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	<title>Mario Perrotta - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 3 di luglio-settembre 2023</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 13:57:52 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hystrio Festival – il programma 2023 | pag. 2</h3>
<p>Ci siamo. O quasi. Hystrio Festival 2023 è pronto e cominciamo a raccontarvelo. Poi vi aspettiamo, per viverlo insieme, al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 13 al 18 settembre!</p>
<p>di Claudia Cannella e Ilaria Angelone</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Levante a Ponente, nasce il sistema di residenze liguri | pag. 4</h3>
<p>La Liguria entra finalmente nell’accordo di programma Stato-Regioni e lancia il primo bando triennale 2022-24 per le residenze artistiche: a vincerlo Gli Scarti (La Spezia), Sarabanda (Genova) e Akropolis (Sestri Ponente) che qui ci racconta il suo lavoro.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La Bottega dello Sguardo, tra memoria e osservazione del presente | pag. 5</h3>
<p>Nel cuore della Romagna, la biblioteca e l’archivio teatrale nati intorno al patrimonio di documenti raccolti da Renata Molinari sono centro propulsore di laboratori, convegni, interventi performativi. Un libro appena uscito fa il bilancio dei primi sette anni d’attività.</p>
<p>di Renato Gabrielli</p>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<h3>Vienna, su e giù tra stagione e Festwochen, leggere il presente con sguardo critico | pag. 6</h3>
<p>A Vienna festival e stagioni incrociano i loro programmi. Maestri internazionali e talenti di lingua tedesca parlano dell’oggi, senza ritrarsi di fronte alle grandi domande storiche e sociali, quali diritti umani, distorsioni nazionaliste, questione femminile e ambiente.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Prove di pace teatrali nei festival di primavera rumeni | pag. 9</h3>
<p>A Satu Mare, al confine con l’Ungheria, e a Suceava, vicino a Moldavia e Ucraina, due rassegne che tentano di far dialogare culture e lingue diverse, riflettendo sulla contemporaneità e sui suoi tanti problemi.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bratislava: uno sguardo dal fronte per raccontare la guerra in Europa | pag. 10</h3>
<p>Dopo alcune edizioni annullate o ridotte a causa della pandemia, il festival slovacco Nova Drama ha proposto quest’anno una conferenza internazionale sul teatro in esilio, offrendo spazio a diversi spettacoli dedicati all’attuale conflitto in Ucraina, senza dimenticare quelli passati.</p>
<p>di Pino Tierno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il diavolo al Bol’šoj viaggio al centro della notte | pag. 11</h3>
<p>Mosca, 2023. Tempi bui. La nostra cronaca dalla capitale russa ci accompagna in alcune sale dove, spenta qualsiasi voce “contro” il governo, il teatro che resiste si rifugia nei grandi classici, incontestabili e sempre verdi.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A <em>glorious springtime</em>, a Londra il teatro illumina la primavera | pag. 12</h3>
<p>Tra riscritture di tragedie greche, classici e trasposizioni di romanzi blockbuster, la scena della capitale inglese si rivela luogo di ispirazione, con le sorprendenti regie di Dominic Cooke e Simon Stone, Rebecca Frecknall, Sam Mendes e Ivo van Hove.</p>
<p>di Monica Capuani</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<h3>Se lʼartista ha diritto alla perversione, Angélica Liddell e la fede senza chiesa | pag. 16</h3>
<p>Si dichiara scrittrice, e non attrice. Al teatro preferisce il cinema. Alla cultura contemporanea dedica parole implacabili. Ma il pubblico, al contrario di quel che sembra, lo considera sacro e a lui chiede solo amore. Autoritratto di una leonessa del pensiero.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dal Vangelo a Pasolini e Nitsch, una riflessione enciclopedica sulla carità | pag. 17</h3>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bruno Leone, trova casa a Napoli la voce antica di Pulcinella | pag. 18</h3>
<p>Erede di un’arte popolare, l’artista-artigiano ha inaugurato il 28 aprile 2019, a settant’anni di età e dopo oltre quaranta di attività, il primo teatro “stabile” dedicato alle guarattelle, i burattini napoletani protagonisti degli spettacoli di strada.</p>
<p>di Emilio Nigro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Attraverso la sliding door, Francesco Pennacchia e il tarlo del teatro | pag. 19</h3>
<p>Incontriamo l’attore e regista in una pausa delle prove del suo nuovo lavoro tratto da Jack London. Ci parla del suo approdo al teatro, dagli inizi con il collettivo laLut agli incontri con Morganti e Santagata, Serra, Civica e Latini, Fabio Condemi e i Menoventi.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Michele Santeramo: «Non scrivo quello che so, scrivo quello che voglio conoscere» | pag. 20</h3>
<p>Un’operazione di approssimazione costante della parola ai personaggi e ai loro stati emotivi: questa è la scrittura per l’autore pugliese che ha da poco ultimato il progetto Fantasmi, un’indagine drammaturgica su alcuni protagonisti della letteratura.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Filippo Luna, il lavoro dellʼattore con la materia delle emozioni | pag. 21</h3>
<p>Formatosi con il teatro classico e con Thierry Salmon, l’attore siciliano ha plasmato la propria forza espressiva con il lento lavoro di uno scultore, perché il pubblico «dallo spettacolo deve uscire cambiato, deve ricevere uno scossone emotivo da cui generano domande e dubbi».</p>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>C&#8217;era una volta una matta… | pag. 22</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Registe 2000 | pag. 23</h3>
<p>a cura di Claudia Cannella e Laura Caretti</p>

		</div>
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			<h3>Alle origini della regia in Italia: le pioniere di una storia sommersa | pag. 24</h3>
<p>In principio c’è Tatiana Pavlova, attrice e “regista” che porta in Italia i metodi del Teatro d’Arte di Mosca e inaugura il primo Corso di Regia all’Accademia d’Arte Drammatica, dove, nei decenni successivi, altre artiste, come Wanda Fabro, apprendono la nuova arte della scena. Si avvia così una storia che si va riscoprendo.</p>
<p>di Laura Mariani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Anticonformismo, rigore e passione: le registe a cavallo del millennio | pag. 26</h3>
<p>Dagli anni Sessanta a oggi non sono molte le artiste che sono riuscite a ritagliarsi un posto di rilievo sulla scena italiana, ma tutte, pur nell’eterogeneità dei percorsi creativi e nell’appartenenza a diversi momenti storici, sono accomunate da una forte personalità e da una “sapienza” teatrale capace di innovare senza dimenticare la tradizione.</p>
<p>di Giuseppe Liotta, Andrea Bisicchia, Francesco Tei, Alessandro Toppi, Nicola Viesti, Claudia Cannella e Gerardo Guccini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Corpi, ritmo e sudore: nel laboratorio di Emma Dante | pag. 30</h3>
<p>Buttati via modelli di regia inservibili e inutili tavolini di lettura, entriamo nella fucina creativa della regista palermitana guidati dalle sue parole e dallo sguardo incantato di chi ha visto da vicino il suo lavoro con gli attori, che è ricerca, scoperta e improvvisa rivelazione.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Corale, vivo, nazionalpopolare: il teatro di Serena Sinigaglia | pag. 32</h3>
<p>Predisposizione a lavorare in gruppo, amore per i classici, processo di scavo con gli attori: queste le caratteristiche che hanno segnato in modo più forte il percorso della regista milanese. Trent’anni di spettacoli rigorosi, accessibili a un’ampia comunità e dal forte valore politico.</p>
<p>di Maddalena Giovannelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Storie vere, scarpe e improvvisazione, il processo creativo di Laura Sicignano | pag 33</h3>
<p>di Laura Santini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ferlazzo Natoli, una regista sedotta dalla vita segreta delle parole | pag. 34</h3>
<p>Le fonti d’ispirazione, le letture, il cinema, Pina Baush e soprattutto Ronconi, il passaggio da attrice a regista, il contesto “corale” in cui nascono le sue regie… ecco alcuni dei temi che s’intrecciano nella biografia artistica <span style="font-size: 1rem;">di Lisa Ferlazzo Natoli, regista dai molti talenti e con una segreta vocazione alla scrittura.</span></p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fabiana Iacozzilli: la ricerca biografica per indagare la memoria e il presente | pag. 35</h3>
<p>di Andrea Pocosgnich</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lucia Calamaro, se il titolo è il principio di tutto | pag. 36</h3>
<p>Scrive per e sugli attori, lasciandosi guidare dall’istinto e dall’inconscio. Tensione letteraria e respiro romanzesco caratterizzano le cosmogonie domestiche di Lucia Calamaro, abitate da personaggi logorroici e inerti, a cui dona un raffinato linguaggio quotidiano.</p>
<p>di Sara Chiappori</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La potenza del testo e la forza dell’attore: il teatro politico di Veronica Cruciani | pag. 37</h3>
<p>Dopo gli esordi da attrice, Veronica è passata alla regia, intrecciando lavoro sui classici e sui contemporanei sempre con una grande sensibilità verso temi legati al disagio sociale e individuale. Senza trascurare la pedagogia, ruoli organizzativi e produttivi.</p>
<p>di Graziano Graziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Licia Lanera: l’attrice e il suo doppio alla regia | pag. 38</h3>
<p>Nell’artista pugliese convivono l’attrice vulcanica e la regista riflessiva e rigorosissima che ha visto in Ronconi il suo maestro. Ce lo racconta lei stessa, così come le fasi in cui scandisce il lungo processo creativo di messinscena, a cominciare dall’invenzione della scenografia.</p>
<p>di Nicola Viesti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giorgina Pi: unʼastronauta nello spazio del nostro tempo | pag. 39</h3>
<p>Alla ricerca di storie e di Storia, la regista romana ama cambiare rotta per esplorare nuovi percorsi: dalle drammaturgie di Caryl Churchill e Kae Tempest al mito e alla fantascienza. Grazie anche a un luogo, l’Angelo Mai, e a una compagnia, Bluemotion.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giuliana Musso e Marta Cuscunà due wonderwoman del Nord-Est | pag. 40</h3>
<p>Affini nello stile e nell’habitat di origine, hanno preso strade diverse. Ma al centro, per loro, resta la presa di parola sulla questione femminile, spaziando dalla Resistenza al sesso a pagamento, dagli abusi intrafamigliari alla maternità futuribile.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per le registe italiane il sipario di cristallo resta chiuso | pag. 41</h3>
<p>Non ci sono, in apparenza, ostacoli o limiti che impediscano alle donne di raggiungere posizioni apicali, ma le registe che firmano spettacoli nei teatri di maggior rilievo non arrivano al 20%. Un bias cognitivo ancora da scardinare.</p>
<p>di Amleta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Una nuova generazione da non perdere di vista | pag. 42</h3>
<p>Una ricognizione delle giovani registe in Italia: la scena contemporanea filtrata attraverso le linee di ricerca, le poetiche e le creazioni di alcune delle più significative artiste emerse negli ultimi anni.</p>
<p>di Alice Strazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Monica Nappo: al servizio della storia per una regia aperta, quasi spalancata | pag. 43</h3>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Attrice, drammaturga e regista: tutto insieme appassionatamente | pag. 44</h3>
<p>Uno sguardo trasversale su alcune artiste che praticano un processo creativo poliedrico e sinergico tra scrittura, regia e recitazione: Lucia Calamaro, Lina Prosa, Elena Bucci, Laura Curino, Daria Deflorian, Licia Lanera, Lisa Ferlazzo Natoli e Livia Gionfrida.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Io non ballo da sola: registe tra coppie e collettivi | pag. 46</h3>
<p>Connubi di vita e/o d’arte, ma anche gruppi di ricerca: le donne mostrano la propria predisposizione a condividere idee e progetti, anteponendo l’autenticità e l’efficacia della ricerca artistica alla narcisistica affermazione del proprio ego.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Registe per un teatro ragazzi che racconta, diverte e danza | pag. 48</h3>
<p>Quanti capolavori del teatro ragazzi – creati e diretti da registe – in questo percorso che dagli anni Settanta arriva ai nostri giorni. Diversi i linguaggi, comune l’impegno di ricerca, la capacità di parlare a un pubblico anche di bambini, coinvolgerne lo sguardo, l’immaginazione, metterne in movimento il corpo.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Livia Gionfrida: scrittura e regia, un fertile processo simbiotico</h3>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Essere donna, essere coreografa, generazioni a confronto | pag. 50</h3>
<p>Dagli anni Ottanta del Novecento a oggi, uno sguardo trasversale sulle più significative firme autoriali della danza contemporanea in Italia, dalla “decana” Raffaella Giordano alla giovane Stefania Tansini.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Donne in cerca di guai: registe all’opera | pag. 52</h3>
<p>È un contributo tutto basato sulla ricerca di nuovi equilibri – narrativi, interpretativi, economici –quello proposto dalle registe che frequentano anche la lirica: un fenomeno in crescita e in fermento in cui, negli ultimi tre lustri, spiccano i nomi di Emma Dante e Serena Sinigaglia.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dal teatro al cinema e viceversa attraversando generi e drammaturgie</h3>
<p>di Paola Abenavoli</p>

		</div>
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			<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>Franco Scaldati: lʼeredità del ˮsartoˮ, un teatro sempre contemporaneo | pag. 54</p>
<p>A dieci anni dalla scomparsa, Palermo ricorda il suo drammaturgo con una maratona performativa, con l’edizione del suo corpus drammaturgico, ma soprattutto con il lavoro quotidiano degli artisti che a lui e al suo mondo si rivolgono senza sosta.</p>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chille de la balanza, sognare un teatro capace di cambiare il mondo | pag. 55</p>
<p>Compiono cinquant’anni Chille de la balanza, ovvero Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza, tenacemente convinti di essere un collettivo prima ancora che una compagnia teatrale, perché creare è un’azione fatta insieme e a vantaggio di una comunità.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Mittelyoung a In-Box, il teatro visto con la coda dellʼocchio | pag. 56</h3>
<p>Resta “a margine” la programmazione degli spettacoli che passano da Siena e da Cividale del Friuli, per le due manifestazioni. Spettacoli che costituiscono uno spicchio “laterale” della produzione nazionale ed europea. Eppure questo è tutt’altro che un punto debole.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Processi di ri-generazione per un nuovo teatro, a La Spezia va in scena Tutta la vita davanti | pag. 57</h3>
<p>di Alice Strazzi</p>

		</div>
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			<h2>Critiche</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Spettacoli recensiti nell’ultima parte della stagione teatrale | pag. 58</h3>
<h3>Critiche: Visti in Italia | pag. 83</h3>
<p>di Elena Scolari, Roberto Rizzente, Albarosa Camaldo e Laura Santini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Critiche Danza</h2>
<h3>Ibridazioni futuristiche e corpi politici: le mutevoli forme della danza | pag. 85</h3>
<p>Identità di genere, ricerca interiore, tradizione, contaminazione e ardite sperimentazioni: l’universo internazionale (e non solo), della danza contemporanea da Forsythe a Teshigawara e Sato, dallo spontaneismo di Sciarroni alla danza cantata di Ninarello</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata, Laura Bevione, Natalia Bulboaca, Alice Strazzi, Matteo Brighenti e Carlo Lei</p>
<h2>CRITICHE LIRICA</h2>
<h3>Tira e molla e matrimoni la primavera della lirica | pag. 88</h3>
<p>Oscilla la passione, dal bianco e nero di Livermore ai girotondi di Muscato e agli amori cupi di Kokkos. E poi ancora l’Adamo di Pärt e Wilson, mentre Dante accompagna streghe e principesse e Warlikowski non rinuncia alla politica.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<h3>Dagli States a Firenze, da Londra a Spoleto oltre i confini della geografia e delle arti | pag. 90</h3>
<p>Addio, tra aprile e giugno, a Glenda Jackson, Mario Fratti, Giorgio Ferrara e Francesco Nuti, quattro artisti che hanno saputo spaziare dal teatro al cinema, dall’impegno politico al musical, dalla comicità a incarichi direttivi di istituzioni culturali.</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi, Laura Caparrotti e Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità editoriali | pag. 92</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em>Come una specie di vertigine.</em><br />
<em>Il Nano, Calvino, la libertà</em> | pag. 96</h3>
<p>di Mario Perrotta</p>
<p><em>ex s/Calvino o della libertà</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Società Teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le notizie dal mondo teatrale | pag. 108</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2018</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-gennaio-marzo-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 12:42:44 +0000</pubDate>
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			<p><strong>Vetrina</strong></p>

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			<figure id="attachment_19644" aria-describedby="caption-attachment-19644" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hy-12018_Vetrina_ph-guido_mencari_pisa_teatro_rossi_aperto_gioco_dell_oca-194.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-19644" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hy-12018_Vetrina_ph-guido_mencari_pisa_teatro_rossi_aperto_gioco_dell_oca-194-300x200.jpg" alt="Pisa, Teatro Rossi Aperto (foto: Guido Mencari)" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hy-12018_Vetrina_ph-guido_mencari_pisa_teatro_rossi_aperto_gioco_dell_oca-194-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hy-12018_Vetrina_ph-guido_mencari_pisa_teatro_rossi_aperto_gioco_dell_oca-194-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hy-12018_Vetrina_ph-guido_mencari_pisa_teatro_rossi_aperto_gioco_dell_oca-194-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hy-12018_Vetrina_ph-guido_mencari_pisa_teatro_rossi_aperto_gioco_dell_oca-194-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hy-12018_Vetrina_ph-guido_mencari_pisa_teatro_rossi_aperto_gioco_dell_oca-194.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19644" class="wp-caption-text">Pisa, Teatro Rossi Aperto (foto: Guido Mencari)</figcaption></figure>

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			<p><strong>L&#8217;eredità di Eugenio:</strong><br />
<strong>una nuova casa per le sue marionette | pag. 2</strong></p>
<p>Una gioia e un grande dolore per la Compagnia Marionettistica Carlo Colla &amp; Figli: l’ingresso<br />
nella nuova sede all’ex Ansaldo, dove prenderà vita anche il Museo del Teatro di Figura,<br />
e la scomparsa di Eugenio Monti Colla, il padre (ri)fondatore dell’<em>ensemble </em>noto in tutto il mondo.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p><strong>La Milano del Verziere</strong><br />
<strong>tra </strong><strong><em>ligera </em></strong><strong>e gioco d’azzardo | pag. 3</strong></p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p><strong>Francesca Benedetti,</strong><br />
<strong>corpo a corpo con l&#8217;attrice | pag. 4</strong></p>
<p>A Modena, per la tredicesima edizione del Premio Virgina Reiter, la <em>lectio magistralis</em><br />
di una delle più “cromatiche” interpreti della scena italiana, che di sé dice:<br />
«Da Orazio Costa a Federico Tiezzi, ne ho fatte di tutti i colori».</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p><strong>A Roberta Caronia, il tredicesimo Premio Virginia Reiter | pag. 5</strong><br />
di Roberto Canziani</p>
<p><strong>La riconversione di San Giovanni,</strong><br />
<strong>quando il teatro è una terapia sociale | pag. 6</strong></p>
<p>Sala Ichòs, Nest, Beggar’s Theatre sono solo alcune delle esperienze nate<br />
nella periferia est di Napoli. Esempi di riqualificazione urbana che diviene<br />
trasformazione sociale e resistenza al degrado.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p><strong>Pisa, è un bene comune</strong><br />
<strong>il Teatro Rossi Aperto | pag. 7</strong></p>
<p>Cinque anni di trattative con le istituzioni non sono bastati a garantire un futuro certo<br />
al Teatro Rossi, edificio storico di proprietà demaniale che un’Associazione di “lavoratori<br />
della cultura” precari si ostina a sottrarre all’abbandono. In attesa che chi può decida.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p><strong>Torino: cambi al vertice</strong><br />
<strong>nel nome della piemontesità | pag. 8</strong></p>
<p>Molti gli avvicendamenti alla direzione delle istituzioni teatrali piemontesi: Valerio Binasco,<br />
Anna Cremonini, Valter Malosti, Matteo Negrin&#8230; Ma i nomi nuovi sapranno<br />
anche portare aria nuova nella scena cittadina e regionale?</p>
<p>di Laura Bevione</p>

		</div>
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			<p><strong>TEATROMONDO</strong></p>

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			<figure id="attachment_19646" aria-describedby="caption-attachment-19646" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-19646" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu-300x200.jpg" alt="Hystrio 12018_Mondo_Clockwork orange 1 (c) Nicu Cherciu" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Clockwork-orange-1-c-Nicu-Cherciu.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19646" class="wp-caption-text">Clockword orange (foto: Nicu Cherciu).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_19645" aria-describedby="caption-attachment-19645" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19645" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1-300x200.jpg" alt="Hystrio 12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Hystrio-12018_Mondo_Bitef_I-m-not-ashamed-of-my-comunist-past_6143-1.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19645" class="wp-caption-text">I&#8217;m not ashamed of my comunist past, Bitef Festival.</figcaption></figure>

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			<p><strong>Lugano, Fit Festival 2017</strong><br />
<strong> quando il teatro non fa lo struzzo | pag. 9</strong><br />
Si interroga sul rinnovato rapporto tra politica e arti performative il festival svizzero.<br />
E se vengono meno gli approfondimenti tematici su questioni di attualità, si riflette<br />
sulle potenzialità politiche dei linguaggi e sul rapporto tra individuo e società.<br />
di Maddalena Giovannelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bitef, viaggio epico</strong><br />
<strong> nel cuore dei Balcani | pag. 10</strong><br />
La Serbia, cuore di una ex Jugoslavia inquieta e multiforme, è luogo di transito di culture<br />
diverse che s’incrociano nei numerosi festival presenti, da Belgrado a Novi Sad. Primo<br />
fra tutti il Bitef, che quest’anno ha ospitato Jan Fabre, i Forced Entertainment e Jernej Lorenci.<br />
di Franco Ungaro</p>
<p><strong>Oliver Frljić, la politica prima di tutto | pag. 12</strong><br />
La messa in discussione delle norme sociali, la lotta alla censura, la rielaborazione<br />
critica del pensiero di Brecht e Artaud, la destrutturazione della violenza<br />
e della forma-documentario: il teatro politico secondo il più radicale dei registi bosniaci.<br />
di Roberto Rizzente</p>
<p>MILANO/ZONA K<br />
<strong>Contro il sistema dell’oppressione: quando la violenza non genera catarsi | pag. 12</strong><br />
di Francesca Serrazanetti</p>
<p><strong>Dalla Macedonia all&#8217;Europa,</strong><br />
<strong> i frutti di un&#8217;identità meticcia | pag. 14</strong><br />
Macedonia, ex Jugoslavia: mentre il Paese va in cerca del proprio posto nel mondo, il teatro fa la sua parte, intersecando culture, aprendo i confini, cercando sinergie. Per sperimentare nuovi linguaggi scenici, dimenticare la retorica della memoria e guardare il presente, costruendo il futuro.<br />
di Franco Ungaro</p>
<p><strong>Vienna, dalla cronaca alla scena</strong><br />
<strong> le inquietudini contemporanee | pag. 16</strong><br />
Terrorismo, inquinamento, guerre: è un esordio all’insegna delle paure quello della stagione<br />
teatrale viennese. Dalle riletture dei classici greci alle nuove drammaturgie di Robert Shenkkan,<br />
Daniel Kehlmann e Alexandra Badea si avvicendano in scena prove aperte di politica sociale.<br />
di Irina Wolf</p>
<p><strong>Fra estremismi e autoanalisi,</strong><br />
<strong> il teatro romeno verso nuovi orizzonti | pag. 18</strong><br />
Un frenetico susseguirsi di festival ha caratterizzato il mese di ottobre in Romania: da Iași<br />
a Bucarest linguaggi e toni differenti hanno raccontato la contemporaneità, toccando<br />
temi come emigrazione e senso dell’Europa, violenza e integrazione delle diversità.<br />
di Irina Wolf</p>
<p><strong>Mosca e San Pietroburgo,</strong><br />
<strong>i grandi classici si addicono ai russi | pag. 21</strong><br />
Sofocle, Molière, Dostoevskij: i russi amano rileggere il teatro d’autore. E se Tuminas<br />
stupisce con il suo Edipo re, Christophe Rauck dirige l’ensemble del Fomenko<br />
in Molière, mentre Valerij Fokin porta in scena un enorme coccodrillo.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<p><strong>Sirenos, fra passato e presente</strong><br />
<strong>dove si accendono i conflitti | pag. 22</strong><br />
Maschile e femminile, amore e violenza, maschere e volti&#8230; gli spettacoli del festival lituano<br />
di Vilnius si muovono quest’anno in zone limitrofe della geografia umana e del nostro tempo,<br />
dove gli estremi si toccano, si congiungono o implodono.<br />
di Laura Caretti</p>
<p><strong>BANDI PREMIO HYSTRIO 2018 | pag. 24</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><strong>HUMOUR</strong></p>
<p>G(L)OSSIP | pag. 26</p>
<p><strong>Memories are made of this</strong></p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>DOSSIER</strong></h2>
<h3>Buon compleanno, Hystrio! 1988-2018</h3>
<p>a cura di Claudia Cannella</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<figure id="attachment_19643" aria-describedby="caption-attachment-19643" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19643" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head-300x165.jpg" alt="Cover Hystrio 1.2018 - disegno di Chiara Dattola" width="300" height="165" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head-300x165.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head-768x422.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head-600x330.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head-160x88.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/01/Cover-Hystrio-12018_head.jpg 840w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-19643" class="wp-caption-text">Dettaglio della copertina di Hystrio n.1.2018 disegnata da Chiara Dattola.</figcaption></figure>

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			<p><strong>Trent&#8217;anni di teatro<br />
dalla scena alla pagina scritta | pag. 28</strong><br />
Nata nel 1988 dall&#8217;intuizione di Ugo Ronfani, Hystrio, unica rivista cartacea di teatro e spettacolo nel panorama editoriale del nostro Paese, compie trent&#8217;anni. Il segreto? Uno sguardo curioso e aperto sulla scena italiana e straniera in tutte le sue possibili declinazioni, passione e determinazione da parte di coloro che, ogni tre mesi, contribuiscono alla sua realizzazione.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<p><strong>Il Premio Hystrio, dai giovani ai big<br />
una festa per il teatro | pag. 29</strong><br />
di Ilaria Angelone</p>
<p><strong><br />
I Dossier di Hystrio | pag. 30<br />
Autori e drammaturgie: la carica dei 175 | pag. 31</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1988-1990, Vasiliev, Strehler<br />
e la crisi del teatro italiano | pag. 32</strong><br />
di Andrea Bisicchia</p>
<p><strong><br />
1991-1993,<br />
Goldoni nostro contemporaneo | pag. 34</strong><br />
di Giuseppe Liotta</p>
<p><strong><br />
1994-1996, in attesa del Ministero<br />
il teatro sbarca sul web | pag. 36</strong><br />
di Francesco Tei</p>
<p><strong>Web e social: Hystrio pensa (anche) in digitale | pag. 39</strong><br />
di Ilaria Angelone</p>
<p><strong><br />
1997-1999, cambi della guardia<br />
sulla scena e sulla carta | pag. 40</strong><br />
di Laura Caretti</p>
<p><strong>2000-2002, colpi da maestri<br />
dai grandi classici all&#8217;eternità | pag. 42</strong><br />
di Sara Chiappori</p>
<p><strong>2003-2005, i grandi del &#8216;900<br />
tra passato e futuro | pag. 44</strong><br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p><strong>Illustratori, pittori e scenografi<br />
tutti i colori delle copertine di Hystrio | pag. 47</strong><br />
di Renzo Francabandera</p>
<p><strong>2006-2008, scritture plurali<br />
per sguardi molteplici e aperti | pag. 48</strong><br />
di Nicola Viesti</p>
<p><strong>2009-2011, le lingue del teatro<br />
dalla Sicilia agli States | pag. 50</strong><br />
di Stefania Maraucci</p>
<p><strong>2012-2014,</strong><br />
<strong>quattro passi fra la realtà | pag. 52</strong><br />
di Roberto Rizzente</p>
<p><strong>2015-2017,</strong><br />
<strong>dal regista all&#8217;algoritmo | pag. 54</strong><br />
di Diego Vincenti</p>
<p><strong>I Seminari di Hystrio:</strong><br />
<strong>nella formazione, la chiave per crescere | pag. 57</strong><br />
di Ilaria Angelone</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>TEATRO DI FIGURA</strong></p>
<p><strong>Dai burattini alle ombre</strong><br />
<strong>emozioni d&#8217;autunno | pag. 58</strong><br />
Arrivano dal Mare! e Incanti hanno illuminato la scena del teatro di figura.<br />
Ospiti italiani e stranieri, spettacoli, nuove produzioni, incontri e premi<br />
per mostrare il meglio della creatività del settore.<br />
di Mario Bianchi</p>
<p><strong>Infanzia e adolescenza,</strong><br />
<strong>quando le paure si superano in scena | pag. 60</strong><br />
Gli appuntamenti d’autunno col teatro ragazzi: da Y Generation, dedicato alla danza,<br />
giunto alla seconda edizione, a Segni d’Infanzia, storico festival lombardo, senza<br />
dimenticare Trallallero, la giovane novità proveniente dal Friuli.<br />
di Mario Bianchi</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><strong>NATI IERI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Generazione Scenario 2017</strong><br />
<strong>un quartetto da tenere d’occhio | pag. 61</strong></p>
<p>I protagonisti della giovane scena/53: tra Bologna e Casalecchio di Reno hanno debuttato,<br />
in forma di spettacoli compiuti, i quattro studi premiati a Santarcangelo lo scorso luglio.<br />
Protagonisti Valentina Dal Mas, Shebbab Met Project, Barbara Berti e The Baby Walk.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Critiche</strong> | pag. 62</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Danza</strong> | pag. 92</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lirica</strong> | pag. 96</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Testi</strong> | pag. 99</p>
<p><em><strong>Mio Eroe</strong></em> di Giuliana Musso, Premio Hystrio alla Drammaturgia 2017</p>
<p><a href="http://www.hystrio.it/testo/mio-eroe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LEGGI LA SCHEDA DEL TESTO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Biblioteca</strong> | pag. 108</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La società teatrale</strong> | pag. 112</p>
<p><strong>Argano: il DDL, alla ricerca della stabilità perduta<br />
</strong></p>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</section><p>The post <a href="https://www.hystrio.it/numero/numero-1-gennaio-marzo-2018/">Numero 1 di gennaio-marzo 2018</a> first appeared on <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.hystrio.it/numero/numero-1-gennaio-marzo-2018/">Numero 1 di gennaio-marzo 2018</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p>
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