2023 - 4
ottobre | dicembre

MA-DONNA

Numero personaggi: 2
di Camilla Dania

AUTOPRESENTAZIONE

Un inno alla fragilità e all’inadeguatezza
per essere benevolenti con noi stessi

 

L’opera vede una Lei, soprattutto una Lei, giunta coercitivamente al confronto da sempre evitato con se stessa e con la pluralità dei suoi ruoli. Accanto a Lei, ma un po’ di sbieco, c’è anche un Lui, e ci sono il “Lei e Lui” che fu e il “Lei e Lui” che è. Quest’ultimo capolinea di un rapporto turbolento, insoddisfacente per entrambi. La vicenda si snoda in uno spazio che è al contempo luogo di reclusione, di terapia, di attesa, di celebrazioni deliranti, di gioco, di confronto col passato e col “qui e ora”, di recriminazioni, di perdono. La redenzione è l’ambito traguardo a cui, coscientemente o incoscientemente, aspirano sia Lui che Lei. Il pubblico, come un coro greco, è il diretto interlocutore dei personaggi e funge alternativamente da nugolo di terapeuti, di sciamani, di giudici, che recludono, curano, sentenziano. Assenze e presenze si rincorrono: Dio, datore di lavoro, è sollecitato a rispondere a una bizzarra candidatura. Una figlia reale o potenziale è esterna e interna a Lei e comunque a Lei congiunta e disgiunta attraverso il colore rosso.
La protagonista si interroga con insistenza provocatoria e umoristica sull’essere donna, moglie e madre. Sente che nessuna identità compiutamente le appartiene o le sia mai appartenuta. O forse è sempre stata Lei a non appartenere a nessuna identità; eppure è alla disperata ricerca di un modello, di una forma fissa, di una cornice.
Lui, al contrario, non intende mettere in discussione i propri ruoli, semmai, intende legittimarli retoricamente, secondo una “logica” lineare, espressione, a suo dire, di “normalità”. Lui sembra aver trovato sollievo alla vorticosa complessità della moglie (e anche alla propria) nelle letture di auto-miglioramento e nella psicologia positiva. Lui, proprio come Lei, è figlio del patriarcato e del mondo capitalista e trova il senso della sua esistenza nel fare ciò che la società si aspetta da lui; Lui, infine, è un uomo per cui l’unione sessuale con la propria partner rappresenta un bisogno profondamente esistenziale.
Ma-Donna per me è un inno alla complessità, alla fragilità e al senso di inadeguatezza, una celebrazione/santificazione del fallimento, una sacra rivendicazione a fare di esso il proprio trampolino di lancio verso un futuro positivo. Ma-Donna è la sintesi di tante donne, di tanti uomini e contiene tutte le mie domande, i miei incubi, i miei dubbi in merito alla biologia, all’ereditarietà o alla definizione sociale di tali ruoli, e di quelli del genitore e del figlio; è un testo che si interroga sul senso del matrimonio e su quello della religione.
Ma-Donna è un’opera costruita su un linguaggio spesso immaginifico, il cui messaggio ultimativo è: accogliere le proprie ombre, le proprie divergenze, accettare le proprie fragilità, creando nuovi modelli, nuove identità per noi stessi che ci facciano sentire “degni” di stare a questo mondo; dunque, dedicare a noi stessi la dovuta cura e benevolenza, al fine di poter riservare agli altri lo stesso trattamento. Camilla Dania

CAMILLA DANIA si forma come attrice in lingua inglese e italiana alla Link Campus University of Rome (Link Academy) dove consegue il Bachelor of Arts nel 2011. Incontra il maestro Nikolaj Karpov, conosce il metodo degli etjud di Anatolij Vasil’ev e fa esperienza del teatro shakespeariano, a Londra, con alcuni attori della Royal Shakespeare Company. Conclusa l’Accademia, lavora come attrice nella Compagnia dei Giovani del Teatro Vascello di Roma sotto la direzione artistica di Manuela Kustermann e la regia di Maurizio Lombardi. Nel 2015 si trasferisce a Friburgo (Germania). Dal 2016 al 2022 lavora come assistente alla regia, attrice e interprete presso Theater Basel, Vorstadttheater Basel, Theater Baden Baden, Kampnagel Hamburg, Theater Freiburg. Lavora, inoltre, per registi e coreografi quali: Ewelina Marciniak, Amir Reza Koohestani, Erna Ómársdottir, Antonio Latella. Nel 2018 vince il Poetry-Slam della regione Marche e pubblica la sua prima raccolta di poesie e quadri dal titolo E dritti devono andare anche i piedi (Ed. Le Mezzelane). Dal 2020 studia Psicologia all’Università di Padova. Nel dicembre 2022 debutta, presso il Theater Freiburg, con il suo primo lavoro come regista e autrice, Ma-Donna, scritto in lingua tedesca e andato in scena nel dicembre 2022 al Theater Freiburg, menzionato dalla prestigiosa rivista teatrale Theater Heute. Con lo stesso testo vince il Premio Hystrio Scritture di Scena 2023.

Scroll to Top