Sommario: Numero 1 di gennaio-marzo 2023

Anniversari

 

Da corso Buenos Aires a via Pier Lombardo
le 50 candeline dei due teatri milanesi | pag. 2

Dalle origini off ai grandi progetti culturali, Elfo e Parenti, i due Tric cittadini, celebrano il comune compleanno ricordando sì la strada percorsa ma soprattutto pensando al futuro, della propria unica, differente identità artistica.
di Sara Chiappori

Vetrina

 

Verdecoprente, nella campagna umbra
una casa per le arti contemporanee | pag. 4

Attivi da molti anni nel promuovere le arti performative (e non solo), Rossella Viti e Roberto Giannini hanno da poco pubblicato un imponente volume che ri-crea dieci anni di navigazioni e lanciato un nuovo bando per residenze d’artista.
di Michele Pascarella

Sala Sole, una residenza poetica
nel cuore antico di Napoli | pag. 5

Nel quartiere seicentesco intorno a Rua Catalana, apre uno spazio polifunzionale dove si incontrano diverse arti: sala prove, spazio per laboratori, ma soprattutto aperto ai cittadini, e a un pubblico transgenerazionale. La prossima sfida, una stagione in piena regola.
di Giusi Zippo

A Catanzaro il teatro calabrese
prova ad affermare la propria esistenza | pag. 6

In una regione in cui in sette comuni su dieci non esistono eventi teatrali, nasce Calabria Showcase, non una mera vetrina di produzioni da vendere ma un’opportunità di crescita per il sistema territoriale. Settimio Pisano ci racconta come funziona.
di Alessandro Toppi

Premio Hystrio 2023: i bandi | pag. 8

Salvatores, Bruni e De Capitani (foto Armin Linke). Parenti con Shammah (foto Liverani)
Salvatores, Bruni e De Capitani (foto Armin Linke). Parenti con Shammah (foto Liverani)

Gli spettacoli della nostra vita

Einstein on the Beach ovvero
Bob Wilson e la rivoluzione percettiva | pag. 10

Venezia, 1976: per chi c’era, lo spettacolo dell’americano con gli occhi di ghiaccio fu un’esperienza che frantumò il senso del tempo e dello spazio teatrali, producendo una crepa dalla quale dilagò il teatro postdrammatico.
di Roberto Canziani

Ronconi e lo spettacolo monstre
sul conflitto tra scienza e spiritismo | pag. 11

Ignorabimus di Arno Holz, nel 1986, fu un grandioso esperimento di confronto-scontro con la realtà: una scena ciclopica, una lunga durata che metteva alla prova attrici e spettatori, per uno spettacolo che è passato alla storia.
di Francesco Tei

Elementi di struttura del sentimento,
Goethe e la nascita di una passione | pag. 12

Nel 1986 Laboratorio Teatro Settimo segnò la scena teatrale con il suo spettacolo da Le affinità elettive. Una narrazione collettiva al femminile, dove le singole voci si intrecciavano in una partitura corale di rara efficacia.
di Laura Bevione

The Sound of Silence, racconto senza parole
di una generazione ai margini | pag. 13

2008, per il Napoli Teatro Festival va in scena lo spettacolo di Alvis Hermanis sull’ultima utopia del Novecento, che in Lettonia non arrivò mai: il movimento del 1968, con il suo idealismo e la sua purezza di fondo.
di Roberto Rizzente

Laboratorio Teatro Settimo, Elementi di struttura del sentimento (foto Maurizio Buscarino)
Laboratorio Teatro Settimo, Elementi di struttura del sentimento (foto Maurizio Buscarino)
New York, Museum of Broadway, The phantom of the Opera.
New York, Museum of Broadway, The phantom of the Opera.

Teatromondo

New York città accogliente
dove gli artisti trovano casa | pag. 14

Dopo anni di chiusura, sono diversi gli spazi nati negli ultimi anni nella Grande Mela che offrono agli artisti di tutto il mondo residenze, luoghi per lavorare e sperimentare nuove idee e nuove forme artistiche da condividere con il pubblico.
di Laura Caparrotti

NEW YORK/2
The Museum of Broadway: un viaggio immersivo nel magico mondo del musical | pag. 15

di Laura Caparrotti

Vienna: quando la fantasia
si scontra con la realtà | pag. 16

La stagione viennese apre con festival e spettacoli che osservano i nostri tempi. Passato e presente sono raccontati in messinscene oniriche e ambigue, sospese tra sogno e realtà, dove convivono teatro di parola e visual theatre.
di Irina Wolf

Nuove tendenze e riflessioni sulla storia:
il teatro contemporaneo romeno in scena | pag. 18

L’edizione 2022 del Festival Nazionale di Teatro di Bucarest si è contraddistinta per un’impostazione curiosa e innovativa, testimoniando anche il talento di una nuova generazione di registi, molti dei quali già apprezzati all’estero.
di Irina Wolf

ROMANIA/2
Festival di IaȘi, dai testi d’autore al puppetry il teatro ragazzi e il suo plurilinguismo | pag. 19

di Irina Wolf

 

Humour r(UMOR)noir

 

Incontri ravvicinati del terzo atto | pag. 21

di Fabrizio Sebastian Caleffi

 

Dossier

 

Ritorno al tragico | pag. 21

a cura di Maddalena Giovannelli e Martina Treu

 

La tragedia greca?
Un processo davanti al pubblico | pag. 22

Il regista svizzero Milo Rau mostra una profonda conoscenza della drammaturgia classica, anche nelle creazioni non direttamente collegate al mito greco, e usa la tragedia (Orestea, Antigone) come cantiere aperto per riflettere sulla rappresentazione della violenza e sui processi collettivi di scrittura.
di Milo Rau e Maddalena Giovannelli

Nuove mappe del tragico,
il ritorno di Dioniso sulla scena di oggi | pag. 24

Attualizzazione o distanziamento, riscrittura politica e filologia: sono molte le possibilità di rilettura del tragico. Ma negli ultimi anni il mito antico viene utilizzato, sempre più spesso, per sondare le tematiche più urgenti e drammatiche del presente.
di Maddalena Giovannelli e Martina Treu

Costellazioni di artisti e di opere:
le forme del tragico contemporaneo | pag. 26

Non è la trama di uno spettacolo o la vicinanza al mito a determinare il tragico, ma la forma con cui è intessuto. Da Romeo Castellucci al Teatro del Lemming fino a Roberto Latini, la tragedia sempre più spesso sperimenta strutture dilatate e seriali.
di Daniela Sacco

Ronconi: un viaggio nel tempo
alla ricerca del rito perduto | pag. 28

Cosa resta del magistero di Ronconi nel campo della messa in scena della tragedia? Il teatro classico ha rappresentato per il regista un luogo di ricerca elettivo: un campo per sperimentare una recitazione anti-naturalistica, e in cui destrutturare l’idea di personaggio.
di Claudio Longhi

ˮMateria primaˮ e luogo di pedagogia:
Massimo Castri fra Sofocle ed Euripide | pag. 30

Nel suo lungo percorso, il regista toscano ha indagato i territori in cui la tragedia evolve verso altre forme, come il dramma borghese o le rarefazioni beckettiane, e ne ha fatto grammatica e sintassi primaria anche nei percorsi di formazione attoriale con l’Atelier della Costa Ovest.
di Isabella Innamorati

Latella: donne che salvano gli uomini,
quando la tragedia è matriarcale | pag. 32

Il silenzio di Pilade, il corpo di Medea, lo sguardo di Giocasta, gli Atridi bambini che giocano a fare gli eroi, l’estasi come dimensione che ci avvicina agli dèi: sono alcuni degli spunti da cui è partito il regista nelle sue riletture di tragedie classiche.
di Antonio Latella e Claudia Cannella

Castellucci e la Socìetas Raffaello Sanzio:
nelle zone più oscure della natura umana | pag. 34

Da Orestea a Tragedia Endogonidia: Romeo Castellucci traccia, a cavallo del Millennio, un percorso fra tragico e pre-tragico che mette al centro della riflessione la questione del linguaggio e, in scena, un grandioso arsenale di apparizioni.
di Roberto Canziani

Giorgina Pi: il teatro greco? Uno strumento politico | pag. 35

di Maddalena Giovannelli

Milo Rau, Orestes in Mosul (foto Stefan Blaeske).
Milo Rau, Orestes in Mosul (foto Stefan Blaeske).
Robert Carsen, Edipo Re (foto Tommaso Le Pera).
Robert Carsen, Edipo Re (foto Tommaso Le Pera).

Teatro dellʼElfo: contaminare i classici
da Eschilo a Pasolini, da Sofocle a Berkoff | pag. 36

L’interesse per il tragico, pur in chiave contemporanea, è una costante per i fondatori dell’Elfo: nelle produzioni degli ultimi tre decenni si individuano percorsi personali e collettivi spesso sorprendenti, mai prevedibili, coerenti con lo stile peculiare della compagnia.
di Martina Treu

Miti in fiamme, Motus e la vertigine del tragico | pag. 37

L’ibridazione di codici e linguaggi è una costante del lavoro di reinvenzione di Motus, ma l’ultima creazione del gruppo – Tutto brucia – stupisce per il principio di condensazione, a vantaggio di una progressiva rarefazione di segni.
di Stefania Rimini

Sinigaglia: abbiamo bisogno del passato
per vivere il presente e immaginare il futuro | pag. 38

Una forte attenzione alla dimensione corale e politica, e testi drammatici capaci di comunicare in modo diretto con il pubblico di oggi: sono questi gli ingredienti del tragico negli spettacoli di Serena Sinigaglia e della compagnia Atir.
di Nicola Fogazzi

Fragilità del potere e quotidianità del mito,
i classici greco-siculi di Emma Dante | pag. 39

L’artista palermitana ama smontare e rimontare l’originale come ipotesto, mettendo al centro il linguaggio del corpo. Attraverso il tragico, vengono esplorati i rapporti di potere e quelli tra le generazioni e i generi.
di Anna Barsotti

Costruire ponti fra passato e presente
la vocazione al tragico di Anagoor | pag. 40

Fin dalla sua nascita la compagnia veneta ha dichiarato una particolare predilezione per il tragico, indagato e messo in scena preservandone la lettera e ribadendone l’efficacia nel ritrarre paure e fragilità dell’umanità.
di Laura Bevione

Massimiliano Civica,
quando il regista diventa traduttore | pag. 41

Allestimenti minimali, lavoro sugli attori, scavo del testo, commistione di stili e generi: queste caratteristiche accomunano le regie di Alcesti e Antigone e quelle che Civica ha creato in collaborazione con I Sacchi di Sabbia (Andromaca e Sette contro Tebe).
di Micol Sala

Lʼabbraccio tra Melpomene e Tersicore:
il tragico nella danza contemporanea italiana | pag. 42

Virgilio Sieni, Enzo Cosimi, Abbondanza/Bertoni e Michela Lucenti hanno sviscerato, negli ultimi trent’anni, il rapporto fra tragedia greca e danza attingendo all’Orestea di Eschilo, ma anche a Sofocle e a Euripide.
di Carmelo A. Zapparrata

Mozart e Gluck, lʼopera lirica
alla prova del dramma antico | pag. 43

Il Neoclassicismo di Gluck e di Mozart, opportunamente rivisitato nel corso dell’ultimo ventennio, ha rivelato quanto il mito sia specchio della realtà contemporanea: dagli scandali di Warlikowski alle letture iconoclaste di Neuenfels, breve storia di un dialogo tra passato e presente.
di Giuseppe Montemagno

Cesura nella pietra,
tragedia e teatri antichi nel XXI secolo | pag. 44

Chi mette in scena drammi greci in teatri antichi non dovrebbe prescindere dalla conoscenza della storia del monumento in cui lavora, tanto più che quei luoghi raccontano una storia “tragica”, nel senso moderno di ˮdoloroso, destinato a scomparireˮ.
di Raffaella Viccei

Un secolo di metamorfosi
al Teatro Greco di Siracusa | pag. 46

Le rappresentazioni classiche organizzate, a partire dal 1914, dall’Inda, sono state e sono, fra tradizione, avanguardia e ricerca del nuovo, lo specchio di una scena teatrale italiana in continua trasformazione.
di Giuseppe Liotta

Il teatro nella Grecia di oggi,
in dialogo tra passato e presente | pag 47

Alcune coordinate sul variegato panorama ellenico: lo scambio dialettico con l’antico per interrogarsi su questioni attuali, il ruolo del Festival Internazionale di Atene e di Epidauro fra tradizione e innovazione, con un focus sui Persiani di Eschilo in alcune regie contemporanee.
di Gilda Tentorio

Il tragico “fuori”: altri spazi, non-luoghi, macerie, cimiteri, strade e periferie | pag. 48

di Martina Treu

Archetipi immortali e (in)vulnerabili eroine, Lina Prosa e il lievito madre del mito | pag. 49

di Eva Marinai

Liv Ferracchiati, Hedda Gabler. Come una pistola carica (foto Masiar Pasquali)
Liv Ferracchiati, Hedda Gabler. Come una pistola carica (foto Masiar Pasquali)
Il crogiuolo (foto Luigi De Palma).
Il crogiuolo (foto Luigi De Palma).

Ritratti

Come la marmellata che non mangio mai:
Liv Ferracchiati dalla (ri)scrittura alla scena | pag. 50

C’è un lavoro lungo e profondo dietro ogni messinscena di Ferracchiati, che ha appena debuttato al Piccolo di Milano con la “sua” Hedda. Gabler. Un lavoro che passa anche dalla riscrittura dei testi attraverso l’esperienza e il confronto con la scena.
di Fausto Malcovati

Costruire spettacoli a 360 gradi:
lʼartigianato poetico di Roberto Abbiati | pag. 52

Attore, regista, drammaturgo, ma anche disegnatore, mimo, musicista e falegname, ha affrontato Shakespeare, Melville, Kafka con una cifra personalissima, in cui si fondono artigianato, poesia e un’ironia stralunata da clown contemporaneo.
di Elena Scolari

Giocare seriamente insieme:
lʼesperienza insolita di Invisibile Kollettivo | pag. 53

Una compagnia “invisibile” perché non strutturata, composta da cinque amici che hanno voluto ritagliarsi uno spazio in cui prendersi soltanto “responsabilità artistiche”, interrogandosi insieme al pubblico su come raccontare una storia.
di Laura Bevione

Daniele Bartolini, il folle volo
dal lato mancino del teatro | pag. 54

Ordigni emotivi: così Bartolini definisce i propri spettacoli audience specific, ovvero costruiti per un pubblico specifico, al quale l’artista chiede una presenza autentica, fisica e totale. Per poter trasformare l’esperienza esterna in vissuto personale.
di Matteo Brighenti

Sul precipizio tragicomico
del teatro di Rino Marino | pag. 55

Sull’idea di delirio consapevole che fa del teatro uno strumento di verità, l’autore, attore e regista siciliano si muove da anni con il suo progetto. Tra scrittura, teatro d’arte e dramma-terapia, cerca un teatro radicale, alla costante ricerca di senso.
di Filippa Ilardo

 

Critiche | pag. 56

 

Le recensioni dalla prima parte della stagione

 

Lirica

 

Usurpatori, intrighi, magia,
note d’apertura della stagione lirica | pag. 86

Nei teatri d’Opera protagonisti i classici, con la sete di potere di Boris Godunov e il verismo della Fedora di Martone alla Scala, l’Alcina contemporanea di Michieletto e le tinte cupe del Trovatore di Lievi al Maggio Fiorentino e la via crucis al femminile delle Carmelitane di Emma Dante all’Opera di Roma.

di Fausto Malcovati, Giuseppe Montemagno e Francesco Tei

 

Visti in Italia

Mundruczó e Yamamoto Noh Theater,
due drammaturgie della musica | pag. 88

di Alice Strazzi

 

Festival

 

Fit Festival, dalla Svizzera al Cile
fra tradizioni rivisitate e ricerca | pag. 89

di Laura Bevione e Roberto Rizzente

 

Danza

 

Nei festival d’autunno
il respiro internazionale della danza | pag. 90

Dalle cadenze africane di Torinodanza, agli ultimi lavori di Abbondanza/Bertoni e Zappalà a Milanoltre, dalle variazioni rituali a Firenze con Fabbrica Europa, fino al congedo dalle scene di Gardenia di Platel al Festival Aperto di Reggio Emilia.

di Laura Bevione, Paolo Crespi, Carmelo A. Zapparrata, Roberto Canziani e Matteo Brighenti

 

Biblioteca

Le novità editoriali | pag. 94

a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo

 

Testi

Neve di carta | pag. 98

di Letizia Russo

 

La società teatrale

Le novità dal mondo teatrale

a cura di Roberto Rizzente | pag. 112

Teatri che chiudono
uno sguardo triste post-Covid | pag. 112

di Laura Bevione

Scroll to Top