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	<title>Premio Hystrio alla Drammaturgia 2021 - HYSTRIO</title>
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		<title>Scavi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 13:25:51 +0000</pubDate>
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			<p><strong>AUTOPRESENTAZIONE</strong><br />
<strong>Dentro il processo creativo, lo scontro meraviglioso tra idea e materia</strong></p>
<p>«Il mio lavoro è uno scavo, una ricerca archeologica tra gli aridi materiali del nostro tempo». Michelangelo Antonioni Nell’autunno 2018 abbiamo debuttato con Quasi niente, uno spettacolo liberamente ispirato a Deserto rosso di Michelangelo Antonioni. Il film del 1964, è la prima opera a colori del regista e vede in scena, a partire da un breve racconto di Tonino Guerra, una straziante e fanciullesca Monica Vitti. Giuliana, moglie e madre, attraversa il deserto &#8211; che in una scena è davvero rosso &#8211; della sua vita senza che nessuno possa realmente toccarla, senza toccare davvero nessuno. Poche le parole, alcune talmente belle da diventare proverbiali («Mi fanno male i capelli», la più nota, presa in prestito alla poetessa Amelia Rosselli) e protagonista assoluto il paesaggio, una Romagna attorno a Ravenna trasfigurata dal regista.<br />
Scavi è un progetto collaterale allo spettacolo, una performance per un numero limitato di spettatori, che vuole essere la restituzione pubblica delle nostre “scoperte” nella fase di indagine del lavoro. Andare a Ferrara al Fondo Antonioni, leggere tutto quello che è stato per noi reperibile della preparazione del film, ritrovare grazie a Morena Campani il diario di uno degli assistenti alla regia, vedere le fotografie di scene girate non montate, avere tra le mani i primi pensieri di Antonioni scritti a penna quando l’idea era vaghissima, sapere delle sue notti in bianco per cambiare finale al film pochi giorni prima della fine delle riprese per la partenza di uno dei protagonisti è stato un continuo confrontarci con quello che avviene sempre nel processo creativo, lo scontro meraviglioso e faticoso tra idea e materia.<br />
Abbiamo scavato con pazienza come fanno gli archeologi. Manici di anfora, mattonelle, a volte iscrizioni. Ma in questo caso l’edificio intero è lì sotto i nostri occhi. Più simile alla punta di un iceberg che non mostra la parte sommersa, ma che galleggia grazie a essa. Antonioni ha detto in un suo scritto: «Noi sappiamo che sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele alla realtà, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra sotto quest’ultima. Fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa, che nessuno vedrà mai. O forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà». <strong>Daria Deflorian e Antonio Tagliarini</strong></p>

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			<figure id="attachment_25317" aria-describedby="caption-attachment-25317" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2022/04/Tagliarini-e-Deflorian-foto-Luca-del-Pia-3-scaled.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-25317" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2022/04/Tagliarini-e-Deflorian-foto-Luca-del-Pia-3-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2022/04/Tagliarini-e-Deflorian-foto-Luca-del-Pia-3-300x199.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2022/04/Tagliarini-e-Deflorian-foto-Luca-del-Pia-3-1024x681.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2022/04/Tagliarini-e-Deflorian-foto-Luca-del-Pia-3-768x511.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2022/04/Tagliarini-e-Deflorian-foto-Luca-del-Pia-3-1536x1021.jpg 1536w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2022/04/Tagliarini-e-Deflorian-foto-Luca-del-Pia-3-2048x1362.jpg 2048w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2022/04/Tagliarini-e-Deflorian-foto-Luca-del-Pia-3-600x399.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2022/04/Tagliarini-e-Deflorian-foto-Luca-del-Pia-3-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2022/04/Tagliarini-e-Deflorian-foto-Luca-del-Pia-3-160x106.jpg 160w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-25317" class="wp-caption-text">Antonio Tagliarini e Daria Deflorian (foto Luca Del Pia)</figcaption></figure>
<p><strong>DARIA DEFLORIAN E ANTONIO TAGLIARINI</strong> sono autori, registi e performer. Dal 2008 hanno dato vita a una serie di progetti, spettacoli e site-specific. Il primo lavoro nato da questa collaborazione è <em>Rewind</em>,<em> omaggio a Cafè Müller</em> di Pina<br />
Bausch (2008). Tra il 2010 e il 2011 hanno lavorato al “Progetto Reality” che ha dato vita a due lavori: l’installazione/performance <em>czeczy/cose</em> (2011) e lo spettacolo <em>Reality</em> (2012), lavoro per il quale Daria Deflorian ha vinto il Premio Ubu 2012 come miglior attrice protagonista. <em>Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni,</em> con la collaborazione artistica di Monica Piseddu e Valentino Villa, ha debuttato nel 2013 al Romaeuropa Festival. Lo spettacolo ha vinto il Premio Ubu 2014 come novità italiana e nel 2016 il Premio della Critica come miglior spettacolo straniero in Quebec, Canada. I testi di questi lavori sono stati raccolti in un volume, <em>Trilogia dell’invisibile</em> (Titivillus, 2014). Dal 2015 portano regolarmente i loro lavori in tournée in Francia e altri Paesi europei. Hanno creato poi due site-specific, Il posto (2014) a Milano per il progetto “Stanze” e <em>Quando non so cosa fare cosa faccio</em> (2015) lungo le strade di un quartiere di Roma e ispirato al film di Antonio Pietrangeli, Io la conoscevo bene. Nel 2016 <em>Il cielo non è un fondale</em>, con la collaborazione di Francesco Alberici e Monica Demuru, ha debuttato a Losanna, per poi essere presentato a Roma per il Romaeuropa Festival e a Parigi nella stagione dell’Odeon per il Festival d’Automne. Il testo di questo ultimo lavoro è stato pubblicato da Cue Press nel 2017. Per questo spettacolo Gianni Staropoli ha vinto il Premio Ubu 2017 per le luci e la cura dello spazio. Nel 2017 iniziano a lavorare al <em>Progetto Antonioni/Deserto Rosso</em> che porta a due spettacoli: <em>Scavi</em>, condiviso con Francesco Alberici (2018) e lo spettacolo <em>Quasi niente</em> in prima nazionale lo stesso anno a Roma al Teatro Argentina. Lo spettacolo, con la collaborazione alla drammaturgia di Francesco Alberici, vede in scena, oltre ai due autori, Monica Piseddu, Francesca Cuttica e Benno Steinegger. Il testo dello spettacolo è pubblicato da Sossella Editore (2019). Nel febbraio 2020 debutta al Festival Vie di Modena il loro adattamento teatrale del testo <em>Chi ha ucciso mio padre</em> di Edouard Louis, con l’interpretazione di Francesco Alberici. Iniziano poi a lavorare su un nuovo progetto attorno al film <em>Ginger e Fred</em> di Federico Fellini, da cui emergono nel 2021 lo spettacolo teatrale <em>Avremo ancora l’occasione di ballare insieme</em> e la performance <em>Sovrimpressioni</em>, e che porterà nel 2022 alla presentazione del film documentario <em>Siamo qui per provare</em>, per la regia di Jacopo Quadri e Greta De Lazzaris.</p>

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			<p><strong><span class="fontstyle0">La Locandina<br />
</span><span class="fontstyle2">SCAVI</span><span class="fontstyle3">, </span></strong><span class="fontstyle3">un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini. Liberamente ispirato a </span><span class="fontstyle4">Deserto rosso </span><span class="fontstyle3">di Michelangelo Antonioni. Scritto e interpretato da Francesco Alberici, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini. Consulenza letteraria di Morena Campani. Prod. A.D. e Festival di Santarcangelo.</span></p>
<p><span class="fontstyle0">Lo spettacolo ha debuttato a luglio 2018 al Festival di Santarcangelo.</span></p>

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