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	<title>Premio Nazionale Teatro Totale 1997 (ex-aequo) - HYSTRIO</title>
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	<title>Premio Nazionale Teatro Totale 1997 (ex-aequo) - HYSTRIO</title>
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		<title>Mercanti a mollo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1998 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi Autopresentazione MAJAKOVSKIJ E PRODI AL CAPOLINEA DEL ’900 Il Novecento è al capolinea, e nella corsa a rovesciare in scena le più impensabili entità pulsanti e cartacee spero di non aver sfigurato. Almeno, ce l’ho messa tutta. Ho scomodato persone vicine e lontane che se la sono presa e potrebbero prendersela. Al presidente del &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Personaggi</h2>
<h2>Autopresentazione</h2>
<p>MAJAKOVSKIJ E PRODI AL CAPOLINEA DEL ’900<BR> Il Novecento è al capolinea, e nella corsa a rovesciare in scena le più impensabili entità pulsanti e cartacee spero di non aver sfigurato. Almeno, ce l’ho messa tutta. Ho scomodato persone vicine e lontane che se la sono presa e potrebbero prendersela. Al presidente del Consiglio posso dire che il giorno dell’assegnazione del premio, il 12 ottobre, il suo governo si trovava in acque ben più agitate di quelle odierne: tragga lui le conclusioni. Con Majakovskij, almeno, vado sul sicuro: in scena ci si è già messo da solo nel 1913 (Majakovskij V. Vladimir Majakovskij, tragedia in un atto; in cerca d’editore per meritatissima ritraduzione). Più di tutto però m’imbarazza l’aver promesso una cassetta con la mia voce: il santo allestitore che si cela tra voi, affabili sfogliatori, avrà il rarissimo privilegio di sentir implodere e pulsare il nastrino magnetico, inorridito, inebetito, scuoiato nelle più intime tracce da suoni incomprensibilmente vomitati dalle orecchie o da dietro lo sterno. La mia è una voce veramente brutta. Odiosa. Ignominiosa. Chi ne desiderasse i servigi per scherzi telefonici notturni può rivolgersi in redazione. Per il resto, nelle pagine che seguono troverete le forze della natura al gran completo, pagliacci e spauracchi, re, regine e comuni mortali sparati in aria come palle di cannone. Non dovreste annoiarvi. Ci scommetto il mio onorario. <BR> <EM>Mario Caramitti</EM></p>
<h2>Scheda autore</h2>
<p>MARIO CARAMITTI fa il drammaturgo, il traduttore, lo slavista e a tempo perso il dentista. In sostanza va piuttosto sbigottito per il mondo, attaccato alla pagnotta quotidiana e sovrana per paura chissà di che, e inavvertitamente, quasi di straforo, macina nel cervello una pastella lenta di parole, che prendono forma di: <EM>Cotenne quasi gallesi</EM>, 1990, drammone simbolico-intestinale sullo spirito della rivoluzione, sfacciatamente, masochisticamente ambizioso (quattro ore, venti attori) che ha il merito di aver portato per primo sulla scena una lavatrice perfettamente funzionante; e <EM>Con la coperta in palestra</EM>, 1994, otto racconti diversi (avventura + spy story + ecloga + elegia + narrazione orale + agiografia + essai) non del tutto al passo con i tempi. C’è anche il racconto che fa la scimmia al teatro, si chiama <EM>Commedia</EM> e parla di due menecmi &#8211; uno dei quali somiglia a Pannella &#8211; dei limiti dell’azione del volontariato e di una vergine e un cagnolino, uno più allupato dell’altra. E ancora atti unici, scenette, barzellette, microracconti e altre imbrattatine di carta, pretenziose e piagnucolanti. Sano vigore gli ha conferito alla fine del 1996 l’incontro con il Centro nazionale Teatro totale di Alfio Petrini, che ha sollecitato e solleticato l’attenzione verso valori irrinunciabili come il peso del “fare” nel linguaggio scenico, il conflitto razionale-irrazionale, la dinamica, babelica, sarabandica sovrapposizione di lingue, gesti, oggetti, suoni.</p><p>The post <a href="https://www.hystrio.it/testo/mercanti-a-mollo/">Mercanti a mollo</a> first appeared on <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.hystrio.it/testo/mercanti-a-mollo/">Mercanti a mollo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p>
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		<title>sex.net (http://slowhand//.net)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1998 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi Autopresentazione DA COCTEAU A INTERNET, AMORE E MORTE ON LINE L’idea di Sex.net è nata istantanea leggendo, per caso, un articolo di cronaca nera di un clamoroso fatto accaduto a New York: una donna suicida che va a cercarsi il suo omicida lanciando, quasi per gioco, un breve messaggio via Internet: «Vuoi uccidermi?». Risponde &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Personaggi</h2>
<h2>Autopresentazione</h2>
<p>DA COCTEAU A INTERNET, AMORE E MORTE ON LINE<BR> L’idea di <EM>Sex.net </EM>è nata istantanea leggendo, per caso, un articolo di cronaca nera di un clamoroso fatto accaduto a New York: una donna suicida che va a cercarsi il suo omicida lanciando, quasi per gioco, un breve messaggio via Internet: «Vuoi uccidermi?». Risponde Slow-Hand: dopo ripetute lettere-cibernetiche dove lui descrive “come” la ucciderà, lei abbandona consapevolmente la famiglia e raggiunge il suo amico virtuale. Lui la uccide davvero. Certo si tratta dell’incontro, non più virtuale, di due pazzi, di <EM>Amori senza amore</EM> per dirla con un famoso titolo pirandelliano, ma anche di disperazione, solitudine, alienazione qui esplosa e diventata tragedia di cronaca; in altri casi repressa, latente, implosiva: comunque devastante per la rigida verticalità di “nature umane” non perfettamente integrate con le ferree logiche di una società sempre più divoratrice dei deboli, dei fragilissimi di carattere, dei depressi, dei folli fino all’inverosimile. Senz’altro la mia protagonista appartiene ad una di queste “categorie sociali”, ma non è per questo giudicabile, né derisibile. È una donna, apparentemente come tante, bella o brutta non conta, nera di malessere e di rancore e con un solo anelito ormai: morire! Quanto malessere, depressioni in genere, esaurimenti nervosi, stress, e chi più ne ha, più ne metta, incidano su scelte-non scelte, non posso certo essere io a quantificarlo. Nel mio testo non si danno giudizi di valore, nè si cerca “il colpevole”, né si vuol fare psicologia spicciola, né si vuole denunciare tecnologia o pazzia. Si racconta, attraverso la poesia, e l’atto creativo di reinventare dalla realtà, una nuova realtà teatrale talvolta del tutto innovativa, la storia tragica di due amanti-folli finiti male. A tratti i due, sfiorano persino il romanticismo, in una disperata ricerca d’amore, di compassione, di complicità. E diventano l’un l’altro, via rete, referenti reciproci, punto solido, confidenza, passione. Come due inverosimili Romeo e Giulietta del Duemila muoiono soffocati da bollenti passioni per chissà quale artificiosi grovigli dell’anima irrisolti, e forse neanche mai trapelati &#8211; prima della tragedia &#8211; nella vita “vera”, normale. La virtualità è per ciò come un salto nel buio dell’inconscio: da lì si cerca con difficoltà nel magma delle frustrazioni appena accennate, degli alibi nascosti, dei desideri irrealizzati che si gonfiano fino a diventare mostri, chiusi dentro pronti ad esplodere. Quel che manca è forse solo un dialogo con un caro amico sincero, o con un buon psicologo o con un amante in carne ed ossa &#8211; più che virtuale: in tal caso, forse, tanta energia distruttiva e divoratrice di se stessi si sarebbe canalizzata in fonte di linfa vitale e radiosa solarità sulla base del pacifico, profondo, onesto “rapporto umano” più che tecnologico-asettico-cibernetico. Per questo non mi rimane che commentare, malinconicamente e nostalgicamente per esotismi dell’anima mai realizzati, che qui si tratta di “amori senza amore”. Amore inteso “caldo” come il sospiro di una voce che respira, quella “umana” di Cocteau. <BR> <EM>Katiuscia Patrizi</EM></p>
<h2>Scheda autore</h2>
<p>KATIUSCIA PATRIZI debutta giovanissima con la compagnia dialettale umbra La Maschera. La sua formazione teatrale ha inizio al Cut di Perugia. Ha preso parte come attrice a diversi spettacoli tra cui<EM> I racconti di Hoffmann</EM> al Festival di Spoleto, <EM>La Bohéme</EM> con la regia di Giancarlo Cobelli, <EM>Cyrano di Bergerac</EM> per il Festival Segni Barocchi, <EM>Romeo e Giulietta</EM> per la regia di Ellen Stewart, <EM>La Presidentessa di Hennequin e Veber</EM> con Barbara Bouchet e Gigi Reder, <EM>C’è il pubblico</EM> di Garcia Lorca per il Teatro Colosseo di Roma, <EM>La lettera di mamma</EM> di P. De Filippo con Luigi De Filippo e <EM>Il medico dei pazzi</EM> di E. Scarpetta al fianco di Aldo Giuffré; ha inoltre riadattato, diretto e interpretato <EM>Huis clos-Porta chiusa</EM> di Sartre al Fringe Festival di Edimburgo 1996. Ha esordito come autrice nel 1994 con <EM>Bucce d’arancia</EM>, a cui seguono <EM>I funamboli</EM> (segnalato al concorso Provateatro 1995), <EM>Case so-cchiuse</EM> (vincitore di Provateatro 1996), <EM>Teatrino di Montandon</EM> e <EM>Sex.net</EM>, che qui pubblichiamo, vincitore ex-aequo con <EM>Mercanti a mollo</EM> di Mario Caramitti del Premio Teatro Totale “La Camera Rossa” 1997.</p><p>The post <a href="https://www.hystrio.it/testo/sex-net-httpslowhand-net/">sex.net (http://slowhand//.net)</a> first appeared on <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.hystrio.it/testo/sex-net-httpslowhand-net/">sex.net (http://slowhand//.net)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p>
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