell’infanzia come luogo della formazione delle idee. Scrivo pensando subito a Mariella Fabbris e Lucilla Giagnoni per una narrazione a tre, dove il racconto fluisca a più voci e che si apra a scene dove le attrici si assumono i personaggi, recitano la scena, e poi tornano a raccontare. I ruoli non sono fissi. Studio le interviste che ho fatto alle Spille d’oro (i dipendenti con 25 anni di anzianità), alle famiglie, ai cittadini di Ivrea: tutti si passano con naturalezza il racconto di voce in voce, sono ora Adriano, e ora un’altra persona, ed è sempre molto chiaro di chi stiano parlando. Così nel racconto dell’ultimo viaggio in treno Adriano lo recito io, mentre Lucilla e Mariella sono rispettivamente il ragazzo della Bocconi nel suo stesso scompartimento e Riccarda, la segretaria incontrata al vagone ristorante, invece nella scena successiva sarà Lucilla a recitare Adriano bambino e io sarò il suo amico Milu e così via. Questo permette di restituire diverse sfaccettature del carattere: il suo essere un outsider, un bambino un po’ impacciato su cui nessuno avrebbe scommesso e il grande industriale che è diventato ed è anche metafora dei tanti “Adriano” che mi sono stati raccontati. Cerco il ritmo e l’area di parole di ogni personaggio, e poi il ritmo di ogni scena. Vacis e Roberto Tarasco saranno poi d’aiuto coi tagli (che io affido sempre ad altri) e con le musiche. Inserisco due testi, uno di Natalia Ginzburg sulla fuga di Turati, cui Adriano ha collaborato, e uno di Carlo Levi, sulle terribili condizioni di vita nei Sassi di Matera, collegato alla citazione dall’Inferno di Dante. Cerco una coproduzione, ma nessuno si fida. Lo produce Teatro Settimo da solo ed è presto un evento: fino a 500 repliche le ho contate, poi ho smesso. Poi repliche per la televisione, la radio, un libro, tanti articoli e la soddisfazione di assistere alla ripresa dell’interesse per il pensiero olivettiano: tesi di laurea, convegni, pubblicazioni, libri, articoli, interviste, inviti nelle scuole e nelle fabbriche. Magari era venuto il momento, magari gli spettacoli sono stati l’innesco necessario. L’importante è che sia accaduto. Laura Curino

Scheda autore

LAURA CURINO è tra i fondatori del Laboratorio Teatro Settimo. È autrice e attrice, tra gli altri, degli spettacoli Esercizi sulla tavola di Mendeleev (1984), Elementi di struttura del sentimento (1985) da Le affinità elettive di J.W. Goethe, Nel tempo tra le guerre (1988), Istinto Occidentale (1988), Stabat Mater (1989), La storia di Romeo e Giulietta (1990) da Shakespeare, Passione (1992), Villeggiatura, smanie, avventure e ritorno (1993) da Goldoni, Canto per Torino (1995), Canto delle città (1996), Camillo Olivetti (1996) e Adriano Olivetti (1998), entrambi scritti a quattro mani con Gabriele Vacis, Cori (1999), Geografie (1999), Fenicie (2000), Macbeth Concerto (2001) da Shakespeare. Con il Teatro Stabile di Torino crea gli spettacoli L’età dell’oro (2002) e Una stanza tutta per me (2004), scritti insieme a Michela Marelli; nel 2008 il monologo Le Designer, insieme a Michela Marelli e Luca Scarlini, prima tappa del progetto Turin 11. Nel 2005 partecipa a Il sorriso di Daphne di Vittorio Franceschi, regia di Alessandro D’Alatri. Nel 2006 realizza per il centenario della nascita di Enrico Mattei, con il Piccolo Teatro di Milano e il contributo dell’Eni, Il signore del cane nero. Con il Teatro Piccionaia-Carrara partecipa a Il pranzo di Babette (2002) e La magnifica intrapresa, e cura la regia di Strada Carrara. Del 2007 sono Santa Bàrbera prodotto dal Teatro Donizetti di Bergamo e Viaggiatori di Pianura con Natalino Balasso, regia di Gabriele Vacis, prodotto dal Teatro Stabile Alessandrino. Nel settembre 2008 realizza uno spettacolo su il caffè sponsorizzato dalla Illy Caffè in occasione dei 75 anni dell’azienda.. Ha all’attivo conferenze, seminari e laboratori presso Università, Accademie e scuole di teatro. Ha vinto, con Teatro Settimo e da sola, numerosi premi tra cui l’Ubu, l’Hystrio, il Francesca Alinovi, il Fringe Festival di Edimburgo e quello dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Ha partecipato ai film Nostos di Franco Piavoli, La seconda volta e Preferisco il rumore del mare di Mimmo Calopresti, San Salvario di Enrico Verra.

GABRIELE VACIS, regista, è tra i fondatori del Laboratorio Teatro Settimo. È direttore artistico del Teatro Regionale Alessandrino. Ha scritto e curato la regia di numerosi spettacoli, opere liriche, trasmissioni televisive e radiofoniche, documentari, tra cui Elementi di struttura del sentimento, Il racconto del Vajont, Libera nos, Olivetti, Totem. È stato regista stabile al Teatro Stabile di Torino. Ha promosso festival come Torino Spiritualità. Ha diretto il corso attori e il corso di regia alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Nel 2006 ha curato la regia della Cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino. Insegna Lettura e narrazione presso la Scuola Holden di Torino e Istituzioni di Regia presso l’Università Cattolica di Milano.