Sommario: Numero 1 di gennaio-marzo 2012

Vetrina

Barba, esperienza e testimonianza, un sapere incarnato da tenere vivo | pag. 2

Il fondatore e leader dell’Odin Teatret fa un bilancio e traccia le prospettive di una compagnia che sta per compiere mezzo secolo. Cardini del suo teatro le relazioni tra persone, il “baratto”interculturale e il valore della memoria.

I maestri peccatori di Venezia | pag. 4

Per la Biennale Teatro il direttore Álex Rigola e il presidente Paolo Baratta hanno puntato sui campioni della regia contemporanea: Thomas Ostermeier, Jan Fabre, Jan Lauwers, Ricardo Bartís, Romeo Castellucci, Rodrigo García, Calixto Bieito e Stefan Kaegi. Ma in quanti modi, contemporaneamente, si può essere registi?

Giovani mattatori/4

Alessandro Gassman, la forza del destino | pag. 7

Dall’adolescenza inquieta al debutto cinematografico con il padre Vittorio che lo sprona, fino alla decisione consapevole di fare l’attore. Gli incontri teatrali fondamentali con Ronconi, Mauri, Quartullo, Longoni che crea la coppia Gassman-Tognazzi. Dal 2012 si dedica anche alla regia e dal 2006 alla direzione di prestigiosi teatri, dallo Stabile d’Abruzzo a quello del Veneto.

Constanza Macras, coreografa atipica. Meglio, atopica. | pag. 10

Una danza, la sua, vicina e lontana da ogni luogo: da Buenos Aires, dove è nata, come da Berlino, dove vive, dopo essere passata per New York e Amsterdam.

Luci e ombre del sistema teatrale milanese una galassia in continuo movimento | pag. 12

I teatranti meneghini attendono con una certa ansia le prime mosse della Giunta Pisapia. E intanto scoprono che punto di riferimento (politico) per lo spettacolo dal vivo sarà di nuovo Antonio Calbi. Chiacchierata informale su una città che finge di credersi capitale dell’arte, ma che in realtà si scopre con le spalle strette. E qualche problema di troppo con cui fare i conti.

Quattro passi nella capitale dello spettacolo

| pag. 13

Premio Hystrio

I nuovi bandi: Vocazione, Scritture di scena, Occhi di scena | pag. 14

Teatromondo

Berlino, zapping d’autunno | pag. 15

A zonzo tra le “prime” più intriganti in scena nella capitale tedesca: Kafka secondo Erpulat, l’Onegin di Hermanis e le ultime fatiche di Schimmelpfennig e Macras.

Violenza, sfruttamento e illegalità a Londra
spietati racconti d’inverno | pag. 18

Sulle rive del Tamigi, il clima grigio degli ultimi tempi ispira meditazioni sul significato della violenza. Al Lyric Hammersmith, al Barbican Centre e allo Shoreditch Town Hall, tre spettacoli made in Britain affrontano il tema da punti di vista differenti.

Dublino, la difficile resa dei conti
con i fantasmi del passato | pag. 20

Tema ricorrente, all’ultima edizione dell’Ulster Bank Dublin Theatre Festival, è stato il tentativo, soprattutto da parte di gruppi emergenti, di fare i conti con un capitolo nero della storia nazionale, quello degli abusi su donne e minori perpetrati all’interno di istituzioni statali ed ecclesiastiche.

Sirenos, il meglio del teatro lituano
per sedurre la scena europea | pag. 22

L’ultima edizione del Festival Internazionale di Vilnius prende le mosse da un duplice intento: consacrare le migliori proposte nazionali dell’ultima stagione (Koršunovas, Varnas, Giniotis, Areima)  e ospitare artisti stranieri in grado di fondere il teatro tradizionale con le arti visive (Gob Squad, Muta Imago, HOPPart, Kristian Smeds).

Wroclaw, al Festival Dialog
la parola d’ordine è “non comune” | pag. 24

L’edizione 2011 della rassegna polacca si è concentrata sul tema dell’“inconsueto” nel teatro contemporaneo. Molte le proposte che hanno messo alla prova il pubblico: da quelle dei “nostri” Emma Dante e Romeo Castellucci a quelle di Krystian Lupa e Ivo van Hove.

Non son solo marionette…
la primavera (teatrale) di Praga | pag. 26

La Repubblica Ceca, nota soprattutto per il teatro di figura, è sempre più presente nei festival di molti Paesi, grazie anche all’opera di promozione dell’Istituto delle Arti e del Teatro, mentre nuovi, interessanti drammaturghi si affacciano sulla scena internazionale.

Riga, il Baltic Theatre Festival
alla ricerca delle identità nazionali | pag. 28

Nella capitale lettone un festival ha riunito le nuove proposte delle regioni baltiche. Ma, tra kolossal e progetti velleitari, l’unico a non tradire le attese è stato Alvis Hermanis.

Kentridge a Johannesburg, un enigma dei sensi e dell’intelletto | pag. 29

Ballando con Dada, ultimo spettacolo dell’artista sudafricano, è una miscela complessa di immagini, suoni, pensieri, cinema, danza e testo.

Humour

Glossip

I valleggianti | pag. 30

Dossier

Il teatro in Giappone oggi | pag. 31

Le strade arcane del teatro giapponese quando il rito si fonde con il racconto | pag. 32

La storia di un avvicinamento al teatro nipponico che parte da libri suggestivi e arriva alla sacralità delle messinscene. Un viaggio attraverso il mistero del butō, le maschere “magiche” del teatro nō e le appassionanti vicende del kabuki.

Dibattiti

Identità e cultura al primo posto
la politica del nuovo Giappone | pag. 34

Nonostante la crisi, negli ultimi anni il governo giapponese ha investito miliardi di yen per la crescita del settore artistico-culturale. E cresce anche l’impegno per un recupero dell’identità nazionale e delle culture regionali, a scapito delle troppe influenze da parte dell’Occidente.

Dossier

Kabuki e dintorni: istruzioni per l’uso | pag. 37

Luoghi, periodi, orari degli spettacoli, prezzi dei biglietti: usi, costumi, consuetudini e partecipazione del pubblico nel teatro giapponese oggi.

Il teatro n¨­, una tradizione contemporanea | pag. 38

Tradizione non ¨¨ sinonimo di immobilit¨¤. Il teatro tradizionale giapponese pi¨´ antico, il n¨­, ¨¨ al contempo un modello da preservare e l¡¯origine di numerose sperimentazioni teatrali che hanno unito le scene di Oriente e Occidente e reso possibile il connubio tra passato, presente e futuro. Con tre domande al maestro Umewaka Naohiko.

Il kabuki, un ossimoro strutturale
tra passato, presente e futuro | pag. 40

Con il super kabuki Ennosuke III declina al presente il passato. Rinnovando il mondo del kabuki, Ennosuke III propone una filosofia teatrale che affonda le radici nella consapevolezza della necessità del rinnovamento per conservare la tradizione.

Marionette di legno per rappresentare l’animo umano: il bunraku oggi | pag. 43

Nell’universo del teatro giapponese la forma più illustre, elevata e complessa di teatro di figura è senza dubbio il bunraku. Lo spettatore viene travolto, nell’acme dell’azione drammatica, da passioni e sentimenti di umana intensità.

Il kyôgen oggi: i maestri del rinnovamento | pag. 44

Da anni alcuni attori kyôgen di nuova generazione non si limitano a conservare lo stile di recitazione classico come un tesoro prezioso da tutelare, ma cercano di ritrovarne il valore universale mettendolo a confronto con varie forme di teatro tradizionale e contemporaneo.

Il fantasma del but¨­ dal mito delle origini alle visioni del futuro | pag. 46

Il but¨­ di Hijikata Tatsumi e ¨­no Kazuo: la luce e l¡¯ombra della danza delle tenebre. In scena un corpo totale che ¨¨ scultura modellata dal tempo e magazzino di una memoria dell¡¯universo.

Il butô: declinazioni europee | pag. 48

Avanguardia estrema, nata sull’asciuttezza terrigna del corpo giapponese, il butô ha messo radici profonde anche in Europa. Le esperienze, tra gli altri, di Carlotta Ikeda, Amagatsu Ushio, Iwana Masaki, Murobushi Kô, Kasai Akira, Alessandro Pintus, Onishi Sayoko.

Gli engekijin di Suzuki Tadashi
diario di un’esperienza | pag. 50

Suzuki Tadashi, fondatore del metodo che porta il suo nome, ricerca strenuamente la perfezione, senza lasciare nulla al caso. Il suo teatro è fatto di responsabilità, fatica, umiltà.

Tamburi giapponesi

Taiko, il battito del cuore che attraversa tutto il mondo | pag. 51

Una sottile geometria di luce la composizione coreografica di Teshigawara | pag. 52

Il lavoro di Teshigawara Sabur¨­, il pi¨´ importante danzatore contemporaneo giapponese, ¨¨ un¡¯interrogazione rivolta allo sguardo. Per lui coreografare significa dare forma allo spazio che si disegna nella periferia dei corpi.

Scena contemporanea giapponese il corpo tecnologico e la scena urbana | pag. 54

Teatro e danza contemporanei: il gioco tra corpo e parola dal caleidoscopio multimediale all’intreccio fra le discipline. Le sperimentazioni, tra gli altri, di Dumb Type, Chelfitsch, Ishinha, Hirata Oriza, Gekidan Kaitaisha.

Dal teatro colloquiale agli androidi gentili la scena sperimentale di Hirata Oriza | pag. 56

La voce come teatro: l’arte della narrazione giapponese. | pag. 57

In Giappone la parola recitata da un artista veicola emozioni e informazioni anche senza l’apporto di elaborati attrezzi di scena. Un teatro di narrazione che dal X secolo arriva fino ai giorni nostri.

Pasolini in Giappone miti antichi per parabole contemporanee | pag. 58

Mishima e le cinque volte di Madame de Sade | pag. 59

Della prolifica produzione teatrale di Mishima Yukio solo quest’opera ha avuto una certa fortuna scenica in Italia. Gli allestimenti di Tito Piscicelli, Ferdinando Bruni, Andrea Adriatico, Piero Ferrarini e Massimo Castri.

Teatro di figura

Garibaldi, ombre e un frigorifero anche Incanti festeggia l’Unità | pag. 60

Al festival piemontese di teatro di figura si celebra l’anniversario dell’Unità d’Italia, ma si raccontano pure storie universali, tenute insieme dal fil rouge dello stupore e della meraviglia. Tra i protagonisti Clair de Lune Théâtre, Giulio Molnàr, Les Sager Fous, Antonio Panzuto e gli storici Bread and Puppet.

Teatroragazzi

Sogni jazz e principi rockettari. Mantova e Parma nel segno dei piccoli | pag. 62

L’autunno del teatro ragazzi anche quest’anno è passato per Segni d’Infanzia e Zona Franca. Se il primo festival ha privilegiato le giovani compagnie italiane, il secondo ha puntato sulle infinite declinazioni della fiaba.

Nati ieri

I protagonisti della giovane scena/38 –

Anagoor, l’estetica “colta” dei nipotini di Giorgione | pag. 64

Nata nel profondo Nord Est, la compagnia di Castelfranco Veneto ha nel sangue la passione per l’arte figurativa e l’attenzione ai linguaggi contemporanei. Studio, visione e tempi prolungati sono le loro parole d’ordine, sia nella produzione di spettacoli che nella gestione di spazi teatrali.

Critiche

Le recensioni della prima parte della stagione teatrale | pag. 66

Exit

Addio a Václav Havel drammaturgo presidente al servizio della verità | pag. 99

Testi

BABELE

di Ana Candida de Carvalho Carneiro

Premio Hystrio Scritture di Scena_35, edizione 2011 | pag. 100

Biblioteca

Le novità editoriali | pag. 120

Società teatrale

L’attualità del mondo del teatro | pag. 124

Hanno collaborato

Paola Abenavoli, Giorgio Amitrano, Giovanni Azzaroni, Elena Basteri, Stefania Bevilacqua, Laura Bevione, Mario Bianchi, Claudia Brunetto, Gabriella Calchi Novati, Fabrizio Sebastian Caleffi, Roberto Canziani, Laura Caretti, Matteo Casari, Ka | pag. 130

Vetrina

Gianrico Tedeschi: il mio teatro di guerra | pag. 1000

Ha debuttato nel 1947 al Piccolo Teatro di Milano e nello stesso teatro è stato incoronato da un Premio Ubu nel 2011. Attore fra i prediletti da Visconti, Strehler e Patroni Griffi, ha cominciato a recitare nei campi di prigionia tedeschi durante la seconda guerra mondiale.