Seminario: Nel paese delle meraviglie. Organizzare il teatro ragazzi

SEMINARIO
Nel paese delle meraviglie
strategie e strumenti per un futuro
sostenibile del teatro ragazzi

 

online – 22>24 gennaio 2021

Il seminario Nel paese delle meraviglie. Organizzare il teatro ragazzi si rivolge agli organizzatori delle compagnie di teatro che producono spettacoli per i più giovani. Il percorso, attivato per questa edizione del Seminario, in uno dei periodi più difficili per tutto il comparto dello spettacolo dal vivo, si propone come spazio di riflessione e confronto fra operatori ed esperienze, con l’obiettivo di delineare possibili modalità di gestione e superamento della crisi. Pensarsi al futuro, oggi, significa infatti per l’intero settore, dotarsi di una visione strategica. Nel nostro seminario proveremo a fornire alcuni strumenti per costruire la propria strategia per ripensarsi, lungo tre filoni fondamentali di sviluppo: l’Europa e l’internazionalizzazione, i rapporti con le scuole, le potenzialità del digitale.

Dove: il seminario si svolgerà online sulla piattaforma Zoom. Agli iscritti verrà fornito un link di accesso per ciascuna delle giornate.

Quando: 22>24 gennaio 2021

Argomenti: Il teatro ragazzi oggi: inquadramento generale del settore, La sfida digitale e le reti internazionali, Lo sguardo europeo sui programmi e i progetti, I rapporti con le scuole: produzione artistica e didattica, prassi regole e opportunità, I festival: prospettive per il futuro, Lavorare “a distanza” e “in presenza” (case study)

I docenti: Linda Eroli (Assitej), Marta Galli (Teatro del Buratto), Martina Beria (Fondazione Fitzcarraldo), Lucia Vinzi/Silvia Colle (FVG ERT), Cristina Cazzola (Segni) e Zaches Teatro.

Argomenti delle lezioni:
Il teatro ragazzi italiano: stato dell’arte, Linda Eroli (Assitej Italia)
Teatro e scuola: produzione artistica e didattica, Lucia Vinzi e Silvia Colle (FVG ERT)
Lo sguardo europeo sui programmi e i progetti, Martina Beria (Fondazione Fitzcarraldo)
Il digitale per il teatro ragazzi: ultima spiaggia o àncora di salvezza?, Marta Galli (Teatro del Buratto)
Festival o non festival? Questo è il dilemma (impressioni e previsioni di un format tutto da ripensare),
Cristina Cazzola (Segni New Generations Festival)
Dal progetto “in presenza” al lavoro “in streaming”: case study da I racconti del bosco, Zaches Teatro

Orario delle lezioni:

Venerdì 22 gennaio 2021
ore 9:00 inizio seminario, collegamenti e accoglienza
ore 9:30-11:30 Linda Eroli
ore 11:45-13:45 Lucia Vinzi e Silvia Colle

Sabato 23 gennaio 2021
ore 9:30-11:30 Martina Beria
Ore 11:45-13:45 Marta Galli

Domenica 24 gennaio 2021
ore 9:30-11:30 Cristina Cazzola
ore 11:45-13:45 case study con Zaches Teatro

Costo: € 150 (seminario + abbonamento cartaceo), € 130 (seminario + abbonamento digitale). Il costo comprende la frequenza a tutti i moduli del corso, il materiale didattico fornito dai docenti, un abbonamento annuale alla rivista Hystrio (abbonamento in formato cartaceo del valore di 40 € oppure in formato pdf del valore di 20 €).

Modalità d’iscrizione:
inviare una email a segreteria@hystrio.it indicando il proprio interesse e i propri dati, poi procedere al pagamento della quota di iscrizione. Il Seminario si svolgerà al raggiungimento del numero minimo di 15 iscritti.

– bonifico sul conto corrente:
Codice Iban IT66 Z076 0101 6000 0004 0692 204, intestato a: Hystrio – Associazione per la diffusione della cultura teatrale, Olona 17, 20123 Milano.
Causale: seminario Hystrio – gennaio 2021
– versamento tramite bollettino su c/c postale n. 40692204 intestato a: Hystrio – Associazione per la diffusione della cultura teatrale, via Olona 17, 20123 Milano.
Causale: seminario Hystrio – gennaio 2021

Per informazioni:
Hystrio – redazione e segreteria
via Olona 17, 20123 Milano
tel. 02.40073256
email: segreteria@hystrio.it

Con il patrocinio di

 

 

Programma delle lezioni

Modulo – Il teatro ragazzi: stato dell’arte al 2021, a cura di Linda Eroli
Qual è la situazione del teatro ragazzi a gennaio 2021? Quali prospettive si aprono per l’immediato e prossimo futuro del settore e di quali “strumenti” sarà bene dotarsi per essere il teatro ragazzi del domani? A queste e ad altre domande proveremo a rispondere in apertura del Seminario grazie all’esperienza e ai dati elaborati dalla relatrice, che fotografano la situazione pre- e post-pandemia di un settore particolarmente fragile e strategico del teatro.

Linda Eroli. Nata in una famiglia di Teatro, fin da piccola è immersa nel mondo del Teatro Ragazzi e del Teatro di Figura. A 16 anni entra a far parte dello staff del Festival Internazionale Micro Macro, occupandosi in seguito di organizzazione teatrale. Nel 1993 inizia la collaborazione, tutt’ora attiva, con l’Associazione 5T che a Reggio Emilia si occupa di diffusione della cultura teatrale per ragazzi e in seguito collabora con ERT Fondazione e con diverse compagnie di cui cura la produzione e la distribuzione sia in Italia che all’estero. Dal 2016 cura progetti di alta formazione teatrale e progetti produttivi per Accademia Perduta Romagna Teatri. Linda Eroli è presidente nazionale di Assitej, organizzazione che si occupa della diffusione e tutela del Teatro per l’infanzia e i giovani in oltre 80 paesi del mondo.

Modulo – Teatro e scuola: produzione artistica e didattica, a cura di Silvia Colle e Lucia Vinzi
“La scuola” è termine generico e comprensivo di molte e diversificate sfaccettature, di persone fisiche e di realtà anche molto diverse tra di loro. La “scuola” nel sistema del Teatro Ragazzi porta il suo ruolo e la sua funzione. Nel “sistema” però ci sono altri soggetti che a loro volta hanno funzioni e ruoli di cui tenere conto. Il dialogo è spesso complesso ma necessario e ha bisogno di ascolto, soprattutto in questo periodo in cui l’incertezza ci ha resi ancor più fragili e le domande espresse dal mondo della scuola ancora più urgenti. Nel seminario proveremo a dirci come e perché la scuola si occupa di teatro, come e perché il Teatro Ragazzi si occupa di scuola, come è perché è fondamentale riconoscere e rispettare i reciproci spazi. Lo sguardo è quello necessariamente filtrato da una realtà specifica che è quella del progetto Teatroescuola dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia.

Silvia Colle (laurea in Lettere e Filosofia, corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali) è responsabile del coordinamento delle attività di sviluppo della cultura delle arti dello spettacolo dal vivo Teatroescuola dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e del progetto di educazione alla visione e all’ascolto “Q.B. quanto basta per andare, stare e tornare a teatro” dell’Ente Regionale teatrale del Friuli Venezia Giulia”.

Lucia Vinzi (laurea DAMS Musica e una specializzazione in operatore dei Beni Musicali), da oltre 20 anni cura ed è responsabile della programmazione del progetto Teatroescuola dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia occupandosi di educazione e sviluppo del pubblico, programmazione spettacoli, laboratori per bambini, insegnanti e operatori teatrali. A questa attività affianca un’attività editoriale soprattutto in ambito musicale e opera nel campo della didattica della musica e della promozione della cultura corale.

Modulo – Il parco giochi internazionale: valori, spunti e opportunità per (r)esistere,
a cura di Martina Beria
Seppur dolorosamente e stancamente chiusi sappiamo che la pandemia mondiale ha ampliato i nostri confini. Conoscenze, esperienze, condivisioni e visioni hanno corso all’impazzata su strade invisibili annullando le distanze. L’Europa – e oltre i suoi confini il Mondo – è il nostro parco giochi e siamo solo sulla soglia. Offriremo una panoramica per conoscere e comprendere le cornici programmatiche, le linee guida e le opportunità legate alla cooperazione. Il 2021 inaugura il nuovo settennio dei finanziamenti europei #eu2127. Abbiamo obiettivi di sviluppo mondiali orientati al 2030 #sdgsagenda2030. Un passo dopo l’altro attraverseremo la crisi per supportare la #nextgenerationeu. Cosa può fare l’internazionalizzazione per il teatro ragazzi? Cosa promuove, cosa trasforma, cosa regala? Proviamo a rispondere insieme.

Martina Beria (laurea in Filosofia, Master in Teatro Sociale e di Comunità), progettista culturale specializzata in processi partecipativi. Esperta nella mobilitazione di fondi pubblici nazionali ed europei diretti relativi a cultura, sfide sociali, innovazione e ricerca. Consulente nei processi di internazionalizzazione delle organizzazioni culturali e del terzo settore. Project designer esperta di sviluppo di comunità, audience development, innovazione sociale, creatività e capacity building. Project Manager per il settore culturale e creativo con un forte background pratico in ambito interculturale e sociale in Italia e in Europa.

Modulo – Il digitale per il teatro ragazzi: ultima spiaggia o àncora di salvezza?,
a cura di Marta Galli
Partendo da un breve inquadramento storico sul rapporto tra teatro e nuove tecnologie, ci concentreremo sul teatro ragazzi, mettendo a fuoco i pro e i contro nell’uso del digitale. Proveremo a ripercorrere il periodo del primo e del secondo lockdown, evidenziando le reazioni del settore all’emergenza. Alcuni case studies ci guideranno nella riflessione. Ampio spazio si intende dare all’interazione con i partecipanti e alle domande.

Marta Galli si è laureata in Lettere Moderne con indirizzo Storia del Teatro all’Università degli Studi di Milano. Studia recitazione presso la scuola Quelli di Grock. Nel 2005 fonda ArteVOX Teatro, agenzia di servizi per il teatro e compagnia di produzione per la quale si occupa di produzione e comunicazione teatrale. A seguito della vittoria nel 2014 del bando Cariplo fUnder35, ArteVOX fa parte della community nazionale delle imprese culturali legate a questo progetto e grazie ai percorsi attivati ha potuto approfondire le sue competenze in merito a fundraising per la cultura, audience development, internazionalizzazione delle imprese creative. Insegna recitazione dal 2003 al 2012 prima a Vimercate (dove vive) e poi presso la Scuola delle Arti del Binario 7 di Monza. Dal 2014 al 2017 insegna Organizzazione Teatrale presso la scuola Teatri Possibili di Milano. Dal 2014 cura la programmazione teatrale della stagione serale, scuole e famiglie di TeatrOreno a Vimercate. Dal 2016 lavora per il Teatro del Buratto di Milano occupandosi di distribuzione e organizzazione delle tournée.

Modulo – Festival o non festival? Questo è il dilemma (impressioni e previsioni di un format tutto da ripensare), a cura di Cristina Cazzola
I festival sono stati fra le vittime più fragili dei lockdown. Eppure dai festival sono anche venute alcune delle reazioni più forti, di resistenza e di visione del futuro, che gettano sul presente interrogativi ineludibili. È ancora sostenibile il format classico del festival come siamo stati abituati a pensarlo fino a oggi? Una volta passata l’emergenza virus, che cosa resterà del paesaggio che conoscevamo? E che cosa, invece, saremo stati capaci di imparare per trasformare il sistema in modo sostenibile e adeguato al “nuovo” ambiente? Uno sguardo al presente, per capire come saranno i festival del futuro prossimo.

Cristina Cazzola, laureata in lettere moderne presso l’Univeristà Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha successivamente conseguito il diploma in drammaturgia presso la Civica Paolo Grassi. Si è successivamente specializzata in management e cooperazione internazionale all’interno del Progetto Tandem Europe, presso European Cultural Foundation di Amsterdam, MitOst Bosch Stiftung, Stavros Niarchos Foundatione e Fondazione Cariplo. Ha lavorato come regista, organizzatrice e formatrice nel settori del project manging, fundraising, internazionalizzazione. Come consulente alle relazioni internazionali ha collaborato con Teatro all’Improvviso, Koreja, Teatro del Piccione. Vicepresidente Assitej (2011-2016), collabora con il Comune di Mantova e di Milano, per l’organizzazione di eventi e progetti culturali. Dal 2006 è direttrice artistica di Segni New Generations Festival di Mantova. È socia fondatrice di Liv.in.g. srl impresa sociale per l’internazionalizzazione dello spettacolo dal vivo (dal 2018)

Modulo – Dal progetto “in presenza” al lavoro “in streaming”: case study da I racconti del bosco a Sibylla Tales, a cura di Zaches Teatro
Il primo lockdown ha raggiunto la compagnia Zaches alle soglie del debutto dello spettacolo I racconti del bosco. Che fare? Il case study presenterà il percorso che ha portato la Compagnia a sperimentarsi con il mezzo digitale, da cui è nato un nuovo “oggetto artistico”, Sibylla Tales. Attraverso l’esperienza concreta, si proverà quindi a toccare alcune questioni fondamentali: – Perché scegliere di sperimentare il digitale: dubbi, difficoltà, scoperte, economia, pubblico; – Teatro in video vs Teatro nell’era digitale; – La tecnica live streaming, questa sconosciuta: software, portali, camere, e relazione con il pubblico nazionale e internazionale; – Partenariato con Sonar e Straligut Teatro per le prime sperimentazioni con le scuole; – progetti integrati con le scuole: la preparazione alla visione online come parte integrante della proposta teatrale; – tutelare il lavoro artistico nell’era digitale; – la partecipazione al progetto Live Streaming Theatre di Spazio Rossellini, esito della settimana di residenza 18-24 gennaio.

Zaches Teatro è una Compagnia di teatro e danza attiva dal 2007 sul territorio nazionale e internazionale, con l’intento d’indagare il connubio tra differenti linguaggi artistici: la danza contemporanea, i mezzi espressivi del teatro di figura, l’uso della maschera, la ricerca vocale e la composizione sonora originale. Con le sue produzioni ha viaggiato per Europa, Russia e Asia, partecipando a importanti festival nazionali e stranieri dedicati alla scena contemporanea e al teatro di figura, ricevendo premi e riconoscimenti anche all’estero. Votata alla ricerca di una raffinatezza formale ed espressiva basata sull’uguale cura drammaturgica dell’immagine, del suono, del testo e del movimento, la compagnia aspira a co(m)muovere lo spettatore all’interno del mondo che di volta in volta viene creato. Zaches Teatro affronta l’attualità sottraendone l’evidenza e lasciando sulla scena la sua universale metafora: una forma di resistenza artistica basata sulla costruzione di una bellezza artigianale e accurata, che ricerca faticosamente la semplicità togliendo poco a poco il superfluo.