Sommario: Numero 2 di aprile-giugno 2017

Vetrina

Alla ricerca di nuovi talenti
la Biennale di Antonio Latella | pag. 2

Scouting, Maestri e nuove generazioni, tradizione e innovazione, linguaggio
e processo creativo, donne. Sono le parole-chiave su cui sarà articolata
la Biennale Teatro di Venezia diretta, dal 2017 al 2020, dal regista campano.
di Claudia Cannella

 

A Napoli, Ruggero Cappuccio
e la nuova onda del Festival | pag 3

Nuove produzioni, osmosi fra le discipline, coinvolgimento dell’intera regione, laboratori per la trasmissione del sapere, accessibilità dei prezzi: questa in sintesi la nuova identità del Napoli Teatro Festival, decima edizione, la prima diretta da Cappuccio.
di Alessandro Toppi

 

Il Teatro dei Piccoli di Napoli,
una stanza dei giochi tutta per loro | pag. 4

Rinasce nel 2013 grazie a Le Nuvole, I Teatrini e Progetto Sonora, lo spazio dedicato agli spettatori più piccoli, quelli di domani, dove, oltre a una stagione dedicata a loro hanno luogo iniziative di formazione, educazione alla visione e molto altro.
di Alessandro Toppi

 

Teatro Area Nord,
al capolinea del metrò | pag. 5

Sorto negli spazi semi-abbandonati di un centro polifunzionale a Piscinola,
estrema periferia nord di Napoli, è diventato una Residenza multidisciplinare
grazie all’impegno e alla tenacia di Libera Scena Ensemble e Interno 5.
di Giusi Zippo

 

Teatri made in Portogallo,
una corsa verso la modernità | pag. 6

Sobrietà formale, recupero della memoria, volontà di rigenerazione urbana
hanno guidato la mano degli architetti nei principali progetti realizzati
per i teatri di Lisbona e delle altre città lusitane negli ultimi quarant’anni.
di Francesca Serrazanetti

 

Cuticchio e Sieni, gesto e pensiero
dalla marionetta all’uomo | pag. 8

L’Arte del gesto nel Mediterraneo è il tema del progetto triennale che unisce,
a Palermo, il coreografo fiorentino e il puparo siciliano in un percorso di ricerca che incrocia la concretezza dell’uomo e l’astrattezza del pupo.
di Giusi Zippo

 

Teatro delle Moire,
vent’anni da outsider | pag. 9

Hanno inventato il Festival Danae, fra i più ispirati (e longevi) di Milano. E da tempo sono un punto di riferimento internazionale per le arti performative. Eppure Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani sembrano avere sempre un piede nell’underground.
di Diego Vincenti

 

Cambio al timone di Ert
arriva Claudio Longhi | pag. 10

Giunge in occasione di un importante compleanno – quarant’anni – il nuovo direttore di Emilia Romagna Teatro. Regista e docente universitario, raccoglie un’eredità importante e dovrà consolidare la Fondazione nel ruolo di Teatro Nazionale.
di Giuseppe Liotta

 

Nella campagna toscana,
dove il teatro abbatte gli steccati | pag. 11

Persegue un impegno interdisciplinare radicale Cecilia Bartoni nel suo spazio
Dello Scompiglio, nella campagna lucchese, dove a fondersi nei progetti
sono teatro e agricoltura, danza e cucina, rispetto dell’ambiente e mostre d’arte.
di Gherardo Vitali Rosati

Teatromondo

Vienna, sei modi per convivere
con i propri demoni | pag. 12

L’Islam, gli estremismi, l’estrema destra, tutti i fantasmi dell’Occidente moderno trovano posto sulle scene viennesi. Fra i protagonisti, Ayad Akhtar, ma anche il Luchino Visconti della trilogia tedesca, oltre alle produzioni off di aktionstheater ed Einmaliges Gastspiel.
di Irina Wolf

 

MONACO DI BAVIERA
Koohestani e Lo straniero da Camus a Daoud:
quando la vendetta innesca una reazione a catena | pag. 14
di Irina Wolf

 

Parigi, tra realtà, finzione
e suggestioni high tech | pag. 15

La contaminazione di linguaggi, l’uso preponderante del video, il desiderio di superare il teatro-inchiesta sono all’origine di alcune produzioni sperimentali presentate a Parigi nella stagione invernale, con il debutto di Christiane Jatahy alla Comédie-Française.
di Giuseppe Montemagno

 

A Mosca
nel Teatro Laboratorio di Fomenko | pag. 16

Da enfant terrible a guru della scena moscovita, Petr Naumovič Fomenko fu fondatore e direttore di uno dei teatri ancora oggi più acclamati. Alla sua Masterskaja si sono formate generazioni intere di artisti e spettatori, con i suoi Cechov, Shakespeare, Tolstoj.
di Fausto Malcovati

 

MOSCA/2
Pogrebničko: sei sorelle per Cechov
nel teatro “vicino alla casa di Stanislavskij” | pag. 17
di Fausto Malcovati

 

Benvenuti in Israele,
il paradiso del teatro | pag. 18

Oltre cinque milioni di biglietti venduti annualmente in un territorio grande quanto l’Emilia Romagna. Non sono solo i turisti, ma anche i residenti ad affollare tutte le sale di un Paese dove il teatro esiste da poco più di un secolo, ma dove l’affluenza è fra le più alte al mondo.
di Pino Tierno

 

Piccole, straordinarie cose
alla Muestra Nacional de Teatro | pag. 20

È il festival teatrale più importante del Messico e quest’anno si è svolto a San Luìs Potosí: dieci giorni di spettacoli e iniziative finanziate dal governo, a testimoniare la vitalità di un Paese dove il teatro è spesso la forma più libera di informazione e azione sociale.
di Davide Carnevali

 

Chiloé, le isole del teatro
e dei palcoscenici girovaghi | pag. 22

Fitich è un festival internazionale che ogni anno porta a Chiloé, nell’arcipelago del Cile più remoto, compagnie da ogni parte del mondo. Non c’è un teatro, quindi ogni luogo è buono per assistere a spettacoli o partecipare a workshop.
di Nicola Pianzola

 

I Bandi del Premio Hystrio | pag. 24

 

 

HUMOUR

 

G(L)OSSIP

 

L’indivia del Pane ovvero Freud si addormentava spesso a teatro e poi a cena dopo lo spettacolo confondeva la Wiener Schnitzel con Arthur Schnitzler | pag. 26

di Fabrizio Sebastian Caleffi

Dossier

 

La nuova scena romena | pag. 27

 

A cura di Irina Wolf in partenariato con Aict.Ro (Associazione Internazionale dei Critici Teatrali – Romania)

Vişniec: amo il teatro romeno
perché è vitale e viscerale | pag. 28

 

Il drammaturgo, poeta e giornalista Matei Vişniec, che lasciò la Romania di Ceauşescu nel 1987 per chiedere asilo politico in Francia, osserva e riflette sui grandi cambiamenti del teatro nel suo Paese d’origine, dalla caduta del regime a oggi: la libertà di espressione, la nascita di spazi alternativi e di festival, il passaggio dall’interesse per temi politici a quello per altre questioni (droga, omosessualità, immigrazione) e le nuove generazioni.
di Daniela Șilindean

 

BUDAPEST
Interrogatorio a Tristan Tzara,
un vitale tributo allo spirito Dada | pag. 29
di Irina Wolf

 

Il teatro dei contrasti
tra passato e presente | pag. 30

Specchio delle contraddizioni della vita culturale, politica ed economica del Paese, il teatro romeno è ancora dominato da un forte impianto statalista, benché la scena indipendente sia molto vivace e in crescita. Bucarest, Sibiu, Cluj, Timișoara, Craiova, Iași e Târgu Mureș i centri più attivi.
di Oltița Cîntec

 

Prima e dopo Ceauşescu
breve guida ai registi romeni | pag. 33

Grandi classici e piccoli escamotage sono stati gli strumenti per aggirare la censura durante il regime. In quegli anni molti artisti lasciano il Paese, mentre altri faticano a ricollocare il proprio lavoro dopo la riconquistata libertà. La rilettura del passato recente e un teatro di forte impegno socio-politico come comuni denominatori della scena del nuovo millennio.
di Cristina Modreanu

 

Vestire il palcoscenico, dagli architetti ai video artisti | pag. 35
di Eleonora Ringler-Pascu

 

La generazione del qui e ora,
autori-registi in ascesa | pag. 37

Riuniti intorno al gruppo dramAcum, attivo dal 2002, sono registi che prediligono la presa diretta sulla realtà, scrivono i loro testi e affrontano i temi più controversi del presente senza alcuna censura.
di Irina Wolf

 

La drammaturgia contemporanea,
ovvero come mappare la realtà | pag. 38

Dopo il 1989 scatta l’urgenza di cambiare i modelli di scrittura dominanti. Mentre alcuni autori cercano di fare i conti con il passato, altri si concentrano sul presente, andando a scandagliare temi di carattere civile e sociale. Matei Vișniec e Gianina Cărbunariu i nomi di spicco.
di Daniela Șilindean

 

Caramitru, un nuovo teatro
per un pubblico nuovo | pag. 40

Aperto e flessibile: così dev’essere il Teatro Nazionale di Bucarest, secondo il suo direttore. E se una riforma è necessaria, non può che andare in questa direzione.
di Oltița Cîntec

 

Chiriac, radici locali
e vocazione internazionale | pag. 41

Meno centralismo e più interazione con il territorio sono la svolta necessaria, secondo Chiriac, per trasformare i Teatri Nazionali in organismi a servizio culturale delle comunità.
di Luana Pleșea

 

Palcoscenici indipendenti,
il trionfo della libertà creativa | pag. 42

Nato dopo la fine del regime, il teatro indipendente è esploso, nell’ultimo decennio,
nonostante la carenza di risorse, sia nella capitale sia nella provincia dove attuano
i loro programmi di ricerca festival e compagnie uniti nella rete IndependNET.
di Oana Cristea-Grigorescu

 

Manuale pratico per navigare
nella galassia dei festival | pag. 44

Molto ricca e variegata è l’offerta festivaliera del Paese, nel quale le rassegne si moltiplicano, non tralasciando né piccole cittadine né tipologie teatrali, dalla sperimentazione ai burattini.
di Irina Wolf

 

Live at the museum
Pirici & Pelmuș artisti totali | pag. 45

Frenata dalla predominanza del balletto, la danza contemporanea è rimasta a lungo affidata all’azione di singole personalità formatesi all’estero. Il boom solo dopo il riconoscimento statale, nel 2005.
di Oana Stoica

 

Quando in scena si parla magiaro | pag. 46

Da Cluj a Timișoara, sono diverse le città dove la minoranza etnica ungherese ha il “suo” teatro. Finanziati dallo Stato o dal Comune, producono spettacoli di tradizione e d’avanguardia, che spesso vengono esportati anche in Ungheria.
di Cristina Rusiecki

 

Il teatro in cattedra
tra proliferazione e cambiamento | pag. 48

In Romania, ogni anno entrano nel mercato del lavoro circa 200 attori e 25 registi, per non parlare degli studiosi di discipline teatrali, laureati nelle 10 istituzioni esistenti (9 pubbliche, una privata). Un’esplosione di libertà avvenuta dopo la fine del regime.
di Anca Măniuțiu

 

FRANCIA
Badea e Jebeleanu: dalla Romania alla Francia
due modi di fare teatro, attraversando le frontiere | pag. 49
di Mirella Patureau

 

Moldavia, l’utopia come realtà
e il privilegio della verità | pag. 50

Con poco più di 3 milioni di abitanti, la Repubblica di Moldavia è uno stato complesso e multietnico, dove si parla romeno, ucraino, russo, turco, bulgaro. In cerca di un’identità propria, trova, nei suoi molti teatri, luoghi di frizione fra culture e visioni del mondo.
di Larisa Turea

 

Romeni in Italia: Vişniec e gli altri | pag. 54

Il monopolio di Vişniec, autore frequentato da un paio di decenni da un’eterogenea
compagine di artisti nostrani, è solo episodicamente infranto da occasionali incontri
con giovani drammaturghi, in molti casi di indubbio talento.
di Laura Bevione

 

VIŞNIEC A TORINO
Viaggi oltre i confini del mare:
scene da una “rivoluzione” | pag. 55
di Laura Caretti

Nati ieri

 

Carrozzeria Orfeo, cantori
strafottenti e sensibili delle tragedie pop | pag. 56

I protagonisti della giovane scena/50 – Sono una famiglia sul lavoro e la compagnia più attrezzata, oggi, a intercettare un pubblico che a teatro cerca le cose che ama vedere nei serial televisivi d’oltreoceano. Inventando un genere sconosciuto in Italia.
di Roberto Canziani

 

teatro ragazzi

 

La riscossa del Mezzogiorno,
dal Sud soffia un vento nuovo | pag. 58

Sono diversi i segnali che arrivano dal Meridione a testimoniare la rinascita di una creatività in zone che, fino a pochi anni fa, erano povere di iniziative teatrali, soprattutto dedicate ai più giovani: tre esempi virtuosi vengono da Puglia, Calabria e Sardegna.
di Mario Bianchi

Critiche

Bugie tra padri e figli
nel Pinocchio di Latella | pag. 60

di Claudia Cannella e Giuseppe Liotta

 

Emma Dante, il mistero del teatro
nell’umanità cacciata dall’Eden | pag. 62

di Claudia Cannella

 

Torino: Amleto e Guerra e pace
per Tiger Lillies e Gob Squad | pag. 67

di Laura Bevione

 

Oltre Amleto,
le metamorfosi di Latini | pag. 73

di Diego Vincenti e Alessandro Toppi

 

Danza

 

Danza, una chiave universale
per molteplici visioni della vita | pag. 88

di Carmelo A. Zapparrata, Giuseppe Montemagno, Massimo Bertoldi
e Michele Pascarella

 

Exit

 

In morte di Trisha Brown | pag. 89

di Michele Pascarella

 

Lirica & Musical

 

Dal melodramma verdiano
ai disagi esistenziali americani | pag. 90

di Giuseppe Montemagno, Claudia Cannella e Sandro Avanzo

 

Testi

 

ESSERE BUGIARDO | pag. 92

di Carlo Guasconi
Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, 11a edizione

 

Biblioteca

 

Le novità dal mondo editoriale | pag. 105

 

La Società Teatrale

 

Roma, il grande teatro del mondo.
Una comunità in stato di calamità | pag. 108

di Ilaria Angelone