Sommario: Numero 1 di gennaio-marzo 2019

Hystrio n.12019 cover (ill. di Paolo Beghini)

Vetrina

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Coriolanus, regia di Robert Lepage (foto: David Hou).

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La Tempesta, Premio Europa per il Teatro 2018 (foto: Vera Martynov).

Andrey Moguchy:
se il teatro non ti piace, cambialo | pag. 2

A San Pietroburgo, nelle giornate del Premio Europa per il Teatro, incontriamo il regista russo, sperimentatore sfrenato al tempo della glasnost’, capitano oggi di uno dei più raffinati teatri della metropoli.

di Roberto Canziani

SAN PIETROBURGO/2
Premio Europa 2018: la vittoria è di chi manca | pag. 3
di Roberto Canziani

Robert Lepage, la libertà dell’arte
tra contestazioni e applausi | pag. 4

Mentre in Canada prosegue il dibattito sull’accusa di “appropriazione culturale” che ha colpito il regista, il suo spettacolo contestato Kanata va in scena al Théâtre du Soleil di Parigi e allo Stratford Festival trionfa il suo Coriolanus.

di Laura Caretti

Alessandro Sciarroni,
le ispirazioni pop di un artista visionario | pag. 6

Danzatore per caso, dal 2008 l’artista marchigiano persegue una propria personalissima ricerca artistica in cui la danza contemporanea dialoga con le arti visive, circensi, sportive, in esiti performativi difficili da etichettare e sempre, per questo, sorprendenti.

di Laura Bevione

LIONE
La tragica verità del clown, ovvero una risata ci travolgerà | pag. 7
di Laura Bevione

David Foster Wallace:
la forma ibrida della scrittura teatrale | pag. 8

In molti lo avevano letto, in molti lo portano ora in scena. Il pallido re della letteratura statunitense, morto suicida dieci anni fa, incontra il teatro. E lo fa, sorprendentemente, in Italia.

di Roberto Canziani

Fondazione Milano, un politecnico
per formare gli artisti di domani | pag. 10

Le Scuole Civiche di FM, polo di eccellenza per professionisti del teatro, del cinema, della musica e della comunicazione, lavorano con importanti obiettivi. Ne parliamo con Monica Gattini Bernabò, direttore generale.

di Ilaria Angelone

Quel che resta di Sarah Kane,
cinque drammi per il terzo millennio | pag. 11

A vent’anni dalla scomparsa, la drammaturga inglese fa ancora discutere, mentre i suoi testi continuano a ispirare le nuove generazioni di artisti che con il lirismo e la ferocia espressiva delle sue parole provano a misurarsi per costruire nuovo teatro.

di Giulia Morelli

Bandi Premio Hystrio 2019 | pag. 12

Teatromondo

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Visiting Baron Munchausen, regia di Sergeij Dyachkovsky (foto: Vasil Yaroshevich).

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A child dreams, regia di Omri Nitzan, Isra Drama Festival 2018 (foto: Gerard Alon).

Parigi, una finestra sul mondo
nella Babele delle lingue | pag. 14

Il Festival d’Automne conferma la vocazione cosmopolita e l’attenzione al contemporaneo con un ritratto di Claude Vivier, la trionfale accoglienza a Tiago Rodrigues, l’ampio spazio alla cultura giapponese e la potenza visionaria di Julien Gosselin.

di Giuseppe Montemagno

Londra, la carica degli under 30
alla conquista del West End | pag. 16

In una stagione di successi, sui palcoscenici londinesi brillano alcune stelle del musical, dal sempre attuale Porgy and Bess alle novità assolute di Mythic e The Great Gatsby, fino ai classici di un repertorio che non smette di produrre talenti.

di Sandro Avanzo

Avidità, potere, solitudine
la scena viennese e le patologie dell’Io | pag. 18

A Vienna l’autunno teatrale dipinge un quadro assai mesto dell’umanità. Fra novità come Vyrypaev e Gruber e adattamenti di classici come von Horváth e Strindberg, a emergere sono i problemi attualissimi dell’uomo di oggi: dall’egoismo alla pulsione autodistruttiva.

di Irina Wolf

Le mirabolanti avventure
della scena moscovita | pag. 20

Da un Barone di Münchhausen travolgente alla surreale attualità della Folle di Chaillot, fino alle provocazioni di Krymov nella sua versione di Anna Karenina, le sorprese nei teatri di Mosca non mancano mai, che si tratti del grande Fomenko o del Teatro “nel vicolo”.

di Fausto Malcovati

Da Belgrado a Novi Sad,
il mondo in attesa della rivoluzione | pag. 22

Mentre la capitale ribadisce, grazie al festival Bitef, il proprio ruolo guida nel teatro
balcanico ma sconta la sfiducia in un futuro che continua a mostrare più ombre che luci, Novi Sad si prepara con ottimismo al 2021, che la vedrà Capitale Europea della Cultura.

di Franco Ungaro

Dalla Romania all’Europa
il teatro e 100 nuovi mondi possibili | pag. 24

Bucarest, Iaşi, Cluj: i festival teatrali fanno da specchio al centenario della grande unione della Romania, proponendo molte possibili visioni, dall’impegno civile di Matei Vişniec alle fiabe del folklore “a misura di bambino”, alla nuova drammaturgia emergente.

di Irina Wolf

Una scena in chiaroscuro:
gli artisti israeliani invocano la libertà | pag. 26

Nonostante l’ombra scura della censura statale, in Israele, dalle sale perennemente
affollate continuano a emergere nuovi talenti. E per ribadire la fertile natura creativa,
Isra Drama Festival ha inondato di eventi anche i luoghi più periferici del Paese.

di Pino Tierno

Nell’Impero dei Segni
si sperimenta il teatro del futuro | pag. 26

Nel Giappone d’oggi, ipertecnologico e ipertradizionale, non manca una scena alternativa dove, negli spazi non convenzionali di Tokyo, ferve l’attività di ricerca di performer che contaminano danza, musica e narrazione, tradizione e innovazione.

di Franco Ungaro

 

G(L)OSSIP

Poesia per un teatrino di periferia | pag. 30

di Fabrizio Sebastian Caleffi

DOSSIER

Teatro e periferie | pag. 31

A cura di Claudia Cannella e Alessandro Toppi

Saviano: la periferia, avanguardia
della città in trasformazione | pag. 32

Un viaggio attraverso le metamorfosi dei territori ai margini della società: mafia e narcotraffico, gentrificazione, ruolo della cultura, assenza della politica, desideri e menzogne, ipotesi per un risanamento e rischi di spettacolarizzazione.

di Claudia Cannella

Milano, insieme e diversi
per tessere una rete virtuosa | pag. 34

Adeguandosi al territorio, intercettandone saperi ed esigenze, spazi e compagnie riescono a giocare un ruolo non marginale nella costruzione di un tessuto urbano integrato. E fanno sistema.

di Sara Chiappori

Immaginando di essere una casa per tutti
il teatro nei distretti di New York | pag. 35

Lontano da Manhattan nascono teatri inclusivi, multietnici, di comunità. A Brooklyn, ad esempio, o nel Bronx, dove va in scena una territorialità artistica culturalmente varia quant’è vario il mondo.

di Laura Caparrotti

Farsi territorio con il teatro
Roma, sostantivo plurale | pag. 36

Dal Lido di Ostia a Tor Bella Monaca, da Torpignattara al Quadraro: le operazioni che coinvolgono l’hinterland romano ridefiniscono la cartografia culturale della città e reagiscono alla sua crisi.

di Luca Lòtano

Londra e i sobborghi multietnici
the other side of the theatre | pag. 37

Nuova drammaturgia, incontri post-spettacolo, relazione con le scuole dell’obbligo e prezzi bassi, sconti per i residenti, formazione di un pubblico eterogeneo. Così sulle rive del Tamigi, lontano dal West End.

di Jacopo Panizza

Reagire alla paura e al silenzio
storie esemplari ai margini di Napoli | pag. 38

Lì dove le istituzioni non guardano, o dove la criminalità imperversa, organizzatori, teatranti e associazioni culturali presidiano il territorio, riqualificano spazi in abbandono, coinvolgono i cittadini: facendo spettacolo, producendo esperienze.

di Stefania Maraucci

Parigi, la scena e le banlieue
alla ricerca di possibili relazioni? | pag. 39

Scuole teatrali di quartiere, stage, relazioni con le associazioni culturali e festival di hip hop, i grandi Maestri alternati alla nuova drammaturgia. In cerca del nuovo pubblico e di un rapporto profondo col territorio, a volte in contraddizione con le scelte artistiche.

di Carlotta Clerici

Ai confini del sistema teatrale
appunti per una nuova cartografia | pag. 40

Dalle residenze creative in Piemonte alle poetiche del territorio in Sicilia, dalla multiforme marginalità in Lombardia alla campagna laziale, nelle cui platee c’è l’infanzia. E le micro-sale campane, le ostinazioni locali della Puglia, il sistema tosco-emiliano, l’Umbria che nell’off forma il suo pubblico: lungo viaggio nella periferia teatrale italiana.

di Laura Bevione, Laura Santini, Roberto Rizzente, Chiara Marsilli, Michele Pascarella, Marco Menini, Ilaria Rossini, Pierfrancesco Giannangeli, Claudia Cannella, Renata Savo, Alessandro Toppi, Nicola Viesti, Paola Abenavoli, Filippa Ilardo e Rossella Porcheddu

LIGURIA
Kronoteatro: far crescere un festival nelle serre di Albenga | pag 41
di Laura Santini

TRENTINO-ALTO ADIGE
Dal teatro sociale al professionismo l’Accademia Arte della Diversità di Bolzano | pag 42
di Chiara Marsilli

EMILIA ROMAGNA
Teatro dell’Argine: comunità e territorio da San Lazzaro di Savena al mondo | pag 43
di Michele Pascarella

LAZIO
Matutateatro a Sezze un «luogo di frontiera al centro» | pag 45
di Renata Savo

PUGLIA
Coltivare il deserto a Manfredonia con la tenacia della Bottega degli Apocrifi | pag 46
di Nicola Viesti

CALABRIA
La «resistenza gastrofonica viaggiante» dell’Ex Convento a Belmonte Calabro | pag 47
di Paola Abenavoli

MATERA 2019
In attesa del Grande Avvento, facendo teatro in Basilicata | pag 48
di Alessandro Toppi

Novecento decentrato:
istituzioni teatrali e periferie | pag 50

Dopo i primi esperimenti sotto il fascismo, il decentramento si sviluppa nel Secondo Dopoguerra grazie ai neonati Teatri Stabili. Promozione e servizio pubblico sono le parole d’ordine fino agli anni Sessanta quando il teatro, intrecciandosi a nuove istanze politiche e sociali, diviene strumento per interpretare i problemi della comunità.

di Livia Cavaglieri

Con la voglia di restare liberi
urban art e insidie del mercato | pag 52

Cos’è la periferia? La risposta rimane sospesa. Ma di certo la si può vedere come un grande, vivacissimo laboratorio d’arti e di idee, spesso militante, che nasce sulla strada e sulla strada si ramifica, fino a essere sedotto (o rubato) dall’industria culturale.

di Diego Vincenti

A strapiombo sulla faglia:
drammaturgie di confine | pag 54

Il dialetto è contatto con la scorza del reale, richiamo inclusivo, formula con cui recuperare in scena un mondo scomparso, deflagrato o irreale. Dall’infilata veneta dei casermoni di provincia all’estrema punta della Sicilia: la lingua del teatro italiano è un crogiolo di lingue di quartiere.

di Renzo Francabandera

Costruire mondi e poesia
le periferie del Teatro delle Albe | pag 56

Da Ravenna a Scampia e poi a Milano e Lamezia, a Chicago, Dakar, Caen, Limoges,
Rio de Janeiro, Nairobi: ovunque la non-scuola irrompe, genera e condivide bellezza,
facendosi luogo, intrecciando l’arte e la vita.

di Laura Mariani

L’Atir al Teatro Ringhiera
un nuovo umanesimo al Gratosoglio | pag 57

Nella periferia sud di Milano, la compagnia diretta da Serena Sinigaglia ha gestito per dieci anni un teatro ora in ristrutturazione, facendo rete sul territorio e puntando sul coinvolgimento attivo degli abitanti per ricostruire un tessuto sociale.

di Maddalena Giovannelli

Veronica Cruciani e il Quarticciolo:
cronaca di una militanza artistica | pag 58

A Roma, in un quartiere d’origine fascista, ma dall’anima un tempo partigiana dove arrivi con il 14, che sferraglia pieno zeppo di proletariato locale e multietnico. Lì c’è un teatro che rilancia una forma di resistenza culturale.

di Alessandro Toppi

Arrevuotamm’ tutto il centro
e la periferia di Napoli! | pag 59

Un progetto che non conosce barriere e steccati: perché “Arrevuoto” innanzitutto unisce, facendo sì che i figli del centro storico e i figli dei quartieri liminari lavorino insieme sullo stesso palco.

di Giusi Zippo

Attori, viandanti, teatranti corsari
verso una scena lontana, diversa, ulteriore | pag 59

Tra cumuli di neve o i guasti della guerra; passando città, paesi, villaggi, un pugno di case di legno; fino a lì, dove la guerriglia, il narcotraffico e la corruzione spadroneggiano. Instabili Vaganti e i suoi viaggi teatrali ai confini del mondo.

di Nicola Pianzola

Teatro di figura

 

Questo non è un teatro per bambini,
pupazzi e figure rivendicano la scena | pag 60

Difficile da trovare nelle stagioni dei teatri italiani, il teatro di figura è invece difeso
con tenacia da compagnie e artisti che conservano tradizioni storiche, innovandole
costantemente con un’arte raffinata quanto capace di stupire tutti i pubblici.

di Mario Bianchi

Critiche | pag 64

Exit

Addio Eimuntas Nekrošius:
un condottiero nella Fortezza dell’Arte | pag 93

Si spegne prematuramente il talento materico e magico del regista lituano che,
a partire dalla trilogia shakespeariana, alla fine degli anni Novanta, ci aveva
sorpreso con il suo immaginario scenico potente e visionario.

di Giuseppe Liotta

 

Danza

 

Meg Stuart, Alain Platel, Kinkaleri & Co
si danza la leggerezza dell’essere | pag 94

 

Lirica

 

Da Bob Wilson e Calixto Bieito a ricci/forte
l’opera come terreno di sperimentazione| pag 96

 

Testi

 

MALEDUCAZIONE TRANSIBERIANA
Un lungo viaggio attraverso la sconfinata terra della pedagogia per l’infanzia | pag. 98

di Davide Carnevali
Premio Hystrio alla Drammaturgia 2018

Biblioteca | pag. 114

a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo

 

La società teatrale | pag. 118

a cura di Roberto Rizzente

Ripensare il proprio ruolo sociale:
il teatro e la riforma del Terzo settore | pag. 118

di Ilaria Angelone