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	<title>Federico Bellini - HYSTRIO</title>
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	<title>Federico Bellini - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:56:38 +0000</pubDate>
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			<p>È disponibile il nuovo numero, con un Dossier dedicato a Teatro e Gioco, gli approfondimenti su artisti, organizzatori e giovani autori, le corrispondenze dal mondo, gli anniversari, il testo <em>KR70M16-Naufrago senza nome</em> di Saverio La Ruina, e le rubriche dedicate alle recensioni, ai libri e alle notizie dal mondo teatrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I direttori artistici junior: largo alle nuove generazioni? | pag. 2</h3>
<p>Bangura, Businaro, Di Fazio, Giamattei, Pisano e Pleuteri sono i nomi degli under 35 che, all’interno dei Teatri Nazionali, si occuperanno di approfondire e curare la programmazione di artisti emergenti nell’ottica di un ricambio generazionale.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Torino: Cubo Teatro, uno spazio di relazione e creazione | pag. 4</h3>
<p>Incastonato fra il modernissimo Campus universitario Einaudi e le case popolari di inizio ’900, Cubo Teatro è diventato punto di riferimento della scena torinese e non solo, con produzioni, laboratori e stagioni che indagano i problemi della contemporaneità.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Milano: Quattrox4, teoria e pratica del circo contemporaneo | pag. 5</h3>
<p>Nel quartiere di Precotto, a Milano, nel 2011 nasce Quattrox4, centro di ricerca sul circo contemporaneo. Un’attività stratificata e capillare: dai corsi alla produzione di spettacoli, dalla teoria sul linguaggio circense alla proposta di una programmazione.</p>
<p>di Alice Strazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il podcast e la passione di raccontare | pag. 6</h3>
<p>Nel panorama vastissimo creato dalle piattaforme che propongono contenuti audio ce n’è per tutti i gusti. Forse quest’abbondanza rende difficile scegliere, ma vale la pena esplorare i palchi immateriali, tra storie dimenticate, inventate e possibili.</p>
<p>di Arianna Lomolino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Villa Manin, una dimora per gli artisti nei campi del Friuli | pag. 7</h3>
<p>A Passariano, nei pressi di Udine, l’antica dimora dell’ultimo doge veneziano Lodovico Manin, già centro espositivo e sede magnifica di eventi di spettacolo, diviene oggi un Centro di Residenza per le Arti Performative, il principale della regione Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Parigi, place d’Italie | pag. 8</h3>
<p>Sulle scene della capitale francese, a gennaio, si è concentrata la presenza italiana di artiste e artisti: Emma Dante alla Comédie-Française, Carlotta Clerici allo Studio Hébertot, Diego Pleuteri e Alessandro Bandini all’Istituto Italiano di Cultura.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vienna: originali novità per descrivere le tante forme di violenza | pag. 10</h3>
<p>La prima parte della stagione teatrale della capitale austriaca ha visto sui palcoscenici nuovi lavori incentrati sull’analisi della violenza in contesti noti – la guerra, le relazioni interpersonali – e in altri meno frequentati, come il mondo dello sport.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nell’allestimento del Gattopardo protagoniste sono le scene | pag. 11</h3>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>New York: nel musical la crisi c’è ma non si vede | pag. 12</h3>
<p>Calano le produzioni e le teniture dei titoli nella città del musical. Se questo sia indice di recessione o un’ondata di pessimismo difficile dire, ma a perderci non è la qualità della proposta, in cui spiccano parodie, biografie pop e storie di impegno civile.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Palestina, dove il teatro è un atto di sopravvivenza | pag. 14</h3>
<p>Nel Paese martoriato dalla guerra, il teatro resta un potente mezzo per costruire relazioni sociali, un’esperienza collettiva che genera comunità, uno spazio libero dove riflettere sui conflitti e analizzare le dinamiche sociali. Nonostante tutto.</p>
<p>di Marco Monfredini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>ATIR: trent’anni di militanza, il teatro per intervenire sulla società | pag 16</h3>
<p>Fondato nel 1996 da neo-diplomati della Civica Scuola “Paolo Grassi“, il gruppo milanese ha fin dall’inizio affiancato alla produzione di spettacoli il lavoro sul territorio e il teatro sociale. Con il sogno di tornare al “loro” Teatro Ringhiera, chiuso da dieci anni per ristrutturazione.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La tribù di Alma Rosé: tra resistenza e resilienza | pag. 17</h3>
<p>Se la vita è spesso la migliore delle sceneggiatrici, Alma Rosé conferma con i suoi tre decenni di attività di saperla leggere, ascoltare, raccogliere e rielaborare, facendo dialogare presente e memoria, società civile e teatro in un fertile scambio creativo.</p>
<p>di Sara Chiappori</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le prime cinquanta stagioni di Amat | pag. 18</h3>
<p>Attivo da cinque decenni, il Circuito regionale marchigiano è ben più che un organismo di distribuzione: promuove le arti sceniche, protegge i nuovi talenti, sostiene la diffusione dello spettacolo dal vivo in oltre ottanta comuni del territorio, in forte sinergia con esso.</p>
<p>di Pierfrancesco Giannangeli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’identità del Sud e il trentennale impegno di Mana Chuma | pag. 19</h3>
<p>La compagnia reggina festeggia il compleanno con il riconoscimento ministeriale, nuove produzioni e l’apertura di uno spazio a Reggio Calabria, una casa per il teatro da produrre ma anche da ospitare e per i progetti di formazione del Mana Chuma Lab.</p>
<p>di Paola Abenavoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR | L’ANGE DU FOYER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Shakespeare vs Checco Zalone | pag. 20</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e gioco | pag. 21</h3>
<p>A cura di Roberto Rizzente e Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Libera-mort-in-pe’: il teatro come gioco con la realtà e contro la realtà | pag. 22</h3>
<p>Linguista di fama, neuroscienziato, accademico dei Lincei e commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, scrittore, Andrea Moro ha dato un contributo decisivo agli studi sulla struttura biologica del linguaggio e sulle regole che ne governano la sintassi.</p>
<p>di Andrea Moro e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Festa e teatro nella storia: dalle Dionisie alle celebrazioni dell’evento-spettacolo | pag. 24</h3>
<p>Espressione dell’identità di una comunità, occasione di sviluppo e consolidamento del teatro nel corso dei secoli, la festa, col suo apparato drammaturgico, trova sempre meno spazio nel calendario annuale dell’età contemporanea. Fino a trasformarsi in evento.</p>
<p>di Roberta Carpani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giochi di parole e verità: i fool del Bardo tra parodie, trucchi e memento mori | pag. 26</h3>
<p>Dai clownish servant delle origini ad Amleto e al buffone del Re Lear: confinato negli a-parte o protagonista stesso dell’azione tragica, è al fool, con il suo istrionismo verbale e la sua vis comica, che Shakespeare assegna il compito di rivelare verità nascoste.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Shakespeare: come fare qualcosa d’immortale con 2 vocali e 4 consonanti | pag. 27</h3>
<p>Influenzato dalla diffusione dell’eufuismo, Shakespeare smonta e rimonta le convenzioni della retorica per deriderne le pretese, arricchire il linguaggio, definire i caratteri o svelare nuove e più riposte stratificazioni di senso e di espressività emozionale.</p>
<p>di Gerardo Guccini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il colpo vincente: il teatro dell’assurdo e la sua drammaturgia multiforme | pag. 28</h3>
<p>Nel suo sforzo di ridefinizione della drammaturgia, il teatro dell’assurdo, da Vitrac ad Arrabal, ha più volte fatto riferimento al gioco, sia per creare nuove geometrie compositive, sia per costruire un piano di realtà superiore, estremo e bizzarro, che getta una luce nuova sul quotidiano.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giocolerie senza rete: il circo nella storia tra Oriente e Occidente | pag. 29</h3>
<p>Metafora di vita e di morte, sublimazione delle attività belliche e di caccia, correlativo spettacolare dello sport e del tempo libero, esaltazione del vigore e della grazia del corpo, l’arte circense è intimamente connessa al gioco. A tutte le latitudini.</p>
<p>di Alessandro Serena</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La rivolta ludica del teatro italiano tra neoavanguardie e tradizione | pag. 30</h3>
<p>Dal Convegno di Ivrea del 1967 fino alla metà degli anni Ottanta, un nuovo senso del teatro, ispirato al gioco, si afferma sulla scena italiana, smantellando strutture e convenzioni consolidate per assegnare all’attore e allo spazio scenico nuove e inedite possibilità espressive.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il prelogico a teatro, Scaldati e il nonsense di Totò e Vicé | pag. 31</h3>
<p>di Valentina Valentini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fai la tua mossa: giocarsi la vita in scena tra ludopatia, svago e bilanci esistenziali | pag. 32</h3>
<p>Sfide a scacchi e partite a carte, in cui sono in palio lavoro, amicizie, avvenire. Da Goldoni ai contemporanei, la drammaturgia teatrale ha spesso fatto ricorso alla metafora del gioco per raccontare i destini dell’umanità.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dante: il gioco, un abbecedario emotivo per mettere a fuoco la nostra identità | pag. 34</h3>
<p>Adulti che, come bambini, ripetono filastrocche e cantilene, sottoponendosi a prove fisiche incredibili: il gioco, per l’artista siciliana, è una pratica spesso crudele, vicina al rituale. Un dispositivo che può mettere a nudo dinamiche di potere, traumi familiari e patologie sociali.</p>
<p>di Emma Dante e Stefania Maraucci</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Daniele Villa: sovvertire la realtà con la complicità critica del pubblico | pag. 35</h3>
<p>Da sempre interessato a possibilità creative che vanno al di là della rappresentazione, Sotterraneo muove dai temi più urgenti dell’attualità per ideare un vero e proprio gioco di ruolo che stimola nello spettatore l’esercizio del dubbio.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un luna park privato: desiderio e libertà nella drammaturgia tra fine ’800 e ’900 | pag. 36</h3>
<p>Alterare la realtà per sopravvivere e assecondare l’illimitatezza del desiderio, anche a livello linguistico: da Caligola a Ubu, da Ippolito ad Algernon, la storia del teatro è piena di personaggi che, giocando, hanno sfidato le regole del vivere comune.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>“Giocare lo spettacolo”: le scenografie ludiche e interattive in Italia | pag. 37</h3>
<p>di Renzo Francabandera</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gioco dunque sono: il gaming alle radici del teatro partecipativo | pag. 38</h3>
<p>Esploso dopo la pandemia, il gaming offre al teatro più di un’occasione per stimolare il pubblico a un’azione individuale o condivisa che lo rende protagonista, contribuendo all’ibridazione dei linguaggi e alla creazione di una drammaturgia collettiva, aperta all’imprevisto.</p>
<p>di Roberto Canziani, Laura Bevione, Roberto Rizzente e Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Elfo Puccini: il gioco? Una chiave poetica per attraversare la realtà con meraviglia | pag. 39</h3>
<p>di Vincenzo Sardelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Una questione di moltiplicazione di scale: i giocattoli di Agrupación Señor Serrano | pag. 40</h3>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Parodia, nonsense e invenzioni lessicali tra politica, satira, autobiografia e (fanta)scienza | pag. 42</h3>
<p>Contrazioni verbali, storpiature delle parole, slittamenti di senso spesso sorretti da una “nuova phoné” scenica, arricchiscono la relazione tra teatro e gioco di una formidabile componente linguistica e teatrale ancora poco esplorata. Come dimostrano gli esempi di Poli, Fo, Bergonzoni e Rezza-Mastrella.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Romano: allenarsi a tornare bambini per relazionarsi con sé e con gli altri | pag. 43</h3>
<p>Vincitore nel 2020 del Leone d’argento alla Biennale Teatro di Venezia e nel 2015 del Premio Anct, attore e coreografo, docente di movimento scenico ed espressivo, analista delle tecniche Laban/Bartenieff e ricercatore, Alessio Maria Romano ha più volte utilizzato, nel training, il gioco.</p>
<p>di Alessio Maria Romano e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em>Ludendo aedificat</em>, costruire giocando: la nuova liturgia del teatro sociale | pag. 44</h3>
<p>Diffuso a tutti i livelli e finalizzato al benessere individuale e collettivo, il teatro sociale è un antidoto necessario alla presente alienazione dei corpi perché coinvolge attivamente gli spettatori, attingendo a diverse culture, tecniche ed esperienze.</p>
<p>di Claudio Bernardi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dal gioco al palcoscenico: la ludopatia come specchio sociale | pag. 45</h3>
<p>di Vincenzo Sardelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gioco e teatro, un’equazione di ferro alla radice del teatro ragazzi | pag. 46</h3>
<p>Strumento imprescindibile di espressione e di socializzazione, e, al tempo stesso, motore del conflitto e della competizione, il gioco è stato frequentato dal teatro ragazzi fin dagli anni Settanta, affrontando di volta in volta temi complessi come la guerra, lo sport e l’esperienza emotiva.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Una bottega piena di meraviglie, la danza e la parata dei giocattoli | pag. 47</h3>
<p>Bambole, automi, marionette: il gioco entra, nella storia del balletto e della danza, sia come oggetto della rappresentazione sia come soggetto agente. Con risultati spesso stupefacenti, che hanno a che fare persino con l’attività sportiva e i social media.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bassetta, tre carte, skat e bridge: signore e signori, vinca il peggiore! | pag. 48</h3>
<p>Sin dagli esordi il melodramma si è occupato del gioco, passando dai toni ironici del Settecento a quelli sempre più tragici dell’Ottocento. Fino ai mutevoli risvolti del Novecento, in cui il gioco è rischio e occasione per riflettere sui casi della vita.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Azzardi, scommesse e competizioni: il gioco dura poco, ma suona a lungo | pag. 49</h3>
<p>Ispirati al poker, ai dadi, ai videogame, ai concorsi e persino alle competizioni dei talent show, o modellati sulle regole stesse dei giochi da tavolo, i musical hanno fatto propria la dimensione ludica. Con risultati spesso eccellenti.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>

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			<h2>DRAMMATURGIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Chiara Arrigoni e Alessandro Paschitto: scrivere il presente | pag. 50</h3>
<p>Intuizione, studio e ascolto. Per dare alle parole tutto il potere di significare la realtà e di rappresentarla. Ecco il lavoro del drammaturgo, secondo due giovani autori che nella propria missione credono fino in fondo: far esplodere bombe metaforiche.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Scenario: la generazione 2025 tra domande esistenziali e nuovi dispositivi | pag. 52</h3>
<p>Giunti alla forma definitiva, i quattro spettacoli di Fondamenta Zero, Andrea Mattei, Pietro Cerchiello e BumBumFritz, premiati da Scenario, si misurano con la platea, in un dialogo che è appello, provocazione, richiesta di ascolto e condivisione</p>
<p>di Carlo Lei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATRO RAGAZZI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kids Festival: quando il teatro si mette all’altezza dei bambini | pag. 53</h3>
<p>Giunto alla dodicesima edizione, Kids Festival accoglie ogni anno a Lecce un teatro a misura delle nuove generazioni: immaginazione, coraggio e comunità sono le parole d’ordine di una programmazione che non si sottrae all’imprevisto</p>
<p>di Vincenzo Sardelli</p>

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			<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tutte le recensioni dalla seconda parte della stagione teatrale | pag. 54</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La scena della danza in Europa e Italia tutte le forme di un rito contemporaneo|  pag. 76</h3>
<p>di Matteo Brighenti, Nicola Arrigoni, Alice Strazzi e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La realtà trasfigurata dell’opera lirica, tra mito, festa, dramma e commedia umana | pag. 79</h3>
<p>di Roberto Rizzente, Pierfrancesco Giannangeli, Gianni Poli, Francesco Tei e Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dalla fantascienza alle riletture contemporanee, le novità della scena internazionale | pag. 82</h3>
<p>di Roberto Rizzente, Laura Bevione, Diego Vincenti, Ira Rubini, Nicola Arrigoni, Giuseppe Liotta e Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alessandro Serra, regista totale in continua ricerca | pag. 85</h3>
<p>Fondatore della Compagnia Teatropersona, Serra da sempre cura tutti gli aspetti dei suoi spettacoli, dalla drammaturgia, ai suoni, ai costumi, alle luci. Un percorso da autodidatta, in cui la povertà di mezzi si è fatta fertile terreno creativo.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Genialità, (s)regolatezza, passione e militanza,</h3>
<h3>addio a Carlo Cecchi, Giancarlo Dettori, Giancarlo Cauteruccio, Maricla Boggio, David Riondino e Laura Palmieri | pag. 86</h3>
<p>di Francesco Tei, Mario Bianchi, Giuseppe Liotta e Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em>KR70M16-Naufrago senza nome</em> | pag. 88</h3>
<p>di Saverio La Ruina</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità dell’editoria teatrale | pag. 96</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tutta l’attualità nel mondo teatrale | pag. 100</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<item>
		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2025</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-2-di-aprile-giugno-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 09:45:45 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hystrio &amp; Partners, collaborare fa bene alla giovane drammaturgia | pag. 2</h3>
<p>PAV, Romaeuropa Festival, In Scena! Italian Theater Festival NY: cominciamo da qui, per raccontare come, insieme ai partner, il Premio Hystrio Scritture di Scena è cresciuto negli anni, ampliando la sua rete e l’azione a sostegno degli autori under 35.</p>
<p>di Valentina De Simone, Maura Teofili, Tindaro Granata, Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Percorsi tra arte e violenza, il teatro “eccedente” di Anagoor | pag. 5</h3>
<p>Dopo le prime repliche di febbraio in Germania, debutta in versione italiana il nuovo lavoro di Anagoor su rappresentazione della violenza e colonialismo: Polittico dell’infamia, da Pablo Montoya. In scena in aprile al Teatro Astra di Torino.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quando il teatro incontra il podcast: un nuovo palco per la drammaturgia | pag. 6</h3>
<p>La frontiera del podcast e le esplorazioni teatrali: tra adattamenti, drammaturgie originali e documentari sonori. Dai radiodrammi Rai ai più recenti esperimenti immersivi, la voce diventa protagonista, ampliando il pubblico e superando i limiti della scena tradizionale.</p>
<p>di Arianna Lomolino</p>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<h3></h3>
<h3>La stagione che verrà: le promesse della primavera teatrale londinese | pag. 8</h3>
<p>Dopo i riuscitissimi lavori del tedesco Ostermeier e della norvegese Arbo, a Londra, nei prossimi mesi, sono attesi il vincente sodalizio tra Staunton e Cooke, Manhunt di Robert Icke, i nuovi testi di McPherson, David Ireland e Adjmi, il ritorno di McGregor e di Goold.</p>
<p>di Monica Capuani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Novità in vista sulla scena viennese, tra riletture inedite e monologhi ricercati | pag. 10</h3>
<p>All’esordio come direttore artistico del Burgtheater, Stefan Bachmann apre la stagione con l’Amleto di Karin Henkel, moltiplicato per cinque, accanto al Manhattan Project di Massini. Al Volkstheater, intanto, Anna-Sophie Mahler rilegge un poco noto Tennessee Williams.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>ROMANIA<br />
Una vetrina nella creativa Cluj per indagare la solidarietà nelle comunità | pag. 11</h3>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Al Théâtre du Soleil vanno in scenai Draghi della nostra Storia | pag. 12</h3>
<p>Appena celebrati sessant’anni di attività, il teatro fondato da Ariane Mnouchkine torna a mettere in scena la Storia in un grande spettacolo popolare sui fatidici eventi che segnarono il 1917: la sanguinosa Prima guerra mondiale e la Rivoluzione russa.</p>
<p>di Laura Caretti</p>

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			<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cento anni di Romolo Valli: colto, sensibile ed eternamente giovane | pag. 13</h3>
<p>Attore e intellettuale raffinato, ha lasciato un’impronta profonda, dall’esperienza della Compagnia dei Giovani all’interesse per la nuova drammaturgia. A cento anni dalla nascita, Reggio Emilia – la sua città – lo omaggia nel teatro che oggi porta il suo nome.</p>
<p>di Pierfrancesco Giannangeli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Luca Ronconi dieci anni dopo, così lo ricordano le sue città e i suoi teatri | pag. 14</h3>
<p>Scomparso nel febbraio del 2015, è universalmente riconosciuto come un Maestro, nonostante lui stesso si fosse proposto di “non lasciare tracce”. Hanno, così, preso il via e si moltiplicheranno nel corso del 2025 le iniziative dedicate alla sua memoria.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Koreja, festeggiare quarant’anni di pratica in cerca di teoria | pag. 16</h3>
<p>La folgorazione nasce dall’incontro con l’Odin Teatret, che porta i fondatori alla ristrutturazione di un’ex fabbrica di mattoni, a Lecce, oggi area polifunzionale all’avanguardia di 3.000 mq. Il 23 e 24 maggio 40 ore di eventi per celebrare una lunga storia fatta d’incontri e di amici.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sulla percezione di spazio e tempo: la poetica coreografica di gruppo nanou | pag. 17</h3>
<p>Compiuti vent’anni, il collettivo ravennate fa un bilancio della propria ricerca coreografica: dallo sguardo cinematografico a quello coreutico, passando attraverso la potenza del corpo nella sua relazione con il cronotopo della scena contemporanea.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riccardo Favaro, il tempio della scena e la scrittura come parola incarnata | pag. 18</h3>
<p>Classe 1994, il giovane autore trevigiano ha già all’attivo diverse messinscene dei suoi testi e riscritture. Tra gli altri, spicca il sodalizio con due registi appartenenti a due generazioni differenti: Carmelo Rifici e Giovanni Ortoleva.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Matteo Spiazzi: geografie dell’Est per il più espatriato tra i registi italiani | pag. 19</h3>
<p>Il regista e pedagogo veronese ha una relazione inscindibile con l’Europa Centrale e Orientale, dove ormai lavora da diversi anni. Un metodo, il suo, fortemente legato alla Commedia dell’Arte e a una rilettura in chiave contemporanea dell’utilizzo della maschera.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Financial Plays: ma quanto vale il teatro? | pag. 20</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e censura | pag. 21</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Milo Rau: l’arte come scandalo e rivolta contro la crisi dello Stato di diritto | pag. 22</h3>
<p>Regista e drammaturgo svizzero già direttore artistico di NTGent e oggi alla guida del Wiener Festwochen, Milo Rau, classe 1977, è l’esponente di punta di un teatro politicamente impegnato, come ha di recente dimostrato con il tour Resistance Now! contro gli estremismi emergenti in Europa.</p>
<p>di Milo Rau e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Veti, divieti, tagli e altre prescrizioni: dai Greci all’Ottocento, è la censura, bellezza! | pag. 24</h3>
<p>Ispirata di volta in volta da motivi religiosi o politici, per confermare lo status quo e impedire il dilagare del libero pensiero, la censura ha da sempre colpito la stesura dei copioni e la rappresentazione degli spettacoli, dall’antica Grecia fino all’epoca del dramma borghese, nell’Ottocento.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se la censura colpisce la voce e il corpo delle donne | pag. 25</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Buon costume: l’arbitrarietà senza volto | pag. 26</h3>
<p>di Rita Di Leo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La critica teatrale e il rischio dell’autocensura | pag. 27</h3>
<p>di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fascismo e non solo: l’oltraggio al pudore nell’Italia repubblicana del Dopoguerra | pag. 28</h3>
<p>Screditata dallo scarso valore delle opere prese in esame durante il fascismo, la censura conosce un vero e proprio revival negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, con i casi de La governante, L’Arialda e Anima nera, nonostante le prese di posizione degli artisti e della critica.</p>
<p>di Andrea Bisicchia</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Paese è piccolo e la gente mormora: viaggio nell’Italia delle censure preventive | pag. 30</h3>
<p>Benché vietata dalla Costituzione, la censura ha colpito a più riprese l’Italia, spesso sollecitata preventivamente da assessori zelanti, parrocchie e associazioni, oltre che dagli stessi programmatori. Col risultato di appiattire il teatro su un linguaggio di maniera, anestetizzato e nel fondo anacronistico.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dire e non dire: la censura come oggetto della rappresentazione teatrale | pag. 32</h3>
<p>Connessa all’atto stesso della scrittura, la censura è stata esplicitamente tematizzata in tutta una serie di spettacoli, sia come riferimento a una precisa politica governativa, sia come riferimento implicito, evocato attraverso il ricorso massivo al paradosso e alla satira.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bielorussia, Ungheria, Polonia, Germania: reprimere il dissenso, con ogni mezzo | pag. 34</h3>
<p>Minacciati e oppressi dai governi dittatoriali della Bielorussia e della Russia, costretti a emigrare dall’Ungheria e all’autocensura in Polonia e Germania, gli artisti scontano oggi – secondo il direttore di Santarcangelo Tomasz Kireńczuk – una drammatica limitazione della libertà. In tutta Europa.</p>
<p>di Tomasz Kireńczuk e Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Belarus Free Theatre: arte e umanità per generare speranza | pag. 35</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Philip Fisher: essere o non essere… scorretti? La cancel culture nel teatro inglese | pag. 36</h3>
<p>Critico teatrale per la British Theatre Guide, membro della Critics’ Circle Drama Section, collaboratore di TheatreVOICE e di diversi periodici specializzati, Philip Fisher è un osservatore attento del fenomeno della cancel culture nel teatro inglese.</p>
<p>di Philip Fisher e Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La propaganda: un’idra insidiosa contro i griot dell’Africa Occidentale | pag. 37</h3>
<p>Da sempre inserito nella vita sociale dei Paesi dell’Aes, il griot si trova oggi a fronteggiare un nuovo e più pervasivo ostacolo alla propria funzione e libertà di espressione: la propaganda nazionale e delle potenze coloniali. Col rischio di scadere nell’autocensura.</p>
<p>di Luca Fusi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ventidue ordinamenti per ventidue nazioni: i Paesi arabi fra tradizione e modernità | pag. 38</h3>
<p>Introdotta sul finire dell’Ottocento dalle potenze coloniali, la censura viene ancora applicata nella maggioranza dei Paesi arabofoni, dal Marocco alla Siria, specialmente per preservare la morale pubblica e il potere dei Governi autoritari, nonostante il quadro politico in rapida trasformazione.</p>
<p>di Monica Ruocco</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Turchia e Iran: sorvegliare e punire in nome dell’ideologia governativa | pag. 40</h3>
<p>Giustificata per ragioni di sicurezza o di ordine pubblico, e per preservare la morale corrente, arbitraria e imprevedibile, la censura è profondamente radicata in Iran e nella Turchia governata dall’Akp. Fino a diventare una fonte d’innovazione per il linguaggio teatrale.</p>
<p>di Zeynep Uğur e Yassaman Khajehi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Khatibi, la vita impossibile sotto il regime dei Mullah | pag. 41</h3>
<p>Era una celebrity, ma Ashkan Khatibi è stato preso di mira dal regime iraniano: torturato e minacciato, scappa in Turchia e riesce avventurosamente ad arrivare in Italia, dove il teatro, la scrittura e il cinema diventano mezzi per denunciare le violenze che non solo gli artisti subiscono nel suo Paese.</p>
<p>di Ashkan Khatibi e Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Voci dall’ombra: il teatro in Russia dopo il 2014, dalla libertà al ritorno del totalitarismo | pag. 42</h3>
<p>Ufficialmente vietata dalla Costituzione, la censura contribuisce oggi all’affermazione del totalitarismo in Russia, andando a colpire tutti quegli artisti che abbiano messo in scena opere considerate contrarie alla morale corrente, o che si siano opposte alla guerra in atto contro l’Ucraina.</p>
<p>di Alessandra Giuntini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Non svegliate il can che dorme: il teatro cinese tra burocrazia e (auto)censura preventiva | pag. 44</h3>
<p>Stritolati dalla concorrenza dei classici e delle importazioni straniere, condizionati dagli sponsor, dalla prudenza degli autori, dalla mancanza di rispetto per i testi e dalla censura istituzionale preventiva, i piccoli teatri cinesi rischiano di essere estromessi dal mercato. Con buona pace dei critici.</p>
<p>di Sergio Basso</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scotini e l’arte contemporanea: l’autocensura in vendita | pag. 45</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un nuovo Medioevo culturale? Gli Usa dal Codice Hays al Trump-bis | pag. 46</h3>
<p>Difesa dal Primo Emendamento, la libertà di espressione è stata in realtà messa in discussione più volte negli Stati Uniti. Come dimostrano i casi del Codice Hays, nel secondo Dopoguerra, e le ingerenze dell’amministrazione Trump contro le istituzioni culturali e le politiche inclusive.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dalla dittatura al Governo Milei: la resilienza del teatro argentino | pag. 48</h3>
<p>Esploso con le contestazioni degli anni Settanta e poi tenuto sotto stretto controllo negli anni della dittatura, il teatro argentino continua a essere luogo di resistenza contro le ingerenze e le mistificazioni del potere, nonostante i tagli ai finanziamenti e le coercizioni burocratiche che provano a spegnerne la voce.</p>
<p>di Francesca Capelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Brie: l’arte nella tela del ragno, quando la democrazia perde una gamba | pag. 49</h3>
<p>Regista, attore, drammaturgo argentino, dai tempi della Comuna Baires, perseguitata dalla Tripla A peronista, fino alle minacce subite in Bolivia, che l’hanno costretto a lasciare il Teatro de los Andes, César Brie ha avuto più volte a che fare, nel corso della carriera, con la censura politica.</p>
<p>di César Brie e Renzo Francabandera</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Linguaggio, morte, malattia, sessualità: gli infiniti tabù del teatro ragazzi | pag. 50</h3>
<p>Preventivamente censurato da insegnanti e genitori, il teatro ragazzi per anni ha evitato di affrontare argomenti considerati tabù come la malattia, la sessualità e la morte, appiattendosi su un linguaggio di comodo, che si è rivelato incapace di comprendere i cambiamenti in atto nella società.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danzare sì, ma non troppo: il potere contro l’arte del corpo in movimento | pag. 51</h3>
<p>Fin dalla nascita, tanto il balletto classico quanto la danza libera moderna sono stati codificati per compiacere il potere o messi sotto stretto controllo dalle autorità, dalle corti rinascimentali fino ai totalitarismi del Novecento e al regime iraniano degli ayatollah.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>«Gridando lealtà»: le libertà forzate nella storia del melodramma | pag. 52</h3>
<p>Da Mozart a Šostakovič, passando per l’Ottocento, secolo della creazione degli Stati nazionali, il melodramma è stato la vittima privilegiata di interventi censori che ne hanno modificato, depotenziato e travisato la drammaturgia.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro leggero: una repubblica anarchica contro preti, politici e la morale corrente | pag. 53</h3>
<p>Tenuto sotto controllo durante il fascismo per il messaggio politico di cui si faceva portavoce, il teatro di rivista viene generalmente accettato nel Dopoguerra, fatta eccezione per qualche sporadico<br />
episodio, giudicato oltraggioso verso il pubblico, la religione, o legato al gossip politico.</p>
<p>di Maurizio Porro</p>

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			<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Usine Baug, una “fabbrica matti” che attraversa la realtà con sguardo poetico | pag. 54</h3>
<p>Dal 2018 la giovane compagnia unisce sperimentazione e teatro engagé portando in scena storie che dialogano con il nostro tempo, storie di resistenza e identità, dalle migrazioni al G8 di Genova, dall’ex Ilva all’esplorazione di nuovi modi di esprimere l’esperienza interiore umana.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La traiettoria del successo, il talento in ascesa di Pietro Giannini | pag. 55</h3>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE</h2>
<p>Le recensioni della seconda parte della stagione teatrale | pag. 56</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riflessioni identitarie e magico stupore al centro della scena internazionale | pag. 84</h3>
<p>Da Kornél Mundruczó a Baro d’evel, tra teatro d’attore e di parola e nouveau cirque, dalla Francia all’Ungheria e all’Iran, sulla scena italiana si apre un caleidoscopio di lingue e linguaggi, sapienze teatrali in cui guardarsi come in uno specchio, dove a riconoscersi è comunque l’essere umano.</p>
<p>di Ira Rubini, Nicola Arrigoni, Matteo Valentini, Alice Strazzi e Andrea Malosio</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mito e destino, tra Bellini, Čajkovskij e Wagner: visioni contemporanee dell’opera | pag. 87</h3>
<p>Tre produzioni che interrogano il rapporto tra mito, classicismo e contemporaneità, attraverso letture visive potenti: dalla regia fiabesca di McVicar in Die Walküre, all’Onegin in chiave simbolica di Martone, fino alla Norma di De Rosa tra sacralità arcaica e attualità.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno e Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DANZA</h2>
<h3></h3>
<h3>Danza e resistenza: il potere del corpo tra censura, identità e memoria | pag. 88</h3>
<p>Dall’Iran all’Europa, i corpi raccontano storie di lotta e trasformazione, esplorando il vuoto creato dalle incertezze della contemporaneità, tra bisogno di memoria e tensione verso il cambiamento. Un’indagine transculturale sul potere espressivo dell’arte contro ogni imposizione.</p>
<p>di Laura Bevione, Vincenzo Sardelli, Francesca Serrazanetti, Carmelo A. Zapparrata, Marco Menini, Carlo Lei</p>

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			<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<h3>Le novità dal mondo editoriale | pag. 92</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>NELL’OCCHIO DEL LABIRINTO<br />
Apologia di Enzo Tortora | pag. 96</h3>
<p>di Chicco Dossi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<h3>Le notizie dal mondo del teatro | pag. 112</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>

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		<item>
		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2025</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 18:41:45 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo<br />
luci e ombre del nuovo decreto ministeriale | pag. 2</h3>
<p>Un iter travagliato e un documento, a valere sul triennio 2025-27, che arriva con molto ritardo rispetto alle scadenze abituali, creando non poche difficoltà nel settore. Lo abbiamo letto a analizzato, cercando di metterne in evidenza punti di forza e criticità.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Spregelburd e gli altri,<br />
drammaturgia contemporanea a Parma | pag. 4</h3>
<p>Per gli attori di Teatro Due, il teatrista argentino ha scritto e diretto Diciassette cavallini, partecipando alle giornate dedicate alla scrittura del presente, con von Mayenburg, Vyrypaev, Raffier e Paravidino. Lo abbiamo incontrato, per farci raccontare i suoi progetti.</p>
<p>di Rafael Spregelburd e Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cassandra nel frullatore, ovvero<br />
i Greci guardati con occhio bizzarro e argentino | pag. 5</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ieri e oggi, se Hitler occupa la scena<br />
mettendoci ancora alla prova | pag. 6</h3>
<p>Dall’Arturo Ui di Brecht allo stand-up-comedian di Elio Germano e Chiara Lagani, il “male” non smette di interrogarci anche dalla scena con la sua “banalità”. Quanto le sue parole e la sua “battaglia” ancora ci assediano con il germe della disumanità?</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gli ultrà della scena:<br />
Apriti Millico, gli spettatori in pullman | pag. 8</h3>
<p>Una formula magica, un progetto di audience engagement nato a Terlizzi, per portare in tour gruppi eterogenei di spettatori orfani del teatro cittadino: è Apriti Millico, azione militante di VicoQuartoMazzini.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per danzare occorre un pensiero agile:<br />
Ciappina e la permeabilità dell’interprete | pag. 9</h3>
<p>Una scelta, guidata dalla mente più che dal corpo, è alla radice del percorso di una delle danzatrici più mature della scena contemporanea, capace di porsi al servizio di linguaggi coreografici molto diversi con rigore, esattezza, essenzialità.</p>
<p>di Marta Ciappina e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>De Summa, teatro qui e ora,<br />
dalla provincia alla Francia | pag. 10</h3>
<p>Fuggire dal paese più sfigato del mondo, dalla droga, dal nulla. Trovare se stessi, il proprio futuro, il proprio posto. In poche parole: fare teatro. Oscar De Summa ci racconta passato, presente e futuro di una vocazione inesauribile.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Caroline Baglioni, la vita propria di una scrittura<br />
selvatica, indipendente, piena di spine | pag. 11</h3>
<p>Dalla ricerca degli «oggetti magici» che innescano la creazione di un mondo alla messinscena, il processo di elaborazione di una drammaturgia è, per l’autrice, un percorso d’ascolto della propria voce. Difficile quanto trovare se stessi.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Hystrio 2025: i bandi | pag. 12</h3>

		</div>
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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sotto lo sguardo dell’aquila a due teste,<br />
il teatro e la nuova storia d’Albania | pag. 14</h3>
<p>A Tirana, un festival permette di fare il punto sul teatro di Kosovo e Albania, Paesi fratelli. Stessa lingua, storie diverse. In comune il desiderio di emergere, i rischi della speculazione finanziaria in agguato e un teatro che non volta la testa dall’altra parte.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sei esempi di “drammaturgie del possibile”<br />
al Festival del Teatro Nazionale romeno | pag. 16</h3>
<p>L’edizione 2024 della rassegna ha portato a Bucarest produzioni nazionali ed estere, oltre a un ricco cartellone di attività collaterali, con spettacoli che indagano tematiche di cocente attualità, dal dibattito sull’aborto al rinascente antisemitismo.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’autunno teatrale a Vienna,<br />
tra inediti e grandi classici | pag. 18</h3>
<p>L’inizio della stagione teatrale nella capitale austriaca vede sui palcoscenici gli adattamenti di due classici della letteratura, Il naso di Gogol e Orlando di Virginia Woolf, e un testo inedito incentrato sul fotografo – e assassino – Eadweard Muybridge.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teat[r]ennis. Hy.steresis Banana Khattelan | pag. 20</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Registe d’oltreconfine | pag. 21</h3>
<p>a cura di Laura Bevione e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Competenza, ostinazione, indipendenza:<br />
la voce chiara e forte delle artiste al potere | pag. 22</h3>
<p>Se nel Nord Europa e in Spagna è il merito a determinare il raggiungimento di ruoli apicali, in Italia è ancora troppo spesso una “graziosa concessione” vincolata a quote rosa e appartenenze politiche. Tuttavia il moltiplicarsi della presenza femminile indica un fertile, seppure lento, processo di cambiamento.</p>
<p>di Concita De Gregorio</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Regine d’oltremanica:<br />
il punto di vista che fa la differenza | pag. 24</h3>
<p>In Inghilterra le artiste hanno raggiunto da tempo autonomia e autorevolezza, conquistando spesso la direzione di istituzioni teatrali di prestigio. Un’ampia panoramica della scena britannica al femminile, innovativa e forte di uno sguardo indubbiamente “altro” su quanto avviene nella contemporaneità.</p>
<p>di Monica Capuani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gisèle Vienne, una filosofa burattinaia<br />
per un teatro politico, cool e perturbante | pag. 28</h3>
<p>Autrice di un percorso eterogeneo, nel teatro dell’artista francese convivono maschere e pupazzi, narrativa e arti visive, musica contemporanea e nuove tecnologie, a testimoniare un’irrequietezza che si trasforma in spettacoli sempre diversi e coinvolgenti.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un nuovo teatro per un nuovo pubblico,<br />
l’arte del racconto di Caroline Guiela Nguyen | pag. 29</h3>
<p>La regista francese, con origini asiatiche a algerine, ha elaborato una poetica teatrale di immediata fruizione, appassionante quanto profonda nel dipingere una realtà incapace di fare i conti con la storia recente, le ingiustizie e la violenza.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Die Regisseurin: in tedesco<br />
la regia si declina al femminile | pag. 30</h3>
<p>Dagli anni Novanta a oggi, in area germanofona si è consolidata la presenza femminile in campo registico, che affonda le sue radici nei decenni precedenti. Ecco una panoramica – tra Germania, Austria e Svizzera – dalle “veterane” alla generazione più recente.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kennedy, tra dis-umano e post-umano,<br />
il virtuale in cerca di autenticità | pag. 33</h3>
<p>Il percorso artistico della regista tedesca prende avvio dall’amato Fassbinder per procedere poi verso una ricerca incentrata sull’uso creativo e critico delle nuove tecnologie. Alla base, l’indagine sulla progressiva disumanizzazione della realtà, cercando un’impossibile verità.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sfumare i confini fra corpi e macchine:<br />
il teatro “estremo“ di Florentina Holzinger | pag. 34</h3>
<p>La coreografa, regista e performer austriaca è nota per spettacoli al cui centro c’è la fisicità delle interpreti, tutte donne. Forzato, ferito, posto in interazione con macchine e oggetti di varia natura, il corpo diventa simbolo dei mali del nostro tempo ma anche l’elemento da cui partire per costruire una nuova umanità.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Barbara Frey: tra letteratura e musica<br />
uno sguardo satirico sul mondo | pag. 35</h3>
<p>Regista, musicista e direttrice, l’artista svizzera declina con originalità quella vena satirica e allo stesso tempo poetica caratteristica della scena elvetica, mostrando una particolare predilezione per i grandi della letteratura, classica e contemporanea.</p>
<p>di Valentina Grignoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Umano, non umano e nuove tecnologie:<br />
i Paesi Bassi tra visionarietà e provocazione | pag. 36</h3>
<p>Una coppia di artiste, Boogaerdt/Van Der Schoot, e Anne-Cécile Vandalem sono tra le protagoniste della scena olandese e belga al femminile, caratterizzata da un’attenzione privilegiata al corpo, alla sua mercificazione e alle sue deformazioni dettate dall’evoluzione tecnologica e dei media.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Audaci, sensibili e visionarie:<br />
il talento policromo delle registe greche | pag. 37</h3>
<p>In un ambiente ancora prevalentemente maschile, molte sono le artiste che, a partire dalla fine del secolo scorso, si sono affacciate sulla scena ellenica, mostrando di possedere una visione inedita e spesso anticonvenzionale del linguaggio teatrale, e ottenendo successo anche a livello internazionale.</p>
<p>di Ariadne Mikou</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dai Balcani all’Europa dell’Est<br />
lo sguardo politico della scena femminile | pag. 38</h3>
<p>Riscrivono i classici e affrontano i contemporanei, denunciano le derive autoritarie dei rispettivi Paesi e il patriarcato, difendono i diritti civili: un panorama vivo e variegato che ha come comune denominatore l’impegno e la militanza politica.</p>
<p>di Laura Bevione, Federico Bellini e Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il coro come strumento artistico e politico:<br />
la poetica militante di Marta Górnicka | pag. 40</h3>
<p>La regista polacca parte da una forma d’espressione arcaica quale il coro per dare voce alle ingiustizie e ai conflitti che tormentano la contemporaneità: dalle spinte conservatrici e illiberali del proprio Paese, al dramma dell’Ucraina e della Palestina, il teatro diventa sonora richiesta di libertà e rispetto dei diritti.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cărbunariu: garantirsi l’indipendenza<br />
lavorando fuori dal sistema teatrale statale | pag. 41</h3>
<p>Gli spettacoli di Gianina Cărbunariu hanno sempre avuto una forte dimensione politica, proponendosi quali mezzi di critica sociale e facendo di questa artista una fra le più coerenti e complesse della generazione “di mezzo” dei registi-drammaturghi romeni.</p>
<p>di Gianina Cărbunariu e Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Arte e impegno civile: la duplice vocazione<br />
della regia al femminile nel mondo arabo | pag. 42</h3>
<p>Il corpo e il ruolo della donna nella società, ma anche conflitti vecchi e nuovi e l’interesse per la letteratura, sia quella dei conterranei che quella “occidentale”, sono i comuni denominatori dell’originale poetica teatrale sviluppata dalle registe – marocchine, egiziane, siriane, libanesi – nate e attive nei Paesi di cultura araba.</p>
<p>di Monica Ruocco</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lina Majdalanie e Chrystèle Khodr:<br />
dare voce ai singoli dalle rovine del Libano | pag. 44</h3>
<p>Due eclettiche e originali artiste nate e cresciute a Beirut, città che l’una ha lasciato mentre l’altra ha scelto quale luogo di vita e attività. Ma quella conflittuale realtà rimane al centro del lavoro di entrambe, impegnate a ricostruire con linguaggio originale la biografia di un popolo.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Waltz, Macras, Rodrigues e Acogny:<br />
l’arte del movimento plasmata dalle donne | pag. 45</h3>
<p>Quattro grandi coreo-registe, di differente provenienza geografica, generazione e poetica, accomunate dall’indubbio talento e dalla capacità di fondare compagnie indipendenti, con cui mettere in scena i propri spettacoli ma, soprattutto, approfondire la propria ricerca.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Memoria, militanza e mondo naturale<br />
la polifonia della scena sudamericana | pag. 46</h3>
<p>Il realismo magico per rocce e vegetali di Manuela Infante, Lola Arias tra biografismo individuale e memoria collettiva, le contaminazioni tra cinema e teatro di Romina Paula e la militanza politica e sociale di Patricia Ariza. Quattro voci al femminile da Cile, Argentina e Colombia.</p>
<p>di Claudia Cannella, Alice Strazzi, Alice Ferranti e Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Eclettismo culturale, sradicamento e realismo grottesco<br />
Victoria Szpunberg tra Argentina e Catalogna | pag. 47</h3>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Celestiale e cruenta, devota e pericolosa,<br />
la fibra artistica di Angélica Liddell | pag. 48</h3>
<p>L’artista spagnola, all’apparenza minuta, diventa irresistibilmente potente sul palcoscenico, dove porta in scena i suoi spettacoli in cui cristianesimo e valori universalmente accettati sono messi in discussione con carnale e provocatoria evidenza.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cambiare la vita con l’empatia,<br />
Christiane Jatahy, artista e attivista | pag. 49</h3>
<p>La regista brasiliana porta in teatro il suo impegno politico, sempre associato a un’originale ricerca artistica. Letteratura, nuove tecnologie, accurate indagini quasi giornalistiche sono alla base di spettacoli spesso incentrati sul ritratto di realtà marginali e neglette.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Broadway, Off Broadway e dintorni:<br />
questi non sono palchi per donne | pag. 50</h3>
<p>Negli Stati Uniti la figura del regista è ancora subordinata a quella dello scrittore e, quando il primo è una donna, vedere riconosciuti i propri meriti è ancora più complicato. Qualcosa, però sta cambiando, sia nella scena indipendente che a Broadway, con registe spesso provenienti dal cinema e dalla televisione.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La crescita delle voci femminili a Broadway:<br />
un lungo cammino verso la parità | pag. 51</h3>
<p>di Laura Caparrotti</p>

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			<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quarant’anni e non sentirli:<br />
l’effervescente compleanno dei Marcido | pag. 52</h3>
<p>Un anniversario importante è occasione per fare qualche bilancio senza perdersi in nostalgie e rimpianti, poiché lo sguardo della compagnia torinese è fermamente rivolto al futuro, a partire dal prossimo debutto di Baccanti.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tanti auguri Argot!<br />
La storica “factory“ compie 40 anni | pag. 53</h3>
<p>Uno spazio minimo nel quartiere di Trastevere è diventato, grazie a un’intuizione dei fondatori<br />
e all’intraprendenza dei direttori Tiziano Panici e Francesco Frangipane, un’oasi e un motore<br />
di progetti culturali ibridi, fertili modelli di produzione artistica e di organizzazione.</p>
<p>di Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ctrl+Alt+Canc ovvero riavviare il sistema,<br />
tra gesto disperato e atto rigenerativo | pag. 54</h3>
<p>Nato nel 2020, il gruppo formato da Alessandro Paschitto, Raimonda Maraviglia<br />
e Francesco Roccasecca pratica il teatro come forma di conoscenza, con spettacoli<br />
che rinnovano la funzione dell’attore nel mettere in discussione l’esistenza.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE | pag. 56</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Corpo e spazio: i festival di danza<br />
tra identità e ibridazioni | pag. 84</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Laura Bevione, Carmelo A. Zapparrata, Roberto Canziani, Nicola Arrigoni,<br />
Alice Strazzi, Michele Pascarella e Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Muscato, Carsen, McVicar, Abbado:<br />
gli approcci multiformi della regia lirica | pag. 89</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Giuseppe Montemagno e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La scena mondiale tra immersione nel rito<br />
e attualissime riflessioni storico-politiche | pag. 91</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Sandro Avanzo, Alice Strazzi, Ira Rubini<br />
e Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA | pag. 92</h2>
<p>Le novità dal mondo editoriale, a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<h3>C’È DEL PIANTO IN QUESTE LACRIME | pag. 96</h3>
<p>di Linda Dalisi e Antonio Latella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-size: medium;">SOCIETÀ TEATRALE </span> | pag. 112</h2>
<p>Le notizie dal mondo teatrale, a cura di Roberto Rizzente</p>

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		<title>Numero 3 di luglio-settembre 2024</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-3-di-luglio-settembre-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 16:30:59 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hystrio Festival 2024 &#8211; Il programma della terza edizione</h3>
<p>Milano, Teatro Elfo Puccini, 17-22 settembre 2024<br />
di Ilaria Angelone e Claudia Cannella | pag. 2</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In Scena! Italian Theater Festival NY aperto il bando per l’edizione 2025</h3>
<p>di Laura Caparrotti | pag. 3</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>En attendant il Codice dello spettacolo, il teatro italiano s’interroga sul suo futuro</h3>
<p>La bozza del testo era attesa ai primi di maggio perché la sua approvazione arrivasse prima della pausa estiva e i decreti in autunno, in tempo utile per far partire il nuovo triennio Fus (ora Fnsv). Emergono frammenti di proposte e intenzioni, ma ancora manca un documento su cui ragionare.</p>
<p>di Alessandro Toppi | pag. 4</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Addio a Nicola Savarese, studioso e maestro di viaggi avventurosi nel mondo del teatro</h3>
<p>di Giuseppe Liotta | pag. 5</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro Nucleo: da cinquant’anni per le strade del mondo</h3>
<p>Il gruppo, fondato in Argentina, arrivò a Ferrara nel 1978, in esilio a causa della dittatura militare. Dai primi passi all’Ospedale Psichiatrico, l’attività non ha mai perso le profonde radici politiche e sociali, che un nuovo Festival internazionale ha appena rilanciato.</p>
<p>di Michele Pascarella | pag. 6</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fabrizio Sinisi, la forza del linguaggio: la scrittura come atto politico</h3>
<p>Autore a 360 gradi, Sinisi ci racconta della sua vicinanza a un’idea di scrittura, e di teatro, quasi brechtiana. Dalla folgorazione iniziale, grazie alla Compagnia Lombardi-Tiezzi, fino alle riflessioni politiche enucleate negli ultimi lavori.</p>
<p>di Matteo Brighenti | pag. 7</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Glauco Mauri, il teatro per la vita: l’indistinguibile confine tra scena e realtà</h3>
<p>Un vero e proprio innamoramento, quello dell’attore pesarese per il teatro e per la sua capacità di instaurare un dialogo vivo con lo spettatore. Un percorso lungo e multiforme, gli incontri con i registi più importanti del Novecento italiano e il sodalizio con Sturno.</p>
<p>di Matteo Brighenti | pag. 8</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’opera di Papaioannou nell’epoca della sua riproducibilità tecnica</h3>
<p>Sosteneva Walter Benjamin, cento anni fa, che le innovazioni tecnologiche influenzano drasticamente la produzione e la fruizione delle opere d’arte. Il caso dell’artista greco, tra applicazioni della transmedialità e attaccamento all’archetipo della statuaria classica.</p>
<p>di Dimitris Papaioannou e Roberto Canziani | pag. 10</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quando uomini e donne, alla sera, si liberano finalmente dell’armatura</h3>
<p>Una recensione dello spettacolo <em>Inside</em> di Dimitris Papaioannou</p>
<p>di Roberto Canziani | pag. 11</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Oltre i confini, nella terra dei Naga dove non esiste il teatro</h3>
<p>Situato al confine nord-est indiano, il Nagaland è un territorio impervio, ricco di tradizioni culturali millenarie. Qui Instabili Vaganti ha portato il progetto Beyond Borders, alla ricerca di una contaminazione tra le danze e i canti locali e le forme performative occidentali.</p>
<p>di Nicola Pianzola | pag. 12</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bratislava Nova Drama Festival, da vent’anni è sempre “nuovo“</h3>
<p>Istituito due decenni fa, il Festival slovacco ha scandito le tappe del cambiamento artistico e politico del Paese, rivelandosi sempre più stimolante, grazie alla varietà del programma e al prestigio degli ospiti, con spettacoli, simposi e focus internazionali.</p>
<p>di Pino Tierno | pag. 15</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Wiener Festwochen: liberare Vienna con un’arte politica all’insegna della resistenza</h3>
<p>La prima edizione diretta da Milo Rau si è concentrata su progetti partecipativi in difesa della democrazia. Accanto a questi, le prime mondiali degli spettacoli dello stesso direttore, di Florentina Holzinger, Kirill Serebrennikov, Caroline Guiela Nguyen e Kornél Mundruczó.</p>
<p>di Irina Wolf | pag. 16</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A zig-zag attraverso la Romania, lo sguardo plurale del teatro</h3>
<p>Tra la capitale Bucarest, Sfântu Gheorghe e Suceava, le stagioni restituiscono il respiro del Paese, che si interroga sul presente, fa satira sul passato comunista, guarda alle fragilità generazionali alla luce dell’instabilità internazionale.</p>
<p>di Irina Wolf | pag. 18</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Belgrade Dance Festival: un hub internazionale nel centro dei Balcani</h3>
<p>Il Festival, nato per colmare il vuoto della presenza della danza contemporanea sulla scena serba, è giunto alla sua 21a edizione, intitolata “Impeccable Differences“. Una presenza che racconta la molteplicità dei linguaggi transnazionali.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata | pag. 20</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Programme Commun: la scena elvetica in vetrina a Losanna</h3>
<p>La settima edizione del Festival ha offerto un ampio sguardo sul teatro in Svizzera, Paese che, in virtù della predisposizione a investire sulla cultura, è diventato casa di artisti internazionali, come il Leone d’argento della Biennale Danza 2024, Trajal Harrell</p>
<p>di Laura Bevione | pag. 22</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Memorabili, gli hit imperdibili della stagione londinese</h3>
<p>Dall’Almeida al National Theatre, gli spettacoli che hanno lasciato il segno nella stagione appena trascorsa sono molti. Da Shakespeare ai contemporanei, tra riscritture e allestimenti mozzafiato, quello che ha da dirci la scena della capitale d’Oltremanica.</p>
<p>di Monica Capuani | pag. 24</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Recitare stanca, ma il teatro se non lo fai ti manca</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi | pag. 26</p>

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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e romanzo</h3>
<p>a cura di Marco Menini, Roberto Rizzente e Francesco Tei | pag. 27</p>

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			<h3>Nicola Lagioia: il romanzo? Un canovaccio per l’ispirazione teatrale</h3>
<p>Costitutivamente diverso dal romanzo, nonostante la comune radice che affonda nell’oralità, il teatro deve, nell’adattamento per la scena, poterne tradire gli assunti, in nome di una ridefinizione libera che ne illumini il senso e che tenga conto, oltre che della parola, degli attori e soprattutto del pubblico.</p>
<p>di Nicola Lagioia e Roberto Rizzente | pag. 28</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alla ricerca della teatralità nascosta: la lunga avventura delle riduzioni per la scena</h3>
<p>Tante sono le esperienze, spesso di successo, di adattamento e di riscrittura dei classici della letteratura italiana, dall’Ottocento al Secondo Dopoguerra. Da Manzoni a Svevo, da Pirandello agli autori della Resistenza, fino a Moravia, non sono pochi gli esempi in cui le ragioni della scena hanno saputo sopravanzare quelle letterarie. Anche a costo del tradimento.</p>
<p>di Giuseppe Liotta | pag. 30</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le delusioni perdute dei romanzieri a teatro</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi | pag. 31</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un brutto romanzo può fare del buon teatro?</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi | pag. 32</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mezzo secolo di parole sui libri e sui corpi degli attori</h3>
<p>Un viaggio negli adattamenti per la scena della letteratura italiana contemporanea, opera di drammaturghi ma anche di scrittori. Dalle tracce dell’eredità ronconiana alle versioni mainstream dei bestseller, fino agli omaggi e alle monografie degli autori.</p>
<p>di Diego Vincenti | pag. 34</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Storico, romantico, sociale, avventuroso: l’Ottocento letterario in scena fa ancora gola</h3>
<p>I grandi classici, da Melville ad Austen, passando per i grandi francesi, senza dimenticare Goethe e il nostro Verga, hanno supplito a una mancanza di trame e intrecci che tanto piacciono allo spettatore, fornendo spesso materiali, spunti e idee per nuove messinscene.</p>
<p>di Andrea Bisicchia | pag. 36</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Niente sangue, please: a teatro va di moda il perturbante</h3>
<p>di Laura Bevione | pag. 37</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Proust, Woolf, Céline, Joyce: portare in teatro la crisi del romanzo</h3>
<p>Dallo storico spettacolo di Vasilicò a quello di Lombardi-Tiezzi sulla Recherche proustiana, dal “derby” (a ventidue anni di distanza) tra Castellucci e Germano su Viaggio al termine della notte, dai molti Orlando alle Molly Bloom, il teatro non ha smesso di interrogare la letteratura a cavallo tra Otto e Novecento.</p>
<p>di Francesco Tei | pag. 38</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Italia-Russia, andata e ritorno: due secoli di omaggi e di passioni ininterrotte</h3>
<p>Una storia che dura da sempre: numerosissimi sono, in Italia, gli adattamenti e le riscritture dei classici russi, soprattutto dei capolavori di Dostoevskij. Senza trascurare il Novecento, Bulgakov e Nabokov in particolare, ispiratori di spettacoli originali e potentemente innovativi.</p>
<p>di Fausto Malcovati | pag. 40</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nel teatro della “drammaturgia nascosta“: Kafka sulla scena italiana</h3>
<p>L’interesse per l’autore boemo in Italia si è acceso sul finire del secolo scorso, producendo spettacoli innovativi e originali, da Il castello di Corsetti ad Amerika di Scaparro, spesso lontani dal mondo multiforme e inafferrabile offerto dai racconti e dai romanzi postumi più celebri.</p>
<p>di Giuseppe Liotta | pag. 42</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Napoli: il fondo nero di una città che s’illude e s’imbroglia</h3>
<p>Attraverso pagine in cui dominanti sono le tonalità scure, letteratura e teatro contraddicono la retorica di un’amministrazione che, della città partenopea, continua a offrire un’immagine edulcorata e stereotipata a uso e consumo dei turisti.</p>
<p>di Alessandro Toppi | pag. 43</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il monologo, nuova frontiera nella “teatralizzazione” della narrativa</h3>
<p>Un itinerario dalle ricerche degli studiosi di fine secolo alla stagione degli innumerevoli spettacoli-performance per attore solista: dall’affabulazione al racconto, al “concerto” per voci e musiche. Per esplorare una drammaturgia che mette in scena anche l’autore letterario e il suo lavoro.</p>
<p>di Gerardo Guccini | pag. 44</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bradbury, Orwell, Atwood e Burgess, strade possibili per la distopia in scena</h3>
<p>di Alice Strazzi | pag. 45</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I romanzi stranieri contemporanei: belli, famosi e possibilmente cool</h3>
<p>Meno diffusi sulle nostre scene di quanto si pensi, gli spettacoli ispirati alla letteratura contemporanea premiano, soprattutto, i best-seller riconosciuti e gli autori più affermati, da Nothomb a Saramago, da Carrère agli israeliani Yehoshua e Grossman. Con qualche eccezione.</p>
<p>di Laura Bevione | pag. 46</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il giallo e il teatro: tra i soliti noti la spunta Agatha Christie</h3>
<p>di Andrea Borini | pag. 47</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ronconi e lo spettacolo infinito: un’altra grande rivoluzione del Maestro</h3>
<p>Dal Pasticciaccio a Pornografia, Ronconi rinuncia alla convenzione più che consolidata dell’adattamento per restituire la ricchezza polifonica delle opere originarie. Fino ad approdare a una nuova grammatica della rappresentazione che scardina la tradizionale sintassi dialogica e la definizione stessa del personaggio.</p>
<p>di Claudio Longhi | pag. 48</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lagani: fare i conti con noi stessi ritrovando il bandolo perduto della matassa</h3>
<p>Per la compagnia Fanny &amp; Alexander la narrativa ha sempre occupato un posto di eccezione. Chiara Lagani riflette sulle sfide dell’adattamento: mantenere intatta la natura enigmatica e misteriosa dei testi. E rendere lo spettacolo una festa collettiva per gli innamorati della letteratura.</p>
<p>di Chiara Lagani e Maddalena Giovannelli | pag. 50</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tiezzi: lavorare sulla narrativa per capire davvero cos’è il teatro</h3>
<p>Serbatoio di temi e modi, ma soprattutto di linguaggi, la letteratura alimenta, sin dai tempi del Carrozzone, l’ispirazione di Federico Tiezzi, generando innesti che scardinano le strutture dialogiche ormai consolidate e gettano nuova luce sul mestiere stesso dell’attore.</p>
<p>di Federico Tiezzi e Marco Menini | pag. 51</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Indossare i panni del minatore: lo scavo e la rinuncia come atto creativo</h3>
<p>Costretto, suo malgrado, a operare delle scelte, il drammaturgo deve, nello sforzo di sintesi e di restituzione per la scena di un romanzo, poter contare sulla profonda conoscenza di un autore e di tutta la sua opera. Come i lavori realizzati da Federico Bellini e Linda Dalisi per Antonio Latella dimostrano.</p>
<p>di Federico Bellini e Linda Dalisi | pag. 52</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gallione: sono un feroce lettore alla ricerca di teatro</h3>
<p>Tagliare e cucire prosa per fare teatro: quella di Giorgio Gallione, regista e drammaturgo, è stata una scelta precoce perseguita per oltre trent’anni, collaborando con scrittori affermati e attingendo dalla letteratura contemporanea.</p>
<p>di Giorgio Gallione e Laura Santini | pag. 53</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tra l’interpretare e l’essere: gli attori e l’identità dei grandi personaggi letterari</h3>
<p>Banco di prova per mattatori, le figure del Santo bevitore di Roth, Ivan Karamazov, il capitano Achab e Jean Valjean sono state portate in scena da quattro mostri sacri del teatro italiano: Carlo Cecchi, Umberto Orsini, Elio De Capitani e Franco Branciaroli.</p>
<p>di Elena Scolari | pag. 54</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Don Chisciotte, un eroe visionario per tutte le stagioni</h3>
<p>di Stefania Di Carlo| pag. 55</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Emma, Anna, Molly: metamorfosi dalla narrativa alla scena</h3>
<p>Quattro indimenticabili prove d’attrice in spettacoli che hanno reinventato con grande autonomia espressiva i capolavori di Flaubert, Tolstoj e Joyce e le loro protagoniste: da Monica Guerritore a Mascia Musy, da Sonia Bergamasco a Piera Degli Esposti.</p>
<p>di Laura Caretti | pag. 56</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’eros senza didascalie e morbosità voyeuristiche</h3>
<p>di Renzo Francabandera | pag. 57</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se il teatro ragazzi reinventa la letteratura per l’infanzia (e non solo)</h3>
<p>I classicissimi dell’Ottocento e Novecento – italiani e stranieri, per grandi e piccini – trovano nuova vita sul palco. Ma non manca l’attenzione per i romanzi di oggi, e c’è chi porta in scena Sherlock Holmes, Jekyll e Hyde o i capolavori di Rabelais.</p>
<p>di Mario Bianchi | pag. 58</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un dialogo libero, che procede per risonanze: il romanzo come ispirazione per la danza</h3>
<p>Dalla svolta narrativa, a metà del Settecento, la danza ha sempre trovato nella letteratura la fonte d’ispirazione per una creazione autonoma e originale che rifugge la semplice trasposizione scenica dell’argomento per radicarsi nella poetica e nella sensibilità del coreografo.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata | pag. 59</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il musical made in Italy, un caleidoscopio di suoni e colori da tutto il mondo</h3>
<p>Erede della tradizione anglosassone, il musical italiano ha adottato, negli anni, una gran quantità di caposaldi della letteratura occidentale, dalla Bibbia a I promessi sposi, da I miserabili a Il Conte di Montecristo. Con risultati non sempre sensazionali.</p>
<p>di Sandro Avanzo | pag. 60</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dalla pagina alla scena lirica il romanzo che (in)canta</h3>
<p>Il romanzo approda sulle scene liriche nel primo Ottocento grazie alla smodata passione per Walter Scott. Nel tempo, mutano i fenomeni di mediazione per adattare il fervore del racconto alla concisione del tempo in musica: da Rossii a Tutino, attraverso i grandi protagonisti del Novecento.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno | pag. 61</p>

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			<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Festival, rassegne e concorsi, luci e ombre della scena emergente</h3>
<p>Fioriscono per giovani artisti e compagnie occasioni di visibilità, e in alcuni casi anche di sostegno economico-distributivo. Tanto entusiasmo e meritorio lavoro collettivo, che spesso si scontra con le logiche del mercato e la disattenzione del sistema teatrale. Eccone un assaggio primaverile.</p>
<p>di Giulio Baffi, Alice Strazzi, Anna Crichiutti e Claudia Cannella | pag. 62</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le recensioni dell’ultima parte della stagione teatrale | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Milano capitale d’Europa sulla scena multilingue del Piccolo</h3>
<p>Il tempo della realtà e della certezza, ora: il Festival Presente Indicativo | Milano Porta Europa del Piccolo Teatro è un affresco potente e multiforme della scena contemporanea del continente, cuore pulsante di un’azione collettiva, politica e culturale.</p>
<p>di Alice Strazzi, Diego Vincenti, Elena Scolari, Roberto Rizzente, Matteo Valentini, Sandro Avanzo e Sara Chiappori | pag. 64</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Primavera dei Teatri: sinergia tra territorio e comunità attraverso il linguaggio teatrale</h3>
<p>L’attenzione alla drammaturgia contemporanea è di casa al Festival di Castrovillari, giunto alla 24a edizione: da Dino Lopardo, Caroline Baglioni e Fabio Pisano a Dario De Luca, Mariano Dammacco, Pier Lorenzo Pisano, Marco Sgrosso e Tindaro Granata.</p>
<p>di Giulio Baffi, Carlo Lei, Enrico Marcotti, Mario Bianchi e Ira Rubini | pag. 83</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dismisura, gioco e parola poetica: a Siracusa si celebra il rito eterno</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno | pag. 86</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Palcoscenici globali e sguardi oltre confine, il mosaico della scena internazionale</h3>
<p>di Diego Vincenti, Alice Strazzi, Laura Bevione e Francesco Tei | pag. 88</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il linguaggio dei corpi tra atto politico e oblio</h3>
<p>La primavera della danza sulle note di Gershwin e del Vivaldi di Calixto, dall’omaggio a Jérôme Bel di D’Agostin alla danza a due di Teshigawara e Sato, dall’assolo di Bertozzi alle coreografie di Zappalà, Marilungo, Tansini.</p>
<p>di Mario Bianchi, Laura Bevione, Carmelo A. Zapparrata, Michele Pascarella e Matteo Brighenti | pag. 90</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riletture originali della tradizione, la regia lirica lascia la sua impronta</h3>
<p>Dal surrealismo allucinato di Bieito al verismo di Martone, dal post-femminismo di Irina Brook al simbolismo di Chiara Muti e ai burattini onirici di Menghini, dalla Tosca fascista di Popolizio al site-specific di Le Lab, come evolve l’immaginario operistico.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno e Roberto Rizzente | pag. 93</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Che fretta c’era, maledetta primavera&#8230; stagione di piogge e di dolorosi addii</h3>
<p>Fin de partie per tre grandi interpreti – Franca Nuti, Paola Gassmann, Rosalina Neri – ma anche per chi ha dedicato la vita al teatro ricoprendo altri ruoli, come Armando Pugliese, Giovanna Marini, Alessandra Belledi e Roberto Toni.</p>
<p>di Sara Chiappori, Albarosa Camaldo, Giuseppe Liotta, Francesco Tei e Mario Bianchi | pag. 96</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità editoriali</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo | pag. 98</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il tempo attorno</h3>
<p>di Giuliano Scarpinato | pag. 102</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità dal mondo del teatro</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente | pag. 116</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Milano, «la città è malata»: il taglio ai finanziamenti delle Scuole Civiche</h3>
<p>di Diego Vincenti | pag. 116</p>

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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2023</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-di-ottobre-dicembre-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2023 15:44:37 +0000</pubDate>
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			<h2>SPECIALE HYSTRIO FESTIVAL</h2>
<h3>La cronaca, i premiati, le motivazioni</h3>
<h2></h2>
<h3>Tra sogni e realtà, selfie e fiocchi rosa la seconda stella di Hystrio Festival | pag. 2</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiude in ascesa la seconda edizione del festival dedicato al teatro under 35. Otto spettacoli, cinque letture sceniche riempiono per sei giorni gli spazi del Teatro Elfo Puccini di Milano. Operatori e critici, certo, ma anche tanto pubblico giovane e curioso di ritrovarsi e scoprire i nuovi talenti della scena.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>

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			<h2>VETRINA</h2>
<h3></h3>
<h3>La sfida quotidiana di attori “di-versi”, dieci anni con il Teatro La Ribalta | pag. 12</h3>
<p>Portatori di un mistero che solo il teatro può accogliere, gli attori che lavorano con Antonio Viganò sanno offrire l’esperienza di una bellezza inquieta e spiazzante, che rivela la forza rivoluzionaria di cui la scena è capace.</p>
<p>di Massimo Bertoldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Edipo all’infaticabile ricerca della verità, Marco Baliani regista e pedagogo | pag. 13</h3>
<p>Esito finale di Bottega XNL, percorso di formazione alle professioni del teatro e del cinema, va in scena a Veleia l’Edipo diretto da Baliani, che ha guidato 20 giovani attori in un percorso maestro-allievo incentrato su un testo-culto della drammaturgia occidentale.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Don Chisciotte e quei sogni messi al rogo, la nuova utopia del Teatro delle Albe | pag. 14</h3>
<p>Marco Martinelli ed Ermanna Montanari rileggono Cervantes con una nuova chiamata pubblica, prima tappa di un percorso attraverso la città di Ravenna che culminerà, nel 2025, sul palcoscenico del Teatro Rasi.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I miti del Mediterraneo in scena sull’Isola di Gorgona | pag. 15</h3>
<p>Ulisse, le Metamorfosi di Ovidio e la Tempesta di Shakespeare, appuntamenti di un immaginario alle radici della nostra cultura, costituiscono materia fertile per la trilogia allestita da Gianfranco Pedullà con i detenuti del carcere di Gorgona.</p>
<p>di Laura Caretti</p>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>London Summer, West End storie contemporanee in musical | pag. 16</h3>
<p>Accanto al Premio Pulitzer Michael R. Jackson e al mago dei blockbuster Lloyd Webber, campeggiano produzioni piccole e kolossal programmati anche durante l’estate nei teatri londinesi, invariabilmente pieni.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Transizioni della regia Almada, il teatro che cambia pelle | pag. 20</h3>
<p>Un osservatorio sensibile sui teatri del mondo. Da quarant’anni, con singolare tempestività, il festival che si svolge nella città di fronte a Lisbona registra la mutazione dei linguaggi della scena, da Peter Stein a Milo Rau.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Salisburgo, sul “palcoscenico del mondo” due importanti questioni di etica | pag. 21</h3>
<p>Al Festival di Salisburgo Ulrich Rasche rilegge criticamente un classico illuminista di Lessing, mentre Karin Henkel adatta per il teatro un celebre film, regalandogli un ampio respiro, allo stesso tempo sociologico e filosofico.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nella Zona di sicurezza di Piatra Neamț si immaginano strategie di sopravvivenza | pag. 22</h3>
<p>Al festival che ogni anno si svolge nella città romena situata nella Moldavia Occidentale, spettacoli di compagnie nazionali e internazionali indagano tematiche contemporanee immaginando, però, possibili e positivi scenari futuri.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Roberto Sturno, una vita dedicata al teatro attraversando classici e contemporanei | pag. 23</h3>
<p>Se ne è andato in punta di piedi, quasi a sorpresa, l’attore romano che con Glauco Mauri aveva costruito uno dei sodalizi artistici più solidi della scena italiana. Ma l’estate ha segnato anche la fin de partie di Renata Scotto e di Pierluca Donin.</p>
<p>di Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Franco Branciaroli, ultima voce di una razza in via d’estinzione | pag. 24</h3>
<p>A luglio l’attore ha ricevuto a Verona il Premio Renato Simoni “per la fedeltà al teatro di prosa”, sigillo di una lunga carriera a servizio dell’arte. Ora si prepara per un’altra lunga tournée con un altro “ragazzo irresistibile” come Umberto Orsini.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Marco Bernardi: «Il teatro mi ha scelto, la mia università è stata la scena» | pag. 25</h3>
<p>Dall’apprendistato, a bottega con Maurizio Scaparro, alla direzione del Teatro Stabile di Bolzano, Bernardi festeggia 50 anni di carriera. Regista colto, amministratore accorto, dichiara la sua passione per il teatro di parola, da sempre al centro del suo lavoro.</p>
<p>di Massimo Bertoldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fratelli Cordelli | pag. 26</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e Natura | pag. 27</h3>
<p>a cura di Laura Bevione e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Coccia: teatro e pianeta una coincidenza necessaria | pag. 28</h3>
<p>Per la prima volta costretto a confrontarsi con la totalità dei viventi, l’uomo deve ripensare il proprio rapporto con il pianeta, costruendo una relazione paritetica che contempli e racconti il rispetto per le specie e la convivenza con la natura a partire dai luoghi dell’esistenza quotidiana: i teatri e le città.</p>
<p>di Emanuele Coccia e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Natura e rappresentazione: i due poli di una questione ininterrotta | pag. 30</h3>
<p>Espressione nell’antichità della potenza degli dèi, la natura è stata, nei secoli successivi, introiettata nei discorsi dei personaggi, assorbita nel verso poetico a mo’ di allegoria o assurta a vero e proprio personaggio e motore dell’azione, contribuendo alla definizione del teatro come possibile realtà alternativa.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se il teatro si occupa del cambiamento climatico: esperienze di drammaturgia “ecologista” | pag. 32</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Arti performative in movimento, progetti europei tra ecologia e paesaggio | pag. 33</h3>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pensieri e pratiche inter-specie lontano dall’Occidente | pag. 34</h3>
<p>Di ascendenza europea, la visione dualistica e gerarchizzante tra umano e non umano è antitetica a quanto, da secoli, le culture indigene e le recenti ricerche antropologiche vanno proponendo: un’osmosi tra le specie che passa attraverso la relativizzazione dei punti di vista, fino alla possessione.</p>
<p>di Laura Budriesi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il mondo alla rovescia: benvenuti nella repubblica degli animali | pag. 36</h3>
<p>Protagonisti a tutto campo o alter ego con cui il folle è chiamato a confrontarsi, gli animali si fanno metafora, nei testi di quattro autori contemporanei, del potere ferino che è nell’uomo, spesso disattendendo le nostre certezze e le classificazioni di comodo.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pecore, corvi e salti di specie: la natura futura di Marta Cuscunà | pag. 37</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dalle parti dell’inconscio: le maschere zoomorfe in scena | pag. 38</h3>
<p>Raffinati coccodrilli, felini di vario genere e creature ibride ma anche ovini, gorilla, conigli e molti scimpanzé: il bestiario scenico del teatro contemporaneo è sicuramente ricco e polimorfo, tanto da correre il rischio di tramutarsi in facile cliché.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Al di là delle colonne d&#8217;Ercole: miti e cronache di eroi ed esploratori | pag. 39</h3>
<p>Dal mare alla montagna, dal cosmo alla terra, inevitabilmente considerata matrigna, la Natura è il limite ultimo cui l’uomo, sin da bambino, è chiamato a confrontarsi per esplorare parti di sé e nutrire il desiderio inestinguibile della conoscenza.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Metti un capro in teatro: quando è l’animale a essere osceno | pag. 40</h3>
<p>Utilizzando animali veri o rappresentandoli attraverso i dispositivi tecnologici, la scena contemporanea spiazza lo spettatore, di cui mette a nudo gli istinti predatori. Tanto da incorrere, spesso e volentieri, nella censura degli animalisti e delle autorità grazie a cavilli giuridici.</p>
<p>di Silvia Mei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro nella natura, teatro della natura: per perdersi e ritrovare il vero sé | pag. 42</h3>
<p>Spettacoli itineranti o immersi in boschi e parchi; miti ripensati nell’epoca contemporanea e inviti a ricalibrare il pensiero e la percezione per “guardare” davvero il paesaggio naturale. Una carrellata di esperienze eclettiche ma accomunate dal desiderio di rifondare la relazione uomo-natura.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Raccogliere e cacciare negli anni Duemila: l’esperienza “a lato” della Tosse | pag. 44</h3>
<p>Come profeticamente scrisse Renzo Piano, «quelli del Teatro della Tosse sono anche un po’ ladri di spazi, si prendono un pezzo di città o un intero paese, trasformandoli in un luogo magico che sembra appena inventato».</p>
<p>di Maria Dolores Pesce</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le Ariette: attori-contadini di un teatro democratico e paritario | pag. 45</h3>
<p>Paola Berselli e Stefano Pasquini sono, insieme a Maurizio Ferraresi, il Teatro delle Ariette: casa, campi e uno spazio sui colli bolognesi, in Valsamoggia. Per un teatro che sia prima di tutto “esperienza” del naturale.</p>
<p>di Paola Berselli, Stefano Pasquini e Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Andare nella foresta e costruire castelli: i festival a misura di paesaggio | pag. 46</h3>
<p>Diffusi in tutta la penisola e spesso fondati prima che l’attenzione per l’ambiente divenisse di dominio pubblico, i festival teatrali contribuiscono alla tutela e alla valorizzazione dei territori, promuovendo innovative forme di collaborazione con gli enti locali, con ricadute sui linguaggi e le estetiche.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Infante: l’Altro come eccesso per un teatro post-umano | pag. 48</h3>
<p>Dal Cile, Manuela Infante inventa nuovi linguaggi per organizzare il pensiero in modo non umano. Realismo (2016), Estado Vegetal (2017), Metamorphoses (2023), Cómo convertirse en piedra (2022) hanno spostato il centro della narrazione sulle pietre, i vegetali, sulla voce come puro suono.</p>
<p>di Manuela Infante e Teresa Vila</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gualtieri: questo tempo, ancora più rotto, è un tempo di radicale cambiamento | pag. 49</h3>
<p>Ineffabile, archetipica, sacrale, prossima al mito e aliena dalle costruzioni razionali e antropocentriche dell’uomo, la Natura è, nell’opera di Mariangela Gualtieri, portatrice di un’alterità salvifica che a stento può essere descritta dalla parola.</p>
<p>di Mariangela Gualtieri e Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Imprevisti, tensioni, nomadismi: abitare il paesaggio secondo DOM | pag. 50</h3>
<p>Fondato nel 2013 da Leonardo Delogu e Valerio Sirna, DOM indaga il paesaggio e le pratiche di abitazione dello spazio. L’uomo che cammina, un progetto del 2015 capace di reinventarsi a seconda dei contesti in cui viene realizzato, è esemplificativo della poetica del gruppo.</p>
<p>di Leonardo Delogu, Valerio Sirna e Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il giardino coltiva il giardiniere con l’amore per superare l’antropocentrismo | pag. 51</h3>
<p>Ideatrice e direttrice, dal 2001, del Festival Naturalmente Arte, “artista-giardiniera”, Lorenza Zambon è impegnata, dal 1999, in una personale e pionieristica ricerca sulla relazione fra la specie umana e l’ambiente in cui vive.</p>
<p>di Lorenza Zambon e Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Natura, natura delle mie brame qual è lo spettacolo più bello del reame? | pag. 52</h3>
<p>Anfiteatro della meraviglia, propedeutica a una crescita armoniosa della psiche, la Natura è protagonista assoluta del teatro ragazzi, dagli spettacoli ambientati in boschi e giardini a quelli che hanno per protagonisti gli animali, i viaggiatori e gli esploratori.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Visioni senza confine: praticare e formarsi “in natura” | pag. 53</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Con la testa nelle fauci del leone: storia e storie del circo con animali | pag. 54</h3>
<p>Compagni di acrobati, giocolieri e ballerini, gli animali hanno accompagnato la nascita e l’evoluzione<br />
del circo, incarnandone il gusto per la meraviglia nell’incontro dell’uomo con l’altro da sé. Fino agli sviluppi più recenti del nouveau cirque, dal Cirque du Soleil a Zingaro.</p>
<p>di Alessandro Serena</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mickey Mouse &amp; friends: il musical tra leoni, gatti, gorilla e pappagalli | pag. 56</h3>
<p>Disney ma non solo: diffusissima è, nel musical, la presenza degli animali, interpretati da attori mascherati o evocati da un complesso apparato scenotecnico che trova nuove e mirabolanti soluzioni per reinventare i classici del cinema e della letteratura.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lirica e Natura: singin’ in the rain, fra volpi, foreste, cataclismi e sortilegi | pag. 57</h3>
<p>Catastrofi, temporali, eruzioni sono eventi di straordinario impatto scenico, esaltati dal melodramma sin dall’epoca barocca per lasciare spazio, nel Novecento, a una più complessa riflessione sul rapporto tra l’uomo e la Natura.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La montagna che si muove: ecologie performative nell’arte | pag. 58</h3>
<p>Antitetici secondo la prospettiva occidentale, uomo e natura trovano nella cultura orientale e nell’arte contemporanea nuove modalità di interazione, nella convinzione che entrambi concorrano alla definizione dei processi storici.</p>
<p>di Marco Scotini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rito, istinto e rigenerazione: il vitale rapporto fra danza e natura | pag. 60</h3>
<p>Il corpo in movimento, nelle sue performatività e anche nudità, è, sin dalle epoche più antiche, lo strumento ideale, concreto e simbolico, per rappresentare problematicamente il rapporto dell’uomo con il mondo naturale e animale che lo circonda, così come il proprio inconscio istintuale.</p>
<p>di Shahrzad Mohsenifar</p>

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			<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Scenario, la scena under 35 in un caleidoscopio di visioni e linguaggi | pag. 62</h3>
<p>Tra i dodici finalisti della 19a edizione del prestigioso Premio vincono anonimasequestri di Leonardo Tomasi e Luisa di Valentina Dal Mas, segnalati La costanza della mia vita di Pietro Giannini e Tre voci di Tilia Auser.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>All’Ultima Luna d’Estate vince I ragazzi e Guillaume, a tavola! | pag. 63</h3>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le recensioni dai festival estivi | pag. 66</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle visioni di Castellucci alla docu-fiction di Nikitin: il teatro d’autore della Biennale Teatro | pag. 66</p>
<p>B.Motion, a Bassano la vetrina dedicata ai linguaggi contemporanei | pag. 69</p>
<p>Oltre le convenzioni del teatro, a Pergine tra identità e politica | pag. 70</p>
<p>Mittelfest: impegno e gioco, da Elon Musk al teatro d’indagine | pag. 71</p>
<p>Santarcangelo Festival: andare oltre le possibilità del reale | pag. 75</p>
<p>Inequilibrio, pratiche di sconfinamento e dialogo tra generi, corpi e linguaggi | pag. 78</p>
<p>Dal metateatro al gioco di ruolo la multidisciplinarietà è di casa a Kilowatt | pag. 82</p>
<p>Incroci generazionali, la stagione plurale di Spoleto66 | pag. 86</p>
<p>Storie nere dal passato e dal presente gli ultimi titoli di Campania Teatro Festival | pag. 90</p>
<p>L’agosto teatrale di Segesta dai classici a T.S. Eliot | pag. 92</p>
<p>L’estate danzante dei festival piroetta tra i continenti | pag. 94</p>
<p>L’appassionata estate operistica tra follie, drammi e discusse riletture | pag. 97</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tutte le novità dal mondo librario | pag. 100</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>MA-DONNA di Camilla Dania | pag. 104</h3>
<p>Testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2023</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-size: 16px;">Notizie dal mondo del teatro | pag. 115</span></h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adminsmdev]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 13:45:17 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Viaggio nellʼItalia del teatro partecipato, dove le comunità ritrovano se stesse | pag. 2</h3>
<p>Sono sempre di più i progetti attivati in Italia in cui a lavorare insieme sono artisti professionisti e gruppi di cittadini, che fanno del teatro uno strumento, un luogo d’incontro e confronto. Un’indagine sui principali esempi e sulle ragioni del successo di questo “genere”.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Comizi d’amore, l’amore (e il sesso): indagine teatrale nel Friuli di oggi | pag. 5</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Napoli, si spegne la luce sul Nuovo Teatro Sanità | pag. 6</h3>
<p>I lavori di adeguamento richiesti dalla Digos, la lievitazione dei costi di ristrutturazione e il mancato dialogo con il Comune, proprietario dell’immobile, costringono il teatro diretto da Gelardi alla chiusura. Una ferita profonda nel tessuto culturale della città.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatringestazione, la scena come sede di una socialità sperimentale | pag. 7</h3>
<p>Dalla propria casa nel centro storico di Napoli, a due passi da San Domenico Maggiore, la compagnia conduce un’attività artistica dal forte impatto sociale. Nell’organizzazione i festival come nell’attività in carcere, protagonista il “cittadino” sul “consumatore”.</p>
<p>di Emilio Nigro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Collettivo Amigdala, quando lʼarte ascolta i luoghi e le comunità | pag. 8</h3>
<p>Generare comunità temporanee di cittadini che acquisiscono, attraverso l’arte, la consapevolezza dei luoghi in cui vivono: questo uno degli obiettivi primi del collettivo di artiste e curatrici, tutto al femminile, attivo a Modena dal 2005.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Théâtre de Vidy di Losanna: sullʼacqua e al centro dellʼEuropa | pag. 9</h3>
<p>Due anni di lavori per una felice metamorfosi del teatro costruito sul lago Lemano quasi sessant’anni fa e diventato, negli anni, un polo internazionale di creazione e sperimentazione nelle arti dello spettacolo.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Vienna, fra scandali vecchi e nuovi e questioni sociali indagate con fantasia | pag. 10</h3>
<p>La stagione teatrale della capitale austriaca propone adattamenti di classici della letteratura, ma anche riflessioni su casi di attualità, dall’inchiesta sugli orfanotrofi alla salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>New York, quel bellʼequilibrio tra memoria, passato e futuro | pag. 12</h3>
<p>Mentre in scena spopola Leopoldstadt di Stoppard, dramma fluviale su una famiglia viennese ai tempi della Shoah, il La Mama riapre dopo una poderosa ristrutturazione e gli artisti emergenti dell’Exponential Festival invadono la città.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nei vicoli del Cairo alla scoperta del Downtown Contemporary Arts Festival | pag. 14</h3>
<p>Compie dieci anni il maggior festival egiziano, dove confluiscono le molte facce della creatività del mondo arabo con danza, musica, teatro e arti visive, a cui si aggiunge l’Arab Art Focus, attesa vetrina biennale sulle produzioni dell’area Swana (South West Asia and North Africa).</p>
<p>di Brunella Fusco</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dante attraverso la giungla tropicale, Bali e il sottile confine tra rito e teatro | pag. 16</h3>
<p>Una collaborazione nata quasi per caso, durante il lockdown, quella di Instabili Vaganti con Made Suteja e Kadek Budi Setiawan, artisti balinesi. Dalle prime prove online all’esperienza dal vivo, Oriente e Occidente si incontrano nelle parole del Sommo Poeta.</p>
<p>di Nicola Pianzola</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>r(UMOR)noir</p>
<h3>C&#8217;era una volta una matta&#8230; | pag. 18</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e follia | pag. 19</h3>
<p>a cura di Marco Menini, Roberto Rizzente e Francesco Tei</p>

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			<h3>Andreoli: viva i matti, senza copione nel gran teatro dellʼesistenza | pag. 20</h3>
<p>Depositaria di una visione del mondo diversa da quella dominante, la follia è, per lo psichiatra Vittorino Andreoli, una risposta al rifiuto della società, cui il matto reagisce fuggendo nella depressione o rompendo il rapporto tra l’Io e l’Altro. Con conseguenze benefiche per la creatività.</p>
<p>di Vittorino Andreoli e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cʼè o ci fa? Duemilacinquecento anni tra finzione, esaltazione e (auto)distruzione | pag. 22</h3>
<p>Avversata, idolatrata, temuta dagli uomini, epifania del divino piuttosto che conseguenza della convenzioni sociali, strumento drammaturgico per sviluppare l’intreccio o enucleare una verità, la follia ha fatto parte della storia del teatro, dai Greci fino a Strindberg e all’espressionismo tedesco.</p>
<p>di Alice Strazzi, Claudio Bernardi, Laura Bevione, Stefania Di Carlo, Gianni Poli, Marco Castellari e Andrea Bisicchia</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La follia creativa: il caso di Antonin Artaud | pag. 25</h3>
<p>di Gianni Poli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Follia vera e follia simulata nel teatro di Luigi Pirandello | pag. 26</h3>
<p>Più frequenti, nei testi del drammaturgo siciliano, coloro che si fingono pazzi (o sono costretti a farlo, come Beatrice Fiorica) dei folli veri. E “recitare” la parte del pazzo può diventare gioco, difesa, irrisione. La stessa signora Frola non delira, ma, come Cotrone de I giganti, sogna di vivere un’altra realtà.</p>
<p>di Andrea Bisicchia</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Balordi e svitati nel teatro di Dario Fo | pag. 27</h3>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Napoli: da Eduardo a Borrelli la metamorfosi della corda pazza | pag. 28</h3>
<p>Il teatro napoletano ha fatto un uso politico e singolare della follia, servendosene come di un grimaldello per rivelare lo sporco che è nella società, stretta tra l’abusivismo edilizio, la criminalità, e l’omologazione imposta dal capitalismo.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sogno, delirio e profezia nellʼopera di Pier Paolo Pasolini | pag. 30</h3>
<p>L’inconscio e l’irrazionale, spesso confinanti con la bestialità e la malattia, sono per Pasolini legittime forme di resistenza contro l’omologazione imposta dalla società borghese, e il viatico per una conoscenza più piena (e profetica) delle cose.</p>
<p>di Matteo Boriassi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro nelle aree del disagio psichico, piccola guida tra le iniziative in Italia | pag. 31</h3>
<p>Dai Dipartimenti di Salute Mentale e Opg al palcoscenico, dall’esperienza terapeutica ed espressiva alla scommessa (a volte riuscita) di creare attori “veri”, capaci di inserirsi in un contesto professionale, sono numerose, in Italia, le occasioni per riscattare, tramite l’arte, le cosiddette patologie psichiatriche.</p>
<p>di Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Storia di Marco, cavallo azzurro, e di Giuliano, poeta d’oro | pag. 32</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se i matti non vanno a teatro, il teatro va dai matti | pag. 33</h3>
<p>di Renata Savo</p>

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			<h3>Manfredini: con la coscienza negli stati sublimi, divini e infernali | pag. 34</h3>
<p>Nel suo trentennale lavoro, Danio Manfredini ha saputo guardare alla follia con sguardo lucido e partecipato, concependo personaggi che lo hanno accompagnato negli anni. Uno su tutti quello di Luciano, che nasce da Tre studi per una crocifissione del 1992, diventando poi il protagonista dell’omonimo lavoro del 2017.</p>
<p>di Danio Manfredini e Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pippo Delbono: rimpiango Bobò e sono il capo del Teatro-follia! | pag. 35</h3>
<p>Attore, autore e regista, Delbono si è confrontato a più riprese con il disagio mentale, attraverso figure ai margini che, dal 1997, hanno contribuito a plasmare un linguaggio peculiare, avverso tanto al teatro sociale quanto a quello mainstream, legato al personaggio.</p>
<p>di Pippo Delbono e Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scomposizioni e acrobazie interiori: le attrici raccontano e recitano la follia | pag. 36</h3>
<p>Tre ruoli femminili di “pazze” della storia del teatro, dall’Ofelia di Shakespeare alla Sarah Kane di 4:48 Psychosis, passando per la Blanche DuBois di Tennessee Williams, nella restituzione di interpreti di diverse età. E c’è chi è specializzata nel personaggio…</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lear e gli altri, tra delirio e poesia, vittime degli uomini o degli dèi | pag. 38</h3>
<p>Re Lear, Oreste, Woyzeck e Osvald Alving: quattro grandi ruoli al maschile di folli raccontati da interpreti di diverse generazioni, dal veterano Glauco Mauri a Claudio Morganti, fino agli emergenti Giovanni Drago e Gianluca Merolli.</p>
<p>di Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scrivere per la scena sulla follia: lʼItalia in cinque tappe esemplari | pag. 40</h3>
<p>Ispirata ai grandi del passato, la drammaturgia italiana contemporanea legge nel disagio psichico un’occasione di conoscenza e riscatto, invisa alla società. Come dimostrano, tra i tanti, alcuni spettacoli di Perrotta, Massini, Celestini, Carullo/Minasi e Scaldati.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Americani ed europei contro le «imprese di sicurezza delle coscienze» | pag. 42</h3>
<p>Occasione di fuga per evadere o, viceversa, soccombere alla realtà; patologia ereditaria con la quale convivere o tecnica per rivelare gli orrori del presente, le pretese totalitarie del potere piuttosto che la tragicità del destino umano: la follia domina nella drammaturgia del secondo Novecento, europea e americana.</p>
<p>di Laura Santini, Roberto Menin, Gianni Poli, Giuseppe Liotta, Letizia Russo, Manuela Cherubini e Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Antonio Rezza e Antonin Artaud: il teatro nasce da un delirio organizzato | pag. 45</h3>
<p>di Amelia Natalia Bulboaca</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danzare la pazzia: declinazioni possibili di corpi, drammaturgie e movimento | pag. 45</h3>
<p>Indagata già dai tempi di Giselle, la follia ha enormemente arricchito il repertorio della danza contemporanea, tanto come tema drammaturgico quanto come motivo ispiratore di una ricerca originale sul corpo e il movimento da Mats Ek e Neumeier fino a Roberto Zappalà.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tra femminile e cretinismo la grazia folle di Carmelo Bene | pag. 47</h3>
<p>di Vincenza Di Vita</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per lʼamore o per il potere, la follia nel melodramma | pag. 48</h3>
<p>La scena della pazzia figura sin dalle origini tra i topos del melodramma. Il modello settecentesco, basato sulla reversibilità della patologia, cede presto il passo ad approcci più complessi, tra articolati richiami alla mitologia e impietose diagnosi della realtà.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>

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			<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Testori per il teatro oggi, la forza profetica di una drammaturgia | pag. 50</h3>
<p>Testori e il magistero del suo lavoro teatrale si impongono oggi, a cent’anni dalla nascita, con sorprendente attualità. Dal rapporto tra romanzo e teatro all’invenzione di una lingua, proponiamo qui alcuni temi sui quali l’autore interroga ancora il teatro contemporaneo.</p>
<p>di Annamaria Cascetta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quel che resta di Franca, il diritto di stare sola in scena | pag. 52</h3>
<p>A dieci anni dalla scomparsa di Franca Rame, una riflessione su quale sia il suo lascito nel teatro contemporaneo. Sdoganare gli assoli al femminile di cui è stata antesignana? Rivendicare il diritto all’autorialità delle donne? Portare avanti tematiche scomode mai toccate dal teatro?</p>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ultime parole, ultimi passi di danza i frammenti di storia che se ne vanno | pag. 53</h3>
<p>Le regie di Scaparro, le visioni critiche di Georges Banu, la drammaturgia televisiva di Costanzo, il sorriso di Marescotti, la parola poetica di Sgorbani, accanto alle coreografie ella tv di Gino Landi, e all’impegno di Nuti: gli addii di questo inizio di primavera.</p>
<p>di Claudia Cannella, Giuseppe Montemagno, Fabrizio Sebastian Caleffi, Giuseppe Liotta, Diego Vincenti e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Roberto Anglisani, dal Terzo Teatro al ruolo politico delle storie | pag. 56</h3>
<p>Con un talento naturale per la narrazione, l’attore ne ha perfezionato col tempo la complessa arte. Dall’esperienza con Marco Baliani alla ricerca solitaria, alla regia, le sue sono piccole-grandi storie di esclusi capaci di riscatto, che parlano a ogni essere umano.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lʼopera è nel mondo e tra chi lo abita, Luigi Dadina e lʼarte come relazione | pag. 57</h3>
<p>Co-fondatore, nel 1983, del Teatro delle Albe, l’artista ravennate è da sempre attento alle connessioni di cui il teatro è luogo principe: tra generazioni, culture, età. Ora è al lavoro su una nascente esperienza di teatro comunitario a Lido Adriano, alla periferia di Ravenna.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Surrealisti, poeti e spietati sognatori il graffio alla realtà di Les Moustaches | pag. 58</h3>
<p>Un collettivo di giovani artisti, attivi in teatro e pronti a sperimentarsi con i linguaggi dell’arte visuale: sono la giovane compagnia di Fara Gera d’Adda. Tre spettacoli, molti progetti aperti, talento e intelligenza il loro motore creativo.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2>CRITICHE</h2>
<p>Le recensioni dalla seconda parte della stagione teatrale | pag. 60</p>
<h3>CRITICHE/VISTI IN ITALIA | pag. 86</h3>
<h3>DANZA | pag. 88</h3>
<h3>LIRICA | pag. 90</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 92</p>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Zorro | pag. 96</h3>
<p>di Federico Bellini e Antonio Latella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le notizie dal mondo del teatro | pag. 112</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Teatro e carcere: novità all’orizzonte | pag. 112</h3>
<p>di Francesco Tei</p>

		</div>
	</div>
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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2022</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-2-di-aprile-giugno-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 07:00:22 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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<p>Centrale Fies, Live Works vol.7 (foto Roberta Segata).</p>

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<p>Tiago Rodriguez (foto Roberta Segata).</p>
<p>&nbsp;</p>

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			<h3>Hystrio Festival, una nuova casa<br />
per il meglio della scena under 35 | pag. 2</h3>
<p>Giovani compagnie, attori, drammaturghi, organizzatori. A loro Hystrio dedica la sua nuova “creatura” che vedrà la luce il prossimo settembre al Teatro Elfo Puccini di Milano. Una sfida, un sogno, un progetto per dare sostegno e visibilità alle eccellenze under 35 del teatro italiano.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<h3>Torna Godot, con la regia di Beckett<br />
l&#8217;inedito <em>director&#8217;s cut</em> arriva in Italia | pag. 4</h3>
<p>Esce in Italia l’ultima versione di<em> Aspettando Godot</em>, riveduta da Beckett. Una pubblicazione della Cue Press, nella traduzione di Luca Scarlini, che apre le porte del laboratorio di regia dello scrittore a lettori, studiosi, e ancor più a registi e attori italiani.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<h3>L&#8217;Europa di Tiago Rodrigues,<br />
un portoghese tra Ginevra e Avignone | pag. 6</h3>
<p>Il regista di Lisbona è stato appena nominato direttore del Festival di Avignone per il quadriennio 2023-26, un’avventura che già considera “indimenticabile”. E intanto debutta con il suo nuovo, quanto mai attuale, progetto <em>Dans la mesure de l’impossible</em>.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<h3>Raccontare le rovine e il sangue,<br />
dai territori dell’impossibile | pag. 7</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<h3>Archivio Fies, navigare online<br />
in quarant&#8217;anni di performing arts | pag. 8</h3>
<p>Centrale Fies raccoglie in un archivio disponibile in rete le tracce dell’attività del Centro, dalla prima edizione di Drodesera Festival, nel 1980: un patrimonio policromo e vitale che testimonia l’evoluzione delle performing arts in Italia e non solo.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<h3>L&#8217;arte transitiva di Stalker Teatro,<br />
progettare la scena per agire sulla realtà | pag. 9</h3>
<p>Mobile eppure radicata nel territorio piemontese, la compagnia fonda la propria pluridecennale azione su tre concetti chiave, arte-relazione-ospitalità, impegnandosi in progetti partecipati per la trasformazione dei luoghi e delle comunità che li abitano.</p>
<p>di Matteo Tamborrino</p>
<h3>Nella città di Stradivari<br />
la tradizione dialoga col presente | pag. 10</h3>
<p>Artista e manager, Andrea Cigni, sovrintendente dal 2021 del Teatro Ponchielli di Cremona, spiega la sua idea di teatro di tradizione, in cui convivono Monteverdi e gli Anagoor, e le armonie antiche vanno in scena insieme al teatro contemporaneo.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<h3>Teatro Due Mondi: per una società<br />
fondata sul rispetto dell&#8217;altro | pag. 11</h3>
<p>Breve storia e progetti a venire di un battagliero ensemble che da oltre quarant’anni produce spettacoli di e in strada, teatro per le giovani generazioni e per adulti, guida laboratori per attori e non, curando progetti multidisciplinari in tutto il mondo.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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<p>The Idiot (foto: Damir Yusupov).</p>

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			<h3>Bruxelles, una Wunderkammer<br />
per le MicroDanze di Aterballetto | pag. 12</h3>
<p>Otto minuti, tre danzatori, spazi ristretti: un innovativo progetto ideato da Gigi Cristoforetti per Aterballetto e Greek National Opera Ballet, esplora le frontiere della coreografia, creando formati che sconfinano nell’arte performativa e nello studio delle nuove tecnologie.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<h3>Salute (del pubblico) e lavoro (dei teatri),<br />
Vienna alla prova della ripresa | pag. 14</h3>
<p>I teatri della capitale austriaca cercano di sopravvivere alle rigide regole anti-pandemia ricorrendo a varie strategie: in scena autori e titoli popolari, ma anche tematiche urgenti quali estremismo di destra ed eutanasia.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<h3>Il gigante all&#8217;Opera,<br />
Dostoevskij trionfa al Bol&#8217;šoj | pag. 16</h3>
<p>Nell’anno del bicentenario, a Mosca il Bol’šoj omaggia Dostoevskij con una strepitosa versione de L’idiota in formato di opera. Mentre al Teatro d’Arte, al Vachtangov e al Fomenko non mancano classici rivisitati, riletture, e le geniali follie di Dmitrij Krymov.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<h3>Shanta Thake, al Lincoln Center<br />
la mente creativa di New York | pag. 18</h3>
<p>Si è formata sul campo, al Joe’s Pub, a contatto con il pubblico. Ora Shanta Thake dirigerà uno dei più importanti complessi newyorkesi dedicati alle arti performative, con l’obiettivo di ricostruire le relazioni dopo lo sfacelo della pandemia.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<h3>NEW YORK/2<br />
Lynn Nottage, tris di debutti per l’autrice da record | pag. 19</h3>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Humour / Glossip</h2>
<h3>Il Re Lear è nudo<br />
lo zen e l’arte di riparare l’attore | pag. 20</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro di Poesia | pag. 21</h3>
<p>a cura di Giuseppe Liotta, Marco Menini e Roberto Rizzente</p>

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			<h3>Trevi: il codice poetico?<br />
De gustibus non est disputandum | pag. 22</h3>
<p>Rivendicazione del comico e di una lingua piana, che superi le costrizioni del codice poetico: scrivere una drammaturgia in versi, per Emanuele Trevi, nasconde il rischio di un fraintendimento che può essere aggirato, nella messinscena, solo “tradendo” il testo.</p>
<p>di Emanuele Trevi e Roberto Rizzente</p>
<h3>Dall&#8217;ascolto alla visione:<br />
i versi non sono altro che parole | pag. 24</h3>
<p>La storia millenaria del rapporto fra poesia e teatro, a partire dal Rinascimento e dal Cinquecento inglese, dove brillano Shakespeare, Jonson e Marlowe, passando poi per la Francia di Corneille e Racine, l’Italia di Alfieri e Goldoni e la Germania di Schiller e Goethe, fino ad approdare agli inizi del Novecento, tra Maeterlinck e D’Annunzio.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Quando i poeti siedono in platea | pag. 25</h3>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Turoldo: il frate drammaturgo<br />
antiborghese e provocatorio | pag. 26</h3>
<p>di Annamaria Cascetta</p>
<h3>La poesia nel teatro ragazzi,<br />
tra vecchie e nuove reminiscenze | pag. 27</h3>
<p>di Mario Bianchi</p>
<h3>Tradire, riscrivere, trasgredire:<br />
il mestiere dei poeti-traduttori | pag. 28</h3>
<p>Fedeli al proprio stile, i poeti tendono, nella traduzione dei testi teatrali, a tradire l’originale, assecondando il gusto personale, piuttosto che le esigenze della scena. Con un’eccezione di rilievo: Patrizia Valduga.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Da <em>Pietra oscura</em> a <em>Il fiore del dolore</em>:<br />
la “necessità“ del teatro per Mario Luzi | pag. 29</h3>
<p>Dettato da un’esigenza interiore, prima che dalla curiosità estetica, il teatro è per Luzi il viatico prediletto per dibattere i temi fondanti dell’esistenza umana, contro la vacuità della chiacchiera.</p>
<p>di Roberta Carpani</p>
<h3>La nuova Atene di Pasolini<br />
tra vecchie e nuove ritualità | pag. 30</h3>
<p>Dal rinnovamento del verso teatrale alla sua “spaesante oralità”, passando dalla figura dell’attore, Gramsci, Yeats e Allen Ginsberg, Pasolini definisce un modello drammaturgico alternativo, che guarda alla tragedia attica e resiste all’omologazione.</p>
<p>di Stefano Casi</p>
<h3>Giovanni Testori:<br />
dare la parola a chi non ce l&#8217;ha | pag. 32</h3>
<p>Dalla Trilogia degli Scarozzanti degli anni Settanta fino ai Tre lai degli anni Novanta, la poesia drammatica di Testori ha saputo ridare fiato e spessore alla parola, svilita dai media e dal Potere, radicandola nel corpo e nel vissuto dell’attore.</p>
<p>di Annamaria Cascetta</p>
<h3>In principio era il verbo:<br />
la rivoluzione di Bene e de Berardinis | pag. 34</h3>
<p>Poeti della scena, Carmelo Bene e Leo de Berardins hanno saputo rivelare nuove e più profonde cariche di significato nei testi della tradizione, grazie all’uso accorto della luce, della musica e della phoné.</p>
<p>di Jean-Paul Manganaro e Laura Mariani</p>
<h3>Il teatro-poesia di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari | pag. 35</h3>
<p>di Angela Albanese</p>
<h3>Dare forma al disordine: la poesia<br />
ˮnovissimaˮ di Sanguineti e Balestrini | pag. 36</h3>
<p>Avversi tanto all’impoverimento del linguaggio poetico quanto alla caduta di senso nella società borghese, Sanguineti e Balestrini reagiscono con modelli letterari nuovi, in cui il montaggio dei materiali è affidato al pubblico o alla macchina.</p>
<p>di Maria Dolores Pesce</p>
<h3>Francesca Pels: il poetry slam, questo sconosciuto | pag. 37</h3>
<p>di Ira Rubini</p>
<h3>Suggestioni emiliano-romagnole:<br />
la poesia felix di Gualtieri e Roversi | pag. 38</h3>
<p>Letteraria o performativa, aulica o popolare, la poesia di Mariangela Gualtieri e Roberto Roversi ha indicato, a dispetto delle contaminazioni, nuove e originali vie per parlare di sé e della Storia.</p>
<p>di Gerardo Guccini</p>
<h3>Giuliano Scabia:<br />
un teatro pieno di vento | pag. 39</h3>
<p>Condizione dell’essere, prima che tecnica, la poesia è per Scabia il viatico per accedere a nuove e più profonde sfere del vivente, che il teatro si limita a tradurre in linguaggio.</p>
<p>di Marco De Marinis</p>
<h3>Lingua, carne, soffio: il teatro napoletano<br />
fra tradizione e avanguardia | pag. 40</h3>
<p>Composti in una lingua ibrida, stratificata, o desunti dalla tradizione europea, i testi di Moscato, Borrelli e Silvestri piuttosto che i <em>pastiche</em> di Neiwiller trovano nella messinscena una compiuta ed esclusiva ragione d’essere.</p>
<p>di Giusi Zippo</p>
<h3>Franco Scaldati: il giardino dove non si muore mai | pag. 41</h3>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<h3>Tiezzi: Dante? Un ordigno linguistico<br />
da smontare e approfondire | pag. 42</h3>
<p>A distanza di trent’anni Federico Tiezzi riporta in scena le tre Cantiche della Divina Commedia, scritte da Sanguineti, Luzi e Giudici. Il regista ce ne parla soffermandosi su ciò che è mutato nel suo rapporto con la tecnica della poesia e con la lingua.</p>
<p>di Federico Tiezzi e Marco Menini</p>
<h3>Trionfo o tonfo:<br />
la poesia secondo Latella | pag. 43</h3>
<p>Antonio Latella parla del suo rapporto con la materia poetica, attraverso il confronto con i grandi italiani (Dante, Tasso, Pasolini, Testori), e dell’importanza, nel suo lavoro, della musica pop dei cantautori.</p>
<p>di Antonio Latella e Federico Bellini</p>
<h3>La rima in musica: viaggio<br />
nel teatro ˮleggeroˮ del secolo breve | pag. 44</h3>
<p>Presente tanto nel teatro-canzone quanto nel cabaret e nel varietà, oltre che nei testi di Fo e Brecht, la rima è stata utilizzata in chiave prevalentemente comica, spesso per esprimere gli stati d’animo dei personaggi.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<h3>Censura, repressione e poesia<br />
dagli zar ai giorni nostri | pag. 45</h3>
<p>Dai canti epici medievali alla “letture salottiere” settecentesche, fino agli spettacoli di Ljubimov e Fomenko, la poesia ha rappresentato per il popolo russo di ogni classe sociale uno sfogo contro la violenza e l’oppressione.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<h3>In principio era Shakespeare:<br />
splendori e miserie del blank verse | pag. 46</h3>
<p>Il Novecento ha sgretolato progressivamente la tradizione anglosassone del <em>verse drama</em>, alternando con oscillanti fortune il revival alla reinvenzione radicale, fino alle prove liminali di Caryl Churchill, Sarah Kane e Kae Tempest.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<h3>Bertolt Brecht e Heiner Müller:<br />
l‘eredità del teatro di poesia tedesco | pag. 48</h3>
<p>Goethe, Schiller, Kleist, Brecht e Müller: il teatro di poesia tedesco è, per il drammaturgo del Berliner Ensemble, Bernd Stegemann, meno rilevante rispetto al teatro post-drammatico.</p>
<p>di Bernd Stegemann e Ira Rubini</p>
<h3>«Dire cose che non sappiamo dire»<br />
García Lorca secondo Pasqual | pag. 49</h3>
<p>Rappresentazione, secondo il critico Francisco Umbral, della tragicità interiore dell’autore, l’opera teatrale di Lorca ha avuto grande fortuna sulla scena italiana, grazie a registi come Carmelo Rifici, Serena Sinigaglia, Leonardo Lidi e, soprattutto, Lluís Pasqual.</p>
<p>di Lluís Pasqual e Sara Chiappori</p>
<h3>Per un teatro più vero della realtà:<br />
la ˮpoesia in scenaˮ nei Paesi francofoni | pag. 50</h3>
<p>Antitetica alla lingua quotidiana propugnata dal naturalismo, la parola poetica viene largamente utilizzata tanto dagli autori quando dai registi francesi del Novecento, da Claudel al <em>Cartel des quatre</em>, fino a Koltès e Novarina.</p>
<p>di Gianni Poli</p>
<h3>Il <em>métissage</em> con le tradizioni africane | pag. 51</h3>
<p>di Gianni Poli</p>

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			<h2>Ritratti</h2>

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<p>Ave, Collettivo LunAzione (foto: Mauro Frojo).</p>

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<p>La filosofia del boudoir, regia di Fabio Condemi (foto: Claudia Pajewski).</p>

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			<h3>Disegnare mappe a matita:<br />
Fabio Condemi, il regista architetto | pag. 52</h3>
<p>Nel suo immaginario ci sono Peter Greenaway e Pasolini, l’arte visiva, la fotografia, la poesia, la letteratura. Dopo gli esordi post-diploma con Barberio Corsetti, Fabio Condemi traccia, lavoro dopo lavoro, il suo personale percorso artistico.</p>
<p>di Lucia Medri</p>
<h3>Andrea Pennacchi,<br />
l‘attore che voleva volare | pag. 54</h3>
<p>Dall’Accademia Aeronautica al Centro Universitario Teatrale, ha imparato a stare in scena da Maestri come Baliani, Paolini, Curino, Ovadia, una “bottega” di arte e di vita che lo ha trasformato in un attore capace di distinguersi in teatro, come al cinema e in tv.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<h3>Uno spazio per tutti i nostri domani,<br />
l‘utopia danzata di Annie Hanauer | pag. 55</h3>
<p>Dopo l’esperienza con la londinese Candoco Dance Company, e le prestigiose collaborazioni con Charmatz, Gat e Ouramdane, la danzatrice presenta a Lugano il suo nuovo progetto dedicato alla comunità di Monte Verità.</p>
<p>di Lorenzo Conti</p>
<h3>Giovanni Ortoleva, parlare del mondo<br />
con il tragico, l‘epico e la commedia | pag. 56</h3>
<p>Dai testi della tradizione letteraria e drammatica alle riscritture, ogni spunto è buono per il lavoro registico di Ortoleva, purché lo sguardo sia sempre lontano da terra, per sentire la vertigine creativa e restare sensibili agli stimoli della realtà.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<h3>Marina Occhionero,<br />
alle radici (dislocate) del talento | pag. 57</h3>
<p>Diplomata alla “Silvio D’Amico” nel 2016, la giovane attrice non ha smesso un momento di crescere, dando forma alla propria vocazione attraverso esperienze diverse, dal cinema al teatro, dai giovani autori ai Maestri.</p>
<p>di Renata Savo</p>
<h3>Sperimentare insieme linguaggi diversi,<br />
è la voce unica di Collettivo lunAzione | pag. 58</h3>
<p>Nata nelle aule del Laboratorio Permanente del Teatro Elicantropo nel 2013, la compagnia napoletana ha attraversato le fasi di una crescita artistica e poetica precisando nel tempo l’identità e la composizione del gruppo, che ora guarda al futuro.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>

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			<h2>CRITICHE | pag. 60</h2>
<p>Le recensioni degli spettacoli della seconda parte della stagione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VISTI IN ITALIA</h2>
<h3>Da Bob Wilson e Gabriadze a Familie Flöz,<br />
il teatro straniero di passaggio in Italia | pag. 82</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DANZA</h2>
<h3></h3>
<h3>La natura e l’identità dei corpi,<br />
le suggestioni della danza contemporanea | pag. 84</h3>
<p>Dai due trittici di Equilibrio Dinamico Dance Company e di Richard Siegal al lirismo dell’assolo di Raffaella Giordano e agli orizzonti shakespeariani di Dewey Dell, fino all’omaggio al contemporaneo del Balletto dell’Opera di Roma guidato da Eleonora Abbagnato.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata, Paolo Crespi, Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LIRICA</h2>
<h3>Da Milano a Palermo,sui palcoscenici d’opera<br />
amori impossibili ed eterni contrasti | pag. 86</h3>
<p>Dal debutto scaligero di Py alle sperimentazioni di Michieletto tra Venezia e Roma fino ai Vespri di Emma Dante, sui palchi della lirica italiana prendono forma conflitti antichi e moderni.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno, Gianni Poli, Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<h3>Dal regista multiforme all‘autore fuori dal coro,<br />
gli artisti che escono di scena | pag. 90</h3>
<p>Filippo Crivelli, Ezio Frigerio, Paolo Graziosi, Vitaliano Trevisan se ne vanno in questo primo frammento dell’anno. Personalità diverse, che lasciano,<br />
ciascuna a suo modo, un vuoto sulla scena.</p>
<p>di Pierfrancesco Giannangeli e Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca | pag. 92</h2>
<p>Le novità editoriali a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La macchia | pag. 96</h3>
<p>di Fabio Pisano</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale</h2>
<p>Le notizie dal mondo teatrale a cura di Roberto Rizzente | pag. 114</p>
<h3>Putin e la guerra in Ucraina:<br />
siamo tutti Tartufi? | pag. 114</h3>
<p>di Fausto Malcovati</p>

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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2021</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-2-di-aprile-giugno-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 06:00:49 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<figure id="attachment_24247" aria-describedby="caption-attachment-24247" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_Auditorium-Roma.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24247" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_Auditorium-Roma-300x168.jpg" alt="Auditorium di Roma. Facciamo luce sul teatro!" width="300" height="168" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_Auditorium-Roma-300x168.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_Auditorium-Roma-1024x574.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_Auditorium-Roma-768x430.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_Auditorium-Roma-600x336.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_Auditorium-Roma-160x90.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_Auditorium-Roma.jpg 1517w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24247" class="wp-caption-text">Auditorium di Roma. Facciamo luce sul teatro!</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24248" aria-describedby="caption-attachment-24248" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_D.IO_Teatro19.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24248" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_D.IO_Teatro19-300x200.jpg" alt="D.IO, Teatro19, Brescia" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_D.IO_Teatro19-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_D.IO_Teatro19-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_D.IO_Teatro19-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_D.IO_Teatro19-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_D.IO_Teatro19-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Vetrina_D.IO_Teatro19.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24248" class="wp-caption-text">D.IO, Teatro19, Brescia</figcaption></figure>

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			<h3>I teatri a un anno dalla chiusura,<br />
facciamo il punto (e un po’ di luce) | pag. 2</h3>
<p>Allo scoccare del triste anniversario della grande serrata e con la recrudescenza della pandemia, il settore è ancora in attesa di risposte da parte delle istituzioni, che non sembrano comprendere la complessità della sfida e coglierne le opportunità.<br />
di Valeria Brizzi e Arianna Lomolino</p>
<h3>Cortili, pianerottoli, parchi e terrazze:<br />
i nuovi palcoscenici del teatro dal vivo | pag. 3</h3>
<p>di Renata Savo</p>
<h3>Teatro19, quando la follia<br />
rivela il suo potere rigenerante | pag. 4</h3>
<p>Ha una vocazione “militante” il lavoro delle artiste che costituiscono il gruppo bresciano, sperimentando i linguaggi della scena nelle situazioni di confine, periferie fisiche e simboliche, urbane, sociali, mentali, a stretto contatto con la vita.<br />
di Elena Scolari</p>
<h3>Asti, da una chiesa sconsacrata<br />
Spazio Kor guarda allʼEuropa | pag. 5</h3>
<p>Casa condivisa, laboratorio, crocevia di relazioni e museo, con una profonda interazione fra territorio e collettività e una spiccata vocazione all’innovazione: ritratto dello spazio piemontese, che si avvia alla nuova condirezione di Chiara Bersani e Giulia Traversi.<br />
di Matteo Tamborrino</p>
<h3>Nel mondo parallelo di Lenz,<br />
luogo di cura del corpo e della mente | pag. 6</h3>
<p>A Parma la Compagnia fondata da Francesco Pititto e Maria Federica Maestri prosegue la sua attività con tre nuovi progetti, un continuo dialogo con i classici e il presente, alla costante ricerca della dimensione salvifica dell’arte.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>Nella terra le radici dei racconti,<br />
la Casa delle Storie del Teatro dellʼOrsa | pag. 7</h3>
<p>Se raccontare storie è un rito collettivo e vitale, Monica Morini e Bernardino Bonzani ne sono custodi e testimoni. Dal teatro civile a quello per i più giovani, dalle fiabe alla storia, ne coltivano la pratica, riversandone sul territorio che abitano tutti i frutti.<br />
di Mario Bianchi</p>
<h3>Nostos, avamposto dellʼoff<br />
nella Terra dei Fuochi | pag. 8</h3>
<p>Gina Oliva, Dimitri Tetta e Giovanni Granatina (ri)fondano nel 2014 il loro spazio ad Aversa, ora polo d’eccellenza per il teatro di ricerca e per la formazione di «cittadini teatralizzati». Con tutte le intenzioni di resistere, alla pandemia e all’assenza di sostegni istituzionali.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>Write, uno spazio-tempo protetto<br />
per ri-orientare la scrittura | pag. 9</h3>
<p>Una residenza internazionale, ovvero una casa dove autori teatrali dal mondo si ritrovano, per confrontare la propria scrittura con studiosi, critici, registi, attori, dialogando con il territorio e costruendo una comunità di ascolto.<br />
di Filippa Ilardo</p>
<h3>La metafora e lo specchio: gli scacchi<br />
fra teatro e realtà simulate | pag. 10</h3>
<p>Non solo Marostica e la recente serie Netflix: il gioco degli scacchi ha ispirato una ricca letteratura cinematografica e teatrale, da Middleton a Bergman e Borges, fino a Pirandello, Beckett, Norén e Mayorga, metafora di conflitti storici, familiari, e dell’uomo che lotta contro la morte.<br />
di Giuseppe Liotta e Roberto Rizzente</p>

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			<h2>Speciale Archivi</h2>

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			<figure id="attachment_24239" aria-describedby="caption-attachment-24239" style="width: 350px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Venezia_isola_di_san_giorgio_maggiore.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-24239" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Venezia_isola_di_san_giorgio_maggiore-300x156.jpg" alt="Isola di San Giorgio, Venezia." width="350" height="182" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Venezia_isola_di_san_giorgio_maggiore-300x156.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Venezia_isola_di_san_giorgio_maggiore-768x399.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Venezia_isola_di_san_giorgio_maggiore-600x312.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Venezia_isola_di_san_giorgio_maggiore-160x83.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Venezia_isola_di_san_giorgio_maggiore.jpg 780w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24239" class="wp-caption-text">Isola di San Giorgio, Venezia.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24237" aria-describedby="caption-attachment-24237" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24237" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-300x169.jpg" alt="Casa Natale di Luigi Pirandello, Agrigento." width="300" height="169" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-300x169.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-1024x576.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-768x432.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-600x338.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello-160x90.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Archivi_Sicilia_casa-natale-luigi-pirandello.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24237" class="wp-caption-text">Casa Natale di Luigi Pirandello, Agrigento.</figcaption></figure>

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			<h3>Dai trionfi di Toscanini alle regie di Strehler,<br />
gli archivi milanesi testimoni di memoria | pag. 12</h3>
<p>Presso il Piccolo Teatro e il Teatro alla Scala è conservata la memoria storica del teatro di prosa e lirico della città, un tesoro prezioso che racconta personaggi, opere, il lavoro di registi, scenografi, attori e musicisti registrato in immagini e documenti d’epoca.<br />
di Albarosa Camaldo</p>
<h3>Torino, uno sguardo sul Novecento<br />
con lʼimpronta di Lucio Ridenti | pag. 13</h3>
<p>Il Centro Studi del Teatro Stabile nasce grazie all’acquisizione del Fondo Ridenti, completato negli anni con i materiali proditoriamente nascosti, e si arricchisce del Fondo Febo e Misa Mordeglia Mari, in parte ancora da esplorare.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>La memoria della Laguna,<br />
Fondazione Giorgio Cini e Biennale | pag. 14</h3>
<p>Venezia custodisce alcuni dei tesori contemporanei più preziosi, presso la Fondazione Giorgio Cini e l’Archivio della Biennale. Dalla Duse, Paolo Poli e Franco Scaldati sull’isola di San Giorgio, alle testimonianze della Storia del prestigioso festival italiano.<br />
di Roberto Canziani e Federico Bellini</p>
<h3>Le Muse della Biennale di Venezia,<br />
inquiete testimoni dei sussulti della Storia | pag. 15</h3>
<p>di Ilaria Angelone</p>
<h3>Voci e immagini del documento teatrale,<br />
il Museo Biblioteca dellʼAttore di Genova | pag. 16</h3>
<p>Accedere al museo genovese è entrare nel regno vivo e coinvolgente dello spettacolo, “materiale” e immaginario al contempo, un’occasione di incontro con la memoria del Novecento, grazie ai fondi custoditi e spesso oggetto di mostre ricchissime.<br />
di Gianni Poli</p>
<h3>Bologna e dintorni, una mappa<br />
per la memoria dello spettacolo | pag. 17</h3>
<p>Il capoluogo fa la parte del leone grazie agli archivi custoditi al Dams, ma anche alla Biblioteca dell’Archiginnasio e alla Casa di Riposo “Lyda Borelli”. Senza dimenticare i Fondi sparsi in Regione, da Riccione a Bagnacavallo e Reggio Emilia.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Andres Neumann e gli altri,<br />
i segni tangibili del teatro in Toscana | pag. 18</h3>
<p>Tra Pistoia e Firenze sono distribuite le ricchezze della memoria storica dei teatri toscani, una memoria che nel capoluogo della regione è stata ferita dall’alluvione del 1966, e che ha reso ancor più importanti i luoghi in cui la si preserva.<br />
di Francesco Tei</p>
<h3>Roma, nelle Wunderkammer<br />
della Biblioteca del Burcardo | pag. 19</h3>
<p>Fondi librari per 50.000 volumi, un’infinità di ritagli stampa, l’archivio Siae, disegni e bozzetti, fotografie, costumi, gioielli e copioni costituiscono il ricchissimo e affascinante patrimonio della Biblioteca-Museo capitolina, che copre un arco temporale lungo cinque secoli.<br />
di Lucia Medri</p>
<h3>Da Palazzo Reale alle Università,<br />
gli archivi teatrali napoletani | pag. 20</h3>
<p>Nata nel 1888, la sezione Lucchesi Palli della Biblioteca Nazionale di Napoli è cresciuta nel tempo accogliendo i fondi Viviani, De Filippo, Patroni Griffi. A essa si affiancano le biblioteche della Certosa e della Siae a costruire un ricco patrimonio documentale.<br />
di Stefania Maraucci</p>
<h3>Sicilia: lʼisola “plurale“<br />
e le sue tradizioni teatrali | pag. 21</h3>
<p>Dalle tragedie antiche, che ogni anno rivivono al Teatro Greco di Siracusa, ai pupi siciliani, passando attraverso l’opera di Pirandello: gli archivi teatrali siciliani hanno tante facce quanto quella, imprendibile, dell’isola.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Non solo note: quando la lirica<br />
diventa storia e memoria | pag. 22</h3>
<p>Gli archivi dedicati alla lirica, legati all’attività dei principali enti lirici italiani, sono stati creati e implementati dagli inizi del secolo grazie alla spinta di alcuni programmi ministeriali per dar conto di un fenomeno che investe vari settori, capaci di restituire l’unicità del fenomeno.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Bando Premio Hystrio alla Vocazione 2021 | pag. 23</h3>

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			<h2>Anniversari</h2>

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			<figure id="attachment_24231" aria-describedby="caption-attachment-24231" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24231" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077-300x197.jpg" alt="Sei personaggi in cerca d'autore, regia Carlo Cecchi (foto Bobo Antic)." width="300" height="197" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077-300x197.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077-768x504.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077-600x394.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077-160x105.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_SEI-PERSONAGGI-CARLO-CECCHI-foto-bobo-antic-077.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24231" class="wp-caption-text">Sei personaggi in cerca d&#8217;autore, regia Carlo Cecchi (foto Bobo Antic).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24230" aria-describedby="caption-attachment-24230" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24230" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-300x200.jpg" alt="La Mostra &quot;Turi Ferro e il Teatro Stabile di Catania-Storia di un amore&quot;, Catania." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Anniversari_mostra-turi-ferro-2.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24230" class="wp-caption-text">La Mostra &#8220;Turi Ferro e il Teatro Stabile di Catania-Storia di un amore&#8221;, Catania.</figcaption></figure>

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			<h3>Cento anni in cerca d’autore,<br />
un classico e le sue inquietudini | pag. 24</h3>
<p>Nel 1921 Pirandello sconvolse la scena teatrale italiana con la prima dei Sei personaggi, spettacolo sommerso da critiche furibonde, ma che in seguito fu allestito dai più grandi registi europei e che ancora oggi interroga gli artisti sulle sue possibili riletture.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<h3>SEI PERSONAGGI/2<br />
Dietro la maschera, Catone Uticense e Marzia<br />
archetipi danteschi del Padre e della Madre | pag. 25</h3>
<p>di Michela Mastrodonato</p>
<h3>La disperata estetica di Aldo Trionfo,<br />
un dilettante severo nel gioco del teatro | pag. 26</h3>
<p>Eclettico, curioso, sperimentatore, l’ingegnere e musicista nato nel 1921 non amava annoverarsi nell’avanguardia. Indipendente fino all’insofferenza, non lasciò eredi né eredità, quanto un’impronta nei numerosi artisti che con lui hanno debiti di sensibilità.<br />
di Gianni Poli</p>
<h3>Nellʼarsenale delle apparizioni<br />
di Turi Ferro, centʼanni dopo | pag. 27</h3>
<p>Un doppio anniversario avvia le celebrazioni in ricordo dell&#8217;artista catanese, maschera storica del teatro non solo siciliano, che ha legato il suo nome alle interpretazioni dell’opera di Pirandello, presentate sulle scene internazionali.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_24246" aria-describedby="caption-attachment-24246" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24246" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-300x200.jpg" alt="El chico de la ultima fila, di Juan Mayorga, alla Sala Bekett di Barcellona." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_teatromondo_Report_Sala-Beckett-El-chico-de-la-ultima-fila-di-Juan-Mayorga-2021-1-foto-Luz-Soria.jpg 996w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24246" class="wp-caption-text">El chico de la ultima fila, di Juan Mayorga, alla Sala Bekett di Barcellona.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24249" aria-describedby="caption-attachment-24249" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24249" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius-300x198.jpg" alt="Hamletas, regia di E. Nekrosius." width="300" height="198" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius-300x198.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius-600x397.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius-160x106.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Spettacoli-della-vita_Hamletas_Eimuntas_Nekrosius.jpg 620w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24249" class="wp-caption-text">Hamletas, regia di Eimuntas Nekrosius.</figcaption></figure>

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			<h3>Mappe teatrali europee:<br />
la filiera della drammaturgia | pag. 28</h3>
<p>Uno studio commissionato da PAV e Fabulamundi Playwriting Europe a Margherita Laera, compara prassi, metodi di finanziamento e di scouting di Spagna, Inghilterra, Germania, Austria, Francia, Italia, Polonia, Romania e Repubblica Ceca. Un utile strumento-guida che non dovrebbe mancare sulla scrivania di operatori e decisori politici.<br />
di Riccardo Corcione e Maddalena Giovannelli</p>
<h3>La ex Jugoslavia e la terza via al teatro,<br />
scrivere alla ricerca della propria voce | pag. 32</h3>
<p>A distanza di trent’anni dalla dissoluzione dello Stato unitario, nei Paesi balcanici gli autori e le autrici teatrali sono sempre in prima linea, grazie alle loro opere, nella riflessione sul presente e nel fare i conti con un passato difficile da dimenticare.<br />
di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli spettacoli della nostra vita</h2>
<h3></h3>
<h3>Quella Classe morta piena di vita<br />
con cui lʼItalia conobbe Kantor</h3>
<p>Milano, gennaio 1978: in una città piena di nebbia il grande artista polacco, sconosciuto ai più, sbarca al Crt Salone, avamposto del teatro di ricerca in una periferia allora quasi irraggiungibile. Ed è amore a prima vista.<br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<h3>Tutti insieme appassionatamente<br />
nel mondo glitterato di Priscilla | pag. 37</h3>
<p>Al Palace di Londra, un vero e proprio happening del pubblico e i ritmi travolgenti del musical di Elliott e Scott travolgono l’aplomb del critico in missione in un caleidoscopio di colori, scandito dalle hits della disco music anni &#8217;70-&#8217;90 e da una gran voglia di libertà.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>Mito e rito di uno spettacolo-mondo,<br />
Hamletas di Eimuntas Nekrošius | pag. 38</h3>
<p>Ghiaccio e fuoco, la poesia degli oggetti e la loro potenza simbolica, gli attori come officianti di un rito. Sono i “segni caratteristici”, al tempo stesso antichi e contemporanei, del lavoro del regista lituano, grande rivelazione di fine millennio.<br />
di Nicola Arrigoni</p>
<h3>Carmina Burana, al San Carlo<br />
lʼopera dʼarte totale di Shen Wei | pag. 39</h3>
<p>A Napoli, nel luglio 2013, l’artista sino-americano affronta, in un’alchimia sublime e terrifica, la cantata scenica di Carl Orff in chiave coreografica, occupandosi di tutti gli aspetti, dalle scene ai costumi, dalla regia alle videoproiezioni.<br />
di Carmelo Antonio Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Glossip</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>(Terz&#8217;) atto di presenza | pag. 40</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Teatro online | pag. 41</strong></h3>
<p>a cura di Claudia Cannella, Ilaria Angelone e Arianna Lomolino</p>

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			<figure id="attachment_24254" aria-describedby="caption-attachment-24254" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24254" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-300x200.jpeg" alt="In Arte Son Chisciottə, (foto Ilaria Costanzo)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-300x200.jpeg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-1024x683.jpeg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-768x512.jpeg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-600x400.jpeg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-240x160.jpeg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_In-Arte-Son-Chisciottə-ph-Ilaria-Costanzo-0190-160x107.jpeg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24254" class="wp-caption-text">In Arte Son Chisciottə, (foto Ilaria Costanzo).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24255" aria-describedby="caption-attachment-24255" style="width: 361px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-24255 " src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390-300x171.jpg" alt="To be a machine. Dead Centre." width="361" height="206" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390-300x171.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390-768x437.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390-600x341.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390-160x91.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2021/03/Hystrio2-2021_Dossier_To-be-a-machine_Dead-Theatre-e1617100064390.jpg 997w" sizes="auto, (max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24255" class="wp-caption-text">To be a machine. Dead Centre.</figcaption></figure>

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			<h3>La quinta dimensione del teatro:<br />
gli artisti di fronte alla sfida digitale | pag. 42</h3>
<p>La pandemia ha imposto alla produzione culturale un’accelerazione dei processi di assimilazione del mezzo digitale generando nuove forme teatrali, occasioni di incontro e di condivisione delle evoluzioni creative. Proviamo qui a darne una panoramica, ponendo sul tavolo anche questioni e spunti da riprendere e approfondire.<br />
di Ilaria Angelone e Arianna Lomolino</p>
<h3>Festival virtuali, smaterializzarsi per (r)esistere | pag. 45</h3>
<p>di Arianna Lomolino</p>
<h3>Anche la danza va in streaming<br />
aspettando la ri-materializzazione dei corpi | pag. 46</h3>
<p>Con la seconda ondata pandemica si è intensificata l’offerta di danza online. In Italia utilizzando come “contenitori” soprattutto festival, circuiti e il progetto Residenze Digitali, mentre dall’estero interessanti sono le proposte di alcune grandi istituzioni teatrali.<br />
di Lorenzo Conti</p>
<h3>Ad alta voce dopo il silenzio,<br />
la nuova vita dellʼopera online| pag. 47</h3>
<p>Il variegato mondo della lirica, nel corso degli ultimi mesi, non si è limitato alla ripresa degli spettacoli bloccati dalla pandemia, ma ha anche varato creazioni appositamente concepite per lo streaming, per creare un nuovo, diverso coinvolgimento del pubblico.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Teatro ragazzi, quando il digitale<br />
apre nuovi orizzonti e prospettive | pag. 48</h3>
<p>Allargamento del pubblico, nuove forme di relazione e interazione, sviluppo di formati innovativi, contaminazioni con la video-arte, la computer graphic e la musica elettronica: come fare “buon uso” della pandemia.<br />
di Mario Bianchi</p>
<h3>Ogni luogo è palcoscenico<br />
e le residenze vanno online | pag. 49</h3>
<p>Il lockdown le ha costrette a traslocare in ambiente digitale, aprendo nuove e interessanti modalità di studio e lavoro. Come dimostra il successo di Residenze Digitali con 178 progetti partecipanti al bando 2021.<br />
di Laura Santini</p>
<h3>Da audience a Zoom: guida rapida<br />
per la sopravvivenza in Rete | pag. 50</h3>
<p>Connessioni eterne, dispositivi come coperte di Linus, piattaforme su cui ormai si bivacca: l’anno di pandemia ci ha costretto a fare i conti e a metabolizzare parole di cui prima neanche conoscevamo l’esistenza e che ora fanno parte del nostro vocabolario quotidiano. Eccone alcune, un po’ per fare chiarezza, un po’ per (s)drammatizzare.<br />
di Nicola Arrigoni, Matteo Brighenti, Marco Menini, Laura Santini, Diego Vincenti e Giusi Zippo</p>
<h3>Le ambizioni di Alexa, tra Beckett e Goldoni | pag. 53</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<h3>Teatro in tv: da padre nobile<br />
a nicchia per pochi nostalgici? | pag. 54</h3>
<p>Nel 1954 tenne a battesimo la televisione e, fino agli anni Settanta, fu punto di riferimento dei palinsesti. Poi una parabola discendente, fino a essere relegato a scarne apparizioni in orari spesso impossibili. Ma è davvero superato il teatro in tv? Di sicuro, quel che ancora manca è un linguaggio adeguato ai tempi.<br />
di Paola Abenavoli</p>
<h3>Lʼincredibile e triste storia<br />
di ITsART, la Netflix della Cultura | pag. 57</h3>
<p>Esattamente un anno fa era stato lanciato l’ambizioso progetto di una nuova piattaforma culturale, poi ribattezzata ITsART. Quindi il silenzio. Ecco le tappe dell’ambigua vicenda, che non poche critiche e perplessità ha suscitato.<br />
di Claudia Cannella</p>
<h3>Pro &amp; Contro: Luci e ombre<br />
in una Scala senza pubblico | pag. 58</h3>
<p>Per la prima volta, dal Dopoguerra a oggi, il Teatro alla Scala ha aperto la sua stagione lirica online con uno show all star, a firma di Davide Livermore, che non poco ha fatto discutere.<br />
di Giuseppe Montemagno e Fausto Malcovati</p>
<h3>Pro &amp; Contro: Ricomincio da Rai3<br />
il teatro in tv secondo Massini | pag. 59</h3>
<p>Occasione mancata o riuscita creazione di un’agorà virtuale per mostrare la vitalità della scena in tempi di pandemia? Quattro serate in bilico tra ambigua eterogeneità, buone intenzioni e retorica. di Gerardo Guccini e Diego Vincenti</p>
<h3>A porte chiuse, lavori in corso<br />
aspettando la riapertura | pag. 60</h3>
<p>Prove in presenza secondo rigidi protocolli sanitari, debutti in streaming, docufilm: il teatro si è attrezzato, come ha potuto, per mantenere in vita le produzioni e garantire il lavoro ad artisti e maestranze. Gli esempi di Milano, Torino e Napoli.<br />
di Sara Chiappori, Laura Bevione e Stefania Maraucci</p>
<h3>In Europa e negli States<br />
tutti (o quasi) online | pag. 62</h3>
<p>I ripetuti lockdown hanno incrementato l’offerta online: se inizialmente si è puntato a rispolverare il repertorio, negli ultimi mesi sono nati prodotti ad hoc di notevole qualità. Unica eccezione la Spagna che, in controtendenza, ha preferito tenere aperti i teatri, considerando la cultura alla stregua di un bene essenziale.<br />
di Jacopo Panizza, Giuseppe Montemagno, Pino Tierno, Irina Wolf e Laura Caparrotti</p>

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			<h2>Ritratti</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatrodilina, a tu per tu con il pubblico:<br />
frammenti di una poetica del quotidiano | pag. 66</h3>
<p>Osservandoli in scena si osserva la vita, di cui il teatro di Lagi, Colella &amp; C. si nutre, senza alcun intento verista, quanto piuttosto nella necessità di condividerne il racconto e l’esperienza con qualcuno «di cui davvero c’importa»: lo spettatore.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>La purezza e lo sporco,<br />
la forza del teatro di Biancofango | pag. 68</h3>
<p>L’incontro tra Francesca Macrì e Andrea Trapani ha come risultato una compagniaossimoro con un percorso artistico articolato, fra ricerca sull’attorialità per definire i confini del “corpo scenico” e confronto con gli adolescenti.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>Fabrizio Gifuni, nelle parole di Aldo Moro<br />
l’abisso rimosso della Storia italiana | pag. 69</h3>
<p>di Sara Chiappori</p>
<h3>Rita Frongia (con Claudio Morganti):<br />
l&#8217;attimo è la materia prima del teatro | pag. 70</h3>
<p>Dalla lunga indagine sul Woyzeck di Büchner alla Trilogia del tavolino, dal Libero Gruppo di Studio d’Arti Sceniche alla passione per Maria Lai, dal ruolo di drammaturga a quello di dramaturg, l’artista si racconta in un’intervista a due voci.<br />
di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Nati Ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Controcanto Collettivo, insieme<br />
alla ricerca della bellezza nascosta | pag. 72</h3>
<p>Fuori dal coro, uniti in un progetto comune di esplorazione delle miserie e delle grandezze degli esseri umani: questo il legame artistico e umano che unisce i membri della giovane compagnia, nata da un laboratorio per adolescenti e cresciuta nel tempo.<br />
di Matteo Brighenti</p>

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			<h2>Exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Finale di partita,<br />
gli ultimi applausi della stagione | pag. 74</h3>
<p>Nel volgere dell’inverno in primavera, ancora a sipari chiusi dalla pandemia, ci lasciano Lars Norén, drammaturgo della crisi portato via dal Covid, il regista Marco Sciaccaluga, l’attore Christopher Plummer e Jürgen Müller, cofondatore della Fura dels Baus.<br />
di Nicola Arrigoni, Laura Santini, Ilaria Angelone e Chiara Viviani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca | pag. 76</h2>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA GLORIA. Paesaggio di ragazzi verso l’alba | pag. 80</h3>
<p>di Fabrizio Sinisi<br />
Spettacolo vincitore di Forever Young 2020-La Corte Ospitale</p>
<p>Leggi la scheda di presentazione del testo &#8211;&gt; <a href="https://www.hystrio.it/testo/la-gloria-paesaggio-di-ragazzi-verso-lalba/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale | pag. 96</h2>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Parità e violenza di genere,<br />
una questione aperta, anche in scena | pag. 96</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

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</div></div></div></div>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2021</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2020 08:14:21 +0000</pubDate>
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<hr />

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			<h2>Teatro e covid</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lavoro e cultura: il binomio da valorizzare<br />
per ripensare il teatro di domani | pag. 2</h3>
<p>I provvedimenti, le proposte e gli spazi di condivisione a quasi un anno dallo scoppio della pandemia prendono atto dell’emergenza in corso, lontana dall’essere risolta, e raccontano di un settore dinamico e attivo nella partecipazione al cambiamento.<br />
di Valeria Brizzi e Arianna Lomolino</p>

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			<h2>Vetrina</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sardegna: approfittare del Covid<br />
per fare un bilancio nella regione | pag. 6</h3>
<p>Chiusi a ottobre i confini regionali, Sardegna Teatro ha organizzato una Biennale per radiografare lo stato dell’arte sull’isola: venticinque spettacoli e un osservatorio critico per analizzare punti di forza e criticità del teatro sardo.<br />
di Rossella Porcheddu</p>
<h3>Tra Pulcinella e Beckett,<br />
il talento (extra)ordinario di Tonino Taiuti | pag. 8</h3>
<p>Dall’infanzia a Montesanto, quartiere popolare di Napoli, alla vocazione all’ombra di Eduardo e dell’avanguardia, all’incontro con Neiwiller. Libertà e curiosità sono il segno del talento di un attore capace di stare tra cultura popolare e ricerca costante dell’inedito.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>Cinquant’anni di Teatro Due,<br />
la dialettica che mantiene giovani | pag. 10</h3>
<p>Dalla Compagnia del Collettivo, nata sulla scia del fermento dei primi anni Settanta, all’Ensemble del Teatro Due di Parma: un’esperienza che fa della sperimentazione e della cura del pubblico i suoi irrinunciabili punti di forza.</p>
<p>di Laura Bevione</p>

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			<h3>Connessioni tra passato e presente,<br />
la Generazione X di scena a Forever Young | pag. 11</h3>
<p>Sono i riferimenti al cinema e alla letteratura a prevalere nei progetti finalisti della terza edizione del bando promosso dalla Corte Ospitale di Rubiera, per sostenere la produzione e la distribuzione di spettacoli di artisti e compagnie under 35.<br />
di Rossella Battisti</p>
<h3>VicoQuartoMazzini, la curiosità<br />
che muove il teatro e gli altri sguardi | pag. 12</h3>
<p>Nata nelle “aule” dell’Accademia Nico Pepe, la compagnia compie dieci anni di vita: dieci anni per costruire una propria identità autoriale, segnata da una visione del mondo critica e amara, quanto attenta e mai rassegnata.<br />
di Matteo Brighenti</p>
<h3>Picitti Stories: un quartiere di Acri<br />
luogo d&#8217;incontro fra artisti e abitanti | pag. 13</h3>
<p>Vincitore del Bando Cultura della Regione Calabria, un progetto di teatro sociale diventa occasione per rivitalizzare un’area periferica abbandonata raccontandone passato, presente e futuro attraverso interviste, laboratori, teatro, musica, audiovisivi e installazioni.<br />
di Paola Abenavoli</p>
<h3>Le Sacre du Printemps,<br />
l’eterno ritorno nell’anno che verrà | pag. 14</h3>
<p>A cinquant’anni dalla scomparsa di Igor Stravinsky, tre nuovi progetti italiani a confronto su un grande classico della danza. A firmarli sono Elena RollaViola Scaglione-Stefano Mazzotta, Gianmarco Porru e Carlo Diego Massari.<br />
di Lorenzo Conti</p>
<h3>Per una cartografia del cunto<br />
e nuove possibili ibridazioni | pag. 16</h3>
<p>Di cuntisti ce n’è uno solo. O forse no. Dopo Mimmo Cuticchio, erede dell’antica arte, una schiera di cuntastorie è sorta sul suo magistero, per condurre la propria ricerca personale fino ai confini più remoti della Nuova Performance Epica.<br />
di Filippa Ilardo</p>
<h3>Zona K: il quadrante creativo di Milano | pag. 18</h3>
<p>La loro casa è uno spazio di zona Isola, uno dei quartieri più effervescenti della città. Dal 2011 la loro crescita non si è arrestata un momento: sguardo internazionale e azione locale fanno di questo collettivo femminile un presidio culturale di alta qualità.<br />
di Elena Scolari</p>

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			<h2>teatromondo</h2>
<h3>Lugano, faccia a faccia con la paura della fine | pag. 19</h3>
<p>Il Festival Internazionale del Teatro di Lugano ha radunato un pubblico in presenza intorno alle forme più attuali della ricerca contemporanea, tra sparizione dell’attore, installazioni video ed esplorazioni digitali. Con uno sguardo guidato dall’attualità.<br />
di Francesca Serrazanetti</p>
<h3>Vienna, &#8220;restare vivi&#8221;<br />
tra il virus e i terroristi | pag. 20</h3>
<p>Nell’anno della pandemia, anche le stagioni teatrali viennesi hanno subito un duro colpo: dopo il nuovo lockdown, il tragico attentato terroristico ha gettato nel panico artisti e spettatori, chiamati a reagire alla paura. E i teatri non si sono tirati indietro.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>La new wave dei registi inglesi<br />
e la dialettica Europa-Stati Uniti | pag. 22</h3>
<p>Dopo la Brexit anche gli scambi culturali tra Gran Bretagna ed Europa sono in fase di contrazione a vantaggio dei rapporti con la “colonia” d’oltre Atlantico. A farne le spese, anche il teatro. Con alcune debite eccezioni.<br />
di Jacopo Panizza</p>
<h3>La biodiversità drammaturgica,<br />
linfa vitale nei teatri di New York | pag. 24</h3>
<p>Nella folta schiera dei nuovi autori under 40, sempre più presenti sulle scene newyorkesi, molte le donne, molti gli afroamericani e gli americani di seconda generazione, capaci di raccontare la complessità della società contemporanea.<br />
di Laura Caparrotti</p>
<h3>Molto ancora da raccontare<br />
la scrittura dei siriani nell’esilio | pag. 26</h3>
<p>Il 2011, con l’inizio della guerra, è uno spartiacque per la Siria, coi suoi cinque milioni di rifugiati all’estero. Fra loro alcuni degli autori protagonisti della rinascita della drammaturgia, mossi dall’urgenza di dar voce alla diaspora e ai suoi fantasmi.<br />
di Monica Ruocco</p>
<h3>Tel Aviv, Isra Drama 2020,<br />
lo spettacolo corre sul web | pag. 28</h3>
<p>La consueta vetrina del teatro israeliano quest’anno si è svolta interamente in rete, con tanti incontri e il meglio delle produzioni nazionali. Di Michal Sivroni, Aya Kaplan (da Amos Oz) e Hadar Garlon i titoli più interessanti.<br />
di Pino Tierno</p>
<h3>Instabili Vaganti, la giornata tipo<br />
di una tournée internazionale virtuale | pag. 29</h3>
<p>Annullati tutti i viaggi fuori dal proprio Paese, che ne resta delle tournèe all’estero, degli incontri trans-nazionali? Ridisegnati a distanza, trovano nella dimensione digitale uno spazio alternativo, per resistere e – forse – provare a sperimentare.<br />
di Nicola Pianzola</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Bandi Premio Hystrio 2021 | pag. 30</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Humour</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Glossip | pag. 32<br />
ComanDante Alighieri: il Divino Streaming Serial<br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi Degli Alighieri</h3>

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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dante in scena | pag. 33<br />
a cura di Marco Menini, Roberto Rizzente e Francesco Tei</h3>

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			<figure id="attachment_24097" aria-describedby="caption-attachment-24097" style="width: 249px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/BASSO-MATTIA-web-col.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24097" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/BASSO-MATTIA-web-col-249x300.png" alt="Illustrazione di Mattia Basso" width="249" height="300" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/BASSO-MATTIA-web-col-249x300.png 249w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/BASSO-MATTIA-web-col-160x193.png 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/BASSO-MATTIA-web-col-165x200.png 165w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/BASSO-MATTIA-web-col.png 343w" sizes="auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24097" class="wp-caption-text">ill. Mattia Basso</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24098" aria-describedby="caption-attachment-24098" style="width: 246px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Bonefacic-definitivo-2-web-bn.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24098" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Bonefacic-definitivo-2-web-bn-246x300.png" alt="Dante in scena, ill. di Irene Bonefacic" width="246" height="300" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Bonefacic-definitivo-2-web-bn-246x300.png 246w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Bonefacic-definitivo-2-web-bn-160x195.png 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Bonefacic-definitivo-2-web-bn-165x200.png 165w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Bonefacic-definitivo-2-web-bn.png 291w" sizes="auto, (max-width: 246px) 100vw, 246px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24098" class="wp-caption-text">ill. di Irene Bonefacic</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24103" aria-describedby="caption-attachment-24103" style="width: 241px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Lietti-web-col.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24103" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Lietti-web-col-241x300.png" alt="Dante in scena, ill. di Miriam Lietti" width="241" height="300" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Lietti-web-col-241x300.png 241w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Lietti-web-col-160x199.png 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Lietti-web-col.png 454w" sizes="auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24103" class="wp-caption-text">ill. di Miriam Lietti</figcaption></figure>

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			<h3>Gualtieri, dire le cose più alte<br />
con la lingua delle mulierculae | pag. 34</h3>
<p>Mariangela Gualtieri si confronta con l’opera di Dante Alighieri. Maestro di stile, padre riconosciuto della lingua italiana, il Sommo Poeta è un riferimento imprescindibile per qualunque artista che miri a riscattare l’uomo dallo stato di miseria per condurlo alla felicità, divinizzandolo.<br />
di Mariangela Gualtieri e Marco Menini</p>
<h3>Dante infinito, lontano e vicino<br />
una fortuna lunga settecento anni | pag. 36</h3>
<p>Si sprecano, nei secoli, i tentativi di drammaturgie e di messinscene da La Divina Commedia e dai suoi personaggi, con risultati spesso mediocri. Eppure l’opera del Sommo Poeta è prima di tutto oralità e rappresentazione drammatica, e anticipa (a sorpresa) la scrittura di numerosi autori moderni.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Tutti pazzi per la Commedia<br />
storia di una passione bicentenaria | pag. 38</h3>
<p>Da Gustavo Modena ad Albertazzi, Gassman, Bene e de Berardinis, Dante è stato il cavallo di battaglia dei grandi attori di Otto e Novecento. Fino agli anni Duemila, col fenomeno-Benigni, che ne ha ampliato a dismisura la ricezione grazie a uno show divulgativo erede della tradizione popolaresca.<br />
di Francesco Tei</p>
<h3>La Beatrice del nostro tempo:<br />
visioni, ricordi e metamorfosi | pag. 40</h3>
<p>Tre attrici, Marion d’Amburgo, Ieva Triškauskaitė ed Ermanna Montanari, che negli ultimi vent’anni hanno impersonato la donna amata da Dante Alighieri, raccontano la loro esperienza tra realtà e immaginario, passione umana e simbolismo.<br />
di Laura Caretti</p>
<h3>Aspra e forte è l&#8217;impresa,<br />
la sfida impossibile dei registi | pag. 42</h3>
<p>“Irrappresentabile”: così è stata spesso definita La Divina Commedia. Per aggirare l’ostacolo, i registi italiani hanno optato per la decostruzione e reinvenzione del Poema, dai Magazzini a Lenz, da Castellucci al Lemming, dalle Albe allo “straniero” Nekrošius.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h3>Fabre: Dante, dalla provincia un artista<br />
in lotta per conquistare la Bellezza | pag. 44</h3>
<p>Scoperto grazie alla madre e alle illustrazioni di Gustave Doré, il Sommo Poeta è fonte inesauribile d’ispirazione per Jan Fabre. Tanto da stimolare una messe di disegni e il progetto per una messinscena dell’intera Commedia, in un tour de force di ventiquattr&#8217;ore, in italiano, inglese, francese, tedesco e fiammingo.<br />
di Jan Fabre e Roberto Rizzente</p>

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			<figure id="attachment_24102" aria-describedby="caption-attachment-24102" style="width: 241px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/La-Torre-web-col.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24102" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/La-Torre-web-col-241x300.png" alt="Dante in scena, ill. di Valeria La Torre" width="241" height="300" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/La-Torre-web-col-241x300.png 241w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/La-Torre-web-col-160x199.png 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/La-Torre-web-col.png 390w" sizes="auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24102" class="wp-caption-text">ill. di Miriam Lietti</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24101" aria-describedby="caption-attachment-24101" style="width: 242px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Iaconis-web-col-.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24101" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Iaconis-web-col--242x300.png" alt="Dante in scena, ill. di Federica Iaconis" width="242" height="300" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Iaconis-web-col--242x300.png 242w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Iaconis-web-col--826x1024.png 826w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Iaconis-web-col--768x953.png 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Iaconis-web-col--600x744.png 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Iaconis-web-col--160x198.png 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Iaconis-web-col-.png 886w" sizes="auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24101" class="wp-caption-text">ill. di Federica Iaconis</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24100" aria-describedby="caption-attachment-24100" style="width: 242px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Formigari-web-col.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24100" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Formigari-web-col-242x300.jpeg" alt="Dante in scena, ill. di Raffaella Formigari" width="242" height="300" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Formigari-web-col-242x300.jpeg 242w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Formigari-web-col-160x199.jpeg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Formigari-web-col.jpeg 480w" sizes="auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24100" class="wp-caption-text">ill. di Raffaella Formigari</figcaption></figure>

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			<h3>Federico Tiezzi: «Riporto in scena<br />
la mia Commedia di trent’anni fa» | pag. 46</h3>
<p>Per il regista toscano, non è vero che il grande poeta sia irrappresentabile: prova ne è che la trilogia del 1989-91, reinventata da Sanguineti, Luzi e Giudici, verrà riproposta nel 2021 con un cast rinnovato e una ricca co-produzione nazionale.<br />
di Federico Tiezzi e Francesco Tei</p>
<h3>Da Ravenna a Nairobi e Timişoara<br />
Il Cantiere Dante delle Albe | pag. 47</h3>
<p>La gente non deve assistere, ma partecipare allo spettacolo in tutte le tappe del progetto quinquennale di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari. Il modello? Le sacre rappresentazioni del Medioevo o le utopie teatrali della Rivoluzione Russa.<br />
di Marco Martinelli, Ermanna Montanari e Irina Wolf</p>
<h3>Latella: dall’Inferno al Paradiso<br />
per capire la morte di Pasolini | pag. 48</h3>
<p>Creato per il Residenz Theater di Monaco di Baviera nel 2019 e diretto da Antonio Latella, Eine Göttliche Komödie. Dante&lt;&gt;Pasolini attinge a episodi della vita e dell’opera di Pier Paolo Pasolini, che per tre volte tentò di riscrivere la Commedia dantesca, aggiornandola con i peccati dell’Italia neo-capitalista.<br />
di Federico Bellini</p>
<h3>Il peccato, il desiderio e il lieto fine<br />
itinerari danteschi di Arcuri &amp; Co. | pag. 49</h3>
<p>Insieme a Fausto Paravidino, Letizia Russo, Fabrizio Sinisi e al musicista Giulio Ragno Favero, il regista Fabrizio Arcuri reinventa per il Teatro Stabile del Veneto una Divina Commedia aperta, plurale, fatta di parole contemporanee. L’obiettivo? Maggio 2021.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h3>Personaggi, cantiche, biografia&#8230;<br />
e il cinema scoprì il Sommo Poeta | pag. 50</h3>
<p>La settima arte si è impossessata della Commedia sin dai suoi esordi. Tra i personaggi più rappresentati Francesca da Rimini, il conte Ugolino e Pia de’ Tolomei, mentre delle tre cantiche, scontato sottolinearlo, è l’Inferno a farla da padrone.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>I mille linguaggi del teatro ragazzi<br />
per raccontare La Divina Commedia | pag. 51</h3>
<p>Da Laura Kibel e la sua Commedia fatta coi piedi fino all’estinto pianeta Terra di All’InCirco Teatro<br />
sono numerose le rivisitazioni delle Cantiche del Sommo Poeta e molte anche le compagini che, in tempo di pandemia, si preparano a celebrare i settecento anni dalla morte dell’Alighieri.<br />
di Mario Bianchi</p>
<h3>Francesca da Rimini mon amour<br />
icona nella musica e nell&#8217;opera | pag. 52</h3>
<p>Riscoperte nell’Ottocento, grazie anche all’Otello di Rossini, le immagini e i personaggi della Commedia informano una fitta gamma di riscritture, sinfonie e pastiche. Giù fino a Berio, attraverso Donizetti, Liszt e Gianni Schicchi di Puccini.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Dante in musical? Un gran minestrone<br />
tra effetti speciali e derive kitsch | pag. 53</h3>
<p>Se nel mondo anglosassone il Sommo Poeta non è mai stato preso in considerazione, molti, in Italia, sono i kolossal ispirati alla Commedia, spesso con risultati non entusiasmanti. Con l’eccezione del Quartetto Cetra e degli Oblivion.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>Inferni orizzontali o l’improbabile anelito<br />
a danzare La Divina Commedia | pag. 54</h3>
<p>Sottrarre il Poema alla sfera teologica e metafisica: è questo l’imperio della danza contemporanea. Con eccezioni e infortuni tra semplificazioni e ricerca di “spettacolarità”, con un occhio all’elettronica e alla seduzione dello spettatore-protagonista.<br />
di Roberto Fratini Serafide</p>
<h3>S’i’ fossi Dante, arderei ’l mondo<br />
otto registi in cerca d’autore | pag. 56</h3>
<p>Dalla dichiarazione di resa dei Babilonia Teatri agli spazi urbani abitati da Sieni e Punzo, la piazza e il cimitero, passando per il gioco degli autori di Malosti o dei generi della Sinigaglia, i tradimenti surrealisti di Delbono, fino ai recital di Civica e Rifici. Otto artisti alle prese con il Sommo Poeta testimoniano i propri aneliti e le idee alla base delle loro personali realizzazioni sceniche de La Divina Commedia.<br />
a cura di Laura Bevione, Roberto Rizzente e Francesco Tei</p>

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			<figure id="attachment_24099" aria-describedby="caption-attachment-24099" style="width: 239px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Comi-web-col.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24099" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Comi-web-col-239x300.png" alt="Dante in scena, ill. di Giada Comi" width="239" height="300" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Comi-web-col-239x300.png 239w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Comi-web-col-160x201.png 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Comi-web-col.png 403w" sizes="auto, (max-width: 239px) 100vw, 239px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24099" class="wp-caption-text">ill. di Giada Comi</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24105" aria-describedby="caption-attachment-24105" style="width: 242px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Recalcati-wb-col.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24105" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Recalcati-wb-col-242x300.png" alt="Dante in scena, ill. di Paola Recalcati" width="242" height="300" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Recalcati-wb-col-242x300.png 242w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Recalcati-wb-col-160x198.png 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Recalcati-wb-col.png 497w" sizes="auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24105" class="wp-caption-text">ill. di Paola Recalcati</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_24104" aria-describedby="caption-attachment-24104" style="width: 244px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Peri-web-col.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-24104" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Peri-web-col-244x300.png" alt="Dante in scena, ill. di Lorenzo Peri" width="244" height="300" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Peri-web-col-244x300.png 244w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Peri-web-col-160x197.png 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/12/Peri-web-col.png 472w" sizes="auto, (max-width: 244px) 100vw, 244px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24104" class="wp-caption-text">ill. di Lorenzo Peri</figcaption></figure>

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			<h2>nati ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Senza parole (o quasi):<br />
breve storia del Teatro dei Gordi | pag. 62</h3>
<p>Fondata nel 2010 da un gruppo di ex allievi della Scuola Paolo Grassi di Milano, la compagnia si è fatta conoscere nell’ultimo quinquennio con una trilogia sul tema della soglia, in cui hanno saputo rivisitare i linguaggi della tradizione, dalla Commedia dell’Arte all’uso delle maschere.<br />
di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro ragazzi</h2>
<h3>Con Peter Pan, Pinocchio &amp; C.<br />
Colpi di Scena senza sosta | pag. 64</h3>
<p>Personaggi mitologici e fiabeschi, bambini veri e immaginati popolano le scene del festival biennale organizzato da Accademia Perduta, una vetrina di appuntamenti variegati, debutti e produzioni, realizzati nel periodo del lockdown.<br />
di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro di figura</h2>
<h3>Figure, pupazzi e ombre<br />
dietro le quinte e sulla rete | pag. 65</h3>
<p>Tra streaming, progetti in lavorazione, incontri e live session, Incanti e Arrivano dal mare! si reinventano per attraversare la pandemia e offrire il loro contributo al rinnovamento del linguaggio, con esiti sorprendenti.<br />
di Mario Bianchi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Critiche | pag. 66</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Lirica</h2>
<h3>Der Messias, Aida e Marino Faliero,<br />
l’opera canta la speranza e la desolazione | pag. 77</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno e Fausto Malcovati</p>
<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nuove coreografie, tra memoria<br />
e limpido sguardo sul presente | pag. 78</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata, Maddalena Giovannelli, Rossella Porcheddu, Nicola Arrigoni e Matteo Brighenti</p>
<h2>Exit</h2>
<h3>Gigi Proietti, un artista a 360 gradi<br />
pura incarnazione del teatro | pag. 82</h3>
<p>Scomparso il 2 novembre scorso, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, Proietti ha attraversato con straordinaria maestria tutte le forme del fare teatro, colto e popolare, con Roma sempre nel cuore. Senza dimenticare i giovani e la formazione.<br />
di Paola Abenavoli</p>
<h3>Addio a Gigi Dall’Aglio, anima del Teatro Due di Parma | pag. 83</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>
<h2>Biblioteca | pag. 84</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testo</h2>
<h3>Dentro. Una storia vera, se volete | pag. 88</h3>
<p>di Giuliana Musso</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Società Teatrale | pag. 100</h2>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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