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	<title>Elisa Guzzo Vaccarino - HYSTRIO</title>
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	<title>Elisa Guzzo Vaccarino - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 3 di luglio-settembre 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 18:22:38 +0000</pubDate>
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			<p>È disponibile Hystrio 3.2026, con un <strong>Dossier</strong> dedicato alle <strong>Coreografe donne italiane</strong>, il programma di Hystrio Festival 2026, gli approfondimenti su artisti e giovani autori, le corrispondenze dal mondo, gli anniversari, il testo <em>Rette parallele sono l’amore e la</em> <em>morte</em> di Oscar De Summa, e le rubriche dedicate alle recensioni, ai libri e alle notizie dal mondo teatrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hystrio Festival 2026, il programma della quinta edizione | pag. 2</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scritture di Scena in tournée, drammaturgia under 35 alla prova | pag. 4</h3>
<p>Tre Teatri Nazionali e due Teatri delle Città hanno ospitato per la prima volta letture sceniche di testi scelti tra i finalisti del nostro premio. Un’occasione unica, di crescita e di visibilità, per gli autori e le autrici sui palcoscenici di Torino, Bologna, Napoli, Firenze e Bolzano.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Anagoor: in Germania una linfa di vitale creatività | pag. 6</h3>
<p>La compagnia veneta collabora stabilmente da una decina di anni con il Theater an der Ruhr di Mülheim: una progettualità condivisa con una realtà vitale e cosmopolita che, fra l’altro, ha offerto una sponda fertile durante il complesso periodo pandemico.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>C.Re.A., intersezioni multidisciplinari in fertile dialogo con il territorio | pag. 7</h3>
<p>Dracma Teatro e Teatro del Carro guideranno il primo Centro di Residenza della Calabria: dopo anni di pratica “sul campo”, un progetto riconosciuto per connettere artisti e comunità locali, incrociando pratiche ed esperienze.</p>
<p>di Paola Abenavoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Radicondoli oltre l’Estate, metamorfosi di un festival | pag. 8</h3>
<p>Riferimento dell’avanguardia negli anni Novanta, il festival toscano nato nel 1986 si è trasformato nel tempo alla ricerca di una nuova identità. Al centro, la parola scritta e recitata e la pluralità dei linguaggi, con particolare attenzione alla musica.</p>
<p>di Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Trent’anni fra orti e campi di grano, il teatro nel podere delle Ariette | pag. 9</h3>
<p>La compagnia fondata da Paola Berselli, Stefano Pasquini e Maurizio Ferraresi festeggia i suoi primi tre decenni di teatro militante e irriducibile a mode e condizionamenti, alla costante ricerca di una condivisione autentica di emozioni e pensieri con gli spettatori.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alle Festwochen, in cerca di nuovi dèi, Vienna palcoscenico del mondo possibile | pag. 10</h3>
<p>Il festival viennese celebra 75 edizioni, le ultime tre dirette da Milo Rau che confeziona un programma incentrato su una visione fermamente critica del presente, interrogando i miti del passato per immaginare una nuova possibilità di salvezza per l’umanità</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se l’Europa è in stato di allarme, a Budapest il teatro costruisce ponti | pag. 12</h3>
<p>Il Mitem raccoglie ogni anno in Ungheria produzioni internazionali che combinano classici e contemporanei, prediligendo la sperimentazione dei linguaggi e lo sguardo non omologato sul presente, sottoposto ad analisi tutt’altro che consolatorie.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PODGORICA | Il Montenegro tra passato e presente, una vetrina del teatro nazionale | pag. 13</h3>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Skopje Dance Platform: Dioniso è vivo e pulsante | pag. 14</h3>
<p>Un affondo sulla vivace scena coreografica della Macedonia del Nord attraverso i lavori presentati a Skopje e l’assegnazione del Menada Award 2026. Una conferma del fermento culturale di una città snodo di identità multiple e stratificate.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lugano Dance Project: come declinare l’eredità | pag. 15</h3>
<p>Il festival biennale, promosso dal Lac e giunto alla sua terza e ultima edizione, ha avuto come tema portante il binomio danza ed eredità, trasformando i corpi in archivio vivente della memoria nei lavori di Meryl Tankard, Trajal Harrel, Yasmine Hugonnet, Camilla Parini e Kyle Abraham.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Parigi, con l’ascesa degli autoritarismi la storia torna in scena da maestra | pag. 16</h3>
<p>Due folgoranti spettacoli, diretti da Ariane Mnouchkine (al Théâtre du Soleil) e da Jean Bellorini (al Vieux-Colombier), sull’Europa degli anni dal 1918 al 1938, illuminano, come lo sguardo dell’Angelus Novus, le agghiaccianti radici del presente.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pierfrancesco Pisani, ovvero il teatro come impresa | pag. 17</h3>
<p>Un mestiere poco valorizzato in Italia, quello del produttore teatrale, che Pisani rivendica e sostiene come forma di indipendenza dalle logiche pubbliche dello spettacolo dal vivo, capace di unire sperimentazione, innovazione e resa economica.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR | l’ange du foyer</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mirandalina, il Diavolo veste Goldoni | pag. 18</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Coreografe, donne, italiane | pag. 19</h3>
<p>a cura di Laura Bevione e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Donne portatrici di elementi eversivi nella danza: il riscatto delle figure femminili | pag. 20</h3>
<p>Autorevole studiosa, tra i fondatori della Storia della Danza all’interno dell’Università italiana, da lei insegnata dal 1992 al 2009 all’Alma Mater di Bologna, Eugenia Casini Ropa con le sue ricerche ha fatto luce sul rapporto tra donne e arte del corpo in movimento.</p>
<p>di Eugenia Casini Ropa e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Susanna Egri: cento anni di vita dedicati alla danza | pag. 22</h3>
<p>Ballerina, coreografa e insegnante, classe 1926, è stata la prima a portare la danza nella neonata televisione italiana e, collaborando con l’Unesco, nel mondo. Ormai centenaria, continua a promuovere questi valori come Presidente della Fondazione Egri per la Danza.</p>
<p>di Susanna Egri e Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danza, singolare femminile: il “divenire donna“ dell’arte coreutica | pag. 24</h3>
<p>Il ruolo fondamentale delle donne nella definizione di fisionomia e regole della danza, fin dal modernismo. Una centralità che, oggi, si confronta con le mutazioni in essere di una società “fluida” in cui il “femminile” diviene sguardo felicemente generativo, al di là del genere.</p>
<p>di Roberto Giambrone</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Progetto RIC.CI: la memoria delle donne | pag. 26</h3>
<p>«Mettiamo in moto la memoria» è il leitmotiv del Progetto RIC.CI (Reconstruction Italian Contemporary Choreography) di Marinella Guatterini. Dal 2011 al 2025, ha dato risalto alla danza italiana degli anni Ottanta e Novanta, ricostruendo coreografie esemplari dimenticate.</p>
<p>di Marinella Guatterini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cristina Kristal Rizzo e la coreografia della durata | pag. 28</h3>
<p>Rigorosa e analitica, positivamente concettuale: la coreografa e performer toscana è autrice di “danze fuori-testo” sul fluire del tempo, di cui evidenzia la durata. Una pratica del corpo che diviene pratica filosofica.</p>
<p>di Stefano Tomassini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Michela Lucenti: danza, genere e sguardo critico sulla polis | pag. 29</h3>
<p>Una riflessione sulla nozione di femminile nella coreografia contemporanea: dalla nascita di Balletto Civile alla centralità del corpo, un percorso artistico che intreccia dimensione politica, collettività e un’inesausta tensione alla ridefinizione dei codici scenici.</p>
<p>di Michela Lucenti e Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Antonella Bertoni: l’anima femminile e filosofica di Abbondanza/Bertoni | pag. 30</h3>
<p>Ginnasta e poi danzatrice formatasi con Carolyn Carlson, continua a calcare i palcoscenici, ma oggi si dedica principalmente alla creazione, lavorando con danzatrici-autrici e proseguendo con estremo rigore una personale indagine sul femminile.</p>
<p>di Rossella Battisti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Donne che lavorano nella loro isola: il Collettivo SicilyMade | pag 31</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La “Pavlova italiana”: Raffaella Giordano tra presenza e passaggio generazionale | pag. 32</h3>
<p>Figura tra le più rappresentative della danza contemporanea italiana, già membro dello storico collettivo Sosta Palmizi, da lei rifondato insieme a Giorgio Rossi con un nuovo assetto, la danzatrice-coreografa continua la sua parabola artistica grazie alla trasmissione alle nuove generazioni.</p>
<p>di Alessandro Pontremoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Italiane sì ma affermate all’estero: sono le “Artiste del Corpo in Performance” | pag. 34</h3>
<p>Di loro non si parla molto nel nostro Bel Paese ma da più di settant’anni queste artiste sviluppano all’estero la loro creatività, sperimentando forme originali e innovative. Ecco un catalogo ragionato dei nomi più significativi.</p>
<p>di Elisa Guzzo Vaccarino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Silvia Gribaudi: la forza della gravità, l’elogio dell’imperfezione | pag. 36</h3>
<p>Torinese e cinquantenne. Alla bellezza omologata dei corpi classici, Gribaudi oppone la forza di corpi politici, gioiosamente non-conformi, chiedendo anche una partecipazione attiva del pubblico.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La determinazione delle artistƏ con disabilità: un corpo politico che fa della fragilità un’arte | pag. 37</h3>
<p>Chiara Bersani, performer, coreografa e attivista, ha conquistato fama internazionale grazie alla sua poetica, che trasforma la vulnerabilità in potenza; e ora è fra le portavoce dell’associazione Al.Di.Qua.Artists.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Claudia Castellucci e le genealogie della caverna | pag. 38</h3>
<p>Unico il percorso della coreografa cesenate, contraddistinto da una profonda vocazione pedagogica – testimoniata dalla fitta schiera di suoi “alumni”, divenuti solidi autori con percorsi autonomi – e da una visione filosofico-esoterica di rigoroso simbolismo.</p>
<p>di Fabio Acca</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danza contemporanea “ricombinata”: la visione di Monia Mattioli | pag. 39</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La danza come pratica di ascolto: Pennini e l’esperienza di CollettivO CineticO | pag. 40</h3>
<p>Una vocazione precocissima e un approccio non convenzionale alla danza: la coreografa e danzatrice ferrarese intende l’arte come dialogo e relazione: un fertile incontro di energie e di sguardi.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>“Roma coreografa“: due maestre al centro della mappa dell’Urbe | pag. 41</h3>
<p>Da Adriana Borriello a Silvia Rampelli, la scena romana si contraddistingue per una precipua e densa vitalità, intessuta di ricerca in territori tutt’altro che frequentati e da sperimentazioni originali, portate avanti anche dalle donne di Chiasma.</p>
<p>di Carlo Lei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Baby Boomers, Gen X, Millennials, Zoomers: approcci e innovazioni di diverse generazioni | pag. 42</h3>
<p>Ambiti e stili diversi animano un’ampia costellazione di coreografe italiane. Attive dalla fine degli anni Novanta sino ai nostri giorni, dall’hip hop al digitale, il loro approccio ha generato un “sistema di coesistenze” varie e accattivanti.</p>
<p>di Alice Strazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rigore e radicalità: la ricerca coreografica secondo Simona Bertozzi | pag. 43</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In limine: storie di intersezioni tra danza e opera lirica | pag. 44</h3>
<p>In un panorama dominato dalle collaborazioni tra coreografe e registi dediti al melodramma, spicca la figura di Monica Casadei, eroina in bilico tra due mondi, la danza e la lirica: Rossini, Verdi e Puccini i suoi autori d’elezione.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le tipe della tap dance: coreografe nel mondo del musical | pag. 45</h3>
<p>Orfano di coreografi maschi, il musical italiano vede il quasi assoluto monopolio delle coreografe, molte delle quali formatesi con la britannica Gillian Bruce, vero motore di questa fertile e importante virata femminile nel Bel Paese.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>

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			<h2>TEATRO RAGAZZI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La Puglia che incanta i ragazzi, quando il teatro coltiva il futuro | pag. 46</h3>
<p>Fiabe civili, avventure, teatro di figura e rivoluzioni gentili: viaggio tra le compagnie che hanno trasformato il teatro ragazzi in un laboratorio vivo della scena contemporanea.</p>
<p>di Vincenzo Sardelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Critiche</h2>
<p>Le recensioni dell’ultima parte della stagione | pag. 48</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sfidare il reale per mostrare il possibile: Milano crocevia del teatro europeo | pag. 48</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La seconda edizione di LIFE Festival, nuove narrazioni politiche transmediali | pag. 50</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alle radici delle identità molteplici i teatri del mondo di scena alla Biennale | pag. 58</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Primavera dei Teatri 2026: a Castrovillari un viaggio nei nuovi linguaggi | pag. 69</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Siracusa: Alcesti, Antigone e le guerre, eroine e sconfitti della contemporaneità | pag. 73</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Critiche | Visti in Italia</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scritture contemporanee, da Lugano al Messico: percorsi intimi, riflessioni sul tempo e sul limite | pag. 74</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Critiche | Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Geografie del corpo e dell’immaginario, da Torino a Catania, tra mito e comunità | pag. 76</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Critiche | Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Verdi a Bizet, da Puccini a Debussy: visioni labirintiche e mondi simbolici | pag. 79</h3>

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			<h2>DRAMMATURGIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giulia Bartolini e Jacopo Giacomoni: scrivere il corpo, abitare il silenzio | pag. 82</h3>
<p>Autori fra i più solidi della nuova generazione, i due drammaturghi condividono un’idea alta del proprio ruolo creativo: dare forma alla parola viva, parlata, capace di costruire relazioni e di tacere quando è il momento.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rette parallele sono l&#8217;amore e la morte</h3>
<p>di Oscar De Summa | pag. 84</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità dell’editoria teatrale | pag. 96</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tutta l’attualità nel mondo teatrale | pag. 100</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2022</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2022 17:15:06 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>

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			<h3>Verde, bianca e gialla,<br />
lʼItalia ai tempi del Green Pass | pag. 2</h3>
<p>Scintille di fiducia a cui seguono rallentamenti, frenate, cambi di direzione.<br />
In questa nuova stagione teatrale all’insegna della pandemia continuano a convivere<br />
normalità ed emergenza. E intanto parte il nuovo triennio ministeriale.</p>
<p>di Ilaria Angelone, Valeria Brizzi e Arianna Lomolino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per grazia ricevuta: figli dʼarte si nasce,<br />
si diventa, e&#8230; ci sʼinventa | pag. 4</h3>
<p>Dai De Filippo ai più giovani Gassmann, Lavia, Sbragia e Siravo, il fenomeno<br />
delle dinastie artistiche in Italia, figlie del capocomicato novecentesco come<br />
del milieu vissuto, annovera numerosi casi, assai differenti per gli esiti raggiunti.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un teatro popolare e di ricerca<br />
fra le colline dell&#8217;astigiano | pag. 6</h3>
<p>Con un debito di riconoscenza per Luciano Nattino, il Teatro degli Acerbi coltiva la propria<br />
visione poetica orientata all’azione sul territorio. Un teatro che affonda le proprie radici<br />
nel legame con la natura e con il lavoro campestre, nella dimensione epica, nella comunità.</p>
<p>di Matteo Tamborrino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La sfida futuristica<br />
delle Residenze Digitali | pag. 7</h3>
<p>Un progetto che rappresenta un modello di collaborazione virtuosa tra realtà produttive<br />
teatrali. Lo scopo? Continuare a sperimentare per allargare l’orizzonte creativo,<br />
mettendo al centro la rivoluzione digitale di cui siamo protagonisti.</p>
<p>di Arianna Lomolino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lo spettatore, diritti  doveri<br />
in bilico tra emergenza e ripartenza | pag. 8</h3>
<p>Due anni di protocolli sanitari e la riduzione fino a zero degli eventi dal vivo ne hanno<br />
minimizzato il ruolo. Un flusso di iniziative adesso lo rivendica. Oltre alla Casa (romana)<br />
e al Festival dello Spettatore di Pistoia, ecco un Manifesto, una Carta e un Sindacato.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lʼarte marziale del Teatro dei Borgia,<br />
fare teatro dʼarte in ambito politico | pag. 9</h3>
<p>Dalla trilogia sulla Città dei Miti al prossimo progetto sul lavoro, la ricerca<br />
di Elena Cotugno e Giampiero Borgia sceglie di porsi in dialogo con la polis,<br />
provando a modificarne dinamiche sociali e di classe, evidenziandone gli snodi critici.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Palermo, uno Spazio Franco<br />
dove sostenere artisti e compagnie | pag. 10</h3>
<p>La compagnia Babel Crew ricostruisce un padiglione nell’area della Zisa, lo attrezza<br />
come spazio teatrale e dal 2018 ospita compagnie da tutta Italia. Una stagione, certo,<br />
ma soprattutto una casa e una rete di servizi organizzativi indispensabili al lavoro degli artisti.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tradizione e tradimento: Meridiano Zero<br />
e le piccole tragedie quotidiane | pag. 11</h3>
<p>Dalle scritture originali al lavoro con i detenuti nel carcere di Livorno, alla rassegna<br />
di teatro a Sassari, Meridiano Zero conduce la propria indagine sul quotidiano,<br />
confrontandosi con i topoi della cultura popolare e mettendoli in discussione.</p>
<p>di Rossella Porcheddu</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Hystrio i Bandi 2022 | pag. 12</h3>

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			<h2>ANNIVERSARI</h2>

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			<h3>Lʼinfinita eredità di Pasolini<br />
e la memoria corta dei nostri tempi | pag. 14</h3>
<p>A distanza di cento anni dalla nascita dell’autore friulano, la sua voce<br />
non è mai stata tanto importante: continuare a portarlo in scena significa<br />
anche ricordarci la grandezza dell’intellettuale e del regista.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La rivoluzione mancata<br />
del teatro british ˮpost-Covidˮ | pag. 16</h3>
<p>Nella rincorsa al recupero del “tempo perduto” della pandemia, i teatri londinesi<br />
sembrano più attenti agli incassi che alle proposte artistiche. Il ritorno in sala<br />
viene inoltre frenato dalla possibilità di assistere online alle recite.</p>
<p>di Jacopo Panizza</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Berlino riprende il filo del discorso,<br />
tra iperrealismo e denuncia politica | pag. 18</h3>
<p>In autunno, nella capitale tedesca ancora lontana dall’impennata dei contagi, René Pollesch<br />
ha presentato alla Volksbühne il suo ultimo lavoro, mentre al Find Festival, in programma<br />
alla Schaubühne, spiccavano gli spettacoli di Alexander Zeldin e Kirill Serebrennikov.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>AL LAC DI LUGANO<br />
Tra conferenza e autobiografia Sergio Blanco celebra l’amore | pag. 19</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vienna, stagioni teatrali in sordina<br />
all&#8217;ombra della quarta ondata | pag. 20</h3>
<p>Si va a teatro senza mascherina, nella capitale austriaca, riempiendo le sale al 100%<br />
ma solo se si è vaccinati e con tampone negativo. Così, malgrado l’alta qualità<br />
degli spettacoli in cartellone, gli spettatori latitano ancora…</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ariane Mnouchkine ci traghetta<br />
sull‘Île d‘or del suo immaginario | pag. 22</h3>
<p>Doveva essere un viaggio in Giappone che, reso impossibile dal lockdown,<br />
è diventato L’Île d’or del Théâtre du Soleil, un luogo di resistenza, un’opera<br />
collettiva in cui il teatro ritrova tutta la sua necessaria forza creatrice.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>New York, se La casa di carta<br />
diventa esperienza immersiva | pag. 23</h3>
<p>Entra in scena Netflix. Il colosso della tv on demand si cimenta nella produzione<br />
di esperienze di teatro interattivo. Il grande evento è Money Heist: the Experience,<br />
ispirato alla celeberrima serie, dove il pubblico entra a far parte della banda.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>humour</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>G(L)OSSIP<br />
S/ballando con le stelle<br />
coiffeur pour tous | pag. 24</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La nuova scena della danza italiana | pag. 25</strong></h3>
<p>a cura di Laura Bevione e Lorenzo Conti</p>

		</div>
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			<h3>Nominare il cambiamento:<br />
frammenti di un discorso sulla danza in Italia | pag. 26</h3>
<p>Un excursus approfondito su buone pratiche e criticità della danza contemporanea italiana:<br />
definizioni fluide, nuovi formati, educazione professionale e promozione presso il grande pubblico<br />
sono ancora incerte come le risorse destinate al settore. La questione culturale non è risolta,<br />
ma i programmatori e gli artisti diventano co-curatori creativi e inclusivi.</p>
<p>di Alessandro Pontremoli e Lorenzo Conti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Visibile e invisibile, materiale e immateriale:<br />
il ruolo multiforme della drammaturgia | pag. 29</h3>
<p>Una riflessione sulla funzione drammaturgica nella coreografia, risultato della raccolta di scritture<br />
di alcune coreografe che, nel corso delle diverse edizioni, hanno incrociato i propri percorsi<br />
nel contesto di Ricerca X, luogo dedicato alla ricerca artistica nella danza.</p>
<p>di Elisabetta Consonni, Elisa D’Amico, Erika Di Crescenzo, Sara Manente, Annika Pannitto,<br />
Ambra Pittoni, Alice Ruggero ed Elisa Turco Liveri</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Appunti per una lettura coreografica<br />
della scena italiana del terzo millennio | pag. 30</h3>
<p>Se dagli anni Zero, la danza italiana d’autore si configura sempre più come territorio “anfibio”<br />
e di confine tra le arti sceniche, gli anni Dieci segnano l’incipit di una “quarta” generazione<br />
di autori e autrici che rilancia un nuovo modo di intendere la coreografia e le relazioni tra i corpi.</p>
<p>di Fabio Acca</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I ˮcorpi celestiˮ<br />
di Sciarroni, Bersani e D‘Agostin | pag. 32</h3>
<p>Dal 2007 un’atipica catena di triangolazioni lega a filo doppio i nomi e i corpi di Sciarroni, Bersani<br />
e D’Agostin, che molto hanno rivoluzionato, nei percorsi individuali come nelle contaminazioni<br />
reciproche, la scena italiana e internazionale, sempre in fuga da ogni pretesa di categorizzazione.</p>
<p>di Alessandro Iachino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Silvia Gribaudi: «Ridete pure. Attenti però<br />
che non c&#8217;è proprio niente da ridere» | pag. 34</h3>
<p>Intervista alla coreografa che lavora sullo humour sfidando con coraggio i canoni<br />
di perfezione e bellezza: «Divertimento, intrattenimento, animazione. Sono parole<br />
di cui possiamo cambiare il senso. La intendo come ricerca del pop contemporaneo».</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nei territori della giovane danza dʼautore:<br />
nuove pratiche e modalità di impegno politico | pag. 35</h3>
<p>Fenomeno che si sviluppa soprattutto in Italia a partire dagli anni Ottanta, la danza d’autore<br />
del nuovo millennio non ha ancora esaurito la sua carica eversiva. Tra formati ibridi e ricerca<br />
coreografica, luci accese su ecologia, iperconnessione, potere e decolonizzazione.</p>
<p>di Francesca Giuliani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alfabeti, codici, cartografie:<br />
un dispositivo tra regola e imprevisto | pag. 36</h3>
<p>Gli anni Dieci del XXI secolo sono segnati dalla ricerca artistica di coreografi e coreografe le cui creazioni originali danno vita a una molteplicità di formati e di esperienze spettatoriali inedite. La danza abbandona la scatola ottica del teatro per farsi metodo, gioco e spazio.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A proposito della parità di genere:<br />
questione femminile o maschile? | pag. 38</h3>
<p>Le donne dirigono festival e centri di residenza, sono artiste serie e innovative e studiose di chiara fama, ma ancora vengono escluse da posizioni apicali e, in alcuni casi, paiono aver dimenticato quella che potrebbe essere una fertile solidarietà femminile.</p>
<p>di Elisa Guzzo Vaccarino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dove abita la danza:<br />
un paesaggio vivo e variegato | pag. 40</h3>
<p>Centri di residenza, case della danza, teatri e una miriade di eterogenee realtà medio-piccole<br />
punteggiano da Nord a Sud la penisola, tratteggiando una mappa composita e vitale,<br />
fra stimolo alla creazione e attenzione alla formazione del pubblico.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’importanza di mettersi in rete | pag. 41</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La danza contemporanea in mostra:<br />
mappa ragionata dellʼItalia dei festival | pag. 42</h3>
<p>Le rassegne, le reti, le vetrine disegnano un paesaggio composito e vitale, testimoniando<br />
l’esistenza di una realtà creativa e innovativa, capace tanto di stimolare la sperimentazione<br />
drammaturgico-coreografica quanto di accrescere l’interesse del pubblico.</p>
<p>di Lucia Medri</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Incarnare i “classici“:<br />
coreografi alle prese col repertorio | pag. 44</h3>
<p>Il confronto con gli imprescindibili del balletto è una tappa fondamentale nella carriera<br />
di un coreografo: occasione privilegiata per testare la consistenza della propria vocazione<br />
e la malleabilità del proprio linguaggio.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Progetto Ric.Ci: ridare vita al repertorio contemporaneo | pag. 45</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danza e Gestus:<br />
le infinite desinenze di un “corpo politico“ | pag. 46</h3>
<p>Coreografi e coreografe dialogano con il valore politico del corpo in scena, del corpo che danza,<br />
senza che questo dialogare possa configurare una tendenza, né una poetica riconoscibile<br />
e replicabile, ma un atto del presente che risuona da piani diversi della creazione artistica.</p>
<p>di Roberta Nicolai</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dallʼaudience development allʼagentività,<br />
traiettorie di una nuova relazione tra i corpi | pag. 48</h3>
<p>Esiste un pubblico della danza contemporanea in Italia al di fuori della ristretta cerchia di operatori,<br />
artisti e critici? Quali sono le premesse e le condizioni che possono portare alla costruzione di un pubblico? Le parole degli artisti ospiti di Lavanderia a Vapore suggeriscono un nuovo cambio di paradigma.</p>
<p>di Mara Loro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dance Well: tra pratica artistica,<br />
ricerca scientifica e cura del corpo | pag. 50</h3>
<p>Danza e Wellbeing sono al centro del progetto nato nel 2013 a Bassano del Grappa<br />
e oggi considerato un case study a livello internazionale con una comunità di artisti<br />
e cittadini/dancers in continua crescita fino al Giappone.</p>
<p>di Greta Pieropan</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dove, come e con chi studiare?<br />
Le mappe lacunose della formazione | pag. 51</h3>
<p>Da sempre considerato l’“anello debole” del settore, la formazione in Italia necessiterebbe<br />
di tempi e spazi idonei, risorse adeguate per la progettazione, continuità didattica<br />
e accessibilità ma, soprattutto, di un controllo sulla qualità.</p>
<p>di Maddalena Giovannelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La produzione della danza in Italia<br />
alla continua ricerca di un‘identità | pag. 52</h3>
<p>Dagli anni Ottanta a oggi il panorama ha subito continue trasformazioni fino all’ultimo triennio (2018-20)<br />
in cui il settore è arrivato a contare 54 strutture sovvenzionate dal Fus, tra organismi di produzione,<br />
centri e compagnie under 35. Quali sfide per il futuro?</p>
<p>di Valentina Marini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fus e sistema danza: il triennio che verrà | pag. 53</h3>
<p>di Beatrice Capitani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Voce del verbo ˮinternazionalizzareˮ:<br />
come uscire dai confini nazionali | pag. 54</h3>
<p>Negli ultimi anni la danza contemporanea italiana ha acquisito importanti strumenti che hanno<br />
favorito la sua circuitazione e promozione anche a livello internazionale attraverso tre assi<br />
di sostegno: l’azione del Ministero della Cultura, le reti e i Fondi europei diretti.</p>
<p>di Carlotta Garlanda</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>

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			<h3>Carpentieri, tra Brecht e Stanislavskij,<br />
la pratica quotidiana dellʼattore | pag. 56</h3>
<p>Mosso da una profonda motivazione civile e politica, l’attore giunge al teatro tardi,<br />
dopo averlo scoperto e usato per anni come strumento di azione sociale.<br />
Da questo magistero la necessità di ogni gesto compiuto sulla scena.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Francesca Sarteanesi, raccontare<br />
la parte sussurrata dellʼesistenza | pag. 58</h3>
<p>Fondatrice della compagnia Gli Omini, affamata di storie di vita, dal 2018 affianca<br />
all‘attività di teatrante, quella di artista nella più ampia accezione del termine, esponendo<br />
e creando una linea di maglioni, facendo entrare l‘ago e il filo nel suo linguaggio creativo.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rezo Gabriadze, genio e poeta<br />
il demiurgo artigiano per 60 spettatori | pag. 59</h3>
<p>Se n’è andato a giugno, a ottantaquattro anni, nella sua Tbilisi dove aveva scelto<br />
di fondare il suo minuscolo teatro delle meraviglie, in cui creava e animava stupefacenti<br />
marionette, capaci di materializzare un immaginario visionario e fantastico.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Leonardo Lidi, la furia creativa<br />
di un teatrante a 360 gradi | pag. 60</h3>
<p>Attore, drammaturgo, regista, formatore, spettatore onnivoro. Dalla natia Piacenza agli Stabili<br />
di Torino e Umbria, passando per la Biennale di Venezia e il Lac di Lugano il giovane astro nascente della regia lavora senza tregua su vari fronti, puntando soprattutto su innovative riletture dei classici.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DRAMMATURGIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La drammaturgia nellʼabisso,<br />
il teatro-mondo di Rosario Palazzolo | pag. 62</h3>
<p>È un gioco di decostruzione il teatro di Palazzolo, dove tutto è messo in discussione:<br />
il linguaggio standardizzato, l’identità individuale e sociale, le relazioni cristallizzate.<br />
Una domanda costante all’intelletto dello spettatore, per una costante ricerca di senso.</p>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RAGAZZI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il cuore oltre lʼostacolo,<br />
il teatro ragazzi guarda al domani | pag. 64</h3>
<p>Colpito duramente dalla pandemia, come e più del teatro per gli adulti, il settore ragazzi<br />
prova a resistere facendo auto-formazione e giocando d’anticipo sulla programmazione<br />
degli appuntamenti festivalieri, cercando lo slancio verso il futuro.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli spettacoli andati in scena nell&#8217;ultima parte del 2021 | pag. 66</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Opera lirica e contemporaneità:<br />
un dialogo sempre più aperto | pag. 92</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno e Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dall’orizzonte internazionale dei festival<br />
alla ricerca artistica made in Italy | pag. 94</h3>
<p>di Laura Bevione, Carmelo A. Zapparrata, Nicola Viesti, Matteo Brighenti, Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Finale di partita<br />
davanti e dietro il sipario | pag. 98</h3>
<p>Dalla critica al musical, dalla scena all’organizzazione, tra fine autunno e inizio inverno<br />
ci hanno lasciato Renato Palazzi, Stephen Sondheim, Ludovica Modugno, Marianella Laszlo,<br />
Massimo Loreto e Angela Lucrezia Calicchio, testimoni attenti a cavallo del millennio.</p>
<p>di Claudia Cannella, Sandro Avanzo, Albarosa Camaldo e Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<h3>Le novità dal mondo editoriale | pag. 100</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>SCAVI</h3>
<p>di Francesco Alberici, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini</p>
<p>Premio Hystrio alla Drammaturgia 2021 a Deflorian/Tagliarini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<h3>Le notizie dal mondo teatrale | pag. 114</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Kilowatt e Terreni Creativi<br />
questo festival non s’ha da fare | pag. 114</h3>
<p>di Nicola Arrigoni</p>

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