Sommario: Numero 4 di ottobre-dicembre 2026

È disponibile Hystrio 4.2026, con un Dossier dedicato Teatro e Tempo, la cronaca di Hystrio Festival 2026, gli approfondimenti su artisti e giovani autori, le corrispondenze dal mondo, gli anniversari, il testo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Federico Bellini, e le rubriche dedicate alle recensioni, ai libri e alle notizie dal mondo teatrale.

 

SPECIALE HYSTRIO FESTIVAL

 

Le lavatrici non finiranno mai, cronaca di un festival spericolato | pag. 2

Giunto alla quinta edizione, Hystrio Festival torna all’Elfo Puccini di Milano con sei giornate di spettacoli, letture sceniche, un incontro, una mise en espace, le finali del Premio Hystrio alla Vocazione e la festa-spettacolo finale con la consegna dei Premi Hystrio 2026. Più di una rassegna, una casa per artisti, critici, operatori, pubblico, dove incrociare linguaggi ed esperienze che attraversano la creatività e il talento degli under 35.

di Giuseppe Montemagno

 

VETRINA

 

Puglia Showcase: la vetrina “regionale” che si è scoperta felicemente “globale” | pag 12

Le prime giornate di luglio 2026 hanno ospitato a Fasano, in provincia di Brindisi, le tante lingue di operatori di spettacolo, buyers, giornalisti. Grazie a Puglia Culture, nuovo modello, nuova missione e nuova formula per quello che era, un tempo, il ruolo dei circuiti regionali.

di Roberto Canziani

 

Dalle community al posto in platea il potenziale aggregativo dei social | pag. 13

I social stanno diventando luoghi in cui costruire comunità, relazione e partecipazione. Attraverso esperienze come Poltroncina e Theatron 2.0 e il lavoro di content creator, ecco come sta cambiando il rapporto tra teatro e nuove generazioni.

di Gaia Lucrezia Russo

 

Bologna, il senso della vita e della morte tra microcosmi reali e realtà virtuale | pag. 14

Bande di adolescenti di periferia pronti a uccidere per un nonnulla, un cimitero dove ritrovare la capacità di ascoltare il silenzio e le nostre paure. Con l’aiuto di visori VR e cuffie, in Habil delle città del Teatro dell’Argine e in Nephesh-Proteggere l’ombra di Albe/Ravenna Teatro.

di Claudia Cannella

 

Dal Dams a Roma, dalla Calabria all’India: costruire quel che non c’è con Teatro Ebasko | pag. 15

Una ricerca fondata sul training attoriale, il dialogo con le tradizioni performative indiane e del Terzo Teatro e la pratica scenica negli spazi aperti. Tra impegno civile e radicamento territoriale, il lavoro di Teatro Ebasko intreccia creazione artistica e costruzione di comunità.

di Michele Pascarella

 

TEATROMONDO

 

Edimburgo, la città dei festival: un palcoscenico globale sotto l’eclissi | pag. 16

Teatro diffuso, politico e civile: Eif e Fringe Festival rappresentano ormai il cuore pulsante di un florilegio di festival collaterali che rendono la città uno spazio brulicante di percorsi artistici e spazi di riflessione, nonostante le difficoltà causate dalla Brexit e dai tagli al settore.

di Ira Rubini

 

Tavole calde a Barcellona: teatro estivo per tutti i gusti | pag. 18

Il capoluogo catalano ha fornito un ampio menu di proposte teatrali, grazie al traino del Festival Grec che, alla 50a edizione, da decenni coinvolge moltissimi spazi cittadini, spingendo sale pubbliche e private a mantenere aperte le loro porte.

di Pino Tierno

 

Salisburgo. Europa: tragico passato ed espiazione, una parabola di Mouawad per i nostri tempi | pag. 19

di Irina Wolf

 

Kenrex: quando la legge fallisce e la comunità si fa giustizia da sola | pag. 20

Tra Londra e New York è andato in scena questo intenso monologo a più personaggi tratto da una storia vera accaduta nel 1981 a Skidmore, Missouri. Ne sono autori Ed Stambollouian, anche regista, e Jack Holden, anche straordinario interprete.

di Laura Caparrotti

HUMOUR | l’ange du foyer

 

La commedia all’italiana è tornata ma il commediografo italiano non se n’è ancora accorto | pag. 22

di Fabrizio Sebastian Caleffi

 

 

DOSSIER

 

Teatro e Tempo | pag. 23

a cura di Marco Menini e Roberto Rizzente

 

«Magari Godot non arrivasse!». Moresco e l’impasse della modernità | pag. 24

Scrittore, saggista e drammaturgo, Antonio Moresco si è a lungo interrogato sul tema del tempo, scardinandone la linearità a favore di un ibridismo concettuale che mescola la vita e la morte, il presente e il passato, la storia e l’aldilà, come dimostra la trilogia Giochi dell’eternità (1998-2015).

di Antonio Moresco e Roberto Rizzente

 

La Poetica di Aristotele ieri, oggi e domani: aritmie e disfunzionalità di un modello | pag. 26

Trasformata in dogma nel Cinquecento, con la sua idea di un tempo lineare, mimetico del reale e sviluppato nelle 24 ore, la Poetica di Aristotele è stata messa in discussione dai drammaturghi per favorire una più complessa rappresentazione della psicologia dei personaggi e della Storia e per assecondare l’immaginazione creatrice.

di Giuseppe Liotta

 

Spettacoli “usa e getta” e repertorio inesistente: l’incubo temporale della produzione forzata | pag. 27

di Elena Scolari

 

Da Show Boat a Hamilton: il musical che resiste al tempo | pag. 28

di Sandro Avanzo

 

Fabre: l’alleanza segreta con il tempo per rendere visibile l’invisibile | pag. 29

Artista a tutto tondo, noto per i suoi spettacoli fluviali e dissacranti, il regista belga Jan Fabre ha coltivato negli anni una poetica che mira a coinvolgere artisti e spettatori in un rito collettivo che esaspera e amplifica le tradizionali coordinate di durata e ripetizione.

di Jan Fabre e Roberto Rizzente

 

Pirandello, Sartre e Beckett: quando l’attimo diventa eterno | pag. 30

Determinato dalla coscienza piuttosto che dalle azioni dell’uomo, il tempo, nel teatro di Pirandello e Sartre, si azzera. Fino ad annegare nel vuoto e nell’attesa di un futuro che non arriva, cui ci hanno abituati le opere di Beckett.

di Andrea Bisicchia

 

Fendere il presente: quando la distopia immagina il futuro per svelare l’oggi | pag. 31

di Alice Strazzi

 

Dalla liturgia alla performance: il gioco del tempo fra ritualità e teatro | pag. 32

Cristianesimo, islamismo, ebraismo, induismo, buddhismo: nel corso dei secoli e a ogni latitudine, il teatro si è servito del sacro per trasformarlo in performance di nuova o antica tradizione, dalle paraliturgie medievali alle feste rinascimentali e barocche, dalle rappresentazioni del Boujloud al Purim-shpil, dal nō al kathakali, riattualizzando e liberando il tempo.

di Fabrizio Fiaschini, Monica Ruocco, Raffaele Esposito, Giovanni Azzaroni e Matteo Casari

 

Il tempo del sogno nell’Indigenous resurgence aborigena | pag. 34

di Francesca Di Blasio

 

La dialettica tra attore e personaggio: le potenzialità espressive dell’età | pag. 35

di Elena Scolari

 

Attraversare l’arte e la vita: la durational performance e l’(iper)realtà | pag. 36

Adottato dal teatro come dall’arte contemporanea e persino dal cinema, il tempo dilatato contribuisce a decostruire la narrazione tradizionale, creando una grammatica concettuale che mima l’iper-realtà, frammenta l’esperienza del presente e ridefinisce la relazione con lo spettatore.

di Diego Vincenti

 

Intrecciare passato, presente e futuro, ovvero la sincronia non lineare | pag. 38

A partire da Beckett e Pinter, la drammaturgia contemporanea ha fatto proprie le ricerche della fisica quantistica, mettendo in discussione il principio di causalità e mostrando con convincente inventiva la non linearità del tempo, spesso demandando allo spettatore il compito di tirare le fila del discorso.

di Laura Bevione

 

Scotini: la temporalità post-storica, l’archivio come forma di resistenza politica | pag. 40

Curatore di rilievo internazionale, direttore artistico della Naba, Marco Scotini si è a lungo interrogato sul tema dell’archivio, come dimostra il successo di Disobedience Archive, un atlante in divenire delle tattiche di resistenza contemporanee, dal 2005 presentato in tutto il mondo.

di Marco Scotini e Roberto Rizzente

 

Psiche e durata: lo spettacolo, geografia della mente e della coscienza | pag. 41

Filtrato dalla memoria, piuttosto che dall’inconscio o dalla percezione alterata del soggetto narrante o dello spettatore, il tempo finisce col contraddire la propria oggettività, destrutturandosi in una serie di esperimenti teatrali che mescolano passato, presente e futuro, immaginazione e reale.

di Nicola Arrigoni

 

Loop, analessi e prolessi: la scena mediata e gli ambigui paradossi del digitale | pag. 44

Fedele alla rappresentazione di un tempo relativo, mai cronologicamente definito, la scena postdrammatica trova nell’intelligenza artificiale e nell’ibridazione con i linguaggi digitali nuove e più promettenti vie per restituire allo spettatore una visione del presente problematica e complessa.

di Vincenzo Sansone

ANNIVERSARI

 

Havel, dal teatro alla politica e ritorno, tra dissenso, responsabilità del potere e ironia | pag. 46

Attivo protagonista del suo tempo, prima di tutto drammaturgo, ma anche oppositore del regime e poi presidente della Repubblica ceca, oggi Václav Havel compirebbe novant’anni: la sua stessa vita e la sua opera costituiscono un tassello della Storia europea.

di Annalisa Cosentino

 

Ronfani, l’anima libera e battagliera di un Maestro d’altri tempi | pag. 47

Instancabile animatore della vita teatrale italiana della seconda metà del Novecento, fu giornalista di rango, critico, saggista, drammaturgo e pedagogo. Fondatore di Hystrio, avrebbe compiuto cent’anni il prossimo dicembre.

di Claudia Cannella

 

Pinocchio e l’attore, metamorfosi di un corpo in cerca d’identità | pag. 48

Da Bene a Latella, passando per i Colla, i Marcido, Iodice e Baliani, Babilonia Teatri, La Ribalta e molti altri artisti e compagnie, la marionetta di Collodi sembra nata per la scena. Forse, per la sua aura metaforica, potente e immaginifica.

di Vincenzo Sardelli

 

Le mille vite della Gatta Cenerentola, uno spettacolo che rivive attraverso gli artisti | pag. 50

Mezzo secolo della Gatta di Roberto De Simone, la sua genesi tormentata e il suo messaggio rivoluzionario in un ideale passaggio di testimone che attraversa i decenni, come racconta Peppe Barra, uno degli attori-cantanti che ne furono storici interpreti.

di Giusi Zippo

 

Politico e antropologico, la ricerca di Ruccello quarant’anni dopo | pag. 51

Incarnò il suo tempo e predisse il futuro, senza fare sconti: Annibale Ruccello e la sua produzione resistono al passare del tempo, delle mode e delle geografie. Napoli non lo amò, al contrario di Moscato e di altri artisti che lo celebrano nei loro lavori.

di Alessandro Toppi

 

Trent’anni di Teatrino Giullare, il post-umano tra figure, fantocci, maschere e artifici | pag. 52

La compagnia emiliana, fondata nel 1996, riproporrà a Bologna, in un’antologia, quel viaggio d’arte che, tra spettacoli memorabili e riconoscimenti internazionali, dura da tre decenni, rinnovandosi costantemente, grazie a una forte identità poetica.

di Roberto Canziani

 

RITRATTI

 

Andrea Cigni e Andrea Nocerino, la nuova generazione dei sovrintendenti | pag. 53

Un modo di guardare al teatro inteso come comunità, buone pratiche, concretezza e quotidianità. Cigni e Nocerino rappresentano due generazioni accomunate da un percorso costruito sul campo.

di Nicola Arrigoni

 

DRAMMATURGIA

 

Giulia Trivero e Pier Lorenzo Pisano: scrivere per la scena tra mito, utopia e responsabilità | pag. 54

Tecniche e orizzonti da esplorare, l’eclettismo nel lavoro di due penne del teatro italiano, tra riconoscimenti prestigiosi, collaborazioni prolifiche, apertura internazionale: Trivero e Pisano mettono al centro la parola investendo nel potere catartico e disvelatore del teatro.

di Matteo Brighenti

CRITICHE

Le recensioni dai festival e della prima parte della stagione teatrale | pag. 56

 

Maschere, santi e drammaturgie danzate, Operaestate tra spazio urbano e natura | pag. 56

di Laura Bevione, Roberto Canziani e Renata Savo

 

Estate Teatrale Veronese, dove il Bardo parla spagnolo e il suo Titus è fuori controllo | pag. 58

di Giuseppe Liotta

 

Mittelfest: i tanti modi di attraversare la scena fra prosa, ispirazione lirica e voglia di presente | pag. 59

di Roberto Canziani

 

Borgio Verezzi: nel regno della commedia tra grandi classici e contemporanei | pag. 61

di Laura Bevione e Claudia Cannella

 

Santarcangelo, tra avanguardia e solitudini, i territori ibridi della performance dal vivo | pag. 62

di Diego Vincenti e Ira Rubini

 

Ravenna, il teatro come esercizio di libertà, tra poesia, luci, ombre e contaminazione | pag. 64

di Michele Pascarella

 

Corpi, memorie, mondi alla deriva: sguardi inquieti da Kilowatt Festival | pag. 66

di Michele Pascarella, Ira Rubini, Nicola Arrigoni, Mario Bianchi, Sandro Avanzo e Renata Savo

 

Corpi in guerra, miti in rivolta: la Storia in scena a Radicondoli Festival | pag. 69

di Francesco Tei e Sandro Avanzo

 

Colpa e fame di giustizia, le umane tragedie al Festival dei Due Mondi | pag. 72

di Giuseppe Liotta

 

Campania Festival, il teatro e il suo tempo: il destino umano tra cadute e resistenze | pag. 75

di Stefania Maraucci, Alessandro Toppi, Giusi Zippo

 

Segesta, palcoscenico del presente dove il tragico parla di noi | pag. 78

di Filippa Ilardo e Paolo Crespi

 

Ambientalismo, lotta alla mafia, satira politica: il palco delle Orestiadi fa spazio al teatro civile | pag. 79

di Paolo Crespi, Martina Treu

 

Lirica | pag. 80

 

Rossini Opera Festival. Per Livermore, uno spettacolo engagé tra lussuosa decadenza e divertissement

di Giuseppe Montemagno

 

Danza | pag. 81

 

Dal Nord Europa allo Stretto di Torres, la danza nei festival è narratrice di mondi | pag. 81

di Carmelo A. Zapparrata e Laura Bevione

TEATRO RAGAZZI

 

I festival di teatro ragazzi attraverso l’Italia: dalle favole alla storia, fino alla danza | pag. 84

Una panoramica dalle vetrine dedicate ai più piccoli rivela proposte e variegati temi: dall’inclusione all’ecologia, dalla natura alla dimensione urbana, il teatro ragazzi parla una lingua universale che unisce pubblici e comunità.

di Mario Bianchi

 

Bologna. Nobile/D’Arrigo e Collettivo Crisi Collettiva vincono il Premio Scenario Infanzia e Adolescenza | pag. 85

di Mario Bianchi

 

NATI IERI

 

Voci plurali della nuova scena, lo spazio collettivo di Uror e Z.I.A. | pag. 86

Attraverso gli sguardi di Evelina Rosselli (Gruppo Uror) e di Virginia Landi ed Eleonora Paris (Z.I.A.) emerge il ritratto di una nuova generazione teatrale capace di innovarsi, ostile alla competitività e segnata da un bisogno di comunità.

di Virginia Landi, Eleonora Paris, Evelina Rosselli e Alice Strazzi

 

A Forever Young e Direction Under 30 i ragazzi affrontano le difficoltà della vita | pag. 88

I due progetti, come sempre, scandagliano i temi cari alle nuove generazioni: quest’anno risulta chiaro che i disagi quotidiani e la solitudine sono gli argomenti che più i giovani sentono il bisogno di comunicare, tra quotidiano e distopia.

di Mario Bianchi

 

EXIT

 

Dalla tradizione alle Avanguardie: addio ai protagonisti del secondo Novecento | pag. 90

Attivi dagli anni Sessanta del secolo breve, nell’ambito della ricerca più avanzata ma anche in percorsi di studio legati al teatro di tradizione, ricordiamo Gianfranco Pedullà, Pippo Di Marca, Mario Santella, Carla Tatò, Maurizio Giammusso, Simone Forti e Tim Curry.

di Laura Caretti, Vincenzo Sardelli, Giusi Zippo, Francesco Tei e Laura Bevione

 

TESTI

 

Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde | pag. 94

di Federico Bellini

 

BIBLIOTECA

 

a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo

 

Le novità editoriali | pag. 104

 

La società teatrale

 

a cura di Roberto Rizzente

 

Tutta l’attualità dal mondo teatrale | pag. 108

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