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	<title>Chiara Dattola - HYSTRIO</title>
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	<title>Chiara Dattola - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 18:41:45 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo<br />
luci e ombre del nuovo decreto ministeriale | pag. 2</h3>
<p>Un iter travagliato e un documento, a valere sul triennio 2025-27, che arriva con molto ritardo rispetto alle scadenze abituali, creando non poche difficoltà nel settore. Lo abbiamo letto a analizzato, cercando di metterne in evidenza punti di forza e criticità.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Spregelburd e gli altri,<br />
drammaturgia contemporanea a Parma | pag. 4</h3>
<p>Per gli attori di Teatro Due, il teatrista argentino ha scritto e diretto Diciassette cavallini, partecipando alle giornate dedicate alla scrittura del presente, con von Mayenburg, Vyrypaev, Raffier e Paravidino. Lo abbiamo incontrato, per farci raccontare i suoi progetti.</p>
<p>di Rafael Spregelburd e Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cassandra nel frullatore, ovvero<br />
i Greci guardati con occhio bizzarro e argentino | pag. 5</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ieri e oggi, se Hitler occupa la scena<br />
mettendoci ancora alla prova | pag. 6</h3>
<p>Dall’Arturo Ui di Brecht allo stand-up-comedian di Elio Germano e Chiara Lagani, il “male” non smette di interrogarci anche dalla scena con la sua “banalità”. Quanto le sue parole e la sua “battaglia” ancora ci assediano con il germe della disumanità?</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gli ultrà della scena:<br />
Apriti Millico, gli spettatori in pullman | pag. 8</h3>
<p>Una formula magica, un progetto di audience engagement nato a Terlizzi, per portare in tour gruppi eterogenei di spettatori orfani del teatro cittadino: è Apriti Millico, azione militante di VicoQuartoMazzini.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per danzare occorre un pensiero agile:<br />
Ciappina e la permeabilità dell’interprete | pag. 9</h3>
<p>Una scelta, guidata dalla mente più che dal corpo, è alla radice del percorso di una delle danzatrici più mature della scena contemporanea, capace di porsi al servizio di linguaggi coreografici molto diversi con rigore, esattezza, essenzialità.</p>
<p>di Marta Ciappina e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>De Summa, teatro qui e ora,<br />
dalla provincia alla Francia | pag. 10</h3>
<p>Fuggire dal paese più sfigato del mondo, dalla droga, dal nulla. Trovare se stessi, il proprio futuro, il proprio posto. In poche parole: fare teatro. Oscar De Summa ci racconta passato, presente e futuro di una vocazione inesauribile.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Caroline Baglioni, la vita propria di una scrittura<br />
selvatica, indipendente, piena di spine | pag. 11</h3>
<p>Dalla ricerca degli «oggetti magici» che innescano la creazione di un mondo alla messinscena, il processo di elaborazione di una drammaturgia è, per l’autrice, un percorso d’ascolto della propria voce. Difficile quanto trovare se stessi.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Hystrio 2025: i bandi | pag. 12</h3>

		</div>
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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sotto lo sguardo dell’aquila a due teste,<br />
il teatro e la nuova storia d’Albania | pag. 14</h3>
<p>A Tirana, un festival permette di fare il punto sul teatro di Kosovo e Albania, Paesi fratelli. Stessa lingua, storie diverse. In comune il desiderio di emergere, i rischi della speculazione finanziaria in agguato e un teatro che non volta la testa dall’altra parte.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sei esempi di “drammaturgie del possibile”<br />
al Festival del Teatro Nazionale romeno | pag. 16</h3>
<p>L’edizione 2024 della rassegna ha portato a Bucarest produzioni nazionali ed estere, oltre a un ricco cartellone di attività collaterali, con spettacoli che indagano tematiche di cocente attualità, dal dibattito sull’aborto al rinascente antisemitismo.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’autunno teatrale a Vienna,<br />
tra inediti e grandi classici | pag. 18</h3>
<p>L’inizio della stagione teatrale nella capitale austriaca vede sui palcoscenici gli adattamenti di due classici della letteratura, Il naso di Gogol e Orlando di Virginia Woolf, e un testo inedito incentrato sul fotografo – e assassino – Eadweard Muybridge.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teat[r]ennis. Hy.steresis Banana Khattelan | pag. 20</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Registe d’oltreconfine | pag. 21</h3>
<p>a cura di Laura Bevione e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Competenza, ostinazione, indipendenza:<br />
la voce chiara e forte delle artiste al potere | pag. 22</h3>
<p>Se nel Nord Europa e in Spagna è il merito a determinare il raggiungimento di ruoli apicali, in Italia è ancora troppo spesso una “graziosa concessione” vincolata a quote rosa e appartenenze politiche. Tuttavia il moltiplicarsi della presenza femminile indica un fertile, seppure lento, processo di cambiamento.</p>
<p>di Concita De Gregorio</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Regine d’oltremanica:<br />
il punto di vista che fa la differenza | pag. 24</h3>
<p>In Inghilterra le artiste hanno raggiunto da tempo autonomia e autorevolezza, conquistando spesso la direzione di istituzioni teatrali di prestigio. Un’ampia panoramica della scena britannica al femminile, innovativa e forte di uno sguardo indubbiamente “altro” su quanto avviene nella contemporaneità.</p>
<p>di Monica Capuani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gisèle Vienne, una filosofa burattinaia<br />
per un teatro politico, cool e perturbante | pag. 28</h3>
<p>Autrice di un percorso eterogeneo, nel teatro dell’artista francese convivono maschere e pupazzi, narrativa e arti visive, musica contemporanea e nuove tecnologie, a testimoniare un’irrequietezza che si trasforma in spettacoli sempre diversi e coinvolgenti.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un nuovo teatro per un nuovo pubblico,<br />
l’arte del racconto di Caroline Guiela Nguyen | pag. 29</h3>
<p>La regista francese, con origini asiatiche a algerine, ha elaborato una poetica teatrale di immediata fruizione, appassionante quanto profonda nel dipingere una realtà incapace di fare i conti con la storia recente, le ingiustizie e la violenza.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Die Regisseurin: in tedesco<br />
la regia si declina al femminile | pag. 30</h3>
<p>Dagli anni Novanta a oggi, in area germanofona si è consolidata la presenza femminile in campo registico, che affonda le sue radici nei decenni precedenti. Ecco una panoramica – tra Germania, Austria e Svizzera – dalle “veterane” alla generazione più recente.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kennedy, tra dis-umano e post-umano,<br />
il virtuale in cerca di autenticità | pag. 33</h3>
<p>Il percorso artistico della regista tedesca prende avvio dall’amato Fassbinder per procedere poi verso una ricerca incentrata sull’uso creativo e critico delle nuove tecnologie. Alla base, l’indagine sulla progressiva disumanizzazione della realtà, cercando un’impossibile verità.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sfumare i confini fra corpi e macchine:<br />
il teatro “estremo“ di Florentina Holzinger | pag. 34</h3>
<p>La coreografa, regista e performer austriaca è nota per spettacoli al cui centro c’è la fisicità delle interpreti, tutte donne. Forzato, ferito, posto in interazione con macchine e oggetti di varia natura, il corpo diventa simbolo dei mali del nostro tempo ma anche l’elemento da cui partire per costruire una nuova umanità.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Barbara Frey: tra letteratura e musica<br />
uno sguardo satirico sul mondo | pag. 35</h3>
<p>Regista, musicista e direttrice, l’artista svizzera declina con originalità quella vena satirica e allo stesso tempo poetica caratteristica della scena elvetica, mostrando una particolare predilezione per i grandi della letteratura, classica e contemporanea.</p>
<p>di Valentina Grignoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Umano, non umano e nuove tecnologie:<br />
i Paesi Bassi tra visionarietà e provocazione | pag. 36</h3>
<p>Una coppia di artiste, Boogaerdt/Van Der Schoot, e Anne-Cécile Vandalem sono tra le protagoniste della scena olandese e belga al femminile, caratterizzata da un’attenzione privilegiata al corpo, alla sua mercificazione e alle sue deformazioni dettate dall’evoluzione tecnologica e dei media.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Audaci, sensibili e visionarie:<br />
il talento policromo delle registe greche | pag. 37</h3>
<p>In un ambiente ancora prevalentemente maschile, molte sono le artiste che, a partire dalla fine del secolo scorso, si sono affacciate sulla scena ellenica, mostrando di possedere una visione inedita e spesso anticonvenzionale del linguaggio teatrale, e ottenendo successo anche a livello internazionale.</p>
<p>di Ariadne Mikou</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dai Balcani all’Europa dell’Est<br />
lo sguardo politico della scena femminile | pag. 38</h3>
<p>Riscrivono i classici e affrontano i contemporanei, denunciano le derive autoritarie dei rispettivi Paesi e il patriarcato, difendono i diritti civili: un panorama vivo e variegato che ha come comune denominatore l’impegno e la militanza politica.</p>
<p>di Laura Bevione, Federico Bellini e Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il coro come strumento artistico e politico:<br />
la poetica militante di Marta Górnicka | pag. 40</h3>
<p>La regista polacca parte da una forma d’espressione arcaica quale il coro per dare voce alle ingiustizie e ai conflitti che tormentano la contemporaneità: dalle spinte conservatrici e illiberali del proprio Paese, al dramma dell’Ucraina e della Palestina, il teatro diventa sonora richiesta di libertà e rispetto dei diritti.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cărbunariu: garantirsi l’indipendenza<br />
lavorando fuori dal sistema teatrale statale | pag. 41</h3>
<p>Gli spettacoli di Gianina Cărbunariu hanno sempre avuto una forte dimensione politica, proponendosi quali mezzi di critica sociale e facendo di questa artista una fra le più coerenti e complesse della generazione “di mezzo” dei registi-drammaturghi romeni.</p>
<p>di Gianina Cărbunariu e Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Arte e impegno civile: la duplice vocazione<br />
della regia al femminile nel mondo arabo | pag. 42</h3>
<p>Il corpo e il ruolo della donna nella società, ma anche conflitti vecchi e nuovi e l’interesse per la letteratura, sia quella dei conterranei che quella “occidentale”, sono i comuni denominatori dell’originale poetica teatrale sviluppata dalle registe – marocchine, egiziane, siriane, libanesi – nate e attive nei Paesi di cultura araba.</p>
<p>di Monica Ruocco</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lina Majdalanie e Chrystèle Khodr:<br />
dare voce ai singoli dalle rovine del Libano | pag. 44</h3>
<p>Due eclettiche e originali artiste nate e cresciute a Beirut, città che l’una ha lasciato mentre l’altra ha scelto quale luogo di vita e attività. Ma quella conflittuale realtà rimane al centro del lavoro di entrambe, impegnate a ricostruire con linguaggio originale la biografia di un popolo.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Waltz, Macras, Rodrigues e Acogny:<br />
l’arte del movimento plasmata dalle donne | pag. 45</h3>
<p>Quattro grandi coreo-registe, di differente provenienza geografica, generazione e poetica, accomunate dall’indubbio talento e dalla capacità di fondare compagnie indipendenti, con cui mettere in scena i propri spettacoli ma, soprattutto, approfondire la propria ricerca.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Memoria, militanza e mondo naturale<br />
la polifonia della scena sudamericana | pag. 46</h3>
<p>Il realismo magico per rocce e vegetali di Manuela Infante, Lola Arias tra biografismo individuale e memoria collettiva, le contaminazioni tra cinema e teatro di Romina Paula e la militanza politica e sociale di Patricia Ariza. Quattro voci al femminile da Cile, Argentina e Colombia.</p>
<p>di Claudia Cannella, Alice Strazzi, Alice Ferranti e Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Eclettismo culturale, sradicamento e realismo grottesco<br />
Victoria Szpunberg tra Argentina e Catalogna | pag. 47</h3>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Celestiale e cruenta, devota e pericolosa,<br />
la fibra artistica di Angélica Liddell | pag. 48</h3>
<p>L’artista spagnola, all’apparenza minuta, diventa irresistibilmente potente sul palcoscenico, dove porta in scena i suoi spettacoli in cui cristianesimo e valori universalmente accettati sono messi in discussione con carnale e provocatoria evidenza.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cambiare la vita con l’empatia,<br />
Christiane Jatahy, artista e attivista | pag. 49</h3>
<p>La regista brasiliana porta in teatro il suo impegno politico, sempre associato a un’originale ricerca artistica. Letteratura, nuove tecnologie, accurate indagini quasi giornalistiche sono alla base di spettacoli spesso incentrati sul ritratto di realtà marginali e neglette.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Broadway, Off Broadway e dintorni:<br />
questi non sono palchi per donne | pag. 50</h3>
<p>Negli Stati Uniti la figura del regista è ancora subordinata a quella dello scrittore e, quando il primo è una donna, vedere riconosciuti i propri meriti è ancora più complicato. Qualcosa, però sta cambiando, sia nella scena indipendente che a Broadway, con registe spesso provenienti dal cinema e dalla televisione.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La crescita delle voci femminili a Broadway:<br />
un lungo cammino verso la parità | pag. 51</h3>
<p>di Laura Caparrotti</p>

		</div>
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			<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quarant’anni e non sentirli:<br />
l’effervescente compleanno dei Marcido | pag. 52</h3>
<p>Un anniversario importante è occasione per fare qualche bilancio senza perdersi in nostalgie e rimpianti, poiché lo sguardo della compagnia torinese è fermamente rivolto al futuro, a partire dal prossimo debutto di Baccanti.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tanti auguri Argot!<br />
La storica “factory“ compie 40 anni | pag. 53</h3>
<p>Uno spazio minimo nel quartiere di Trastevere è diventato, grazie a un’intuizione dei fondatori<br />
e all’intraprendenza dei direttori Tiziano Panici e Francesco Frangipane, un’oasi e un motore<br />
di progetti culturali ibridi, fertili modelli di produzione artistica e di organizzazione.</p>
<p>di Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ctrl+Alt+Canc ovvero riavviare il sistema,<br />
tra gesto disperato e atto rigenerativo | pag. 54</h3>
<p>Nato nel 2020, il gruppo formato da Alessandro Paschitto, Raimonda Maraviglia<br />
e Francesco Roccasecca pratica il teatro come forma di conoscenza, con spettacoli<br />
che rinnovano la funzione dell’attore nel mettere in discussione l’esistenza.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE | pag. 56</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Corpo e spazio: i festival di danza<br />
tra identità e ibridazioni | pag. 84</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Laura Bevione, Carmelo A. Zapparrata, Roberto Canziani, Nicola Arrigoni,<br />
Alice Strazzi, Michele Pascarella e Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Muscato, Carsen, McVicar, Abbado:<br />
gli approcci multiformi della regia lirica | pag. 89</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Giuseppe Montemagno e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La scena mondiale tra immersione nel rito<br />
e attualissime riflessioni storico-politiche | pag. 91</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Sandro Avanzo, Alice Strazzi, Ira Rubini<br />
e Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA | pag. 92</h2>
<p>Le novità dal mondo editoriale, a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<h3>C’È DEL PIANTO IN QUESTE LACRIME | pag. 96</h3>
<p>di Linda Dalisi e Antonio Latella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-size: medium;">SOCIETÀ TEATRALE </span> | pag. 112</h2>
<p>Le notizie dal mondo teatrale, a cura di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Numero 3 di luglio-settembre 2024</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-3-di-luglio-settembre-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 16:30:59 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hystrio Festival 2024 &#8211; Il programma della terza edizione</h3>
<p>Milano, Teatro Elfo Puccini, 17-22 settembre 2024<br />
di Ilaria Angelone e Claudia Cannella | pag. 2</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In Scena! Italian Theater Festival NY aperto il bando per l’edizione 2025</h3>
<p>di Laura Caparrotti | pag. 3</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>En attendant il Codice dello spettacolo, il teatro italiano s’interroga sul suo futuro</h3>
<p>La bozza del testo era attesa ai primi di maggio perché la sua approvazione arrivasse prima della pausa estiva e i decreti in autunno, in tempo utile per far partire il nuovo triennio Fus (ora Fnsv). Emergono frammenti di proposte e intenzioni, ma ancora manca un documento su cui ragionare.</p>
<p>di Alessandro Toppi | pag. 4</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Addio a Nicola Savarese, studioso e maestro di viaggi avventurosi nel mondo del teatro</h3>
<p>di Giuseppe Liotta | pag. 5</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro Nucleo: da cinquant’anni per le strade del mondo</h3>
<p>Il gruppo, fondato in Argentina, arrivò a Ferrara nel 1978, in esilio a causa della dittatura militare. Dai primi passi all’Ospedale Psichiatrico, l’attività non ha mai perso le profonde radici politiche e sociali, che un nuovo Festival internazionale ha appena rilanciato.</p>
<p>di Michele Pascarella | pag. 6</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fabrizio Sinisi, la forza del linguaggio: la scrittura come atto politico</h3>
<p>Autore a 360 gradi, Sinisi ci racconta della sua vicinanza a un’idea di scrittura, e di teatro, quasi brechtiana. Dalla folgorazione iniziale, grazie alla Compagnia Lombardi-Tiezzi, fino alle riflessioni politiche enucleate negli ultimi lavori.</p>
<p>di Matteo Brighenti | pag. 7</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Glauco Mauri, il teatro per la vita: l’indistinguibile confine tra scena e realtà</h3>
<p>Un vero e proprio innamoramento, quello dell’attore pesarese per il teatro e per la sua capacità di instaurare un dialogo vivo con lo spettatore. Un percorso lungo e multiforme, gli incontri con i registi più importanti del Novecento italiano e il sodalizio con Sturno.</p>
<p>di Matteo Brighenti | pag. 8</p>

		</div>
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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’opera di Papaioannou nell’epoca della sua riproducibilità tecnica</h3>
<p>Sosteneva Walter Benjamin, cento anni fa, che le innovazioni tecnologiche influenzano drasticamente la produzione e la fruizione delle opere d’arte. Il caso dell’artista greco, tra applicazioni della transmedialità e attaccamento all’archetipo della statuaria classica.</p>
<p>di Dimitris Papaioannou e Roberto Canziani | pag. 10</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quando uomini e donne, alla sera, si liberano finalmente dell’armatura</h3>
<p>Una recensione dello spettacolo <em>Inside</em> di Dimitris Papaioannou</p>
<p>di Roberto Canziani | pag. 11</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Oltre i confini, nella terra dei Naga dove non esiste il teatro</h3>
<p>Situato al confine nord-est indiano, il Nagaland è un territorio impervio, ricco di tradizioni culturali millenarie. Qui Instabili Vaganti ha portato il progetto Beyond Borders, alla ricerca di una contaminazione tra le danze e i canti locali e le forme performative occidentali.</p>
<p>di Nicola Pianzola | pag. 12</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bratislava Nova Drama Festival, da vent’anni è sempre “nuovo“</h3>
<p>Istituito due decenni fa, il Festival slovacco ha scandito le tappe del cambiamento artistico e politico del Paese, rivelandosi sempre più stimolante, grazie alla varietà del programma e al prestigio degli ospiti, con spettacoli, simposi e focus internazionali.</p>
<p>di Pino Tierno | pag. 15</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Wiener Festwochen: liberare Vienna con un’arte politica all’insegna della resistenza</h3>
<p>La prima edizione diretta da Milo Rau si è concentrata su progetti partecipativi in difesa della democrazia. Accanto a questi, le prime mondiali degli spettacoli dello stesso direttore, di Florentina Holzinger, Kirill Serebrennikov, Caroline Guiela Nguyen e Kornél Mundruczó.</p>
<p>di Irina Wolf | pag. 16</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A zig-zag attraverso la Romania, lo sguardo plurale del teatro</h3>
<p>Tra la capitale Bucarest, Sfântu Gheorghe e Suceava, le stagioni restituiscono il respiro del Paese, che si interroga sul presente, fa satira sul passato comunista, guarda alle fragilità generazionali alla luce dell’instabilità internazionale.</p>
<p>di Irina Wolf | pag. 18</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Belgrade Dance Festival: un hub internazionale nel centro dei Balcani</h3>
<p>Il Festival, nato per colmare il vuoto della presenza della danza contemporanea sulla scena serba, è giunto alla sua 21a edizione, intitolata “Impeccable Differences“. Una presenza che racconta la molteplicità dei linguaggi transnazionali.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata | pag. 20</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Programme Commun: la scena elvetica in vetrina a Losanna</h3>
<p>La settima edizione del Festival ha offerto un ampio sguardo sul teatro in Svizzera, Paese che, in virtù della predisposizione a investire sulla cultura, è diventato casa di artisti internazionali, come il Leone d’argento della Biennale Danza 2024, Trajal Harrell</p>
<p>di Laura Bevione | pag. 22</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Memorabili, gli hit imperdibili della stagione londinese</h3>
<p>Dall’Almeida al National Theatre, gli spettacoli che hanno lasciato il segno nella stagione appena trascorsa sono molti. Da Shakespeare ai contemporanei, tra riscritture e allestimenti mozzafiato, quello che ha da dirci la scena della capitale d’Oltremanica.</p>
<p>di Monica Capuani | pag. 24</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Recitare stanca, ma il teatro se non lo fai ti manca</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi | pag. 26</p>

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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e romanzo</h3>
<p>a cura di Marco Menini, Roberto Rizzente e Francesco Tei | pag. 27</p>

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			<h3>Nicola Lagioia: il romanzo? Un canovaccio per l’ispirazione teatrale</h3>
<p>Costitutivamente diverso dal romanzo, nonostante la comune radice che affonda nell’oralità, il teatro deve, nell’adattamento per la scena, poterne tradire gli assunti, in nome di una ridefinizione libera che ne illumini il senso e che tenga conto, oltre che della parola, degli attori e soprattutto del pubblico.</p>
<p>di Nicola Lagioia e Roberto Rizzente | pag. 28</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alla ricerca della teatralità nascosta: la lunga avventura delle riduzioni per la scena</h3>
<p>Tante sono le esperienze, spesso di successo, di adattamento e di riscrittura dei classici della letteratura italiana, dall’Ottocento al Secondo Dopoguerra. Da Manzoni a Svevo, da Pirandello agli autori della Resistenza, fino a Moravia, non sono pochi gli esempi in cui le ragioni della scena hanno saputo sopravanzare quelle letterarie. Anche a costo del tradimento.</p>
<p>di Giuseppe Liotta | pag. 30</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le delusioni perdute dei romanzieri a teatro</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi | pag. 31</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un brutto romanzo può fare del buon teatro?</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi | pag. 32</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mezzo secolo di parole sui libri e sui corpi degli attori</h3>
<p>Un viaggio negli adattamenti per la scena della letteratura italiana contemporanea, opera di drammaturghi ma anche di scrittori. Dalle tracce dell’eredità ronconiana alle versioni mainstream dei bestseller, fino agli omaggi e alle monografie degli autori.</p>
<p>di Diego Vincenti | pag. 34</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Storico, romantico, sociale, avventuroso: l’Ottocento letterario in scena fa ancora gola</h3>
<p>I grandi classici, da Melville ad Austen, passando per i grandi francesi, senza dimenticare Goethe e il nostro Verga, hanno supplito a una mancanza di trame e intrecci che tanto piacciono allo spettatore, fornendo spesso materiali, spunti e idee per nuove messinscene.</p>
<p>di Andrea Bisicchia | pag. 36</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Niente sangue, please: a teatro va di moda il perturbante</h3>
<p>di Laura Bevione | pag. 37</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Proust, Woolf, Céline, Joyce: portare in teatro la crisi del romanzo</h3>
<p>Dallo storico spettacolo di Vasilicò a quello di Lombardi-Tiezzi sulla Recherche proustiana, dal “derby” (a ventidue anni di distanza) tra Castellucci e Germano su Viaggio al termine della notte, dai molti Orlando alle Molly Bloom, il teatro non ha smesso di interrogare la letteratura a cavallo tra Otto e Novecento.</p>
<p>di Francesco Tei | pag. 38</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Italia-Russia, andata e ritorno: due secoli di omaggi e di passioni ininterrotte</h3>
<p>Una storia che dura da sempre: numerosissimi sono, in Italia, gli adattamenti e le riscritture dei classici russi, soprattutto dei capolavori di Dostoevskij. Senza trascurare il Novecento, Bulgakov e Nabokov in particolare, ispiratori di spettacoli originali e potentemente innovativi.</p>
<p>di Fausto Malcovati | pag. 40</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nel teatro della “drammaturgia nascosta“: Kafka sulla scena italiana</h3>
<p>L’interesse per l’autore boemo in Italia si è acceso sul finire del secolo scorso, producendo spettacoli innovativi e originali, da Il castello di Corsetti ad Amerika di Scaparro, spesso lontani dal mondo multiforme e inafferrabile offerto dai racconti e dai romanzi postumi più celebri.</p>
<p>di Giuseppe Liotta | pag. 42</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Napoli: il fondo nero di una città che s’illude e s’imbroglia</h3>
<p>Attraverso pagine in cui dominanti sono le tonalità scure, letteratura e teatro contraddicono la retorica di un’amministrazione che, della città partenopea, continua a offrire un’immagine edulcorata e stereotipata a uso e consumo dei turisti.</p>
<p>di Alessandro Toppi | pag. 43</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il monologo, nuova frontiera nella “teatralizzazione” della narrativa</h3>
<p>Un itinerario dalle ricerche degli studiosi di fine secolo alla stagione degli innumerevoli spettacoli-performance per attore solista: dall’affabulazione al racconto, al “concerto” per voci e musiche. Per esplorare una drammaturgia che mette in scena anche l’autore letterario e il suo lavoro.</p>
<p>di Gerardo Guccini | pag. 44</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bradbury, Orwell, Atwood e Burgess, strade possibili per la distopia in scena</h3>
<p>di Alice Strazzi | pag. 45</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I romanzi stranieri contemporanei: belli, famosi e possibilmente cool</h3>
<p>Meno diffusi sulle nostre scene di quanto si pensi, gli spettacoli ispirati alla letteratura contemporanea premiano, soprattutto, i best-seller riconosciuti e gli autori più affermati, da Nothomb a Saramago, da Carrère agli israeliani Yehoshua e Grossman. Con qualche eccezione.</p>
<p>di Laura Bevione | pag. 46</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il giallo e il teatro: tra i soliti noti la spunta Agatha Christie</h3>
<p>di Andrea Borini | pag. 47</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ronconi e lo spettacolo infinito: un’altra grande rivoluzione del Maestro</h3>
<p>Dal Pasticciaccio a Pornografia, Ronconi rinuncia alla convenzione più che consolidata dell’adattamento per restituire la ricchezza polifonica delle opere originarie. Fino ad approdare a una nuova grammatica della rappresentazione che scardina la tradizionale sintassi dialogica e la definizione stessa del personaggio.</p>
<p>di Claudio Longhi | pag. 48</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lagani: fare i conti con noi stessi ritrovando il bandolo perduto della matassa</h3>
<p>Per la compagnia Fanny &amp; Alexander la narrativa ha sempre occupato un posto di eccezione. Chiara Lagani riflette sulle sfide dell’adattamento: mantenere intatta la natura enigmatica e misteriosa dei testi. E rendere lo spettacolo una festa collettiva per gli innamorati della letteratura.</p>
<p>di Chiara Lagani e Maddalena Giovannelli | pag. 50</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tiezzi: lavorare sulla narrativa per capire davvero cos’è il teatro</h3>
<p>Serbatoio di temi e modi, ma soprattutto di linguaggi, la letteratura alimenta, sin dai tempi del Carrozzone, l’ispirazione di Federico Tiezzi, generando innesti che scardinano le strutture dialogiche ormai consolidate e gettano nuova luce sul mestiere stesso dell’attore.</p>
<p>di Federico Tiezzi e Marco Menini | pag. 51</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Indossare i panni del minatore: lo scavo e la rinuncia come atto creativo</h3>
<p>Costretto, suo malgrado, a operare delle scelte, il drammaturgo deve, nello sforzo di sintesi e di restituzione per la scena di un romanzo, poter contare sulla profonda conoscenza di un autore e di tutta la sua opera. Come i lavori realizzati da Federico Bellini e Linda Dalisi per Antonio Latella dimostrano.</p>
<p>di Federico Bellini e Linda Dalisi | pag. 52</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gallione: sono un feroce lettore alla ricerca di teatro</h3>
<p>Tagliare e cucire prosa per fare teatro: quella di Giorgio Gallione, regista e drammaturgo, è stata una scelta precoce perseguita per oltre trent’anni, collaborando con scrittori affermati e attingendo dalla letteratura contemporanea.</p>
<p>di Giorgio Gallione e Laura Santini | pag. 53</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tra l’interpretare e l’essere: gli attori e l’identità dei grandi personaggi letterari</h3>
<p>Banco di prova per mattatori, le figure del Santo bevitore di Roth, Ivan Karamazov, il capitano Achab e Jean Valjean sono state portate in scena da quattro mostri sacri del teatro italiano: Carlo Cecchi, Umberto Orsini, Elio De Capitani e Franco Branciaroli.</p>
<p>di Elena Scolari | pag. 54</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Don Chisciotte, un eroe visionario per tutte le stagioni</h3>
<p>di Stefania Di Carlo| pag. 55</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Emma, Anna, Molly: metamorfosi dalla narrativa alla scena</h3>
<p>Quattro indimenticabili prove d’attrice in spettacoli che hanno reinventato con grande autonomia espressiva i capolavori di Flaubert, Tolstoj e Joyce e le loro protagoniste: da Monica Guerritore a Mascia Musy, da Sonia Bergamasco a Piera Degli Esposti.</p>
<p>di Laura Caretti | pag. 56</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’eros senza didascalie e morbosità voyeuristiche</h3>
<p>di Renzo Francabandera | pag. 57</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se il teatro ragazzi reinventa la letteratura per l’infanzia (e non solo)</h3>
<p>I classicissimi dell’Ottocento e Novecento – italiani e stranieri, per grandi e piccini – trovano nuova vita sul palco. Ma non manca l’attenzione per i romanzi di oggi, e c’è chi porta in scena Sherlock Holmes, Jekyll e Hyde o i capolavori di Rabelais.</p>
<p>di Mario Bianchi | pag. 58</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un dialogo libero, che procede per risonanze: il romanzo come ispirazione per la danza</h3>
<p>Dalla svolta narrativa, a metà del Settecento, la danza ha sempre trovato nella letteratura la fonte d’ispirazione per una creazione autonoma e originale che rifugge la semplice trasposizione scenica dell’argomento per radicarsi nella poetica e nella sensibilità del coreografo.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata | pag. 59</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il musical made in Italy, un caleidoscopio di suoni e colori da tutto il mondo</h3>
<p>Erede della tradizione anglosassone, il musical italiano ha adottato, negli anni, una gran quantità di caposaldi della letteratura occidentale, dalla Bibbia a I promessi sposi, da I miserabili a Il Conte di Montecristo. Con risultati non sempre sensazionali.</p>
<p>di Sandro Avanzo | pag. 60</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dalla pagina alla scena lirica il romanzo che (in)canta</h3>
<p>Il romanzo approda sulle scene liriche nel primo Ottocento grazie alla smodata passione per Walter Scott. Nel tempo, mutano i fenomeni di mediazione per adattare il fervore del racconto alla concisione del tempo in musica: da Rossii a Tutino, attraverso i grandi protagonisti del Novecento.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno | pag. 61</p>

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			<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Festival, rassegne e concorsi, luci e ombre della scena emergente</h3>
<p>Fioriscono per giovani artisti e compagnie occasioni di visibilità, e in alcuni casi anche di sostegno economico-distributivo. Tanto entusiasmo e meritorio lavoro collettivo, che spesso si scontra con le logiche del mercato e la disattenzione del sistema teatrale. Eccone un assaggio primaverile.</p>
<p>di Giulio Baffi, Alice Strazzi, Anna Crichiutti e Claudia Cannella | pag. 62</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le recensioni dell’ultima parte della stagione teatrale | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Milano capitale d’Europa sulla scena multilingue del Piccolo</h3>
<p>Il tempo della realtà e della certezza, ora: il Festival Presente Indicativo | Milano Porta Europa del Piccolo Teatro è un affresco potente e multiforme della scena contemporanea del continente, cuore pulsante di un’azione collettiva, politica e culturale.</p>
<p>di Alice Strazzi, Diego Vincenti, Elena Scolari, Roberto Rizzente, Matteo Valentini, Sandro Avanzo e Sara Chiappori | pag. 64</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Primavera dei Teatri: sinergia tra territorio e comunità attraverso il linguaggio teatrale</h3>
<p>L’attenzione alla drammaturgia contemporanea è di casa al Festival di Castrovillari, giunto alla 24a edizione: da Dino Lopardo, Caroline Baglioni e Fabio Pisano a Dario De Luca, Mariano Dammacco, Pier Lorenzo Pisano, Marco Sgrosso e Tindaro Granata.</p>
<p>di Giulio Baffi, Carlo Lei, Enrico Marcotti, Mario Bianchi e Ira Rubini | pag. 83</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dismisura, gioco e parola poetica: a Siracusa si celebra il rito eterno</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno | pag. 86</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Palcoscenici globali e sguardi oltre confine, il mosaico della scena internazionale</h3>
<p>di Diego Vincenti, Alice Strazzi, Laura Bevione e Francesco Tei | pag. 88</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il linguaggio dei corpi tra atto politico e oblio</h3>
<p>La primavera della danza sulle note di Gershwin e del Vivaldi di Calixto, dall’omaggio a Jérôme Bel di D’Agostin alla danza a due di Teshigawara e Sato, dall’assolo di Bertozzi alle coreografie di Zappalà, Marilungo, Tansini.</p>
<p>di Mario Bianchi, Laura Bevione, Carmelo A. Zapparrata, Michele Pascarella e Matteo Brighenti | pag. 90</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riletture originali della tradizione, la regia lirica lascia la sua impronta</h3>
<p>Dal surrealismo allucinato di Bieito al verismo di Martone, dal post-femminismo di Irina Brook al simbolismo di Chiara Muti e ai burattini onirici di Menghini, dalla Tosca fascista di Popolizio al site-specific di Le Lab, come evolve l’immaginario operistico.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno e Roberto Rizzente | pag. 93</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Che fretta c’era, maledetta primavera&#8230; stagione di piogge e di dolorosi addii</h3>
<p>Fin de partie per tre grandi interpreti – Franca Nuti, Paola Gassmann, Rosalina Neri – ma anche per chi ha dedicato la vita al teatro ricoprendo altri ruoli, come Armando Pugliese, Giovanna Marini, Alessandra Belledi e Roberto Toni.</p>
<p>di Sara Chiappori, Albarosa Camaldo, Giuseppe Liotta, Francesco Tei e Mario Bianchi | pag. 96</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità editoriali</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo | pag. 98</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il tempo attorno</h3>
<p>di Giuliano Scarpinato | pag. 102</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità dal mondo del teatro</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente | pag. 116</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Milano, «la città è malata»: il taglio ai finanziamenti delle Scuole Civiche</h3>
<p>di Diego Vincenti | pag. 116</p>

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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2023</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-di-ottobre-dicembre-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2023 15:44:37 +0000</pubDate>
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			<h2>SPECIALE HYSTRIO FESTIVAL</h2>
<h3>La cronaca, i premiati, le motivazioni</h3>
<h2></h2>
<h3>Tra sogni e realtà, selfie e fiocchi rosa la seconda stella di Hystrio Festival | pag. 2</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiude in ascesa la seconda edizione del festival dedicato al teatro under 35. Otto spettacoli, cinque letture sceniche riempiono per sei giorni gli spazi del Teatro Elfo Puccini di Milano. Operatori e critici, certo, ma anche tanto pubblico giovane e curioso di ritrovarsi e scoprire i nuovi talenti della scena.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>

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			<h2>VETRINA</h2>
<h3></h3>
<h3>La sfida quotidiana di attori “di-versi”, dieci anni con il Teatro La Ribalta | pag. 12</h3>
<p>Portatori di un mistero che solo il teatro può accogliere, gli attori che lavorano con Antonio Viganò sanno offrire l’esperienza di una bellezza inquieta e spiazzante, che rivela la forza rivoluzionaria di cui la scena è capace.</p>
<p>di Massimo Bertoldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Edipo all’infaticabile ricerca della verità, Marco Baliani regista e pedagogo | pag. 13</h3>
<p>Esito finale di Bottega XNL, percorso di formazione alle professioni del teatro e del cinema, va in scena a Veleia l’Edipo diretto da Baliani, che ha guidato 20 giovani attori in un percorso maestro-allievo incentrato su un testo-culto della drammaturgia occidentale.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Don Chisciotte e quei sogni messi al rogo, la nuova utopia del Teatro delle Albe | pag. 14</h3>
<p>Marco Martinelli ed Ermanna Montanari rileggono Cervantes con una nuova chiamata pubblica, prima tappa di un percorso attraverso la città di Ravenna che culminerà, nel 2025, sul palcoscenico del Teatro Rasi.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I miti del Mediterraneo in scena sull’Isola di Gorgona | pag. 15</h3>
<p>Ulisse, le Metamorfosi di Ovidio e la Tempesta di Shakespeare, appuntamenti di un immaginario alle radici della nostra cultura, costituiscono materia fertile per la trilogia allestita da Gianfranco Pedullà con i detenuti del carcere di Gorgona.</p>
<p>di Laura Caretti</p>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>London Summer, West End storie contemporanee in musical | pag. 16</h3>
<p>Accanto al Premio Pulitzer Michael R. Jackson e al mago dei blockbuster Lloyd Webber, campeggiano produzioni piccole e kolossal programmati anche durante l’estate nei teatri londinesi, invariabilmente pieni.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Transizioni della regia Almada, il teatro che cambia pelle | pag. 20</h3>
<p>Un osservatorio sensibile sui teatri del mondo. Da quarant’anni, con singolare tempestività, il festival che si svolge nella città di fronte a Lisbona registra la mutazione dei linguaggi della scena, da Peter Stein a Milo Rau.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Salisburgo, sul “palcoscenico del mondo” due importanti questioni di etica | pag. 21</h3>
<p>Al Festival di Salisburgo Ulrich Rasche rilegge criticamente un classico illuminista di Lessing, mentre Karin Henkel adatta per il teatro un celebre film, regalandogli un ampio respiro, allo stesso tempo sociologico e filosofico.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nella Zona di sicurezza di Piatra Neamț si immaginano strategie di sopravvivenza | pag. 22</h3>
<p>Al festival che ogni anno si svolge nella città romena situata nella Moldavia Occidentale, spettacoli di compagnie nazionali e internazionali indagano tematiche contemporanee immaginando, però, possibili e positivi scenari futuri.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Roberto Sturno, una vita dedicata al teatro attraversando classici e contemporanei | pag. 23</h3>
<p>Se ne è andato in punta di piedi, quasi a sorpresa, l’attore romano che con Glauco Mauri aveva costruito uno dei sodalizi artistici più solidi della scena italiana. Ma l’estate ha segnato anche la fin de partie di Renata Scotto e di Pierluca Donin.</p>
<p>di Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Franco Branciaroli, ultima voce di una razza in via d’estinzione | pag. 24</h3>
<p>A luglio l’attore ha ricevuto a Verona il Premio Renato Simoni “per la fedeltà al teatro di prosa”, sigillo di una lunga carriera a servizio dell’arte. Ora si prepara per un’altra lunga tournée con un altro “ragazzo irresistibile” come Umberto Orsini.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Marco Bernardi: «Il teatro mi ha scelto, la mia università è stata la scena» | pag. 25</h3>
<p>Dall’apprendistato, a bottega con Maurizio Scaparro, alla direzione del Teatro Stabile di Bolzano, Bernardi festeggia 50 anni di carriera. Regista colto, amministratore accorto, dichiara la sua passione per il teatro di parola, da sempre al centro del suo lavoro.</p>
<p>di Massimo Bertoldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fratelli Cordelli | pag. 26</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e Natura | pag. 27</h3>
<p>a cura di Laura Bevione e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Coccia: teatro e pianeta una coincidenza necessaria | pag. 28</h3>
<p>Per la prima volta costretto a confrontarsi con la totalità dei viventi, l’uomo deve ripensare il proprio rapporto con il pianeta, costruendo una relazione paritetica che contempli e racconti il rispetto per le specie e la convivenza con la natura a partire dai luoghi dell’esistenza quotidiana: i teatri e le città.</p>
<p>di Emanuele Coccia e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Natura e rappresentazione: i due poli di una questione ininterrotta | pag. 30</h3>
<p>Espressione nell’antichità della potenza degli dèi, la natura è stata, nei secoli successivi, introiettata nei discorsi dei personaggi, assorbita nel verso poetico a mo’ di allegoria o assurta a vero e proprio personaggio e motore dell’azione, contribuendo alla definizione del teatro come possibile realtà alternativa.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se il teatro si occupa del cambiamento climatico: esperienze di drammaturgia “ecologista” | pag. 32</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Arti performative in movimento, progetti europei tra ecologia e paesaggio | pag. 33</h3>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pensieri e pratiche inter-specie lontano dall’Occidente | pag. 34</h3>
<p>Di ascendenza europea, la visione dualistica e gerarchizzante tra umano e non umano è antitetica a quanto, da secoli, le culture indigene e le recenti ricerche antropologiche vanno proponendo: un’osmosi tra le specie che passa attraverso la relativizzazione dei punti di vista, fino alla possessione.</p>
<p>di Laura Budriesi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il mondo alla rovescia: benvenuti nella repubblica degli animali | pag. 36</h3>
<p>Protagonisti a tutto campo o alter ego con cui il folle è chiamato a confrontarsi, gli animali si fanno metafora, nei testi di quattro autori contemporanei, del potere ferino che è nell’uomo, spesso disattendendo le nostre certezze e le classificazioni di comodo.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pecore, corvi e salti di specie: la natura futura di Marta Cuscunà | pag. 37</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dalle parti dell’inconscio: le maschere zoomorfe in scena | pag. 38</h3>
<p>Raffinati coccodrilli, felini di vario genere e creature ibride ma anche ovini, gorilla, conigli e molti scimpanzé: il bestiario scenico del teatro contemporaneo è sicuramente ricco e polimorfo, tanto da correre il rischio di tramutarsi in facile cliché.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Al di là delle colonne d&#8217;Ercole: miti e cronache di eroi ed esploratori | pag. 39</h3>
<p>Dal mare alla montagna, dal cosmo alla terra, inevitabilmente considerata matrigna, la Natura è il limite ultimo cui l’uomo, sin da bambino, è chiamato a confrontarsi per esplorare parti di sé e nutrire il desiderio inestinguibile della conoscenza.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Metti un capro in teatro: quando è l’animale a essere osceno | pag. 40</h3>
<p>Utilizzando animali veri o rappresentandoli attraverso i dispositivi tecnologici, la scena contemporanea spiazza lo spettatore, di cui mette a nudo gli istinti predatori. Tanto da incorrere, spesso e volentieri, nella censura degli animalisti e delle autorità grazie a cavilli giuridici.</p>
<p>di Silvia Mei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro nella natura, teatro della natura: per perdersi e ritrovare il vero sé | pag. 42</h3>
<p>Spettacoli itineranti o immersi in boschi e parchi; miti ripensati nell’epoca contemporanea e inviti a ricalibrare il pensiero e la percezione per “guardare” davvero il paesaggio naturale. Una carrellata di esperienze eclettiche ma accomunate dal desiderio di rifondare la relazione uomo-natura.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Raccogliere e cacciare negli anni Duemila: l’esperienza “a lato” della Tosse | pag. 44</h3>
<p>Come profeticamente scrisse Renzo Piano, «quelli del Teatro della Tosse sono anche un po’ ladri di spazi, si prendono un pezzo di città o un intero paese, trasformandoli in un luogo magico che sembra appena inventato».</p>
<p>di Maria Dolores Pesce</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le Ariette: attori-contadini di un teatro democratico e paritario | pag. 45</h3>
<p>Paola Berselli e Stefano Pasquini sono, insieme a Maurizio Ferraresi, il Teatro delle Ariette: casa, campi e uno spazio sui colli bolognesi, in Valsamoggia. Per un teatro che sia prima di tutto “esperienza” del naturale.</p>
<p>di Paola Berselli, Stefano Pasquini e Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Andare nella foresta e costruire castelli: i festival a misura di paesaggio | pag. 46</h3>
<p>Diffusi in tutta la penisola e spesso fondati prima che l’attenzione per l’ambiente divenisse di dominio pubblico, i festival teatrali contribuiscono alla tutela e alla valorizzazione dei territori, promuovendo innovative forme di collaborazione con gli enti locali, con ricadute sui linguaggi e le estetiche.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Infante: l’Altro come eccesso per un teatro post-umano | pag. 48</h3>
<p>Dal Cile, Manuela Infante inventa nuovi linguaggi per organizzare il pensiero in modo non umano. Realismo (2016), Estado Vegetal (2017), Metamorphoses (2023), Cómo convertirse en piedra (2022) hanno spostato il centro della narrazione sulle pietre, i vegetali, sulla voce come puro suono.</p>
<p>di Manuela Infante e Teresa Vila</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gualtieri: questo tempo, ancora più rotto, è un tempo di radicale cambiamento | pag. 49</h3>
<p>Ineffabile, archetipica, sacrale, prossima al mito e aliena dalle costruzioni razionali e antropocentriche dell’uomo, la Natura è, nell’opera di Mariangela Gualtieri, portatrice di un’alterità salvifica che a stento può essere descritta dalla parola.</p>
<p>di Mariangela Gualtieri e Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Imprevisti, tensioni, nomadismi: abitare il paesaggio secondo DOM | pag. 50</h3>
<p>Fondato nel 2013 da Leonardo Delogu e Valerio Sirna, DOM indaga il paesaggio e le pratiche di abitazione dello spazio. L’uomo che cammina, un progetto del 2015 capace di reinventarsi a seconda dei contesti in cui viene realizzato, è esemplificativo della poetica del gruppo.</p>
<p>di Leonardo Delogu, Valerio Sirna e Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il giardino coltiva il giardiniere con l’amore per superare l’antropocentrismo | pag. 51</h3>
<p>Ideatrice e direttrice, dal 2001, del Festival Naturalmente Arte, “artista-giardiniera”, Lorenza Zambon è impegnata, dal 1999, in una personale e pionieristica ricerca sulla relazione fra la specie umana e l’ambiente in cui vive.</p>
<p>di Lorenza Zambon e Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Natura, natura delle mie brame qual è lo spettacolo più bello del reame? | pag. 52</h3>
<p>Anfiteatro della meraviglia, propedeutica a una crescita armoniosa della psiche, la Natura è protagonista assoluta del teatro ragazzi, dagli spettacoli ambientati in boschi e giardini a quelli che hanno per protagonisti gli animali, i viaggiatori e gli esploratori.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Visioni senza confine: praticare e formarsi “in natura” | pag. 53</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Con la testa nelle fauci del leone: storia e storie del circo con animali | pag. 54</h3>
<p>Compagni di acrobati, giocolieri e ballerini, gli animali hanno accompagnato la nascita e l’evoluzione<br />
del circo, incarnandone il gusto per la meraviglia nell’incontro dell’uomo con l’altro da sé. Fino agli sviluppi più recenti del nouveau cirque, dal Cirque du Soleil a Zingaro.</p>
<p>di Alessandro Serena</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mickey Mouse &amp; friends: il musical tra leoni, gatti, gorilla e pappagalli | pag. 56</h3>
<p>Disney ma non solo: diffusissima è, nel musical, la presenza degli animali, interpretati da attori mascherati o evocati da un complesso apparato scenotecnico che trova nuove e mirabolanti soluzioni per reinventare i classici del cinema e della letteratura.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lirica e Natura: singin’ in the rain, fra volpi, foreste, cataclismi e sortilegi | pag. 57</h3>
<p>Catastrofi, temporali, eruzioni sono eventi di straordinario impatto scenico, esaltati dal melodramma sin dall’epoca barocca per lasciare spazio, nel Novecento, a una più complessa riflessione sul rapporto tra l’uomo e la Natura.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La montagna che si muove: ecologie performative nell’arte | pag. 58</h3>
<p>Antitetici secondo la prospettiva occidentale, uomo e natura trovano nella cultura orientale e nell’arte contemporanea nuove modalità di interazione, nella convinzione che entrambi concorrano alla definizione dei processi storici.</p>
<p>di Marco Scotini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rito, istinto e rigenerazione: il vitale rapporto fra danza e natura | pag. 60</h3>
<p>Il corpo in movimento, nelle sue performatività e anche nudità, è, sin dalle epoche più antiche, lo strumento ideale, concreto e simbolico, per rappresentare problematicamente il rapporto dell’uomo con il mondo naturale e animale che lo circonda, così come il proprio inconscio istintuale.</p>
<p>di Shahrzad Mohsenifar</p>

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			<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Scenario, la scena under 35 in un caleidoscopio di visioni e linguaggi | pag. 62</h3>
<p>Tra i dodici finalisti della 19a edizione del prestigioso Premio vincono anonimasequestri di Leonardo Tomasi e Luisa di Valentina Dal Mas, segnalati La costanza della mia vita di Pietro Giannini e Tre voci di Tilia Auser.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>All’Ultima Luna d’Estate vince I ragazzi e Guillaume, a tavola! | pag. 63</h3>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le recensioni dai festival estivi | pag. 66</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle visioni di Castellucci alla docu-fiction di Nikitin: il teatro d’autore della Biennale Teatro | pag. 66</p>
<p>B.Motion, a Bassano la vetrina dedicata ai linguaggi contemporanei | pag. 69</p>
<p>Oltre le convenzioni del teatro, a Pergine tra identità e politica | pag. 70</p>
<p>Mittelfest: impegno e gioco, da Elon Musk al teatro d’indagine | pag. 71</p>
<p>Santarcangelo Festival: andare oltre le possibilità del reale | pag. 75</p>
<p>Inequilibrio, pratiche di sconfinamento e dialogo tra generi, corpi e linguaggi | pag. 78</p>
<p>Dal metateatro al gioco di ruolo la multidisciplinarietà è di casa a Kilowatt | pag. 82</p>
<p>Incroci generazionali, la stagione plurale di Spoleto66 | pag. 86</p>
<p>Storie nere dal passato e dal presente gli ultimi titoli di Campania Teatro Festival | pag. 90</p>
<p>L’agosto teatrale di Segesta dai classici a T.S. Eliot | pag. 92</p>
<p>L’estate danzante dei festival piroetta tra i continenti | pag. 94</p>
<p>L’appassionata estate operistica tra follie, drammi e discusse riletture | pag. 97</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tutte le novità dal mondo librario | pag. 100</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>MA-DONNA di Camilla Dania | pag. 104</h3>
<p>Testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2023</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-size: 16px;">Notizie dal mondo del teatro | pag. 115</span></h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>

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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2023</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 16:09:25 +0000</pubDate>
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			<h2>Anniversari</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da corso Buenos Aires a via Pier Lombardo<br />
le 50 candeline dei due teatri milanesi | pag. 2</h3>
<p>Dalle origini off ai grandi progetti culturali, Elfo e Parenti, i due Tric cittadini, celebrano il comune compleanno ricordando sì la strada percorsa ma soprattutto pensando al futuro, della propria unica, differente identità artistica.<br />
di Sara Chiappori</p>
<h2>Vetrina</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Verdecoprente, nella campagna umbra<br />
una casa per le arti contemporanee | pag. 4</h3>
<p>Attivi da molti anni nel promuovere le arti performative (e non solo), Rossella Viti e Roberto Giannini hanno da poco pubblicato un imponente volume che ri-crea dieci anni di navigazioni e lanciato un nuovo bando per residenze d’artista.<br />
di Michele Pascarella</p>
<h3>Sala Sole, una residenza poetica<br />
nel cuore antico di Napoli | pag. 5</h3>
<p>Nel quartiere seicentesco intorno a Rua Catalana, apre uno spazio polifunzionale dove si incontrano diverse arti: sala prove, spazio per laboratori, ma soprattutto aperto ai cittadini, e a un pubblico transgenerazionale. La prossima sfida, una stagione in piena regola.<br />
di Giusi Zippo</p>
<h3>A Catanzaro il teatro calabrese<br />
prova ad affermare la propria esistenza | pag. 6</h3>
<p>In una regione in cui in sette comuni su dieci non esistono eventi teatrali, nasce Calabria Showcase, non una mera vetrina di produzioni da vendere ma un’opportunità di crescita per il sistema territoriale. Settimio Pisano ci racconta come funziona.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>Premio Hystrio 2023: i bandi | pag. 8</h3>

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			<h2>Gli spettacoli della nostra vita</h2>
<h3>Einstein on the Beach ovvero<br />
Bob Wilson e la rivoluzione percettiva | pag. 10</h3>
<p>Venezia, 1976: per chi c’era, lo spettacolo dell’americano con gli occhi di ghiaccio fu un’esperienza che frantumò il senso del tempo e dello spazio teatrali, producendo una crepa dalla quale dilagò il teatro postdrammatico.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h3>Ronconi e lo spettacolo monstre<br />
sul conflitto tra scienza e spiritismo | pag. 11</h3>
<p>Ignorabimus di Arno Holz, nel 1986, fu un grandioso esperimento di confronto-scontro con la realtà: una scena ciclopica, una lunga durata che metteva alla prova attrici e spettatori, per uno spettacolo che è passato alla storia.<br />
di Francesco Tei</p>
<h3>Elementi di struttura del sentimento,<br />
Goethe e la nascita di una passione | pag. 12</h3>
<p>Nel 1986 Laboratorio Teatro Settimo segnò la scena teatrale con il suo spettacolo da Le affinità elettive. Una narrazione collettiva al femminile, dove le singole voci si intrecciavano in una partitura corale di rara efficacia.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>The Sound of Silence, racconto senza parole<br />
di una generazione ai margini | pag. 13</h3>
<p>2008, per il Napoli Teatro Festival va in scena lo spettacolo di Alvis Hermanis sull’ultima utopia del Novecento, che in Lettonia non arrivò mai: il movimento del 1968, con il suo idealismo e la sua purezza di fondo.<br />
di Roberto Rizzente</p>

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			<figure id="attachment_26145" aria-describedby="caption-attachment-26145" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2023/01/Hystrio-1-2023_The-Phantom-of-the-Opera.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-26145" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2023/01/Hystrio-1-2023_The-Phantom-of-the-Opera-300x213.jpg" alt="New York, Museum of Broadway, The phantom of the Opera." width="300" height="213" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2023/01/Hystrio-1-2023_The-Phantom-of-the-Opera-300x213.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2023/01/Hystrio-1-2023_The-Phantom-of-the-Opera-768x546.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2023/01/Hystrio-1-2023_The-Phantom-of-the-Opera-600x426.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2023/01/Hystrio-1-2023_The-Phantom-of-the-Opera-160x114.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2023/01/Hystrio-1-2023_The-Phantom-of-the-Opera.jpg 891w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-26145" class="wp-caption-text">New York, Museum of Broadway, The phantom of the Opera.</figcaption></figure>

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			<h2>Teatromondo</h2>
<h3>New York città accogliente<br />
dove gli artisti trovano casa | pag. 14</h3>
<p>Dopo anni di chiusura, sono diversi gli spazi nati negli ultimi anni nella Grande Mela che offrono agli artisti di tutto il mondo residenze, luoghi per lavorare e sperimentare nuove idee e nuove forme artistiche da condividere con il pubblico.<br />
di Laura Caparrotti</p>
<h3>NEW YORK/2<br />
The Museum of Broadway: un viaggio immersivo nel magico mondo del musical | pag. 15</h3>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<h3>Vienna: quando la fantasia<br />
si scontra con la realtà | pag. 16</h3>
<p>La stagione viennese apre con festival e spettacoli che osservano i nostri tempi. Passato e presente sono raccontati in messinscene oniriche e ambigue, sospese tra sogno e realtà, dove convivono teatro di parola e visual theatre.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>Nuove tendenze e riflessioni sulla storia:<br />
il teatro contemporaneo romeno in scena | pag. 18</h3>
<p>L’edizione 2022 del Festival Nazionale di Teatro di Bucarest si è contraddistinta per un’impostazione curiosa e innovativa, testimoniando anche il talento di una nuova generazione di registi, molti dei quali già apprezzati all’estero.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>ROMANIA/2<br />
Festival di IaȘi, dai testi d’autore al puppetry il teatro ragazzi e il suo plurilinguismo | pag. 19</h3>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Humour r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Incontri ravvicinati del terzo atto | pag. 21</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ritorno al tragico | pag. 21</h3>
<p>a cura di Maddalena Giovannelli e Martina Treu</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La tragedia greca?<br />
Un processo davanti al pubblico | pag. 22</h3>
<p>Il regista svizzero Milo Rau mostra una profonda conoscenza della drammaturgia classica, anche nelle creazioni non direttamente collegate al mito greco, e usa la tragedia (Orestea, Antigone) come cantiere aperto per riflettere sulla rappresentazione della violenza e sui processi collettivi di scrittura.<br />
di Milo Rau e Maddalena Giovannelli</p>
<h3>Nuove mappe del tragico,<br />
il ritorno di Dioniso sulla scena di oggi | pag. 24</h3>
<p>Attualizzazione o distanziamento, riscrittura politica e filologia: sono molte le possibilità di rilettura del tragico. Ma negli ultimi anni il mito antico viene utilizzato, sempre più spesso, per sondare le tematiche più urgenti e drammatiche del presente.<br />
di Maddalena Giovannelli e Martina Treu</p>
<h3>Costellazioni di artisti e di opere:<br />
le forme del tragico contemporaneo | pag. 26</h3>
<p>Non è la trama di uno spettacolo o la vicinanza al mito a determinare il tragico, ma la forma con cui è intessuto. Da Romeo Castellucci al Teatro del Lemming fino a Roberto Latini, la tragedia sempre più spesso sperimenta strutture dilatate e seriali.<br />
di Daniela Sacco</p>
<h3>Ronconi: un viaggio nel tempo<br />
alla ricerca del rito perduto | pag. 28</h3>
<p>Cosa resta del magistero di Ronconi nel campo della messa in scena della tragedia? Il teatro classico ha rappresentato per il regista un luogo di ricerca elettivo: un campo per sperimentare una recitazione anti-naturalistica, e in cui destrutturare l’idea di personaggio.<br />
di Claudio Longhi</p>
<h3>ˮMateria primaˮ e luogo di pedagogia:<br />
Massimo Castri fra Sofocle ed Euripide | pag. 30</h3>
<p>Nel suo lungo percorso, il regista toscano ha indagato i territori in cui la tragedia evolve verso altre forme, come il dramma borghese o le rarefazioni beckettiane, e ne ha fatto grammatica e sintassi primaria anche nei percorsi di formazione attoriale con l’Atelier della Costa Ovest.<br />
di Isabella Innamorati</p>
<h3>Latella: donne che salvano gli uomini,<br />
quando la tragedia è matriarcale | pag. 32</h3>
<p>Il silenzio di Pilade, il corpo di Medea, lo sguardo di Giocasta, gli Atridi bambini che giocano a fare gli eroi, l’estasi come dimensione che ci avvicina agli dèi: sono alcuni degli spunti da cui è partito il regista nelle sue riletture di tragedie classiche.<br />
di Antonio Latella e Claudia Cannella</p>
<h3>Castellucci e la Socìetas Raffaello Sanzio:<br />
nelle zone più oscure della natura umana | pag. 34</h3>
<p>Da Orestea a Tragedia Endogonidia: Romeo Castellucci traccia, a cavallo del Millennio, un percorso fra tragico e pre-tragico che mette al centro della riflessione la questione del linguaggio e, in scena, un grandioso arsenale di apparizioni.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h3>Giorgina Pi: il teatro greco? Uno strumento politico | pag. 35</h3>
<p>di Maddalena Giovannelli</p>

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			<h3>Teatro dellʼElfo: contaminare i classici<br />
da Eschilo a Pasolini, da Sofocle a Berkoff | pag. 36</h3>
<p>L’interesse per il tragico, pur in chiave contemporanea, è una costante per i fondatori dell’Elfo: nelle produzioni degli ultimi tre decenni si individuano percorsi personali e collettivi spesso sorprendenti, mai prevedibili, coerenti con lo stile peculiare della compagnia.<br />
di Martina Treu</p>
<h3>Miti in fiamme, Motus e la vertigine del tragico | pag. 37</h3>
<p>L’ibridazione di codici e linguaggi è una costante del lavoro di reinvenzione di Motus, ma l’ultima creazione del gruppo – Tutto brucia – stupisce per il principio di condensazione, a vantaggio di una progressiva rarefazione di segni.<br />
di Stefania Rimini</p>
<h3>Sinigaglia: abbiamo bisogno del passato<br />
per vivere il presente e immaginare il futuro | pag. 38</h3>
<p>Una forte attenzione alla dimensione corale e politica, e testi drammatici capaci di comunicare in modo diretto con il pubblico di oggi: sono questi gli ingredienti del tragico negli spettacoli di Serena Sinigaglia e della compagnia Atir.<br />
di Nicola Fogazzi</p>
<h3>Fragilità del potere e quotidianità del mito,<br />
i classici greco-siculi di Emma Dante | pag. 39</h3>
<p>L’artista palermitana ama smontare e rimontare l&#8217;originale come ipotesto, mettendo al centro il linguaggio del corpo. Attraverso il tragico, vengono esplorati i rapporti di potere e quelli tra le generazioni e i generi.<br />
di Anna Barsotti</p>
<h3>Costruire ponti fra passato e presente<br />
la vocazione al tragico di Anagoor | pag. 40</h3>
<p>Fin dalla sua nascita la compagnia veneta ha dichiarato una particolare predilezione per il tragico, indagato e messo in scena preservandone la lettera e ribadendone l’efficacia nel ritrarre paure e fragilità dell’umanità.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>Massimiliano Civica,<br />
quando il regista diventa traduttore | pag. 41</h3>
<p>Allestimenti minimali, lavoro sugli attori, scavo del testo, commistione di stili e generi: queste caratteristiche accomunano le regie di Alcesti e Antigone e quelle che Civica ha creato in collaborazione con I Sacchi di Sabbia (Andromaca e Sette contro Tebe).<br />
di Micol Sala</p>
<h3>Lʼabbraccio tra Melpomene e Tersicore:<br />
il tragico nella danza contemporanea italiana | pag. 42</h3>
<p>Virgilio Sieni, Enzo Cosimi, Abbondanza/Bertoni e Michela Lucenti hanno sviscerato, negli ultimi trent’anni, il rapporto fra tragedia greca e danza attingendo all’Orestea di Eschilo, ma anche a Sofocle e a Euripide.<br />
di Carmelo A. Zapparrata</p>
<h3>Mozart e Gluck, lʼopera lirica<br />
alla prova del dramma antico | pag. 43</h3>
<p>Il Neoclassicismo di Gluck e di Mozart, opportunamente rivisitato nel corso dell’ultimo ventennio, ha rivelato quanto il mito sia specchio della realtà contemporanea: dagli scandali di Warlikowski alle letture iconoclaste di Neuenfels, breve storia di un dialogo tra passato e presente.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Cesura nella pietra,<br />
tragedia e teatri antichi nel XXI secolo | pag. 44</h3>
<p>Chi mette in scena drammi greci in teatri antichi non dovrebbe prescindere dalla conoscenza della storia del monumento in cui lavora, tanto più che quei luoghi raccontano una storia “tragica”, nel senso moderno di ˮdoloroso, destinato a scomparireˮ.<br />
di Raffaella Viccei</p>
<h3>Un secolo di metamorfosi<br />
al Teatro Greco di Siracusa | pag. 46</h3>
<p>Le rappresentazioni classiche organizzate, a partire dal 1914, dall’Inda, sono state e sono, fra tradizione, avanguardia e ricerca del nuovo, lo specchio di una scena teatrale italiana in continua trasformazione.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Il teatro nella Grecia di oggi,<br />
in dialogo tra passato e presente | pag 47</h3>
<p>Alcune coordinate sul variegato panorama ellenico: lo scambio dialettico con l’antico per interrogarsi su questioni attuali, il ruolo del Festival Internazionale di Atene e di Epidauro fra tradizione e innovazione, con un focus sui Persiani di Eschilo in alcune regie contemporanee.<br />
di Gilda Tentorio</p>
<h3>Il tragico “fuori”: altri spazi, non-luoghi, macerie, cimiteri, strade e periferie | pag. 48</h3>
<p>di Martina Treu</p>
<h3>Archetipi immortali e (in)vulnerabili eroine, Lina Prosa e il lievito madre del mito | pag. 49</h3>
<p>di Eva Marinai</p>

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			<h2>Ritratti</h2>
<h3>Come la marmellata che non mangio mai:<br />
Liv Ferracchiati dalla (ri)scrittura alla scena | pag. 50</h3>
<p>C’è un lavoro lungo e profondo dietro ogni messinscena di Ferracchiati, che ha appena debuttato al Piccolo di Milano con la “sua” Hedda. Gabler. Un lavoro che passa anche dalla riscrittura dei testi attraverso l’esperienza e il confronto con la scena.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<h3>Costruire spettacoli a 360 gradi:<br />
lʼartigianato poetico di Roberto Abbiati | pag. 52</h3>
<p>Attore, regista, drammaturgo, ma anche disegnatore, mimo, musicista e falegname, ha affrontato Shakespeare, Melville, Kafka con una cifra personalissima, in cui si fondono artigianato, poesia e un’ironia stralunata da clown contemporaneo.<br />
di Elena Scolari</p>
<h3>Giocare seriamente insieme:<br />
lʼesperienza insolita di Invisibile Kollettivo | pag. 53</h3>
<p>Una compagnia “invisibile” perché non strutturata, composta da cinque amici che hanno voluto ritagliarsi uno spazio in cui prendersi soltanto “responsabilità artistiche”, interrogandosi insieme al pubblico su come raccontare una storia.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>Daniele Bartolini, il folle volo<br />
dal lato mancino del teatro | pag. 54</h3>
<p>Ordigni emotivi: così Bartolini definisce i propri spettacoli audience specific, ovvero costruiti per un pubblico specifico, al quale l’artista chiede una presenza autentica, fisica e totale. Per poter trasformare l’esperienza esterna in vissuto personale.<br />
di Matteo Brighenti</p>
<h3>Sul precipizio tragicomico<br />
del teatro di Rino Marino | pag. 55</h3>
<p>Sull’idea di delirio consapevole che fa del teatro uno strumento di verità, l’autore, attore e regista siciliano si muove da anni con il suo progetto. Tra scrittura, teatro d’arte e dramma-terapia, cerca un teatro radicale, alla costante ricerca di senso.<br />
di Filippa Ilardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Critiche | pag. 56</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le recensioni dalla prima parte della stagione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Usurpatori, intrighi, magia,<br />
note d’apertura della stagione lirica | pag. 86</h3>
<p>Nei teatri d’Opera protagonisti i classici, con la sete di potere di Boris Godunov e il verismo della Fedora di Martone alla Scala, l’Alcina contemporanea di Michieletto e le tinte cupe del Trovatore di Lievi al Maggio Fiorentino e la via crucis al femminile delle Carmelitane di Emma Dante all’Opera di Roma.</p>
<p>di Fausto Malcovati, Giuseppe Montemagno e Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Visti in Italia</h2>
<h3>Mundruczó e Yamamoto Noh Theater,<br />
due drammaturgie della musica | pag. 88</h3>
<p>di Alice Strazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Festival</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fit Festival, dalla Svizzera al Cile<br />
fra tradizioni rivisitate e ricerca | pag. 89</h3>
<p>di Laura Bevione e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nei festival d’autunno<br />
il respiro internazionale della danza | pag. 90</h3>
<p>Dalle cadenze africane di Torinodanza, agli ultimi lavori di Abbondanza/Bertoni e Zappalà a Milanoltre, dalle variazioni rituali a Firenze con Fabbrica Europa, fino al congedo dalle scene di Gardenia di Platel al Festival Aperto di Reggio Emilia.</p>
<p>di Laura Bevione, Paolo Crespi, Carmelo A. Zapparrata, Roberto Canziani e Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<h3>Le novità editoriali | pag. 94</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<h3>Neve di carta | pag. 98</h3>
<p>di Letizia Russo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale</h2>
<p>Le novità dal mondo teatrale</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente | pag. 112</p>
<h3>Teatri che chiudono<br />
uno sguardo triste post-Covid | pag. 112</h3>
<p>di Laura Bevione</p>

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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2020</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-di-ottobre-dicembre-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 15:24:44 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.hystrio.it/?post_type=numero&#038;p=23653</guid>

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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Aprire o non aprire? Il dilemma<br />
dei teatri nell&#8217;autunno dello scontento | pag. 2</h3>
<p>Penalizzati dalle nuove normative anti-Covid, i teatri italiani sono costretti a fare i salti mortali<br />
per garantire le stagioni. Con effetti destabilizzanti sull’ecosistema nazionale e la tenuta<br />
dei cartelloni, ma anche possibili aperture in termini di solidarietà, creatività e digitalizzazione.<br />
di Roberto Rizzente</p>
<h3>Creare comunità, i festival<br />
come humus della polis | pag. 4</h3>
<p>Costruiscono relazioni, rafforzano i legami sociali, fanno circolare idee e producono<br />
economia di qualità: oltre che eventi artistici, i festival sono anche potenti motori<br />
di crescita per i territori, oggi – in tempo di crisi – più che mai.<br />
di Elena Scolari</p>
<h3>I mestieri del teatro, tutto cambia<br />
o tutto torna come prima? | pag. 6</h3>
<p>Covid o non Covid, sono ancora troppe le questioni aperte che riguardano il futuro<br />
dello spettacolo dal vivo. Per esempio, il processo di affermazione dei diritti<br />
dei lavoratori, che la riapertura in sicurezza delle attività teatrali non deve arrestare.<br />
di Valeria Brizzi e Arianna Lomolino</p>
<h3>Piccolo Teatro di Milano,<br />
la notte buia delle istituzioni | pag. 7</h3>
<p>Giunge all’epilogo la vicenda complessa del cambio al vertice del primo teatro<br />
nazionale italiano. Dopo mesi di attese, rimpalli, ostruzionismi e incomprensibili<br />
silenzi, l’allargamento del Cda fa intravedere una, pur discutibile, via d’uscita.<br />
di Sara Chiappori</p>
<h3>Cristina Pezzoli,<br />
la poesia è azione, l&#8217;azione è poesia | pag. 8</h3>
<p>«Cristina Pezzoli. Palombaro», così si definiva la regista scomparsa a maggio, perché<br />
amava immergersi nelle profondità dell’essere umano, per far emergere il talento<br />
di ogni attore. Dando vita a un teatro capace di trasformare il mondo.<br />
di Letizia Russo, insieme a Jacopo Bicocchi, Valentina Brusaferro, Ilaria Costanzo, Matteo Cremon, Lorenzo De Moor,<br />
Mattia Fabris, Francesca Farcomeni, Carlo Orlando, Noemi Parroni ed Elena Vanni</p>
<h3>Leggeri come Sacchi di Sabbia,<br />
la comicità di un&#8217;irraggiungibile tragedia | pag. 10</h3>
<p>Colto, popolare, sospeso tra “alto” e “basso”, è il teatro de I Sacchi di Sabbia,<br />
toscani fino al midollo, che quest’anno compiono venticinque anni di attività<br />
insieme, e li festeggiano con un pericoloso viaggio “dentro” Roberto Latini.<br />
di Marco Menini</p>
<h3>Piccola Compagnia Dammacco:<br />
stare all&#8217;inferno e creare la bellezza | pag. 12</h3>
<p>Un incontro casuale, quello tra Mariano Dammacco e Serena Balivo, docente lui,<br />
allieva lei presso la Cattolica di Brescia: due necessità che si completano nel progetto<br />
della Compagnia in un dialogo continuo tra parola poetica, pagina scritta e scena.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>Il salvataggio da un naufragio,<br />
l’amore nell’età di mezzo | pag. 13</h3>
<p>di Renzo Francabandera</p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<h3>Vienna e Salisburgo, le fragilità<br />
dell&#8217;uomo contemporaneo | pag. 14</h3>
<p>Se il festival salisburghese conferma il proprio ruolo pionieristico, nei cento anni<br />
dalla fondazione e, grazie a un protocollo rigidissimo a prova di Covid, riesce<br />
a offrire spettacoli di qualità, a Vienna va in scena la crisi del presente.<br />
di Irina Wolf</p>
<h2>Humour</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>G(L)OSSIP | pag. 16</h3>
<p>Woody über Allen<br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>Dossier</h2>

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			<h3 class="western">Soli in scena | pag. 17</h3>
<p class="western">a cura di Laura Bevione e Laura Caretti</p>

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			<h3>Libertà e responsabilità:<br />
l&#8217;arte di stare soli in scena | pag. 18</h3>
<p>Anna Caterina Antonacci, Marco Baliani e Cristiana Morganti parlano della loro esperienza,<br />
del processo di composizione e di regia di un assolo, evidenziando le difficoltà e i privilegi<br />
di questo tipo di operazioni, il cui ruolo resta fondamentale.<br />
di Laura Bevione e Laura Caretti</p>
<h3>Dalla pagina al palcoscenico:<br />
monologhi in performance | pag. 20</h3>
<p>Chi sono questi personaggi soli in una camera da letto, stanza d’ospedale, squallida tana,<br />
abitanti di uno spazio senza confini, scavato dalle passioni? Parlano di sé, a chi? E che accade<br />
quando diventa teatro, le loro parole risuonano in una voce dal vivo e noi le ascoltiamo?<br />
di Laura Bevione e Laura Caretti</p>
<h3>Fo-Rame, il giullare e la giullaressa:<br />
commedia e tragedia, coppia perfetta | pag. 24</h3>
<p>Performer solista dalle infinite voci e personificazioni, Fo si rivolge in presa diretta al pubblico,<br />
coinvolgendone la mente e la visione del mondo e del potere. Diversi e più drammatici<br />
i monologhi di Franca Rame, che spezzano in dialogo la solitudine dei personaggi.<br />
di Simone Soriani</p>
<h3>Carmelo Bene: l&#8217;in-canto della voce | pag. 26</h3>
<p>Un ritratto dell’artista, tracciato seguendo le linee del suo vero volto con i colori accesi<br />
della sua sfida al teatro, per ritrovare il senso delle sue parole, la coerenza della sua ricerca<br />
e riascoltare, nei monologhi e nei concerti/sconcerti, il suono della sua voce che diventa canto.<br />
di Piergiorgio Giacchè</p>
<h3>Un&#8217;affollata solitudine:<br />
nel laboratorio di Leo de Berardinis | pag. 28</h3>
<p>Come componeva Leo de Berardinis i suoi monologhi? Le pagine dei tanti quaderni preparatori, conservati<br />
nel suo archivio, svelano uno straordinario processo creativo che, partendo da frammenti presi agli autori<br />
più amati (Dante, Omero, Shakespeare, Joyce…), approda a una propria, originalissima, scrittura scenica.<br />
di Stefano Casi</p>
<h3>Leo e Carmelo, un confronto attraverso Dante | pag. 29</h3>
<p>di Stefano Casi</p>
<h3>Io sono una moltitudine,<br />
la scena-mondo dei narratori | pag. 30</h3>
<p>Il teatro di narrazione, esploso tra la fine degli anni Ottanta e il Duemila, sembrerebbe<br />
il regno di performer solitari. Ma i mondi che evocano sono in realtà affollati di personaggi,<br />
di cui loro si fanno medium con lo spettatore, servendosi di tecniche molto precise, di oggetti<br />
e di un rapporto sempre più frequente con la musica e i musicisti.<br />
di Claudia Cannella</p>
<h3>Incanti e sortilegi:<br />
i solisti del teatro ragazzi| pag. 33</h3>
<p>Abilità affabulatoria, talento attoriale, invenzioni a sorpresa e percezione viva del pubblico: ecco come<br />
i narratori di oggi rinnovano, in modi diversi, l’arte antica del racconto sulla scena del teatro ragazzi.<br />
di Mario Bianchi</p>
<h3>Shakespeare <em>solos</em>,<br />
ovvero il trionfo del monologo | pag. 34</h3>
<p>Accanto all’imperituro grande attore che emerge sugli altri in primo piano,<br />
negli ultimi decenni alcuni interpreti hanno occupato da soli la scena shakespeariana<br />
dando nuova voce ai protagonisti, soprattutto ad Amleto, ma anche ai personaggi minori.<br />
di Laura Caretti</p>
<h3>Aspiranti attori alla prova,<br />
Francesco Manetti racconta… | pag. 35</h3>
<p>di Laura Caretti</p>
<h3>La rivoluzione novecentesca,<br />
la voce e i suoi paesaggi sonori | pag. 36</h3>
<p>Proprio negli a solo si dispiega la natura polifonica e la potenza espressiva della voce<br />
così come Carmelo Bene ha saputo svelare, lasciando un’eredità di ricerca artistica<br />
e riflessione teorica che altri possono seguire e variare in altri modi, come fa Roberto Latini.<br />
di Valentina Valentini</p>
<h3>Cosentino e Timpano: realtà e inganno,<br />
il caso di due romani “irregolari” | pag. 37</h3>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<h3>Io (non) ballo da sola | pag. 38</h3>
<p>Tra danze permeabili e di durata, atti politici, “esposizioni” e nuove vie verso il pubblico, a sei coreografe<br />
italiane, che hanno deciso di mettersi in scena e di dirigersi in un solo, abbiamo chiesto: in che momento<br />
è nata l’idea di una danza al singolare e perché? Alla fine, si è veramente “sole” sulla scena?<br />
di Lorenzo Conti</p>
<h3>«Sola, perduta, abbandonata»<br />
le voci femminili del melodramma | pag. 40</h3>
<p>La solitudine è donna, nel teatro lirico tra Otto e Novecento: per punizione o per scelta,<br />
per assicurare amore o per lenire il dolore. Da Verdi a Poulenc, una galleria di personaggi<br />
femminili svela le strade dell’isolamento dal mondo.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Il soliloquy, cuore pulsante del musical | pag. 42</h3>
<p>Dal palcoscenico al grande schermo, l’assolo dell’artista di musical è occasione privilegiata<br />
per incantare il pubblico e per dare prova di qualità mirabolanti.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>Parola poetica, compagna di scena | pag. 43</h3>
<p>Elena Bucci, Mariangela Gualtieri, Ermanna Montanari, Moni Ovadia e Marcello Sambati raccontano la loro<br />
relazione attorale con la poesia, in rapporto alla solitudine in scena, condizione privilegiata di incontro con l’altro.<br />
di Michele Pascarella</p>
<h3>Uno e centomila,<br />
cabarettisti di ieri e di oggi | pag. 44</h3>
<p>Dallo Chat Noir parigino al Derby e allo Zelig milanesi, ma anche al Bagaglino romano,<br />
un rapido sguardo alla storia del cabaret e ai tanti protagonisti di quell’arte<br />
del monologo satirico che, soprattutto in Italia, ha antropologiche radici popolari.<br />
di Ira Rubini</p>
<h3>Giornalisti e scrittori in scena:<br />
guardare negli occhi i propri lettori | pag. 45</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<h3>Stand Up: dal night club a Facebook<br />
i feroci solisti della satira | pag. 46</h3>
<p>«Stand Up è scrivere, recitare, montare e produrre; è tutto»: un genere frutto<br />
del genio solitario di un comico che, su un palcoscenico spoglio, riesce<br />
a parlare con un pubblico variegato e vastissimo.<br />
di Laura Caparrotti</p>
<h3>Territori di confine: gli strani casi<br />
di Rezza e Bergonzoni | pag. 47</h3>
<p>Due “anomalie” della scena italiana, due monologanti che amano complicare i discorsi<br />
e spezzare consuetudini consolidate; e persino le loro differenze celano un’analoga<br />
volontà di non rinunciare alla propria personalissima poetica.<br />
di Diego Vincenti</p>

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			<h2>nati ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kepler-452, la rivoluzione<br />
e come farla dentro e fuori il teatro | pag. 48</h3>
<p>Dal Festival 20 30 al teatro partecipato, una convinzione guida la giovane compagnia<br />
bolognese nella quotidiana ricerca: non siamo impotenti nei confronti del mondo. E il<br />
teatro è un posto magnifico per ascoltare e trasformare la realtà. Con l’aiuto degli altri.<br />
di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro ragazzi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Scenario Infanzia,<br />
da qui si vede l&#8217;orizzonte del teatro | pag. 50</h3>
<p>Quattordici progetti, due vincitori ex aequo, tre segnalazioni, per un’edizione di alta<br />
qualità. Nonostante le limitazioni da pandemia, il Premio dell’Associazione Scenario<br />
laurea anche quest’anno le promesse del teatro ragazzi.<br />
di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>critiche | pag. 52</h2>

		</div>
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			<p>Biennale teatro 2020, Venezia &#8211; Estate teatrale veronese &#8211; Mittelfest, Cividale del Friuli &#8211; Stagione Css Blossom-Fioriture, Udine &#8211; Estate sforzesca, Milano &#8211; Da vicino nessuno è normale, Milano &#8211; Estate del Teatro Franco Parenti, Milano – Tramedautore, Milano &#8211; Il Giardino delle esperidi, Campsirago &#8211; Astiteatro 42 &#8211; Festival delle Colline Torinesi &#8211; Summer Plays, Torino &#8211; Festival di Borgio Verezzi &#8211; Terreni Creativi, Albenga &#8211; Santarcangelo dei teatri &#8211; Trasparenze Festival, Modena &#8211; Festival Orizzonti, Chiusi &#8211; Kilowatt, Sansepolcro &#8211; Volterra Teatro &#8211; Festa del Teatro, San Miniato &#8211; Festa del Teatro, Monticchiello &#8211; Contemporanea, Prato &#8211; Todi Festival &#8211; Short Theatre, Roma &#8211; Romaeuropa &#8211; Napoli Teatro Festival Italia &#8211; RaMe Festival, Crotone &#8211; Stagione del teatro antico, Siracusa &#8211; Festival dei Tacchi, Jerzu</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Universi danzati tra la terra e il cielo | pag. 84</h3>
<p><span class="fontstyle0">di Laura Bevione, Renata Savo, Nicola Arrigoni, Carmelo A. Zapparrata, Paolo Crespi e Francesco Tei</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Con trucchi, magie e adattamenti<br />
l’opera attraversa l’epidemia | pag. 87</h3>
<p><span class="fontstyle0">di Pierfrancesco Giannangeli, Gianni Poli e Francesco Tei</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Franca Valeri, Gianrico Tedeschi:<br />
due vite lunghe giusto un secolo | pag. 88</h3>
<p>In sintonia, due eccellenze del teatro italiano ci hanno lasciato, solo un attimo<br />
dopo aver compiuto i cent’anni. Una doppia uscita di scena, traguardo<br />
di due esistenze straordinariamente ricche.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h2>biblioteca | pag. 90</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>testo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Mario e Saleh</em> | pag. 96</p>
<p>di Saverio La Ruina</p>
<h2>La società teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I registi teatrali e la fascinazione della cinepresa | pag. 106</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2018</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-gennaio-marzo-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 12:42:44 +0000</pubDate>
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			<p><strong>Vetrina</strong></p>

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			<figure id="attachment_19649" aria-describedby="caption-attachment-19649" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Vetrina_San-Giovanni_murales-JORIT-Maradona.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19649" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Vetrina_San-Giovanni_murales-JORIT-Maradona-300x169.jpg" alt="Jorit, il murales dedicato a Maradona a San Giovanni a Teduccio" width="300" height="169" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Vetrina_San-Giovanni_murales-JORIT-Maradona-300x169.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Vetrina_San-Giovanni_murales-JORIT-Maradona-768x432.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Vetrina_San-Giovanni_murales-JORIT-Maradona-1024x576.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Vetrina_San-Giovanni_murales-JORIT-Maradona-600x338.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Vetrina_San-Giovanni_murales-JORIT-Maradona-160x90.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Vetrina_San-Giovanni_murales-JORIT-Maradona.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19649" class="wp-caption-text">Il murales di Jorit dedicato a Maradona a San Giovanni a Teduccio.</figcaption></figure>

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			<p><strong>L&#8217;eredità di Eugenio:</strong><br />
<strong>una nuova casa per le sue marionette | pag. 2</strong></p>
<p>Una gioia e un grande dolore per la Compagnia Marionettistica Carlo Colla &amp; Figli: l’ingresso<br />
nella nuova sede all’ex Ansaldo, dove prenderà vita anche il Museo del Teatro di Figura,<br />
e la scomparsa di Eugenio Monti Colla, il padre (ri)fondatore dell’<em>ensemble </em>noto in tutto il mondo.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p><strong>La Milano del Verziere</strong><br />
<strong>tra </strong><strong><em>ligera </em></strong><strong>e gioco d’azzardo | pag. 3</strong></p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p><strong>Francesca Benedetti,</strong><br />
<strong>corpo a corpo con l&#8217;attrice | pag. 4</strong></p>
<p>A Modena, per la tredicesima edizione del Premio Virgina Reiter, la <em>lectio magistralis</em><br />
di una delle più “cromatiche” interpreti della scena italiana, che di sé dice:<br />
«Da Orazio Costa a Federico Tiezzi, ne ho fatte di tutti i colori».</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p><strong>A Roberta Caronia, il tredicesimo Premio Virginia Reiter | pag. 5</strong><br />
di Roberto Canziani</p>
<p><strong>La riconversione di San Giovanni,</strong><br />
<strong>quando il teatro è una terapia sociale | pag. 6</strong></p>
<p>Sala Ichòs, Nest, Beggar’s Theatre sono solo alcune delle esperienze nate<br />
nella periferia est di Napoli. Esempi di riqualificazione urbana che diviene<br />
trasformazione sociale e resistenza al degrado.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p><strong>Pisa, è un bene comune</strong><br />
<strong>il Teatro Rossi Aperto | pag. 7</strong></p>
<p>Cinque anni di trattative con le istituzioni non sono bastati a garantire un futuro certo<br />
al Teatro Rossi, edificio storico di proprietà demaniale che un’Associazione di “lavoratori<br />
della cultura” precari si ostina a sottrarre all’abbandono. In attesa che chi può decida.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p><strong>Torino: cambi al vertice</strong><br />
<strong>nel nome della piemontesità | pag. 8</strong></p>
<p>Molti gli avvicendamenti alla direzione delle istituzioni teatrali piemontesi: Valerio Binasco,<br />
Anna Cremonini, Valter Malosti, Matteo Negrin&#8230; Ma i nomi nuovi sapranno<br />
anche portare aria nuova nella scena cittadina e regionale?</p>
<p>di Laura Bevione</p>

		</div>
	</div>
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			<p><strong>TEATROMONDO</strong></p>

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			<figure id="attachment_19646" aria-describedby="caption-attachment-19646" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19646" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu-300x200.jpg" alt="Hystrio 12018_Mondo_Clockwork orange 1 (c) Nicu Cherciu" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19646" class="wp-caption-text">Clockword orange (foto: Nicu Cherciu).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_19645" aria-describedby="caption-attachment-19645" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19645" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1-300x200.jpg" alt="Hystrio 12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19645" class="wp-caption-text">I&#8217;m not ashamed of my comunist past, Bitef Festival.</figcaption></figure>

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			<p><strong>Lugano, Fit Festival 2017</strong><br />
<strong> quando il teatro non fa lo struzzo | pag. 9</strong><br />
Si interroga sul rinnovato rapporto tra politica e arti performative il festival svizzero.<br />
E se vengono meno gli approfondimenti tematici su questioni di attualità, si riflette<br />
sulle potenzialità politiche dei linguaggi e sul rapporto tra individuo e società.<br />
di Maddalena Giovannelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bitef, viaggio epico</strong><br />
<strong> nel cuore dei Balcani | pag. 10</strong><br />
La Serbia, cuore di una ex Jugoslavia inquieta e multiforme, è luogo di transito di culture<br />
diverse che s’incrociano nei numerosi festival presenti, da Belgrado a Novi Sad. Primo<br />
fra tutti il Bitef, che quest’anno ha ospitato Jan Fabre, i Forced Entertainment e Jernej Lorenci.<br />
di Franco Ungaro</p>
<p><strong>Oliver Frljić, la politica prima di tutto | pag. 12</strong><br />
La messa in discussione delle norme sociali, la lotta alla censura, la rielaborazione<br />
critica del pensiero di Brecht e Artaud, la destrutturazione della violenza<br />
e della forma-documentario: il teatro politico secondo il più radicale dei registi bosniaci.<br />
di Roberto Rizzente</p>
<p>MILANO/ZONA K<br />
<strong>Contro il sistema dell’oppressione: quando la violenza non genera catarsi | pag. 12</strong><br />
di Francesca Serrazanetti</p>
<p><strong>Dalla Macedonia all&#8217;Europa,</strong><br />
<strong> i frutti di un&#8217;identità meticcia | pag. 14</strong><br />
Macedonia, ex Jugoslavia: mentre il Paese va in cerca del proprio posto nel mondo, il teatro fa la sua parte, intersecando culture, aprendo i confini, cercando sinergie. Per sperimentare nuovi linguaggi scenici, dimenticare la retorica della memoria e guardare il presente, costruendo il futuro.<br />
di Franco Ungaro</p>
<p><strong>Vienna, dalla cronaca alla scena</strong><br />
<strong> le inquietudini contemporanee | pag. 16</strong><br />
Terrorismo, inquinamento, guerre: è un esordio all’insegna delle paure quello della stagione<br />
teatrale viennese. Dalle riletture dei classici greci alle nuove drammaturgie di Robert Shenkkan,<br />
Daniel Kehlmann e Alexandra Badea si avvicendano in scena prove aperte di politica sociale.<br />
di Irina Wolf</p>
<p><strong>Fra estremismi e autoanalisi,</strong><br />
<strong> il teatro romeno verso nuovi orizzonti | pag. 18</strong><br />
Un frenetico susseguirsi di festival ha caratterizzato il mese di ottobre in Romania: da Iași<br />
a Bucarest linguaggi e toni differenti hanno raccontato la contemporaneità, toccando<br />
temi come emigrazione e senso dell’Europa, violenza e integrazione delle diversità.<br />
di Irina Wolf</p>
<p><strong>Mosca e San Pietroburgo,</strong><br />
<strong>i grandi classici si addicono ai russi | pag. 21</strong><br />
Sofocle, Molière, Dostoevskij: i russi amano rileggere il teatro d’autore. E se Tuminas<br />
stupisce con il suo Edipo re, Christophe Rauck dirige l’ensemble del Fomenko<br />
in Molière, mentre Valerij Fokin porta in scena un enorme coccodrillo.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<p><strong>Sirenos, fra passato e presente</strong><br />
<strong>dove si accendono i conflitti | pag. 22</strong><br />
Maschile e femminile, amore e violenza, maschere e volti&#8230; gli spettacoli del festival lituano<br />
di Vilnius si muovono quest’anno in zone limitrofe della geografia umana e del nostro tempo,<br />
dove gli estremi si toccano, si congiungono o implodono.<br />
di Laura Caretti</p>
<p><strong>BANDI PREMIO HYSTRIO 2018 | pag. 24</strong></p>

		</div>
	</div>
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			<p><strong>HUMOUR</strong></p>
<p>G(L)OSSIP | pag. 26</p>
<p><strong>Memories are made of this</strong></p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>DOSSIER</strong></h2>
<h3>Buon compleanno, Hystrio! 1988-2018</h3>
<p>a cura di Claudia Cannella</p>

		</div>
	</div>
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			<figure id="attachment_19643" aria-describedby="caption-attachment-19643" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19643" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head-300x165.jpg" alt="Cover Hystrio 1.2018 - disegno di Chiara Dattola" width="300" height="165" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head-300x165.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head-768x422.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head-600x330.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head-160x88.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head.jpg 840w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19643" class="wp-caption-text">Dettaglio della copertina di Hystrio n.1.2018 disegnata da Chiara Dattola.</figcaption></figure>

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			<p><strong>Trent&#8217;anni di teatro<br />
dalla scena alla pagina scritta | pag. 28</strong><br />
Nata nel 1988 dall&#8217;intuizione di Ugo Ronfani, Hystrio, unica rivista cartacea di teatro e spettacolo nel panorama editoriale del nostro Paese, compie trent&#8217;anni. Il segreto? Uno sguardo curioso e aperto sulla scena italiana e straniera in tutte le sue possibili declinazioni, passione e determinazione da parte di coloro che, ogni tre mesi, contribuiscono alla sua realizzazione.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<p><strong>Il Premio Hystrio, dai giovani ai big<br />
una festa per il teatro | pag. 29</strong><br />
di Ilaria Angelone</p>
<p><strong><br />
I Dossier di Hystrio | pag. 30<br />
Autori e drammaturgie: la carica dei 175 | pag. 31</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1988-1990, Vasiliev, Strehler<br />
e la crisi del teatro italiano | pag. 32</strong><br />
di Andrea Bisicchia</p>
<p><strong><br />
1991-1993,<br />
Goldoni nostro contemporaneo | pag. 34</strong><br />
di Giuseppe Liotta</p>
<p><strong><br />
1994-1996, in attesa del Ministero<br />
il teatro sbarca sul web | pag. 36</strong><br />
di Francesco Tei</p>
<p><strong>Web e social: Hystrio pensa (anche) in digitale | pag. 39</strong><br />
di Ilaria Angelone</p>
<p><strong><br />
1997-1999, cambi della guardia<br />
sulla scena e sulla carta | pag. 40</strong><br />
di Laura Caretti</p>
<p><strong>2000-2002, colpi da maestri<br />
dai grandi classici all&#8217;eternità | pag. 42</strong><br />
di Sara Chiappori</p>
<p><strong>2003-2005, i grandi del &#8216;900<br />
tra passato e futuro | pag. 44</strong><br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p><strong>Illustratori, pittori e scenografi<br />
tutti i colori delle copertine di Hystrio | pag. 47</strong><br />
di Renzo Francabandera</p>
<p><strong>2006-2008, scritture plurali<br />
per sguardi molteplici e aperti | pag. 48</strong><br />
di Nicola Viesti</p>
<p><strong>2009-2011, le lingue del teatro<br />
dalla Sicilia agli States | pag. 50</strong><br />
di Stefania Maraucci</p>
<p><strong>2012-2014,</strong><br />
<strong>quattro passi fra la realtà | pag. 52</strong><br />
di Roberto Rizzente</p>
<p><strong>2015-2017,</strong><br />
<strong>dal regista all&#8217;algoritmo | pag. 54</strong><br />
di Diego Vincenti</p>
<p><strong>I Seminari di Hystrio:</strong><br />
<strong>nella formazione, la chiave per crescere | pag. 57</strong><br />
di Ilaria Angelone</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>TEATRO DI FIGURA</strong></p>
<p><strong>Dai burattini alle ombre</strong><br />
<strong>emozioni d&#8217;autunno | pag. 58</strong><br />
Arrivano dal Mare! e Incanti hanno illuminato la scena del teatro di figura.<br />
Ospiti italiani e stranieri, spettacoli, nuove produzioni, incontri e premi<br />
per mostrare il meglio della creatività del settore.<br />
di Mario Bianchi</p>
<p><strong>Infanzia e adolescenza,</strong><br />
<strong>quando le paure si superano in scena | pag. 60</strong><br />
Gli appuntamenti d’autunno col teatro ragazzi: da Y Generation, dedicato alla danza,<br />
giunto alla seconda edizione, a Segni d’Infanzia, storico festival lombardo, senza<br />
dimenticare Trallallero, la giovane novità proveniente dal Friuli.<br />
di Mario Bianchi</p>

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			<p><strong>NATI IERI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Generazione Scenario 2017</strong><br />
<strong>un quartetto da tenere d’occhio | pag. 61</strong></p>
<p>I protagonisti della giovane scena/53: tra Bologna e Casalecchio di Reno hanno debuttato,<br />
in forma di spettacoli compiuti, i quattro studi premiati a Santarcangelo lo scorso luglio.<br />
Protagonisti Valentina Dal Mas, Shebbab Met Project, Barbara Berti e The Baby Walk.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Critiche</strong> | pag. 62</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Danza</strong> | pag. 92</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lirica</strong> | pag. 96</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Testi</strong> | pag. 99</p>
<p><em><strong>Mio Eroe</strong></em> di Giuliana Musso, Premio Hystrio alla Drammaturgia 2017</p>
<p><a href="http://www.hystrio.it/testo/mio-eroe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LEGGI LA SCHEDA DEL TESTO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Biblioteca</strong> | pag. 108</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La società teatrale</strong> | pag. 112</p>
<p><strong>Argano: il DDL, alla ricerca della stabilità perduta<br />
</strong></p>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2017</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2016 16:59:41 +0000</pubDate>
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			<h2>Speciale</h2>

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			<h3>Dario Fo, un classico del Novecento | pag. 2</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal “decennio borghese” al “decennio rosso”, dalle improvvisazioni al Nobel,<br />
Dario Fo è stato, prima di tutto, un grande uomo di teatro animato da un forte<br />
impegno politico e artistico. Scomparso lui restano le sue opere, popolari<br />
e innovative, che ora attendono solo nuova vita in scena.</p>
<p>di Simone Soriani</p>
<h3>Il profeta di Rossini | pag. 5</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>I migliori sono pittori | pag. 6</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Vetrina</h2>

		</div>
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			<figure id="attachment_18215" aria-describedby="caption-attachment-18215" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18215" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-300x200.jpg" alt="Davide Iodice (progetto Città balena del Teatro i di Milano)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18215" class="wp-caption-text">Davide Iodice (progetto Città balena del Teatro i di Milano).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_18216" aria-describedby="caption-attachment-18216" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18216" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-300x200.jpg" alt="Monica Piseddu in &quot;Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni&quot; (foto: Gabriele Zanon)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18216" class="wp-caption-text">Monica Piseddu in &#8220;Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni&#8221; (foto: Gabriele Zanon).</figcaption></figure>

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			<h3>Teatro e territorio,<br />
presente e futuro delle Residenze Creative | pag. 8</h3>
<p>Da luoghi di produzione a spazi “protetti” dove poter creare, le Residenze entrano nel Decreto Ministeriale come soggetti attivi. Un’intesa tra Stato e Regioni lo ha tradotto in un esperimento che rivela debolezze e punti di forza dell’intero sistema teatrale.<br />
di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INTERVISTA A NINNI CUTAIA<br />
Nel dialogo tra residenze e sistema, una chiave per il rinnovamento | pag. 9</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Davide Iodice: Napoli, <em>Amleto</em><br />
e gli specialisti dell&#8217;esistenza  | pag. 10</h3>
<p>Folgorato da Leo de Berardinis, Iodice è un artista difficile da definire, con un’idea fortemente poetica del proprio lavoro, capace di spaziare dalle scene più tradizionali a quelle <em>underground</em>, dalla danza al teatro di parola, dalla regia alla pedagogia.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giovani mattatori/10: Monica Piseddu<br />
il talento e la determinazione | pag. 12</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Accademia di Roma, e poi l’incontro con Arturo Cirillo, Danio Manfredini, Massimiliano Civica, Antonio Latella, i premi, lo studio continuo e costante, segnano il percorso di una delle attrici più coraggiose e talentuose del nostro teatro.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>I Bandi del Premio Hystrio 2017</strong> | pag. 14</h3>

		</div>
	</div>
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			<h2>Teatromondo</h2>

		</div>
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			<figure id="attachment_18228" aria-describedby="caption-attachment-18228" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18228" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-300x200.jpg" alt="&quot;Place des héros&quot;, regia di Krystian Lupa (foto: D. Matvejevas)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-768x513.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-600x401.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18228" class="wp-caption-text">&#8220;Place des héros&#8221;, regia di Krystian Lupa (foto: D. Matvejevas).</figcaption></figure>

		</div>
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			<figure id="attachment_18229" aria-describedby="caption-attachment-18229" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18229" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-300x200.jpg" alt="&quot;Our violence is your violence&quot;, regia di Oliver Frljić (foto: Velija Hasanbegovic)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18229" class="wp-caption-text">&#8220;Our violence is your violence&#8221;, regia di Oliver Frljić (foto: Velija Hasanbegovic).</figcaption></figure>

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			<h3>Parigi: l&#8217;eroica rivolta di Lupa<br />
contro i fantasmi della vecchia Europa | pag. 16</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Festival d’Automne conferma la sua vocazione cosmopolita e l’attenzione alla drammaturgia contemporanea, esplorando le nuove frontiere del monologo e della creazione collettiva. Con un omaggio a Krystian Lupa, impegnato in una trilogia ispirata a Thomas Bernhard.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong> </strong><br />
PARIGI/2<br />
<em>Une chambre en Inde</em>, ovvero il mondo in fiamme e il senso del teatro | pag. 18</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>LONDRA<br />
Il declino dell’Impero di sua Maestà<br />
Kenneth Branagh e il ritorno del <em>music-hall</em> | pag. 19</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In scena a Vienna<br />
le inquietudini della nuova Europa | pag. 20</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La presunta “invasione” dell’Europa da parte dei rifugiati colonizza anche i cartelloni dei teatri austriaci grazie a spettacoli con cui alcuni dei migliori registi del continente invitano il pubblico a ripensare sicurezze granitiche e a vincere stereotipi radicati.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Sarajevo a Belgrado,<br />
traumi del passato e vertigini del presente | pag. 22</h3>
<p>Mentre estetica e politica riempiono la scena al Mess di Sarajevo, città ancora “sotto assedio” e in cerca di una difficile pacificazione post-bellica, al Bitef di Belgrado si va alla scoperta del nuovo teatro con spettacoli provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In cerca dell&#8217;autore, a Cluj<br />
le parole fanno spiccare il volo | pag. 24</h3>
<p>Si concentra sul rapporto tra testo e messinscena il programma degli Incontri Internazionali di Teatro, festival che ha luogo al Teatro Nazionale della città romena. Rodrigo García, Robert Cohen e Matei Vișniec, fra gli autori ospiti.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lugano, nel labirinto<br />
del nuovo teatro europeo | pag. 26</h3>
<p>Dall’intrecciarsi delle drammaturgie proposte al Festival Internazionale del Teatro emerge una tendenza a infrangere il confine tra spazio della finzione e realtà, alla ricerca di una più chiara visione del presente.</p>
<p>di Maddalena Giovannelli e Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>BASILEA<br />
L’assurdo del potere e l’insensatezza della vita,<br />
Latella e la terza versione del <em>Caligola </em>di Camus | pag. 27</h3>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>”Danse l&#8217;Afrique, danse!“<br />
L&#8217;arte come arma di costruzione di massa | pag. 28</h3>
<p>Alla triennale di danza a Ouagadougou, in Burkina Faso, l’Africa riscopre se stessa, tra unicità e apertura sul mondo, con spettacoli provenienti anche da Tunisia, Camerun, Senegal e Mozambico.</p>
<p>di Marilena Crosato</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>G(L)OSSIP</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mister O&#8217;Buffo, cronache di un addio milanese</strong><br />
<strong> e <em>grammelot </em>con sinossi e note</strong> | pag. 30</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La nuova scena argentina </strong>| pag. 31</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di Davide Carnevali e Manuela Cherubini</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-18219 aligncenter" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-300x144.jpg" alt="hystrio-12017_dossier_immagine-interna_hystrio-12017_chiara-dattola" width="469" height="225" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-300x144.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-768x369.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-600x288.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-160x77.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola.jpg 945w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a></p>

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			<h3>Argentina, la disperata vitalità</h3>
<h3>di un teatro minato dal <em>tarifazo </em>| pag. 32</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il profilarsi di una nuova crisi economica mette in ginocchio il teatro argentino, soprattutto le sale indipendenti, e fa crollare la presenza del pubblico. A Buenos Aires la nuova direzione del Teatro Cervantes lascia sperare in nuove aperture come, per la prima volta, la produzione di un testo del <em>porteño </em>Spregelburd, uno dei massimi autori della scena contemporanea.</p>
<p>di Rafael Spregelburd e Manuela Cherubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La nascita della scena indipendente</h3>
<h3>tra democrazia e crisi economica | pag. 34</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo secoli passati a ispirarsi a modelli europei, negli ultimi trent’anni il teatro argentino ha sviluppato poetiche, estetiche e sistemi produttivi del tutto autonomi. Complici tre momenti storici: la fine della dittatura, il ripristino della democrazia, nel 1983, e la crisi economica del 2001.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un mestiere che si impara a bottega | pag. 36</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fuori dalle Accademie, la formazione dei <em>teatristi </em>argentini avviene attraverso workshop e corsi, ma soprattutto lavorando insieme alle personalità più affini alla propria inclinazione e poetica. Tra i maestri di questa forma di trasmissione del sapere, Bartís, Veronese, Tantanian e Kartun.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Autori di oggi</h3>
<h3>dispositivi di piacere | pag. 38</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spregelburd, Daulte e Pensotti: le “microstorie” di tre <em>teatristi </em>nati tra gli anni ’60 e ’70, attualmente considerati fra i più interessanti “creatori di mondi” della drammaturgia argentina.</p>
<p>di Manuela Cherubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Timbre 4, la casa dei desideri</h3>
<h3>in una ex fabbrica di scarpe | pag. 40</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel pieno della crisi economica del suo Paese, Claudio Tolcachir acquista uno spazio per la sua compagnia, oggi punto di riferimento della scena indipendente di Buenos Aires e non solo.</p>
<p>di Claudio Tolcachir e Manuela Cherubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Una scuola al servizio dello spettatore | pag. 42</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Scuola dello Spettatore, fondata da Jorge Dubatti a Buenos Aires nel 2001, coagula oggi centinaia di iscritti in diverse sedi, ponendosi come stimolo e offrendo strumenti di analisi di quanto avviene sulla ipertrofica scena argentina. Con la consapevolezza che non esiste un teatro egemone, ma una pluralità di esperienze.</p>
<p>di Jorge Dubatti e Davide Carnevali</p>

		</div>
	</div>
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			<figure id="attachment_18226" aria-describedby="caption-attachment-18226" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18226" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-300x200.jpg" alt="&quot;Apatrida&quot;, di Rafael Spregelburd." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-1024x682.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18226" class="wp-caption-text">&#8220;Apatrida&#8221;, di Rafael Spregelburd.</figcaption></figure>

		</div>
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			<figure id="attachment_18225" aria-describedby="caption-attachment-18225" style="width: 361px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18225" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-300x176.jpg" alt="&quot;La omision de la familia Coleman&quot;, di Claudio Tolcachir (foto: Giampaolo Samà)." width="361" height="212" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-300x176.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-768x452.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-600x353.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-160x94.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18225" class="wp-caption-text">&#8220;La omision de la familia Coleman&#8221;, di Claudio Tolcachir (foto: Giampaolo Samà).</figcaption></figure>

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			<h3>Nuovissime generazioni:</h3>
<h3>una galassia in continua espansione | pag. 44</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’intreccio tra vita quotidiana e teatro, per i <em>teatristi </em>più giovani diventa una sfida, più che un limite, ricoprire diversi ruoli all’interno della pratica scenica, che diventa un percorso collettivo. Tre esempi: Santiago Loza, Romina Paula e Ariel Farace.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Progetto Prove,</h3>
<h3>la mela e il suo sapore | pag. 46</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la sua Compañía Buenos Aires Escènica, Feldman porta avanti dal 2013 un progetto in dieci tappe sul rapporto tra rappresentazione e spettatore alla ricerca di nuove possibili relazioni.</p>
<p>di Matías Feldman</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Frammenti di un discorso</h3>
<h3>sul disagio dell&#8217;attore | pag. 47</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scomodità e vergogna come fonti di energia per arrivare a una recitazione vera e concreta. Riflessioni sul lavoro con gli attori di uno dei più intriganti <em>teatristi </em>argentini.</p>
<p>di Federico León</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Buenos Aires mi uccide,</h3>
<h3>ascesa e caduta delle sale indipendenti | pag. 48</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nato negli anni ’30, cresciuto negli anni ’60 ed esploso negli anni ’80, il teatro indipendente della capitale argentina è un’esperienza unica e irripetibile oggi a rischio di estinzione a causa dell’attuale politica neoliberale, che ha tolto i sussidi alla cultura e fatto aumentare considerevolmente il costo della vita.</p>
<p>di Gabriel Guz</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fra Università e arte emergente:</h3>
<h3>il Centro Cultural Ricardo Rojas | pag. 49</h3>
<p>di Manuela Cherubini</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>A Buenos Aires come a Parigi, uno sguardo sull’editoria teatrale | pag. 50</h3>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rodrigo García, sadico provocatore</h3>
<h3>o il fustigatore dell&#8217;Occidente ipocrita? | pag. 51</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra astici cucinati dal vivo, pulcini terrorizzati e galli cedroni in scarpe da tennis, il teatro di García ha spesso provocato polemiche e censure. In realtà al centro del suo lavoro c’è una feroce quanto ironica critica al consumismo bulimico del mondo euroamericano.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
<h3><em>Don&#8217;t cry for me Argentina</em></h3>
<h3>espatriati per amor di libertà | pag. 62</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dagli anni &#8217;50, generazioni di artisti argentini si sono rifugiate in Europa per fuggire alle dittature militari e alle violenze fasciste. Da Copi a García, da Brie a Spregelburd, una rapida carrellata sui talenti che, nei vari decenni, decisero di attraversare l’oceano per lavorare. E cambiare la geografia del teatro.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Il Festival Internacional de Buenos Aires</h3>
<h3>appuntamento irrinunciabile della scena porteña | pag. 63</h3>
<p>di Gabriel Guz</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<h3>La pacifica invasione</h3>
<h3>degli argentini in Italia | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che sia stato per necessità o per curiosità, i <em>teatristi </em>argentini che varcarono l’oceano – da Copi a Rodrigo García, da Brie a Spregelburd – hanno portato nel nostro Paese una vitalità che ha stupito e conquistato i pubblici e i registi più diversi, tra i quali Luca Ronconi.</p>
<p>di Damiano Pignedoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro ragazzi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dance and puppet</h3>
<h3>tutti i colori dell&#8217;autunno teatrale | pag. 66</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Trento a Mantova e Lamezia Terme, le vetrine di teatro ragazzi si animano di nuove proposte, fra cui particolare attenzione merita Y Generation, dedicato alla danza. Sul fronte del teatro di figura, invece, brillano le rassegne Incanti e Arrivano dal Mare!</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>TEATRO DI FIGURA</h3>
<h3>Quando le marionette si fanno di marzapane:</h3>
<h3><em>Hänsel e Gretel </em>secondo la Compagnia Colla | pag. 68</h3>
<p>di Claudia Cannella</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Critiche</h2>

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			<figure id="attachment_18220" aria-describedby="caption-attachment-18220" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_Das-Kaffehaus_3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18220" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_Das-Kaffehaus_3-300x200.jpg" alt="&quot;Das kaffeehaus&quot;, regia di Veronica Cruciani." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_Das-Kaffehaus_3-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_Das-Kaffehaus_3-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_Das-Kaffehaus_3-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_Das-Kaffehaus_3-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_Das-Kaffehaus_3-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_Das-Kaffehaus_3.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18220" class="wp-caption-text">&#8220;Das kaffeehaus&#8221;, regia di Veronica Cruciani.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_18221" aria-describedby="caption-attachment-18221" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18221" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-300x200.jpg" alt="&quot;Bordello di mare con citta&quot; , regia di Carlo Cerciello." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18221" class="wp-caption-text">&#8220;Bordello di mare con citta&#8221; , regia di Carlo Cerciello.</figcaption></figure>

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			<p><strong> </strong></p>
<h3>Il Maestro e l’allieva</h3>
<h3><em>Elvira </em>secondo Servillo | pag. 60</h3>
<p>di Claudia Cannella<strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danae, il festival diffuso:</h3>
<h3>riflessioni sullo scenario urbano | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Produzioni (<em>Vous êtes pleine de désespoir</em>), danza, masterclass, performance, ricerca che attiva e coinvolge il territorio: questo il festival organizzato da 18 anni a Milano dal Teatro delle Moire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nella cucina di Wesker</h3>
<h3>microcosmo di varia umanità | pag. 70</h3>
<p>di Laura Santini e Massimo Bertoldi<strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>A Vie Festival è di scena la vita</h3>
<h3>ridotta in (poetici) frammenti | pag. 74</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Berlin con le loro 29 storie, il Belarus Free Theatre e Koršunovas, ma anche l’amore cantato da Terzopoulos, i rivoluzionari veri di Backa Teater e quelli narrati da Motus e Aldrovandi, per finire coi sogni di fuga dalle metropoli cinesi e i drammi domestici di Adriatico e Carullo-Minasi: una panoramica dal festival modenese</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Romaeuropa le contraddizioni dell’uomo contemporaneo | pag. 84</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Piemonte ed Emilia Romagna</h3>
<h3>vetrine della danza contemporanea | pag. 91</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Butterfly a Titania le donne rubano la scena | pag. 94</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Testo</h2>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fratelli | pag. 96</h3>
<p>di Pier Lorenzo Pisano</p>
<p>Premio Hystrio-Scritture di Scena 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca | pag. 108</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Società Teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il gattopardismo del Mibact in vista del Codice dello Spettacolo | pag. 112</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<item>
		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2016</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-ottobre-dicembre-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2016 11:39:42 +0000</pubDate>
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			<h2><strong>Vetrina</strong></h2>

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			<figure id="attachment_17872" aria-describedby="caption-attachment-17872" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_Fear_ph-Arno_Declair.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17872" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_Fear_ph-Arno_Declair-300x200.jpg" alt="&quot;Fear&quot;, regia Falk Richter (foto: Arno Declair)" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_Fear_ph-Arno_Declair-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_Fear_ph-Arno_Declair-768x513.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_Fear_ph-Arno_Declair-1024x684.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_Fear_ph-Arno_Declair-600x401.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_Fear_ph-Arno_Declair-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_Fear_ph-Arno_Declair-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_Fear_ph-Arno_Declair.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17872" class="wp-caption-text">&#8220;Fear&#8221;, regia di Falk Richter (foto: Arno Declair).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17873" aria-describedby="caption-attachment-17873" style="width: 328px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_E-se-elas-fossem-para-Moscou.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-17873" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_E-se-elas-fossem-para-Moscou-300x169.jpg" alt="&quot;E se elas fossem para Moscou?&quot;, regia di C. Jatahy." width="328" height="185" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_E-se-elas-fossem-para-Moscou-300x169.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_E-se-elas-fossem-para-Moscou-768x432.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_E-se-elas-fossem-para-Moscou.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_E-se-elas-fossem-para-Moscou-600x338.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Vetrina_E-se-elas-fossem-para-Moscou-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 328px) 100vw, 328px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17873" class="wp-caption-text">&#8220;E se elas fossem para Moscou?&#8221;, regia di C. Jatahy.</figcaption></figure>

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			<h3><strong>Falk Richter, le acute provocazioni</strong></h3>
<h3><strong>di un eterno adolescente</strong> | pag. 2</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Drammaturgo, regista, curioso indagatore dei mali della società occidentalee ideatore di un originale linguaggio che ibrida teatro, danza e immagini, Richter è anche, fra gli artisti tedeschi, una delle voci di critica sociale più lucida e urticante.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il sogno (o l&#8217;incubo) del traduttore:</strong></h3>
<h3><strong>servo di scena o autore-ombra?</strong> | pag 4</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Versione, adattamento, trasposizione, tanti sono i nomi che la traduzione ha quando si riferisce a una pièce teatrale. Ma qual è il posto che spetta al traduttore? Alla ribalta o dietro le quinte, ben nascosto dal sogno di un’impossibile fedeltà al testo?</p>
<p>di Pino Tierno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La notte visionaria di Monticchiello</strong></h3>
<h3><strong>celebra cinquant&#8217;anni di Teatro Povero</strong> | pag. 6</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mezzo secolo di “autodrammi” fanno del Teatro Povero di Monticchiello un caso unico, con una comunità che si rappresenta, raccontandosi attraverso il teatro e confrontandosi col proprio presente e con la propria storia.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Un&#8217;utopia ancora giovane,</strong></h3>
<h3><strong>l&#8217;Elicantropo compie vent&#8217;anni</strong> | pag. 7</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Utopia o miracolo che dir si voglia, il minuscolo teatro di Carlo Cerciello e Imma Villa resiste tenace al suo posto, nel cuore di Napoli, per diffondere nuova drammaturgia, formare attori e pubblico, politico e poetico più che mai.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Christiane Jatahy: «E se dal Brasile</strong></h3>
<h3><strong>me ne fossi andata a Mosca?»</strong> | pag. 8</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nata a Rio De Janeiro, si muove agile tra cinema e teatro, anzi li mette d’accordo. E se elas fossem para Moscou?, la sua creazione tratta da Cechov, è stata, a Venezia, lo spettacolo più bello della Biennale Teatro 2016.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080;"><strong>CHRISTIANE JATAHY/2</strong></span></p>
<h3><strong>Udine, École des Maîtres, con camere di sorveglianza</strong> | pag. 9</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le nano-performance di Roberto Zappalà,</strong></h3>
<h3><strong>quando la cultura rigenera il territorio</strong> | pag. 10</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un piccolo spazio abbandonato in un quartiere di Favara, provincia di Agrigento, completamente ristrutturato con risorse private, diventa parco culturale dove trova sede Scenario Farm, minuscolo avamposto per la danza contemporanea.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Teatropersona, la parola inessenziale</strong></h3>
<h3><strong>e la drammaturgia d&#8217;immagini</strong> | pag. 11</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nata nel 1999, la compagnia laziale ha fatto della centralità dell’attore e della composizione formale la cifra distintiva di un teatro che mostra senza raccontare, ispirandosi al cinema, come all’arte figurativa e all’essenzialità grotowskiana.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Versoterra, storie di migranti</strong></h3>
<h3><strong>dall&#8217;alba a mezzanotte</strong> | pag. 12</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>È nel natìo Salento che Mario Perrotta ha ambientato il suo nuovo progetto: quattro giorni in cui, dall’alba al tramonto, prendono vita incredibili storie di migrazioni, da e per l’Italia, tra presente e passato prossimo.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>

		</div>
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			<h2><strong>Teatromondo</strong></h2>

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			<h3><strong><em>Belonging</em>: in Scandinavia</strong></h3>
<h3><strong>i teatri sono luoghi di appartenenza</strong> | pag. 14</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Funzionali, ipertecnologici, dotati di forte personalità estetica: sono i numerosi edifici teatrali nati in Finlandia, Svezia e Norvegia negli ultimi anni, dove la cultura dello spazio pubblico è ovunque al centro della politica urbana.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>«Benvenuto, Mondo!»</strong></h3>
<h3><strong>Edimburgo ai tempi della Brexit</strong> | pag. 16</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>In barba all’antieuropeismo, Eif e Fringe hanno registrato nuovi record di partecipazione e, mentre si celebra Shakespeare attraverso le riletture di Donnellan, Ostermeier e Jemmett, al Fringe si rincorrono i temi più attuali e ”William” arriva in bicicletta.</p>
<p>di Maggie Rose</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Praga, la magia del teatro nero</strong> | pag. 20</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui nacquero Kafka e la Lanterna Magika, Maja Plisetskaja e il Black Light Theatre di Jiri Srnec, ottantacinquenne genio inventore del teatro nero, quella tecnica di animazione dove gli oggetti prendono vita dal buio. Che ne è oggi di quella tradizione?</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Cina, un teatro della gente</strong></h3>
<h3><strong>a vocazione internazionale</strong> | pag. 22</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>È proiettata nel futuro da una politica economica aggressiva, che rischia di schiacciare le fasce più deboli. Eppure, a dispetto della censura, a Pechino, come a Tijanjin e Shangai, il “popolo” si commuove ancora a sentire storie come quella dell’Ilva di Taranto.</p>
<p>di Nicola Pianzola</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>HUMOUR</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>G(L)OSSIP</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>From Dante to Emma Dante e Ritorno</strong> | pag. 26</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2><strong>Dossier</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #a60505;"><strong>Le Lingue del Teatro</strong></span></p>
<p>A cura di Claudia Cannella e Sara Chiappori | pag. 27</p>

		</div>
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			<p><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/inside_teatrobabele_rit.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-17889" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/inside_teatrobabele_rit-300x95.jpg" alt="inside_teatrobabele_rit" width="531" height="168" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/inside_teatrobabele_rit-300x95.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/inside_teatrobabele_rit-768x243.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/inside_teatrobabele_rit-1024x324.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/inside_teatrobabele_rit-600x190.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/inside_teatrobabele_rit-160x51.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px" /></a></p>

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			<h3><strong>La “rosa dei venti“</strong></h3>
<h3><strong>del multilinguismo teatrale</strong> | pag. 28</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>A partire dai Comici dell’Arte, il pluralismo verbale riflette l&#8217;assenza di una lingua comune. L’affermarsi delle parlate regionali in cortocircuito con l’italiano generano negli ultimi trent’anni drammaturgie stratificate, da Teatro Settimo a Scimone, passando per De Simone, Martinelli, Ruccello, Moscato, La Ruina e altri.</p>
<p>di Gerardo Guccini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Inventare lingue</strong></h3>
<h3><strong>per inventare mondi</strong> | pag. 30</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Manipolazioni e slittamenti semantici, annientamento della sintassi e cosmologie verbali, onomatopee e omonimie, assonanze, mescolanze e variazioni. Da Dario Fo a Carlo Emilio Gadda, da Giovanni Testori ad Alessandro Bergonzoni, quando è la lingua a dare (e fare) spettacolo.</p>
<p>di Stefano Bartezzaghi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Lassù al Nord, dove i dialetti</strong></h3>
<h3><strong>fanno i conti con la Storia</strong> | pag. 32</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se in Lombardia la ricerca linguistica si articola fra la matrice popolare dei Legnanesi, il terragno idioma metropolitano di Testori e la gloriosa tradizione del cabaret milanese, Piemonte e Liguria osano poco. Con alcune eccezioni eccellenti.</p>
<p>di Sandro Avanzo, Laura Bevione e Laura Santini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Triveneto <em>is not Italy</em></strong></h3>
<h3><strong>indipendentismi teatrali a Nord-Est</strong> | pag. 34</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se la locomotiva veneta manca di un progetto unitario di recupero dell’identità linguistica e si affida all’iniziativa di singoli artisti come Paolini, Babilonia Teatri o Balasso, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia scontano un eccesso di localismi e frammentazioni.</p>
<p>di Roberto Canziani e Massimo Bertoldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Emilia Romagna, terra di poeti e contadini</strong> | pag. 36</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La lingua dei padri racconta il presente trasformandosi in strumento teatrale. Un sistema di suoni e ritmi che recupera radici antiche in chiave letteraria come per Zavattini e Baldini, ma anche epica e politica come per Spadoni con il Teatro delle Albe.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Toscana, ribelle e anarchica</strong> | pag. 37</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le tante lingue della terra di Dante hanno generato drammaturgie diverse tra recupero di memorie rurali e sfrontata affermazione della propria identità. Mentre per le giovani generazioni il dialetto è vettore di sperimentazioni originali.</p>
<p>di Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080;"><strong>UMBRIA</strong></span></p>
<h3><span style="color: #993300;"><strong>Filippo Timi, il dialetto per raccontare i propri demoni</strong> | pag. 38</span></h3>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Nel ventre di Roma</strong></h3>
<h3><strong>tra vecchio e nuovo</strong> | pag. 38</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non solo stornelli, farse e parodie. Sdoganato da Luigi Magni e Gigi Proietti, il vernacolo della capitale si rilancia grazie ad Ascanio Celestini, che ne fa una lingua d’avanguardia per scavare nelle inquietudini dell’oggi, e agli anti-eroi popolari di Gianni Clementi.</p>
<p>di Rossella Battisti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Sul grande palcoscenico di Napoli</strong></h3>
<h3><strong>dove la lingua è un esperimento sociale</strong> | pag. 40</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Viviani ed Eduardo, i padri della scena partenopea del ‘900, alla rivolta antiborghese di Patroni Griffi, dalla tradizione riscoperta da De Simone alle invenzioni polisemiche della nuova drammaturgia, all’ombra del Vesuvio tutto è teatro.</p>
<p>di Stefania Maraucci</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #993300;"><strong>Moscato: un idioma ancestrale per celebrare <em>eros </em>e <em>thanatos</em> </strong>| pag. 41</span></h3>
<p>di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #993300;"><strong>Le donne sconfitte di Ruccello tra allucinanzioni e violenza verbale</strong> | pag. 42</span></h3>
<p>di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #993300;"><strong>I quattro dialetti dei Campi Flegrei per l’espressionismo barocco di Borrelli</strong> | pag. 43</span></h3>
<p>di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Campania, la fatica</strong></h3>
<h3><strong>di essere contemporanei</strong> | pag. 44</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Figlia di un Novecento ricchissimo, la drammaturgia del nuovo millennio sembra aver perso slancio e vitalità. Per trovare sussulti di innovazione bisogna uscire da Napoli, verso i territori flegrei di Borrelli o le periferie di Punta Corsara.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Da Lecce a Bari, il dialetto</strong></h3>
<h3><strong>tra racconto e affermazione di sé</strong> | pag. 46</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da lingua quotidiana di tutti i ceti a sinonimo di ignoranza, il pugliese attraversa negli anni Settanta del Novecento un processo di riscoperta che arriva ai più recenti felici esperimenti di Kismet, di Sinisi e Santeramo, Mario Perrotta, Koreja e Fibre Parallele.</p>
<p>di Nicola Viesti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #c9240a;"><strong>Calabria, un labirinto di suoni</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #c9240a;"><strong>di memorie perdute e ritrovate</strong> | pag. 47</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dai primi esperimenti di Giancarlo Cauteruccio ai più recenti di Saverio La Ruina e Francesco Suriano, l’uso dei dialetti calabresi è guidato dall’esigenza di una verità espressiva che nasce come ricerca d’identità locale per divenire critica sociale.</p>
<p>di Paola Abenavoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La prorompente vitalità</strong></h3>
<h3><strong>della &#8220;scuola siciliana&#8221; |</strong> pag. 48</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Martoglio a Pirandello, la Sicilia non ha mai perso la vena drammaturgica che ha in Scaldati il nume tutelare e che scorre viva in una variegata e molteplice rete, dal teatro d’attore di Caspanello, Romeo, Scimone, Petyx, al cunto reinventato da Cuticchio, Pirrotta ed Enia, alle ribellioni di Carullo-Minasi e Maniaci D’Amore.</p>
<p>di Dario Tomasello, Filippa Ilardo ed Elisabetta Reale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080;"><strong>SARDEGNA</strong></span></p>
<h3><span style="color: #c9240a;"><strong>Il sardo, una lingua difficile da usare tra timore reverenziale ed esaltazione dell’arcaicità</strong> | pag. 51</span></h3>
<p>di Rossella Porcheddu</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Dai quartieri popolari</strong></h3>
<h3><strong>il palermitano bifronte di Scaldati</strong> | pag. 52</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dura e dolce, difficile da tradurre e da scrivere, la lingua del “sarto” di Palermo nasce dalla strada, dove si forma la sua ricchezza lessicale e poetica, per vivere in scena nella voce dell’attore e tramandare la sua difficile eredità.</p>
<p>di Totò Rizzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La parola incarnata di Emma Dante</strong></h3>
<h3><strong>strumento di lotta e libertà</strong> | pag. 53</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>È a partire da <em>mPalermu </em>che Emma Dante traccia un itinerario drammaturgico fortemente improntato al magmatico, viscerale palermitano d’origine, che pure si piega alle esigenze degli attori; ma esplora una vasta gamma di modalità di espressioni verso il liberatorio anelito all’italiano.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le lingue del teatro,</strong></h3>
<h3><strong>una, nessuna, centomila?</strong> | pag. 54</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dialetti, ma non solo: la drammaturgia contemporanea tra idiomi regionali e invenzioni. Abbiamo chiesto a sette autori un contributo sulla natura multipla della lingua teatrale e il suo costante bisogno di ridefinirsi in funzione della scena. Alcuni di loro scrivono esclusivamente o prevalentemente in italiano, ma la scelta non è mai univoca e i risultati sono organismi vivi e complessi.</p>
<p>a cura di Sara Chiappori</p>

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			<h2><strong>Nati Ieri</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Tindaro Granata, uno sguardo gentile</strong></h3>
<h3><strong>sul lato oscuro del cuore</strong> | pag. 60</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I protagonisti della giovane scena/49 – Un percorso ancora giovane quello  dell’autoreinterprete siciliano, eppure di grande maturità artistica, capace di coniugare la lucida e spietata lettura del presente con la capacità di trasporla in una scrittura quanto mai efficace.</p>
<p>di Renato Palazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Teatro Ragazzi</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Rodari, Shakespeare e Cappuccetto Rosso</strong></h3>
<h3><strong>per i bambini di tutte le età</strong> | pag. 62</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con Una Città per Gioco a Vimercate, Palla al Centro a Perugia e Colpi di Scena, a Bagnacavallo, si chiude la stagione delle rassegne dedicate ai ragazzi: tra classici, riletture, storie serie e filastrocche, va in scena un mondo colorato e variegato.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2><strong>Critiche</strong></h2>

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			<figure id="attachment_17876" aria-describedby="caption-attachment-17876" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17876" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-300x200.jpg" alt="&quot;Krol Lear&quot;, regia di Jan Klata." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17876" class="wp-caption-text">&#8220;Krol Lear&#8221;, regia di Jan Klata.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17877" aria-describedby="caption-attachment-17877" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17877" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-300x200.jpg" alt="&quot;Visit Europe&quot;, Rimini Protokoll (foto: Pigi Psimenou)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17877" class="wp-caption-text">&#8220;Visit Europe&#8221;, Rimini Protokoll (foto: Pigi Psimenou).</figcaption></figure>

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			<h3><strong>Da Àlex Rigola ad Antonio Latella,</strong></h3>
<h3><strong>cambio della guardia alla Biennale</strong> | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il settennato del regista catalano è stato caratterizzato dalla presenza costante di grandi nomi della regia internazionale, quest’anno rappresentati da Koršunovas, Jatahy, Klata, Castellucci e Motus.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Dro: la malinconia del vivere</strong></h3>
<h3><strong>e del riconciliarsi col passato</strong> | pag. 66</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla rassegna trentina Philippe Quesne indaga il ruolo e la qualità percepita dell’atto artistico, mentre Rabih Mroué e Mohamed El Kathib raccontano dolorose vicende biografiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Utopie sociali e migrazioni,</strong></h3>
<h3><strong>Mittelfest fra passato e presente</strong> | pag. 67</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal predicatore di fine Ottocento, David Lazzaretti, secondo Cristicchi ai <em>playmobil </em>di Agrupaciòn Señor Serrano e alle irrisolte questioni dell’Ex Jugoslavia di Frljic per raccontare le contraddizioni europee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Teatro a Corte, l’insostenibile leggerezza dell’essere umano</strong> | pag. 68</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Circo, danza e <em>nouvelle magie </em>nel programma del Festival torinese per raccontare della vita, della morte, dell’essere uomo o donna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Record di presenze e di incassi, l’anno d’oro di Borgio Verezzi</strong> | pag. 69</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Nelle serre di Albenga, dove fiorisce il buon teatro</strong> | pag. 70</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Santarcangelo, quando lo spettatore</strong></h3>
<h3><strong>è parte della creazione artistica</strong> | pag. 71</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La profonda relazione richiesta dagli artisti a chi guarda è il <em>leitmotiv </em>del Festival: se Oberzan li interpella sul senso dell’amore (e della vita), Delogu li accompagna in una lunga suggestiva camminata e Meierhans organizza un’assemblea, Cristina Rizzo, Kinkaleri e Spangberg ne sollecitano percezione e memoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Inequilibrio, tra la libertà assoluta</strong></h3>
<h3><strong>e le costrizioni del vivere</strong> | pag. 74</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ironia degli Omini, l’irriverenza dei Sacchi di Sabbia, ma anche le incursioni nel presente della “provincia italiana” di Oscar De Summa e i “voli senza rete” di Massimiliano Civica e di Claudio Morganti, nel programma del Festival organizzato da Armunia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Kilowatt, l’energia delle buone idee</strong></h3>
<h3><strong>per uscire dalla crisi</strong> | pag. 76</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle prove di interculturalità di <em>Playing Identities </em>alle coreografie stellari di Nicola Galli, passando per la terapia di <em>The Effect </em>e <em>Fuorigioco</em>, a Sansepolcro il teatro sembra alla ricerca di una via d’uscita dalle varie contrarietà del presente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Spoleto, odissee esistenziali</strong></h3>
<h3><strong>dalla Russia alla Sicilia</strong> | pag. 80</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalla poesia di Patrizia Cavalli secondo Martone, ai versi dell’<em>Odissea </em>messi in scena da Emma Dante e dalla provincia russa dell’<em>Onegin </em>di Tuminas a quella “nera” di Camilleri, le mille sfumature del mondo al Festival umbro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Tra danza e performance,</strong></h3>
<h3><strong>Polverigi riscopre l’<em>engagement</em></strong> | pag. 82</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>È politica la domanda sul presente di El Conde de Torrefiel e, mentre i Rimini Protokoll, Meierhans e Lagartijas Tiradas al Sol saggiano la nostra “tenuta democratica”, alla danza il compito di emozionare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le questioni aperte del presente</strong></h3>
<h3><strong>sulle scene del Napoli Teatro Festival</strong> | pag. 84</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il teatro non si gira dall’altra parte di fronte all’umanità confusa dalle perversioni della finanza (Zoo Théâtre) e dalle oscure tentazioni del potere (Brett Bailey), ma anche delle più nostrane avidità (Punta Corsara), o dalla generale crisi morale (La Re-Sentida, Mayorga/Cerciello, Sepe/Renzi). E fra i (pochi) debutti, Fabrice Murgia con <em>Black Clouds.</em></p>

		</div>
	</div>
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			<h2><strong>Lirica</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>L’estate all’opera è romantica e barocca</strong> | pag. 88</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Danza</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Atletica, ironica e poetica, è la danza da Berlino a Civitanova</strong> | pag. 90</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Testi</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Crack Machine. Il  denaro non esiste</strong> | pag. 96</h3>
<p>di Paolo Mazzarelli e Lino Musella</p>
<p>Premio Hystrio alla Drammaturgia 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Biblioteca</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le novità editoriali</strong> | pag. 108</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>La Società teatrale</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le notizie dal mondo teatrale</strong> | pag. 112</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il triste spettacolo della politica culturale: Fus, nuove nomine e censura in Turchia</strong> | pag. 112</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 3 di luglio-settembre 2016</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-3-luglio-settembre-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:50:43 +0000</pubDate>
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			<h2><strong>Speciale Premio Hystrio 2016</strong></h2>

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			<h3><strong>I tre giorni degli hystrioni </strong>| pag. 4</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi e Ilaria Angelone</p>

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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Il Bardo sì, ma anche il Cavaliere,<br />
così la Spagna celebra Cervantes | pag 12</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quattrocento anni dalla morte di Shakespeare. E di Miguel de Cervantes. Nel 1616 scompare anche il geniale e multiforme scrittore spagnolo, le cui opere e la cui figura hanno ispirato innumerevoli adattamenti teatrali.</p>
<p>di Pino Tierno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nel mondo degli Atridi<br />
con la <em>Santa estasi </em>di Latella | pag. 14</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>In sei mesi di lavoro, il regista campano, insieme a 16 attori e 7 drammaturghi, ha portato a compimento, in seno a Ert, uno straordinario percorso pedagogico che ha prodotto 8 spettacoli dedicati ai protagonisti della saga familiare più antica e truce d&#8217;Occidente.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>

		</div>
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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_17578" aria-describedby="caption-attachment-17578" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_sogno-di-una-notte_globe-th.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17578" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_sogno-di-una-notte_globe-th-300x200.jpg" alt="&quot;Sogno di una notte di mezza estate&quot; regia di Emma Rice." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_sogno-di-una-notte_globe-th-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_sogno-di-una-notte_globe-th-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_sogno-di-una-notte_globe-th-1024x682.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_sogno-di-una-notte_globe-th-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_sogno-di-una-notte_globe-th-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_sogno-di-una-notte_globe-th-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_sogno-di-una-notte_globe-th.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17578" class="wp-caption-text">&#8220;Sogno di una notte di mezza estate&#8221; regia di Emma Rice.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17577" aria-describedby="caption-attachment-17577" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_die-der-man_ph-thomas-aurin.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17577" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_die-der-man_ph-thomas-aurin-300x200.jpg" alt="&quot;die der mann&quot; di Robert Fritsch (foto: Thomas Aurin)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_die-der-man_ph-thomas-aurin-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_die-der-man_ph-thomas-aurin-768x511.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_die-der-man_ph-thomas-aurin-1024x682.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_die-der-man_ph-thomas-aurin-600x399.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_die-der-man_ph-thomas-aurin-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_die-der-man_ph-thomas-aurin-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_die-der-man_ph-thomas-aurin.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17577" class="wp-caption-text">&#8220;die der mann&#8221; di Robert Fritsch (foto: Thomas Aurin).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17576" aria-describedby="caption-attachment-17576" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_Vienna_Citta-del-vaticano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17576" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_Vienna_Citta-del-vaticano-300x200.jpg" alt="&quot;Città del Vaticano&quot; di Falk Richter (Wiener Festwochen)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_Vienna_Citta-del-vaticano-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_Vienna_Citta-del-vaticano-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_Vienna_Citta-del-vaticano-1024x682.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_Vienna_Citta-del-vaticano-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_Vienna_Citta-del-vaticano-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_Vienna_Citta-del-vaticano-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Mondo_Vienna_Citta-del-vaticano.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17576" class="wp-caption-text">&#8220;Città del Vaticano&#8221; di Falk Richter (Wiener Festwochen).</figcaption></figure>

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			<h3>Cambi della guardia<br />
e Londra si tinge di rosa | pag. 16<strong><br />
</strong></h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>Royal Court, National Theatre, Shakespeare’s Globe, alcuni fra i più importanti teatri d’oltremanica cambiano direzione. Con una forte presenza femminile che rappresenta una novità assoluta. E, in alcuni casi, è già tempo dei primi bilanci.</p>
<p>di Margherita Laera</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sboccia la stagione dei musical<br />
al ritmo delle orchestre del West End | pag.18</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>In piena fioritura la primavera tetrale londinese, con oltre venti titoli in cartellone: fra tradizione e riprese, non mancano sorprese e novità, mentre le dive Glenn Close e Sheridan Smith sbancano i botteghini, con <em>Sunset Boulevard </em>e <em>Funny girl</em>.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Miti di ieri, immagini di oggi:<br />
la primavera della scena parigina | pag. 20</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>Riflettori puntati su Isabelle Huppert, protagonista di <em>Phèdre(s) </em>all’Odéon, diretta da Krzysztof Warlikowski a partire da Mouawad, Kane e Coetzee. Ma la drammaturgia italiana si ritaglia uno spazio importante con la presenza di Emma Dante e Delbono.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kunsten Festival des Art,<br />
un viaggio al termine della notte | pag. 22</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Bruxelles è passato il mondo, da Quesne, Milo Rau, Ula Sikle e Daniela Bershan alle visioni proteiformi di artisti da Taiwan e dal Giappone. Percorsi artistici che ibridano discipline e pubblici, per un’umanità alla ricerca della luce.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La Berlino multiculturale<br />
e la sfida dell&#8217;integrazione | pag. 24</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Theatertreffen 2016 si confronta con i temi caldi del presente. Pochi i classici in scena a vantaggio della nuova scrittura che non si tira indietro di fronte alle grandi emergenze sociali, come migrazione, accoglienza, dialogo e scontro culturale <em>in primis</em>.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Vienna il teatro misura<br />
il battito dei nostri tempi | pag. 26</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alle Wiener Festwochen spettacoli fortemente politici, non sempre del tutto riusciti, riflettono sullo smarrimento e sulle ipocrisie della società occidentale. Così oltre a Fabre, Marthaler, McBurney, Koršunovas, fanno udire la propria voce Richter, Frljić e Mundruczó.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Craiova, l&#8217;Europa che sarà | pag. 28</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo cinque anni di sospensione, riparte, dalla Romania, il Premio Europa per il Teatro, ora alla 15a edizione. Sette i premiati per il 2016, tra i quali spicca il National Theatre of Scotland con i suoi allestimenti “portabili”.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR</h2>
<p><strong> </strong></p>
<h3>G(L)OSSIP</h3>
<p><strong>Il binocolo da teatro </strong>| pag. 30<strong><br />
</strong></p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Italia 2011-2016, teatro &amp; politica</strong></h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente e Alessandro Toppi | pag. 32</p>

		</div>
	</div>
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			<p><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Dossier_cover_teatropolitica-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-17575" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Dossier_cover_teatropolitica-1-300x228.jpg" alt="Dossier_cover_teatropolitica-1" width="300" height="228" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Dossier_cover_teatropolitica-1-300x228.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Dossier_cover_teatropolitica-1-768x584.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Dossier_cover_teatropolitica-1.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Dossier_cover_teatropolitica-1-600x456.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Dossier_cover_teatropolitica-1-160x122.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>

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			<h3>MM: Modello Milano | pag. 32</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>Capitale del settore, il capoluogo lombardo mostra che è possibile un sistema sano, relativamente distante dagli equilibri di potere, a tratti virtuoso. Con la speranza che generi ulteriore ricerca poetica e professionalizzazione delle compagnie.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>L’Elfo vince il ricorso al Tar:<br />
il DM è illegittimo. Tutto da rifare? | pag. 32</h3>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Spazi all’ombra della Madonnina:<br />
geografie in cambiamento | pag. 33</h3>
<p>di Maddalena Giovannelli</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Quanto, come e a chi: il sostegno economico ai teatri | pag. 33</h3>
<p>di Sara Chiappori</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Milan, l&#8217;è on gran Milan | pag. 35</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>La soddisfazione dell’assessore Filippo Del Corno per la crescita della città teatrale. Eterogeneità di proposte, aumento del pubblico, il sostegno al teatro indipendente, l&#8217;autonomia del Piccolo Teatro. E la danza contemporanea come nuova sfida da vincere.</p>
<p>di Sara Chiappori</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Torino: quando le etichette<br />
soffocano l&#8217;innovazione | pag. 36</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un modello di distribuzione delle risorse comunali sclerotizzato su vecchie norme e modelli passati; una realtà vitale e innovativa, che invece stenta a essere riconosciuta e sostenuta come merita.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se in Liguria non tornano i conti | pag. 38</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Soldi ma non solo: il mondo teatrale ligure alle prese con il bisogno di riorganizzare il proprio sistema, tra tentativi episodici e necessità strutturali, e con l’obiettivo che lo Stabile di Genova diventi un Teatro Nazionale.</p>
<p>di Laura Santini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Triveneto, in attesa di crescere davvero | pag. 39</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel Nord-Est l’organizzazione teatrale genera contraddizioni: aumento del consumo culturale e chiusure, riduzione di fondi ed eccellenze locali, vocazioni autonomiste e poetiche comuni. Con il bisogno di una maturazione complessiva del sistema.</p>
<p>di Carmelo Alberti, Alessandra Limetti ed Emanuele Esposito</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La rivoluzione del Fus, due anni dopo<br />
lo stato dell’arte secondo le Buone Pratiche | pag. 41</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Dotta, ricca (e ambigua)<br />
è l&#8217;Emilia Romagna del teatro | pag. 42</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un sistema – risultato di decenni di lungimiranza amministrativa e buone pratiche concrete – che è un’eccellenza nazionale ma, in penombra, anche il timore dell’auto-conservazione, della ripetitività poetica, della chiusura al nuovo.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Toscana, dove i grandi diventano<br />
più grandi e i piccoli più piccoli | pag. 44</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un sistema che sembra funzionare nel quale, però, non è difficile scorgere la sperequazione crescente nell’erogazione di contributi e di sostegni. Così in Toscana c’è chi cresce troppo e chi fa fatica, chi torna a vivere e chi chiude.</p>
<p>di Gherardo Vitali Rosati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Umbria, qualcosa è cambiato</h3>
<p>di Roberto Rizzente | pag. 45</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Roma soffoca: cronaca<br />
di una devastazione annunciata | pag. 46</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Investimento sui grandi eventi, indifferenza alla progettualità e alla cooperazione tra le amministrazioni, burocratizzazione del sistema e accentramento delle risorse: da crocevia della “terza avanguardia” e del teatro indipendente di ricerca, Roma è stata condannata alla marginalizzazione e a una progressiva desertificazione culturale. E mentre le istituzioni latitano, gli artisti se ne vanno a produrre altrove.</p>
<p>di Graziano Graziani e Attilio Scarpellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Marche e Abruzzo,<br />
così vicine, così lontane | pag. 49</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fondata sul sistema delle reti e forte di una consolidata tradizione lirica, la Regione Marche sembra essersi assicurata quella continuità (e felicità) produttiva che ancora manca al vicino Abruzzo, segnato da scandali e beghe politiche.</p>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
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			<h3>Napoli, ha da passà &#8216;a nuttata | pag.50</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La “politica dal basso”, per affermare la cultura “bene comune”. De Magistris e il suo governo – tra tentativi di fare rete, autonomismo retorico e resistenza di frontiera – mentre il capoluogo campano continua a fare teatro in attesa di un sistema stabile e strutturato.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le mille contraddizioni<br />
del teatro partenopeo | pag. 52</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un Comune in pre-dissesto, i tagli del Fus, il conflitto con la Regione Campania. Eppure lo Stabile diventa Nazionale, nasce un <em>atelier </em>per i ragazzi dei Quartieri, sorgono nuovi spazi culturali. L’assessore alla cultura del Comune Gaetano Daniele e il teatro di una città che vive di contrasti.</p>
<p>di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La questione meridionale,<br />
tra innovazioni e macerie | pag. 53</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La perdita di dialogo istituzionale e lo stallo dei fondi in Puglia; le potenzialità inespresse di Matera 2019 Capitale della Cultura; il clientelismo e le scelte politiche partigiane in Calabria; l&#8217;incapacità del settore pubblico, in Sicilia, di adeguarsi al nuovo; il futuro di Cagliari, tra localismi e aperture internazionali.</p>
<p>di Nicola Viesti, Emilio Nigro, Filippa Ilardo e Rossella Porcheddu</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;Italia delle Regioni:<br />
una, nessuna e centomila | pag. 56</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>I tagli e i ritardi nei finanziamenti, il clientelismo, la mancanza di una politica culturale articolata e condivisa, l’alta mortalità delle amministrazioni, gli investimenti nei grandi eventi e l’indifferenza alla ricerca, la burocratizzazione del sistema. Ma anche, il proliferare delle reti e delle convenzioni, la vitalità e l’ostinazione dei privati, la ridefinizione dei confini e delle gerarchie: viaggio tra i (tanti) vizi e le (poche) virtù di un Paese che cambia.</p>
<p>a cura di Laura Bevione, Giuseppe Liotta, Roberto Rizzente, Alessandro Toppi e Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro ragazzi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Diventare adulti, la difficile avventura<br />
è di scena nei festival di teatro ragazzi | pag. 62<strong><br />
</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra Giocateatro, Segnali e Maggio all’Infanzia, la primavera è la stagione del teatro per i più piccoli, dove la realtà irrompe nelle fiabe: l’adolescenza e i suoi turbamenti, i rapporti con gli adulti, ma anche l’esperienza di migrante fra i temi proposti.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

		</div>
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			<h2>Critiche</h2>

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			<figure id="attachment_17582" aria-describedby="caption-attachment-17582" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Critiche_Elettra-Siracusa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17582" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Critiche_Elettra-Siracusa-300x201.jpg" alt="&quot;Elettra&quot; regia di G. Lavia, Siracusa (foto: Maria Pia Ballarino)." width="300" height="201" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Critiche_Elettra-Siracusa-300x201.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Critiche_Elettra-Siracusa-768x514.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Critiche_Elettra-Siracusa-1024x686.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Critiche_Elettra-Siracusa-600x402.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Critiche_Elettra-Siracusa-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Critiche_Elettra-Siracusa-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/07/Critiche_Elettra-Siracusa.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17582" class="wp-caption-text">&#8220;Elettra&#8221; regia di G. Lavia, Siracusa (foto: Maria Pia Ballarino).</figcaption></figure>

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			<h3>Le donne protagoniste alle Colline Torinesi | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Festival piemontese si conferma una delle vetrine più interessanti per la drammaturgia contemporanea. La figura femminile, la perdita di senso del mondo di oggi, orientamento sessuale e diritti civili al centro degli spettacoli di, tra gli altri, Tindaro Granata, Balletto Civile, Anagoor, Fibre Parallele e Amir Reza Koohestani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Processo a Mackie Messer Brecht secondo Michieletto | pag. 72</h3>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRO &amp; CONTRO</strong></p>
<h3>Borrelli e Saviano, se il miracolo di San Gennaro è una fusione a freddo | pag. 74</h3>
<p>di Maddalena Giovannelli e Sara Chiappori</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le culture in divenire transitano per Fabbrica Europa | pag. 79</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli archetipi del <em>Mahabharata </em>e del <em>Minotauro</em>, le installazioni danzate di Cristina Caprioli, il rito di <em>Beytna </em>sembrano evocare, dai palcoscenici della Stazione Leopolda, l’esigenza di mettere a nudo le nostre radici, per interrogarci su chi vogliamo essere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Napoli, le storie riempiono lo sguardo | pag. 84</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal minimalismo <em>made in Japan </em>di Shiro Takatani alle visioni “barocche” del <em>Macbeth </em>di De Fusco e dalla vitalità del <em>Pinocchio </em>di Pommerat al racconto delle imprese di Jessie Owens, il primo scorcio di programma dal Napoli Teatro Festival.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I mali dell’Europa sbarcano a Castrovillari | pag. 88</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Precarietà lavorativa, razzismo, emigrazione e violenza sociale di un’unione europea nata deforme sono i temi dominanti della 17a edizione di Primavera dei Teatri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Siracusa, tragedie al femminile tra palazzi in rovina e papaveri rossi | pag. 91</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Puccini a Stravinskij si cantano drammi a tinte forti | pag. 93</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno, Fausto Malcovati, Gianni Poli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Grandi affreschi corali e minimali assolo,</h3>
<h3>variazioni sulla danza contemporanea | pag. 96</h3>
<p>di Roberto Canziani, Giuseppe Liotta, Laura Bevione, Carmelo A. Zapparrata</p>

		</div>
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			<h2>Testo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Combattenti | pag. 98</h3>
<p>di Renato Gabrielli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giorgio Albertazzi, l&#8217;ultimo mattatore | pag. 113</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attore, artista dalle scelte personali spesso controverse, se ne va dopo aver dominato la scena per sessantacinque anni, riscuotendo successi ovunque, in teatro come sul grande e piccolo schermo.</p>
<p>di Pierfrancesco Giannangeli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità editoriali | pag. 114</h3>
<p>a cura di Albarosa Camaldo e Ilaria Angelone</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale</h2>
<h3></h3>
<h3>Le notizie dal mondo teatrale | pag. 118</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<item>
		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2016</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-2-aprile-giugno-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 16:03:05 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://www.hystrio.it/?post_type=numero&#038;p=17173</guid>

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			<h2>Vetrina</h2>

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			<figure id="attachment_17200" aria-describedby="caption-attachment-17200" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Tartuffe_Bondy.jpg" rel="attachment wp-att-17200"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17200" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Tartuffe_Bondy-300x169.jpg" alt="&quot;Tartuffe&quot;, regia di Luc Bondy." width="300" height="169" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Tartuffe_Bondy-300x169.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Tartuffe_Bondy-768x432.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Tartuffe_Bondy.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Tartuffe_Bondy-600x338.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Tartuffe_Bondy-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17200" class="wp-caption-text">&#8220;Tartuffe&#8221;, regia di Luc Bondy.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17199" aria-describedby="caption-attachment-17199" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Pavillon-Noir_f-Philippe-Ruault.jpg" rel="attachment wp-att-17199"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17199" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Pavillon-Noir_f-Philippe-Ruault-300x237.jpg" alt="il Pavillon Noir di Aix-en-Provence, progetto di Rudy Ricciotti (foto: Philippe Ruault)." width="300" height="237" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Pavillon-Noir_f-Philippe-Ruault-300x237.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Pavillon-Noir_f-Philippe-Ruault-768x606.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Pavillon-Noir_f-Philippe-Ruault-600x473.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Pavillon-Noir_f-Philippe-Ruault-160x126.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrina_Pavillon-Noir_f-Philippe-Ruault.jpg 974w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17199" class="wp-caption-text">Il Pavillon Noir di Aix-en-Provence,<br />progetto di Rudy Ricciotti (foto: Philippe Ruault).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17201" aria-describedby="caption-attachment-17201" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrine_Lenz_Furioso.jpg" rel="attachment wp-att-17201"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17201" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrine_Lenz_Furioso-300x225.jpg" alt="&quot;Il Furioso&quot;, di Teatro Lenz." width="300" height="225" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrine_Lenz_Furioso-300x225.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrine_Lenz_Furioso-768x576.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrine_Lenz_Furioso.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrine_Lenz_Furioso-600x450.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Vetrine_Lenz_Furioso-160x120.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17201" class="wp-caption-text">&#8220;Il Furioso&#8221;, di Teatro Lenz.</figcaption></figure>

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			<h3>Luc Bondy,</h3>
<h3>un teatro con radici europee | pag. 2</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di origini ebraiche mitteleuropee, Luc Bondy è stato tra i protagonisti della ricostruzione culturale post-bellica. Direttore dei teatri di Francoforte e Berlino, quindi dell’Odéon di Parigi, ha legato il suo nome ad autori come Büchner, Genet, Botho Strauss e Schnitzler.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La normalità della follia,</h3>
<h3>nel teatro &#8220;sensibile&#8221; dei Lenz | pag. 4</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da trent’anni, a Parma, lavora una compagnia riservata e operosa, ideatrice di progetti innovativi su autori classici, organizzatrice di un festival internazionale e protagonista di un’inedita esperienza laboratoriale con disabili intellettivi.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I nuovi teatri di Francia,</h3>
<h3><em>living room </em>al centro della città-casa | pag. 6</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sembrano progettati sull’idea del <em>public engagement </em>i nuovi spazi sorti negli ultimi anni fra Parigi, Lione, Poitier e Aix-en-Provence. Archistar e studi specializzati dialogano con gli artisti per realizzare ambienti che favoriscano l’inclusione degli spettatori.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Andiamo avanti</h3>
<h3>nel nome di De Filippo | pag. 8</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Carolina Rosi ha raccolto l’eredità della Elledieffe, la compagnia fondata da Luca De Filippo. Le collaborazioni con Carlo Cecchi, Nicola Piovani, Enzo Moscato e Carlo Cerciello, il supporto ai giovani, il lavoro in carcere sono fra i suoi progetti futuri.</p>
<p>di Giulio Baffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Radicondoli, compie 30 anni</h3>
<h3>l&#8217;officina della nuova drammaturgia | pag. 9</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Massimo Luconi, direttore del Festival Estate a Radicondoli, racconta come rilanciare una manifestazione lontana dal “nuovo teatro”, ma più attenta ai linguaggi di confine, al teatro di parola, al territorio e ai suoi abitanti.</p>
<p>di Francesco Tei</p>

		</div>
	</div>
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			<p><span style="color: #993300;"><strong>Bandi Premio Hystrio | pag. 10</strong></span></p>

		</div>
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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_17202" aria-describedby="caption-attachment-17202" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-grande-male_f-Dimitri-Matveiev-1.jpg" rel="attachment wp-att-17202"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17202" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-grande-male_f-Dimitri-Matveiev-1-300x200.jpg" alt="&quot;Il grande male&quot; di Ivaskevicius, regia di A. Schilling (foto: D. Matvejev)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-grande-male_f-Dimitri-Matveiev-1-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-grande-male_f-Dimitri-Matveiev-1-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-grande-male_f-Dimitri-Matveiev-1.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-grande-male_f-Dimitri-Matveiev-1-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-grande-male_f-Dimitri-Matveiev-1-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-grande-male_f-Dimitri-Matveiev-1-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17202" class="wp-caption-text">&#8220;Il grande male&#8221; di Ivaskevicius, regia di A. Schilling (foto: D. Matvejev).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17198" aria-describedby="caption-attachment-17198" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Megalopolis_f-Tfm.jpg" rel="attachment wp-att-17198"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17198" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Megalopolis_f-Tfm-300x200.jpg" alt="&quot;Megalopolis&quot;, di Instabili Vaganti, Tfr Festival, Tampico. " width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Megalopolis_f-Tfm-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Megalopolis_f-Tfm-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Megalopolis_f-Tfm.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Megalopolis_f-Tfm-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Megalopolis_f-Tfm-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Megalopolis_f-Tfm-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17198" class="wp-caption-text">&#8220;Megalopolis&#8221;, di Instabili Vaganti, Tfr Festival, Tampico.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17197" aria-describedby="caption-attachment-17197" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-signor-del-Moliere-1.jpg" rel="attachment wp-att-17197"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17197" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-signor-del-Moliere-1-300x198.jpg" alt="&quot;Il signor de Moliere&quot;, regia di Alexandar Popovski, Koreja Teatro." width="300" height="198" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-signor-del-Moliere-1-300x198.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-signor-del-Moliere-1-768x506.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-signor-del-Moliere-1.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-signor-del-Moliere-1-600x396.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Mondo_Il-signor-del-Moliere-1-160x105.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17197" class="wp-caption-text">&#8220;La vita del signor de Molière&#8221;, regia di Alexandar Popovski, Koreja Teatro.</figcaption></figure>

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	</div>
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			<h3>È la guerra il male più grande,</h3>
<h3>l&#8217;inferno secondo Ivaškevičius | pag. 12</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Vilnius è in scena da settembre 2015, generando dibattiti duri a ogni levata del sipario. <em>Il grande male</em>, regia di Árpád Schilling, è una dura requisitoria contro la smania di potere che genera conflitti, manipola la realtà e le coscienze, minando le sicurezze degli europei.</p>
<p>di Stefano Moretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>BASILEA: Edipo e Giocasta secondo Latella</h3>
<h3>coppia borghese divisa fra Ragione e Mistero | pag. 13</h3>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>L&#8217;Europa a confronto con i Balcani,</h3>
<h3>uno sguardo lucido sull&#8217;eterno conflitto | pag. 14</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dejan Dukovski e Aleksandar Popovski, autore il primo, regista il secondo, entrambi macedoni, sono fra i più attenti e lucidi testimoni della trasformazione del loro territorio, che passa e continua a passare dalla guerra, e dallo scontro di valori con l’Occidente.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sulla strada da Tampico a Montevideo</h3>
<h3>un teatro per la fine del mondo | pag. 16</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra pick-up come carri armati e fabbriche sventrate e trasformate in palcoscenico, c’è ancora spazio per ricordare i <em>desaparecidos </em>e per resistere al degrado: con il Teatro Para el Fin del Mundo, festival itinerante tra Messico e Argentina.</p>
<p>di Nicola Pianzola</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>nati ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Oltre la tradizione, Punta Corsara</h3>
<h3>e lo specchio distorto della farsa | pag. 18</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I protagonisti della giovane scena/48 &#8211; Nata dall’esperienza formativa della non-scuola di Marco Martinelli, la compagnia si è plasmata su una prassi che mette insieme Petito, Molière e la scrittura originale, lo sguardo serio dei classici e il sorriso amaro della satira.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>humour</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>G(L)OSSIP</h3>
<p>Tennessee William Shakespeare | pag. 20</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Dossier</h2>
<h3>Living Shakespeare | pag. 21</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Laura Bevione e Laura Caretti</p>

		</div>
	</div>
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			<figure id="attachment_17186" aria-describedby="caption-attachment-17186" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-1.jpg" rel="attachment wp-att-17186"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17186" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-1-300x179.jpg" alt="&quot;PreAmleto&quot;, di Michele Santeramo, regia di Veronica Cruciani." width="300" height="179" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-1-300x179.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-1-768x458.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-1-600x358.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-1-160x95.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-1.jpg 919w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17186" class="wp-caption-text">&#8220;PreAmleto&#8221;, di Michele Santeramo, regia di Veronica Cruciani.</figcaption></figure>

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	</div>
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			<figure id="attachment_17189" aria-describedby="caption-attachment-17189" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-3.jpg" rel="attachment wp-att-17189"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17189" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-3-300x182.jpg" alt="&quot;Otello, ossia il Moro di Venezia&quot;, di Gioachino Rossini, regia di Patrice Caurier e Moshe Leiser (Zurigo, 2012). " width="300" height="182" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-3-300x182.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-3-768x465.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-3-1024x620.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-3-600x363.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-3-160x97.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-3.jpg 1575w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17189" class="wp-caption-text">&#8220;Otello, ossia il Moro di Venezia&#8221;, di Gioachino Rossini, regia di Patrice Caurier e Moshe Leiser (Zurigo, 2012).</figcaption></figure>

		</div>
	</div>
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			<figure id="attachment_17188" aria-describedby="caption-attachment-17188" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Sh-2_low.jpg" rel="attachment wp-att-17188"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17188" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Sh-2_low-300x201.jpg" alt="&quot;Romeo and Juliet&quot;, di Sasha Waltz (foto: Bernd Uhlig)" width="300" height="201" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Sh-2_low-300x201.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Sh-2_low-768x515.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Sh-2_low-1024x687.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Sh-2_low-600x403.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Sh-2_low-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Sh-2_low-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Sh-2_low.jpg 1180w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17188" class="wp-caption-text">&#8220;Romeo and Juliet&#8221;, di Sasha Waltz (foto: Bernd Uhlig)</figcaption></figure>

		</div>
	</div>
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			<h3>Shakespeare, ovvero il teatro assoluto | pag. 22</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un regista-attore italiano e un regista lituano, trent’anni a dividerli e il Bardo a unirli: Carlo Cecchi e Oskaras Koršunovas riflettono sulla sua contemporaneità e rivelano quanto lavorare sulle sue opere abbia cambiato la loro visione del mondo, e anche loro stessi.</p>
<p>di Carlo Cecchi e Oskaras Koršunovas</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alla prova della scena</h3>
<h3>istantanee dal terzo millennio | pag. 24</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una panoramica, inevitabilmente parziale, degli allestimenti delle opere più frequentate nel terzo millennio, soprattutto in Italia, tra fedelissimi tradimenti, attualizzazioni e volute semplificazioni.</p>
<p>a cura di Laura Bevione, con interventi di Roberto Canziani, Laura Caretti, Giuseppe Liotta, Francesca Montanino e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I nuovi satelliti del pianeta Shakespeare | pag. 30</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riscritture, reinvenzioni e altri testi generati dal <em>corpus </em>shakespeariano compongono una costellazione drammaturgica in continua crescita anche in questi anni. Si ridisegnano gli scenari, mutano gli intrecci, rivivono i personaggi e qualcuno non vuole più morire.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lo sceneggiatore più bravo di Hollywood</h3>
<h3>William, re del grande schermo | pag. 32</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il cinema ha attinto a piene mani dal repertorio shakespeariano, esaltandone spesso gli aspetti più sanguinolenti ovvero sentimentali ma, alla fine, soltanto i “tradimenti” ne hanno saputo evidenziare la forza espressiva.</p>
<p>di Emanuela Martini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>E la nave va</h3>
<h3>verso l&#8217;isola dei suoni | pag. 34</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>All’origine di un impressionante numero di declinazioni musicali, da Purcell a Reimann, il <em>corpus </em>shakespeariano interroga la scena contemporanea, quell’Ottocento romantico scuola di politica e di sentimenti. E la storia continua, grazie ai contributi di alcuni musicisti di oggi, Philippe Boesmans e Thomas Adès.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rispolverate il vostro Shakespeare!</h3>
<h3>Ogni dramma è un musical | pag. 36</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si contano a decine i lavori musicali tratti dalle opere del Bardo, al di qua e al di là dell’Atlantico. Una rassegna di quanto realizzato in Italia negli ultimi quindici anni, nel bene e nel male.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>WS, un <em>testimonial </em>vincente fra citazionismo e parodia | pag. 37</h3>

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			<figure id="attachment_17190" aria-describedby="caption-attachment-17190" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-4.jpg" rel="attachment wp-att-17190"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17190" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-4-300x200.jpg" alt="&quot;Der Sturm&quot;, regia di Stefan Pucher (foto: Arno Declair)" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-4-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-4-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-4-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-4-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-4-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-4.jpg 1568w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17190" class="wp-caption-text">&#8220;Der Sturm&#8221;, regia di Stefan Pucher (foto: Arno Declair)</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17191" aria-describedby="caption-attachment-17191" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-5.jpg" rel="attachment wp-att-17191"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17191" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-5-300x163.jpg" alt="To be or not to be..." width="300" height="163" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-5-300x163.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-5-768x417.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-5-1024x556.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-5-600x326.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-5-160x87.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-5.jpg 1174w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17191" class="wp-caption-text">To be or not to be&#8230;</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17187" aria-describedby="caption-attachment-17187" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-6.jpg" rel="attachment wp-att-17187"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17187" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-6-300x176.jpg" alt="&quot;Romeo e Giulietta – opera popolare&quot;, di Riccardo Cocciante." width="300" height="176" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-6-300x176.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-6-768x450.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-6-1024x600.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-6-600x351.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-6-160x94.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/SH-6.jpg 1171w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17187" class="wp-caption-text">&#8220;Romeo e Giulietta – opera popolare&#8221;, di Riccardo Cocciante.</figcaption></figure>

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			<h3>Romeo, Giulietta, Rosalinda</h3>
<h3>e le tentazioni della danza contemporanea | pag. 38</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al culmine della loro carriera internazionale, Anne Teresa De Keersmaeker e Sasha Waltz traggono da Shakespeare due spettacoli che danzano l’amore tragico e quello felice, ideando nuove modalità drammaturgiche e coreografiche per questo millennio.</p>
<p>di Susanne Franco</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lady Macbeth, Ofelia e Desdemona, la forza vitale di tre donne-archetipo | pag. 39</h3>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Shakespeare a misura di bambino | pag. 40</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il teatro ragazzi, forte del suo ricco patrimonio di immaginazione e riflessione, è stato capace di escogitare mille e potenti modi per mettere in scena il Bardo, rendendolo così familiare anche ai più piccoli.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Paperino ai Simpson un fertile dialogo fra teatro e <em>strips |</em> pag. 41</h3>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Il Bardo imprigionato</h3>
<h3>libera il fuoco del teatro | pag. 42</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molte e diverse esperienze di teatro in carcere trovano nell&#8217;opera shakespeariana una straordinaria fonte di ispirazione e segnalano un percorso innovativo di ricerca che raggiunge punte di altissimo livello artistico.</p>
<p>di Gianfranco Pedullà</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tra tempeste di pixel</h3>
<h3>Prospero si fa tecnologico | pag. 44</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel nuovo millennio, l’intermedialità ha modificato e arricchito il linguaggio della performance teatrale, creando nuove visioni e prospettive interpretative delle opere del Bardo.</p>
<p>di Aneta Mancewicz</p>
<h3></h3>
<h3>Se Amleto è un <em>writer</em></h3>
<h3>che parla dai muri delle città | pag. 46</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <em>street art </em>si appropria di battute e personaggi shakespeariani disseminandoli sui muri delle città e delle periferie del mondo, ma invade anche la scena teatrale.</p>
<p>di Mariacristina Cavecchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Traduzioni fedeli:</h3>
<h3>poesia o prosa? Questo è il problema | pag. 47</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella collaborazione fra traduttore, regista e attori, il teatro italiano ha trovato la giusta via per ridare voce alla polifonia della parola shakespeariana. Ma come è possibile riprodurne l’infinita varietà?</p>
<p>di Masolino D&#8217;Amico</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;eredità d&#8217;oltremanica</h3>
<h3>dalla <em>city </em>al <em>rural theatre</em> | pag. 48</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La fitta ed eclettica attività produttiva della Rsc, le tournée in provincia e il riscatto del femminile: ecco come il modello shakespeariano continua a influenzare il teatro inglese.</p>
<p>di Laura Santini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LONDRA: Dormire, sognare&#8230; con i Forced Entertainment</h3>
<h3>Puck diventa una bottiglia di whiskey | pag. 49</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Ma Shakespeare è ancora</h3>
<h3>nostro contemporaneo? | pag. 50</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo chiesto ai registi italiani, che l’hanno frequentato più assiduamente e con maggiore originalità negli ultimi quindici anni, di rispondere a questa “semplice” questione: «Cosa c’è di vivo di Shakespeare a 400 anni dalla morte?»</p>
<p>a cura di Laura Bevione e Laura Caretti, con interventi di Marco Bernardi, Valerio Binasco, Ferdinando Bruni, Andrea De Rosa, Jurij Ferrini, Antonio Latella, Roberto Latini, Gabriele Lavia, Valter Malosti, Armando Punzo, Serena Sinigaglia e Gabriele Vacis.</p>

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			<h2>DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sieni, Naharin, Di Cicco e Zappalà:</h3>
<h3>quando il corpo è tormento ed estasi | pag. 56</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hermanis, Emma Dante e Ollé</h3>
<h3>tra sogni, incubi e altre inquietudini | pag. 58</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE</h2>

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			<figure id="attachment_17206" aria-describedby="caption-attachment-17206" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/macello-di-giobbe.jpg" rel="attachment wp-att-17206"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17206" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/macello-di-giobbe-300x171.jpg" alt="&quot;Il macello di Giobbe&quot;, di F. Paravidino." width="300" height="171" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/macello-di-giobbe-300x171.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/macello-di-giobbe-160x91.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/macello-di-giobbe.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17206" class="wp-caption-text">&#8220;Il macello di Giobbe&#8221;, di F. Paravidino.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17205" aria-describedby="caption-attachment-17205" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Candide.jpg" rel="attachment wp-att-17205"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17205" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Candide-300x169.jpg" alt="&quot;Candide&quot;, regia di F. Arcuri." width="300" height="169" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Candide-300x169.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Candide-768x432.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Candide.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Candide-600x338.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Candide-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17205" class="wp-caption-text">&#8220;Candide&#8221;, regia di F. Arcuri.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17204" aria-describedby="caption-attachment-17204" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Pigmalione_regia-Benedetto-Sicca.jpg" rel="attachment wp-att-17204"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17204" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Pigmalione_regia-Benedetto-Sicca-300x200.jpg" alt="&quot;Pigmalione&quot;, regia di B. Sicca." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Pigmalione_regia-Benedetto-Sicca-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Pigmalione_regia-Benedetto-Sicca-768x513.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Pigmalione_regia-Benedetto-Sicca.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Pigmalione_regia-Benedetto-Sicca-600x401.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Pigmalione_regia-Benedetto-Sicca-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/04/Critiche_Pigmalione_regia-Benedetto-Sicca-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17204" class="wp-caption-text">&#8220;Pigmalione&#8221;, regia di B. Sicca.</figcaption></figure>

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			<h3>Tutte le critiche della seconda parte della stagione| pag. 60</h3>

		</div>
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			<h2>Testi</h2>
<p><strong> </strong></p>
<h3>JESUS</h3>
<p>di Enrico Castellani / Babilonia teatri | pag. 92</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Addio a Paolo Poli,</h3>
<h3>l&#8217;intellettuale <em>en travesti</em> | pag. 101</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se n’è andato il giorno di venerdì santo, dopo una vita passata in scena a scherzare con santi e borghesi: colto, elegante, artista suo malgrado politico e d’avanguardia, era capace di confrontarsi con la letteratura più varia, da Beckett a Palazzeschi.</p>
<p>di Pierfrancesco Giannangeli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<h3>Le novità editoriali | pag. 104</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Società teatrale</h2>
<h3>Le notizie dal mondo teatrale | pag. 108</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</section><p>The post <a href="https://www.hystrio.it/numero/numero-2-aprile-giugno-2016/">Numero 2 di aprile-giugno 2016</a> first appeared on <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.hystrio.it/numero/numero-2-aprile-giugno-2016/">Numero 2 di aprile-giugno 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p>
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