Sommario: Numero 4 di ottobre-dicembre 2018

Hystrio n.42018 cover (ill. di Ferdinando Bruni)

Speciale

L'ingresso della Direzione generale dello Spettacolo dal Vivo a Roma.

L’ingresso della Direzione generale dello Spettacolo dal Vivo a Roma.

DM/Fus: tutto deve cambiare
perché tutto resti come prima? | pag. 2

Le assegnazioni dei contributi a valere sul Fus, relative al triennio 2018-20, il secondo
governato dal DM, ha, prevedibilmente, fatto felici pochi e infelici molti. A emergere
alcuni problemi non irrilevanti: il pericoloso riaffacciarsi di una storicità “recente”,
che rende quasi intoccabili i soggetti finanziati nello scorso triennio, i brutti scherzi
dei cluster, accorpamenti dalle dinamiche misteriose, tutti da rivedere; Roma che
si accaparra, come in passato, ampie fette della torta, e il Sud ancora fanalino di coda.

di Roberto Rizzente, Diego Vincenti, Alessandro Toppi, Laura Bevione e Ilaria Angelone

Vetrina

Seit Sie, di Dimitris Papaioannou.

Seit Sie, di Dimitris Papaioannou.

Ecole des Maitres 2018, un momento di lavoro con Tiago Rodrigues.

Ecole des Maitres 2018, un momento di lavoro con Tiago Rodrigues.

Dimitris Papaioannou, quando
la banalità si trasforma in poesia | pag. 6

Frutto di una creatività poliedrica, che si nutre d’arte visiva, di storia e della profonda
conoscenza dei miti della sua Grecia, le opere di Papaioannou, artista originale
e a tutto tondo, rompono i confini tra coreografia e regia, tra movimento e pura visione.
di Marinella Guatterini

AMSTERDAM/2
Seit Sie, una galassia di stelle
in omaggio a Pina Bausch
di Marinella Guatterini

 

Tiago Rodrigues all’Ecole des Maîtres:
«Finché ci saranno i caffè, ci sarà l’Europa» | pag. 8

Costruttore di ponti tra città e nazioni – secondo la giuria che gli assegnerà a novembre
il Premio Europa per il Teatro-Realtà Teatrali 2018 – il regista portoghese spiega
agli allievi dell’Ecole des Maîtres il suo rapporto con le lingue di un continente.

di Roberto Canziani

 

Ecole des Maîtres 2018:
perché tradurre è un pericolo delizioso

di Roberto Canziani

Teatromondo

Waiting for Godot, Eif Festival 2018.

Waiting for Godot, Eif Festival 2018.

Arizona, Teatro de Babel, Festival de Almada 2018.

Arizona, Teatro de Babel, Festival de Almada 2018.

Europa sì, Europa no,
Edimburgo e i traumi post brexit | pag. 10

Mentre il confronto sulla brexit non accenna a smorzarsi e gli artisti dicono la loro
a gran voce, in un clima di forte tensione, fra rigidi controlli per la sicurezza, si snodano
i programmi dell’Eif, in cui spiccano Peter Brook, Garry Hynes e David Greig, e del Fringe.
di Maggie Rose

Londra, un palcoscenico di vetro
per la Lehman Trilogy di Mendes | pag. 13

Sam Mendes la scoprì al Piccolo Teatro e ne rimase folgorato: ora la pièce
di Stefano Massini è diventata un successo del National Theatre, che proietta
l’epica familiare dei Lehman sul grande schermo di un’America che crea e distrugge.
di Laura Caretti

Aubagne, nelle piazze
il teatro di tutti e per tutti | pag. 14

Festimôme è un festival di arti di strada che, da diciassette anni, anima la città provenzale
convocando artisti da ogni parte del mondo e coinvolgendo, nell’organizzazione, i cittadini
che accolgono, nutrono, ospitano artisti e spettatori in una grande festa collettiva.
di Franco Ungaro

Almada Festival,
un passaporto per affrontare la crisi | pag. 15

Un taglio di scure si abbatte sui conti del principale festival portoghese
e l’amministrazione locale interviene. Perché là, ad Almada, il respiro
è da sempre internazionale. E il teatro conta.
di Roberto Canziani

A Vienna la danza
batte il teatro d’avanguardia | pag. 16

Con il Wiener Festwochen e ImPulsTanz, dai festival estivi viennesi emerge una scena
divisa fra rifiuto delle nuove forme teatrali e predilezione per la danza contemporanea,
che quest’anno trova un luogo privilegiato nel mumok, il museo d’arte moderna.
di Irina Wolf

Salisburgo, la forza delle immagini
tra politica e desiderio | pag. 18

Il programma di lirica e prosa della 98a edizione del festival austriaco s’impone
per un alto tasso di suggestioni visive. Si riflette sulla politica e sulla pulsione
innata al potere, con le regie di Lauwers, Warlikowski, Castorf e Rasche.
di Irina Wolf

Praga, dove natura e cultura
si sposano nella danza | pag. 19

Dalla Repubblica Ceca l’azione innovativa di due mecenati del XXI secolo
ha trasformato il Castello di Žďár in un centro internazionale per la danza,
che ospita residenze e il Festival Korespondance.
di Mara Serina

Mosca, nel duello tra Sorelle,
vince il Maestro di Bulgakov | pag. 20

Funerali e nuove nomine al Teatro d’Arte di Mosca, e mentre il confronto
fra Ženovač e Bogomolov (vincitore e vinto nella lotta per la successione)
finisce in pari, sorprende la versione de Il Maestro e Margherita al Fomenko.
di Fausto Malcovati

Shakespeare a Central Park
una festa del teatro nella Grande Mela| pag. 22

Dal 1954, nel parco più famoso di New York, Shakespeare in the Park
è una stagione gratuita di spettacoli all’aperto alla quale partecipano
migliaia di persone e i più grandi artisti di Broadway e del cinema.
di Laura Caparrotti

NEW YORK/2
Dagli Abba a Bruce Springsteen,
il trionfo dei juke-box musical | pag. 25
di Laura Caparrotti

Dossier

 

Bergman 100 | pag. 27

a cura di Giuseppe Liotta e Roberto Rizzente

Dossier Bergman, ill di Ferdinando Bruni.

ill. di Ferdinando Bruni.

Goffredo Fofi: il mio Bergman | pag. 28

L’energia, lo scavo continuo, la fame creatrice fanno di Bergman uno degli artisti – e degli intellettuali – più significativi del Novecento. Goffredo Fofi – autore delle postfazioni ai Tre diari (Iperborea, 2008) e a Il settimo sigillo (Iperborea, 2017) – ne ricorda la figura, pensando anche al rapporto intimo e costante che il regista svedese ha intrattenuto col teatro, sia sul palcoscenico sia sullo schermo.
di Goffredo Fofi, testo raccolto da Rodolfo Sacchettini

Lo Stato contro l’individuo:
la Svezia, prima di tutto | pag. 30

Non solo il protestantesimo: la riflessione sui sentimenti, sulla religione, sulla società e sulla malattia, portata avanti da Bergman, affonda le radici nella tradizione svedese. A dispetto dell’assolutismo etico e del pensiero positivo imposti dallo Stato e dalla cultura corrente.
di Vanda Monaco Westerståhl

La scrittura drammaturgica ovvero
desiderio e necessità di rappresentazione | pag. 32

Erede dichiarato della tradizione scandinava, nella sua produzione drammaturgica Ingmar Bergman
sperimenta e mette a fuoco i temi, i problemi, le visioni e le ossessioni rese poi celebri dal cinema,
in un coacervo di forme, stili e situazioni che rende difficile separare i campi d’indagine.
di Massimo Ciaravolo

TORINO
Quattro coreografi e un Maestro:
un omaggio a Bergman | pag. 34
di Giuseppe Montemagno

Passione Strindberg:
il tempo, il ritmo, la visione | pag. 36

La scrittura visionaria e proto-espressionista di August Strindberg rimane un modello
di riferimento per il cinema di Bergman. Ma nelle regie teatrali viene depotenziata,
a favore di un realismo che è debitore della tradizione svedese.
di Franco Perrelli

I classici e la regia:
il trionfo della tradizione | pag. 38

Erede della tradizione scandinava, nelle regie teatrali Bergman ha saputo rielaborare in chiave personale spunti e idee già di Olof Molander e Alf Sjöberg: dall’uso del testimone muto ai riferimenti autobiografici e cristici, a Strindberg, senza nulla concedere a Brecht e alle mode del tempo.
di Antonello Motta

Bergman in Italia:
gli spettacoli, la critica, gli adattamenti | pag. 41

Sono soltanto nove gli spettacoli di Bergman giunti in Italia ma, nonostante la difficoltà della lingua, tutti sono stati accolti con grande successo di pubblico, prevalentemente formato da “addetti ai lavori”. Più numerosi, gli adattamenti dai film e dalle sceneggiature, dalla trilogia di Gabriele Lavia al dittico di Ivo van Hove.
di Giuseppe Liotta

L’Opera, incommensurabile piacere
dell’innocenza e del desiderio | pag. 44

Raramente interessato alla regia d’opera, Bergman firma per il cinema una versione
di riferimento de Il flauto magico di Mozart, in cui celebra la magia del teatro
e la poesia dell’infanzia, e de Il ballo delle ingrate di Monteverdi.
di Giuseppe Montemagno

Scene da un matrimonio:
da Napoli, la vita di coppia in diretta | pag. 45

Sono sempre più numerosi, nel mondo, gli adattamenti dal capolavoro di Bergman
Scene da un matrimonio: ultime, in ordine di tempo, sono le due produzioni ospitate
a giugno dal Napoli Teatro Festival, a cura di Safy Nebbou e Andrej Konchalovskij.
di Sandro Avanzo

Liv Ullmann: dal cinema alla scena,
la Musa e il suo Maestro | pag. 46

Il primo incontro e la genesi di Persona, il lungo sodalizio artistico, l’esperienza
a teatro, in Norvegia, con i Sei personaggi pirandelliani, il dietro le quinte, il rapporto
con gli attori, il lascito drammaturgico: Ingmar Bergman secondo Liv Ullmann.
di Roberto Rizzente

La maledizione della maschera:
lo statuto dell’attore | pag. 48

Esponente di un’arte attoriale libera ed eterodossa, Gunn Wållgren mette in crisi il “sistema” Bergman, teso tra una drammaturgia censoria e impositiva e la fascinazione per la libertà dell’attore. Tra attrazione e repulsione, la storia di un rapporto controverso, in una lettera di Leif Zern a Vanda Monaco.
di Leif Zern

La superficie dolorosa dei sentimenti:
riflessi teatrali nel cinema di Bergman | pag. 50

Profondamente debitore del teatro per l’uso estensivo del dialogo, la valorizzazione della durata
e del corpo attoriale, la sospensione onirica del reale, il cinema di Bergman se ne discosta
per la rielaborazione creativa, mettendo a punto un linguaggio peculiare, innovativo e moderno.
di Fabio Pezzetti Tonion

Teatro ragazzi

 

Lupus in fabula,
quando le storie rinnovano lo stupore | pag. 52

Lombardia ed Emilia Romagna sono palcoscenico di due rassegne estive
e di un premio dedicati ai giovani spettatori: a Vimercate Ragazzi e a Colpi di Scena,
appuntamento con le compagnie “mature”, al Premio Scenario Infanzia con le “nuove promesse”.
di Mario Bianchi

SAN LAZZARO DI SAVENA
Teatro dell’Argine: L’eredità di Babele,
un laboratorio ad arte di convivenza fra i popoli | pag. 53
di Renata Savo

 

Nati ieri

 

La drammaturgia contemporanea europea
sbarca a Rubiera con Forever Young | pag. 54

I protagonisti della giovane scena/54: si è conclusa alla Corte Ospitale la seconda
edizione di Forever Young. Tra i sei finalisti, vince la Compagnia Dellavalle/Petris,
mentre segnalati con menzione speciale sono Oyes e Pierfrancesco Pisani.
di Claudia Cannella

Critiche

Orestea, Anagoor, Biennale Teatro 2018.

Orestea, Anagoor, Biennale Teatro 2018.

Oedipus Rex, Bob Wilson, Pompeii Theatrum Mundi 2018 (foto: Lucie Jansch).

Oedipus Rex, Bob Wilson, Pompeii Theatrum Mundi 2018 (foto: Lucie Jansch).

Biennale, attore o performer?
Un dilemma che (forse) non c’è | pag. 58

 

A Dro si progetta il futuro
riappropriandosi delle radici | pag. 62

 

Ad Albenga, il palcoscenico
è un fertile terreno creativo | pag. 64

 

Artisti dai cinque continenti
in piazza a Santarcangelo | pag. 66

 

Da Antigone a Ceausescu
Inequilibrio tra mito e storia | pag. 70

 

Kilowatt, l’ordinaria follia
della vita quotidiana | pag. 72

 

Gli artisti contemporanei
sperimentano a Inteatro | pag. 77

 

Napoli Teatro Festival,
il teatro a più dimensioni | pag. 81

Danza

 

Da Venezia a Civitanova Marche,
tutti i movimenti della danza | pag. 86

 

Lirica

 

Tra Parigi e Martinafranca
l’estate multiforme della lirica | pag. 91

Testi

 

LEA R. | pag. 94

libero adattamento dal Re Lear di William Shakespeare
di Michele Ruol

Testo vincitore del Premio Hystrio-Scritture di Scena 2018

 

Biblioteca | pag. 108

Società teatrale | pag. 112