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	<title>Franco Ungaro - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2025</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 18:41:45 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo<br />
luci e ombre del nuovo decreto ministeriale | pag. 2</h3>
<p>Un iter travagliato e un documento, a valere sul triennio 2025-27, che arriva con molto ritardo rispetto alle scadenze abituali, creando non poche difficoltà nel settore. Lo abbiamo letto a analizzato, cercando di metterne in evidenza punti di forza e criticità.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Spregelburd e gli altri,<br />
drammaturgia contemporanea a Parma | pag. 4</h3>
<p>Per gli attori di Teatro Due, il teatrista argentino ha scritto e diretto Diciassette cavallini, partecipando alle giornate dedicate alla scrittura del presente, con von Mayenburg, Vyrypaev, Raffier e Paravidino. Lo abbiamo incontrato, per farci raccontare i suoi progetti.</p>
<p>di Rafael Spregelburd e Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cassandra nel frullatore, ovvero<br />
i Greci guardati con occhio bizzarro e argentino | pag. 5</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ieri e oggi, se Hitler occupa la scena<br />
mettendoci ancora alla prova | pag. 6</h3>
<p>Dall’Arturo Ui di Brecht allo stand-up-comedian di Elio Germano e Chiara Lagani, il “male” non smette di interrogarci anche dalla scena con la sua “banalità”. Quanto le sue parole e la sua “battaglia” ancora ci assediano con il germe della disumanità?</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gli ultrà della scena:<br />
Apriti Millico, gli spettatori in pullman | pag. 8</h3>
<p>Una formula magica, un progetto di audience engagement nato a Terlizzi, per portare in tour gruppi eterogenei di spettatori orfani del teatro cittadino: è Apriti Millico, azione militante di VicoQuartoMazzini.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per danzare occorre un pensiero agile:<br />
Ciappina e la permeabilità dell’interprete | pag. 9</h3>
<p>Una scelta, guidata dalla mente più che dal corpo, è alla radice del percorso di una delle danzatrici più mature della scena contemporanea, capace di porsi al servizio di linguaggi coreografici molto diversi con rigore, esattezza, essenzialità.</p>
<p>di Marta Ciappina e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>De Summa, teatro qui e ora,<br />
dalla provincia alla Francia | pag. 10</h3>
<p>Fuggire dal paese più sfigato del mondo, dalla droga, dal nulla. Trovare se stessi, il proprio futuro, il proprio posto. In poche parole: fare teatro. Oscar De Summa ci racconta passato, presente e futuro di una vocazione inesauribile.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Caroline Baglioni, la vita propria di una scrittura<br />
selvatica, indipendente, piena di spine | pag. 11</h3>
<p>Dalla ricerca degli «oggetti magici» che innescano la creazione di un mondo alla messinscena, il processo di elaborazione di una drammaturgia è, per l’autrice, un percorso d’ascolto della propria voce. Difficile quanto trovare se stessi.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Hystrio 2025: i bandi | pag. 12</h3>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sotto lo sguardo dell’aquila a due teste,<br />
il teatro e la nuova storia d’Albania | pag. 14</h3>
<p>A Tirana, un festival permette di fare il punto sul teatro di Kosovo e Albania, Paesi fratelli. Stessa lingua, storie diverse. In comune il desiderio di emergere, i rischi della speculazione finanziaria in agguato e un teatro che non volta la testa dall’altra parte.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sei esempi di “drammaturgie del possibile”<br />
al Festival del Teatro Nazionale romeno | pag. 16</h3>
<p>L’edizione 2024 della rassegna ha portato a Bucarest produzioni nazionali ed estere, oltre a un ricco cartellone di attività collaterali, con spettacoli che indagano tematiche di cocente attualità, dal dibattito sull’aborto al rinascente antisemitismo.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’autunno teatrale a Vienna,<br />
tra inediti e grandi classici | pag. 18</h3>
<p>L’inizio della stagione teatrale nella capitale austriaca vede sui palcoscenici gli adattamenti di due classici della letteratura, Il naso di Gogol e Orlando di Virginia Woolf, e un testo inedito incentrato sul fotografo – e assassino – Eadweard Muybridge.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teat[r]ennis. Hy.steresis Banana Khattelan | pag. 20</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Registe d’oltreconfine | pag. 21</h3>
<p>a cura di Laura Bevione e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Competenza, ostinazione, indipendenza:<br />
la voce chiara e forte delle artiste al potere | pag. 22</h3>
<p>Se nel Nord Europa e in Spagna è il merito a determinare il raggiungimento di ruoli apicali, in Italia è ancora troppo spesso una “graziosa concessione” vincolata a quote rosa e appartenenze politiche. Tuttavia il moltiplicarsi della presenza femminile indica un fertile, seppure lento, processo di cambiamento.</p>
<p>di Concita De Gregorio</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Regine d’oltremanica:<br />
il punto di vista che fa la differenza | pag. 24</h3>
<p>In Inghilterra le artiste hanno raggiunto da tempo autonomia e autorevolezza, conquistando spesso la direzione di istituzioni teatrali di prestigio. Un’ampia panoramica della scena britannica al femminile, innovativa e forte di uno sguardo indubbiamente “altro” su quanto avviene nella contemporaneità.</p>
<p>di Monica Capuani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gisèle Vienne, una filosofa burattinaia<br />
per un teatro politico, cool e perturbante | pag. 28</h3>
<p>Autrice di un percorso eterogeneo, nel teatro dell’artista francese convivono maschere e pupazzi, narrativa e arti visive, musica contemporanea e nuove tecnologie, a testimoniare un’irrequietezza che si trasforma in spettacoli sempre diversi e coinvolgenti.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un nuovo teatro per un nuovo pubblico,<br />
l’arte del racconto di Caroline Guiela Nguyen | pag. 29</h3>
<p>La regista francese, con origini asiatiche a algerine, ha elaborato una poetica teatrale di immediata fruizione, appassionante quanto profonda nel dipingere una realtà incapace di fare i conti con la storia recente, le ingiustizie e la violenza.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Die Regisseurin: in tedesco<br />
la regia si declina al femminile | pag. 30</h3>
<p>Dagli anni Novanta a oggi, in area germanofona si è consolidata la presenza femminile in campo registico, che affonda le sue radici nei decenni precedenti. Ecco una panoramica – tra Germania, Austria e Svizzera – dalle “veterane” alla generazione più recente.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kennedy, tra dis-umano e post-umano,<br />
il virtuale in cerca di autenticità | pag. 33</h3>
<p>Il percorso artistico della regista tedesca prende avvio dall’amato Fassbinder per procedere poi verso una ricerca incentrata sull’uso creativo e critico delle nuove tecnologie. Alla base, l’indagine sulla progressiva disumanizzazione della realtà, cercando un’impossibile verità.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sfumare i confini fra corpi e macchine:<br />
il teatro “estremo“ di Florentina Holzinger | pag. 34</h3>
<p>La coreografa, regista e performer austriaca è nota per spettacoli al cui centro c’è la fisicità delle interpreti, tutte donne. Forzato, ferito, posto in interazione con macchine e oggetti di varia natura, il corpo diventa simbolo dei mali del nostro tempo ma anche l’elemento da cui partire per costruire una nuova umanità.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Barbara Frey: tra letteratura e musica<br />
uno sguardo satirico sul mondo | pag. 35</h3>
<p>Regista, musicista e direttrice, l’artista svizzera declina con originalità quella vena satirica e allo stesso tempo poetica caratteristica della scena elvetica, mostrando una particolare predilezione per i grandi della letteratura, classica e contemporanea.</p>
<p>di Valentina Grignoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Umano, non umano e nuove tecnologie:<br />
i Paesi Bassi tra visionarietà e provocazione | pag. 36</h3>
<p>Una coppia di artiste, Boogaerdt/Van Der Schoot, e Anne-Cécile Vandalem sono tra le protagoniste della scena olandese e belga al femminile, caratterizzata da un’attenzione privilegiata al corpo, alla sua mercificazione e alle sue deformazioni dettate dall’evoluzione tecnologica e dei media.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Audaci, sensibili e visionarie:<br />
il talento policromo delle registe greche | pag. 37</h3>
<p>In un ambiente ancora prevalentemente maschile, molte sono le artiste che, a partire dalla fine del secolo scorso, si sono affacciate sulla scena ellenica, mostrando di possedere una visione inedita e spesso anticonvenzionale del linguaggio teatrale, e ottenendo successo anche a livello internazionale.</p>
<p>di Ariadne Mikou</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dai Balcani all’Europa dell’Est<br />
lo sguardo politico della scena femminile | pag. 38</h3>
<p>Riscrivono i classici e affrontano i contemporanei, denunciano le derive autoritarie dei rispettivi Paesi e il patriarcato, difendono i diritti civili: un panorama vivo e variegato che ha come comune denominatore l’impegno e la militanza politica.</p>
<p>di Laura Bevione, Federico Bellini e Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il coro come strumento artistico e politico:<br />
la poetica militante di Marta Górnicka | pag. 40</h3>
<p>La regista polacca parte da una forma d’espressione arcaica quale il coro per dare voce alle ingiustizie e ai conflitti che tormentano la contemporaneità: dalle spinte conservatrici e illiberali del proprio Paese, al dramma dell’Ucraina e della Palestina, il teatro diventa sonora richiesta di libertà e rispetto dei diritti.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cărbunariu: garantirsi l’indipendenza<br />
lavorando fuori dal sistema teatrale statale | pag. 41</h3>
<p>Gli spettacoli di Gianina Cărbunariu hanno sempre avuto una forte dimensione politica, proponendosi quali mezzi di critica sociale e facendo di questa artista una fra le più coerenti e complesse della generazione “di mezzo” dei registi-drammaturghi romeni.</p>
<p>di Gianina Cărbunariu e Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Arte e impegno civile: la duplice vocazione<br />
della regia al femminile nel mondo arabo | pag. 42</h3>
<p>Il corpo e il ruolo della donna nella società, ma anche conflitti vecchi e nuovi e l’interesse per la letteratura, sia quella dei conterranei che quella “occidentale”, sono i comuni denominatori dell’originale poetica teatrale sviluppata dalle registe – marocchine, egiziane, siriane, libanesi – nate e attive nei Paesi di cultura araba.</p>
<p>di Monica Ruocco</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lina Majdalanie e Chrystèle Khodr:<br />
dare voce ai singoli dalle rovine del Libano | pag. 44</h3>
<p>Due eclettiche e originali artiste nate e cresciute a Beirut, città che l’una ha lasciato mentre l’altra ha scelto quale luogo di vita e attività. Ma quella conflittuale realtà rimane al centro del lavoro di entrambe, impegnate a ricostruire con linguaggio originale la biografia di un popolo.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Waltz, Macras, Rodrigues e Acogny:<br />
l’arte del movimento plasmata dalle donne | pag. 45</h3>
<p>Quattro grandi coreo-registe, di differente provenienza geografica, generazione e poetica, accomunate dall’indubbio talento e dalla capacità di fondare compagnie indipendenti, con cui mettere in scena i propri spettacoli ma, soprattutto, approfondire la propria ricerca.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Memoria, militanza e mondo naturale<br />
la polifonia della scena sudamericana | pag. 46</h3>
<p>Il realismo magico per rocce e vegetali di Manuela Infante, Lola Arias tra biografismo individuale e memoria collettiva, le contaminazioni tra cinema e teatro di Romina Paula e la militanza politica e sociale di Patricia Ariza. Quattro voci al femminile da Cile, Argentina e Colombia.</p>
<p>di Claudia Cannella, Alice Strazzi, Alice Ferranti e Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Eclettismo culturale, sradicamento e realismo grottesco<br />
Victoria Szpunberg tra Argentina e Catalogna | pag. 47</h3>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Celestiale e cruenta, devota e pericolosa,<br />
la fibra artistica di Angélica Liddell | pag. 48</h3>
<p>L’artista spagnola, all’apparenza minuta, diventa irresistibilmente potente sul palcoscenico, dove porta in scena i suoi spettacoli in cui cristianesimo e valori universalmente accettati sono messi in discussione con carnale e provocatoria evidenza.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cambiare la vita con l’empatia,<br />
Christiane Jatahy, artista e attivista | pag. 49</h3>
<p>La regista brasiliana porta in teatro il suo impegno politico, sempre associato a un’originale ricerca artistica. Letteratura, nuove tecnologie, accurate indagini quasi giornalistiche sono alla base di spettacoli spesso incentrati sul ritratto di realtà marginali e neglette.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Broadway, Off Broadway e dintorni:<br />
questi non sono palchi per donne | pag. 50</h3>
<p>Negli Stati Uniti la figura del regista è ancora subordinata a quella dello scrittore e, quando il primo è una donna, vedere riconosciuti i propri meriti è ancora più complicato. Qualcosa, però sta cambiando, sia nella scena indipendente che a Broadway, con registe spesso provenienti dal cinema e dalla televisione.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La crescita delle voci femminili a Broadway:<br />
un lungo cammino verso la parità | pag. 51</h3>
<p>di Laura Caparrotti</p>

		</div>
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			<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quarant’anni e non sentirli:<br />
l’effervescente compleanno dei Marcido | pag. 52</h3>
<p>Un anniversario importante è occasione per fare qualche bilancio senza perdersi in nostalgie e rimpianti, poiché lo sguardo della compagnia torinese è fermamente rivolto al futuro, a partire dal prossimo debutto di Baccanti.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tanti auguri Argot!<br />
La storica “factory“ compie 40 anni | pag. 53</h3>
<p>Uno spazio minimo nel quartiere di Trastevere è diventato, grazie a un’intuizione dei fondatori<br />
e all’intraprendenza dei direttori Tiziano Panici e Francesco Frangipane, un’oasi e un motore<br />
di progetti culturali ibridi, fertili modelli di produzione artistica e di organizzazione.</p>
<p>di Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ctrl+Alt+Canc ovvero riavviare il sistema,<br />
tra gesto disperato e atto rigenerativo | pag. 54</h3>
<p>Nato nel 2020, il gruppo formato da Alessandro Paschitto, Raimonda Maraviglia<br />
e Francesco Roccasecca pratica il teatro come forma di conoscenza, con spettacoli<br />
che rinnovano la funzione dell’attore nel mettere in discussione l’esistenza.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE | pag. 56</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Corpo e spazio: i festival di danza<br />
tra identità e ibridazioni | pag. 84</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Laura Bevione, Carmelo A. Zapparrata, Roberto Canziani, Nicola Arrigoni,<br />
Alice Strazzi, Michele Pascarella e Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Muscato, Carsen, McVicar, Abbado:<br />
gli approcci multiformi della regia lirica | pag. 89</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Giuseppe Montemagno e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La scena mondiale tra immersione nel rito<br />
e attualissime riflessioni storico-politiche | pag. 91</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Sandro Avanzo, Alice Strazzi, Ira Rubini<br />
e Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA | pag. 92</h2>
<p>Le novità dal mondo editoriale, a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<h3>C’È DEL PIANTO IN QUESTE LACRIME | pag. 96</h3>
<p>di Linda Dalisi e Antonio Latella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-size: medium;">SOCIETÀ TEATRALE </span> | pag. 112</h2>
<p>Le notizie dal mondo teatrale, a cura di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2024</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 15:41:18 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro di Jon Fosse: spiritualità, pietas e dolcezza | pag. 2</h3>
<p>Valerio Binasco, il regista italiano che ne ha messo in scena il maggior numero di opere, svela le peculiarità della drammaturgia dell’autore Premio Nobel, invitando a non farsi “abbagliare” dall’apparente astrattismo del suo “stile”.</p>
<p>di Valerio Binasco e Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Con Jon Fosse, dentro quel buio luminoso | pag. 3</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Si aprono le porte della Bottega fra verità, improvvisazione, bellezza | pag. 4</h3>
<p>Bat, il progetto di alta formazione per attori diretto da Antonio Latella, trova al Piccolo di Milano e al Rossini di Pesaro momenti di condivisione con il pubblico. Lezioni aperte sul dispositivo teatrale nel suo farsi, sul lavoro dell’attore alle prese con la parola di Testori.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Raffa in the Sky, una fantaopera per celebrare il mito della Carrà | pag. 5</h3>
<p>Ha debuttato al Teatro Donizetti di Bergamo l’opera contemporanea dedicata a Raffaella Carrà. Un omaggio alla “Raffa” nazionale, una favola lirica fantastica costruita intorno alle canzoni che hanno reso la showgirl una vera e propria diva e icona della tv.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ateliersi, lo sguardo prismatico di un collettivo multiforme | pag. 6</h3>
<p>Di base a Bologna, presso spazio Sì, dal 2014 l’ensemble attraversa confini, disciplinari e geografici, costruendo «una scrittura scenica che trasfigura i dati del reale attraverso la loro ricomposizione poetica» mutevole e cangiante, sempre aperta e in ascolto.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Arezzo, riflettori accesi sulla nuova star: si chiama AI, è artificiale e intelligente | pag. 7</h3>
<p>A metà novembre la Rete Teatrale Aretina ha organizzato l’edizione 2023 del Festival dello Spettatore, con un ampio spazio dedicato all’Intelligenza Artificiale, che, in un modo o nell’altro, inciderà sullo spettacolo dal vivo. Con quali esiti è ancora tutto da valutare.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pronunciare parole mai dette, Dracma, un futuro teatrale in Calabria | pag. 8</h3>
<p>Da Vibo Valentia a Polistena, da niente a Residenza Teatrale riconosciuta (Artisti nei territori, la dicitura ministeriale): così un piccolo avamposto di resistenza culturale prova a innestarsi nella comunità con un progetto artistico, politico e sociale.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Reggio Calabria cosmicomica, Calvino al Ragazzi MedFest | pag. 9</h3>
<p>Alla sua settima edizione, quest’anno il Festival organizzato da SpazioTeatro ha coniugato la propria vocazione alle connessioni tra teatro e scienza con il centenario calviniano, in un programma di eventi che ha travolto il capoluogo calabrese.</p>
<p>di Paola Abenavoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Hystrio, i bandi 2024 | pag. 10</h3>

		</div>
	</div>
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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Festival d’Automne: dalla Francia al mondo un viaggio nelle storie e nella Storia | pag. 12</h3>
<p>La kermesse parigina si conferma rassegna tra le più importanti per i contributi internazionali inseriti in un programma imponente. Da Creuzevault a Zeldin, passando per Gorgeart e il collettivo Grand Magasin fino all’omaggio postumo a Tanguy, focus sull’edizione numero 52.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ostermeier: un’Opera da tre soldi contro la notte dei nuovi fascismi | pag. 13</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vienna, una gran dama dalle molte facce tra grandi classici ed esperienze immersive | pag. 14</h3>
<p>Le drammaturgie mash-up del das.bernhard.ensemble per riscrivere il mito, la persecuzione di trans e omosessuali nella performance immersiva della compagnia Nesterval, Molière e Goldoni riletti da Martin Kušej e Antonio Latella.</p>
<p>di Irina Wolf e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In Romania è tempo di festival! Lingue e linguaggi dialogano sulla scena | pag. 16</h3>
<p>Non soltanto la capitale Bucarest, ma anche Iaşi, hanno ospitato fra settembre e ottobre, rassegne ricche ed eterogenee, specchio della vitalità teatrale del Paese, dagli spettacoli per ragazzi agli ospiti stranieri, dalle produzioni indipendenti ai musical.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I teatri che resistono: Mosca, chi va e chi resta | pag. 18</h3>
<p>Cartelloni ricchi, sale piene. Eppure nella capitale russa l’aria è tesa. Qualche sala è stata chiusa, alcuni registi espatriati. Tra chi resta, però, non mancano le chicche, le novità, i veri capolavori. Come Guerra e pace di Rimas Tuminas.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Roberta Bosetti: frammenti di memoria (perduta), il corpo, il tempo, l’Alzheimer | pag. 19</h3>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Under The Radar, il teatro che non si arrende, quando la fine è un nuovo inizio | pag. 20</h3>
<p>A giugno 2023 se ne annuncia la fine, a gennaio 2024 uno dei festival più importanti degli Usa, dedicato al “nuovo” teatro, torna a New York rinnovato nella veste organizzativa ma non nell’obiettivo: condividere l’avanguardia del teatro internazionale.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Far finta di essere nani | pag. 22</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>ODIN TEATRET 60 | pag. 23</h3>
<p>cura di Claudia Cannella e Giuseppe Liotta</p>

		</div>
	</div>
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			<h3>Eugenio Barba: le mille e una vita, su un’isola di libertà chiamata teatro | pag. 24</h3>
<p>La nascita dell’Odin Teatret, la necessità d’essere nel proprio tempo, il Terzo Teatro, le “ruote quadrate”: viaggio dentro e fuori la scena di uno dei più longevi e riconosciuti Maestri del teatro del Novecento.</p>
<p>di Eugenio Barba e Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’incredibile storia dell’Odin Teatret, una memoria personale ed emotiva | pag. 26</h3>
<p>Il ricordo di uno studioso che lo ha conosciuto bene. Le origini, il trasferimento a Holstebro, gli spettacoli più importanti, l’intensa attività editoriale, gli incontri fra apocalissi sceniche, nuove emozioni e una lettera inedita.</p>
<p>di Franco Perrelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Barba e Grotowski: così diversi, così vicini | pag. 30</h3>
<p>Da Opole fino alla scomparsa del Maestro e dopo, il racconto di un’amicizia e di un’affinità teatrale che ha segnato l’avanguardia teatrale del Secondo Novecento e che continua ancora oggi a interrogarci.</p>
<p>di Marco De Marinis</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’Ista, un Theatrum Mundi, fra pedagogia e creazione | pag. 32</h3>
<p>Un’esperienza internazionale unica e costante che affronta i temi del teatro attraverso intense sessioni di lavoro, coinvolgendo studiosi, attori, registi, giovani gruppi provenienti da tutto il mondo in un fertile incrocio di saperi e di pratiche sceniche.</p>
<p>di Gerardo Guccini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per un teatro vivente e femminile, incontro immaginario con le attrici dell&#8217;Odin | pag. 34</h3>
<p>La libertà creativa, il rapporto con Eugenio Barba, le improvvisazioni, il nuovo training: le quattro donneicone dell’Odin – Else Marie Laukvik, Iben Nagel Rasmussen, Roberta Carreri e Julia Varley – parlano di sé e della loro inscindibile appartenenza al tessuto connettivo degli spettacoli.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Torgeir Wethal, il sorriso dell’”attore santo” | pag. 36</h3>
<p>L’attore feticcio di Barba dagli esordi fino alla prematura scomparsa. Il suo lavoro di ricerca in un ritratto che ne ripercorre la storia scenica e le caratteristiche teatrali.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pontedera: i viaggi a Holstebro, preludio di una lunga storia | pag. 37</h3>
<p>La scoperta dell’Odin (1971-72) all’origine del Teatro di Pontedera: i primi rapporti con Barba a Holstebro, la fascinazione di Min fars hus, la nascita di un nuovo Laboratorio di ricerca e sperimentazione teatrale. Un flashback illuminato dai ricordi dei protagonisti.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Eugenio Barba e i suoi discepoli: quale eredità dell’Odin in Italia? | pag. 38</h3>
<p>Abbiamo interpellato numerose realtà che, dagli anni Settanta a oggi, si sono riconosciute e si riconoscono in una linea di continuità con l’Odin Teatret, scoprendo affinità etiche e culturali, prima che estetiche.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Odin Teatret Archives, un piccolo firmamento | pag. 40</h3>
<p>L’autrice racconta in prima persona l’entusiasmante esperienza di costruzione degli Ota, ideati e diretti da Mirella Schino, in cui ha trovato una nuova vita l’enorme patrimonio documentario dell’Odin.</p>
<p>di Francesca Romana Rietti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Laflis: le isole galleggianti hanno trovato casa in Salento | pag. 41</h3>
<p>Inaugurato a Lecce, l’Archivio della Fondazione Barba Varley: sei sale che raccolgono libri, testimonianze e ricordi del gruppo teatrale più importante e “cronico” del teatro del Novecento.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dieci spettacoli per raccontare una storia lunga sessant’anni | pag. 42</h3>
<p>Abbiamo scelto alcuni titoli emblematici dell’Odin dagli anni Sessanta a oggi, cercando di ripercorrere le tappe tematiche, il rapporto con la letteratura e con il mito, l’utilizzo di diversi codici espressivi e di diverse modalità di rappresentazione, le questioni politiche e generazionali.</p>
<p>a cura di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dall’Europa all’America Latina e alla Cina, tutto il mondo festeggia i sessant’anni dell’Odin | pag. 47</h3>
<p>di Giuseppe Liotta</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bolognino: l’arte della coreografia, una ricerca continua | pag. 48</h3>
<p>A ventotto anni il coreografo napoletano mostra un talento in netta ascesa, conquistando con le sue creazioni anche Elenonora Abbagnato che gli ha commissionato una partitura originale per l’Opera di Roma. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il suo processo compositivo.</p>
<p>di Adriano Bolognino e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Daniele Villa, scrivere Sotterraneo e agire collettivo per la scena | pag. 49</h3>
<p>A quasi vent’anni di attività di Sotterraneo e con una dozzina di premi nel palmares, Daniele Villa racconta il proprio approccio alla scrittura e costruzione dello spettacolo, fra ironia e distacco critico, interazioni con i compagni e con il pubblico.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A morte gli under 30! Niccolò Fettarappa contro il teatro generazionale | pag. 50</h3>
<p>Classe 1996, laurea in Filosofia, tre spettacoli all’attivo: Niccolò Fettarappa Sandri si sta costruendo un percorso originale nel teatro italiano, scrivendo e interpretando i suoi testi, invettive ironiche contro la società del presente e le sue deformità.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Intransito 2023: Tre liriche della compagnia Xenia vince la sesta edizione del concorso genovese | pag. 51</h3>
<p>di Alice Strazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Confini e sconfinamenti: il teatro engagé delle Colline Torinesi | pag. 52</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il raffinato enigma di Fanny &amp; Alexander dal capolavoro di Ágota Kristóf | pag. 52</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Questioni identitarie e nuova drammaturgia nel cartellone di Colpi di Scena | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Geografie reali e immaginarie, Romaeuropa oltre i confini | pag. 68</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PRO &amp; CONTRO. La Mirandolina di Latella, moderna imprenditrice per una commedia borghese all’italiana | pag. 73</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da un continente all’altro le molteplici espressioni della danza | pag. 77</h3>
<p>Dai programmi internazionali di Torinodanza e Fabbrica Europa alla danza contemplativa di Zappalà, dalla conferenza performativa di Marin al Saramago di Sieni, fino al ritorno di Wilson/Childs e tanti altri.</p>
<p>di Laura Bevione, Sandro Avanzo, Mario Bianchi, Renata Savo, Carmelo A. Zapparrata, Alice Strazzi, Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dal bianco e nero al trionfo del colore, l’apertura della stagione lirica | pag. 82</h3>
<p>La tradizione del Don Carlo di Pasqual e la cupa sensualità di Ollé, le contaminazioni del Falstaff di Renga e il rigore di Pizzi, il Trovatore metropolitano di Livermore, il minimalismo di Silvestrini e l’onirismo di Stone: i debutti sui palcoscenici operistici.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno, Roberto Rizzente, Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I mondi liminali del teatro europeo tra sogni distorti e riti mitologici | pag. 85</h3>
<p>di Laura Santini, Marco Menini e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 85</p>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>SPEZZATA. Rapsodia (per intercessione del Silenzio) | pag. 90</h3>
<p>di Fabio Pisano</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>News dal mondo del teatro | pag. 102</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Codice Unico dello Spettacolo en attendant i decreti attuativi | pag. 102</h3>
<p>di Alessandro Toppi</p>

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	</div>
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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2021</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-2-di-aprile-giugno-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 06:00:49 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>I teatri a un anno dalla chiusura,<br />
facciamo il punto (e un po’ di luce) | pag. 2</h3>
<p>Allo scoccare del triste anniversario della grande serrata e con la recrudescenza della pandemia, il settore è ancora in attesa di risposte da parte delle istituzioni, che non sembrano comprendere la complessità della sfida e coglierne le opportunità.<br />
di Valeria Brizzi e Arianna Lomolino</p>
<h3>Cortili, pianerottoli, parchi e terrazze:<br />
i nuovi palcoscenici del teatro dal vivo | pag. 3</h3>
<p>di Renata Savo</p>
<h3>Teatro19, quando la follia<br />
rivela il suo potere rigenerante | pag. 4</h3>
<p>Ha una vocazione “militante” il lavoro delle artiste che costituiscono il gruppo bresciano, sperimentando i linguaggi della scena nelle situazioni di confine, periferie fisiche e simboliche, urbane, sociali, mentali, a stretto contatto con la vita.<br />
di Elena Scolari</p>
<h3>Asti, da una chiesa sconsacrata<br />
Spazio Kor guarda allʼEuropa | pag. 5</h3>
<p>Casa condivisa, laboratorio, crocevia di relazioni e museo, con una profonda interazione fra territorio e collettività e una spiccata vocazione all’innovazione: ritratto dello spazio piemontese, che si avvia alla nuova condirezione di Chiara Bersani e Giulia Traversi.<br />
di Matteo Tamborrino</p>
<h3>Nel mondo parallelo di Lenz,<br />
luogo di cura del corpo e della mente | pag. 6</h3>
<p>A Parma la Compagnia fondata da Francesco Pititto e Maria Federica Maestri prosegue la sua attività con tre nuovi progetti, un continuo dialogo con i classici e il presente, alla costante ricerca della dimensione salvifica dell’arte.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>Nella terra le radici dei racconti,<br />
la Casa delle Storie del Teatro dellʼOrsa | pag. 7</h3>
<p>Se raccontare storie è un rito collettivo e vitale, Monica Morini e Bernardino Bonzani ne sono custodi e testimoni. Dal teatro civile a quello per i più giovani, dalle fiabe alla storia, ne coltivano la pratica, riversandone sul territorio che abitano tutti i frutti.<br />
di Mario Bianchi</p>
<h3>Nostos, avamposto dellʼoff<br />
nella Terra dei Fuochi | pag. 8</h3>
<p>Gina Oliva, Dimitri Tetta e Giovanni Granatina (ri)fondano nel 2014 il loro spazio ad Aversa, ora polo d’eccellenza per il teatro di ricerca e per la formazione di «cittadini teatralizzati». Con tutte le intenzioni di resistere, alla pandemia e all’assenza di sostegni istituzionali.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>Write, uno spazio-tempo protetto<br />
per ri-orientare la scrittura | pag. 9</h3>
<p>Una residenza internazionale, ovvero una casa dove autori teatrali dal mondo si ritrovano, per confrontare la propria scrittura con studiosi, critici, registi, attori, dialogando con il territorio e costruendo una comunità di ascolto.<br />
di Filippa Ilardo</p>
<h3>La metafora e lo specchio: gli scacchi<br />
fra teatro e realtà simulate | pag. 10</h3>
<p>Non solo Marostica e la recente serie Netflix: il gioco degli scacchi ha ispirato una ricca letteratura cinematografica e teatrale, da Middleton a Bergman e Borges, fino a Pirandello, Beckett, Norén e Mayorga, metafora di conflitti storici, familiari, e dell’uomo che lotta contro la morte.<br />
di Giuseppe Liotta e Roberto Rizzente</p>

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			<h2>Speciale Archivi</h2>

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			<figure id="attachment_24237" aria-describedby="caption-attachment-24237" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24237" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-300x169.jpg" alt="Casa Natale di Luigi Pirandello, Agrigento." width="300" height="169" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-300x169.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-1024x576.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-768x432.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-600x338.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-160x90.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24237" class="wp-caption-text">Casa Natale di Luigi Pirandello, Agrigento.</figcaption></figure>

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			<h3>Dai trionfi di Toscanini alle regie di Strehler,<br />
gli archivi milanesi testimoni di memoria | pag. 12</h3>
<p>Presso il Piccolo Teatro e il Teatro alla Scala è conservata la memoria storica del teatro di prosa e lirico della città, un tesoro prezioso che racconta personaggi, opere, il lavoro di registi, scenografi, attori e musicisti registrato in immagini e documenti d’epoca.<br />
di Albarosa Camaldo</p>
<h3>Torino, uno sguardo sul Novecento<br />
con lʼimpronta di Lucio Ridenti | pag. 13</h3>
<p>Il Centro Studi del Teatro Stabile nasce grazie all’acquisizione del Fondo Ridenti, completato negli anni con i materiali proditoriamente nascosti, e si arricchisce del Fondo Febo e Misa Mordeglia Mari, in parte ancora da esplorare.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>La memoria della Laguna,<br />
Fondazione Giorgio Cini e Biennale | pag. 14</h3>
<p>Venezia custodisce alcuni dei tesori contemporanei più preziosi, presso la Fondazione Giorgio Cini e l’Archivio della Biennale. Dalla Duse, Paolo Poli e Franco Scaldati sull’isola di San Giorgio, alle testimonianze della Storia del prestigioso festival italiano.<br />
di Roberto Canziani e Federico Bellini</p>
<h3>Le Muse della Biennale di Venezia,<br />
inquiete testimoni dei sussulti della Storia | pag. 15</h3>
<p>di Ilaria Angelone</p>
<h3>Voci e immagini del documento teatrale,<br />
il Museo Biblioteca dellʼAttore di Genova | pag. 16</h3>
<p>Accedere al museo genovese è entrare nel regno vivo e coinvolgente dello spettacolo, “materiale” e immaginario al contempo, un’occasione di incontro con la memoria del Novecento, grazie ai fondi custoditi e spesso oggetto di mostre ricchissime.<br />
di Gianni Poli</p>
<h3>Bologna e dintorni, una mappa<br />
per la memoria dello spettacolo | pag. 17</h3>
<p>Il capoluogo fa la parte del leone grazie agli archivi custoditi al Dams, ma anche alla Biblioteca dell’Archiginnasio e alla Casa di Riposo “Lyda Borelli”. Senza dimenticare i Fondi sparsi in Regione, da Riccione a Bagnacavallo e Reggio Emilia.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Andres Neumann e gli altri,<br />
i segni tangibili del teatro in Toscana | pag. 18</h3>
<p>Tra Pistoia e Firenze sono distribuite le ricchezze della memoria storica dei teatri toscani, una memoria che nel capoluogo della regione è stata ferita dall’alluvione del 1966, e che ha reso ancor più importanti i luoghi in cui la si preserva.<br />
di Francesco Tei</p>
<h3>Roma, nelle Wunderkammer<br />
della Biblioteca del Burcardo | pag. 19</h3>
<p>Fondi librari per 50.000 volumi, un’infinità di ritagli stampa, l’archivio Siae, disegni e bozzetti, fotografie, costumi, gioielli e copioni costituiscono il ricchissimo e affascinante patrimonio della Biblioteca-Museo capitolina, che copre un arco temporale lungo cinque secoli.<br />
di Lucia Medri</p>
<h3>Da Palazzo Reale alle Università,<br />
gli archivi teatrali napoletani | pag. 20</h3>
<p>Nata nel 1888, la sezione Lucchesi Palli della Biblioteca Nazionale di Napoli è cresciuta nel tempo accogliendo i fondi Viviani, De Filippo, Patroni Griffi. A essa si affiancano le biblioteche della Certosa e della Siae a costruire un ricco patrimonio documentale.<br />
di Stefania Maraucci</p>
<h3>Sicilia: lʼisola “plurale“<br />
e le sue tradizioni teatrali | pag. 21</h3>
<p>Dalle tragedie antiche, che ogni anno rivivono al Teatro Greco di Siracusa, ai pupi siciliani, passando attraverso l’opera di Pirandello: gli archivi teatrali siciliani hanno tante facce quanto quella, imprendibile, dell’isola.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Non solo note: quando la lirica<br />
diventa storia e memoria | pag. 22</h3>
<p>Gli archivi dedicati alla lirica, legati all’attività dei principali enti lirici italiani, sono stati creati e implementati dagli inizi del secolo grazie alla spinta di alcuni programmi ministeriali per dar conto di un fenomeno che investe vari settori, capaci di restituire l’unicità del fenomeno.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Bando Premio Hystrio alla Vocazione 2021 | pag. 23</h3>

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			<h2>Anniversari</h2>

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			<figure id="attachment_24231" aria-describedby="caption-attachment-24231" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24231" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077-300x197.jpg" alt="Sei personaggi in cerca d'autore, regia Carlo Cecchi (foto Bobo Antic)." width="300" height="197" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077-300x197.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077-768x504.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077-600x394.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077-160x105.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24231" class="wp-caption-text">Sei personaggi in cerca d&#8217;autore, regia Carlo Cecchi (foto Bobo Antic).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24230" aria-describedby="caption-attachment-24230" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24230" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-300x200.jpg" alt="La Mostra &quot;Turi Ferro e il Teatro Stabile di Catania-Storia di un amore&quot;, Catania." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24230" class="wp-caption-text">La Mostra &#8220;Turi Ferro e il Teatro Stabile di Catania-Storia di un amore&#8221;, Catania.</figcaption></figure>

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			<h3>Cento anni in cerca d’autore,<br />
un classico e le sue inquietudini | pag. 24</h3>
<p>Nel 1921 Pirandello sconvolse la scena teatrale italiana con la prima dei Sei personaggi, spettacolo sommerso da critiche furibonde, ma che in seguito fu allestito dai più grandi registi europei e che ancora oggi interroga gli artisti sulle sue possibili riletture.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<h3>SEI PERSONAGGI/2<br />
Dietro la maschera, Catone Uticense e Marzia<br />
archetipi danteschi del Padre e della Madre | pag. 25</h3>
<p>di Michela Mastrodonato</p>
<h3>La disperata estetica di Aldo Trionfo,<br />
un dilettante severo nel gioco del teatro | pag. 26</h3>
<p>Eclettico, curioso, sperimentatore, l’ingegnere e musicista nato nel 1921 non amava annoverarsi nell’avanguardia. Indipendente fino all’insofferenza, non lasciò eredi né eredità, quanto un’impronta nei numerosi artisti che con lui hanno debiti di sensibilità.<br />
di Gianni Poli</p>
<h3>Nellʼarsenale delle apparizioni<br />
di Turi Ferro, centʼanni dopo | pag. 27</h3>
<p>Un doppio anniversario avvia le celebrazioni in ricordo dell&#8217;artista catanese, maschera storica del teatro non solo siciliano, che ha legato il suo nome alle interpretazioni dell’opera di Pirandello, presentate sulle scene internazionali.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_24246" aria-describedby="caption-attachment-24246" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24246" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-300x200.jpg" alt="El chico de la ultima fila, di Juan Mayorga, alla Sala Bekett di Barcellona." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria.jpg 996w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24246" class="wp-caption-text">El chico de la ultima fila, di Juan Mayorga, alla Sala Bekett di Barcellona.</figcaption></figure>

		</div>
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			<figure id="attachment_24249" aria-describedby="caption-attachment-24249" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24249" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius-300x198.jpg" alt="Hamletas, regia di E. Nekrosius." width="300" height="198" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius-300x198.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius-600x397.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius-160x106.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius.jpg 620w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24249" class="wp-caption-text">Hamletas, regia di Eimuntas Nekrosius.</figcaption></figure>

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			<h3>Mappe teatrali europee:<br />
la filiera della drammaturgia | pag. 28</h3>
<p>Uno studio commissionato da PAV e Fabulamundi Playwriting Europe a Margherita Laera, compara prassi, metodi di finanziamento e di scouting di Spagna, Inghilterra, Germania, Austria, Francia, Italia, Polonia, Romania e Repubblica Ceca. Un utile strumento-guida che non dovrebbe mancare sulla scrivania di operatori e decisori politici.<br />
di Riccardo Corcione e Maddalena Giovannelli</p>
<h3>La ex Jugoslavia e la terza via al teatro,<br />
scrivere alla ricerca della propria voce | pag. 32</h3>
<p>A distanza di trent’anni dalla dissoluzione dello Stato unitario, nei Paesi balcanici gli autori e le autrici teatrali sono sempre in prima linea, grazie alle loro opere, nella riflessione sul presente e nel fare i conti con un passato difficile da dimenticare.<br />
di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli spettacoli della nostra vita</h2>
<h3></h3>
<h3>Quella Classe morta piena di vita<br />
con cui lʼItalia conobbe Kantor</h3>
<p>Milano, gennaio 1978: in una città piena di nebbia il grande artista polacco, sconosciuto ai più, sbarca al Crt Salone, avamposto del teatro di ricerca in una periferia allora quasi irraggiungibile. Ed è amore a prima vista.<br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<h3>Tutti insieme appassionatamente<br />
nel mondo glitterato di Priscilla | pag. 37</h3>
<p>Al Palace di Londra, un vero e proprio happening del pubblico e i ritmi travolgenti del musical di Elliott e Scott travolgono l’aplomb del critico in missione in un caleidoscopio di colori, scandito dalle hits della disco music anni &#8217;70-&#8217;90 e da una gran voglia di libertà.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>Mito e rito di uno spettacolo-mondo,<br />
Hamletas di Eimuntas Nekrošius | pag. 38</h3>
<p>Ghiaccio e fuoco, la poesia degli oggetti e la loro potenza simbolica, gli attori come officianti di un rito. Sono i “segni caratteristici”, al tempo stesso antichi e contemporanei, del lavoro del regista lituano, grande rivelazione di fine millennio.<br />
di Nicola Arrigoni</p>
<h3>Carmina Burana, al San Carlo<br />
lʼopera dʼarte totale di Shen Wei | pag. 39</h3>
<p>A Napoli, nel luglio 2013, l’artista sino-americano affronta, in un’alchimia sublime e terrifica, la cantata scenica di Carl Orff in chiave coreografica, occupandosi di tutti gli aspetti, dalle scene ai costumi, dalla regia alle videoproiezioni.<br />
di Carmelo Antonio Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Glossip</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>(Terz&#8217;) atto di presenza | pag. 40</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Teatro online | pag. 41</strong></h3>
<p>a cura di Claudia Cannella, Ilaria Angelone e Arianna Lomolino</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<figure id="attachment_24254" aria-describedby="caption-attachment-24254" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24254" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-300x200.jpeg" alt="In Arte Son Chisciottə, (foto Ilaria Costanzo)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-300x200.jpeg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-1024x683.jpeg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-768x512.jpeg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-600x400.jpeg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-240x160.jpeg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-160x107.jpeg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24254" class="wp-caption-text">In Arte Son Chisciottə, (foto Ilaria Costanzo).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24255" aria-describedby="caption-attachment-24255" style="width: 361px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-24255 " src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390-300x171.jpg" alt="To be a machine. Dead Centre." width="361" height="206" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390-300x171.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390-768x437.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390-600x341.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390-160x91.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390.jpg 997w" sizes="auto, (max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24255" class="wp-caption-text">To be a machine. Dead Centre.</figcaption></figure>

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			<h3>La quinta dimensione del teatro:<br />
gli artisti di fronte alla sfida digitale | pag. 42</h3>
<p>La pandemia ha imposto alla produzione culturale un’accelerazione dei processi di assimilazione del mezzo digitale generando nuove forme teatrali, occasioni di incontro e di condivisione delle evoluzioni creative. Proviamo qui a darne una panoramica, ponendo sul tavolo anche questioni e spunti da riprendere e approfondire.<br />
di Ilaria Angelone e Arianna Lomolino</p>
<h3>Festival virtuali, smaterializzarsi per (r)esistere | pag. 45</h3>
<p>di Arianna Lomolino</p>
<h3>Anche la danza va in streaming<br />
aspettando la ri-materializzazione dei corpi | pag. 46</h3>
<p>Con la seconda ondata pandemica si è intensificata l’offerta di danza online. In Italia utilizzando come “contenitori” soprattutto festival, circuiti e il progetto Residenze Digitali, mentre dall’estero interessanti sono le proposte di alcune grandi istituzioni teatrali.<br />
di Lorenzo Conti</p>
<h3>Ad alta voce dopo il silenzio,<br />
la nuova vita dellʼopera online| pag. 47</h3>
<p>Il variegato mondo della lirica, nel corso degli ultimi mesi, non si è limitato alla ripresa degli spettacoli bloccati dalla pandemia, ma ha anche varato creazioni appositamente concepite per lo streaming, per creare un nuovo, diverso coinvolgimento del pubblico.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Teatro ragazzi, quando il digitale<br />
apre nuovi orizzonti e prospettive | pag. 48</h3>
<p>Allargamento del pubblico, nuove forme di relazione e interazione, sviluppo di formati innovativi, contaminazioni con la video-arte, la computer graphic e la musica elettronica: come fare “buon uso” della pandemia.<br />
di Mario Bianchi</p>
<h3>Ogni luogo è palcoscenico<br />
e le residenze vanno online | pag. 49</h3>
<p>Il lockdown le ha costrette a traslocare in ambiente digitale, aprendo nuove e interessanti modalità di studio e lavoro. Come dimostra il successo di Residenze Digitali con 178 progetti partecipanti al bando 2021.<br />
di Laura Santini</p>
<h3>Da audience a Zoom: guida rapida<br />
per la sopravvivenza in Rete | pag. 50</h3>
<p>Connessioni eterne, dispositivi come coperte di Linus, piattaforme su cui ormai si bivacca: l’anno di pandemia ci ha costretto a fare i conti e a metabolizzare parole di cui prima neanche conoscevamo l’esistenza e che ora fanno parte del nostro vocabolario quotidiano. Eccone alcune, un po’ per fare chiarezza, un po’ per (s)drammatizzare.<br />
di Nicola Arrigoni, Matteo Brighenti, Marco Menini, Laura Santini, Diego Vincenti e Giusi Zippo</p>
<h3>Le ambizioni di Alexa, tra Beckett e Goldoni | pag. 53</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<h3>Teatro in tv: da padre nobile<br />
a nicchia per pochi nostalgici? | pag. 54</h3>
<p>Nel 1954 tenne a battesimo la televisione e, fino agli anni Settanta, fu punto di riferimento dei palinsesti. Poi una parabola discendente, fino a essere relegato a scarne apparizioni in orari spesso impossibili. Ma è davvero superato il teatro in tv? Di sicuro, quel che ancora manca è un linguaggio adeguato ai tempi.<br />
di Paola Abenavoli</p>
<h3>Lʼincredibile e triste storia<br />
di ITsART, la Netflix della Cultura | pag. 57</h3>
<p>Esattamente un anno fa era stato lanciato l’ambizioso progetto di una nuova piattaforma culturale, poi ribattezzata ITsART. Quindi il silenzio. Ecco le tappe dell’ambigua vicenda, che non poche critiche e perplessità ha suscitato.<br />
di Claudia Cannella</p>
<h3>Pro &amp; Contro: Luci e ombre<br />
in una Scala senza pubblico | pag. 58</h3>
<p>Per la prima volta, dal Dopoguerra a oggi, il Teatro alla Scala ha aperto la sua stagione lirica online con uno show all star, a firma di Davide Livermore, che non poco ha fatto discutere.<br />
di Giuseppe Montemagno e Fausto Malcovati</p>
<h3>Pro &amp; Contro: Ricomincio da Rai3<br />
il teatro in tv secondo Massini | pag. 59</h3>
<p>Occasione mancata o riuscita creazione di un’agorà virtuale per mostrare la vitalità della scena in tempi di pandemia? Quattro serate in bilico tra ambigua eterogeneità, buone intenzioni e retorica. di Gerardo Guccini e Diego Vincenti</p>
<h3>A porte chiuse, lavori in corso<br />
aspettando la riapertura | pag. 60</h3>
<p>Prove in presenza secondo rigidi protocolli sanitari, debutti in streaming, docufilm: il teatro si è attrezzato, come ha potuto, per mantenere in vita le produzioni e garantire il lavoro ad artisti e maestranze. Gli esempi di Milano, Torino e Napoli.<br />
di Sara Chiappori, Laura Bevione e Stefania Maraucci</p>
<h3>In Europa e negli States<br />
tutti (o quasi) online | pag. 62</h3>
<p>I ripetuti lockdown hanno incrementato l’offerta online: se inizialmente si è puntato a rispolverare il repertorio, negli ultimi mesi sono nati prodotti ad hoc di notevole qualità. Unica eccezione la Spagna che, in controtendenza, ha preferito tenere aperti i teatri, considerando la cultura alla stregua di un bene essenziale.<br />
di Jacopo Panizza, Giuseppe Montemagno, Pino Tierno, Irina Wolf e Laura Caparrotti</p>

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			<figure id="attachment_24251" aria-describedby="caption-attachment-24251" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_Teatrodilina_Banane_foto-Loris-Zambelli.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24251" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_Teatrodilina_Banane_foto-Loris-Zambelli-300x200.jpg" alt="Teatrodilina, Banane." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_Teatrodilina_Banane_foto-Loris-Zambelli-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_Teatrodilina_Banane_foto-Loris-Zambelli-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_Teatrodilina_Banane_foto-Loris-Zambelli-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_Teatrodilina_Banane_foto-Loris-Zambelli.jpg 512w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24251" class="wp-caption-text">Teatrodilina, Banane.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24250" aria-describedby="caption-attachment-24250" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_biancofango_francesca-andrea.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24250" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_biancofango_francesca-andrea-300x199.jpg" alt="Francesca Macrì e Andrea Trapani, Biancofango." width="300" height="199" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_biancofango_francesca-andrea-300x199.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_biancofango_francesca-andrea-1024x680.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_biancofango_francesca-andrea-768x510.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_biancofango_francesca-andrea-600x398.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_biancofango_francesca-andrea-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_biancofango_francesca-andrea-160x106.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Ritratti_biancofango_francesca-andrea.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24250" class="wp-caption-text">Francesca Macrì e Andrea Trapani, Biancofango.</figcaption></figure>

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			<h2>Ritratti</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatrodilina, a tu per tu con il pubblico:<br />
frammenti di una poetica del quotidiano | pag. 66</h3>
<p>Osservandoli in scena si osserva la vita, di cui il teatro di Lagi, Colella &amp; C. si nutre, senza alcun intento verista, quanto piuttosto nella necessità di condividerne il racconto e l’esperienza con qualcuno «di cui davvero c’importa»: lo spettatore.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>La purezza e lo sporco,<br />
la forza del teatro di Biancofango | pag. 68</h3>
<p>L’incontro tra Francesca Macrì e Andrea Trapani ha come risultato una compagniaossimoro con un percorso artistico articolato, fra ricerca sull’attorialità per definire i confini del “corpo scenico” e confronto con gli adolescenti.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>Fabrizio Gifuni, nelle parole di Aldo Moro<br />
l’abisso rimosso della Storia italiana | pag. 69</h3>
<p>di Sara Chiappori</p>
<h3>Rita Frongia (con Claudio Morganti):<br />
l&#8217;attimo è la materia prima del teatro | pag. 70</h3>
<p>Dalla lunga indagine sul Woyzeck di Büchner alla Trilogia del tavolino, dal Libero Gruppo di Studio d’Arti Sceniche alla passione per Maria Lai, dal ruolo di drammaturga a quello di dramaturg, l’artista si racconta in un’intervista a due voci.<br />
di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Nati Ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Controcanto Collettivo, insieme<br />
alla ricerca della bellezza nascosta | pag. 72</h3>
<p>Fuori dal coro, uniti in un progetto comune di esplorazione delle miserie e delle grandezze degli esseri umani: questo il legame artistico e umano che unisce i membri della giovane compagnia, nata da un laboratorio per adolescenti e cresciuta nel tempo.<br />
di Matteo Brighenti</p>

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			<h2>Exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Finale di partita,<br />
gli ultimi applausi della stagione | pag. 74</h3>
<p>Nel volgere dell’inverno in primavera, ancora a sipari chiusi dalla pandemia, ci lasciano Lars Norén, drammaturgo della crisi portato via dal Covid, il regista Marco Sciaccaluga, l’attore Christopher Plummer e Jürgen Müller, cofondatore della Fura dels Baus.<br />
di Nicola Arrigoni, Laura Santini, Ilaria Angelone e Chiara Viviani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca | pag. 76</h2>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA GLORIA. Paesaggio di ragazzi verso l’alba | pag. 80</h3>
<p>di Fabrizio Sinisi<br />
Spettacolo vincitore di Forever Young 2020-La Corte Ospitale</p>
<p>Leggi la scheda di presentazione del testo &#8211;&gt; <a href="https://www.hystrio.it/testo/la-gloria-paesaggio-di-ragazzi-verso-lalba/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale | pag. 96</h2>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Parità e violenza di genere,<br />
una questione aperta, anche in scena | pag. 96</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
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</div></div></div></div>
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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2020</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-di-ottobre-dicembre-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 15:24:44 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Aprire o non aprire? Il dilemma<br />
dei teatri nell&#8217;autunno dello scontento | pag. 2</h3>
<p>Penalizzati dalle nuove normative anti-Covid, i teatri italiani sono costretti a fare i salti mortali<br />
per garantire le stagioni. Con effetti destabilizzanti sull’ecosistema nazionale e la tenuta<br />
dei cartelloni, ma anche possibili aperture in termini di solidarietà, creatività e digitalizzazione.<br />
di Roberto Rizzente</p>
<h3>Creare comunità, i festival<br />
come humus della polis | pag. 4</h3>
<p>Costruiscono relazioni, rafforzano i legami sociali, fanno circolare idee e producono<br />
economia di qualità: oltre che eventi artistici, i festival sono anche potenti motori<br />
di crescita per i territori, oggi – in tempo di crisi – più che mai.<br />
di Elena Scolari</p>
<h3>I mestieri del teatro, tutto cambia<br />
o tutto torna come prima? | pag. 6</h3>
<p>Covid o non Covid, sono ancora troppe le questioni aperte che riguardano il futuro<br />
dello spettacolo dal vivo. Per esempio, il processo di affermazione dei diritti<br />
dei lavoratori, che la riapertura in sicurezza delle attività teatrali non deve arrestare.<br />
di Valeria Brizzi e Arianna Lomolino</p>
<h3>Piccolo Teatro di Milano,<br />
la notte buia delle istituzioni | pag. 7</h3>
<p>Giunge all’epilogo la vicenda complessa del cambio al vertice del primo teatro<br />
nazionale italiano. Dopo mesi di attese, rimpalli, ostruzionismi e incomprensibili<br />
silenzi, l’allargamento del Cda fa intravedere una, pur discutibile, via d’uscita.<br />
di Sara Chiappori</p>
<h3>Cristina Pezzoli,<br />
la poesia è azione, l&#8217;azione è poesia | pag. 8</h3>
<p>«Cristina Pezzoli. Palombaro», così si definiva la regista scomparsa a maggio, perché<br />
amava immergersi nelle profondità dell’essere umano, per far emergere il talento<br />
di ogni attore. Dando vita a un teatro capace di trasformare il mondo.<br />
di Letizia Russo, insieme a Jacopo Bicocchi, Valentina Brusaferro, Ilaria Costanzo, Matteo Cremon, Lorenzo De Moor,<br />
Mattia Fabris, Francesca Farcomeni, Carlo Orlando, Noemi Parroni ed Elena Vanni</p>
<h3>Leggeri come Sacchi di Sabbia,<br />
la comicità di un&#8217;irraggiungibile tragedia | pag. 10</h3>
<p>Colto, popolare, sospeso tra “alto” e “basso”, è il teatro de I Sacchi di Sabbia,<br />
toscani fino al midollo, che quest’anno compiono venticinque anni di attività<br />
insieme, e li festeggiano con un pericoloso viaggio “dentro” Roberto Latini.<br />
di Marco Menini</p>
<h3>Piccola Compagnia Dammacco:<br />
stare all&#8217;inferno e creare la bellezza | pag. 12</h3>
<p>Un incontro casuale, quello tra Mariano Dammacco e Serena Balivo, docente lui,<br />
allieva lei presso la Cattolica di Brescia: due necessità che si completano nel progetto<br />
della Compagnia in un dialogo continuo tra parola poetica, pagina scritta e scena.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>Il salvataggio da un naufragio,<br />
l’amore nell’età di mezzo | pag. 13</h3>
<p>di Renzo Francabandera</p>

		</div>
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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<h3>Vienna e Salisburgo, le fragilità<br />
dell&#8217;uomo contemporaneo | pag. 14</h3>
<p>Se il festival salisburghese conferma il proprio ruolo pionieristico, nei cento anni<br />
dalla fondazione e, grazie a un protocollo rigidissimo a prova di Covid, riesce<br />
a offrire spettacoli di qualità, a Vienna va in scena la crisi del presente.<br />
di Irina Wolf</p>
<h2>Humour</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>G(L)OSSIP | pag. 16</h3>
<p>Woody über Allen<br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Dossier</h2>

		</div>
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			<h3 class="western">Soli in scena | pag. 17</h3>
<p class="western">a cura di Laura Bevione e Laura Caretti</p>

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			<h3>Libertà e responsabilità:<br />
l&#8217;arte di stare soli in scena | pag. 18</h3>
<p>Anna Caterina Antonacci, Marco Baliani e Cristiana Morganti parlano della loro esperienza,<br />
del processo di composizione e di regia di un assolo, evidenziando le difficoltà e i privilegi<br />
di questo tipo di operazioni, il cui ruolo resta fondamentale.<br />
di Laura Bevione e Laura Caretti</p>
<h3>Dalla pagina al palcoscenico:<br />
monologhi in performance | pag. 20</h3>
<p>Chi sono questi personaggi soli in una camera da letto, stanza d’ospedale, squallida tana,<br />
abitanti di uno spazio senza confini, scavato dalle passioni? Parlano di sé, a chi? E che accade<br />
quando diventa teatro, le loro parole risuonano in una voce dal vivo e noi le ascoltiamo?<br />
di Laura Bevione e Laura Caretti</p>
<h3>Fo-Rame, il giullare e la giullaressa:<br />
commedia e tragedia, coppia perfetta | pag. 24</h3>
<p>Performer solista dalle infinite voci e personificazioni, Fo si rivolge in presa diretta al pubblico,<br />
coinvolgendone la mente e la visione del mondo e del potere. Diversi e più drammatici<br />
i monologhi di Franca Rame, che spezzano in dialogo la solitudine dei personaggi.<br />
di Simone Soriani</p>
<h3>Carmelo Bene: l&#8217;in-canto della voce | pag. 26</h3>
<p>Un ritratto dell’artista, tracciato seguendo le linee del suo vero volto con i colori accesi<br />
della sua sfida al teatro, per ritrovare il senso delle sue parole, la coerenza della sua ricerca<br />
e riascoltare, nei monologhi e nei concerti/sconcerti, il suono della sua voce che diventa canto.<br />
di Piergiorgio Giacchè</p>
<h3>Un&#8217;affollata solitudine:<br />
nel laboratorio di Leo de Berardinis | pag. 28</h3>
<p>Come componeva Leo de Berardinis i suoi monologhi? Le pagine dei tanti quaderni preparatori, conservati<br />
nel suo archivio, svelano uno straordinario processo creativo che, partendo da frammenti presi agli autori<br />
più amati (Dante, Omero, Shakespeare, Joyce…), approda a una propria, originalissima, scrittura scenica.<br />
di Stefano Casi</p>
<h3>Leo e Carmelo, un confronto attraverso Dante | pag. 29</h3>
<p>di Stefano Casi</p>
<h3>Io sono una moltitudine,<br />
la scena-mondo dei narratori | pag. 30</h3>
<p>Il teatro di narrazione, esploso tra la fine degli anni Ottanta e il Duemila, sembrerebbe<br />
il regno di performer solitari. Ma i mondi che evocano sono in realtà affollati di personaggi,<br />
di cui loro si fanno medium con lo spettatore, servendosi di tecniche molto precise, di oggetti<br />
e di un rapporto sempre più frequente con la musica e i musicisti.<br />
di Claudia Cannella</p>
<h3>Incanti e sortilegi:<br />
i solisti del teatro ragazzi| pag. 33</h3>
<p>Abilità affabulatoria, talento attoriale, invenzioni a sorpresa e percezione viva del pubblico: ecco come<br />
i narratori di oggi rinnovano, in modi diversi, l’arte antica del racconto sulla scena del teatro ragazzi.<br />
di Mario Bianchi</p>
<h3>Shakespeare <em>solos</em>,<br />
ovvero il trionfo del monologo | pag. 34</h3>
<p>Accanto all’imperituro grande attore che emerge sugli altri in primo piano,<br />
negli ultimi decenni alcuni interpreti hanno occupato da soli la scena shakespeariana<br />
dando nuova voce ai protagonisti, soprattutto ad Amleto, ma anche ai personaggi minori.<br />
di Laura Caretti</p>
<h3>Aspiranti attori alla prova,<br />
Francesco Manetti racconta… | pag. 35</h3>
<p>di Laura Caretti</p>
<h3>La rivoluzione novecentesca,<br />
la voce e i suoi paesaggi sonori | pag. 36</h3>
<p>Proprio negli a solo si dispiega la natura polifonica e la potenza espressiva della voce<br />
così come Carmelo Bene ha saputo svelare, lasciando un’eredità di ricerca artistica<br />
e riflessione teorica che altri possono seguire e variare in altri modi, come fa Roberto Latini.<br />
di Valentina Valentini</p>
<h3>Cosentino e Timpano: realtà e inganno,<br />
il caso di due romani “irregolari” | pag. 37</h3>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<h3>Io (non) ballo da sola | pag. 38</h3>
<p>Tra danze permeabili e di durata, atti politici, “esposizioni” e nuove vie verso il pubblico, a sei coreografe<br />
italiane, che hanno deciso di mettersi in scena e di dirigersi in un solo, abbiamo chiesto: in che momento<br />
è nata l’idea di una danza al singolare e perché? Alla fine, si è veramente “sole” sulla scena?<br />
di Lorenzo Conti</p>
<h3>«Sola, perduta, abbandonata»<br />
le voci femminili del melodramma | pag. 40</h3>
<p>La solitudine è donna, nel teatro lirico tra Otto e Novecento: per punizione o per scelta,<br />
per assicurare amore o per lenire il dolore. Da Verdi a Poulenc, una galleria di personaggi<br />
femminili svela le strade dell’isolamento dal mondo.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Il soliloquy, cuore pulsante del musical | pag. 42</h3>
<p>Dal palcoscenico al grande schermo, l’assolo dell’artista di musical è occasione privilegiata<br />
per incantare il pubblico e per dare prova di qualità mirabolanti.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>Parola poetica, compagna di scena | pag. 43</h3>
<p>Elena Bucci, Mariangela Gualtieri, Ermanna Montanari, Moni Ovadia e Marcello Sambati raccontano la loro<br />
relazione attorale con la poesia, in rapporto alla solitudine in scena, condizione privilegiata di incontro con l’altro.<br />
di Michele Pascarella</p>
<h3>Uno e centomila,<br />
cabarettisti di ieri e di oggi | pag. 44</h3>
<p>Dallo Chat Noir parigino al Derby e allo Zelig milanesi, ma anche al Bagaglino romano,<br />
un rapido sguardo alla storia del cabaret e ai tanti protagonisti di quell’arte<br />
del monologo satirico che, soprattutto in Italia, ha antropologiche radici popolari.<br />
di Ira Rubini</p>
<h3>Giornalisti e scrittori in scena:<br />
guardare negli occhi i propri lettori | pag. 45</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<h3>Stand Up: dal night club a Facebook<br />
i feroci solisti della satira | pag. 46</h3>
<p>«Stand Up è scrivere, recitare, montare e produrre; è tutto»: un genere frutto<br />
del genio solitario di un comico che, su un palcoscenico spoglio, riesce<br />
a parlare con un pubblico variegato e vastissimo.<br />
di Laura Caparrotti</p>
<h3>Territori di confine: gli strani casi<br />
di Rezza e Bergonzoni | pag. 47</h3>
<p>Due “anomalie” della scena italiana, due monologanti che amano complicare i discorsi<br />
e spezzare consuetudini consolidate; e persino le loro differenze celano un’analoga<br />
volontà di non rinunciare alla propria personalissima poetica.<br />
di Diego Vincenti</p>

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			<h2>nati ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kepler-452, la rivoluzione<br />
e come farla dentro e fuori il teatro | pag. 48</h3>
<p>Dal Festival 20 30 al teatro partecipato, una convinzione guida la giovane compagnia<br />
bolognese nella quotidiana ricerca: non siamo impotenti nei confronti del mondo. E il<br />
teatro è un posto magnifico per ascoltare e trasformare la realtà. Con l’aiuto degli altri.<br />
di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro ragazzi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Scenario Infanzia,<br />
da qui si vede l&#8217;orizzonte del teatro | pag. 50</h3>
<p>Quattordici progetti, due vincitori ex aequo, tre segnalazioni, per un’edizione di alta<br />
qualità. Nonostante le limitazioni da pandemia, il Premio dell’Associazione Scenario<br />
laurea anche quest’anno le promesse del teatro ragazzi.<br />
di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>critiche | pag. 52</h2>

		</div>
	</div>
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			<p>Biennale teatro 2020, Venezia &#8211; Estate teatrale veronese &#8211; Mittelfest, Cividale del Friuli &#8211; Stagione Css Blossom-Fioriture, Udine &#8211; Estate sforzesca, Milano &#8211; Da vicino nessuno è normale, Milano &#8211; Estate del Teatro Franco Parenti, Milano – Tramedautore, Milano &#8211; Il Giardino delle esperidi, Campsirago &#8211; Astiteatro 42 &#8211; Festival delle Colline Torinesi &#8211; Summer Plays, Torino &#8211; Festival di Borgio Verezzi &#8211; Terreni Creativi, Albenga &#8211; Santarcangelo dei teatri &#8211; Trasparenze Festival, Modena &#8211; Festival Orizzonti, Chiusi &#8211; Kilowatt, Sansepolcro &#8211; Volterra Teatro &#8211; Festa del Teatro, San Miniato &#8211; Festa del Teatro, Monticchiello &#8211; Contemporanea, Prato &#8211; Todi Festival &#8211; Short Theatre, Roma &#8211; Romaeuropa &#8211; Napoli Teatro Festival Italia &#8211; RaMe Festival, Crotone &#8211; Stagione del teatro antico, Siracusa &#8211; Festival dei Tacchi, Jerzu</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Universi danzati tra la terra e il cielo | pag. 84</h3>
<p><span class="fontstyle0">di Laura Bevione, Renata Savo, Nicola Arrigoni, Carmelo A. Zapparrata, Paolo Crespi e Francesco Tei</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Con trucchi, magie e adattamenti<br />
l’opera attraversa l’epidemia | pag. 87</h3>
<p><span class="fontstyle0">di Pierfrancesco Giannangeli, Gianni Poli e Francesco Tei</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Franca Valeri, Gianrico Tedeschi:<br />
due vite lunghe giusto un secolo | pag. 88</h3>
<p>In sintonia, due eccellenze del teatro italiano ci hanno lasciato, solo un attimo<br />
dopo aver compiuto i cent’anni. Una doppia uscita di scena, traguardo<br />
di due esistenze straordinariamente ricche.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h2>biblioteca | pag. 90</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>testo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Mario e Saleh</em> | pag. 96</p>
<p>di Saverio La Ruina</p>
<h2>La società teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I registi teatrali e la fascinazione della cinepresa | pag. 106</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 3 di luglio-settembre 2020</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-3-di-luglio-settembre-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2020 16:49:25 +0000</pubDate>
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			<h2 class="western" align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">SPECIALE CORONAVIRUS</span></span></h2>

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			<h3>Tra aritmie, scompensi e ipertensione<br />
torna a battere il cuore del teatro | pag. 2</h3>
<p>Sono state timide e impacciate, anche se psicologicamente importanti, le prime prove di ripartenza. Si spera nei festival, anche se la vera incognita rimane la stagione 2020-21. Intanto il settore arranca e le incongruenze sono molte. Ci siamo posti alcune domande.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<h3>Non vogliamo che tutto torni come prima:<br />
una partita aperta per il teatro di domani | pag. 4</h3>
<p>Il teatro italiano riparte, tra dubbi e incertezze alimentati dalla difficoltà di dialogo tra istituzioni e addetti ai lavori. Sebbene il settore stia godendo di un’attenzione inedita, mancano prospettive di ampio respiro che diano slancio al comparto e tutelino i lavoratori.</p>
<p>di Valeria Brizzi e Arianna Lomolino</p>
<h3>Ricominciare dai festival<br />
la calda estate dello spettacolo dal vivo | pag. 6</h3>
<p>Da Ovest a Est, da Nord a Sud, attraversiamo l’Italia dei festival cercando di capire, in forma di piccola inchiesta, come saranno modificati i palinsesti, le date, le proposte artistiche, i budget e la fruizione da parte degli spettatori.</p>
<p>di Sergio Ariotti, Isabella Lagattolla, Anna Cremonini, Emiliano Bronzino, Stefano Delfino, Maurizio Sguotti, Rosita Volani, Carlo Mangolini, Antonio Latella, Rosa Scapin, Barbara Boninsegna, Lanfranco Cis, Emanuele Masi, Roberto Corciulo, Daniela Nicolò, Enrico Casagrande, Roberto Naccari, Maurizia Settembri, Fabio Masi, Luca Ricci, Giampiero Giglioni, Manfredi Rutelli, Ernesto Palacio, Velia Papa, Luciano Messi, Giorgio Ferrara, Fabrizio Grifasi, Fabrizio Arcuri, Ruggero Cappuccio, Roberto Andò, Fabio Luisi, Alberto Triola, Dario De Luca, Antonio Calbi e Alfio Scuderi</p>
<h3>Dalla Cina agli States: otto variazioni<br />
sulla riapertura dei teatri | pag. 14</h3>
<p>Nel mondo iniziano a esserci timidi segnali di ritorno all’attività dal vivo, ma comunidenominatori rimangono una grande prudenza e una serie di regole da rispettare. Molti festival sono stati cancellati e il sostegno statale al settore è spesso insufficiente.</p>
<p>di Jacopo Panizza, Giuseppe Montemagno, Irina Wolf, Davide Carnevali, Fausto Malcovati, Laura Caparrotti e Beatrice Borelli</p>

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			<h2>VETRINA</h2>

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			<h3>Il punto di svolta del Piccolo Teatro,<br />
ora si sceglie tra passato e futuro | pag. 16</h3>
<p>Il primo teatro nazionale ha bisogno di una nuova direzione. La bomba è scoppiata ai primi di giugno grazie a una lettera pubblica dei lavoratori del Teatro, ma era solo questione di tempo. E ora, accanto al totonomi, ci si interroga a fondo sul futuro.</p>
<p>di Sara Chiappori</p>
<h3>Teatro di Roma, una ricetta<br />
dagli ingredienti indigesti | pag. 17</h3>
<p>di Ilaria Angelone</p>
<h3>Vent&#8217;anni di Anagoor,<br />
il teatro e la polis | pag. 18</h3>
<p>A due decenni dalla scoperta della vocazione, nata sui banchi del liceo, la compagnia di Castelfranco pensa al futuro, tra azioni di radicamento sul territorio, collaborazioni che si rafforzano e nuovi progetti multimediali per fissare l’effimero teatrale.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<h3>Teatro dei Venti a Modena,<br />
l&#8217;arte si fa comunità e guarda lontano | pag. 19</h3>
<p>Nata nel 2005, la compagnia cammina da sempre su più strade, dalla produzione artistica, all’azione sociale, all’organizzazione di Trasparenze Festival, cercando nuovi spazi d’azione, d’ispirazione e di fertile confronto con l’esperienza umana.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<h3>‘A voce d’ ‘o vico, Putéca Celidònia<br />
e il sogno di una Napoli diversa | pag. 20</h3>
<p>Sono giovani diplomati della Scuola del Teatro Nazionale partenopeo e, dal 2018, con la loro Compagnia, da due “bassi” confiscati alla camorra nel Rione Sanità, provano a fare arte e socialità con gli abitanti del quartiere.</p>
<p>di Stefania Maraucci</p>
<h3>La Bottega degli Apocrifi,<br />
i frutti preziosi del deserto | pag. 21</h3>
<p>Via da Bologna, dove, conclusi gli studi, avrebbero potuto trovare il loro posto sotto il sole, i quattro fondatori della compagnia scelgono Manfredonia, dove il teatro era solo un desiderio da costruire. E dove ora è una realtà per più di cinquantamila spettatori.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<h3>Sicilia, latitudine Sud:<br />
dove si impara a fare rete | pag. 22</h3>
<p>Collaborare tra enti di produzione e ampliare la fruizione teatrale, non solo nelle sale dei capoluoghi ma estendendola a realtà escluse dai più ampi circuiti di distribuzione: questo l’obiettivo di Latitudini che, in cinque anni, ha distribuito circa 250 spettacoli.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>La Vicaria, un cantiere aperto<br />
all&#8217;insubordinazione creativa | pag. 23</h3>
<p>Settecento metri quadri ricavati in una ex fabbrica di scarpe sono, a Palermo, la casa di Emma Dante e della sua compagnia Sud Costa Occidentale. Un luogo da poco ristrutturato, autofinanziato e autogestito, in cui sperimentare, accogliere il pubblico e gli artisti in cerca di libertà.</p>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<h3>Alessandro Serra, essere pronti è tutto,<br />
riflessioni ai margini della pandemia | pag. 24</h3>
<p>Nell’attesa di tornare sulla scena, il regista si dedica a rileggere libri, riordinare foto, rivedere film, curare la terra, un processo che disciplina pensieri e azioni. E intanto, ragiona con noi di letteratura e teatro, di Shakespeare e Čechov, di apollineo e dionisiaco, del passato e del presente.</p>
<p>di Marco Menini</p>

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			<h2>SPECIALE FRANCA VALERI</h2>

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			<h3>Franca Valeri, il secolo d&#8217;oro<br />
della Signorina Snob | pag. 26</h3>
<p>È stata festeggiata quest’anno con il Premio David di Donatello alla carriera e per la sua lunga vita. Eppure bisognerebbe onorarla anche per i suoi scritti, per le sue parole e per quella finissima intelligenza che molto ha saputo spiegare e raccontare di tutti noi.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<h3>Sceneggiatrice di se stessa<br />
dal palcoscenico al cinema | pag. 28</h3>
<p>La Valeri non ha solo portato le sue donne intelligenti, concrete e sbrigative sullo schermo, le ha anche sceneggiate continuando a essere autrice e attrice al cinema come in teatro. Monicelli, Bianchi, Risi e Caprioli firmano i film del fortunato sodalizio con Alberto Sordi.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<h3>«… Ma che fossi… – Sì – Ah, ’n sapevo!»<br />
Come la Franca divenne icona gay | pag. 29</h3>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<h3>La penna ironica di un&#8217;attrice-scrittrice<br />
per raccontare il mondo delle donne | pag. 30</h3>
<p>La scrittura è sempre stata compagna di vita per Franca Valeri. Dagli anni Sessanta a oggi ha creato un universo femminile colto e popolare, tratteggiato con intelligenza caustica, cultura e anticonformismo.</p>
<p>di Andrea Bisicchia</p>
<h3>La musica e l&#8217;opera lirica,<br />
un amore senza fine | pag. 31</h3>
<p>La passione inizia da quando, bambina, si ritrova seduta in un palco di proscenio del Teatro alla Scala. Lì si innamora della musica, dell’opera lirica e delle sue storie e da lì, probabilmente, parte la sua carriera.</p>
<p>di Stefania Bonfadelli</p>
<h3>Franca, una maestra a tradimento | pag. 32</h3>
<p>Un cambio di passo e di linguaggio, un punto di riferimento, un albero forte e bellissimo che ha prodotto tanti preziosi frutti, senza il quale saremmo tutti più poveri e più orfani. Artisti e soprattutto artiste rendono omaggio a chi ha indicato loro la strada insegnando, come lei stessa ha detto, a tradimento.</p>
<p>di Adriana Asti, Urbano Barberini, Paola Cortellesi, Lella Costa, Serena Dandini, Angela Finocchiaro, Paola Minaccioni, Maria Amelia Monti, Carla Signoris e Pino Strabioli</p>
<h3>L’Accademia dei Filodrammatici di Milano<br />
casa perenne dell’Archivio Franca Valeri | pag. 34</h3>
<p>di Laura Caparrotti</p>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>

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			<h3>Se non si hanno gli occhi nella schiena&#8230;<br />
dalle origini verso il &#8220;nuovo butō&#8221; | pag. 36</h3>
<p>Nata con Kazuo Ohno e Tatsumi Hijikata a metà del Novecento, la danza butō si è diffusa dal Giappone contaminando l’Occidente con la sua visione introspettiva ed estrema: quale può esserne oggi, alla morte di Yoshito Ohno, l’eredità più fertile?</p>
<p>di Marinella Guatterini</p>
<h3>Un soffio d&#8217;aria che scompiglia:<br />
dalla Scozia arriva Superfan | pag. 40</h3>
<p>Un’idea chiara intorno a cui costruire ogni spettacolo, la ricerca della forma più semplice per comunicarla, la capacità di ibridare sulla scena teatro, danza, nouveau cirque e physical theatre: questa è la miscela che fa di Superfan uno degli ensemble più innovativi del Regno Unito.</p>
<p>di Jacopo Panizza</p>
<h3>Vienna, racconti da un passato violento<br />
per preparare un futuro di pace | pag. 41</h3>
<p>Al Burgtheater, ma anche in spazi più piccoli, prima della serrata, molti gli appuntamenti con le ferite della memoria: dalla rassegna Europamachine ai racconti dall’esilio di Alireza Daryanavard e Tania El Khoury.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR FOYER 2020</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il randello di Pirandello | pag. 42</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>DOSSIER</h2>

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			<h3>Teatro delle migrazioni | pag. 43</h3>
<p>a cura di Giuseppe Montemagno e Roberto Rizzente</p>

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			<p><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/07/Immagine-dossier-sito.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-23575" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/07/Immagine-dossier-sito-300x114.png" alt="" width="300" height="114" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/07/Immagine-dossier-sito-300x114.png 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/07/Immagine-dossier-sito-768x292.png 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/07/Immagine-dossier-sito-600x228.png 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/07/Immagine-dossier-sito-160x61.png 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/07/Immagine-dossier-sito.png 820w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>

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			<h3>L&#8217;identità in movimento<br />
nel tempo della metamorfosi | pag. 44</h3>
<p>Drammaturgo, regista e cineasta, voce tra le più autorevoli del panorama internazionale, Wajdi Mouawad indaga da un trentennio le tematiche della migrazione, attento a tradurre le voci della natura nella dimensione della scrittura, l’unica “patria” possibile, dopo l’esilio.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno e Wajdi Mouawad</p>
<h3>Supplici, esuli e corpi insepolti:<br />
le contraddizioni della xenìa | pag. 46</h3>
<p>Come comportarsi con lo straniero? La tragedia greca, da Eschilo a Euripide, indaga i sentimenti contrastanti che si provano di fronte all’altro da sé, suscitando un dibattito che continua ad alimentare la drammaturgia contemporanea e le moderne riletture dei classici.</p>
<p>di Maddalena Giovannelli</p>
<h3>Ulisse ed Enea: i primi profughi | pag. 47</h3>
<p>di Martina Treu</p>
<h3>Alla meta: breve storia<br />
di migrazioni e migranti | pag. 48</h3>
<p>I processi di mobilità forzata abitano il teatro dall&#8217;epoca di Shakespeare alle guerre e ai genocidi<br />
del Novecento, fino alla caduta degli imperi coloniali e del Muro di Berlino. Come testimoniano<br />
gli esempi di Fassbinder, Miller, Williams, Genet, Koltès e Mrożek.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Francia: dalla banlieu con furore<br />
contro tutte le frontiere del mondo | pag. 50</h3>
<p>Dal passato coloniale ai più recenti attentati terroristici, il teatro delle migrazioni assume tratti militanti nel rappresentare le contraddizioni di una società in mutamento. Tra politica e poesia emerge il profilo di un Paese in cerca di un’identità condivisa.</p>
<p>di Simona Polvani</p>
<h3>Parigi: tra odissee e naufragi<br />
le folli speranze del Théâtre du Soleil | pag. 52</h3>
<p>Sin dagli inizi del Duemila la compagnia di Ariane Mnouchkine riserva un’attenzione particolare al tema dei migranti, di cui raccoglie le testimonianze riscrivendone le storie. Tre capolavori ne sintetizzano gli esiti più alti, da Parigi a Kabul, dove prende vita la luminosa avventura del Théâtre Aftaab.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<h3>Martinelli: dalla Romagna al Senegal,<br />
il viaggio lungo trent’anni del Teatro delle Albe | pag. 53</h3>
<p>di Marco Martinelli</p>
<h3>Germania: ricordando la “terra dei padri“<br />
tra silenzi, miti e distopie | pag. 54</h3>
<p>Lontano dalla capitale, nei distretti industriali, il teatro tedesco affronta il problema migratorio, metabolizzando l’imponente eredità turca e dando ai rifugiati provenienti da Siria, Palestina e Afghanistan la possibilità di esprimersi e di fondare ensemble, mentre non rimangono tracce delle migrazioni italiane.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<h3>Berlino: la rivoluzione del Gorki Theater<br />
e i percorsi del post-migrant theatre | pag. 56</h3>
<p>Nel panorama teatrale tedesco, dominato da una classe dirigenziale bianca ed eterosessuale,<br />
il Gorki si distingue per la politica inclusiva, aperta alla cittadinanza e al contributo di esuli<br />
e rifugiati, secondo la filosofia enunciata dalla sua direttrice, Şermin Langhoff.</p>
<p>di Laura Santini</p>
<h3>Regno Unito: un panorama in mutamento<br />
dopo la scure della Brexit | pag. 58</h3>
<p>Nella capitale dell’ex Impero coloniale si preferisce tacere sui fenomeni migratori: ignorati dalle scene pubbliche, velatamente accennati nel West End, trovano posto solo nei teatri indipendenti, come il Bush, l’Omnibus, il Battersea Arts Centre e soprattutto in occasione del Vault Festival.</p>
<p>di Jacopo Panizza</p>
<h3>Bhuchar: un mosaico di etnie<br />
nell&#8217;epoca della decolonizzazione | pag. 60</h3>
<p>Produttrice, giornalista e drammaturga di origini pakistane, Suman Bhuchar si è occupata degli artisti che dall’Asia hanno raggiunto il Regno Unito, proliferando nei piccoli come nei grandi centri e conquistando, con i loro spettacoli, un pubblico eterogeneo.</p>
<p>di Jacopo Panizza e Suman Bhuchar</p>
<h3>Australia: la babele dei migranti<br />
nel continente nuovissimo | pag. 61</h3>
<p>La complessità delle ondate migratorie che hanno interessato l’Australia, nel corso degli ultimi due secoli, ha generato una drammaturgia originale e stratificata, spesso supportata dai teatri indipendenti ma trascurata dal circuito mainstream.</p>
<p>di Gabriella Coslovich</p>
<h3>Austria: dal mito alla cronaca<br />
la via crucis dei rifugiati | pag. 62</h3>
<p>Dalla Jugoslavia e dalla Turchia, dall’Iran e dall’Iraq, le ondate migratorie che hanno investito l’Austria hanno suscitato echi e clamori, nell’intreccio tra scritture originali e progetti a sostegno dell’integrazione, tanto negli spazi indipendenti, come il Werk-X, quanto in quelli pubblici, come il Volkstheater.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<h3>Grecia: uno sguardo “pulito“<br />
tra i quartieri di Atene | pag. 63</h3>
<p>Meta di importanti flussi di varia provenienza, la Grecia ha affrontato il tema delle migrazioni in spettacoli ispirati a storie vere e in svariate esperienze laboratoriali. Come dimostrano, ad Atene, i casi di Clean City al Teatro Nazionale Greco e di Synergy-O.</p>
<p>di Maria Chatziemmanouil</p>
<h3>Il “gioco“ dei Balcani:<br />
attraversare confini e sentimenti | pag. 64</h3>
<p>I Paesi dell&#8217;ex Jugoslavia sono luogo di imponenti migrazioni, che però solo di recente hanno attirato l’attenzione della drammaturgia contemporanea: grazie ai teatri indipendenti emerge oggi la voce di chi si rispecchia nell’altro e formula ipotesi di convivenza per il futuro.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<h3>Romania, storie di figli di badanti<br />
e di vessate domestiche filippine | pag. 65</h3>
<p>di Irina Wolf</p>
<h3>Spagna: temi il prossimo tuo<br />
come te stesso | pag. 66</h3>
<p>Il problema dell’accoglienza e il rifiuto del diverso, presenti nella scrittura teatrale spagnola sin dall’ultimo decennio del Novecento, figurano nella riflessione di Angélica Liddell, Lola Blasco e José Manuel Mora, tra suggestioni letterarie e crisi d’identità.</p>
<p>di Veronica Orazi</p>
<h3>«Il mondo sarà meticcio o non sarà»:<br />
Sanchis Sinisterra oltre le frontiere | pag. 67</h3>
<p>Drammaturgo, regista, didatta e figura di spicco del panorama teatrale iberico, fin dagli anni Settanta ha privilegiato nel suo lavoro una sperimentazione che ruota intorno al concetto di frontiera, nelle sue molteplici implicazioni.</p>
<p>di Roberto Rizzente e José Sanchis Sinisterra</p>
<h3>Nella cultura yiddish<br />
la diaspora si fa teatro | pag. 68</h3>
<p>Espressione delle comunità ebraiche disgregate nel mondo, la civiltà teatrale yiddish rappresenta il teatro della diaspora per eccellenza: nonostante le inevitabili perdite, lo testimoniano i film, prodotti in Polonia e Stati Uniti; e il teatro di Moni Ovadia, che ne ha esplorato il repertorio letterario e poetico.</p>
<p>di Antonio Attisani</p>
<h3>Rom e Tibet: alla ricerca<br />
delle tradizioni perdute | pag. 69</h3>
<p>Perseguitati dalle etnie dominanti, in Europa e in Cina, il popolo rom e quello tibetano hanno risposto all’oppressione in modi differenti: re-inventando la tradizione teatrale i primi, inseguendo l’(auto)distruzione gli altri.</p>
<p>di Roberto Rizzente e Antonio Attisani</p>
<h3>MigrArti e non solo<br />
per combattere la paura del diverso | pag. 70</h3>
<p>Dopo gli esperimenti pionieristici di Teatro delle Albe, Baliani, Almateatro, Officina, Cargo e Suq Festival, il bando MigrArti ha avviato percorsi laboratoriali per e con i migranti. Tra luci e ombre sono nate drammaturgie sperimentali nel segno del dialogo interculturale e dell’apertura internazionale.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<h3>Quando il migrante diventa spettatore e critico teatrale | pag. 72</h3>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<h3>Teatro ragazzi: in fondo al mar<br />
si impara anche a cucinar | pag. 73</h3>
<p>Dopo i contributi del Teatro delle Albe e di Cicogne Teatro negli anni Novanta, anche il teatro ragazzi si è occupato, con alterne fortune e inossidabili manierismi, del tema delle migrazioni, tra paure, nostalgie e stimolanti suggestioni culinarie.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<h3>Storie, sogni e contraddizioni<br />
del naufragar in questo mare | pag. 74</h3>
<p>La drammaturgia italiana contemporanea ha rappresentato i fenomeni migratori da una pluralità di prospettive: dalla rivisitazione del mito classico al documento-verità, dalla fabula epica al teatro di narrazione. Senza dimenticare la migrazione italiana del primo Novecento e del secondo Dopoguerra.</p>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<h3>Usa: arcipelago New York,<br />
una città in ascolto dei migranti | pag. 76</h3>
<p>Nella città-simbolo del melting pot, sono poche le esperienze significative di dialogo interculturale: dopo i tentativi pionieristici de La MaMa, fa discutere l’attività del People’s Theatre Project, che stimola la creazione di lavori collettivi originali; e il caso di Saviana Stănescu, impegnata nel dibattito interetnico.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<h3>La bestia, la frontiera, Trump:<br />
il Buono, il Brutto, il Cattivo | pag. 78</h3>
<p>Dal Sud al Nord dell’America, i flussi migratori che attraversano il Messico sono stati oggetto di analisi da parte di una drammaturgia che ne ha seguito la controversa evoluzione, dalla traversata nel deserto agli approdi nei centri di detenzione, fino alla frontiera.</p>
<p>di Fernanda del Monte</p>
<h3>Zúñiga e González Melo,<br />
ritratti d’autore dal Messico a Cuba | pag. 79</h3>
<p>Madre terribile o non-luogo delle interazioni identitarie, la frontiera con gli Stati Uniti viene descritta con accenti immaginifici e metaforici da Antonio Zúñiga e Abel González Melo, due dei protagonisti della drammaturgia centroamericana.</p>
<p>di Raúl Uribe e Beatriz J. Rizk</p>
<h3>«Oh Lawd, I’m on my way!»:<br />
le strade del canto della speranza | pag. 80</h3>
<p>Dal mito di Ulisse ai naufragi del Mediterraneo, il melodramma amplifica e racconta storie di esuli, viaggi della speranza: da Monteverdi a Einaudi, dall’antica Grecia all’Italia del Risorgimento agli Stati Uniti che conquistano nuove frontiere, in un percorso segnato da sconfitte e speranze.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Musical: fatiche, lacrime e song<br />
sotto la Statua della Libertà | pag. 81</h3>
<p>Il musical nasce migrante: grazie all’opera di musicisti arrivati nel Nuovo Mondo dalla vecchia Europa, e che una volta approdati a Ellis Island raccontano le loro storie, le lotte per acquisire nuovi stili di vita, fino alla tanto agognata cittadinanza.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<h3>Danza, l&#8217;ultimo messaggio<br />
prima del naufragio | pag. 82</h3>
<p>Sin dal racconto del viaggio di Odisseo, il corpo si fa storia, museo vivente segnato dalle cicatrici delle migrazioni: le coreografie sull’argomento si sono moltiplicate nel corso dell’ultimo decennio, anche con il sostegno di bandi nazionali e internazionali, da MigrArti a Migrant Bodies-Moving Borders.</p>
<p>di Lorenzo Conti</p>
<h3>Performance, l&#8217;arte contemporanea<br />
racconta un&#8217;emergenza planetaria | pag. 83</h3>
<p>Azioni, video-confessioni, dibattiti tra migranti e cittadini: nel corso dell’ultimo decennio<br />
il microcosmo della performance ha esplorato problemi e prospettive degli esodi di massa,<br />
con esiti qualitativamente sorprendenti.</p>
<p>di Roberto Rizzente</p>

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			<h2>Nati Ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Factory Compagnia Transadriatica,<br />
un sogno indistruttibile divenuto realtà | pag. 84</h3>
<p>Formatisi all’interno dei Cantieri Koreja, Tonio De Nitto e Fabio Tinella tengono in vita il loro progetto teatrale nella Puglia delle mille difficoltà: Factory è una compagnia, un repertorio, tanti progetti sul territorio, fatica (molta) e qualche soddisfazione, come il recente Eolo Award.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Drammaturgia</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tino Caspanello, confini e sconfinamenti:<br />
la scrittura tra la metafisica e il mare | pag. 86</h3>
<p>È una drammaturgia figlia della sua origine isolana, quella dell’autore messinese, dove l’essere periferico è radicamento territoriale, la marginalità assurge a dimensione esistenziale, dove ogni limite diventa nuova possibilità di superamento.</p>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bar Stella | pag. 88</h3>
<p>di Tino Caspanello</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità dal mondo editoriale | pag. 100</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Una primavera di addii | pag. 104</h3>
<p>di Francesca Carosso, Chiara Viviani, Laura Bevione, Ilaria Angelone e Arianna Lomolino</p>

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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2020</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 16:28:03 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<figure id="attachment_22786" aria-describedby="caption-attachment-22786" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Vetrina_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Valentina-Picello-Riccardo-Buffonini-@foto-Matteo-Delbï.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22786" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Vetrina_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Valentina-Picello-Riccardo-Buffonini-@foto-Matteo-Delbï-300x200.jpg" alt="Valentina Picello in &quot;Orgoglio e pregiudizio&quot;, regia di Arturo Cirillo (foto: Matteo Delbò)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Vetrina_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Valentina-Picello-Riccardo-Buffonini-@foto-Matteo-Delbï-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Vetrina_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Valentina-Picello-Riccardo-Buffonini-@foto-Matteo-Delbï-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Vetrina_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Valentina-Picello-Riccardo-Buffonini-@foto-Matteo-Delbï-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Vetrina_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Valentina-Picello-Riccardo-Buffonini-@foto-Matteo-Delbï-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Vetrina_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Valentina-Picello-Riccardo-Buffonini-@foto-Matteo-Delbï-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Vetrina_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Valentina-Picello-Riccardo-Buffonini-@foto-Matteo-Delbï-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22786" class="wp-caption-text">Valentina Picello in &#8220;Orgoglio e pregiudizio&#8221;, regia di Arturo Cirillo (foto: Matteo Delbò).</figcaption></figure>

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			<h3>L&#8217;iperrealismo trasfigurato e onirico,<br />
nell&#8217;universo dei Peeping Tom | pag. 2</h3>
<p>Allestire paesaggi umani instabili, che sconfiggono la logica della successione causa-effetto e spazio-tempo: questo il nucleo del lavoro del duo formato da Franck Chartier e Gabriela Carrizo, che si rivela in una conversazione a viso aperto.<br />
di Marinella Guatterini</p>
<h3>FESTIVAL APERTO<br />
Kind, una bimba nel bosco con fucile e bicicletta | pag. 3</h3>
<p>di Marinella Guatterini</p>
<h3>Maria Paiato: «E la parte fu mia»,<br />
ritratto dell&#8217;artista da praticante | pag. 4</h3>
<p>Nata in provincia, sulla sponda del Po di Rovigo, l’attrice, Premio Virginia Reiter per la Carriera 2019, racconta alle giovani candidate come si comincia. E come si fa di ogni evento, ogni incontro e ogni luogo una piega impressa alla vita.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h3>PREMIO REITER 2019<br />
La ricetta di Marina Occhionero: provini, volontà, fortuna e determinazione | pag. 5</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<h3>Nel cuore di Napoli,<br />
una fortezza contro il degrado civile | pag. 6</h3>
<p>Il Nuovo Teatro Sanità vince la sfida e festeggia i sei anni di attività nel quartiere “difficile” della città, avamposto culturale che forma e informa i giovani, educandoli alla civiltà attraverso la bellezza e l’intelligenza delle parole.<br />
di Stefania Maraucci</p>
<h3>Intercultura e vocazione internazionale, le armi vincenti del Nuovo Teatro Sanità | pag. 7</h3>
<p>di Stefania Maraucci</p>
<h3>Diventare Valentina Picello,<br />
la sobrietà di un talento maiuscolo | pag. 8</h3>
<p>Notata da Ronconi, che la volle alla Scuola del Piccolo, la giovane attrice ha costruito la propria arte personaggio dopo personaggio, maestro dopo maestro, da Castellucci a Emma Dante, da Autelli, Martinelli e Rustioni ad Arturo Cirillo.<br />
di Fausto Malcovati</p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_22784" aria-describedby="caption-attachment-22784" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Edda_0691_c-Matthias-Horn.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22784" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Edda_0691_c-Matthias-Horn-300x200.jpg" alt="&quot;Edda&quot; di Thorleifur Örn Arnarsson (foto: Matthias Horn)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Edda_0691_c-Matthias-Horn-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Edda_0691_c-Matthias-Horn-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Edda_0691_c-Matthias-Horn-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Edda_0691_c-Matthias-Horn-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Edda_0691_c-Matthias-Horn-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Edda_0691_c-Matthias-Horn.jpg 894w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22784" class="wp-caption-text">&#8220;Edda&#8221; di Thorleifur Örn Arnarsson (foto: Matthias Horn).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_22785" aria-describedby="caption-attachment-22785" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Sharon-D-Clarke-Linda-Wendell-Pierce-Willy-Loman-Death-of-a-Salesman-c-Brinkhoff-Mogenburg.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22785" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Sharon-D-Clarke-Linda-Wendell-Pierce-Willy-Loman-Death-of-a-Salesman-c-Brinkhoff-Mogenburg-300x200.jpg" alt="&quot;Death of a Salesman&quot;, Young Vic, Londra (foto: Brinkhoff Mogenburg)" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Sharon-D-Clarke-Linda-Wendell-Pierce-Willy-Loman-Death-of-a-Salesman-c-Brinkhoff-Mogenburg-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Sharon-D-Clarke-Linda-Wendell-Pierce-Willy-Loman-Death-of-a-Salesman-c-Brinkhoff-Mogenburg-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Sharon-D-Clarke-Linda-Wendell-Pierce-Willy-Loman-Death-of-a-Salesman-c-Brinkhoff-Mogenburg-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Sharon-D-Clarke-Linda-Wendell-Pierce-Willy-Loman-Death-of-a-Salesman-c-Brinkhoff-Mogenburg-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Sharon-D-Clarke-Linda-Wendell-Pierce-Willy-Loman-Death-of-a-Salesman-c-Brinkhoff-Mogenburg-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Hystrio-20201_Mondo_Sharon-D-Clarke-Linda-Wendell-Pierce-Willy-Loman-Death-of-a-Salesman-c-Brinkhoff-Mogenburg-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22785" class="wp-caption-text">Sharon D. Clarke e Wendell Pierce in &#8220;Death of a Salesman&#8221;, Young Vic, Londra (foto: Brinkhoff Mogenburg)</p>
<p></figcaption></figure>

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			<h3>Parigi, dalla culla alla tomba<br />
un percorso tra fedeltà e scoperta | pag. 10</h3>
<p>Ormai prossimo al traguardo del mezzo secolo, il Festival d’Automne esplora l’opera di artisti ormai fidelizzati ma allarga l’orizzonte alle giovani promesse. Da Capdevielle al Wooster Group, da Castellucci a Marthaler, focus sui protagonisti della 48a edizione.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Londra, i sogni infranti<br />
di un Willy Loman afro-americano | pag. 12</h3>
<p>Un mese dedicato alla black hystory accende le luci, ogni anno, sulle pieghe della storia dei neri, a lungo (e ancora) discriminati dai bianchi, sulle prospettive di una società multiculturale dove integrarsi senza assimilarsi: e il teatro fa la sua parte.<br />
di Jacopo Panizza</p>
<h3>LONDRA/2<br />
L’ultima replica di Fleabag, one-woman-show da milioni di spettatori | pag. 13</h3>
<p>di Jacopo Panizza</p>
<h3>Berlino, a trent&#8217;anni dal Mauerfall:<br />
i teatri, la festa e i turbamenti | pag. 14</h3>
<p>Campione di vivacità teatrale, la capitale tedesca ha festeggiato in grande il trentennale della riunificazione. Con i teatri come coscienza critica. Se alla Schaubühne Ostermeier rievoca l’ascesa delle camicie brune, al Gorki si applaude il femminismo di Yael Ronen.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h3>Pilsen: io e l&#8217;altro,<br />
dilemmi esistenziali e politici | pag. 15</h3>
<p>A trent’anni dalla caduta del Muro, il teatro ceco e quello dei paesi vicini trovano nel Festival Internazionale un luogo ove interrogarsi sull’identità nazionale e sul rapporto con quanti, dentro e fuori i confini, potrebbero metterla a rischio.<br />
di Pino Tierno</p>
<h3>Reinventare il Burgtheater,<br />
Vienna e la sua identità plurale | pag. 16</h3>
<p>Il nuovo direttore del maggior teatro viennese, Martin Kušej, promette un cambio di rotta all’insegna del multiculturalismo e dell’attenzione al contemporaneo: dall’estremo Nord europeo al Medioriente, i nuovi autori interrogano l’Austria.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>Nuovi ponti attraverso l&#8217;Adriatico<br />
i Paesi balcanici e l&#8217;Europa di oggi | pag. 18</h3>
<p>Infant a Novi Sad (Serbia), Fiat Festival a Podgorica (Montenegro), Mot a Skopje (Macedonia del Nord), Ulysses nelle Isole Brijuni (Croazia): così si rivelano i molti volti di un’identità culturale frammentata tra il desiderio di aprirsi e la paura di chiusure identitarie.<br />
di Franco Ungaro</p>
<h3>Qui Radio Europa Libera!<br />
Trent&#8217;anni di teatro in Romania | pag. 20</h3>
<p>Il resoconto di tre differenti rassegne autunnali a Bucarest, Iaşi e Piatra Neamţ che, all’inevitabile ricorrenza del trentennale, dedicano ampia riflessione ai cambiamenti intervenuti nel paese dalla caduta di Ceausescu.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>Autori in bella Mostra, Alicante<br />
e la palabra contemporanea | pag. 22</h3>
<p>A dispetto della crisi economica che assilla questo e altri eventi culturali spagnoli, la Mostra di Teatro di Alicante si conferma un’ottima occasione per tastare il polso della drammaturgia nazionale.<br />
di Pino Tierno</p>
<h3>ALICANTE/2<br />
Il segreto del successo di Juan Carlos Rubio: passione, curiosità e fenomenale eclettismo | pag. 23</h3>
<p>di Pino Tierno</p>
<h3>Il Diamante di Robert Lepage<br />
a Québec la nuova &#8220;Casa delle Arti&#8221; | pag. 24</h3>
<p>Nella città canadese, Le Diamant ospita la nuova casa di Robert Lepage e della sua compagnia: uno spazio pensato per teatro, circo contemporaneo, performance multidisciplinari e mostre. Aperto a tutti i cittadini.<br />
di Anna Maria Monteverdi</p>
<h3>LA SPEZIA<br />
Ke’bek: Lepage, ritratti e ambienti, le fotografie di Marzio Emilio Villa | pag. 25</h3>
<h3>The Tank, a New York<br />
il nuovo teatro in un carro armato | pag. 26</h3>
<p>Nel cuore di Manhattan c’è uno spazio minuscolo, che dal 2003 sostiene le nuove produzioni teatrali ospitandole gratuitamente e dividendo generosamente gli incassi. Una mosca bianca nella Grande Mela, che brulica di artisti e spettatori giorno e notte.<br />
di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Teatro di figura</h2>
<h3>Memorie di viaggio e altre magie,<br />
quando le figure incantano la scena | pag. 27</h3>
<p>Con Incanti e Arrivano dal Mare! tornano i festival dedicati al teatro di figura. Dai Mummenschanz a Torino, alla riscoperta di antichi canovacci emiliani a Gambettola, pupazzi, marionette e oggetti si animano per spettatori di ogni età.<br />
di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I Bandi del Premio Hystrio 2020 | pag. 28</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR | G(L)OSSIP</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nobel? Handke no<br />
Pro&amp;Contro Peter Nap (anagramma) | pag. 30</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>

		</div>
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			<h2>Dossier</h2>

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			<h3>Fotografia di scena 2.0 | pag. 31</h3>
<p>a cura di Renzo Francabandera e Francesco Tei</p>

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			<figure id="attachment_22984" aria-describedby="caption-attachment-22984" style="width: 380px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Vita-di-Galileo-foto-Ugo-Mulas.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-22984" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Vita-di-Galileo-foto-Ugo-Mulas-300x153.jpg" alt="Vita di Galileo (foto: Ugo Mulas)" width="380" height="194" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Vita-di-Galileo-foto-Ugo-Mulas-300x153.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Vita-di-Galileo-foto-Ugo-Mulas-768x391.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Vita-di-Galileo-foto-Ugo-Mulas-1024x521.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Vita-di-Galileo-foto-Ugo-Mulas-600x305.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Vita-di-Galileo-foto-Ugo-Mulas-160x81.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/01/Vita-di-Galileo-foto-Ugo-Mulas.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22984" class="wp-caption-text">Vita di Galileo (foto: Ugo Mulas)</figcaption></figure>

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			<h3>Scatti d&#8217;autore: dalla posa in studio<br />
ai grandi Maestri del secondo Novecento | pag. 32</h3>
<p>Viaggio nella fotografia di scena fra mutamenti di stile e di linguaggio, creatività e innovazioni tecnologiche. Il rapporto stretto con gli attori-divi prima e con i registi poi. Gli obbiettivi “di fiducia” dei grandi del teatro italiano, dal Secondo dopoguerra fino alle soglie della rivoluzione digitale.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Fotografia di scena: scuole, corsi e workshop | pag. 34</h3>
<h3>Fotografare il teatro dal fondo della scena:<br />
Klaus Frahm e la prospettiva invertita | pag. 35</h3>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<h3>Il racconto della scena<br />
ai tempi di photoshop | pag. 38</h3>
<p>Come si è evoluta la narrazione dello spettacolo dal vivo con l’accessibilità universale al medium fotografico e con l’avvento della stampa online: la nuova generazione dei fotografi di scena chiamata a testimoniare la crossmedialità (mentre il pubblico usa gli smartphone in sala).<br />
di Renzo Francabandera</p>
<h3>D’Agostino: la fotografia ideale?<br />
Non l’ho ancora scattata | pag. 40</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<h3>Il teatro nell&#8217;epoca<br />
della (sua) riproducibilità tecnica | pag. 41</h3>
<p>La nuova dipendenza dall’immagine fotografica e dal video in scena, ovvero la seduzione della ripetitività e il calo della tensione artistica rispetto al mistero del teatro… pensando all’aura di Walter Benjamin.<br />
di Diego Vincenti</p>
<h3>Le lastre della memoria<br />
di Maurizio Buscarino | pag. 42</h3>
<p>Esploratore, entomologo, etnologo-antropologo del “popolo del teatro”: un’identità poliedrica che lo ha portato a viaggiare per teatri e teatrini, carceri e pupari, Bunraku e Kabuki, ma soprattutto nel mondo di Kantor.<br />
di Laura Caretti</p>
<h3>Il fotografo in teatro:<br />
spettatore, attore, regista, drammaturgo | pag. 44</h3>
<p>La scena sembra obbligare l’arte dell’immagine fissa a confrontarsi con i suoi limiti. La “rappresentazione di una rappresentazione” che interpreta la creazione &#8211; anche visiva &#8211; di altri. La sfida di fermare nei propri scatti (non solo per documentarlo) l’evento effimero per eccellenza, quello teatrale. Dagli inizi pioneristici alle possibilità di oggi.<br />
di Cosimo Chiarelli</p>
<h3>Tommaso Le Pera, mezzo secolo di scatti<br />
dalle cantine romane al teatro “ufficiale” | pag. 46</h3>
<p>Nel suo archivio sterminato le immagini di almeno 4.500 spettacoli. Fu il primo a lavorare dal vivo, durante le prove, superando l’abitudine alle immagini statiche realizzate “a freddo” con gli attori in posa. «Senza di noi – dice – moriranno la memoria e la documentazione del teatro».<br />
di Francesco Tei</p>
<h3>Fotografare la danza:<br />
tempo, corpo, movimento | pag. 48</h3>
<p>La sfida di fermare in un “testo” visivo il linguaggio dinamico per eccellenza. Approcci teorici e pratici dai grandi maestri dal passato all’oggi: dalla rappresentazione statica a quella in movimento, narrativa o in diretta.<br />
di Massimo Agus</p>
<h3>Del Pia, un obbiettivo<br />
nel cuore del processo creativo | pag. 50</h3>
<p>Il fotografo toscano racconta il suo modo personale di fare e intendere la fotografia teatrale, seguendo solo gli artisti che effettivamente lo interessano. Dall’esperienza “fondamentale” con Romeo Castellucci all’esperimento con performers in spazi aperti.<br />
di Maddalena Giovannelli</p>
<h3>Mencari: l&#8217;iper-vita in scena,<br />
un racconto per immagini | pag. 51</h3>
<p>Attivo dal 2011, Guido Mencari è esponente di spicco della nuova fotografia di scena, con una predilezione per la ricerca, da Romeo Castellucci a Bob Wilson e Jan Fabre, passando per Sasha Waltz, Koršunovas, Delbono, Motus ed Emma Dante.<br />
di Roberto Rizzente</p>
<h3>I sodalizi artistici:<br />
una questione di sguardi | pag. 52</h3>
<p>Da Luigi Ciminaghi con Giorgio Strehler a Enrico Fedrigoli per i Fanny &amp; Alexander, passando per Marcello Norberth, Luigi Laselva, Francesco Carbone, Marco Caselli Nirmal, Laila Pozzo, Stefano Vaja, Piero Tauro, Futura Tittaferrante, Serena Serrani e altri: quando fotografi di scena e artisti costruiscono un legame professionale esclusivo.<br />
di Renata Savo</p>
<h3>L’imagoturgia di Francesco Pititto,<br />
ovvero immagine + drammaturgia | pag. 53</h3>
<p>di Michele Pascarella</p>

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			<h2>Nati Ieri</h2>
<h3>Il Mulino di Amleto, la ricerca dell&#8217;umanità<br />
e il teatro aperto al mondo | pag. 56</h3>
<p>Nata a Torino nel 2009, la compagnia fondata da Marco Lorenzi e Barbara Mazzi pone fra le priorità del proprio lavoro la comunicazione e il dialogo con il mondo, più che la costruzione di estetiche.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>Il Mulino di Amleto: una strada costellata di successi | pag. 57</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Critiche | pag. 58</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Danza</h2>
<h3>Multiculturale per vocazione<br />
la danza sui palcoscenici italiani | pag. 87</h3>
<p>Da Sidi Larbi Cherkaoui ad Akram Khan, da Abbondanza/Bertoni, Alessandra Cristiani e Constanza Macras alle vetrine di Nid e Fuorimargine, tutte le culture della danza contemporanea.</p>
<p>di Laura Bevione, Rossella Battisti, Emilio Nigro, Paolo Crespi, Carmelo A. Zapparrata, Fabio Acca e Rossella Porcheddu</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Lirica</h2>
<h3>Da Tosca a Willy Wonka,<br />
drammi e commedie in musica | pag. 90</h3>
<p>di Fausto Malcovati, Gianni Poli, Mario Bianchi, Giuseppe Montemagno, Sandro Avanzo e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<h3>LA SORELLA DI GESUCRISTO | pag. 94</h3>
<p>di Oscar De Summa</p>
<p><a href="https://www.hystrio.it/testo/la-sorella-di-gesucristo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi la scheda del testo</a></p>
<h2>Biblioteca. Le novità editoriali | pag. 104</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale | pag. 108</h2>
<p>Fellini degli Spiriti Allegri | pag. 108<br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2019</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-di-ottobre-dicembre-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 13:37:56 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<figure id="attachment_22523" aria-describedby="caption-attachment-22523" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-22523 size-medium" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-300x170.jpg" alt="Aggiungi un posto a tavola (foto M. Fusco Boomerang)" width="300" height="170" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-300x170.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-768x436.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-1024x581.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-600x341.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-160x91.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22523" class="wp-caption-text">Aggiungi un posto a tavola (foto M. Fusco Boomerang)</figcaption></figure>

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			<h3>Musical e teatri d&#8217;opera,<br />
la lunga strada verso il West End | pag. 2</h3>
<p>Una delle grandi novità delle ultime stagioni italiane è l’arrivo dei musical, con un successo tale da risvegliare anche l’interesse degli enti lirici. A Ravenna, Trieste, Torino e Bologna ci raccontano come funziona, tra hit internazionali e produzioni autoctone.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>La nuova cultural community under 30:<br />
prove tecniche di democrazia | pag. 4</h3>
<p>Non solamente una categoria, quella degli under 30 rappresenta un’intera comunità chiamata a confrontarsi, responsabilmente, con le nuove pratiche dell’arte partecipativa, organizzando festival, sostenendo giovani compagnie emergenti e lavorando sul territorio.<br />
di Lucia Medri</p>
<h3>Editoria e teatro, gioie e dolori<br />
di un binomio d&#8217;amore | pag. 6</h3>
<p>In un Paese, l’Italia, in cui si legge poco, l’editoria teatrale occupa una nicchia, a metà tra iniziativa culturale e attività economica. Una panoramica fra i protagonisti del settore, i loro progetti diversi e coraggiosi e lo scarso appoggio delle istituzioni.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>Dodici anni di Nerval Teatro,<br />
l&#8217;arte come medicina sociale | pag. 8</h3>
<p>Continuità e ricerca artistica: questo lo spirito del Laboratorio Permanente di Nerval Teatro, dove l’arte è in grado di farsi azione politica di inclusione. Un libro di Gerardo Guccini e Marco Menini ne ripercorre ora l&#8217;esperienza, restituendone lo spessore umano e teorico.<br />
di Diego Vincenti</p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_22521" aria-describedby="caption-attachment-22521" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22521" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-300x225.jpg" alt="Peter Gynt, Edimburgh Festival 2019." width="300" height="225" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-300x225.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-768x576.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-1024x768.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-600x450.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-160x120.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22521" class="wp-caption-text">Peter Gynt, Edimburgh Festival 2019.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_22522" aria-describedby="caption-attachment-22522" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22522" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-300x200.jpg" alt="Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di Rezo Gabriadze_2" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22522" class="wp-caption-text">Ramona, scritto e diretto da Rezo Gabriadze.</figcaption></figure>

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			<h3>A Edimburgo il teatro<br />
ha il respiro della Terra | pag. 10</h3>
<p>Il grido d’aiuto del pianeta arriva anche sulle scene della capitale scozzese e dei suoi festival, da sempre lesti a cogliere le istanze di rinnovamento non solo nei linguaggi teatrali ma anche dei temi: emergenza climatica e rivolgimenti sociali in primis.<br />
di Maggie Rose</p>
<h3>VIENNA. Una terrificante cavalcata<br />
nell’inferno della Prima Guerra Mondiale | pag. 12</h3>
<p>di Irina Wolf</p>
<h3>Berlino, a Tanz im August<br />
la danza è questione di meticciato | pag. 14</h3>
<p>Un abile mix di proposte mainstream e novità assolute, artisti da tutto il mondo, generi diversi: questo il segreto del successo del festival organizzato da Hebbel am Ufer e giunto all’edizione numero trentuno.<br />
di Elena Basteri</p>
<h3>Tbilisi, il mondo fantastico di Rezo<br />
a misura di marionetta | pag. 16</h3>
<p>Nella capitale georgiana c’è un teatro minuscolo, sotto una torre sghemba: è il regno di Rezo Gabriadze, regista, scenografo, inventore di sogni, autore di un teatro di figura meraviglioso, spettacoli di autentica poesia che affermano il potere della fantasia.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<h3>MOSCA<br />
Dal Gabbiano alla Famiglia Addams,<br />
tutti pazzi per il Fomenko | pag. 17</h3>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<h3>Plovdiv, l&#8217;“altra“ capitale culturale<br />
ovvero l&#8217;Europa ai confini dell&#8217;Europa | pag. 18</h3>
<p>A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, l’esperienza dell’Odyssée Karavana celebra la prima Capitale Europea della Cultura assegnata alla Bulgaria nel 2019. E la città si proietta verso il futuro divenendo cantiere di trasformazione urbana e sociale.<br />
di Vittoria Lombardi</p>
<h3>Salisburgo, se il presente è fosco<br />
le commedie si tingono di nero | pag. 20</h3>
<p>Liliom di Ferenc Molnár e Gli indignati di Theresia Walser offrono due visioni diverse della società d’oggi, presa tra egosimi nazional-populisti e derive violente. E se nel primo prevale la sovrastruttura scenica, nel secondo la farsa si colora decisamente di humour nero.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>L&#8217;aria atlantica di Almada<br />
che rinfresca gli occhi e i polmoni | pag. 21</h3>
<h3></h3>
<p>Il maggior evento teatrale portoghese, il Festival Internazionale di Almada, rende omaggio all’Italia con Macbettu e Se questo è un uomo di Primo Levi. E schiera titoli mai banali, grandi firme della regia accanto a gruppi indipendenti.<br />
di Roberto Canziani</p>

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			<h2>Exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Andrea Camilleri a Mattia Torre<br />
antidivi e divine escono di scena | pag. 22</h3>
<p>Una lunga lista di addii ha raggelato la nostra estate, costringendoci a salutare molti personaggi che hanno segnato, in modo assai diverso, parte della storia dello spettacolo del Novecento e dei primi anni del nuovo secolo.<br />
di Giuseppe Liotta, Fabrizio Sebastian Caleffi e Arianna Lomolino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR</h2>
<h3>G(L)OSSIP | pag. 26</h3>
<p><strong>Il teatro è radical chic</strong><br />
<strong>e fa l&#8217;effetto di uno shock!</strong><br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>1989-2019: oltre i muri? | pag. 27</strong></h3>
<p>a cura di Laura Caretti e Roberto Rizzente</p>

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			<figure id="attachment_22517" aria-describedby="caption-attachment-22517" style="width: 398px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-22517" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-300x162.jpg" alt="Berlino, 1989. La caduta del muro." width="398" height="215" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-300x162.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-768x414.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-1024x552.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-600x324.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-160x86.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb.jpg 1179w" sizes="auto, (max-width: 398px) 100vw, 398px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22517" class="wp-caption-text">Berlino, 1989. La caduta del muro.</figcaption></figure>

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			<h3>Jack Lang: l’Europa prima di tutto | pag. 28</h3>
<p>Con immutata coerenza e passione, Jack Lang parla del suo impegno nella costruzione, insieme a Giorgio Strehler, di una rete dei Teatri d’Europa che non intendeva solo superare la divisione tra Est e Ovest, ma partecipare attivamente alla realizzazione di un’idea di Unione, oltre i muri, che ancora oggi è necessario difendere.<br />
di Giuseppe Montemagno e Jack Lang</p>
<h3>Berlino sexy e non più povera,<br />
l&#8217;ultimo decennio teatrale della città | pag. 30</h3>
<p>Gentrificazione della città, restyling urbano, assorbimento delle identità dei teatri a favore di cartelloni omnicomprensivi e facilmente esportabili, rivoluzioni controllate e indotte dall’alto: scompaiono a Berlino, in nome del business, le differenze tra Est e Ovest. Ma senza rinunciare ai talenti.<br />
di Davide Carnevali</p>
<h3>Il (ri)costruttore Jens Hillje<br />
nella Berlino post-Mauerfall | pag. 32</h3>
<p>Trasformazione degli spazi, incontri con la città, drammaturgie internazionali e un ensemble misto Est-Ovest: nella Berlino degli anni Novanta, prostrata dal neoliberalismo e dalla stagnazione culturale, il modello di Hillje e Ostermeier rinnova le istituzioni, salvandole dal collasso.<br />
di Davide Carnevali e Jens Hillje</p>
<h3>Come eravamo&#8230;<br />
Intervista con l’attrice e regista Johanna Schall | pag. 33</h3>
<p>di Laura Caretti</p>
<h3>C&#8217;era una volta l&#8217;Unione Sovietica:<br />
i difficili anni dopo la dissoluzione | pag. 34</h3>
<p>Stretta nella morsa della crisi economica, la Russia trova nel teatro un’occasione di riscatto e di riflessione critica. Con il ritorno dei grandi maestri prima, l’emersione di nuovi talenti e l’affermazione della nuova drammaturgia poi. A dispetto delle censure e dell’autoritarismo di Putin.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<h3>L&#8217;Urss secondo Dodin:<br />
l’arte e i rivolgimenti della Storia | pag. 36</h3>
<p>Parlando della propria esperienza nella vecchia e nuova Russia, ma spaziando con lo sguardo sull’Europa sconvolta da cambiamenti epocali, Lev Dodin afferma la possibilità dell’artista di tracciare in libertà il proprio percorso creativo, anticipando gli eventi, senza subirne gli influssi.<br />
di Fausto Malcovati e Lev Dodin</p>
<h3>Koršunovas: andata e ritorno<br />
dalla Lituania all&#8217;Occidente | pag. 38</h3>
<p>Partendo dalla partecipazione al Festival di Edimburgo, nel 1990, il regista Oskaras Koršunovas rivede, con gli occhi di oggi, i trent’anni della sua carriera artistica, ripercorrendola all’interno della trama di rapporti che hanno interconnesso Est e Ovest.<br />
di Laura Caretti e Oskaras Koršunovas</p>
<h3>Sīlis: in Lettonia<br />
una catena umana per dire basta | pag. 40</h3>
<p>Balzato agli onori della cronaca italiana con Legionari nel 2011 e la successiva collaborazione con Teatro Sotterraneo in War Now!, Valters Sīlis è il più noto rappresentante della generazione di autori e registi emersa dopo Hermanis.<br />
di Roberto Rizzente e Valters Sīlis</p>
<h3>Belarus vs Bielorussia:<br />
la dittatura che non ti aspetti | pag. 41</h3>
<p>Costretto in Bielorussia a lavorare in clandestinità, tra arresti e minacce, il Belarus Free Theatre, fondato a Minsk nel 2005 da Nicolai Khalezin e Natalia Koliada, è la voce principale del dissenso contro il regime di Lukashenko.<br />
di Roberto Rizzente e Nicolai Khalezin</p>
<h3>Polonia, un teatro in lotta<br />
contro muri visibili e invisibili | pag. 42</h3>
<p>Eccezionalmente libero durante il regime comunista, il teatro polacco vive, dopo il caos seguito alla caduta del Muro, una fortunata stagione di radicale rinnovamento della regia e del repertorio drammaturgico, che oggi la politica reazionaria dei partiti conservatori cerca di contrastare.<br />
di Dariusz Kosiński</p>
<h3>Balcani, in principio era la Jugoslavia,<br />
il teatro in un Paese che non c&#8217;è più | pag. 45</h3>
<p>Nel tempo tragico dei Balcani “bruciati” dalla guerra, il teatro riflette le pulsioni violente di una realtà disgregata, ma dà corpo anche alle voci che le contrastano, mettendo in scena le trasformazioni del presente, raccontando storie di sperdimento e di esilio con una forza drammatica che travalica i nuovi muri.<br />
di Franco Ungaro</p>
<h3>Frljić, la crisi dell’Europa? Una giustizia poetica | pag. 47</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>
<h3>Ceauşescu e oltre: 30 anni di libertà teatrale | pag. 48</h3>
<p>Costretta dalla dittatura a una vita irregolare, l’arte drammatica romena conosce, dopo la caduta di Ceauşescu nel 1989, una rinnovata libertà creativa e un nuovo sviluppo, grazie soprattutto al contributo delle minoranze linguistiche e della scena indipendente.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>Cărbunariu e Nelega,<br />
la Romania che guarda a Occidente | pag. 49</h3>
<p>di Irina Wolf</p>
<h3>L&#8217;Ungheria secondo Schilling,<br />
il cambiamento impossibile | pag. 50</h3>
<p>Come può accadere che un artista venga dichiarato «un pericolo per la sicurezza nazionale» e decida di andarsene dal proprio Paese? Lo racconta il regista Árpád Schilling, e le sue parole sono un drammatico atto di accusa nei confronti della società e del teatro ungheresi.<br />
di Andrea Tompa e Árpád Schilling</p>
<h3>Cecoslovacchia, anni Novanta:<br />
quattro morti e una nascita | pag. 52</h3>
<p>Con il crollo del regime, il teatro cecoslovacco conobbe un’irripetibile stagione di libertà ed euforia creativa. Presto ridimensionata dalla concorrenza della televisione, dalla crisi del linguaggio e dello Stato, e solo appena compensata dalla nascita di premi, di fondi, e dei teatri indipendenti.<br />
di Viliam Klimáček</p>
<h3>Gergana Dimitrova: in Bulgaria,<br />
nelle scuole, si videro gli abiti colorati | pag. 53</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>
<h3>Good Bye Lenin: i festival<br />
come motore del cambiamento | pag. 54</h3>
<p>Amministratori illuminati, direttori artistici visionari e coraggiosi: una congiuntura irripetibile ha consentito ai Festival di Edimburgo, Avignone, Cividale del Friuli, Belgrado, Bucarest e Vilnius di anticipare le mosse della politica, promuovendo la libera circolazione delle idee e degli artisti e contribuendo alla fondazione di un’identità europea.<br />
di Roberto Canziani, Gherardo Vitali Rosati, Maggie Rose, Franco Ungaro, Irina Wolf e Laura Caretti</p>
<h3>La caduta del Muro nella stagione 2019-20 | pag. 56</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<h3>La vocazione internazionale dell’École des Maîtres | pag. 57</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<h3>Missione compiuta: le reti<br />
per proteggere il dialogo interculturale | pag. 58</h3>
<p>Sostenuti dalla Ue o dalla libera interazione di teatri e festival, i progetti transnazionali hanno avuto un ruolo insostituibile nella definizione di un’identità europea, sdoganando l’Est prima, e promovendo la mobilità degli artisti, la formazione dei giovani e il sostegno della drammaturgia contemporanea poi.<br />
di Laura Bevione e Roberto Canziani</p>
<h3>Il Premio Europa per il Teatro:<br />
applausi non solo ai grandi maestri | pag. 59</h3>
<p>Da Taormina a Breslavia, da San Pietroburgo a Salonicco, il Premio Europa, nato nel 1987, ha il merito di avere dato un riconoscimento ai grandi maestri della scena internazionale, ma più ancora di avere istituito un premio speciale per gli artisti delle nuove realtà teatrali, iniziando subito dopo la caduta del Muro con il russo Vasil’ev.<br />
di Ira Rubini</p>

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			<h2>Nati Ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Premio Scenario si fa festival<br />
e trova casa a Bologna | pag. 60</h3>
<p>Alla Manifattura delle Arti una settimana di spettacoli e la finale del Premio, giunto alla 18a edizione. Vincono Una vera tragedia di Favaro/Bandini e Il colloquio di collettivo lunAzione, segnalati Bob Raphsody di Carolina Cametti e Mezzo chilo di Serena Guardone.<br />
di Claudia Cannella</p>

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			<h2>Critiche</h2>

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			<h3>Biennale Teatro, drammaturgie plurali<br />
per il teatro del XXI secolo | pag. 64</h3>
<p>Da Oliver Frlijć a Miet Warlop, dai Leoni Jetse Batelaan e Jens Hillje agli italiani Alessandro Serra e Lucia Calamaro, il festival veneziano, terza edizione firmata da Antonio Latella, mette in scena le molteplici declinazioni della drammaturgia. Senza dimenticare i giovani registi premiati alla Biennale College 2018.<br />
di Nicola Arrigoni, Laura Bevione, Claudia Cannella, Sara Chiappori, Arianna Lomolino, Michele Pascarella.</p>
<h3>Ipernatural, a Dro il teatro<br />
riscrive la propria natura | pag. 70</h3>
<p>Drodesera è da sempre luogo della massima biodiversità scenica. Ad allargare quest’anno i confini del performativo ci pensano, fra gli altri, Morbio/Giacconi, Le Gac e Chambry, Michele Rizzo, Jaha Koo e Michikazu Matsune.<br />
di Laura Bevione, Renata Savo e Diego Vincenti</p>
<h3>A Santarcangelo si sperimenta<br />
un teatro a misura d’uomo | pag. 75</h3>
<p>Fedele alla propria vocazione, il festival romagnolo propone quest’anno un approccio slow al presente, privilegiando artisti e spettacoli capaci di uno sguardo “gentile” sul mondo: Gribaudi, Calderoni, Norman, Grilli, Núcleo Corpo Rastreado, Sickle, Verhoeven, Katsof e Yahalomi.<br />
di Diego Vincenti, Roberto Rizzente e Laura Bevione</p>
<h3>Inequilibrio, quando un festival<br />
invita a immaginare | pag. 80</h3>
<p>Da Scabia ai Babilonia Teatri, da Palazzeschi a De Summa, Scarlini/Questa ed Elena De Carolis, e dalle coreografie di Michele Di Stefano alle tragicomiche vicende narrate dal duo Sarteanesi/Bosi, le molte visioni che attraversano il presente a Castello Pasquini.<br />
di Marco Menini e Diego Vincenti</p>
<h3>L’altra metà del cielo<br />
sul palcoscenico di Spoleto | pag. 83</h3>
<p>Emma Dante, Lucinda Childs, Andrée Ruth Shammah: tre regie, per tre storie di donne alla ricerca di se stesse, attraversano il programma del Festival dei 2Mondi.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Ntfi, molti palcoscenici<br />
nel cuore di Napoli e dintorni | pag. 86</h3>
<p>37 giorni di programmazione, 40 luoghi tra il capoluogo partenopeo e le altre città campane, oltre 150 appuntamenti di teatro, danza, letteratura e altri eventi performativi: la nostra panoramica nella programmazione della seconda parte del festival.<br />
di Stefania Maraucci, Giusi Zippo e Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Bolzano a Palermo<br />
corpi in movimento | pag. 92</h3>
<p>Un viaggio tra le proposte di danza dell’estate, ci porta a Bassano del Grappa per B.Motion, in Trentino, per Bolzano Danza e Oriente Occidente, in Piemonte, con Vignale Monferrato Danza e a Palermo. Con un’incursione lirica al Festival della Valle d’Itria.<br />
di Carmelo A. Zapparrata, Laura Bevione, Roberto Canziani, Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Commedia e tragedia convivono<br />
sul palcoscenico di Martina Franca</h3>
<p>di Mario Bianchi</p>

		</div>
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			<h2>Testo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>HOSPES, -ĬTIS | pag. 96</h3>
<p>di Fabio Pisano<br />
Premio Hystrio-Scritture di Scena 2019</p>
<p><a href="https://www.hystrio.it/testo/hospes-itis/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi la scheda del testo</a>!</p>
<h2>Biblioteca | pag. 114</h2>
<p>A cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale | pag. 118</h2>
<p>A cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Mistero buffo: mezzo secolo e non sentirlo | pag. 118</h3>
<p>di Simone Soriani</p>

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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2019</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-2-di-aprile-giugno-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 10:19:21 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<figure id="attachment_21901" aria-describedby="caption-attachment-21901" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_Lapparenza-inganna-Sandro-Lombardi-Massimo-Verdastro-regia-Federico-Tiezzi-11-foto-Luca-Manfrini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21901" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_Lapparenza-inganna-Sandro-Lombardi-Massimo-Verdastro-regia-Federico-Tiezzi-11-foto-Luca-Manfrini-300x200.jpg" alt="Sandro Lombardi e M. Verdastro in L'apparenza inganna, di T. Bernhard." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_Lapparenza-inganna-Sandro-Lombardi-Massimo-Verdastro-regia-Federico-Tiezzi-11-foto-Luca-Manfrini-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_Lapparenza-inganna-Sandro-Lombardi-Massimo-Verdastro-regia-Federico-Tiezzi-11-foto-Luca-Manfrini-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_Lapparenza-inganna-Sandro-Lombardi-Massimo-Verdastro-regia-Federico-Tiezzi-11-foto-Luca-Manfrini-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_Lapparenza-inganna-Sandro-Lombardi-Massimo-Verdastro-regia-Federico-Tiezzi-11-foto-Luca-Manfrini-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_Lapparenza-inganna-Sandro-Lombardi-Massimo-Verdastro-regia-Federico-Tiezzi-11-foto-Luca-Manfrini-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_Lapparenza-inganna-Sandro-Lombardi-Massimo-Verdastro-regia-Federico-Tiezzi-11-foto-Luca-Manfrini-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21901" class="wp-caption-text">Sandro Lombardi e M. Verdastro in L&#8217;apparenza inganna, di T. Bernhard.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_21900" aria-describedby="caption-attachment-21900" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_choeurs-alain-platel-world-premiere-madrid-teatro-real_d.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21900" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_choeurs-alain-platel-world-premiere-madrid-teatro-real_d-300x169.png" alt="C(h)oeurs, di Alain Platel." width="300" height="169" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_choeurs-alain-platel-world-premiere-madrid-teatro-real_d-300x169.png 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_choeurs-alain-platel-world-premiere-madrid-teatro-real_d-768x432.png 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_choeurs-alain-platel-world-premiere-madrid-teatro-real_d-1024x576.png 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_choeurs-alain-platel-world-premiere-madrid-teatro-real_d-600x338.png 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Vetrina_choeurs-alain-platel-world-premiere-madrid-teatro-real_d-160x90.png 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21900" class="wp-caption-text">C(h)oeurs, di Alain Platel.</figcaption></figure>

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			<h3>L&#8217;eredità di Thomas Bernhard,<br />
un &#8220;grande combustibile&#8221; per attore | pag. 2</h3>
<p>A trent’anni dalla scomparsa dello scrittore austriaco, Sandro Lombardi parla<br />
dei suoi seguaci. Fra drammaturghi contemporanei e grandi interpreti che<br />
si sono nutriti e ancora si nutrono dei suoi testi e del suo spirito corrosivo.</p>
<p>di Gherardo Vitali Rosati</p>
<p><span style="color: #993300;">EXIT</span><br />
<span style="color: #993300;">Bruno Ganz, dal cinema alla scena un volto per mille personaggi</span> <span style="color: #993300;">| pag. 3</span><br />
di Gherardo Vitali Rosati</p>
<h3>Alain Platel, l&#8217;organizzazione del caos<br />
e la mano invisibile della coreo-regia | pag. 4</h3>
<p>Pedagogo, animatore sociale, Platel ha sublimato la sua formazione non-teatrale realizzando<br />
spettacoli con persone “comuni” insieme a ballerini e performer. L’esito è la danza<br />
popolare, eclettica e anarchica espressa nel trentennale percorso dei Ballets C. de la B.</p>
<p>di Marinella Guatterini</p>
<h3>Settant&#8217;anni di Legnanesi<br />
quando l&#8217;abito fa la differenza | pag. 6</h3>
<p>La Compagnia de I Legnanesi festeggia i suoi primi 70 anni di attività, traguardo<br />
esaltato anche nel titolo del loro spettacolo celebrativo 70 voglia di ridere&#8230; c’è,<br />
in stagione al Teatro della Luna di Milano, dove si moltiplicano i record di sold out.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<h3>I premi, le giurie, le lobbies<br />
non è tutto oro quello che luccica | pag. 8</h3>
<p>Intorno alle assegnazioni dei premi teatrali si scatenano sempre discussioni,<br />
più o meno legittime. Qualche spunto di riflessione e quattro “carte d’identità”.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<h3>Peppino Mazzotta, il teatro<br />
come desiderio ossessivo e occulto | pag. 10</h3>
<p>Una necessità, personale e politica, quella della scena, per l’attore e regista calabrese.<br />
Dagli esordi con Albertazzi, a RossoTiziano, alla tv, Peppino Mazzotta persegue un’idea<br />
forte di teatro basato sull’attore e sulla sua capacità di farsi medium di un senso.</p>
<p>di Emilio Nigro</p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_21899" aria-describedby="caption-attachment-21899" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_when-we-have-sufficiently-tortured-each-others_cate-blanchett_Photo-by-Stephen-Cummiskey.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21899" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_when-we-have-sufficiently-tortured-each-others_cate-blanchett_Photo-by-Stephen-Cummiskey-300x155.jpg" alt="Cate Blanchett (ph: S. Cummiskey)." width="300" height="155" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_when-we-have-sufficiently-tortured-each-others_cate-blanchett_Photo-by-Stephen-Cummiskey-300x155.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_when-we-have-sufficiently-tortured-each-others_cate-blanchett_Photo-by-Stephen-Cummiskey-768x396.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_when-we-have-sufficiently-tortured-each-others_cate-blanchett_Photo-by-Stephen-Cummiskey-1024x529.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_when-we-have-sufficiently-tortured-each-others_cate-blanchett_Photo-by-Stephen-Cummiskey-600x310.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_when-we-have-sufficiently-tortured-each-others_cate-blanchett_Photo-by-Stephen-Cummiskey-160x83.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21899" class="wp-caption-text">Cate Blanchett (ph: S. Cummiskey).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_21898" aria-describedby="caption-attachment-21898" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_Fomenko_Lear_81875.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21898" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_Fomenko_Lear_81875-300x200.jpg" alt="Re Lear, regia di E. Kamenkovic (foto: Sergey Omshenetsky)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_Fomenko_Lear_81875-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_Fomenko_Lear_81875-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_Fomenko_Lear_81875-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_Fomenko_Lear_81875-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_Fomenko_Lear_81875-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_Fomenko_Lear_81875-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Mondo_Fomenko_Lear_81875.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21898" class="wp-caption-text">Re Lear, regia di E. Kamenkovic (foto: Sergey Omshenetsky).</figcaption></figure>

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			<h3>Parigi, atlante europeo della modernità<br />
da Shakespeare ai gilet gialli | pag. 12</h3>
<p>Dall’Illiria del duca Orsino alla Francia di oggi di Didier Eribon, il teatro di Thomas Ostermeier<br />
si propone come specchio di una complessità difficile da spiegare, ma sulla quale è<br />
necessario interrogarsi, per comprendere l’evolversi della civiltà e della cultura europee.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p><span style="color: #993300;">PARIGI/2</span><br />
<span style="color: #993300;">Kanata, ovvero la controversa arte del teatro | pag. 13</span><br />
di Laura Caretti</p>
<h3>Nei cieli del teatro londinese<br />
brillano stelle di prima grandezza | pag. 14</h3>
<p>Un poker d’assi segna l’inizio della stagione teatrale 2019 di Londra: Cate Blanchett<br />
claustrofobica interprete di Crimp, Simon Russell Beale un gigantesco Riccardo II,<br />
Ivo van Hove alle prese con Eva contro Eva e il nuovo, feroce testo di Mark Ravenhill.</p>
<p>di Jacopo Panizza</p>
<p><span style="color: #993300;">LONDRA/2</span><br />
<span style="color: #993300;">Mime 2019, esperimenti teatrali </span><span style="color: #993300;">tra circo, mimo e marionette | pag. 15</span><br />
di Jacopo Panizza</p>
<h3>I moschettieri, Dante e Pasolini<br />
tutti per uno, uno per tutti | pag. 16</h3>
<p>A Basilea e a Monaco di Baviera, Antonio Latella firma due delle cinque regie<br />
del suo anno teatrale, con una voglia di mettersi in gioco che ne conferma<br />
il momento di grande vitalità artistica.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p><span style="color: #993300;">VIENNA</span><br />
<span style="color: #993300;">E tutto finì in cenere, </span><span style="color: #993300;">Simon Stone riscrive Medea | pag. 17</span><br />
di Laura Bevione</p>
<h3>Al Teatro Bol’šoj<br />
la tradizione non basta | pag. 18</h3>
<p>A Mosca, nel tempio dell’opera e del balletto, il sipario si apre su tre sale distinte<br />
per programmazione – repertorio, piccole produzioni, musica da camera e novità –<br />
e accomunate dalla presenza costante del pubblico, che al teatro proprio non rinuncia.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p><span style="color: #993300;">MOSCA/2</span><br />
<span style="color: #993300;">La tragica potenza di Re Lear, quando il padre è travolto dal sovrano | pag. 19</span><br />
di Fausto Malcovati</p>
<h3>Skopje, nel Paese diviso a metà<br />
torna la vocazione multiculturale | pag. 20</h3>
<p>Dimenticato Alessandro Magno e il nazionalismo, la Macedonia del Nord cerca stabilità<br />
e benessere, attratta dalle luci dei mercatini e dei locali. In questa transizione storica,<br />
il teatro resta il luogo principe per elaborare gli anticorpi contro i rischi della modernità.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<h3>Orgoglio femminile,<br />
un&#8217;onda rosa attraversa gli States | pag. 22</h3>
<p>Negli Usa, da sempre attenti alle “quote”, il conservatorismo maschilista marcato Trump,<br />
che ha rafforzato i movimenti femministi, ha la sua eco anche in teatro dove si persegue<br />
la parità di genere e dove in scena Janet McTeer e Glenda Jackson vestono abiti maschili.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<h3>India, nella terra delle divinità<br />
dove il teatro è un grande rito | pag. 24</h3>
<p>Nel Kerala l’International Theatre Festival ospita ogni anno compagnie provenienti<br />
dal mondo. Un evento che coinvolge la locale Accademia Teatrale di Thrissur<br />
e attira da tutta la regione un pubblico curioso e numeroso.</p>
<p>di Nicola Pianzola</p>
<h2>G(L)OSSIP</h2>
<h3>La pipì delle foche | pag. 26</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro della realtà | pag. 27</h3>
<p>A cura di Roberto Rizzente e Corrado Rovida</p>

		</div>
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			<p><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Testata-fb-bn.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-21903" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Testata-fb-bn-300x107.jpg" alt="" width="300" height="107" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Testata-fb-bn-300x107.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Testata-fb-bn-768x275.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Testata-fb-bn-1024x367.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Testata-fb-bn-600x215.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Testata-fb-bn-160x57.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Testata-fb-bn.jpg 1441w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>

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			<h3>Scurati, la letteratura colpevole,<br />
arte e teatro al tempo del fictual e dei reality | pag. 28</h3>
<p>Tramontata la figura dell’artista demiurgo, è col reale che l’autore deve, oggi, fare i conti.<br />
Senza presumere di arrivare alla mimesi tout court ma anzi dichiarando la finzione<br />
della rappresentazione, come antidoto necessario alla presente atrofizzazione dell’esperienza.</p>
<p>di Roberto Rizzente e Antonio Scurati</p>
<h3>Non sembrare, essere: dal cubismo a oggi<br />
breve storia del teatro della realtà | pag. 30</h3>
<p>Anticipato dalle sperimentazioni cubiste e poi dadaiste, il teatro trova nel teatro-documento degli anni Sessanta un punto di svolta, rinnovando il proprio impianto drammaturgico grazie alle fonti d’archivio. Dagli happening di Kantor alle coreografie di Pina Bausch, il passo è breve: Pippo Delbono, Rodrigo García, Alvis Hermanis, She She Pop, Milo Rau e Armando Punzo non sono che i depositari di una tradizione, sempre più radicale nell’azzerare i confini tra vita e rappresentazione.</p>
<p>di Renato Palazzi</p>
<p><span style="color: #993300;">La vita in diretta, tra reality e real-tv | pag. 31</span><br />
di Piergiorgio Nosari</p>
<p><span style="color: #993300;">Verbatim Theatre: la responsabilità del vero | pag. 32</span><br />
di Laura Santini</p>
<p><span style="color: #993300;">Gob Squad: l’Occidente alla berlina | pag. 33</span><br />
di Laura Bevione</p>
<p><span style="color: #993300;">L’etica della rappresentazione nell’epoca della video-sfera | pag. 35</span><br />
di Piergiorgio Nosari</p>
<h3>Realtà vs realismo: Cechov, Stanislavskij<br />
e l&#8217;estetica del naso tagliato | pag. 36</h3>
<p>Il dibattito tra Čechov e Stanislavskij sulla materialità della rappresentazione adombra un conflitto<br />
realismo/realtà: l’irruzione sulla scena della seconda svela l’artificio del primo. Se Stanislavskij reagiva addomesticandone gli eccessi, il teatro contemporaneo risponde abolendo le coordinate della rappresentazione.</p>
<p>di Gerardo Guccini</p>
<h3>L&#8217;autore-attore: fenomenologia<br />
di una mutazione antropologica | pag. 38</h3>
<p>Per vocazione radicato nel reale, sul quale getta uno sguardo critico e rigenerativo, il teatro di ricerca investe l’attore di una nuova responsabilità, chiamandolo a essere se stesso, prima che personaggio, in un rapporto dinamico e mai scontato con lo spettatore.</p>
<p>di Rossella Menna</p>
<h3>Gli spettatori nell&#8217;era 2.0,<br />
tra illusioni di potenza e utopie generative | pag. 40</h3>
<p>Stimolato da più parti all’interazione, il cittadino trova nel teatro della realtà un nuovo e più coinvolgente modo di essere spettatore. Come e più di un attore, spetta a lui, ora, il processo decisionale e creativo che genera lo spettacolo. Ma al di là delle mitologie, stanno davvero così le cose?</p>
<p>di Maddalena Giovannelli</p>
<h3>Oltre la scatola nera del teatro,<br />
il mondo che non ti aspetti | pag. 42</h3>
<p>Sull’onda lunga delle neoavanguardie e della propria storia millenaria, il teatro contemporaneo continua ad abitare i luoghi della vita e della città. Non più (o non solo) per ridefinire il rapporto con l’attore o con la polis, ma per modificare la percezione del reale, oggi alterata dal flusso mediatico.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p><span style="color: #993300;">Lola Arias: la macchina del tempo nella finzione del teatro | pag. 43</span><br />
di Renzo Francabandera</p>
<h3>Poco Rimini, molto Protokoll<br />
analisi e vivisezione di un &#8220;metodo&#8221; | pag. 44</h3>
<p>Una chiacchierata con Cornelius Puschke per entrare nel “metodo”, il Protokoll con cui il collettivo tedesco tratta i dati, i fatti, le esperienze che segnano le nostre vite. Delineando spettacoli che ben sarebbero piaciuti al teorico del post-drammatico, Hans-Thies Lehmann.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p><span style="color: #993300;">UDINE</span><br />
<span style="color: #993300;">Il vero Sessantotto. Quello quotidiano secondo le donne de L’assemblea | pag. 45</span><br />
di Roberto Canziani</p>
<h3>Milo Rau: reale delle mie brame,<br />
chi è il più incomprensibile del reame? | pag. 46</h3>
<p>Al bando la rappresentazione, che il teatro torni a essere spazio di creazione: questa la via indicata da Milo Rau. Quasi a ricordare che «l’arte non è uno specchio per riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo» (Majakovskij). Riflessione su cui il direttore di NTGent ha incentrato buona parte della sua attività.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p><span style="color: #993300;">Il manifesto di Gent | pag. 47</span><br />
di Diego Vincenti</p>
<h3>Campioni di realtà,<br />
nell&#8217;Italia-laboratorio, la forma è sostanza | pag. 48</h3>
<p>Non solo materia del narrare, il reale nelle pratiche sceniche nazionali diventa, ogni giorno di più,<br />
modalità di rielaborazione drammaturgica: assorbe in scena il dispositivo documentale quanto<br />
la chiacchiera e il “soggettivo” quotidiano; sfrutta il contesto urbano e paesaggistico;<br />
dà voce alle persone e reinventa creativamente la tradizione.</p>
<p>di Corrado Rovida</p>
<p><span style="color: #993300;">Building Conversation: educare lo spettatore alla comunicazione | pag. 49</span><br />
di Roberto Rizzente</p>
<p><span style="color: #993300;">Ballo anch’io: l’Accademia di Virgilio Sieni | pag. 51</span><br />
di Gherardo Vitali Rosati</p>
<h3>Minuscolo come una nocciola:<br />
l&#8217;universo personale di Rodrigo García | pag. 52</h3>
<p>Argentino di stanza a Madrid, classe 1964, vincitore del Premio Europa Nuove Realtà Teatrali, Rodrigo García è uno degli antesignani del teatro della realtà, per lavori chiave come La historia de Ronald el payaso de McDonalds (2003), Accidens (matar para comer) (2004) e Muerte y reencarnación en un cowboy (2009).</p>
<p>di Roberto Rizzente e Rodrigo García</p>
<h3>Veni, vidi, vici:<br />
lo spett-attore secondo Roger Bernat | pag. 53</h3>
<p>Nemico giurato dei cliché e delle idee precostituite, Roger Bernat ha sviluppato negli anni<br />
un originale modello scenico che mira alla rifondazione dello statuto dello spettatore,<br />
come presupposto per una lettura critica e partecipata della realtà.</p>
<p>di Carmen Pedullà</p>
<h3>Agrupación Señor Serrano:<br />
se la realtà è una questione di scale | pag. 54</h3>
<p>Utilizzato nella museografia e introdotto a teatro dagli Hotel Modern, il modello in scala è uno strumento efficace per realizzare, nel piccolo e a costi contenuti, spettacoli di grande formato e denunciare il potere mistificatorio delle immagini. Come dimostra il lavoro del gruppo catalano.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<h3>Tiago Rodrigues:<br />
le persone, soltanto le persone | pag. 55</h3>
<p>Il coinvolgimento della platea come occasione per innescare il racconto, il contributo attoriale<br />
che viene reinventato, il depotenziamento della parola e la manipolazione del linguaggio:<br />
il teatro della realtà secondo Tiago Rodrigues.</p>
<p>di Graziano Graziani</p>
<h3>Sorvegliare e resistere<br />
la rivincita dell&#8217;extra-estetico | pag. 56</h3>
<p>In un presente “mediatizzato” che non distingue tra vero e falso, la performance della realtà ha valore aggiunto di resistenza, ridisegnando le coordinate spazio-temporali e riscrivendo il rapporto tra performer e spettatore. Gli esempi più eclatanti? Arrivano dall’America Latina e dall’Europa dell’Est.</p>
<p>di Marco Scotini</p>
<h3>Presenzio dunque sono: l&#8217;esserci oggi,<br />
tra simulacro e realtà aumentata | pag. 58</h3>
<p>Aumentate esponenzialmente, grazie alla Rete e all’intelligenza artificiale, tanto le occasioni di aggregazione quanto le potenzialità dell’individuo, emergono nuove e più preoccupanti problematiche legate al controllo, alla categorizzazione del reale e all’autenticità dell’esistere. Come dimostrano Hito Steyerl e Trevor Paglen.</p>
<p>di Anna Maria Monteverdi</p>

		</div>
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			<h2>Danza e Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Trento a Catania, la danza e il suo respiro internazionale | pag. 60</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quando le opere liriche rileggono il presente | pag. 62</h3>

		</div>
	</div>
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			<h2>Critiche</h2>

		</div>
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			<figure id="attachment_21904" aria-describedby="caption-attachment-21904" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Il-ragazzo-dell_ultimobanco-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21904" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Il-ragazzo-dell_ultimobanco--300x225.jpg" alt="Il ragazzo dell'ultimo banco, regia di J. Gassmann." width="300" height="225" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Il-ragazzo-dell_ultimobanco--300x225.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Il-ragazzo-dell_ultimobanco--768x576.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Il-ragazzo-dell_ultimobanco--600x450.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Il-ragazzo-dell_ultimobanco--160x120.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Il-ragazzo-dell_ultimobanco-.jpg 850w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21904" class="wp-caption-text">Il ragazzo dell&#8217;ultimo banco, regia di J. Gassmann.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_21905" aria-describedby="caption-attachment-21905" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Imitation-of-life-foto-di-Marcell.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21905" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Imitation-of-life-foto-di-Marcell-300x199.jpg" alt="Imitation of Life, regia di K. Mundruczo." width="300" height="199" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Imitation-of-life-foto-di-Marcell-300x199.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Imitation-of-life-foto-di-Marcell-768x509.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Imitation-of-life-foto-di-Marcell-1024x679.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Imitation-of-life-foto-di-Marcell-600x398.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Imitation-of-life-foto-di-Marcell-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Imitation-of-life-foto-di-Marcell-160x106.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/04/Recensioni_Imitation-of-life-foto-di-Marcell.jpg 1104w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21905" class="wp-caption-text">Imitation of Life, regia di K. Mundruczo.</figcaption></figure>

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			<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La resa dei conti | pag. 98</h3>
<p>di Michele Santeramo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Premio Hystrio : bando alla vocazione 2019 | pag. 109</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca | pag. 110</h2>
<p>Le novità editoriali a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale | pag. 114</h2>
<p>A cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Teatri Nazionali: una rivoluzione annunciata | pag. 114</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2019</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 17:09:12 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<figure id="attachment_21560" aria-describedby="caption-attachment-21560" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Lepage_Coriolanus_On-The-Run_phDavid-Hou.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21560" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Lepage_Coriolanus_On-The-Run_phDavid-Hou-300x200.jpg" alt="Hystrio_Coriolanus_regia di Robert Lepage_foto David Hou." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Lepage_Coriolanus_On-The-Run_phDavid-Hou-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Lepage_Coriolanus_On-The-Run_phDavid-Hou-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Lepage_Coriolanus_On-The-Run_phDavid-Hou-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Lepage_Coriolanus_On-The-Run_phDavid-Hou-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Lepage_Coriolanus_On-The-Run_phDavid-Hou-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Lepage_Coriolanus_On-The-Run_phDavid-Hou.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21560" class="wp-caption-text">Coriolanus, regia di Robert Lepage (foto: David Hou).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_21559" aria-describedby="caption-attachment-21559" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Premio-Europa_La-tempesta_88_3000_ph-Vera-Martynov.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21559" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Premio-Europa_La-tempesta_88_3000_ph-Vera-Martynov-300x198.jpg" alt="Hystrio_La Tempesta_Premio Europa per il Teatro 2018" width="300" height="198" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Premio-Europa_La-tempesta_88_3000_ph-Vera-Martynov-300x198.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Premio-Europa_La-tempesta_88_3000_ph-Vera-Martynov-768x507.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Premio-Europa_La-tempesta_88_3000_ph-Vera-Martynov-600x396.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Premio-Europa_La-tempesta_88_3000_ph-Vera-Martynov-160x106.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Premio-Europa_La-tempesta_88_3000_ph-Vera-Martynov.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21559" class="wp-caption-text">La Tempesta, Premio Europa per il Teatro 2018 (foto: Vera Martynov).</figcaption></figure>

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			<h3>Andrey Moguchy:<br />
se il teatro non ti piace, cambialo | pag. 2</h3>
<p>A San Pietroburgo, nelle giornate del Premio Europa per il Teatro, incontriamo il regista russo, sperimentatore sfrenato al tempo della glasnost’, capitano oggi di uno dei più raffinati teatri della metropoli.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p><span style="color: #9c3705;">SAN PIETROBURGO/2</span><br />
<span style="color: #9c3705;">Premio Europa 2018: la vittoria è di chi manca | pag. 3</span><br />
di Roberto Canziani</p>
<h3>Robert Lepage, la libertà dell&#8217;arte<br />
tra contestazioni e applausi | pag. 4</h3>
<p>Mentre in Canada prosegue il dibattito sull’accusa di “appropriazione culturale” che ha colpito il regista, il suo spettacolo contestato Kanata va in scena al Théâtre du Soleil di Parigi e allo Stratford Festival trionfa il suo Coriolanus.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<h3>Alessandro Sciarroni,<br />
le ispirazioni pop di un artista visionario | pag. 6</h3>
<p>Danzatore per caso, dal 2008 l’artista marchigiano persegue una propria personalissima ricerca artistica in cui la danza contemporanea dialoga con le arti visive, circensi, sportive, in esiti performativi difficili da etichettare e sempre, per questo, sorprendenti.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p><span style="color: #9c3705;">LIONE</span><br />
<span style="color: #9c3705;">La tragica verità del clown, </span><span style="color: #9c3705;">ovvero una risata ci travolgerà | pag. 7</span><br />
di Laura Bevione</p>
<h3>David Foster Wallace:<br />
la forma ibrida della scrittura teatrale | pag. 8</h3>
<p>In molti lo avevano letto, in molti lo portano ora in scena. Il pallido re della letteratura statunitense, morto suicida dieci anni fa, incontra il teatro. E lo fa, sorprendentemente, in Italia.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<h3>Fondazione Milano, un politecnico<br />
per formare gli artisti di domani | pag. 10</h3>
<p>Le Scuole Civiche di FM, polo di eccellenza per professionisti del teatro, del cinema, della musica e della comunicazione, lavorano con importanti obiettivi. Ne parliamo con Monica Gattini Bernabò, direttore generale.</p>
<p>di Ilaria Angelone</p>
<h3>Quel che resta di Sarah Kane,<br />
cinque drammi per il terzo millennio | pag. 11</h3>
<p>A vent’anni dalla scomparsa, la drammaturga inglese fa ancora discutere, mentre i suoi testi continuano a ispirare le nuove generazioni di artisti che, con il lirismo e la ferocia espressiva delle sue parole, provano a misurarsi per costruire nuovo teatro.</p>
<p>di Giulia Morelli</p>

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			<p><span style="color: #993300;"><strong>Bandi Premio Hystrio 2019 | pag. 12</strong></span></p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_21563" aria-describedby="caption-attachment-21563" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Visiting-Baron-Munchhausen_81241_ph-Vasil-Yaroshevich.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21563" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Visiting-Baron-Munchhausen_81241_ph-Vasil-Yaroshevich-300x200.jpg" alt="Hystrio_Visiting Baron Munchausen_regia di Sergeij Dyachkovsky_foto_Vasil Yaroshevich" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Visiting-Baron-Munchhausen_81241_ph-Vasil-Yaroshevich-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Visiting-Baron-Munchhausen_81241_ph-Vasil-Yaroshevich-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Visiting-Baron-Munchhausen_81241_ph-Vasil-Yaroshevich-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Visiting-Baron-Munchhausen_81241_ph-Vasil-Yaroshevich-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Visiting-Baron-Munchhausen_81241_ph-Vasil-Yaroshevich-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Visiting-Baron-Munchhausen_81241_ph-Vasil-Yaroshevich-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Visiting-Baron-Munchhausen_81241_ph-Vasil-Yaroshevich.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21563" class="wp-caption-text">Visiting Baron Munchausen, regia di Sergeij Dyachkovsky (foto: Vasil Yaroshevich).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_21565" aria-describedby="caption-attachment-21565" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Isra-Drama-Festival_A-child-dreams_Gerard-Alon-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21565" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Isra-Drama-Festival_A-child-dreams_Gerard-Alon-1-300x200.jpg" alt="Hystrio_A child dreams_regia di Omri Nitzan_Isra Drama Festival 2018_foto_Gerard Alon" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Isra-Drama-Festival_A-child-dreams_Gerard-Alon-1-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Isra-Drama-Festival_A-child-dreams_Gerard-Alon-1-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Isra-Drama-Festival_A-child-dreams_Gerard-Alon-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Isra-Drama-Festival_A-child-dreams_Gerard-Alon-1-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Isra-Drama-Festival_A-child-dreams_Gerard-Alon-1-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Isra-Drama-Festival_A-child-dreams_Gerard-Alon-1-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/01/Hystrio_Isra-Drama-Festival_A-child-dreams_Gerard-Alon-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21565" class="wp-caption-text">A child dreams, regia di Omri Nitzan, Isra Drama Festival 2018 (foto: Gerard Alon).</figcaption></figure>

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			<h3>Parigi, una finestra sul mondo<br />
nella Babele delle lingue | pag. 14</h3>
<p>Il Festival d’Automne conferma la vocazione cosmopolita e l’attenzione al contemporaneo con un ritratto di Claude Vivier, la trionfale accoglienza a Tiago Rodrigues, l’ampio spazio alla cultura giapponese e la potenza visionaria di Julien Gosselin.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Londra, la carica degli under 30<br />
alla conquista del West End | pag. 16</h3>
<p>In una stagione di successi, sui palcoscenici londinesi brillano alcune stelle del musical, dal sempre attuale Porgy and Bess alle novità assolute di Mythic e The Great Gatsby, fino ai classici di un repertorio che non smette di produrre talenti.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<h3>Avidità, potere, solitudine<br />
la scena viennese e le patologie dell&#8217;Io | pag. 18</h3>
<p>A Vienna l’autunno teatrale dipinge un quadro assai mesto dell’umanità. Fra novità come Vyrypaev e Gruber e adattamenti di classici come von Horváth e Strindberg, a emergere sono i problemi attualissimi dell’uomo di oggi: dall’egoismo alla pulsione autodistruttiva.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<h3>Le mirabolanti avventure<br />
della scena moscovita | pag. 20</h3>
<p>Da un Barone di Münchhausen travolgente alla surreale attualità della Folle di Chaillot, fino alle provocazioni di Krymov nella sua versione di Anna Karenina, le sorprese nei teatri di Mosca non mancano mai, che si tratti del grande Fomenko o del Teatro “nel vicolo”.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<h3>Da Belgrado a Novi Sad,<br />
il mondo in attesa della rivoluzione | pag. 22</h3>
<p>Mentre la capitale ribadisce, grazie al festival Bitef, il proprio ruolo guida nel teatro<br />
balcanico ma sconta la sfiducia in un futuro che continua a mostrare più ombre che luci, Novi Sad si prepara con ottimismo al 2021, che la vedrà Capitale Europea della Cultura.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<h3>Dalla Romania all&#8217;Europa<br />
il teatro e 100 nuovi mondi possibili | pag. 24</h3>
<p>Bucarest, Iaşi, Cluj: i festival teatrali fanno da specchio al centenario della grande unione della Romania, proponendo molte possibili visioni, dall’impegno civile di Matei Vişniec alle fiabe del folklore “a misura di bambino”, alla nuova drammaturgia emergente.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<h3>Una scena in chiaroscuro:<br />
gli artisti israeliani invocano la libertà | pag. 26</h3>
<p>Nonostante l’ombra scura della censura statale, in Israele, dalle sale perennemente<br />
affollate continuano a emergere nuovi talenti. E per ribadire la fertile natura creativa,<br />
Isra Drama Festival ha inondato di eventi anche i luoghi più periferici del Paese.</p>
<p>di Pino Tierno</p>
<h3>Nell&#8217;Impero dei Segni<br />
si sperimenta il teatro del futuro | pag. 26</h3>
<p>Nel Giappone d’oggi, ipertecnologico e ipertradizionale, non manca una scena alternativa dove, negli spazi non convenzionali di Tokyo, ferve l’attività di ricerca di performer che contaminano danza, musica e narrazione, tradizione e innovazione.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>G(L)OSSIP</h2>
<h3>Poesia per un teatrino di periferia | pag. 30</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>DOSSIER</h2>
<h3>Teatro e periferie | pag. 31</h3>
<p>A cura di Claudia Cannella e Alessandro Toppi</p>

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			<h3>Saviano: la periferia, avanguardia<br />
della città in trasformazione | pag. 32</h3>
<p>Un viaggio attraverso le metamorfosi dei territori ai margini della società: mafia e narcotraffico, gentrificazione, ruolo della cultura, assenza della politica, desideri e menzogne, ipotesi per un risanamento e rischi di spettacolarizzazione.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<h3>Milano, insieme e diversi<br />
per tessere una rete virtuosa | pag. 34</h3>
<p>Adeguandosi al territorio, intercettandone saperi ed esigenze, spazi e compagnie riescono a giocare un ruolo non marginale nella costruzione di un tessuto urbano integrato. E fanno sistema.</p>
<p>di Sara Chiappori</p>
<h3>Immaginando di essere una casa per tutti<br />
il teatro nei distretti di New York | pag. 35</h3>
<p>Lontano da Manhattan nascono teatri inclusivi, multietnici, di comunità. A Brooklyn, ad esempio, o nel Bronx, dove va in scena una territorialità artistica culturalmente varia quant’è vario il mondo.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<h3>Farsi territorio con il teatro<br />
Roma, sostantivo plurale | pag. 36</h3>
<p>Dal Lido di Ostia a Tor Bella Monaca, da Torpignattara al Quadraro: le operazioni che coinvolgono l’hinterland romano ridefiniscono la cartografia culturale della città e reagiscono alla sua crisi.</p>
<p>di Luca Lòtano</p>
<h3>Londra e i sobborghi multietnici<br />
the other side of the theatre | pag. 37</h3>
<p>Nuova drammaturgia, incontri post-spettacolo, relazione con le scuole dell’obbligo e prezzi bassi, sconti per i residenti, formazione di un pubblico eterogeneo. Così sulle rive del Tamigi, lontano dal West End.</p>
<p>di Jacopo Panizza</p>
<h3>Reagire alla paura e al silenzio<br />
storie esemplari ai margini di Napoli | pag. 38</h3>
<p>Lì dove le istituzioni non guardano, o dove la criminalità imperversa, organizzatori, teatranti e associazioni culturali presidiano il territorio, riqualificano spazi in abbandono, coinvolgono i cittadini: facendo spettacolo, producendo esperienze.</p>
<p>di Stefania Maraucci</p>
<h3>Parigi, la scena e le <em>banlieue</em><br />
alla ricerca di possibili relazioni? | pag. 39</h3>
<p>Scuole teatrali di quartiere, stage, relazioni con le associazioni culturali e festival di hip hop, i grandi Maestri alternati alla nuova drammaturgia. In cerca del nuovo pubblico e di un rapporto profondo col territorio, a volte in contraddizione con le scelte artistiche.</p>
<p>di Carlotta Clerici</p>
<h3>Ai confini del sistema teatrale<br />
appunti per una nuova cartografia | pag. 40</h3>
<p>Dalle residenze creative in Piemonte alle poetiche del territorio in Sicilia, dalla multiforme marginalità in Lombardia alla campagna laziale, nelle cui platee c’è l’infanzia. E le micro-sale campane, le ostinazioni locali della Puglia, il sistema tosco-emiliano, l’Umbria che nell’off forma il suo pubblico: lungo viaggio nella periferia teatrale italiana.</p>
<p>di Laura Bevione, Laura Santini, Roberto Rizzente, Chiara Marsilli, Michele Pascarella, Marco Menini, Ilaria Rossini, Pierfrancesco Giannangeli, Claudia Cannella, Renata Savo, Alessandro Toppi, Nicola Viesti, Paola Abenavoli, Filippa Ilardo e Rossella Porcheddu</p>
<p><span style="color: #993300;">LIGURIA</span><br />
<span style="color: #993300;">Kronoteatro: far crescere un festival nelle serre di Albenga | pag 41</span><br />
di Laura Santini</p>
<p><span style="color: #993300;">TRENTINO-ALTO ADIGE</span><br />
<span style="color: #993300;">Dal teatro sociale al professionismo l’Accademia Arte della Diversità di Bolzano | pag 42</span><br />
di Chiara Marsilli</p>
<p><span style="color: #993300;">EMILIA ROMAGNA</span><br />
<span style="color: #993300;">Teatro dell’Argine: comunità e territorio da San Lazzaro di Savena al mondo | pag 43</span><br />
di Michele Pascarella</p>
<p><span style="color: #993300;">LAZIO</span><br />
<span style="color: #993300;">Matutateatro a Sezze un «luogo di frontiera al centro» | pag 45</span><br />
di Renata Savo</p>
<p><span style="color: #993300;">PUGLIA</span><br />
<span style="color: #993300;">Coltivare il deserto a Manfredonia con la tenacia della Bottega degli Apocrifi | pag 46</span><br />
di Nicola Viesti</p>
<p><span style="color: #993300;">CALABRIA</span><br />
<span style="color: #993300;">La «resistenza gastrofonica viaggiante» dell’Ex Convento a Belmonte Calabro | pag 47</span><br />
di Paola Abenavoli</p>
<p><span style="color: #993300;">MATERA 2019</span><br />
<span style="color: #993300;">In attesa del Grande Avvento, facendo teatro in Basilicata | pag 48</span><br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>Novecento decentrato:<br />
istituzioni teatrali e periferie | pag 50</h3>
<p>Dopo i primi esperimenti sotto il fascismo, il decentramento si sviluppa nel Secondo Dopoguerra grazie ai neonati Teatri Stabili. Promozione e servizio pubblico sono le parole d’ordine fino agli anni Sessanta quando il teatro, intrecciandosi a nuove istanze politiche e sociali, diviene strumento per interpretare i problemi della comunità.</p>
<p>di Livia Cavaglieri</p>
<h3>Con la voglia di restare liberi<br />
<em>urban art</em> e insidie del mercato | pag 52</h3>
<p>Cos’è la periferia? La risposta rimane sospesa. Ma di certo la si può vedere come un grande, vivacissimo laboratorio d’arti e di idee, spesso militante, che nasce sulla strada e sulla strada si ramifica, fino a essere sedotto (o rubato) dall’industria culturale.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<h3>A strapiombo sulla faglia:<br />
drammaturgie di confine | pag 54</h3>
<p>Il dialetto è contatto con la scorza del reale, richiamo inclusivo, formula con cui recuperare in scena un mondo scomparso, deflagrato o irreale. Dall’infilata veneta dei casermoni di provincia all’estrema punta della Sicilia: la lingua del teatro italiano è un crogiolo di lingue di quartiere.</p>
<p>di Renzo Francabandera</p>
<h3>Costruire mondi e poesia<br />
le periferie del Teatro delle Albe | pag 56</h3>
<p>Da Ravenna a Scampia e poi a Milano e Lamezia, a Chicago, Dakar, Caen, Limoges,<br />
Rio de Janeiro, Nairobi: ovunque la non-scuola irrompe, genera e condivide bellezza,<br />
facendosi luogo, intrecciando l&#8217;arte e la vita.</p>
<p>di Laura Mariani</p>
<h3>L&#8217;Atir al Teatro Ringhiera<br />
un nuovo umanesimo al Gratosoglio | pag 57</h3>
<p>Nella periferia sud di Milano, la compagnia diretta da Serena Sinigaglia ha gestito per dieci anni un teatro ora in ristrutturazione, facendo rete sul territorio e puntando sul coinvolgimento attivo degli abitanti per ricostruire un tessuto sociale.</p>
<p>di Maddalena Giovannelli</p>
<h3>Veronica Cruciani e il Quarticciolo:<br />
cronaca di una militanza artistica | pag 58</h3>
<p>A Roma, in un quartiere d’origine fascista, ma dall’anima un tempo partigiana dove arrivi con il 14, che sferraglia pieno zeppo di proletariato locale e multietnico. Lì c’è un teatro che rilancia una forma di resistenza culturale.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<h3>Arrevuotamm&#8217; tutto il centro<br />
e la periferia di Napoli! | pag 59</h3>
<p>Un progetto che non conosce barriere e steccati: perché &#8220;Arrevuoto&#8221; innanzitutto unisce, facendo sì che i figli del centro storico e i figli dei quartieri liminari lavorino insieme sullo stesso palco.</p>
<p>di Giusi Zippo</p>
<h3>Attori, viandanti, teatranti corsari<br />
verso una scena lontana, diversa, ulteriore | pag 59</h3>
<p>Tra cumuli di neve o i guasti della guerra; passando città, paesi, villaggi, un pugno di case di legno; fino a lì, dove la guerriglia, il narcotraffico e la corruzione spadroneggiano. Instabili Vaganti e i suoi viaggi teatrali ai confini del mondo.</p>
<p>di Nicola Pianzola</p>

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			<h2>Teatro di figura</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Questo non è un teatro per bambini,<br />
pupazzi e figure rivendicano la scena | pag 60</h3>
<p>Difficile da trovare nelle stagioni dei teatri italiani, il teatro di figura è invece difeso<br />
con tenacia da compagnie e artisti che conservano tradizioni storiche, innovandole<br />
costantemente con un’arte raffinata quanto capace di stupire tutti i pubblici.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2>Critiche | pag 64</h2>

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			<h2>Exit</h2>
<h3>Addio Eimuntas Nekrošius:<br />
un condottiero nella Fortezza dell&#8217;Arte | pag 93</h3>
<p>Si spegne prematuramente il talento materico e magico del regista lituano che,<br />
a partire dalla trilogia shakespeariana, alla fine degli anni Novanta, ci aveva<br />
sorpreso con il suo immaginario scenico potente e visionario.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Meg Stuart, Alain Platel, Kinkaleri &amp; Co<br />
si danza la leggerezza dell’essere | pag 94</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Bob Wilson e Calixto Bieito a ricci/forte<br />
l’opera come terreno di sperimentazione| pag 96</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>MALEDUCAZIONE TRANSIBERIANA<br />
Un lungo viaggio attraverso la sconfinata terra della pedagogia per l’infanzia | pag. 98</h3>
<p>di Davide Carnevali<br />
Premio Hystrio alla Drammaturgia 2018</p>
<h2>Biblioteca | pag. 114</h2>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale | pag. 118</h2>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Ripensare il proprio ruolo sociale:<br />
il teatro e la riforma del Terzo settore | pag. 118</h3>
<p>di Ilaria Angelone</p>

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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2018</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-di-ottobre-dicembre-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2018 13:40:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Speciale</h2>

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			<h3>DM/Fus: tutto deve cambiare<br />
perché tutto resti come prima? | pag. 2</h3>
<p>Le assegnazioni dei contributi a valere sul Fus, relative al triennio 2018-20, il secondo<br />
governato dal DM, ha, prevedibilmente, fatto felici pochi e infelici molti. A emergere<br />
alcuni problemi non irrilevanti: il pericoloso riaffacciarsi di una storicità “recente”,<br />
che rende quasi intoccabili i soggetti finanziati nello scorso triennio, i brutti scherzi<br />
dei cluster, accorpamenti dalle dinamiche misteriose, tutti da rivedere; Roma che<br />
si accaparra, come in passato, ampie fette della torta, e il Sud ancora fanalino di coda.</p>
<p>di Roberto Rizzente, Diego Vincenti, Alessandro Toppi, Laura Bevione e Ilaria Angelone</p>

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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Dimitris Papaioannou, quando<br />
la banalità si trasforma in poesia | pag. 6</h3>
<p>Frutto di una creatività poliedrica, che si nutre d’arte visiva, di storia e della profonda<br />
conoscenza dei miti della sua Grecia, le opere di Papaioannou, artista originale<br />
e a tutto tondo, rompono i confini tra coreografia e regia, tra movimento e pura visione.<br />
di Marinella Guatterini</p>
<p><span style="color: #993300;">AMSTERDAM/2</span><br />
<span style="color: #993300;"><em>Seit Sie</em>, una galassia di stelle</span><br />
<span style="color: #993300;">in omaggio a Pina Bausch</span><br />
di Marinella Guatterini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tiago Rodrigues all&#8217;Ecole des Maîtres:<br />
«Finché ci saranno i caffè, ci sarà l&#8217;Europa» | pag. 8</h3>
<p>Costruttore di ponti tra città e nazioni – secondo la giuria che gli assegnerà a novembre<br />
il Premio Europa per il Teatro-Realtà Teatrali 2018 – il regista portoghese spiega<br />
agli allievi dell’Ecole des Maîtres il suo rapporto con le lingue di un continente.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;">Ecole des Maîtres 2018:</span><br />
<span style="color: #993300;">perché tradurre è un pericolo delizioso</span></p>
<p>di Roberto Canziani</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Teatromondo</h2>

		</div>
	</div>
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			<figure id="attachment_21166" aria-describedby="caption-attachment-21166" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Edimburgo_Waiting-for-Godot_Eif-Festival-18_01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21166" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Edimburgo_Waiting-for-Godot_Eif-Festival-18_01-300x214.jpg" alt="Waiting for Godot, Eif Festival 2018." width="300" height="214" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Edimburgo_Waiting-for-Godot_Eif-Festival-18_01-300x214.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Edimburgo_Waiting-for-Godot_Eif-Festival-18_01-768x548.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Edimburgo_Waiting-for-Godot_Eif-Festival-18_01-1024x731.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Edimburgo_Waiting-for-Godot_Eif-Festival-18_01-600x429.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Edimburgo_Waiting-for-Godot_Eif-Festival-18_01-160x114.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21166" class="wp-caption-text">Waiting for Godot, Eif Festival 2018.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_21165" aria-describedby="caption-attachment-21165" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Almada_Teatro-de-Babel_Arizona_01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21165" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Almada_Teatro-de-Babel_Arizona_01-300x200.jpg" alt="Arizona, Teatro de Babel, Festival de Almada 2018." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Almada_Teatro-de-Babel_Arizona_01-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Almada_Teatro-de-Babel_Arizona_01-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Almada_Teatro-de-Babel_Arizona_01-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Almada_Teatro-de-Babel_Arizona_01-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Almada_Teatro-de-Babel_Arizona_01-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Almada_Teatro-de-Babel_Arizona_01-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_Mondo-Almada_Teatro-de-Babel_Arizona_01.jpg 1050w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21165" class="wp-caption-text">Arizona, Teatro de Babel, Festival de Almada 2018.</figcaption></figure>

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			<h3>Europa sì, Europa no,<br />
Edimburgo e i traumi post brexit | pag. 10</h3>
<p>Mentre il confronto sulla brexit non accenna a smorzarsi e gli artisti dicono la loro<br />
a gran voce, in un clima di forte tensione, fra rigidi controlli per la sicurezza, si snodano<br />
i programmi dell’Eif, in cui spiccano Peter Brook, Garry Hynes e David Greig, e del Fringe.<br />
di Maggie Rose</p>
<h3>Londra, un palcoscenico di vetro<br />
per la <em>Lehman Trilogy</em> di Mendes | pag. 13</h3>
<p>Sam Mendes la scoprì al Piccolo Teatro e ne rimase folgorato: ora la pièce<br />
di Stefano Massini è diventata un successo del National Theatre, che proietta<br />
l’epica familiare dei Lehman sul grande schermo di un’America che crea e distrugge.<br />
di Laura Caretti</p>
<h3>Aubagne, nelle piazze<br />
il teatro di tutti e per tutti | pag. 14</h3>
<p>Festimôme è un festival di arti di strada che, da diciassette anni, anima la città provenzale<br />
convocando artisti da ogni parte del mondo e coinvolgendo, nell’organizzazione, i cittadini<br />
che accolgono, nutrono, ospitano artisti e spettatori in una grande festa collettiva.<br />
di Franco Ungaro</p>
<h3>Almada Festival,<br />
un passaporto per affrontare la crisi | pag. 15</h3>
<p>Un taglio di scure si abbatte sui conti del principale festival portoghese<br />
e l’amministrazione locale interviene. Perché là, ad Almada, il respiro<br />
è da sempre internazionale. E il teatro conta.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h3>A Vienna la danza<br />
batte il teatro d&#8217;avanguardia | pag. 16</h3>
<p>Con il Wiener Festwochen e ImPulsTanz, dai festival estivi viennesi emerge una scena<br />
divisa fra rifiuto delle nuove forme teatrali e predilezione per la danza contemporanea,<br />
che quest’anno trova un luogo privilegiato nel mumok, il museo d’arte moderna.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>Salisburgo, la forza delle immagini<br />
tra politica e desiderio | pag. 18</h3>
<p>Il programma di lirica e prosa della 98a edizione del festival austriaco s’impone<br />
per un alto tasso di suggestioni visive. Si riflette sulla politica e sulla pulsione<br />
innata al potere, con le regie di Lauwers, Warlikowski, Castorf e Rasche.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>Praga, dove natura e cultura<br />
si sposano nella danza | pag. 19</h3>
<p>Dalla Repubblica Ceca l’azione innovativa di due mecenati del XXI secolo<br />
ha trasformato il Castello di Žďár in un centro internazionale per la danza,<br />
che ospita residenze e il Festival Korespondance.<br />
di Mara Serina</p>
<h3>Mosca, nel duello tra Sorelle,<br />
vince il Maestro di Bulgakov | pag. 20</h3>
<p>Funerali e nuove nomine al Teatro d’Arte di Mosca, e mentre il confronto<br />
fra Ženovač e Bogomolov (vincitore e vinto nella lotta per la successione)<br />
finisce in pari, sorprende la versione de Il Maestro e Margherita al Fomenko.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<h3>Shakespeare a Central Park<br />
una festa del teatro nella Grande Mela| pag. 22</h3>
<p>Dal 1954, nel parco più famoso di New York, Shakespeare in the Park<br />
è una stagione gratuita di spettacoli all’aperto alla quale partecipano<br />
migliaia di persone e i più grandi artisti di Broadway e del cinema.<br />
di Laura Caparrotti</p>
<p><span style="color: #993300;">NEW YORK/2</span><br />
<span style="color: #993300;">Dagli Abba a Bruce Springsteen,</span><br />
<span style="color: #993300;">il trionfo dei juke-box musical</span> | pag. 25<br />
di Laura Caparrotti</p>

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	</div>
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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Bergman 100</strong> | pag. 27</h3>
<p>a cura di Giuseppe Liotta e Roberto Rizzente</p>

		</div>
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			<figure id="attachment_21164" aria-describedby="caption-attachment-21164" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_dossier-bergman_int_ill-Ferdinando-Bruni.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21164" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_dossier-bergman_int_ill-Ferdinando-Bruni-300x171.jpg" alt="Dossier Bergman, ill di Ferdinando Bruni." width="300" height="171" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_dossier-bergman_int_ill-Ferdinando-Bruni-300x171.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_dossier-bergman_int_ill-Ferdinando-Bruni-768x438.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_dossier-bergman_int_ill-Ferdinando-Bruni-1024x583.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_dossier-bergman_int_ill-Ferdinando-Bruni-600x342.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_dossier-bergman_int_ill-Ferdinando-Bruni-160x91.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21164" class="wp-caption-text">ill. di Ferdinando Bruni.</figcaption></figure>

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			<h3>Goffredo Fofi: il mio Bergman | pag. 28</h3>
<p>L’energia, lo scavo continuo, la fame creatrice fanno di Bergman uno degli artisti – e degli intellettuali – più significativi del Novecento. Goffredo Fofi – autore delle postfazioni ai Tre diari (Iperborea, 2008) e a Il settimo sigillo (Iperborea, 2017) – ne ricorda la figura, pensando anche al rapporto intimo e costante che il regista svedese ha intrattenuto col teatro, sia sul palcoscenico sia sullo schermo.<br />
di Goffredo Fofi, testo raccolto da Rodolfo Sacchettini</p>
<h3>Lo Stato contro l&#8217;individuo:<br />
la Svezia, prima di tutto | pag. 30</h3>
<p>Non solo il protestantesimo: la riflessione sui sentimenti, sulla religione, sulla società e sulla malattia, portata avanti da Bergman, affonda le radici nella tradizione svedese. A dispetto dell’assolutismo etico e del pensiero positivo imposti dallo Stato e dalla cultura corrente.<br />
di Vanda Monaco Westerståhl</p>
<h3>La scrittura drammaturgica ovvero<br />
desiderio e necessità di rappresentazione | pag. 32</h3>
<p>Erede dichiarato della tradizione scandinava, nella sua produzione drammaturgica Ingmar Bergman<br />
sperimenta e mette a fuoco i temi, i problemi, le visioni e le ossessioni rese poi celebri dal cinema,<br />
in un coacervo di forme, stili e situazioni che rende difficile separare i campi d’indagine.<br />
di Massimo Ciaravolo</p>
<p><span style="color: #993300;">TORINO</span><br />
<span style="color: #993300;">Quattro coreografi e un Maestro:</span><br />
<span style="color: #993300;">un omaggio a Bergman | pag. 34</span><br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Passione Strindberg:<br />
il tempo, il ritmo, la visione | pag. 36</h3>
<p>La scrittura visionaria e proto-espressionista di August Strindberg rimane un modello<br />
di riferimento per il cinema di Bergman. Ma nelle regie teatrali viene depotenziata,<br />
a favore di un realismo che è debitore della tradizione svedese.<br />
di Franco Perrelli</p>
<h3>I classici e la regia:<br />
il trionfo della tradizione | pag. 38</h3>
<p>Erede della tradizione scandinava, nelle regie teatrali Bergman ha saputo rielaborare in chiave personale spunti e idee già di Olof Molander e Alf Sjöberg: dall’uso del testimone muto ai riferimenti autobiografici e cristici, a Strindberg, senza nulla concedere a Brecht e alle mode del tempo.<br />
di Antonello Motta</p>
<h3>Bergman in Italia:<br />
gli spettacoli, la critica, gli adattamenti | pag. 41</h3>
<p>Sono soltanto nove gli spettacoli di Bergman giunti in Italia ma, nonostante la difficoltà della lingua, tutti sono stati accolti con grande successo di pubblico, prevalentemente formato da “addetti ai lavori”. Più numerosi, gli adattamenti dai film e dalle sceneggiature, dalla trilogia di Gabriele Lavia al dittico di Ivo van Hove.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<h3>L&#8217;Opera, incommensurabile piacere<br />
dell&#8217;innocenza e del desiderio | pag. 44</h3>
<p>Raramente interessato alla regia d’opera, Bergman firma per il cinema una versione<br />
di riferimento de Il flauto magico di Mozart, in cui celebra la magia del teatro<br />
e la poesia dell’infanzia, e de Il ballo delle ingrate di Monteverdi.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Scene da un matrimonio:<br />
da Napoli, la vita di coppia in diretta | pag. 45</h3>
<p>Sono sempre più numerosi, nel mondo, gli adattamenti dal capolavoro di Bergman<br />
Scene da un matrimonio: ultime, in ordine di tempo, sono le due produzioni ospitate<br />
a giugno dal Napoli Teatro Festival, a cura di Safy Nebbou e Andrej Konchalovskij.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>Liv Ullmann: dal cinema alla scena,<br />
la Musa e il suo Maestro | pag. 46</h3>
<p>Il primo incontro e la genesi di Persona, il lungo sodalizio artistico, l’esperienza<br />
a teatro, in Norvegia, con i Sei personaggi pirandelliani, il dietro le quinte, il rapporto<br />
con gli attori, il lascito drammaturgico: Ingmar Bergman secondo Liv Ullmann.<br />
di Roberto Rizzente</p>
<h3>La maledizione della maschera:<br />
lo statuto dell&#8217;attore | pag. 48</h3>
<p>Esponente di un’arte attoriale libera ed eterodossa, Gunn Wållgren mette in crisi il “sistema” Bergman, teso tra una drammaturgia censoria e impositiva e la fascinazione per la libertà dell’attore. Tra attrazione e repulsione, la storia di un rapporto controverso, in una lettera di Leif Zern a Vanda Monaco.<br />
di Leif Zern</p>
<h3>La superficie dolorosa dei sentimenti:<br />
riflessi teatrali nel cinema di Bergman | pag. 50</h3>
<p>Profondamente debitore del teatro per l’uso estensivo del dialogo, la valorizzazione della durata<br />
e del corpo attoriale, la sospensione onirica del reale, il cinema di Bergman se ne discosta<br />
per la rielaborazione creativa, mettendo a punto un linguaggio peculiare, innovativo e moderno.<br />
di Fabio Pezzetti Tonion</p>

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	</div>
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			<h2>Teatro ragazzi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lupus in fabula,<br />
quando le storie rinnovano lo stupore | pag. 52</h3>
<p>Lombardia ed Emilia Romagna sono palcoscenico di due rassegne estive<br />
e di un premio dedicati ai giovani spettatori: a Vimercate Ragazzi e a Colpi di Scena,<br />
appuntamento con le compagnie “mature”, al Premio Scenario Infanzia con le “nuove promesse”.<br />
di Mario Bianchi</p>
<p><span style="color: #993300;">SAN LAZZARO DI SAVENA</span><br />
<span style="color: #993300;">Teatro dell’Argine: L’eredità di Babele,</span><br />
<span style="color: #993300;">un laboratorio ad arte di convivenza fra i popoli | pag. 53</span><br />
di Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Nati ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La drammaturgia contemporanea europea<br />
sbarca a Rubiera con Forever Young | pag. 54</h3>
<p>I protagonisti della giovane scena/54: si è conclusa alla Corte Ospitale la seconda<br />
edizione di Forever Young. Tra i sei finalisti, vince la Compagnia Dellavalle/Petris,<br />
mentre segnalati con menzione speciale sono Oyes e Pierfrancesco Pisani.<br />
di Claudia Cannella</p>

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			<h2>Critiche</h2>

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			<figure id="attachment_21163" aria-describedby="caption-attachment-21163" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_orestea-anagoor.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21163" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_orestea-anagoor-300x200.jpg" alt="Orestea, Anagoor, Biennale Teatro 2018." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_orestea-anagoor-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_orestea-anagoor-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_orestea-anagoor-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_orestea-anagoor-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_orestea-anagoor-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_orestea-anagoor.jpg 970w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21163" class="wp-caption-text">Orestea, Anagoor, Biennale Teatro 2018.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_21162" aria-describedby="caption-attachment-21162" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_Oedipus-Bob-Wilson_foto-di-Lucie-Jansch-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-21162" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_Oedipus-Bob-Wilson_foto-di-Lucie-Jansch-4-300x183.jpg" alt="Oedipus Rex, Bob Wilson, Pompeii Theatrum Mundi 2018 (foto: Lucie Jansch)." width="300" height="183" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_Oedipus-Bob-Wilson_foto-di-Lucie-Jansch-4-300x183.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_Oedipus-Bob-Wilson_foto-di-Lucie-Jansch-4-768x469.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_Oedipus-Bob-Wilson_foto-di-Lucie-Jansch-4.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_Oedipus-Bob-Wilson_foto-di-Lucie-Jansch-4-600x366.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/10/Hystrio-42018_critiche_Oedipus-Bob-Wilson_foto-di-Lucie-Jansch-4-160x98.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-21162" class="wp-caption-text">Oedipus Rex, Bob Wilson, Pompeii Theatrum Mundi 2018 (foto: Lucie Jansch).</figcaption></figure>

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			<h3>Biennale, attore o performer?<br />
Un dilemma che (forse) non c’è | pag. 58</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Dro si progetta il futuro<br />
riappropriandosi delle radici | pag. 62</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ad Albenga, il palcoscenico<br />
è un fertile terreno creativo | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Artisti dai cinque continenti<br />
in piazza a Santarcangelo | pag. 66</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Antigone a Ceausescu<br />
Inequilibrio tra mito e storia | pag. 70</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kilowatt, l’ordinaria follia<br />
della vita quotidiana | pag. 72</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gli artisti contemporanei<br />
sperimentano a Inteatro | pag. 77</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Napoli Teatro Festival,<br />
il teatro a più dimensioni | pag. 81</h3>

		</div>
	</div>
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			<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Venezia a Civitanova Marche,<br />
tutti i movimenti della danza | pag. 86</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tra Parigi e Martinafranca<br />
l’estate multiforme della lirica | pag. 91</h3>

		</div>
	</div>
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			<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LEA R. | pag. 94</h3>
<p>libero adattamento dal Re Lear di William Shakespeare<br />
di Michele Ruol</p>
<p>Testo vincitore del Premio Hystrio-Scritture di Scena 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Biblioteca | pag. 108</h3>
<h3></h3>
<h3>Società teatrale | pag. 112</h3>

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