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	<title>Simone Soriani - HYSTRIO</title>
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	<title>Simone Soriani - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 18:07:21 +0000</pubDate>
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			<p>È disponibile il nuovo numero, con un Dossier dedicato al Teatro di Figura italiano nei primi anni 2000, i Bandi del Premio Hystrio 2026, gli approfondimenti su artisti, organizzatori e giovani autori, le corrispondenze dal mondo, gli anniversari, il testo Fratelli Benedetti di Bianca Tortato, e le rubriche dedicate alle recensioni, ai libri e alle notizie dal monto teatrale.</p>
<h2></h2>
<h2>Vetrina</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hystrio Festival 2026, i bandi dei Premi Hystrio alla Vocazione e Scritture di Scena | pag. 2</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Piattaforma NID 2025, la complessa ricerca del nuovo | pag. 4</h3>
<p>La manifestazione, stella polare della coreografia italiana, si è svolta a Civitanova Marche lo scorso autunno: spazio alle eccellenze della scena contemporanea ma anche ai balletti più tradizionali, in un’oscillazione tra passato e presente, canone e innovazione.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Prima Onda Fest: una geografia poetica che ridisegna Palermo e dintorni | pag. 5</h3>
<p>Dal 2020, tra settembre e ottobre, prende forma nel capoluogo siciliano un festival capace di dialogare con il territorio, ma anche di portare, in una città non sempre attraversata dalle forme e dai linguaggi del contemporaneo teatrale, una ventata di attualità.</p>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Teatromondo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’autunno multiforme di Parigi, per un teatro nomade e pluridisciplinare | pag. 6</h3>
<p>Edizione numero 53. Il Festival d’Automne di Parigi conferma la sua vocazione cosmopolita e l’attenzione alla drammaturgia contemporanea e alla produzione giovanile, con un omaggio a Pasolini, una fluviale rilettura di Petrolio firmata da Sylvain Creuzevault.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PARIGI/2</h3>
<h3>Undici testi in dieci ore, una maratona teatrale mette in luce l’opera di Marguerite Duras | pag. 7</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I 250 anni del Burgtheater per riflettere sull’attualità e sulla Storia | pag. 8</h3>
<p>Il compleanno dell’antico Teatro Nazionale viennese è celebrato con una performance itinerante, mentre su altri palcoscenici si affrontano tematiche contemporanee e si rievocano con originalità eventi poco noti della storia del XX secolo.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fiume, un’enclave italiana in terra croata, passato e presente del Dramma Italiano | pag. 10</h3>
<p>La compagnia di lingua italiana, parte integrante del sistema del Teatro Nazionale Croato, compirà ottant’anni l’anno prossimo. Nel frattempo è in corso un processo di intensificazione dei rapporti artistici e produttivi con i Teatri Nazionali del nostro Paese.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Baricco, la letteratura, il teatro: Castelli di rabbia, del Dramma Italiano di Fiume | pag. 11</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kharkiv: sotto i bombardamenti, la resistenza di un teatro indipendente | pag. 12</h3>
<p>Quando è stato fondato non aveva un suo spazio e il sipario era fatto con le tende di casa, ma oggi Ocheret è diventato un importante punto di riferimento culturale e sociale della città ucraina più vicina al fronte di guerra.</p>
<p>di Inna Lukianenko</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nel mezzo dei Balcani, tra cicatrici aperte e memoria | pag. 13</h3>
<p>Qendra Multimedia, associazione di cultura e attivismo che ha sede a Pristina, ha organizzato tra Kosovo e Nord-Macedonia l’ottava edizione dello showcase delle due nazioni, la cui storia attuale dialoga ancora con l’impatto della guerra che ha segnato questi luoghi.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ottobre è mese di festival a Bucarest, che diventa il centro culturale della Romania | pag. 14</h3>
<p>La capitale romena propone una variegata offerta culturale non solo ai cittadini ma a tutti gli abitanti del Paese. Tra le novità, la nomina di Radu Afrim ad artista associato del Fnt e l’inaugurazione di un nuovo teatro privato, il Grivița 53.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Cairo, D-CAF 2025: arte che resiste, il teatro contro l’oblio e l’ingiustizia | pag. 16</h3>
<p>Libano, Palestina, Siria, Marocco, Libia, Tunisia, Egitto: queste sono alcune delle provenienze degli artisti ospitati al Festival che si è svolto a ottobre nella capitale egiziana. Al centro dei lavori presentati, nuove forme di narrazione per fare memoria e osservare il presente.</p>
<p>di Brunella Fusco</p>

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			<h2>Anniversari</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il secolo di un giullare, sei spettacoli per Dario Fo | pag. 18</h3>
<p>Il centenario dalla nascita del “sommo giullare”, Dario Fo, rappresenta un’occasione per ripercorrere, decennio per decennio, il suo fondamentale contributo al teatro del Novecento non solo come arte della scena, ma come strumento di satira del reale e stimolo al cambiamento.</p>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Umberto Simonetta, viaggiatore nelle sere milanesi | pag. 20</h3>
<p>Un ricordo dell’instancabile scrittore milanese nato nel 1926 e scomparso nel 1988. Una vita divisa tra la direzione del Teatro Gerolamo di Milano e la scrittura per la scena, ma anche quella romanzesca, entrambe orientate all’ibridazione linguistica e al ritratto della città meneghina.</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cinquant’anni senza Visconti, il teatrante ingombrante | pag. 21</h3>
<p>La vita artistica di Luchino Visconti, dal debutto, nel 1945, alle stagioni di Williams e Miller, alle battaglie censorie di Arialda. Un rivoluzionario che ha costruito un nuovo modo di fare teatro, raffinato e realistico, ridefinendo profondamente la scena italiana.</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Drammaturgia</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Eliana Rotella e Diego Pleuteri: quando la scrittura incrina la realtà | pag. 22</h3>
<p>Poetiche diverse ma affini per ridefinire la drammaturgia contemporanea: Rotella esplora fragilità, lutto e resistenza indagando il corpo come spazio politico, mentre Pleuteri ricerca un realismo magico, quotidiano e metafisico, per svelare il mistero dell’esperienza umana.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Humour | l’ange du foyer</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>“Six-seven” x Ballerina Cappuccina Lectio Magistralis Urbi et Orbi | pag. 24</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro di Figura 2000 | pag. 25</h3>
<p>a cura di Mario Bianchi e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fuori da ogni schema: per una nuova anatomia del Teatro di Figura contemporaneo in Italia | pag. 26</h3>
<p>La straordinaria e meravigliosa forza di un teatro, non più marginale o confinato solo all’infanzia, ma eccezionalmente capace di unire l’umano e il non umano, riuscendo a fondersi con ogni tipologia di forma e di linguaggio, dando loro una misteriosa intensità.</p>
<p>di Alfonso Cipolla</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Immaginare il futuro: l’esperienza di Animateria | pag. 28</h3>
<p>di Fabrizio Montecchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Perché gli Stati Generali del Teatro di Figura? | pag. 29</h3>
<p>di Fabrizio Montecchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un abbecedario poetico: polifonia di voci per definire un mondo | pag. 30</h3>
<p>Una pluralità di espressioni sul Teatro di Figura in Italia. Un dipinto dove i colori sono le intime poesie di chi questo universo lo attraversa, lo trasforma, lo crea. Ci sono ancora molte lettere assenti, ma è solo un inizio&#8230;</p>
<p>a cura di Nadia Milani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alla ricerca di una propria drammaturgia, con domande e qualche stimolante risposta | pag. 34</h3>
<p>Rappresentare non solo con le parole, ma attraverso il gesto consapevole: burattini, pupazzi, marionette e ombre sono esseri inanimati che contendono la scena all’umano per cercare di creare, insieme alla parola, drammaturgie originali e inedite.</p>
<p>di Maria Dolores Pesce</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni: pupi e corpi tra umano e non-umano, vita e morte, lucidità e follia | pag. 35</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Marionette e pupi tra passato e presente, tre secoli di storia da Milano a Palermo | pag. 36</h3>
<p>Artisti e artiste, ancora oggi, spesso con le loro famiglie, portano avanti la tradizione delle marionette e dei pupi, in una continua trasmissione di saperi, mentre una nuova generazione di animatori ne rinnova il linguaggio e le forme.</p>
<p>di Angela Forti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Compagnia Carlo Colla &amp; Figli, quando il futuro ha un cuore antico | pag. 37</h3>
<p>Un nuovo spazio per laboratori e archivi all’ex Ansaldo di Milano, dove prossimamente sarà aperto il Museo del Teatro di Figura, e il portale Figure in Rete sono tra le novità messe in cantiere dalla celebre compagnia marionettistica in questi ultimi dieci anni.</p>
<p>di Franco Citterio, Piero Corbella e Francesca Romana Lino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vengano, signori e signore, bimbi e bimbe, arrivano i burattini con le loro baracche! | pag. 38</h3>
<p>Questa forma di teatro popolare, che sembrava in via di estinzione, è in realtà sempre più viva e diffusa sul territorio nazionale, dalla Lombardia alla Sardegna, non solo con le sue maschere tradizionali ma anche con la capacità di raccontare storie nuove e strabilianti.</p>
<p>di Valerio Sebastian Saccà</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quando il teatro si innerva nelle figure/1: La classe di Fabiana Iacozzilli | pag. 39</h3>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro delle ombre: accendere una luce per cogliere l’essenza misteriosa del mondo | pag. 40</h3>
<p>L’esperienza di mezzo secolo di Teatro Gioco Vita, ma non solo, per un’arte senza tempo, capace di illuminare il mondo per reinventarlo, affrontando con poesia anche temi delicati come la morte, la solitudine e l’amicizia.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La nuova vita della maschera in scena alla ricerca delle sfumature del presente | pag. 41</h3>
<p>Superata la Commedia dell’Arte, la maschera rivive sul palcoscenico grazie ad alcune compagnie: I Gordi, Zaches, Dispensa Barzotti, che hanno saputo rinnovarne le potenzialità espressive per raccontare la vita e la morte.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sulle tracce di figure e figuranti per un possibile sguardo sul presente | pag. 42</h3>
<p>Tra forme e stili, compagnie, artisti e artiste, a volo d’uccello su una possibile geografia del Teatro di Figura italiano di questi primi venticinque anni del millennio, quanto mai ricca e variegata nella sua straordinaria capacità di reinventare mondi reali e immaginari.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quando il teatro si innerva nelle figure/2: Natale in casa Cupiello di Saccoia e Serao | pag. 45</h3>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teste parlanti, pupazzi e corvi cyborg: le creature animatroniche di Marta Cuscunà | pag. 46</h3>
<p>Con lei e con la scenografa Paola Villani il Teatro di Figura varca la soglia di un futuro che non esclude la tradizione e l’artigianato, ma si apre alla sperimentazione delle tecnologie più avanzate e sorprendenti.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dagli “attori artificiali” ai droni, l’artigianato perturbante di Teatrino Giullare | pag. 47</h3>
<p>Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti hanno scardinato le tradizionali modalità di rappresentazione, sperimentando pratiche di messinscena refrattarie al naturalismo grazie all’uso di pupazzi, maschere, ombre, oggetti e tecnologia.</p>
<p>di Claudia Cannella e Teatrino Giullare</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per una fervida contaminazione dei linguaggi alla ricerca di nuove figure e nuovi orizzonti | pag. 48</h3>
<p>Negli ultimi anni, numerosi artisti e artiste di diverse generazioni, provenienti da percorsi e linguaggi differenti, hanno iniziato a trovare nel Teatro di Figura un terreno fertile dove poter sperimentare nuove possibilità di creazione.</p>
<p>di Roberta Colombo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La necessità della continua formazione: il Teatro di Figura e la pratica del fare | pag. 50</h3>
<p>Sembra facile muovere un burattino o costruire una testa di cavallo con la cartapesta. Nella continua espansione del settore è nata l’esigenza di poter contare su atelier e scuole per perfezionare l’arte della costruzione e la cura della manipolazione.</p>
<p>di Nadia Milani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I festival dal Piemonte alla Sardegna: le figure riempiono piazze e teatri d’Italia | pag. 51</h3>
<p>Non solo vetrine o rassegne, ma luoghi di discussione, di crescita per nuovi artisti e artiste, officine di senso e di innovazione, in cui il Teatro di Figura ha potuto cogliere gli stimoli per potersi mettere in discussione e aprirsi a nuovi pubblici.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tra artigianato e tecnologie, preservando l’autenticità dell’artificio nell’era digitale | pag. 52</h3>
<p>In un mondo tecnologicamente in continua evoluzione, non un repertorio di casi, né un manuale tecnico, bensì le riflessioni di una docente e artista di Teatro di Figura maturate sul campo e nel lavoro quotidiano.</p>
<p>di Alessandra Amicarelli</p>

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			<h2>Ritratti</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro fra territorio e comunità, la visione di Settimio Pisano | pag. 54</h3>
<p>Per il curatore e organizzatore calabrese, il teatro è strumento di azione politica e passa attraverso il legame con il territorio: dopo 25 anni di lavoro con Scena Verticale e Primavera dei Teatri, la gestione di nuovi progetti multidisciplinari, internazionali e legati ai giovani.</p>
<p>di Paola Abenavoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mercadini, l’arte della narrazione dalla Bibbia alla storia del calcio | pag. 55</h3>
<p>Dagli spettacoli nella provincia di Cesena a milioni di visualizzazioni su Youtube fino alle commissioni del Comune di Cesenatico e di Banca Etica: l’attore romagnolo ha sviluppato una pratica di narrazione che avvicina divulgazione e palcoscenico, all’insegna dello studio e della comicità.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Nati Ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Autorialità, urgenza e capacità di sorprendere: traiettorie della nuova scena al femminile | pag. 56</h3>
<p>Due artiste emergenti, due attrici/autrici, Francesca Astrei e Giulia Scotti, raccontano gli incontri fondamentali per il loro percorso e cosa accende il loro processo creativo, riflettendo su alcune linee e urgenze della loro generazione teatrale.</p>
<p>di Francesca Astrei, Giulia Scotti e Alice Strazzi</p>
<p>&nbsp;</p>

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			<h2>Critiche</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le recensioni della prima parte della stagione teatrale | pag. 58</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Storie di ordinaria violenza: Emma Dante e l’eterno femminicidio | pag. 58</h3>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I corpi e la storia al Festival delle Colline: internazionale, politico, multiforme | pag. 66</h3>
<p>di Claudia Cannella, Mario Bianchi, Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Hiroshima al Bataclan, Romaeuropa e le questioni aperte del presente | pag. 77</h3>
<p>di Laura Bevione, Renata Savo, Carlo Lei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Critiche/ Visti in Italia</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Terre e costellazioni umane dai teatri d’Europa, le nuove mappe dell’invisibile | pag. 83</h3>
<p>di Laura Bevione, Ira Rubini, Elena Scolari, Matteo Brighenti, Francesco Tei e Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Critiche/Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Capolavori alla prova del presente: l’opera tra rilettura politica e visioni radicali | pag. 86</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno, Roberto Rizzente, Laura Caretti e Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Critiche/ Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Disallineamenti e metamorfosi, il continuo divenire di una danza senza età | pag. 88</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata, Alice Strazzi, Laura Bevione, Carlo Lei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Molte luci si spengono sulla scena internazionale, addio a Tom Stoppard, Paolo Bonacelli, Remo Girone, Jolanda Cappi, Ornella Vanoni, Gian Maurizio Fercioni e Diego Sepe | pag. 94</h3>
<p>di Vincenzo Sardelli, Giuseppe Liotta, Mario Bianchi e Alice Strazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fratelli Benedetti | pag. 96</h3>
<p>di Bianca Tortato</p>
<p>Testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2025</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le novità dall’editoria teatrale | pag. 104</p>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutte le news dal mondo del teatro | pag. 108</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Contro il sistema, ingessato e maschilista: l’analisi e le proposte di C.Re.S.Co. | pag. 108</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<item>
		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2024</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-di-ottobre-dicembre-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 09:37:08 +0000</pubDate>
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			<h2>SPECIALE HYSTRIO FESTIVAL</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hystrio Festival 3 col vento in poppa, una vetrina per il teatro under 35 | pag. 2</h3>
<p>Una intensa sei giorni, molto partecipata da pubblico e operatori, che ha visto sfilare sul palcoscenico del Teatro Elfo Puccini il meglio della giovane scena italiana tra spettacoli, letture, audizioni, un incontro, una mise en espace e la serata finale di consegna dei Premi Hystrio 2024.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’incredibile tesoro di Caggiano: una casa per il Living Theatre | pag. 12</h3>
<p>Un fondo archivistico per ripercorrere la vita artistica di Julian Beck e Judith Malina. Bozzetti, fondali, opere pittoriche, appunti di lavoro, fotografie e scenografie ospitate, grazie alla Fondazione Morra, in un antico palazzo in Campania.</p>
<p>di Giulio Baffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riflettere sul limite ultimo, al Metastasio fra teatro e filosofia | pag 13</h3>
<p>Un progetto multidisciplinare che affronta uno dei grandi tabù dei nostri giorni attraverso la varietà dei linguaggi. Da vivi-Il miracolo della finitezza, a cura di Elisa Sirianni, si è articolato in conferenze, assemblee aperte, incontri online, interviste, spettacoli e laboratori teatrali.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Genialità cruciali e dimenticate: vite da librettisti all’ombra dei giganti | pag. 14</h3>
<p>Nel centenario della morte di Puccini, ricordiamo il suo contributo rivoluzionario, tale proprio grazie alla collaborazione di librettisti come Illica e Giacosa, artisti invisibili che pure, insieme a molti altri, hanno svolto un ruolo essenziale nel successo dell’opera lirica.</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Premio Franco Enriquez a Hystrio, «farmaco salvavita» del teatro italiano | pag. 15</h3>
<p>Un riconoscimento alla rivista e alle sue molteplici attività, che valorizzano il teatro italiano, sostenendo la drammaturgia contemporanea e i giovani talenti. Un progetto che ha il suo punto di forza nel lavoro partecipato e condiviso di tutti i suoi componenti.</p>
<p>di Pierfrancesco Giannangeli</p>

		</div>
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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Edimburgo: la città-festival sfida le avversitàinsegnando la resilienza artistica post-Brexit | pag. 18</h3>
<p>I due festival edimburghesi riflettono un contesto segnato da crisi economica e tensioni sociali. L’International pone l’accento sullo spirito di comunità, mentre il Fringe vede la stand-up comedy dominare la scena, offrendo un’esperienza variegata e politicamente consapevole.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Londra, l’ascesa di Robert Icke, anatomia di un regista-drammaturgo | pag. 20</h3>
<p>Tra riscritture radicali e adattamenti certosini, dal teatro di Islington al West End passando per l’Almeida fino al successo internazionale, Icke stravolge i canoni ancorandosi ai classici e alla loro reinvenzione come crudele specchio della contemporaneità.</p>
<p>di Monica Capuani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lugano Dance Project 2024 un progetto diffuso tra danza e architettura | pag. 22</h3>
<p>Natura, performance, spazio di riflessione: il festival biennale del Lac-Lugano Arte e Cultura si estende tra i luoghi del Canton Ticino indagando la relazione tra uomo e spazio urbano, progettualità architettonica e movimento non solo scenico.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Salisburgo l’umanità è sotto i riflettori tra intelligenza artificiale e tragedia greca | pag. 24</h3>
<p>Il nuovo corso della celebre rassegna austriaca mette in evidenza temi tragici come la guerra, ma si concentra anche sull’analisi dei comportamenti reali e dei sogni che accomunano gli esseri umani. E non disdegna un invito a rafforzare la nostra empatia.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Grape al Festival di Atene ed Epidauro: un focus delle arti performative in Grecia | pag. 25</h3>
<p>Katerina Evangelatu detta la nuova strada dello storico festival greco, aprendo il programma ad artisti ellenici che hanno portato sulle scene la loro indagine sulla società tra satira politica e innovazione artistica, mostrando la possibilità di dialogo tra passato e futuro.</p>
<p>di Ariadne Mikou</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Toronto Fringe Festival, un melting pot dove risuonano le mille lingue del futuro | pag. 26</h3>
<p>Il celebre  format del Fringe dà luogo, nel contesto multiculturale di Toronto, a un’esperienza caleidoscopica, indagatrice di una cultura composita che non teme il confronto con le sfide poste dalla tecnologia, e soprattutto inclusiva e affordable.</p>
<p>di Marta Zannoner</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<h3></h3>
<h3>Tra realtà, simulacro e sperimentazione: la proposta e(ste)tica di Lola Arias | pag. 28</h3>
<p>Drammaturga, ma anche musicista, scrittrice, regista, dalla sua Argentina tormentata porta in Europa un teatro-documento della realtà, unendo storia pubblica e vicenda personale, ed è il Vecchio Continente a premiarla con l’International Ibsen Award 2024.</p>
<p>di César Ernesto Arenas Ulloa</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Federico Bellini, scrivere non è politicamente corretto |pag. 30</h3>
<p>La scoperta quasi occasionale di una vocazione alla parola che unisce il lavoro di Bellini a quello di Antonio Latella certo, ma non solo, lasciando spazio all’esplorazione e alla condivisione in un  processo creativo che non scende a compromessi.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR) noir | pag. 32</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Manifestazioni e occupazioni PROPALcoscenico da una breve stand out comedy a un flash mob</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2><strong>DOSSIER</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e lavoro | pag. 33</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente e Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Coin: non vivere invano e non morire soli, teatro e arte nell’era del postfordismo | pag. 34</h3>
<p>Nonostante le urgenze dettate dalla cronaca e la maturazione di un pensiero politico, anche a causa della complessità del problema e della crisi del teatro civile, il tema del lavoro stenta, secondo la sociologa Francesca Coin, a trovare un adeguato spazio di rappresentazione sulla scena italiana.</p>
<p>di Francesca Coin e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Plauto, Piscator e gli altri: il teatro come lavoro e rappresentazione | pag. 36</h3>
<p>Elemento imprescindibile per definire l’identità dei personaggi di una pièce e veicolarne l’azione, il tema del lavoro trova nel Novecento nuovi e imprevisti sviluppi, che finiscono con lo sconfinare nella vita di tutti i giorni, condizionando la professionalità stessa degli attori.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ritratto di una Nazione-L’Italia al lavoro: un bilancio con Antonio Calbi, sette anni dopo | pag. 37</h3>
<p>di Antonio Calbi e Renzo Francabandera</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sfruttamento e ingiustizia secondo Fo e Rame | pag. 38</h3>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Produci, consuma, crepa: la militanza da Delbono alla Generazione X | pag. 39</h3>
<p>Dialogo complesso quello fra teatro e lavoro. Come se il tema non avesse mai davvero interessato la scena, se non in forma di denuncia. Da qualche stagione, però, una serie di progetti ha cercato di affrontarlo con freschezza inedita, fra derive individualiste e sensibilità militanti. Che molto guardano alle scienze sociali.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Immaginari possibili: il lavoro nel teatro ragazzi | pag. 41</h3>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Operai, braccianti e imprenditori: le mille voci del teatro di narrazione | pag. 42</h3>
<p>Fin dalle sue origini, il teatro di narrazione si è interrogato sui benefici e i problemi che il sistema industriale ha portato all’Italia, alterando l’equilibrio ambientale ma anche mobilitando nuove identità sociali, che la recente trasformazione del modello produttivo ha messo in discussione.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Curino, ieri, oggi e domani: «Il mio lavoro è raccontare storie» | pag. 44</h3>
<p>Protagonista del teatro di narrazione, Laura Curino ha dedicato al tema del lavoro un’ampia  produzione, spaziando dalla saga degli Olivetti alla tragedia delle morti bianche nelle fabbriche. Con un’attenzione particolare alle donne, ideatrici di nuovi e più creativi modelli produttivi.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Professionisti sull’orlo del licenziamento: il teatro reale e partecipato dei Rimini Protokoll | pag. 45</h3>
<p>Da oltre vent’anni, con i loro progetti partecipati e il sostegno dei cosiddetti “esperti”, gli svizzero-tedeschi Rimini Protokoll scandagliano la realtà. E il lavoro, dai call-center internazionali all’industria delle armi, dall’e-commerce alla diffusione della robotica, ne è uno dei temi primari.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nuova drammaturgia e lavoro: una rinascita o una riscoperta? | pag. 46</h3>
<p>Ispirata, di volta in volta, a fatti di cronaca o a esperienze autobiografiche, la nuova drammaturgia è attenta a un tema universale che fagocita le vite, sdogana i problemi relazionali di sempre e segna le nuove generazioni, nonostante le censure ideologiche che ancora persistono.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In principio era la fabbrica: la nuova vita delle aree industriali dismesse | pag. 48</h3>
<p>Politiche di sostenibilità, flessibilità degli spazi industriali e volontà di preservarne il valore storico: la riqualificazione delle fabbriche e dei luoghi della produzione ha conosciuto in Europa un vero e proprio boom, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le nuove schiavitù: lo sfruttamento globale e capitalista secondo Santiago Serra | pag. 60</h3>
<p>Gli spettatori e gli attori-lavoratori, simbolica dicotomia tra oppressore e oppresso, sono, dalla fine degli anni Novanta, i protagonisti delle performance dell’artista spagnolo, tese a denunciare la violenza e l’odio di classe insite nelle moderne politiche neoliberiste.</p>
<p>di Marco Scotini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Metropolis, Mary Poppins e non solo: il binomio indissolubile tra musical e lavoro | pag. 52</h3>
<p>Lo sfruttamento degli operai, le professioni che prosperano all’ombra della metropoli, gli scioperi, la vita d’ufficio: tanti sono i temi legati al lavoro di cui si è occupato il musical, in forme di volta in volta drammatiche, romantiche, fantastiche o semplicemente parodistiche.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>«Notte e giorno faticar»: servi e proletari nel melodramma tra Seicento e Novecento | pag. 53</h3>
<p>Sin dai suoi albori il melodramma, seppur in chiave comica, ha portato sulle scene le condizioni di lavoro degli ultimi, come le denunce di fine Ottocento, grazie all’avvento del Verismo, e del Novecento, sensibile alla condizione delle donne e dei minori che aspirano alla libertà.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Chi lavora è un raffinato suicida: onori e clamori nel Regno Unito, in Francia, Germania e Usa | pag 54</h3>
<p>Affrontato da sempre dal teatro occidentale, il tema del lavoro apre, in Europa e Stati Uniti, nuove e promettenti prospettive che hanno a che fare con la decostruzione delle mitologie, la denuncia delle disparità sociali e la critica alle dinamiche imperanti nelle fabbriche e nelle aziende.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I balletti “d’acciaio” tra Europa, Russia e Asia | pag. 57</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>

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			<h2>NATI IERI</h2>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Forever Young illumina Rubiera con storie di oggi e di domani | pag. 60</h3>
<p>I cinque finalisti esplorano i temi propri della contemporaneità, tra esistenzialismo e verità storica, politica e narrazione poetica, denuncia e speranza per il futuro. Vince il multidisciplinare Anse di Mezzopalco/Usine Baug per la sua innovativa combinazione di narrazione e musica.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATRO RAGAZZI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<h3>Tra fantasia e realtà: i vincitori di Scenario Infanzia | pag. 61</h3>
<p>10 finalisti per i 10 anni del prestigioso premio dedicato al teatro ragazzi. Nuova la sezione Adolescenza, per marcare l’attenzione al teatro tutte le età. Danza, teatro e storie autobiografiche al centro delle esplorazioni dei giovani artisti in concorso.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le molteplici narrazioni dell’umano, nuove visioni del dramma a Venezia | pag. 62</h3>
<h3>Verona, Skakespeare plurale, tra riscritture classiche e attuali | pag. 64</h3>
<h3>Bassano, crocevia di sperimentazioni, tradizioni popolari e riti collettivi | pag. 66</h3>
<h3>I percorsi scenici di Opera Prima, tra mito, ribellione e trasfigurazioni | pag. 67</h3>
<h3>Drammaturgie sul confine del caos, a Mittelfest si cerca un equilibrio | pag. 69</h3>
<h3>Una nuova edizione di Terreni Creativi fiorisce ancora tra le serre di Albenga | pag. 71</h3>
<h3>Percorsi del corpo scenico e nuove traiettorie: Santarcangelo Festival contemporaneo | pag. 74</h3>
<h3>Inequilibrio, storie, volti, nature e memorie per emanciparsi dalla disumanità del presente | pag. 77</h3>
<h3>Kilowatt Festival: danza, teatro e musica oltre i confini dell’immaginazione | pag. 80</h3>
<h3>Tre assoli intimi a OrizzontiFestival | pag. 83</h3>
<h3>Sguardi plurali sul contemporaneo al Festival dei Due Mondi di Spoleto | pag. 85</h3>
<h3>Le antiche tragedie a Segesta illuminano le inquietudini del presente | pag. 89</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Palcoscenici della danza contemporanea: tra innovazione coreografica e riflessi postmoderni | pag. 90</h3>
<p>I festival italiani della danza mostrano un panorama complesso e variegato, da Harrell a Tsung-lung, da Dianor a Zulberti fino a Caprioli: ibridazione tra reale e virtuale, spazio e memoria, poetica di resilienza, arte e trasformazione, e il rapporto complesso tra cultura e natura, fra i temi attraversati</p>
<p>di Carmelo A.Zapparrata, Laura Bevione, Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Monteverdi, Puccini e Rossini tra nuove visioni e solide consuetudini | pag. 94</h3>
<p>I più importanti festival d’opera italiani celebrano regie che uniscono innovazione e tradizione: dai Madrigali del Monteverdi Festival, alle scelte inconsuete del Festival Puccini, al Rossini d’avanguardia del Rof, la lirica risplende in nuove e suggestive produzioni.</p>
<p>di Nicola Arrigoni, Francesco Tei, Giuseppe Montemagno</p>

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			<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mattatori, divine, registi e studiosi, polvere di stelle sull’autunno del teatro | pag. 96</h3>
<p>di Matteo Brighenti, Roberto Canziani, Stefania Maraucci, Fabrizio Sebastian Caleffi, Nicola Arrigoni e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 98</p>
<p>A cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em>Tragédie Coréenne ovvero L’amour à la française </em>| pag. 109<em><br />
</em></h3>
<p>Testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2024</p>
<p>di Matthieu Pastore</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Società teatrale</h2>
<p>Le notizie dal mondo teatrale a cura di Roberto Rizzente | pag. 116</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Codice dello Spettacolo e Decreto 2025-27 la lunga attesa dei tempi della politica | pag. 116</h3>

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</div></div></div></div>
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		<title>Numero 3 di luglio-settembre 2024</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-3-di-luglio-settembre-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 16:30:59 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hystrio Festival 2024 &#8211; Il programma della terza edizione</h3>
<p>Milano, Teatro Elfo Puccini, 17-22 settembre 2024<br />
di Ilaria Angelone e Claudia Cannella | pag. 2</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In Scena! Italian Theater Festival NY aperto il bando per l’edizione 2025</h3>
<p>di Laura Caparrotti | pag. 3</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>En attendant il Codice dello spettacolo, il teatro italiano s’interroga sul suo futuro</h3>
<p>La bozza del testo era attesa ai primi di maggio perché la sua approvazione arrivasse prima della pausa estiva e i decreti in autunno, in tempo utile per far partire il nuovo triennio Fus (ora Fnsv). Emergono frammenti di proposte e intenzioni, ma ancora manca un documento su cui ragionare.</p>
<p>di Alessandro Toppi | pag. 4</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Addio a Nicola Savarese, studioso e maestro di viaggi avventurosi nel mondo del teatro</h3>
<p>di Giuseppe Liotta | pag. 5</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro Nucleo: da cinquant’anni per le strade del mondo</h3>
<p>Il gruppo, fondato in Argentina, arrivò a Ferrara nel 1978, in esilio a causa della dittatura militare. Dai primi passi all’Ospedale Psichiatrico, l’attività non ha mai perso le profonde radici politiche e sociali, che un nuovo Festival internazionale ha appena rilanciato.</p>
<p>di Michele Pascarella | pag. 6</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fabrizio Sinisi, la forza del linguaggio: la scrittura come atto politico</h3>
<p>Autore a 360 gradi, Sinisi ci racconta della sua vicinanza a un’idea di scrittura, e di teatro, quasi brechtiana. Dalla folgorazione iniziale, grazie alla Compagnia Lombardi-Tiezzi, fino alle riflessioni politiche enucleate negli ultimi lavori.</p>
<p>di Matteo Brighenti | pag. 7</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Glauco Mauri, il teatro per la vita: l’indistinguibile confine tra scena e realtà</h3>
<p>Un vero e proprio innamoramento, quello dell’attore pesarese per il teatro e per la sua capacità di instaurare un dialogo vivo con lo spettatore. Un percorso lungo e multiforme, gli incontri con i registi più importanti del Novecento italiano e il sodalizio con Sturno.</p>
<p>di Matteo Brighenti | pag. 8</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’opera di Papaioannou nell’epoca della sua riproducibilità tecnica</h3>
<p>Sosteneva Walter Benjamin, cento anni fa, che le innovazioni tecnologiche influenzano drasticamente la produzione e la fruizione delle opere d’arte. Il caso dell’artista greco, tra applicazioni della transmedialità e attaccamento all’archetipo della statuaria classica.</p>
<p>di Dimitris Papaioannou e Roberto Canziani | pag. 10</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quando uomini e donne, alla sera, si liberano finalmente dell’armatura</h3>
<p>Una recensione dello spettacolo <em>Inside</em> di Dimitris Papaioannou</p>
<p>di Roberto Canziani | pag. 11</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Oltre i confini, nella terra dei Naga dove non esiste il teatro</h3>
<p>Situato al confine nord-est indiano, il Nagaland è un territorio impervio, ricco di tradizioni culturali millenarie. Qui Instabili Vaganti ha portato il progetto Beyond Borders, alla ricerca di una contaminazione tra le danze e i canti locali e le forme performative occidentali.</p>
<p>di Nicola Pianzola | pag. 12</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bratislava Nova Drama Festival, da vent’anni è sempre “nuovo“</h3>
<p>Istituito due decenni fa, il Festival slovacco ha scandito le tappe del cambiamento artistico e politico del Paese, rivelandosi sempre più stimolante, grazie alla varietà del programma e al prestigio degli ospiti, con spettacoli, simposi e focus internazionali.</p>
<p>di Pino Tierno | pag. 15</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Wiener Festwochen: liberare Vienna con un’arte politica all’insegna della resistenza</h3>
<p>La prima edizione diretta da Milo Rau si è concentrata su progetti partecipativi in difesa della democrazia. Accanto a questi, le prime mondiali degli spettacoli dello stesso direttore, di Florentina Holzinger, Kirill Serebrennikov, Caroline Guiela Nguyen e Kornél Mundruczó.</p>
<p>di Irina Wolf | pag. 16</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A zig-zag attraverso la Romania, lo sguardo plurale del teatro</h3>
<p>Tra la capitale Bucarest, Sfântu Gheorghe e Suceava, le stagioni restituiscono il respiro del Paese, che si interroga sul presente, fa satira sul passato comunista, guarda alle fragilità generazionali alla luce dell’instabilità internazionale.</p>
<p>di Irina Wolf | pag. 18</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Belgrade Dance Festival: un hub internazionale nel centro dei Balcani</h3>
<p>Il Festival, nato per colmare il vuoto della presenza della danza contemporanea sulla scena serba, è giunto alla sua 21a edizione, intitolata “Impeccable Differences“. Una presenza che racconta la molteplicità dei linguaggi transnazionali.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata | pag. 20</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Programme Commun: la scena elvetica in vetrina a Losanna</h3>
<p>La settima edizione del Festival ha offerto un ampio sguardo sul teatro in Svizzera, Paese che, in virtù della predisposizione a investire sulla cultura, è diventato casa di artisti internazionali, come il Leone d’argento della Biennale Danza 2024, Trajal Harrell</p>
<p>di Laura Bevione | pag. 22</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Memorabili, gli hit imperdibili della stagione londinese</h3>
<p>Dall’Almeida al National Theatre, gli spettacoli che hanno lasciato il segno nella stagione appena trascorsa sono molti. Da Shakespeare ai contemporanei, tra riscritture e allestimenti mozzafiato, quello che ha da dirci la scena della capitale d’Oltremanica.</p>
<p>di Monica Capuani | pag. 24</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Recitare stanca, ma il teatro se non lo fai ti manca</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi | pag. 26</p>

		</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e romanzo</h3>
<p>a cura di Marco Menini, Roberto Rizzente e Francesco Tei | pag. 27</p>

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			<h3>Nicola Lagioia: il romanzo? Un canovaccio per l’ispirazione teatrale</h3>
<p>Costitutivamente diverso dal romanzo, nonostante la comune radice che affonda nell’oralità, il teatro deve, nell’adattamento per la scena, poterne tradire gli assunti, in nome di una ridefinizione libera che ne illumini il senso e che tenga conto, oltre che della parola, degli attori e soprattutto del pubblico.</p>
<p>di Nicola Lagioia e Roberto Rizzente | pag. 28</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alla ricerca della teatralità nascosta: la lunga avventura delle riduzioni per la scena</h3>
<p>Tante sono le esperienze, spesso di successo, di adattamento e di riscrittura dei classici della letteratura italiana, dall’Ottocento al Secondo Dopoguerra. Da Manzoni a Svevo, da Pirandello agli autori della Resistenza, fino a Moravia, non sono pochi gli esempi in cui le ragioni della scena hanno saputo sopravanzare quelle letterarie. Anche a costo del tradimento.</p>
<p>di Giuseppe Liotta | pag. 30</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le delusioni perdute dei romanzieri a teatro</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi | pag. 31</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un brutto romanzo può fare del buon teatro?</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi | pag. 32</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mezzo secolo di parole sui libri e sui corpi degli attori</h3>
<p>Un viaggio negli adattamenti per la scena della letteratura italiana contemporanea, opera di drammaturghi ma anche di scrittori. Dalle tracce dell’eredità ronconiana alle versioni mainstream dei bestseller, fino agli omaggi e alle monografie degli autori.</p>
<p>di Diego Vincenti | pag. 34</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Storico, romantico, sociale, avventuroso: l’Ottocento letterario in scena fa ancora gola</h3>
<p>I grandi classici, da Melville ad Austen, passando per i grandi francesi, senza dimenticare Goethe e il nostro Verga, hanno supplito a una mancanza di trame e intrecci che tanto piacciono allo spettatore, fornendo spesso materiali, spunti e idee per nuove messinscene.</p>
<p>di Andrea Bisicchia | pag. 36</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Niente sangue, please: a teatro va di moda il perturbante</h3>
<p>di Laura Bevione | pag. 37</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Proust, Woolf, Céline, Joyce: portare in teatro la crisi del romanzo</h3>
<p>Dallo storico spettacolo di Vasilicò a quello di Lombardi-Tiezzi sulla Recherche proustiana, dal “derby” (a ventidue anni di distanza) tra Castellucci e Germano su Viaggio al termine della notte, dai molti Orlando alle Molly Bloom, il teatro non ha smesso di interrogare la letteratura a cavallo tra Otto e Novecento.</p>
<p>di Francesco Tei | pag. 38</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Italia-Russia, andata e ritorno: due secoli di omaggi e di passioni ininterrotte</h3>
<p>Una storia che dura da sempre: numerosissimi sono, in Italia, gli adattamenti e le riscritture dei classici russi, soprattutto dei capolavori di Dostoevskij. Senza trascurare il Novecento, Bulgakov e Nabokov in particolare, ispiratori di spettacoli originali e potentemente innovativi.</p>
<p>di Fausto Malcovati | pag. 40</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nel teatro della “drammaturgia nascosta“: Kafka sulla scena italiana</h3>
<p>L’interesse per l’autore boemo in Italia si è acceso sul finire del secolo scorso, producendo spettacoli innovativi e originali, da Il castello di Corsetti ad Amerika di Scaparro, spesso lontani dal mondo multiforme e inafferrabile offerto dai racconti e dai romanzi postumi più celebri.</p>
<p>di Giuseppe Liotta | pag. 42</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Napoli: il fondo nero di una città che s’illude e s’imbroglia</h3>
<p>Attraverso pagine in cui dominanti sono le tonalità scure, letteratura e teatro contraddicono la retorica di un’amministrazione che, della città partenopea, continua a offrire un’immagine edulcorata e stereotipata a uso e consumo dei turisti.</p>
<p>di Alessandro Toppi | pag. 43</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il monologo, nuova frontiera nella “teatralizzazione” della narrativa</h3>
<p>Un itinerario dalle ricerche degli studiosi di fine secolo alla stagione degli innumerevoli spettacoli-performance per attore solista: dall’affabulazione al racconto, al “concerto” per voci e musiche. Per esplorare una drammaturgia che mette in scena anche l’autore letterario e il suo lavoro.</p>
<p>di Gerardo Guccini | pag. 44</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bradbury, Orwell, Atwood e Burgess, strade possibili per la distopia in scena</h3>
<p>di Alice Strazzi | pag. 45</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I romanzi stranieri contemporanei: belli, famosi e possibilmente cool</h3>
<p>Meno diffusi sulle nostre scene di quanto si pensi, gli spettacoli ispirati alla letteratura contemporanea premiano, soprattutto, i best-seller riconosciuti e gli autori più affermati, da Nothomb a Saramago, da Carrère agli israeliani Yehoshua e Grossman. Con qualche eccezione.</p>
<p>di Laura Bevione | pag. 46</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il giallo e il teatro: tra i soliti noti la spunta Agatha Christie</h3>
<p>di Andrea Borini | pag. 47</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ronconi e lo spettacolo infinito: un’altra grande rivoluzione del Maestro</h3>
<p>Dal Pasticciaccio a Pornografia, Ronconi rinuncia alla convenzione più che consolidata dell’adattamento per restituire la ricchezza polifonica delle opere originarie. Fino ad approdare a una nuova grammatica della rappresentazione che scardina la tradizionale sintassi dialogica e la definizione stessa del personaggio.</p>
<p>di Claudio Longhi | pag. 48</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lagani: fare i conti con noi stessi ritrovando il bandolo perduto della matassa</h3>
<p>Per la compagnia Fanny &amp; Alexander la narrativa ha sempre occupato un posto di eccezione. Chiara Lagani riflette sulle sfide dell’adattamento: mantenere intatta la natura enigmatica e misteriosa dei testi. E rendere lo spettacolo una festa collettiva per gli innamorati della letteratura.</p>
<p>di Chiara Lagani e Maddalena Giovannelli | pag. 50</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tiezzi: lavorare sulla narrativa per capire davvero cos’è il teatro</h3>
<p>Serbatoio di temi e modi, ma soprattutto di linguaggi, la letteratura alimenta, sin dai tempi del Carrozzone, l’ispirazione di Federico Tiezzi, generando innesti che scardinano le strutture dialogiche ormai consolidate e gettano nuova luce sul mestiere stesso dell’attore.</p>
<p>di Federico Tiezzi e Marco Menini | pag. 51</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Indossare i panni del minatore: lo scavo e la rinuncia come atto creativo</h3>
<p>Costretto, suo malgrado, a operare delle scelte, il drammaturgo deve, nello sforzo di sintesi e di restituzione per la scena di un romanzo, poter contare sulla profonda conoscenza di un autore e di tutta la sua opera. Come i lavori realizzati da Federico Bellini e Linda Dalisi per Antonio Latella dimostrano.</p>
<p>di Federico Bellini e Linda Dalisi | pag. 52</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gallione: sono un feroce lettore alla ricerca di teatro</h3>
<p>Tagliare e cucire prosa per fare teatro: quella di Giorgio Gallione, regista e drammaturgo, è stata una scelta precoce perseguita per oltre trent’anni, collaborando con scrittori affermati e attingendo dalla letteratura contemporanea.</p>
<p>di Giorgio Gallione e Laura Santini | pag. 53</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tra l’interpretare e l’essere: gli attori e l’identità dei grandi personaggi letterari</h3>
<p>Banco di prova per mattatori, le figure del Santo bevitore di Roth, Ivan Karamazov, il capitano Achab e Jean Valjean sono state portate in scena da quattro mostri sacri del teatro italiano: Carlo Cecchi, Umberto Orsini, Elio De Capitani e Franco Branciaroli.</p>
<p>di Elena Scolari | pag. 54</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Don Chisciotte, un eroe visionario per tutte le stagioni</h3>
<p>di Stefania Di Carlo| pag. 55</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Emma, Anna, Molly: metamorfosi dalla narrativa alla scena</h3>
<p>Quattro indimenticabili prove d’attrice in spettacoli che hanno reinventato con grande autonomia espressiva i capolavori di Flaubert, Tolstoj e Joyce e le loro protagoniste: da Monica Guerritore a Mascia Musy, da Sonia Bergamasco a Piera Degli Esposti.</p>
<p>di Laura Caretti | pag. 56</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’eros senza didascalie e morbosità voyeuristiche</h3>
<p>di Renzo Francabandera | pag. 57</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se il teatro ragazzi reinventa la letteratura per l’infanzia (e non solo)</h3>
<p>I classicissimi dell’Ottocento e Novecento – italiani e stranieri, per grandi e piccini – trovano nuova vita sul palco. Ma non manca l’attenzione per i romanzi di oggi, e c’è chi porta in scena Sherlock Holmes, Jekyll e Hyde o i capolavori di Rabelais.</p>
<p>di Mario Bianchi | pag. 58</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un dialogo libero, che procede per risonanze: il romanzo come ispirazione per la danza</h3>
<p>Dalla svolta narrativa, a metà del Settecento, la danza ha sempre trovato nella letteratura la fonte d’ispirazione per una creazione autonoma e originale che rifugge la semplice trasposizione scenica dell’argomento per radicarsi nella poetica e nella sensibilità del coreografo.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata | pag. 59</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il musical made in Italy, un caleidoscopio di suoni e colori da tutto il mondo</h3>
<p>Erede della tradizione anglosassone, il musical italiano ha adottato, negli anni, una gran quantità di caposaldi della letteratura occidentale, dalla Bibbia a I promessi sposi, da I miserabili a Il Conte di Montecristo. Con risultati non sempre sensazionali.</p>
<p>di Sandro Avanzo | pag. 60</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dalla pagina alla scena lirica il romanzo che (in)canta</h3>
<p>Il romanzo approda sulle scene liriche nel primo Ottocento grazie alla smodata passione per Walter Scott. Nel tempo, mutano i fenomeni di mediazione per adattare il fervore del racconto alla concisione del tempo in musica: da Rossii a Tutino, attraverso i grandi protagonisti del Novecento.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno | pag. 61</p>

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			<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Festival, rassegne e concorsi, luci e ombre della scena emergente</h3>
<p>Fioriscono per giovani artisti e compagnie occasioni di visibilità, e in alcuni casi anche di sostegno economico-distributivo. Tanto entusiasmo e meritorio lavoro collettivo, che spesso si scontra con le logiche del mercato e la disattenzione del sistema teatrale. Eccone un assaggio primaverile.</p>
<p>di Giulio Baffi, Alice Strazzi, Anna Crichiutti e Claudia Cannella | pag. 62</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le recensioni dell’ultima parte della stagione teatrale | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Milano capitale d’Europa sulla scena multilingue del Piccolo</h3>
<p>Il tempo della realtà e della certezza, ora: il Festival Presente Indicativo | Milano Porta Europa del Piccolo Teatro è un affresco potente e multiforme della scena contemporanea del continente, cuore pulsante di un’azione collettiva, politica e culturale.</p>
<p>di Alice Strazzi, Diego Vincenti, Elena Scolari, Roberto Rizzente, Matteo Valentini, Sandro Avanzo e Sara Chiappori | pag. 64</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Primavera dei Teatri: sinergia tra territorio e comunità attraverso il linguaggio teatrale</h3>
<p>L’attenzione alla drammaturgia contemporanea è di casa al Festival di Castrovillari, giunto alla 24a edizione: da Dino Lopardo, Caroline Baglioni e Fabio Pisano a Dario De Luca, Mariano Dammacco, Pier Lorenzo Pisano, Marco Sgrosso e Tindaro Granata.</p>
<p>di Giulio Baffi, Carlo Lei, Enrico Marcotti, Mario Bianchi e Ira Rubini | pag. 83</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dismisura, gioco e parola poetica: a Siracusa si celebra il rito eterno</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno | pag. 86</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Palcoscenici globali e sguardi oltre confine, il mosaico della scena internazionale</h3>
<p>di Diego Vincenti, Alice Strazzi, Laura Bevione e Francesco Tei | pag. 88</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il linguaggio dei corpi tra atto politico e oblio</h3>
<p>La primavera della danza sulle note di Gershwin e del Vivaldi di Calixto, dall’omaggio a Jérôme Bel di D’Agostin alla danza a due di Teshigawara e Sato, dall’assolo di Bertozzi alle coreografie di Zappalà, Marilungo, Tansini.</p>
<p>di Mario Bianchi, Laura Bevione, Carmelo A. Zapparrata, Michele Pascarella e Matteo Brighenti | pag. 90</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riletture originali della tradizione, la regia lirica lascia la sua impronta</h3>
<p>Dal surrealismo allucinato di Bieito al verismo di Martone, dal post-femminismo di Irina Brook al simbolismo di Chiara Muti e ai burattini onirici di Menghini, dalla Tosca fascista di Popolizio al site-specific di Le Lab, come evolve l’immaginario operistico.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno e Roberto Rizzente | pag. 93</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Che fretta c’era, maledetta primavera&#8230; stagione di piogge e di dolorosi addii</h3>
<p>Fin de partie per tre grandi interpreti – Franca Nuti, Paola Gassmann, Rosalina Neri – ma anche per chi ha dedicato la vita al teatro ricoprendo altri ruoli, come Armando Pugliese, Giovanna Marini, Alessandra Belledi e Roberto Toni.</p>
<p>di Sara Chiappori, Albarosa Camaldo, Giuseppe Liotta, Francesco Tei e Mario Bianchi | pag. 96</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità editoriali</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo | pag. 98</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il tempo attorno</h3>
<p>di Giuliano Scarpinato | pag. 102</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità dal mondo del teatro</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente | pag. 116</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Milano, «la città è malata»: il taglio ai finanziamenti delle Scuole Civiche</h3>
<p>di Diego Vincenti | pag. 116</p>

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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adminsmdev]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 13:45:17 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Viaggio nellʼItalia del teatro partecipato, dove le comunità ritrovano se stesse | pag. 2</h3>
<p>Sono sempre di più i progetti attivati in Italia in cui a lavorare insieme sono artisti professionisti e gruppi di cittadini, che fanno del teatro uno strumento, un luogo d’incontro e confronto. Un’indagine sui principali esempi e sulle ragioni del successo di questo “genere”.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Comizi d’amore, l’amore (e il sesso): indagine teatrale nel Friuli di oggi | pag. 5</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Napoli, si spegne la luce sul Nuovo Teatro Sanità | pag. 6</h3>
<p>I lavori di adeguamento richiesti dalla Digos, la lievitazione dei costi di ristrutturazione e il mancato dialogo con il Comune, proprietario dell’immobile, costringono il teatro diretto da Gelardi alla chiusura. Una ferita profonda nel tessuto culturale della città.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatringestazione, la scena come sede di una socialità sperimentale | pag. 7</h3>
<p>Dalla propria casa nel centro storico di Napoli, a due passi da San Domenico Maggiore, la compagnia conduce un’attività artistica dal forte impatto sociale. Nell’organizzazione i festival come nell’attività in carcere, protagonista il “cittadino” sul “consumatore”.</p>
<p>di Emilio Nigro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Collettivo Amigdala, quando lʼarte ascolta i luoghi e le comunità | pag. 8</h3>
<p>Generare comunità temporanee di cittadini che acquisiscono, attraverso l’arte, la consapevolezza dei luoghi in cui vivono: questo uno degli obiettivi primi del collettivo di artiste e curatrici, tutto al femminile, attivo a Modena dal 2005.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Théâtre de Vidy di Losanna: sullʼacqua e al centro dellʼEuropa | pag. 9</h3>
<p>Due anni di lavori per una felice metamorfosi del teatro costruito sul lago Lemano quasi sessant’anni fa e diventato, negli anni, un polo internazionale di creazione e sperimentazione nelle arti dello spettacolo.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Vienna, fra scandali vecchi e nuovi e questioni sociali indagate con fantasia | pag. 10</h3>
<p>La stagione teatrale della capitale austriaca propone adattamenti di classici della letteratura, ma anche riflessioni su casi di attualità, dall’inchiesta sugli orfanotrofi alla salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>New York, quel bellʼequilibrio tra memoria, passato e futuro | pag. 12</h3>
<p>Mentre in scena spopola Leopoldstadt di Stoppard, dramma fluviale su una famiglia viennese ai tempi della Shoah, il La Mama riapre dopo una poderosa ristrutturazione e gli artisti emergenti dell’Exponential Festival invadono la città.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nei vicoli del Cairo alla scoperta del Downtown Contemporary Arts Festival | pag. 14</h3>
<p>Compie dieci anni il maggior festival egiziano, dove confluiscono le molte facce della creatività del mondo arabo con danza, musica, teatro e arti visive, a cui si aggiunge l’Arab Art Focus, attesa vetrina biennale sulle produzioni dell’area Swana (South West Asia and North Africa).</p>
<p>di Brunella Fusco</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dante attraverso la giungla tropicale, Bali e il sottile confine tra rito e teatro | pag. 16</h3>
<p>Una collaborazione nata quasi per caso, durante il lockdown, quella di Instabili Vaganti con Made Suteja e Kadek Budi Setiawan, artisti balinesi. Dalle prime prove online all’esperienza dal vivo, Oriente e Occidente si incontrano nelle parole del Sommo Poeta.</p>
<p>di Nicola Pianzola</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>r(UMOR)noir</p>
<h3>C&#8217;era una volta una matta&#8230; | pag. 18</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e follia | pag. 19</h3>
<p>a cura di Marco Menini, Roberto Rizzente e Francesco Tei</p>

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			<h3>Andreoli: viva i matti, senza copione nel gran teatro dellʼesistenza | pag. 20</h3>
<p>Depositaria di una visione del mondo diversa da quella dominante, la follia è, per lo psichiatra Vittorino Andreoli, una risposta al rifiuto della società, cui il matto reagisce fuggendo nella depressione o rompendo il rapporto tra l’Io e l’Altro. Con conseguenze benefiche per la creatività.</p>
<p>di Vittorino Andreoli e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cʼè o ci fa? Duemilacinquecento anni tra finzione, esaltazione e (auto)distruzione | pag. 22</h3>
<p>Avversata, idolatrata, temuta dagli uomini, epifania del divino piuttosto che conseguenza della convenzioni sociali, strumento drammaturgico per sviluppare l’intreccio o enucleare una verità, la follia ha fatto parte della storia del teatro, dai Greci fino a Strindberg e all’espressionismo tedesco.</p>
<p>di Alice Strazzi, Claudio Bernardi, Laura Bevione, Stefania Di Carlo, Gianni Poli, Marco Castellari e Andrea Bisicchia</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La follia creativa: il caso di Antonin Artaud | pag. 25</h3>
<p>di Gianni Poli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Follia vera e follia simulata nel teatro di Luigi Pirandello | pag. 26</h3>
<p>Più frequenti, nei testi del drammaturgo siciliano, coloro che si fingono pazzi (o sono costretti a farlo, come Beatrice Fiorica) dei folli veri. E “recitare” la parte del pazzo può diventare gioco, difesa, irrisione. La stessa signora Frola non delira, ma, come Cotrone de I giganti, sogna di vivere un’altra realtà.</p>
<p>di Andrea Bisicchia</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Balordi e svitati nel teatro di Dario Fo | pag. 27</h3>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Napoli: da Eduardo a Borrelli la metamorfosi della corda pazza | pag. 28</h3>
<p>Il teatro napoletano ha fatto un uso politico e singolare della follia, servendosene come di un grimaldello per rivelare lo sporco che è nella società, stretta tra l’abusivismo edilizio, la criminalità, e l’omologazione imposta dal capitalismo.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sogno, delirio e profezia nellʼopera di Pier Paolo Pasolini | pag. 30</h3>
<p>L’inconscio e l’irrazionale, spesso confinanti con la bestialità e la malattia, sono per Pasolini legittime forme di resistenza contro l’omologazione imposta dalla società borghese, e il viatico per una conoscenza più piena (e profetica) delle cose.</p>
<p>di Matteo Boriassi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro nelle aree del disagio psichico, piccola guida tra le iniziative in Italia | pag. 31</h3>
<p>Dai Dipartimenti di Salute Mentale e Opg al palcoscenico, dall’esperienza terapeutica ed espressiva alla scommessa (a volte riuscita) di creare attori “veri”, capaci di inserirsi in un contesto professionale, sono numerose, in Italia, le occasioni per riscattare, tramite l’arte, le cosiddette patologie psichiatriche.</p>
<p>di Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Storia di Marco, cavallo azzurro, e di Giuliano, poeta d’oro | pag. 32</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se i matti non vanno a teatro, il teatro va dai matti | pag. 33</h3>
<p>di Renata Savo</p>

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			<h3>Manfredini: con la coscienza negli stati sublimi, divini e infernali | pag. 34</h3>
<p>Nel suo trentennale lavoro, Danio Manfredini ha saputo guardare alla follia con sguardo lucido e partecipato, concependo personaggi che lo hanno accompagnato negli anni. Uno su tutti quello di Luciano, che nasce da Tre studi per una crocifissione del 1992, diventando poi il protagonista dell’omonimo lavoro del 2017.</p>
<p>di Danio Manfredini e Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pippo Delbono: rimpiango Bobò e sono il capo del Teatro-follia! | pag. 35</h3>
<p>Attore, autore e regista, Delbono si è confrontato a più riprese con il disagio mentale, attraverso figure ai margini che, dal 1997, hanno contribuito a plasmare un linguaggio peculiare, avverso tanto al teatro sociale quanto a quello mainstream, legato al personaggio.</p>
<p>di Pippo Delbono e Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scomposizioni e acrobazie interiori: le attrici raccontano e recitano la follia | pag. 36</h3>
<p>Tre ruoli femminili di “pazze” della storia del teatro, dall’Ofelia di Shakespeare alla Sarah Kane di 4:48 Psychosis, passando per la Blanche DuBois di Tennessee Williams, nella restituzione di interpreti di diverse età. E c’è chi è specializzata nel personaggio…</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lear e gli altri, tra delirio e poesia, vittime degli uomini o degli dèi | pag. 38</h3>
<p>Re Lear, Oreste, Woyzeck e Osvald Alving: quattro grandi ruoli al maschile di folli raccontati da interpreti di diverse generazioni, dal veterano Glauco Mauri a Claudio Morganti, fino agli emergenti Giovanni Drago e Gianluca Merolli.</p>
<p>di Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scrivere per la scena sulla follia: lʼItalia in cinque tappe esemplari | pag. 40</h3>
<p>Ispirata ai grandi del passato, la drammaturgia italiana contemporanea legge nel disagio psichico un’occasione di conoscenza e riscatto, invisa alla società. Come dimostrano, tra i tanti, alcuni spettacoli di Perrotta, Massini, Celestini, Carullo/Minasi e Scaldati.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Americani ed europei contro le «imprese di sicurezza delle coscienze» | pag. 42</h3>
<p>Occasione di fuga per evadere o, viceversa, soccombere alla realtà; patologia ereditaria con la quale convivere o tecnica per rivelare gli orrori del presente, le pretese totalitarie del potere piuttosto che la tragicità del destino umano: la follia domina nella drammaturgia del secondo Novecento, europea e americana.</p>
<p>di Laura Santini, Roberto Menin, Gianni Poli, Giuseppe Liotta, Letizia Russo, Manuela Cherubini e Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Antonio Rezza e Antonin Artaud: il teatro nasce da un delirio organizzato | pag. 45</h3>
<p>di Amelia Natalia Bulboaca</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danzare la pazzia: declinazioni possibili di corpi, drammaturgie e movimento | pag. 45</h3>
<p>Indagata già dai tempi di Giselle, la follia ha enormemente arricchito il repertorio della danza contemporanea, tanto come tema drammaturgico quanto come motivo ispiratore di una ricerca originale sul corpo e il movimento da Mats Ek e Neumeier fino a Roberto Zappalà.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tra femminile e cretinismo la grazia folle di Carmelo Bene | pag. 47</h3>
<p>di Vincenza Di Vita</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per lʼamore o per il potere, la follia nel melodramma | pag. 48</h3>
<p>La scena della pazzia figura sin dalle origini tra i topos del melodramma. Il modello settecentesco, basato sulla reversibilità della patologia, cede presto il passo ad approcci più complessi, tra articolati richiami alla mitologia e impietose diagnosi della realtà.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>

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			<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Testori per il teatro oggi, la forza profetica di una drammaturgia | pag. 50</h3>
<p>Testori e il magistero del suo lavoro teatrale si impongono oggi, a cent’anni dalla nascita, con sorprendente attualità. Dal rapporto tra romanzo e teatro all’invenzione di una lingua, proponiamo qui alcuni temi sui quali l’autore interroga ancora il teatro contemporaneo.</p>
<p>di Annamaria Cascetta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quel che resta di Franca, il diritto di stare sola in scena | pag. 52</h3>
<p>A dieci anni dalla scomparsa di Franca Rame, una riflessione su quale sia il suo lascito nel teatro contemporaneo. Sdoganare gli assoli al femminile di cui è stata antesignana? Rivendicare il diritto all’autorialità delle donne? Portare avanti tematiche scomode mai toccate dal teatro?</p>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ultime parole, ultimi passi di danza i frammenti di storia che se ne vanno | pag. 53</h3>
<p>Le regie di Scaparro, le visioni critiche di Georges Banu, la drammaturgia televisiva di Costanzo, il sorriso di Marescotti, la parola poetica di Sgorbani, accanto alle coreografie ella tv di Gino Landi, e all’impegno di Nuti: gli addii di questo inizio di primavera.</p>
<p>di Claudia Cannella, Giuseppe Montemagno, Fabrizio Sebastian Caleffi, Giuseppe Liotta, Diego Vincenti e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Roberto Anglisani, dal Terzo Teatro al ruolo politico delle storie | pag. 56</h3>
<p>Con un talento naturale per la narrazione, l’attore ne ha perfezionato col tempo la complessa arte. Dall’esperienza con Marco Baliani alla ricerca solitaria, alla regia, le sue sono piccole-grandi storie di esclusi capaci di riscatto, che parlano a ogni essere umano.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lʼopera è nel mondo e tra chi lo abita, Luigi Dadina e lʼarte come relazione | pag. 57</h3>
<p>Co-fondatore, nel 1983, del Teatro delle Albe, l’artista ravennate è da sempre attento alle connessioni di cui il teatro è luogo principe: tra generazioni, culture, età. Ora è al lavoro su una nascente esperienza di teatro comunitario a Lido Adriano, alla periferia di Ravenna.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Surrealisti, poeti e spietati sognatori il graffio alla realtà di Les Moustaches | pag. 58</h3>
<p>Un collettivo di giovani artisti, attivi in teatro e pronti a sperimentarsi con i linguaggi dell’arte visuale: sono la giovane compagnia di Fara Gera d’Adda. Tre spettacoli, molti progetti aperti, talento e intelligenza il loro motore creativo.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2>CRITICHE</h2>
<p>Le recensioni dalla seconda parte della stagione teatrale | pag. 60</p>
<h3>CRITICHE/VISTI IN ITALIA | pag. 86</h3>
<h3>DANZA | pag. 88</h3>
<h3>LIRICA | pag. 90</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 92</p>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Zorro | pag. 96</h3>
<p>di Federico Bellini e Antonio Latella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le notizie dal mondo del teatro | pag. 112</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Teatro e carcere: novità all’orizzonte | pag. 112</h3>
<p>di Francesco Tei</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 3 di luglio-settembre 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 10:17:45 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Hystrio Festival, ci siamo! | pag. 2</h3>
<p>di Ilaria Angelone e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Restare umani sotto le bombe,<br />
il teatro ucraino in tempo di guerra | pag. 4</h3>
<p>Nei bunker e negli scantinati, i missili non fermano il teatro ucraino. Una forma di resistenza e resilienza, ma anche di affermazione dell’identità nazionale che, grazie allo streaming, arriva sugli schermi di tutta Europa.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Presenti Accessibili:<br />
disabilità e scena contemporanea | pag. 6</h3>
<p>Lo scorso aprile Milano ha ospitato Presenti Accessibili. Laboratori, incontri, spettacoli su arti performative e disabilità, prima edizione di un evento voluto da Oriente Occidente per riflettere sul tema dell’accessibilità della scena performativa.</p>
<p>di Valeria Brizzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I due fratelli Lievi,<br />
dalla carta alla scena e ritorno | pag. 7</h3>
<p>Al MuSa di Salò, sul lago di Garda, una mostra ripercorre il rapporto tra scenografia e regia, attraverso 150 lavori grafici di Daniele Lievi e le regie internazionali del fratello Cesare. Disegni e collage che rivelano un lavoro alla costante ricerca della “rappresentazione assoluta”.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Faber Teater, tra dimensione collettiva<br />
e ricerca sull‘attore musicale | pag. 8</h3>
<p>Da venticinque anni la compagnia di Chivasso porta in tutto il mondo gli esiti di un lavoro creativo rigoroso e gioioso, facendo suonare le chiese e pedalare gli spettatori (e non solo), mescolando tradizione e innovazione con cura e concretezza da artigiani.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Correre il rischio di bruciarsi le ali,<br />
Garbuggino Ventriglia compie vent’anni | pag. 9</h3>
<p>Un compleanno, un traguardo di vita segna il percorso di una Compagnia che vanta un percorso coerente, illuminato dai grandi russi Dostoevskij, Florenskij e Tarkovskij, con la musica quale elemento drammaturgico imprescindibile.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Spazio Matta, la Pescara aperta,<br />
luogo di attraversamenti culturali | pag. 10</h3>
<p>Uno spazio ex industriale ristrutturato, l’ex Mattatoio cittadino, è ora sede di un progetto culturale che ha il suo segno distintivo nella pluralità delle voci, delle arti, delle attività, tutte finalizzate all’inclusione e alla crescita culturale dei cittadini.</p>
<p>di Emilio Nigro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La ricerca radicale di Teatro delle Bambole<br />
a misura della complessità delle cose | pag. 11</h3>
<p>Nel 2023 compirà vent’anni il rigoroso e visionario ensemble, di base a Bari: guidato da un poeta, drammaturgo, pedagogo teatrale, regista e attore cortese e feroce, Andrea Cramarossa, che ibrida senza posa lingue e mondi della cultura e dell’arte.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>

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			<h2>Anniversari</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vittorio Gassman, un attore totale<br />
al servizio della parola | pag. 12</h3>
<p>Un secolo fa nasceva il Mattatore. Amato dagli spettatori come dalla critica, era capace di imprese teatrali titaniche, interprete colto e cultore della parola poetica, uomo del Novecento ed erede dell’attore ottocentesco che celebrava col suo smisurato talento.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cremona. L’inafferrabile vis comica di Ugo Tognazzi | pag. 13</h3>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Teatromondo</h2>

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			<h3>Il meglio del West End,<br />
viaggio tra i musical del Jubilee | pag. 14</h3>
<p>Seguendo le scelte dei Laurence Olivier Awards, siamo andati nel West End di Londra per vedere i migliori musical della stagione. Tra kolossal e potenti spettacoli da camera, la città del giubileo della Regina Elisabetta riserva grandi sorprese.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un incontro che è radice di cambiamento,<br />
un grand tour tra Parigi e Berlino | pag. 16</h3>
<p>Il diario di un “viaggio teatrale” tra Berlino e Parigi, nell’aprile 2022, è il racconto di incontri con autori, registi, spettacoli che aprono finestre su mondi, visioni e prassi artistiche diverse. Dove l’altro è sempre fonte di rigenerazione.</p>
<p>di Marco Lorenzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vienna, alla ricerca di strategie<br />
per reinventare il mondo | pag. 18</h3>
<p>Alle Festwochen di Vienna vanno in scena contaminazioni e intrecci, di linguaggi e di tematiche. Filo rosso la volontà di guardare con nuove lenti la complessa realtà contemporanea.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>VIENNA/2. Burgtheater, negli abissi dell’uomo alla ricerca dell’inferno | pag. 19</h3>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Verso Eutopia, dal Senegal<br />
con lo sguardo sull’orizzonte del mare | pag. 20</h3>
<p>Parte da Dakar Beyond Borders, il nuovo progetto internazionale di Instabili Vaganti sul tema del confine e del suo superamento, nella direzione dell’umana tendenza a evolversi attraverso l’incontro, l’accoglienza, il confronto con l’altro.</p>
<p>di Nicola Pianzola</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La scuola delle voglie | pag. 22</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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	</div>
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			<h2 class="western">DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3 class="western">Molière 400 | pag. 23</h3>
<p class="western">a cura di Laura Bevione e Claudia Cannella</p>

		</div>
	</div>
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			<h3>La solitudine e il potere:<br />
Molière sulla scena contemporanea | pag. 24</h3>
<p>L’opera di Molière continua a scavare nelle pieghe e nelle piaghe della società: è questa l’opinione di Georges Banu, che ripercorre il ruolo del grande autore e attore ben oltre i confini della scena francese, rivelandone aspetti inediti e inconsueti.</p>
<p>di Georges Banu e Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quel genio oltre la comicità<br />
che non ha smesso mai di stupirci | pag. 26</h3>
<p>Assente o quasi dalle scene italiane per larga parte del secolo breve, il drammaturgo tornò in auge a partire dagli anni Settanta, con messinscene memorabili. Eppure alcuni dei più grandi registi della seconda metà del Novecento mancarono l’appuntamento con le sue commedie…</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sulla scena del nuovo millennio<br />
trionfano i grandi personaggi | pag. 30</h3>
<p>Dal 2000 i registi italiani hanno privilegiato pochi testi, realizzando, nella maggior parte dei casi, messinscene piuttosto tradizionali. Solo Il misantropo e Don Giovanni sembrano avere maggiormente stimolato creatività e letture innovative.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Una discendenza novecentesca:<br />
la lezione di Dario Fo | pag. 32</h3>
<p>Dario Fo indicò sempre il drammaturgo francese quale maestro e modello. Un’affinità elettiva fondata sulla denuncia delle ipocrisie e sul ricorso al comico per ritrarre la tragedia del vivere.</p>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Martinelli, una vocazione eretica<br />
dall’infanzia all’adolescenza | pag. 33</h3>
<p>Nei tre incontri del regista e del Teatro delle Albe con il drammaturgo francese emerge un comune denominatore: «Dare nuova vita agli archetipi e farli parlare alla contemporaneità».</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cirillo: un Maestro irrinunciabile<br />
dall’Accademia al palcoscenico | pag. 34</h3>
<p>Autore di riferimento, il più riletto, il più analizzato e il più amato: Arturo Cirillo non ha mai nascosto il suo debito nei confronti di Molière, con i cui testi si è più volte confrontato.</p>
<p>di Arturo Cirillo e Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Monica Conti: quando Garboli<br />
mi fece innamorare di Molière | pag. 35</h3>
<p>Asciuttezza, minimalismo scenico, musicalità del verso e relazioni tra spazio, tempo e parola: sono le coordinate scelte dalla regista bresciana per mettere in luce la contemporaneità del grande autore francese.</p>
<p>di Monica Conti e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Après Molière: la messinscena<br />
del teatro della sua vita | pag. 36</h3>
<p>Biografie, più o meno romanzate, e pièce teatrali su di lui e sulle donne della sua famiglia, in particolare sulla seconda moglie Armande, cominciano a essere pubblicate già pochi anni dopo la sua morte. A partire da Grimarest fino a Bulgakov, Macchia e Savoisien, passando per Goldoni e George Sand. Senza dimenticare il film di Ariane Mnouchkine.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>“Caratteri“ poliedrici e non “tipi“:<br />
avari, misantropi e ipocriti ridicoli | pag. 39</h3>
<p>Alceste, Arpagone, Tartufo e Arnolfo: molti gli attori e i registi italiani che li hanno portati in scena, offrendone interpretazioni originali e complesse. In alcuni casi, non trascurando comprimarie che sanno diventare protagoniste.</p>
<p>di Cesare Molinari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Non è un teatro per donne?<br />
Galleria ragionata dei personaggi femminili | pag. 42</h3>
<p>Agnès, Célimène, Dorine, Elmire, Toinette e le altre… In netta minoranza, i personaggi femminili creati da Molière rivelano però personalità e caratteristiche tutt’altro che secondarie, offrendosi così come opportunità di memorabili prove d’attrice.</p>
<p>di Maura Sesia</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nella Francia del nuovo millennio:<br />
mille volti senza un’unica verità | pag. 44</h3>
<p>Dopo la Nouvelle Vague degli anni Sessanta, l’interpretazione di Molière sulle scene francofone, nel corso dell’ultimo ventennio, si è confrontata con nuovi linguaggi, significati e prospettive di lettura, fino all’ambizioso progetto di celebrazioni varato dalla Comédie Française.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dalla scena al set<br />
è in arrivo la Molièremania? | pag. 46</h3>
<p>Registi, cinematografici e non, si sono spesso confrontati con i titoli più noti o con la biografia del commediografo francese, da Georges Méliès a Philippe Le Guay. Ma le potenzialità del suo teatro sul grande schermo hanno ancora ampi margini di esplorazione e di successo.</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A passo di danza fino alle origini: la comédie-ballet | pag. 47</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ritratti</h2>

		</div>
	</div>
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			<h3>La gioia oltre l’arte, la danza senza confini<br />
di Saburo Teshigawara | pag. 48</h3>
<p>In occasione del Leone d’Oro attribuitogli da Biennale Danza 2022, incontriamo un Maestro che, a quasi settant’anni, danza con immutata energia, fa progetti per il suo Karas Apparatus celebrando senza sosta «l’esistenza delle forme viventi».</p>
<p>di Saburo Teshigawara e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I silenzi del luna park, il mondo<br />
a misura di Virginia Raffaele | pag. 50</h3>
<p>Figlia di giostrai, Virginia Raffaele racconta come la propria infanzia l’abbia formata, ispirandola all’osservazione e all’ascolto degli altri, per farli vivere attraverso di sé nella difficile arte dell’imitazione.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scrollarsi di dosso la tragedia con una risata,<br />
Max Mazzotta e gli sconfinamenti teatrali | pag. 51</h3>
<p>Autore, attore, regista, Mazzotta apprende da Strehler a valorizzare il proprio dialetto, facendo dell’intreccio tra linguaggi e generi diversi la cifra distintiva di un teatro che mira a rappresentare la realtà con sguardo sempre nuovo.</p>
<p>di Paola Abenavoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Andrea Cosentino, indagare l’inspiegabile<br />
tra paradossi e fertile ironia | pag. 52</h3>
<p>Allenare la mente, non riposare mai sulle comode convinzioni del senso comune: è questa l’attitudine che Cosentino chiede ai propri spettatori, che volentieri si lasciano condurre per territori spesso inesplorati, in compagnia di trichechi e scienziati quantistici.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Livia Gionfrida, uscire dalla scena<br />
alla ricerca dell’incontro con l’Altro | pag. 53</h3>
<p>Dal progetto di ricerca Metropopolare alla scoperta di Scaldati, Livia Gionfrida, siciliana di nascita, toscana di adozione, non esita a chiamare amore ciò che definisce il suo teatro, in costante apertura agli altri esseri umani, con cui condivide paure, sogni, pensieri.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dove va il teatro? Mittelyoung e In-Box,<br />
due osservatori su ciò che cresce | pag. 54</h3>
<p>Cividale del Friuli e Siena hanno anticipato a maggio la stagione dei festival, monitorando movimenti e sommovimenti, d’arte e di mercato, attraverso due format complementari che ospitano le proposte artistiche della scena emergente.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Teatro ragazzi</h2>
<h3>Il Giro d’Italia del teatro ragazzi,<br />
tanti traguardi, tanti festival | pag. 56</h3>
<p>Visioni a Bologna, Teatro tra le Generazioni a Castelfiorentino, Giocateatro a Torino, Segnali a Milano e Maggio all’Infanzia a Monopoli: sono stati i principali appuntamenti primaverili per vedere nuovi spettacoli e nuove visioni artistiche.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2>Critiche</h2>

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			<h3>Le recensioni dell&#8217;ultima parte della stagione | pag. 58</h3>
<h3>Visti in Italia | pag. 82</h3>
<h3>Danza | pag. 85</h3>
<h3>Lirica | pag. 88</h3>
<h3></h3>
<h2>Exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da de Bosio a Catherine Spaak,<br />
addio a tre generazioni di spettacolo | pag. 90</h3>
<p>Con Gianfranco de Bosio, Eugenio Allegri, Lino Capolicchio e Catherine Spaak si intrecciano le vicende di uomini e donne nati in tre decenni del secolo scorso che hanno segnato in modi diversissimi la scena italiana, dal Novecento a oggi.</p>
<p>di Giuseppe Liotta, Laura Bevione e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità dal mondo editoriale | pag. 92</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;estinzione della razza umana | pag. 96</h3>
<p>di Emanuele Aldrovandi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le notizie dal mondo teatrale | pag. 112</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<p>Harold Pinter a Napoli in scena e sullo schermo | pag. 112<br />
di Laura Caretti</p>

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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 15:24:44 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Aprire o non aprire? Il dilemma<br />
dei teatri nell&#8217;autunno dello scontento | pag. 2</h3>
<p>Penalizzati dalle nuove normative anti-Covid, i teatri italiani sono costretti a fare i salti mortali<br />
per garantire le stagioni. Con effetti destabilizzanti sull’ecosistema nazionale e la tenuta<br />
dei cartelloni, ma anche possibili aperture in termini di solidarietà, creatività e digitalizzazione.<br />
di Roberto Rizzente</p>
<h3>Creare comunità, i festival<br />
come humus della polis | pag. 4</h3>
<p>Costruiscono relazioni, rafforzano i legami sociali, fanno circolare idee e producono<br />
economia di qualità: oltre che eventi artistici, i festival sono anche potenti motori<br />
di crescita per i territori, oggi – in tempo di crisi – più che mai.<br />
di Elena Scolari</p>
<h3>I mestieri del teatro, tutto cambia<br />
o tutto torna come prima? | pag. 6</h3>
<p>Covid o non Covid, sono ancora troppe le questioni aperte che riguardano il futuro<br />
dello spettacolo dal vivo. Per esempio, il processo di affermazione dei diritti<br />
dei lavoratori, che la riapertura in sicurezza delle attività teatrali non deve arrestare.<br />
di Valeria Brizzi e Arianna Lomolino</p>
<h3>Piccolo Teatro di Milano,<br />
la notte buia delle istituzioni | pag. 7</h3>
<p>Giunge all’epilogo la vicenda complessa del cambio al vertice del primo teatro<br />
nazionale italiano. Dopo mesi di attese, rimpalli, ostruzionismi e incomprensibili<br />
silenzi, l’allargamento del Cda fa intravedere una, pur discutibile, via d’uscita.<br />
di Sara Chiappori</p>
<h3>Cristina Pezzoli,<br />
la poesia è azione, l&#8217;azione è poesia | pag. 8</h3>
<p>«Cristina Pezzoli. Palombaro», così si definiva la regista scomparsa a maggio, perché<br />
amava immergersi nelle profondità dell’essere umano, per far emergere il talento<br />
di ogni attore. Dando vita a un teatro capace di trasformare il mondo.<br />
di Letizia Russo, insieme a Jacopo Bicocchi, Valentina Brusaferro, Ilaria Costanzo, Matteo Cremon, Lorenzo De Moor,<br />
Mattia Fabris, Francesca Farcomeni, Carlo Orlando, Noemi Parroni ed Elena Vanni</p>
<h3>Leggeri come Sacchi di Sabbia,<br />
la comicità di un&#8217;irraggiungibile tragedia | pag. 10</h3>
<p>Colto, popolare, sospeso tra “alto” e “basso”, è il teatro de I Sacchi di Sabbia,<br />
toscani fino al midollo, che quest’anno compiono venticinque anni di attività<br />
insieme, e li festeggiano con un pericoloso viaggio “dentro” Roberto Latini.<br />
di Marco Menini</p>
<h3>Piccola Compagnia Dammacco:<br />
stare all&#8217;inferno e creare la bellezza | pag. 12</h3>
<p>Un incontro casuale, quello tra Mariano Dammacco e Serena Balivo, docente lui,<br />
allieva lei presso la Cattolica di Brescia: due necessità che si completano nel progetto<br />
della Compagnia in un dialogo continuo tra parola poetica, pagina scritta e scena.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>Il salvataggio da un naufragio,<br />
l’amore nell’età di mezzo | pag. 13</h3>
<p>di Renzo Francabandera</p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<h3>Vienna e Salisburgo, le fragilità<br />
dell&#8217;uomo contemporaneo | pag. 14</h3>
<p>Se il festival salisburghese conferma il proprio ruolo pionieristico, nei cento anni<br />
dalla fondazione e, grazie a un protocollo rigidissimo a prova di Covid, riesce<br />
a offrire spettacoli di qualità, a Vienna va in scena la crisi del presente.<br />
di Irina Wolf</p>
<h2>Humour</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>G(L)OSSIP | pag. 16</h3>
<p>Woody über Allen<br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>Dossier</h2>

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			<h3 class="western">Soli in scena | pag. 17</h3>
<p class="western">a cura di Laura Bevione e Laura Caretti</p>

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			<h3>Libertà e responsabilità:<br />
l&#8217;arte di stare soli in scena | pag. 18</h3>
<p>Anna Caterina Antonacci, Marco Baliani e Cristiana Morganti parlano della loro esperienza,<br />
del processo di composizione e di regia di un assolo, evidenziando le difficoltà e i privilegi<br />
di questo tipo di operazioni, il cui ruolo resta fondamentale.<br />
di Laura Bevione e Laura Caretti</p>
<h3>Dalla pagina al palcoscenico:<br />
monologhi in performance | pag. 20</h3>
<p>Chi sono questi personaggi soli in una camera da letto, stanza d’ospedale, squallida tana,<br />
abitanti di uno spazio senza confini, scavato dalle passioni? Parlano di sé, a chi? E che accade<br />
quando diventa teatro, le loro parole risuonano in una voce dal vivo e noi le ascoltiamo?<br />
di Laura Bevione e Laura Caretti</p>
<h3>Fo-Rame, il giullare e la giullaressa:<br />
commedia e tragedia, coppia perfetta | pag. 24</h3>
<p>Performer solista dalle infinite voci e personificazioni, Fo si rivolge in presa diretta al pubblico,<br />
coinvolgendone la mente e la visione del mondo e del potere. Diversi e più drammatici<br />
i monologhi di Franca Rame, che spezzano in dialogo la solitudine dei personaggi.<br />
di Simone Soriani</p>
<h3>Carmelo Bene: l&#8217;in-canto della voce | pag. 26</h3>
<p>Un ritratto dell’artista, tracciato seguendo le linee del suo vero volto con i colori accesi<br />
della sua sfida al teatro, per ritrovare il senso delle sue parole, la coerenza della sua ricerca<br />
e riascoltare, nei monologhi e nei concerti/sconcerti, il suono della sua voce che diventa canto.<br />
di Piergiorgio Giacchè</p>
<h3>Un&#8217;affollata solitudine:<br />
nel laboratorio di Leo de Berardinis | pag. 28</h3>
<p>Come componeva Leo de Berardinis i suoi monologhi? Le pagine dei tanti quaderni preparatori, conservati<br />
nel suo archivio, svelano uno straordinario processo creativo che, partendo da frammenti presi agli autori<br />
più amati (Dante, Omero, Shakespeare, Joyce…), approda a una propria, originalissima, scrittura scenica.<br />
di Stefano Casi</p>
<h3>Leo e Carmelo, un confronto attraverso Dante | pag. 29</h3>
<p>di Stefano Casi</p>
<h3>Io sono una moltitudine,<br />
la scena-mondo dei narratori | pag. 30</h3>
<p>Il teatro di narrazione, esploso tra la fine degli anni Ottanta e il Duemila, sembrerebbe<br />
il regno di performer solitari. Ma i mondi che evocano sono in realtà affollati di personaggi,<br />
di cui loro si fanno medium con lo spettatore, servendosi di tecniche molto precise, di oggetti<br />
e di un rapporto sempre più frequente con la musica e i musicisti.<br />
di Claudia Cannella</p>
<h3>Incanti e sortilegi:<br />
i solisti del teatro ragazzi| pag. 33</h3>
<p>Abilità affabulatoria, talento attoriale, invenzioni a sorpresa e percezione viva del pubblico: ecco come<br />
i narratori di oggi rinnovano, in modi diversi, l’arte antica del racconto sulla scena del teatro ragazzi.<br />
di Mario Bianchi</p>
<h3>Shakespeare <em>solos</em>,<br />
ovvero il trionfo del monologo | pag. 34</h3>
<p>Accanto all’imperituro grande attore che emerge sugli altri in primo piano,<br />
negli ultimi decenni alcuni interpreti hanno occupato da soli la scena shakespeariana<br />
dando nuova voce ai protagonisti, soprattutto ad Amleto, ma anche ai personaggi minori.<br />
di Laura Caretti</p>
<h3>Aspiranti attori alla prova,<br />
Francesco Manetti racconta… | pag. 35</h3>
<p>di Laura Caretti</p>
<h3>La rivoluzione novecentesca,<br />
la voce e i suoi paesaggi sonori | pag. 36</h3>
<p>Proprio negli a solo si dispiega la natura polifonica e la potenza espressiva della voce<br />
così come Carmelo Bene ha saputo svelare, lasciando un’eredità di ricerca artistica<br />
e riflessione teorica che altri possono seguire e variare in altri modi, come fa Roberto Latini.<br />
di Valentina Valentini</p>
<h3>Cosentino e Timpano: realtà e inganno,<br />
il caso di due romani “irregolari” | pag. 37</h3>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<h3>Io (non) ballo da sola | pag. 38</h3>
<p>Tra danze permeabili e di durata, atti politici, “esposizioni” e nuove vie verso il pubblico, a sei coreografe<br />
italiane, che hanno deciso di mettersi in scena e di dirigersi in un solo, abbiamo chiesto: in che momento<br />
è nata l’idea di una danza al singolare e perché? Alla fine, si è veramente “sole” sulla scena?<br />
di Lorenzo Conti</p>
<h3>«Sola, perduta, abbandonata»<br />
le voci femminili del melodramma | pag. 40</h3>
<p>La solitudine è donna, nel teatro lirico tra Otto e Novecento: per punizione o per scelta,<br />
per assicurare amore o per lenire il dolore. Da Verdi a Poulenc, una galleria di personaggi<br />
femminili svela le strade dell’isolamento dal mondo.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Il soliloquy, cuore pulsante del musical | pag. 42</h3>
<p>Dal palcoscenico al grande schermo, l’assolo dell’artista di musical è occasione privilegiata<br />
per incantare il pubblico e per dare prova di qualità mirabolanti.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>Parola poetica, compagna di scena | pag. 43</h3>
<p>Elena Bucci, Mariangela Gualtieri, Ermanna Montanari, Moni Ovadia e Marcello Sambati raccontano la loro<br />
relazione attorale con la poesia, in rapporto alla solitudine in scena, condizione privilegiata di incontro con l’altro.<br />
di Michele Pascarella</p>
<h3>Uno e centomila,<br />
cabarettisti di ieri e di oggi | pag. 44</h3>
<p>Dallo Chat Noir parigino al Derby e allo Zelig milanesi, ma anche al Bagaglino romano,<br />
un rapido sguardo alla storia del cabaret e ai tanti protagonisti di quell’arte<br />
del monologo satirico che, soprattutto in Italia, ha antropologiche radici popolari.<br />
di Ira Rubini</p>
<h3>Giornalisti e scrittori in scena:<br />
guardare negli occhi i propri lettori | pag. 45</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<h3>Stand Up: dal night club a Facebook<br />
i feroci solisti della satira | pag. 46</h3>
<p>«Stand Up è scrivere, recitare, montare e produrre; è tutto»: un genere frutto<br />
del genio solitario di un comico che, su un palcoscenico spoglio, riesce<br />
a parlare con un pubblico variegato e vastissimo.<br />
di Laura Caparrotti</p>
<h3>Territori di confine: gli strani casi<br />
di Rezza e Bergonzoni | pag. 47</h3>
<p>Due “anomalie” della scena italiana, due monologanti che amano complicare i discorsi<br />
e spezzare consuetudini consolidate; e persino le loro differenze celano un’analoga<br />
volontà di non rinunciare alla propria personalissima poetica.<br />
di Diego Vincenti</p>

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			<h2>nati ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kepler-452, la rivoluzione<br />
e come farla dentro e fuori il teatro | pag. 48</h3>
<p>Dal Festival 20 30 al teatro partecipato, una convinzione guida la giovane compagnia<br />
bolognese nella quotidiana ricerca: non siamo impotenti nei confronti del mondo. E il<br />
teatro è un posto magnifico per ascoltare e trasformare la realtà. Con l’aiuto degli altri.<br />
di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro ragazzi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Scenario Infanzia,<br />
da qui si vede l&#8217;orizzonte del teatro | pag. 50</h3>
<p>Quattordici progetti, due vincitori ex aequo, tre segnalazioni, per un’edizione di alta<br />
qualità. Nonostante le limitazioni da pandemia, il Premio dell’Associazione Scenario<br />
laurea anche quest’anno le promesse del teatro ragazzi.<br />
di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>critiche | pag. 52</h2>

		</div>
	</div>
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p>Biennale teatro 2020, Venezia &#8211; Estate teatrale veronese &#8211; Mittelfest, Cividale del Friuli &#8211; Stagione Css Blossom-Fioriture, Udine &#8211; Estate sforzesca, Milano &#8211; Da vicino nessuno è normale, Milano &#8211; Estate del Teatro Franco Parenti, Milano – Tramedautore, Milano &#8211; Il Giardino delle esperidi, Campsirago &#8211; Astiteatro 42 &#8211; Festival delle Colline Torinesi &#8211; Summer Plays, Torino &#8211; Festival di Borgio Verezzi &#8211; Terreni Creativi, Albenga &#8211; Santarcangelo dei teatri &#8211; Trasparenze Festival, Modena &#8211; Festival Orizzonti, Chiusi &#8211; Kilowatt, Sansepolcro &#8211; Volterra Teatro &#8211; Festa del Teatro, San Miniato &#8211; Festa del Teatro, Monticchiello &#8211; Contemporanea, Prato &#8211; Todi Festival &#8211; Short Theatre, Roma &#8211; Romaeuropa &#8211; Napoli Teatro Festival Italia &#8211; RaMe Festival, Crotone &#8211; Stagione del teatro antico, Siracusa &#8211; Festival dei Tacchi, Jerzu</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Universi danzati tra la terra e il cielo | pag. 84</h3>
<p><span class="fontstyle0">di Laura Bevione, Renata Savo, Nicola Arrigoni, Carmelo A. Zapparrata, Paolo Crespi e Francesco Tei</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Con trucchi, magie e adattamenti<br />
l’opera attraversa l’epidemia | pag. 87</h3>
<p><span class="fontstyle0">di Pierfrancesco Giannangeli, Gianni Poli e Francesco Tei</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Franca Valeri, Gianrico Tedeschi:<br />
due vite lunghe giusto un secolo | pag. 88</h3>
<p>In sintonia, due eccellenze del teatro italiano ci hanno lasciato, solo un attimo<br />
dopo aver compiuto i cent’anni. Una doppia uscita di scena, traguardo<br />
di due esistenze straordinariamente ricche.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h2>biblioteca | pag. 90</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>testo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Mario e Saleh</em> | pag. 96</p>
<p>di Saverio La Ruina</p>
<h2>La società teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I registi teatrali e la fascinazione della cinepresa | pag. 106</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2019</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-di-ottobre-dicembre-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 13:37:56 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<figure id="attachment_22524" aria-describedby="caption-attachment-22524" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_DP3-ph-Giulia-Castellano-min.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22524" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_DP3-ph-Giulia-Castellano-min-300x169.jpg" alt="Dominio Pubblico 3 (foto Giulia Castellano)" width="300" height="169" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_DP3-ph-Giulia-Castellano-min-300x169.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_DP3-ph-Giulia-Castellano-min-768x432.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_DP3-ph-Giulia-Castellano-min-1024x576.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_DP3-ph-Giulia-Castellano-min-600x338.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_DP3-ph-Giulia-Castellano-min-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22524" class="wp-caption-text">Dominio Pubblico 3 (foto Giulia Castellano)</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_22523" aria-describedby="caption-attachment-22523" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-22523 size-medium" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-300x170.jpg" alt="Aggiungi un posto a tavola (foto M. Fusco Boomerang)" width="300" height="170" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-300x170.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-768x436.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-1024x581.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-600x341.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493-160x91.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Vetrina_Aggiungi-un-posto-a-tavola-phM.-Fusco-Boomerang-1-e1570195671493.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22523" class="wp-caption-text">Aggiungi un posto a tavola (foto M. Fusco Boomerang)</figcaption></figure>

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			<h3>Musical e teatri d&#8217;opera,<br />
la lunga strada verso il West End | pag. 2</h3>
<p>Una delle grandi novità delle ultime stagioni italiane è l’arrivo dei musical, con un successo tale da risvegliare anche l’interesse degli enti lirici. A Ravenna, Trieste, Torino e Bologna ci raccontano come funziona, tra hit internazionali e produzioni autoctone.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>La nuova cultural community under 30:<br />
prove tecniche di democrazia | pag. 4</h3>
<p>Non solamente una categoria, quella degli under 30 rappresenta un’intera comunità chiamata a confrontarsi, responsabilmente, con le nuove pratiche dell’arte partecipativa, organizzando festival, sostenendo giovani compagnie emergenti e lavorando sul territorio.<br />
di Lucia Medri</p>
<h3>Editoria e teatro, gioie e dolori<br />
di un binomio d&#8217;amore | pag. 6</h3>
<p>In un Paese, l’Italia, in cui si legge poco, l’editoria teatrale occupa una nicchia, a metà tra iniziativa culturale e attività economica. Una panoramica fra i protagonisti del settore, i loro progetti diversi e coraggiosi e lo scarso appoggio delle istituzioni.<br />
di Laura Bevione</p>
<h3>Dodici anni di Nerval Teatro,<br />
l&#8217;arte come medicina sociale | pag. 8</h3>
<p>Continuità e ricerca artistica: questo lo spirito del Laboratorio Permanente di Nerval Teatro, dove l’arte è in grado di farsi azione politica di inclusione. Un libro di Gerardo Guccini e Marco Menini ne ripercorre ora l&#8217;esperienza, restituendone lo spessore umano e teorico.<br />
di Diego Vincenti</p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_22521" aria-describedby="caption-attachment-22521" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22521" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-300x225.jpg" alt="Peter Gynt, Edimburgh Festival 2019." width="300" height="225" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-300x225.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-768x576.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-1024x768.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-600x450.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Peter-Gynt-18-160x120.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22521" class="wp-caption-text">Peter Gynt, Edimburgh Festival 2019.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_22522" aria-describedby="caption-attachment-22522" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22522" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-300x200.jpg" alt="Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di Rezo Gabriadze_2" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Teatromondo_Ramona_di-Rezo-Gabriadze_2.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22522" class="wp-caption-text">Ramona, scritto e diretto da Rezo Gabriadze.</figcaption></figure>

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			<h3>A Edimburgo il teatro<br />
ha il respiro della Terra | pag. 10</h3>
<p>Il grido d’aiuto del pianeta arriva anche sulle scene della capitale scozzese e dei suoi festival, da sempre lesti a cogliere le istanze di rinnovamento non solo nei linguaggi teatrali ma anche dei temi: emergenza climatica e rivolgimenti sociali in primis.<br />
di Maggie Rose</p>
<h3>VIENNA. Una terrificante cavalcata<br />
nell’inferno della Prima Guerra Mondiale | pag. 12</h3>
<p>di Irina Wolf</p>
<h3>Berlino, a Tanz im August<br />
la danza è questione di meticciato | pag. 14</h3>
<p>Un abile mix di proposte mainstream e novità assolute, artisti da tutto il mondo, generi diversi: questo il segreto del successo del festival organizzato da Hebbel am Ufer e giunto all’edizione numero trentuno.<br />
di Elena Basteri</p>
<h3>Tbilisi, il mondo fantastico di Rezo<br />
a misura di marionetta | pag. 16</h3>
<p>Nella capitale georgiana c’è un teatro minuscolo, sotto una torre sghemba: è il regno di Rezo Gabriadze, regista, scenografo, inventore di sogni, autore di un teatro di figura meraviglioso, spettacoli di autentica poesia che affermano il potere della fantasia.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<h3>MOSCA<br />
Dal Gabbiano alla Famiglia Addams,<br />
tutti pazzi per il Fomenko | pag. 17</h3>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<h3>Plovdiv, l&#8217;“altra“ capitale culturale<br />
ovvero l&#8217;Europa ai confini dell&#8217;Europa | pag. 18</h3>
<p>A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, l’esperienza dell’Odyssée Karavana celebra la prima Capitale Europea della Cultura assegnata alla Bulgaria nel 2019. E la città si proietta verso il futuro divenendo cantiere di trasformazione urbana e sociale.<br />
di Vittoria Lombardi</p>
<h3>Salisburgo, se il presente è fosco<br />
le commedie si tingono di nero | pag. 20</h3>
<p>Liliom di Ferenc Molnár e Gli indignati di Theresia Walser offrono due visioni diverse della società d’oggi, presa tra egosimi nazional-populisti e derive violente. E se nel primo prevale la sovrastruttura scenica, nel secondo la farsa si colora decisamente di humour nero.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>L&#8217;aria atlantica di Almada<br />
che rinfresca gli occhi e i polmoni | pag. 21</h3>
<h3></h3>
<p>Il maggior evento teatrale portoghese, il Festival Internazionale di Almada, rende omaggio all’Italia con Macbettu e Se questo è un uomo di Primo Levi. E schiera titoli mai banali, grandi firme della regia accanto a gruppi indipendenti.<br />
di Roberto Canziani</p>

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			<h2>Exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Andrea Camilleri a Mattia Torre<br />
antidivi e divine escono di scena | pag. 22</h3>
<p>Una lunga lista di addii ha raggelato la nostra estate, costringendoci a salutare molti personaggi che hanno segnato, in modo assai diverso, parte della storia dello spettacolo del Novecento e dei primi anni del nuovo secolo.<br />
di Giuseppe Liotta, Fabrizio Sebastian Caleffi e Arianna Lomolino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR</h2>
<h3>G(L)OSSIP | pag. 26</h3>
<p><strong>Il teatro è radical chic</strong><br />
<strong>e fa l&#8217;effetto di uno shock!</strong><br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>1989-2019: oltre i muri? | pag. 27</strong></h3>
<p>a cura di Laura Caretti e Roberto Rizzente</p>

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			<figure id="attachment_22517" aria-describedby="caption-attachment-22517" style="width: 398px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-22517" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-300x162.jpg" alt="Berlino, 1989. La caduta del muro." width="398" height="215" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-300x162.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-768x414.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-1024x552.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-600x324.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb-160x86.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-Dossier-per-Cop-fb.jpg 1179w" sizes="auto, (max-width: 398px) 100vw, 398px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22517" class="wp-caption-text">Berlino, 1989. La caduta del muro.</figcaption></figure>

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			<h3>Jack Lang: l’Europa prima di tutto | pag. 28</h3>
<p>Con immutata coerenza e passione, Jack Lang parla del suo impegno nella costruzione, insieme a Giorgio Strehler, di una rete dei Teatri d’Europa che non intendeva solo superare la divisione tra Est e Ovest, ma partecipare attivamente alla realizzazione di un’idea di Unione, oltre i muri, che ancora oggi è necessario difendere.<br />
di Giuseppe Montemagno e Jack Lang</p>
<h3>Berlino sexy e non più povera,<br />
l&#8217;ultimo decennio teatrale della città | pag. 30</h3>
<p>Gentrificazione della città, restyling urbano, assorbimento delle identità dei teatri a favore di cartelloni omnicomprensivi e facilmente esportabili, rivoluzioni controllate e indotte dall’alto: scompaiono a Berlino, in nome del business, le differenze tra Est e Ovest. Ma senza rinunciare ai talenti.<br />
di Davide Carnevali</p>
<h3>Il (ri)costruttore Jens Hillje<br />
nella Berlino post-Mauerfall | pag. 32</h3>
<p>Trasformazione degli spazi, incontri con la città, drammaturgie internazionali e un ensemble misto Est-Ovest: nella Berlino degli anni Novanta, prostrata dal neoliberalismo e dalla stagnazione culturale, il modello di Hillje e Ostermeier rinnova le istituzioni, salvandole dal collasso.<br />
di Davide Carnevali e Jens Hillje</p>
<h3>Come eravamo&#8230;<br />
Intervista con l’attrice e regista Johanna Schall | pag. 33</h3>
<p>di Laura Caretti</p>
<h3>C&#8217;era una volta l&#8217;Unione Sovietica:<br />
i difficili anni dopo la dissoluzione | pag. 34</h3>
<p>Stretta nella morsa della crisi economica, la Russia trova nel teatro un’occasione di riscatto e di riflessione critica. Con il ritorno dei grandi maestri prima, l’emersione di nuovi talenti e l’affermazione della nuova drammaturgia poi. A dispetto delle censure e dell’autoritarismo di Putin.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<h3>L&#8217;Urss secondo Dodin:<br />
l’arte e i rivolgimenti della Storia | pag. 36</h3>
<p>Parlando della propria esperienza nella vecchia e nuova Russia, ma spaziando con lo sguardo sull’Europa sconvolta da cambiamenti epocali, Lev Dodin afferma la possibilità dell’artista di tracciare in libertà il proprio percorso creativo, anticipando gli eventi, senza subirne gli influssi.<br />
di Fausto Malcovati e Lev Dodin</p>
<h3>Koršunovas: andata e ritorno<br />
dalla Lituania all&#8217;Occidente | pag. 38</h3>
<p>Partendo dalla partecipazione al Festival di Edimburgo, nel 1990, il regista Oskaras Koršunovas rivede, con gli occhi di oggi, i trent’anni della sua carriera artistica, ripercorrendola all’interno della trama di rapporti che hanno interconnesso Est e Ovest.<br />
di Laura Caretti e Oskaras Koršunovas</p>
<h3>Sīlis: in Lettonia<br />
una catena umana per dire basta | pag. 40</h3>
<p>Balzato agli onori della cronaca italiana con Legionari nel 2011 e la successiva collaborazione con Teatro Sotterraneo in War Now!, Valters Sīlis è il più noto rappresentante della generazione di autori e registi emersa dopo Hermanis.<br />
di Roberto Rizzente e Valters Sīlis</p>
<h3>Belarus vs Bielorussia:<br />
la dittatura che non ti aspetti | pag. 41</h3>
<p>Costretto in Bielorussia a lavorare in clandestinità, tra arresti e minacce, il Belarus Free Theatre, fondato a Minsk nel 2005 da Nicolai Khalezin e Natalia Koliada, è la voce principale del dissenso contro il regime di Lukashenko.<br />
di Roberto Rizzente e Nicolai Khalezin</p>
<h3>Polonia, un teatro in lotta<br />
contro muri visibili e invisibili | pag. 42</h3>
<p>Eccezionalmente libero durante il regime comunista, il teatro polacco vive, dopo il caos seguito alla caduta del Muro, una fortunata stagione di radicale rinnovamento della regia e del repertorio drammaturgico, che oggi la politica reazionaria dei partiti conservatori cerca di contrastare.<br />
di Dariusz Kosiński</p>
<h3>Balcani, in principio era la Jugoslavia,<br />
il teatro in un Paese che non c&#8217;è più | pag. 45</h3>
<p>Nel tempo tragico dei Balcani “bruciati” dalla guerra, il teatro riflette le pulsioni violente di una realtà disgregata, ma dà corpo anche alle voci che le contrastano, mettendo in scena le trasformazioni del presente, raccontando storie di sperdimento e di esilio con una forza drammatica che travalica i nuovi muri.<br />
di Franco Ungaro</p>
<h3>Frljić, la crisi dell’Europa? Una giustizia poetica | pag. 47</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>
<h3>Ceauşescu e oltre: 30 anni di libertà teatrale | pag. 48</h3>
<p>Costretta dalla dittatura a una vita irregolare, l’arte drammatica romena conosce, dopo la caduta di Ceauşescu nel 1989, una rinnovata libertà creativa e un nuovo sviluppo, grazie soprattutto al contributo delle minoranze linguistiche e della scena indipendente.<br />
di Irina Wolf</p>
<h3>Cărbunariu e Nelega,<br />
la Romania che guarda a Occidente | pag. 49</h3>
<p>di Irina Wolf</p>
<h3>L&#8217;Ungheria secondo Schilling,<br />
il cambiamento impossibile | pag. 50</h3>
<p>Come può accadere che un artista venga dichiarato «un pericolo per la sicurezza nazionale» e decida di andarsene dal proprio Paese? Lo racconta il regista Árpád Schilling, e le sue parole sono un drammatico atto di accusa nei confronti della società e del teatro ungheresi.<br />
di Andrea Tompa e Árpád Schilling</p>
<h3>Cecoslovacchia, anni Novanta:<br />
quattro morti e una nascita | pag. 52</h3>
<p>Con il crollo del regime, il teatro cecoslovacco conobbe un’irripetibile stagione di libertà ed euforia creativa. Presto ridimensionata dalla concorrenza della televisione, dalla crisi del linguaggio e dello Stato, e solo appena compensata dalla nascita di premi, di fondi, e dei teatri indipendenti.<br />
di Viliam Klimáček</p>
<h3>Gergana Dimitrova: in Bulgaria,<br />
nelle scuole, si videro gli abiti colorati | pag. 53</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>
<h3>Good Bye Lenin: i festival<br />
come motore del cambiamento | pag. 54</h3>
<p>Amministratori illuminati, direttori artistici visionari e coraggiosi: una congiuntura irripetibile ha consentito ai Festival di Edimburgo, Avignone, Cividale del Friuli, Belgrado, Bucarest e Vilnius di anticipare le mosse della politica, promuovendo la libera circolazione delle idee e degli artisti e contribuendo alla fondazione di un’identità europea.<br />
di Roberto Canziani, Gherardo Vitali Rosati, Maggie Rose, Franco Ungaro, Irina Wolf e Laura Caretti</p>
<h3>La caduta del Muro nella stagione 2019-20 | pag. 56</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<h3>La vocazione internazionale dell’École des Maîtres | pag. 57</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<h3>Missione compiuta: le reti<br />
per proteggere il dialogo interculturale | pag. 58</h3>
<p>Sostenuti dalla Ue o dalla libera interazione di teatri e festival, i progetti transnazionali hanno avuto un ruolo insostituibile nella definizione di un’identità europea, sdoganando l’Est prima, e promovendo la mobilità degli artisti, la formazione dei giovani e il sostegno della drammaturgia contemporanea poi.<br />
di Laura Bevione e Roberto Canziani</p>
<h3>Il Premio Europa per il Teatro:<br />
applausi non solo ai grandi maestri | pag. 59</h3>
<p>Da Taormina a Breslavia, da San Pietroburgo a Salonicco, il Premio Europa, nato nel 1987, ha il merito di avere dato un riconoscimento ai grandi maestri della scena internazionale, ma più ancora di avere istituito un premio speciale per gli artisti delle nuove realtà teatrali, iniziando subito dopo la caduta del Muro con il russo Vasil’ev.<br />
di Ira Rubini</p>

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			<h2>Nati Ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Premio Scenario si fa festival<br />
e trova casa a Bologna | pag. 60</h3>
<p>Alla Manifattura delle Arti una settimana di spettacoli e la finale del Premio, giunto alla 18a edizione. Vincono Una vera tragedia di Favaro/Bandini e Il colloquio di collettivo lunAzione, segnalati Bob Raphsody di Carolina Cametti e Mezzo chilo di Serena Guardone.<br />
di Claudia Cannella</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Critiche</h2>

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			<figure id="attachment_22519" aria-describedby="caption-attachment-22519" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_Mistery-Magnet_-e1570196203235.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-22519 size-medium" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_Mistery-Magnet_-e1570196203235-300x182.jpeg" alt="Hyxstrio20194_Critiche_Mistery Magnet_Miet Warlop" width="300" height="182" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_Mistery-Magnet_-e1570196203235-300x182.jpeg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_Mistery-Magnet_-e1570196203235-768x466.jpeg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_Mistery-Magnet_-e1570196203235-1024x622.jpeg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_Mistery-Magnet_-e1570196203235-600x364.jpeg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_Mistery-Magnet_-e1570196203235-160x97.jpeg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_Mistery-Magnet_-e1570196203235.jpeg 1616w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22519" class="wp-caption-text">Mystery Magnet, di Miet Warlop, courtesy of Biennale Teatro 19.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_22520" aria-describedby="caption-attachment-22520" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Riccardo-Buffonini-Valentina-Picello-@foto-Matteo-Delbï.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22520" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Riccardo-Buffonini-Valentina-Picello-@foto-Matteo-Delbï-300x180.jpg" alt="Hyxstrio20194_Critiche_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Riccardo-Buffonini-Valentina-Picello-@foto-Matteo-Delbï" width="300" height="180" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Riccardo-Buffonini-Valentina-Picello-@foto-Matteo-Delbï-300x180.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Riccardo-Buffonini-Valentina-Picello-@foto-Matteo-Delbï-768x461.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Riccardo-Buffonini-Valentina-Picello-@foto-Matteo-Delbï-1024x615.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Riccardo-Buffonini-Valentina-Picello-@foto-Matteo-Delbï-600x360.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2019/10/Hyxstrio20194_Critiche_ORGOGLIO-E-PREGIUDIZIO-Riccardo-Buffonini-Valentina-Picello-@foto-Matteo-Delbï-160x96.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22520" class="wp-caption-text">Orgoglio e pregiudizio, regia di Arturo Cirillo @foto Matteo Delbï</figcaption></figure>

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			<h3>Biennale Teatro, drammaturgie plurali<br />
per il teatro del XXI secolo | pag. 64</h3>
<p>Da Oliver Frlijć a Miet Warlop, dai Leoni Jetse Batelaan e Jens Hillje agli italiani Alessandro Serra e Lucia Calamaro, il festival veneziano, terza edizione firmata da Antonio Latella, mette in scena le molteplici declinazioni della drammaturgia. Senza dimenticare i giovani registi premiati alla Biennale College 2018.<br />
di Nicola Arrigoni, Laura Bevione, Claudia Cannella, Sara Chiappori, Arianna Lomolino, Michele Pascarella.</p>
<h3>Ipernatural, a Dro il teatro<br />
riscrive la propria natura | pag. 70</h3>
<p>Drodesera è da sempre luogo della massima biodiversità scenica. Ad allargare quest’anno i confini del performativo ci pensano, fra gli altri, Morbio/Giacconi, Le Gac e Chambry, Michele Rizzo, Jaha Koo e Michikazu Matsune.<br />
di Laura Bevione, Renata Savo e Diego Vincenti</p>
<h3>A Santarcangelo si sperimenta<br />
un teatro a misura d’uomo | pag. 75</h3>
<p>Fedele alla propria vocazione, il festival romagnolo propone quest’anno un approccio slow al presente, privilegiando artisti e spettacoli capaci di uno sguardo “gentile” sul mondo: Gribaudi, Calderoni, Norman, Grilli, Núcleo Corpo Rastreado, Sickle, Verhoeven, Katsof e Yahalomi.<br />
di Diego Vincenti, Roberto Rizzente e Laura Bevione</p>
<h3>Inequilibrio, quando un festival<br />
invita a immaginare | pag. 80</h3>
<p>Da Scabia ai Babilonia Teatri, da Palazzeschi a De Summa, Scarlini/Questa ed Elena De Carolis, e dalle coreografie di Michele Di Stefano alle tragicomiche vicende narrate dal duo Sarteanesi/Bosi, le molte visioni che attraversano il presente a Castello Pasquini.<br />
di Marco Menini e Diego Vincenti</p>
<h3>L’altra metà del cielo<br />
sul palcoscenico di Spoleto | pag. 83</h3>
<p>Emma Dante, Lucinda Childs, Andrée Ruth Shammah: tre regie, per tre storie di donne alla ricerca di se stesse, attraversano il programma del Festival dei 2Mondi.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<h3>Ntfi, molti palcoscenici<br />
nel cuore di Napoli e dintorni | pag. 86</h3>
<p>37 giorni di programmazione, 40 luoghi tra il capoluogo partenopeo e le altre città campane, oltre 150 appuntamenti di teatro, danza, letteratura e altri eventi performativi: la nostra panoramica nella programmazione della seconda parte del festival.<br />
di Stefania Maraucci, Giusi Zippo e Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Bolzano a Palermo<br />
corpi in movimento | pag. 92</h3>
<p>Un viaggio tra le proposte di danza dell’estate, ci porta a Bassano del Grappa per B.Motion, in Trentino, per Bolzano Danza e Oriente Occidente, in Piemonte, con Vignale Monferrato Danza e a Palermo. Con un’incursione lirica al Festival della Valle d’Itria.<br />
di Carmelo A. Zapparrata, Laura Bevione, Roberto Canziani, Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Commedia e tragedia convivono<br />
sul palcoscenico di Martina Franca</h3>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2>Testo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>HOSPES, -ĬTIS | pag. 96</h3>
<p>di Fabio Pisano<br />
Premio Hystrio-Scritture di Scena 2019</p>
<p><a href="https://www.hystrio.it/testo/hospes-itis/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi la scheda del testo</a>!</p>
<h2>Biblioteca | pag. 114</h2>
<p>A cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale | pag. 118</h2>
<p>A cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Mistero buffo: mezzo secolo e non sentirlo | pag. 118</h3>
<p>di Simone Soriani</p>

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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2017</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2016 16:59:41 +0000</pubDate>
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			<h2>Speciale</h2>

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			<h3>Dario Fo, un classico del Novecento | pag. 2</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal “decennio borghese” al “decennio rosso”, dalle improvvisazioni al Nobel,<br />
Dario Fo è stato, prima di tutto, un grande uomo di teatro animato da un forte<br />
impegno politico e artistico. Scomparso lui restano le sue opere, popolari<br />
e innovative, che ora attendono solo nuova vita in scena.</p>
<p>di Simone Soriani</p>
<h3>Il profeta di Rossini | pag. 5</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>I migliori sono pittori | pag. 6</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<figure id="attachment_18215" aria-describedby="caption-attachment-18215" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18215" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-300x200.jpg" alt="Davide Iodice (progetto Città balena del Teatro i di Milano)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18215" class="wp-caption-text">Davide Iodice (progetto Città balena del Teatro i di Milano).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_18216" aria-describedby="caption-attachment-18216" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18216" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-300x200.jpg" alt="Monica Piseddu in &quot;Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni&quot; (foto: Gabriele Zanon)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18216" class="wp-caption-text">Monica Piseddu in &#8220;Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni&#8221; (foto: Gabriele Zanon).</figcaption></figure>

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			<h3>Teatro e territorio,<br />
presente e futuro delle Residenze Creative | pag. 8</h3>
<p>Da luoghi di produzione a spazi “protetti” dove poter creare, le Residenze entrano nel Decreto Ministeriale come soggetti attivi. Un’intesa tra Stato e Regioni lo ha tradotto in un esperimento che rivela debolezze e punti di forza dell’intero sistema teatrale.<br />
di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INTERVISTA A NINNI CUTAIA<br />
Nel dialogo tra residenze e sistema, una chiave per il rinnovamento | pag. 9</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Davide Iodice: Napoli, <em>Amleto</em><br />
e gli specialisti dell&#8217;esistenza  | pag. 10</h3>
<p>Folgorato da Leo de Berardinis, Iodice è un artista difficile da definire, con un’idea fortemente poetica del proprio lavoro, capace di spaziare dalle scene più tradizionali a quelle <em>underground</em>, dalla danza al teatro di parola, dalla regia alla pedagogia.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giovani mattatori/10: Monica Piseddu<br />
il talento e la determinazione | pag. 12</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Accademia di Roma, e poi l’incontro con Arturo Cirillo, Danio Manfredini, Massimiliano Civica, Antonio Latella, i premi, lo studio continuo e costante, segnano il percorso di una delle attrici più coraggiose e talentuose del nostro teatro.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>I Bandi del Premio Hystrio 2017</strong> | pag. 14</h3>

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	</div>
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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_18228" aria-describedby="caption-attachment-18228" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18228" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-300x200.jpg" alt="&quot;Place des héros&quot;, regia di Krystian Lupa (foto: D. Matvejevas)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-768x513.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-600x401.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18228" class="wp-caption-text">&#8220;Place des héros&#8221;, regia di Krystian Lupa (foto: D. Matvejevas).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_18229" aria-describedby="caption-attachment-18229" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18229" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-300x200.jpg" alt="&quot;Our violence is your violence&quot;, regia di Oliver Frljić (foto: Velija Hasanbegovic)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18229" class="wp-caption-text">&#8220;Our violence is your violence&#8221;, regia di Oliver Frljić (foto: Velija Hasanbegovic).</figcaption></figure>

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			<h3>Parigi: l&#8217;eroica rivolta di Lupa<br />
contro i fantasmi della vecchia Europa | pag. 16</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Festival d’Automne conferma la sua vocazione cosmopolita e l’attenzione alla drammaturgia contemporanea, esplorando le nuove frontiere del monologo e della creazione collettiva. Con un omaggio a Krystian Lupa, impegnato in una trilogia ispirata a Thomas Bernhard.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong> </strong><br />
PARIGI/2<br />
<em>Une chambre en Inde</em>, ovvero il mondo in fiamme e il senso del teatro | pag. 18</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>LONDRA<br />
Il declino dell’Impero di sua Maestà<br />
Kenneth Branagh e il ritorno del <em>music-hall</em> | pag. 19</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In scena a Vienna<br />
le inquietudini della nuova Europa | pag. 20</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La presunta “invasione” dell’Europa da parte dei rifugiati colonizza anche i cartelloni dei teatri austriaci grazie a spettacoli con cui alcuni dei migliori registi del continente invitano il pubblico a ripensare sicurezze granitiche e a vincere stereotipi radicati.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Sarajevo a Belgrado,<br />
traumi del passato e vertigini del presente | pag. 22</h3>
<p>Mentre estetica e politica riempiono la scena al Mess di Sarajevo, città ancora “sotto assedio” e in cerca di una difficile pacificazione post-bellica, al Bitef di Belgrado si va alla scoperta del nuovo teatro con spettacoli provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In cerca dell&#8217;autore, a Cluj<br />
le parole fanno spiccare il volo | pag. 24</h3>
<p>Si concentra sul rapporto tra testo e messinscena il programma degli Incontri Internazionali di Teatro, festival che ha luogo al Teatro Nazionale della città romena. Rodrigo García, Robert Cohen e Matei Vișniec, fra gli autori ospiti.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lugano, nel labirinto<br />
del nuovo teatro europeo | pag. 26</h3>
<p>Dall’intrecciarsi delle drammaturgie proposte al Festival Internazionale del Teatro emerge una tendenza a infrangere il confine tra spazio della finzione e realtà, alla ricerca di una più chiara visione del presente.</p>
<p>di Maddalena Giovannelli e Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>BASILEA<br />
L’assurdo del potere e l’insensatezza della vita,<br />
Latella e la terza versione del <em>Caligola </em>di Camus | pag. 27</h3>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>”Danse l&#8217;Afrique, danse!“<br />
L&#8217;arte come arma di costruzione di massa | pag. 28</h3>
<p>Alla triennale di danza a Ouagadougou, in Burkina Faso, l’Africa riscopre se stessa, tra unicità e apertura sul mondo, con spettacoli provenienti anche da Tunisia, Camerun, Senegal e Mozambico.</p>
<p>di Marilena Crosato</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>G(L)OSSIP</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mister O&#8217;Buffo, cronache di un addio milanese</strong><br />
<strong> e <em>grammelot </em>con sinossi e note</strong> | pag. 30</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La nuova scena argentina </strong>| pag. 31</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di Davide Carnevali e Manuela Cherubini</p>

		</div>
	</div>
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			<p><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-18219 aligncenter" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-300x144.jpg" alt="hystrio-12017_dossier_immagine-interna_hystrio-12017_chiara-dattola" width="469" height="225" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-300x144.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-768x369.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-600x288.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-160x77.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola.jpg 945w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a></p>

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			<h3>Argentina, la disperata vitalità</h3>
<h3>di un teatro minato dal <em>tarifazo </em>| pag. 32</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il profilarsi di una nuova crisi economica mette in ginocchio il teatro argentino, soprattutto le sale indipendenti, e fa crollare la presenza del pubblico. A Buenos Aires la nuova direzione del Teatro Cervantes lascia sperare in nuove aperture come, per la prima volta, la produzione di un testo del <em>porteño </em>Spregelburd, uno dei massimi autori della scena contemporanea.</p>
<p>di Rafael Spregelburd e Manuela Cherubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La nascita della scena indipendente</h3>
<h3>tra democrazia e crisi economica | pag. 34</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo secoli passati a ispirarsi a modelli europei, negli ultimi trent’anni il teatro argentino ha sviluppato poetiche, estetiche e sistemi produttivi del tutto autonomi. Complici tre momenti storici: la fine della dittatura, il ripristino della democrazia, nel 1983, e la crisi economica del 2001.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un mestiere che si impara a bottega | pag. 36</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fuori dalle Accademie, la formazione dei <em>teatristi </em>argentini avviene attraverso workshop e corsi, ma soprattutto lavorando insieme alle personalità più affini alla propria inclinazione e poetica. Tra i maestri di questa forma di trasmissione del sapere, Bartís, Veronese, Tantanian e Kartun.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Autori di oggi</h3>
<h3>dispositivi di piacere | pag. 38</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spregelburd, Daulte e Pensotti: le “microstorie” di tre <em>teatristi </em>nati tra gli anni ’60 e ’70, attualmente considerati fra i più interessanti “creatori di mondi” della drammaturgia argentina.</p>
<p>di Manuela Cherubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Timbre 4, la casa dei desideri</h3>
<h3>in una ex fabbrica di scarpe | pag. 40</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel pieno della crisi economica del suo Paese, Claudio Tolcachir acquista uno spazio per la sua compagnia, oggi punto di riferimento della scena indipendente di Buenos Aires e non solo.</p>
<p>di Claudio Tolcachir e Manuela Cherubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Una scuola al servizio dello spettatore | pag. 42</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Scuola dello Spettatore, fondata da Jorge Dubatti a Buenos Aires nel 2001, coagula oggi centinaia di iscritti in diverse sedi, ponendosi come stimolo e offrendo strumenti di analisi di quanto avviene sulla ipertrofica scena argentina. Con la consapevolezza che non esiste un teatro egemone, ma una pluralità di esperienze.</p>
<p>di Jorge Dubatti e Davide Carnevali</p>

		</div>
	</div>
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			<figure id="attachment_18226" aria-describedby="caption-attachment-18226" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18226" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-300x200.jpg" alt="&quot;Apatrida&quot;, di Rafael Spregelburd." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-1024x682.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18226" class="wp-caption-text">&#8220;Apatrida&#8221;, di Rafael Spregelburd.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_18225" aria-describedby="caption-attachment-18225" style="width: 361px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18225" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-300x176.jpg" alt="&quot;La omision de la familia Coleman&quot;, di Claudio Tolcachir (foto: Giampaolo Samà)." width="361" height="212" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-300x176.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-768x452.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-600x353.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-160x94.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18225" class="wp-caption-text">&#8220;La omision de la familia Coleman&#8221;, di Claudio Tolcachir (foto: Giampaolo Samà).</figcaption></figure>

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			<h3>Nuovissime generazioni:</h3>
<h3>una galassia in continua espansione | pag. 44</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’intreccio tra vita quotidiana e teatro, per i <em>teatristi </em>più giovani diventa una sfida, più che un limite, ricoprire diversi ruoli all’interno della pratica scenica, che diventa un percorso collettivo. Tre esempi: Santiago Loza, Romina Paula e Ariel Farace.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Progetto Prove,</h3>
<h3>la mela e il suo sapore | pag. 46</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la sua Compañía Buenos Aires Escènica, Feldman porta avanti dal 2013 un progetto in dieci tappe sul rapporto tra rappresentazione e spettatore alla ricerca di nuove possibili relazioni.</p>
<p>di Matías Feldman</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Frammenti di un discorso</h3>
<h3>sul disagio dell&#8217;attore | pag. 47</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scomodità e vergogna come fonti di energia per arrivare a una recitazione vera e concreta. Riflessioni sul lavoro con gli attori di uno dei più intriganti <em>teatristi </em>argentini.</p>
<p>di Federico León</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Buenos Aires mi uccide,</h3>
<h3>ascesa e caduta delle sale indipendenti | pag. 48</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nato negli anni ’30, cresciuto negli anni ’60 ed esploso negli anni ’80, il teatro indipendente della capitale argentina è un’esperienza unica e irripetibile oggi a rischio di estinzione a causa dell’attuale politica neoliberale, che ha tolto i sussidi alla cultura e fatto aumentare considerevolmente il costo della vita.</p>
<p>di Gabriel Guz</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fra Università e arte emergente:</h3>
<h3>il Centro Cultural Ricardo Rojas | pag. 49</h3>
<p>di Manuela Cherubini</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>A Buenos Aires come a Parigi, uno sguardo sull’editoria teatrale | pag. 50</h3>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rodrigo García, sadico provocatore</h3>
<h3>o il fustigatore dell&#8217;Occidente ipocrita? | pag. 51</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra astici cucinati dal vivo, pulcini terrorizzati e galli cedroni in scarpe da tennis, il teatro di García ha spesso provocato polemiche e censure. In realtà al centro del suo lavoro c’è una feroce quanto ironica critica al consumismo bulimico del mondo euroamericano.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
<h3><em>Don&#8217;t cry for me Argentina</em></h3>
<h3>espatriati per amor di libertà | pag. 62</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dagli anni &#8217;50, generazioni di artisti argentini si sono rifugiate in Europa per fuggire alle dittature militari e alle violenze fasciste. Da Copi a García, da Brie a Spregelburd, una rapida carrellata sui talenti che, nei vari decenni, decisero di attraversare l’oceano per lavorare. E cambiare la geografia del teatro.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Il Festival Internacional de Buenos Aires</h3>
<h3>appuntamento irrinunciabile della scena porteña | pag. 63</h3>
<p>di Gabriel Guz</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<h3>La pacifica invasione</h3>
<h3>degli argentini in Italia | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che sia stato per necessità o per curiosità, i <em>teatristi </em>argentini che varcarono l’oceano – da Copi a Rodrigo García, da Brie a Spregelburd – hanno portato nel nostro Paese una vitalità che ha stupito e conquistato i pubblici e i registi più diversi, tra i quali Luca Ronconi.</p>
<p>di Damiano Pignedoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro ragazzi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dance and puppet</h3>
<h3>tutti i colori dell&#8217;autunno teatrale | pag. 66</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Trento a Mantova e Lamezia Terme, le vetrine di teatro ragazzi si animano di nuove proposte, fra cui particolare attenzione merita Y Generation, dedicato alla danza. Sul fronte del teatro di figura, invece, brillano le rassegne Incanti e Arrivano dal Mare!</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>TEATRO DI FIGURA</h3>
<h3>Quando le marionette si fanno di marzapane:</h3>
<h3><em>Hänsel e Gretel </em>secondo la Compagnia Colla | pag. 68</h3>
<p>di Claudia Cannella</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Critiche</h2>

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			<p><strong> </strong></p>
<h3>Il Maestro e l’allieva</h3>
<h3><em>Elvira </em>secondo Servillo | pag. 60</h3>
<p>di Claudia Cannella<strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danae, il festival diffuso:</h3>
<h3>riflessioni sullo scenario urbano | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Produzioni (<em>Vous êtes pleine de désespoir</em>), danza, masterclass, performance, ricerca che attiva e coinvolge il territorio: questo il festival organizzato da 18 anni a Milano dal Teatro delle Moire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nella cucina di Wesker</h3>
<h3>microcosmo di varia umanità | pag. 70</h3>
<p>di Laura Santini e Massimo Bertoldi<strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>A Vie Festival è di scena la vita</h3>
<h3>ridotta in (poetici) frammenti | pag. 74</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Berlin con le loro 29 storie, il Belarus Free Theatre e Koršunovas, ma anche l’amore cantato da Terzopoulos, i rivoluzionari veri di Backa Teater e quelli narrati da Motus e Aldrovandi, per finire coi sogni di fuga dalle metropoli cinesi e i drammi domestici di Adriatico e Carullo-Minasi: una panoramica dal festival modenese</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Romaeuropa le contraddizioni dell’uomo contemporaneo | pag. 84</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Piemonte ed Emilia Romagna</h3>
<h3>vetrine della danza contemporanea | pag. 91</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Butterfly a Titania le donne rubano la scena | pag. 94</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Testo</h2>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fratelli | pag. 96</h3>
<p>di Pier Lorenzo Pisano</p>
<p>Premio Hystrio-Scritture di Scena 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca | pag. 108</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Società Teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il gattopardismo del Mibact in vista del Codice dello Spettacolo | pag. 112</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2013</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-2-di-aprile-giugno-2013/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2013 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vetrina Il teatro “colloquiale” di Oriza Hirata tra androidi-attori e parole-farfalla &#124; pag. 2 di Cristina Ventrucci Arrivato da pochi anni in Europa, il regista giapponese ha recentemente presentato a Parigi la sua versione del cechoviano Tre sorelle. Un teatro testuale, dove storie e sentimenti sono evocati e mai raccontati e dove allo spettatore è &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Vetrina</h2>
<p align="left">Il teatro “colloquiale” di Oriza Hirata tra androidi-attori e parole-farfalla <span class="pagina">| pag. 2</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/cristina-ventrucci/">Cristina Ventrucci</a></em></div>
<div>
<p align="left">Arrivato da pochi anni in Europa, il regista giapponese ha recentemente presentato a Parigi la sua versione del cechoviano <i>Tre sorelle</i>. Un teatro testuale, dove storie e sentimenti sono evocati e mai raccontati e dove allo spettatore è lasciato il compito di &#8220;sentire&#8221; l&#8217;accadere delle cose.</p>
</div>
<p align="left">Giovani mattatori/7</p>
<p align="left">Arianna Scommegna, il teatro senza dubbio <span class="pagina">| pag. 4</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fausto-malcovati/">Fausto Malcovati</a></em></div>
<div>
<p align="left">Una vocazione e una scelta caparbia, quella di essere attrice. Arianna Scommegna sembra non temere alcuna sfida: che sia Giulietta o Mater Strangosciàs, la barbona Piera o una Molli Bloom meneghina, l’attrice sa donare ai suoi personaggi una costante, generosa intensità.</p>
</div>
<h2>Teatrotv</h2>
<p align="left">Dal Derby ai palcoscenici catodici<br />
la doppia vita del cabaret <span class="pagina">| pag. 7</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/pier-giorgio-nosari/">Pier Giorgio Nosari</a></em></div>
<div>
<p align="left">Conquista definitivamente la tv nel 1986 con <i>Zelig </i>e non la lascia più. Un po’ snobbato dal teatro, in realtà il cabaret ne conserva i tratti più popolari, come lo sberleffo e il regionalismo, che con l’etere sembrano sposarsi a meraviglia.</p>
</div>
<h2>Premio Hystrio</h2>
<h4>Premio Hystrio-Occhi di Scena</h4>
<p align="left"><b>Bando di concorso 2013</b> <span class="pagina">| pag. 8</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/hystrio/">Hystrio </a></em></div>
<div></div>
<div><a title="Leggi l'articolo" href="http://www.hystrio.it/bando-di-concorso-2013/">leggi l&#8217;articolo ›</a></div>
<h2>Premio alla vocazione</h2>
<h3><a href="http://www.hystrio.it/il-bando-2013/">Il Bando 2013 <span class="pagina">| pag. 9</span></a></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/hystrio/">Hystrio </a></em></div>
<div></div>
<div><a title="Leggi l'articolo" href="http://www.hystrio.it/il-bando-2013/">leggi l&#8217;articolo ›</a></div>
<h2>Teatromondo</h2>
<p align="left">E non dissero nemmeno una parola<br />
il <i>visual theatre </i>è di scena al Mime Festival <span class="pagina">| pag. 10</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/margherita-laera/">Margherita Laera</a></em></div>
<div>
<p align="left">Londra. Anche se non manca la danza, Mime 2013 è il trionfo del (nuovo) circo, dalle acrobazie di Zimmermann &amp; de Perrot ai due cardinali di Stan’s Café, che raccontano tutta la Bibbia senza parlare, alla musica suonata con le palline da tennis di Compagnie 111.</p>
</div>
<p align="left">Parigi, in amore e in guerra<br />
tutto è lecito, o forse no <span class="pagina">| pag. 12</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/giuseppe-montemagno/">Giuseppe Montemagno</a></em></div>
<div>
<p align="left">Scenari bellici sulle rive della Senna, nei primi mesi invernali. Un grande successo ha salutato la riscoperta della drammaturgia di Ferdinand Bruckner, mentre due autori anglofoni, Harwood e Crimp, si soffermano sugli orrori e le tragiche conseguenze di un conflitto e Pommerat racconta quando si esaurisce l’amore.</p>
</div>
<p align="left">Le centocinquanta primavere<br />
di Konstantin Stanislavskij <span class="pagina">| pag. 14</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fausto-malcovati/">Fausto Malcovati</a></em></div>
<div>
<p align="left">Il gotha del teatro internazionale si è riunito al Teatro d&#8217;Arte di Mosca per celebrare i 150 anni dalla nascita del grande riformatore russo, raccontando e analizzando il suo lavoro e la sua eredità. Unica parola d&#8217;ordine: vietato mitizzare.</p>
</div>
<p align="left">Gennaio a New York i teatri sempre aperti della Grande Mela <span class="pagina">| pag. 16</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/gherardo-vitali-rosati/">Gherardo Vitali Rosati</a></em></div>
<div>
<p align="left">Under the radar, Coil Festival e la vetrina di Apap sono solo alcuni dei molti appuntamenti teatrali che catturano i newyorkesi nel mese di gennaio: in 24 ore su 24 di spettacoli e incontri, 3500 artisti e operatori si confrontano con il pubblico e i distributori durante spettacoli e <i>show case</i>.</p>
</div>
<p align="left">Bielorussia oggi: the Sex and the City <span class="pagina">| pag. 19</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-canziani/">Roberto Canziani</a></em></div>
<div>
<p align="left">Nel suo nuovo spettacolo, <i>Minsk 2011</i>, il Belarus Free Theatre racconta la dittatura di Lukashenko attraverso il prisma della sessualità e delle cicatrici lasciate sul corpo degli oppositori.</p>
</div>
<p align="left">Tra «torto storico» e «ostinata sfortuna» l’Iran gioca in scena il suo destino</p>
<p><span class="pagina">| pag. 20</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/franco-ungaro/">Franco Ungaro</a></em></div>
<div>
<p align="left">Pur con enormi contraddizioni, gli iraniani manifestano la propria voglia di futuro anche attraverso il teatro. In occasione del Fajr International Festival di Tehran le sei sale del City Theatre si riempiono all’inverosimile, nonostante il ferreo controllo della censura e della polizia segreta.</p>
</div>
<h2>Humour</h2>
<p align="left">Voi non la conoscete<br />
ha gli occhi belli</p>
<h3><span class="pagina">| pag. 22</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fabrizio-sebastian-caleffi/">Fabrizio Sebastian Caleffi</a></em></div>
<div></div>
<h2>Dossier</h2>
<p align="left">Teatro &amp; Sesso <span class="pagina">| pag. 23</span></p>
<div><em>a cura di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/claudia-cannella/">Claudia Cannella</a>, <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/diego-vincenti/">Diego Vincenti</a></em></div>
<div>
<p align="left">Un sottile filo rosso si srotola lungo la storia dei palcoscenici, di volta in volta nascosto, sussurrato, esposto, inflazionato: il sesso. Ogni secolo a declinarlo secondo pruriti e ispirazioni, scandali e censure. Analisi di uno dei temi più caldi di sempre, cercando di definirne importanza e riflessi su artisti, critica e pubblico. Nessuno escluso. In un viaggio che muove dai riti dionisiaci per arrivare all’oggi, passando attraverso pantomime settecentesche e avanguardie di inizio Novecento. Insomma, tutto quello che volevate sapere sul sesso (a teatro) ma non avete mai osato chiedere.</p>
</div>
<h3>Quando il sesso divenne <i>mainstream</i> <span class="pagina">| pag. 24</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/diego-vincenti/">Diego Vincenti</a></em></div>
<div>
<p align="left">Nel 2001 debutta <i>XXX</i>. E la gente scopre il porno a teatro. Merito de La Fura dels Baus, dalla Catalogna al resto del mondo a colpi di scandali e provocazioni. Da qui comincia il nostro viaggio nelle alcove teatrali, con una chiacchierata hystrionica in compagnia di Alex Ollé, all’epoca insieme a Carlos Padrissa regista di quello che sarebbe diventato lo spettacolo più visto della Fura.</p>
</div>
<h3>Due millenni di magnifica ossessione <span class="pagina">| pag. 26</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/giuseppe-liotta/">Giuseppe Liotta</a></em></div>
<div>“Scuola di trasgressione” agli occhi della censura elisabettiana, il teatro ha attraversato i millenni cercando di gestire l’unico chiodo fisso che non l’ha mai abbandonato: il sesso. Di volta in volta declinato in metafore, lirismi, perifrasi e quant’altro, per aggirare censure e consuetudini sociali. A parte qualche orgetta settecentesca, un corpo poco vissuto ma molto discusso. Arriverà poi il Novecento a riequilibrare le cose.</div>
<p align="left">Avanguardie divine: il ’900<br />
nel gran teatro del sesso <span class="pagina">| pag. 32</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/oliviero-ponte-di-pino/">Oliviero Ponte di Pino</a></em></div>
<div>
<p align="left">Dalla <i>Signora delle camelie </i>alle porno-riscritture di Joe D’Amato. O, se si preferisce, dalle farse di Feydeau a Cicciolina in Parlamento. Il Novecento è il Partito dell’Amore per il teatro: liberi tutti, che ognuno si sfoghi come gli pare. E fra tradizione e avanguardie, tematiche identitarie e provocazioni, non mancano gli spunti a un palcoscenico profondamente mutato. E in mutazione. Dove irrompono i meticciati artistici e le performance.</p>
</div>
<p align="left">Gradazioni dell’osceno<br />
metafore dell’ultimo Novecento <span class="pagina">| pag. 36</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/paolo-ruffini/">Paolo Ruffini</a></em></div>
<div>
<p align="left">Di Cauteruccio al Teatro delle Apparizioni, passando per Motus, Accademia degli Artefatti, Fanny &amp; Alexander, Frattaroli e altri, un <i>excursus </i>alla fine del millennio dove labili e perturbanti si fanno i confini fra teatro, danza e performance, anche nel declinare la presenza in scena del corpo e del sesso.</p>
</div>
<p align="left">Gradazioni dell’osceno<br />
metafore dell’ultimo Novecento <span class="pagina">| pag. 39</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fabio-acca/">Fabio Acca</a></em></div>
<div>
<p align="left">Da Cauteruccio al Teatro delle Apparizioni, passando per Motus, Accademia degli Artefatti, Fanny &amp; Alexander, Frattaroli e altri, un <i>excursus </i>alla fine del millennio dove labili e perturbanti si fanno i confini fra teatro, danza e performance, anche nel declinare la presenza in scena del corpo e del sesso.</p>
</div>
<h3>Teatro delle identità, identità del teatro <span class="pagina">| pag. 42</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-canziani/">Roberto Canziani</a></em></div>
<div>
<p align="left">Da Amanda Lear e Frank-n-Furter, al labirinto delle etichette LGBT, <i>queer</i>, <i>transgender</i>, <i>butch</i>, <i>drag king</i>: quanto è cambiato il punto di vista sul pianeta trans e i suoi protagonisti.</p>
</div>
<h3>Un amore senza etichette <span class="pagina">| pag. 44</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/mario-cervio-gualersi/">Mario Cervio Gualersi</a></em></div>
<div>Teatro specchio della società? Forse. Ma non sempre. Si vedano gli inossidabili sentimenti omofobi che tuttora permeano pensieri politici italioti e titoli in cronaca (nera). Più avanti di secoli il palcoscenico. Dove omosessualità è normalità. Spunto come un altro di ispirazioni e messinscene. Con un elenco lungo così di talenti e spettacoli.</div>
<h3>Sesso e <i>body art</i>, uniti contro il potere <span class="pagina">| pag. 45</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-rizzente/">Roberto Rizzente</a></em></div>
<div>Acconci, Schwarzkogler, Orlan, Grigorescu, Abramovic e altri. La sessualità nelle <i>performing arts </i>degli anni Sessanta e Settanta era usata come grimaldello per scardinare l’ideologia imperante. Oggi, nell’era del virtuale, pare essersi trasformata soprattutto in operazione di marketing o speculazione intellettuale<strong>.</strong></div>
<p align="left">Svestire gli artisti: trasgressione o moda? <span class="pagina">| pag. 46</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/hystrio/">Hystrio </a></em></div>
<div></div>
<p align="left">Living Theatre, oltre lo scandalo<br />
la bellezza della nudità <span class="pagina">| pag. 50</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/cristina-valenti/">Cristina Valenti</a></em></div>
<div>
<p align="left">Preceduti dallo scandalo (occasionale) di <i>Mysteries and Smaller Pieces</i>, furono <i>Antigone</i>, <i>Paradise Now </i>e <i>Sette meditazioni sul Sadomasochismo Politico </i>a scatenare arresti, censure e sospensione degli spettacoli. Perché i loro nudi in scena – simbolo di libertà, erotismo, sopruso – erano rivoluzionari rispetto al potere e alla morale dominanti.</p>
</div>
<p align="left">«Il personale è politico!»<br />
il sesso nel teatro di Dario Fo e Franca Rame <span class="pagina">| pag. 51</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/simone-soriani/">Simone Soriani</a></em></div>
<div>
<p align="left">Dalle donne amerindie, che vivono l’amore senza paturnie cattoliche, alle posizioni politiche dei monologhi successivi (anni Settanta). In mezzo, la lucida analisi sulla cultura popolare che porterà al <i>Mistero Buffo</i>. Cronaca di un Premio Nobel e consorte alle prese con l’uso distorto che da sempre il potere fa del sesso.</p>
</div>
<h3>La satira tra le lenzuola degli italiani <span class="pagina">| pag. 52</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/marco-menini/">Marco Menini</a></em></div>
<div>
<p align="left">Politica, certo. Ma anche sesso, tanto tanto sesso. Il genere comico con la lingua più lunga del mondo, non si è mai tirato indietro nell’utilizzarla per castigare politici e società civile. Dai classici ginnasiali a Luttazzi, dai toscanacci alle metafore da prima serata della Littizzetto, breve ritratto <i>hot </i>della satira italiana. E dei suoi pruriti.</p>
</div>
<h3>E adesso spogliati, come sai fare tu <span class="pagina">| pag. 53</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fabrizio-sebastian-caleffi/">Fabrizio Sebastian Caleffi</a></em></div>
<div>I primi topless teatrali e baci saffici che ancora fanno scalpore. Spregiudicate regie liriche e i figli dei fiori con il loro peace&amp;love. Campionario semiserio di poppe celebri e scandali di contrabbando. Ché il teatronon si è mai fatto mancare niente. O quasi. In attesa che qualcuno si ricordi che siamo nell’era dell’acquario.</div>
<h3>Quell’eros così ballerino tra riti pagani e orgasmi collettivi <span class="pagina">| pag. 54</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/domenico-rigotti/">Domenico Rigotti</a></em></div>
<div>
<p align="left">Sono le avanguardie d’inizio Novecento a sdoganare la passione più sensuale sui palcoscenici coreutici. Poi arriverà il nudo, più o meno strumentale. Con Maurice Béjart a divenire paladino dell’eros declinato in gesto e movimento. Ma forse molto (molto) prima, perfino la biblica Maria quando danzava, lo faceva con ben poco mistici ardori…</p>
</div>
<h3>Là ci darem&#8230;quando il sesso è all&#8217;opera <span class="pagina">| pag. 56</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/giuseppe-montemagno/">Giuseppe Montemagno</a></em></div>
<div>
<p align="left">Nato per cantare l’amore e la fedeltà, il melodramma ben presto si avventura su terreni ben più scabrosi, ora occultando, ora apertamente svelando irresistibili seduzioni e travolgenti amplessi. Dal Seicento di Monteverdi ai giorni nostri di Boesmans e Adès.</p>
</div>
<h4><strong>I protagonisti della giovane scena/43</strong></h4>
<p align="left"><strong>La sostenibile leggerezza dell’essere, </strong><strong>il teatro-danza secondo Zerogrammi</strong> <span class="pagina">| pag. 58</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/laura-bevione/">Laura Bevione</a></em></div>
<div>
<p align="left">C’è Italo Calvino, nel dna di Stefano Mazzotta ed Emanuele ciannamea, ma anche Merce Cunningham e la “pugliesità” di <i>Mappugghje</i>. La loro drammaturgia del corpo procede “per  sottrazione” e mira alla massima chiarezza ed essenzialità.</p>
<p align="left">
</div>
<h2>Teatroragazzi</h2>
<h3>Gli spettatori del futuro si allenano a Parma e a Bologna <span class="pagina">| pag. 60</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/mario-bianchi/">Mario Bianchi</a></em></div>
<div>
<p align="left">Zona Franca a chiudere il 2012, Visioni di futuro, visioni di teatro ad aprire il 2013: le due rassegne emiliane hanno messo in evidenza un panorama di teatro ragazzi particolarmente attento alla ricerca e al rinnovamento della tradizione.</p>
</div>
<h2>Exit</h2>
<p align="left">Mariangela Melato<br />
il sorriso della Milano più sincera <span class="pagina">| pag. 62</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/maurizio-porro/">Maurizio Porro</a></em></div>
<div>
<p align="left">Aveva una rara dedizione al proprio lavoro e un piglio da capocomica: mai stanca, si metteva continuamente alla prova, recitando con maestri quali Visconti, Sepe, Sciaccaluga, Strehler, Ronconi, De Capitani e alternando grandi figure tragiche come Fedra, Medea, madre Coraggio ai musical e alle commedie all’italiana.</p>
</div>
<h3>Euripide, Goldoni e Pirandello<br />
sul lettino di Massimo Castri <span class="pagina">| pag. 64</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/pierfrancesco-giannangeli/">Pierfrancesco Giannangeli</a>, <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-canziani/">Roberto Canziani</a></em></div>
<div>
<p align="left">Il regista toscano ha segnato la storia del teatro italiano dell’ultimo Novecento, anche come pedagogo di intere generazioni di attori. Da autentico psicanalista della scena, ha portato ai livelli più alti e profondi l’analisi registica sui testi. Fra i suoi “pazienti” Pirandello (odioso), Goldoni (ipocrita), Pasolini (detestabile), ma anche i più amati Ibsen, Schnitzler, Marivaux ed Euripide.</p>
</div>
<h3>Ciao Ettore,<br />
maestro di ironia e libertà intellettuale <span class="pagina">| pag. 66</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/claudia-cannella/">Claudia Cannella</a>, <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/renato-gabrielli/">Renato Gabrielli</a></em></div>
<div>
<p align="left">Colto, raffinato, curioso, Ettore Capriolo ha saputo trasmettere l’amore per il teatro non solo attraverso la sua preziosa attività di studioso e traduttore, ma anche in veste di pedagogo poco convenzionale e molto anticonformista.</p>
</div>
<p align="left">Addio al genio umile di Claudio Remondi <span class="pagina">| pag. 67</span></p>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/francesco-tei/">Francesco Tei</a></em></div>
<div></div>
<h2>Critiche</h2>
<h3>Le recensioni <span class="pagina">| pag. 68</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/hystrio/">Hystrio </a></em></div>
<div>[link_critiche]</div>
<h2>Testi</h2>
<h3>Maledetta primavera <span class="pagina">| pag. 98</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/enrico-castellanibabilonia-teatri/">Enrico Castellani/Babilonia Teatri</a></em></div>
<div>[link_testi]</div>
<h3>La speranza congelata delle rivolte arabe <span class="pagina">| pag. 102</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/stefano-casi/">Stefano Casi</a></em></div>
<div>
<p align="left">Scritto per il Ballhaus Naunynstrasse di Berlino, nel 2012, <i>Maledetta primavera </i>è un canto per voce sola di donna, che esprime tutti i timori sull’esito delle lotte per la democrazia combattute nei paesi arabi.<br />
[link_testi]</p>
</div>
<h2>Biblioteca</h2>
<h3>Le novità editoriali <span class="pagina">| pag. 104</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/albarosa-camaldo/">Albarosa Camaldo</a></em></div>
<div></div>
<h2>Società teatrale</h2>
<h3>L&#8217;attualità del mondo del teatro <span class="pagina">| pag. 108</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-rizzente/">Roberto Rizzente</a></em></div>
<div></div><p>The post <a href="https://www.hystrio.it/numero/numero-2-di-aprile-giugno-2013/">Numero 2 di aprile-giugno 2013</a> first appeared on <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.hystrio.it/numero/numero-2-di-aprile-giugno-2013/">Numero 2 di aprile-giugno 2013</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p>
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		<title>Numero 3 di luglio-settembre 2012</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-3-di-luglio-settembre-2012/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jul 2012 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Premio Hystrio la 14 edizione I finalisti &#124; pag. 2 di Hystrio Un Premio Hystrio da record &#124; pag. 4 di Ilaria Angelone Premio Hystrio Godilonda nouvelle vague a Castiglioncello &#124; pag. 6 di Fabrizio Caleffi Premio Hystrio Le motivazioni &#124; pag. 7 di Hystrio Premio Hystrio alla Vocazione i vincitori e i segnalati &#124; &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Premio Hystrio</h2>
<h4>la 14 edizione</h4>
<h3>I finalisti <span class="pagina">| pag. 2</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/hystrio/">Hystrio </a></em></div>
<div></div>
<h3>Un Premio Hystrio da record <span class="pagina">| pag. 4</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/ilaria-angelone/">Ilaria Angelone</a></em></div>
<div></div>
<h2>Premio Hystrio</h2>
<h3>Godilonda nouvelle vague a Castiglioncello <span class="pagina">| pag. 6</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fabrizio-caleffi/">Fabrizio Caleffi</a></em></div>
<div></div>
<h2>Premio Hystrio</h2>
<h3>Le motivazioni <span class="pagina">| pag. 7</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/hystrio/">Hystrio </a></em></div>
<div></div>
<h3>Premio Hystrio alla Vocazione i vincitori e i segnalati <span class="pagina">| pag. 10</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/hystrio/">Hystrio </a></em></div>
<div></div>
<h4>Premio Hystrio-Scritture di Scena_35<br />
le motivazioni dei tre testi segnalati</h4>
<h3>Premio Hystrio-Occhi di Scena le motivazioni <span class="pagina">| pag. 11</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/hystrio/">Hystrio </a></em></div>
<div></div>
<h2>Vetrina</h2>
<h3>Stoppard contro le dittature, dinosauri che sopravvivono in Europa <span class="pagina">| pag. 12</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-canziani/">Roberto Canziani</a></em></div>
<div>Giunto a Roma per accompagnare The Coast of Utopia, il 75enne drammaturgo inglese ci parla di ciò che gli sta più a cuore oggi, della sorte dei dissidenti in Bielorussia e del gruppo teatrale che ne è la bandiera: il Belarus Free Theatre.</div>
<h3>Belarus Free Theatre il teatro di resistenza che lavora grazie a Skype <span class="pagina">| pag. 13</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-canziani/">Roberto Canziani</a></em></div>
<div></div>
<h4>Giovani mattatori/6:</h4>
<h3>Giuseppe Battiston, quando recitare diventa un gesto politico <span class="pagina">| pag. 14</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fausto-malcovati/">Fausto Malcovati</a></em></div>
<div>Che sia Macbeth o il Dottor Freiss, che sia diretto da Santagata o da Soldini, Giuseppe Battiston non perde occasione di dimostrare un talento straordinario nel dare corpo e voce a storie e personaggi scelti con grande consapevolezza.</div>
<h3>«Il falso nel delizioso»: vent&#8217;anni di utopia nel teatro di Fanny &amp; Alexander <span class="pagina">| pag. 17</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/alessandra-cava/">Alessandra Cava</a></em></div>
<div>Un inesauribile dinamismo emerge dal lavoro del gruppo cesenate, che festeggia i suoi primi due decenni di attività. Laboratori, incontri, fotografia e radio, libri, riviste, giochi enigmistici, tutto è parte della loro desiderante ricerca, delle loro enigmatiche, inafferrabili rappresentazioni.</div>
<h2>Teatromondo</h2>
<h3>Complicité, le ossessioni tecnologiche di un collettivo d&#8217;avanguardia <span class="pagina">| pag. 18</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/margherita-laera/">Margherita Laera</a></em></div>
<div>Inglese di formazione parigina, Simon McBurney, insieme al suo gruppo, attraversa la scena da trent’anni con immutata energia. La sua è una poetica fatta di passione per le storie, forte impatto visivo, largo spazio alla creatività dell’attore, e gli è valsa molti riconoscimenti, ultimo dei quali il ruolo di Artista Associato presso il Festival di Avignone 2012.</div>
<h3>Parigi coglie l&#8217;attimo fuggente tra le macerie del passato <span class="pagina">| pag. 20</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/giuseppe-montemagno/">Giuseppe Montemagno</a></em></div>
<div>Dal Giappone post-atomico alle township sudafricane, la drammaturgia francese contemporanea viaggia sull’onda di ricordi incancellabili e di un futuro incerto, riscoprendo la necessità di vivere intensamente l’immediatezza del presente, guidata dalla scrittura di Peter Brook e Marguerite Duras, Julio Cortázar e Carol Dunlop.</div>
<h3>A Bruxelles, il futuro riparte dai bambini tra docu-fiction e immagini perturbanti <span class="pagina">| pag. 22</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/elena-basteri/">Elena Basteri</a></em></div>
<div>Al Kunstenfestivaldesartes sono molti gli spettacoli che hanno visto in scena i giovanissimi, alle prese con la scuola, la guerra, le storie degli adulti, vittime e protagonisti dell’oggi con lo sguardo rivolto al domani.</div>
<h3>Fra miti e visioni del futuro, la scena polacca fa i conti con la Storia <span class="pagina">| pag. 23</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/sergio-lo-gatto/">Sergio Lo Gatto</a></em></div>
<div>Il congresso biennale dell’Associazione Internazionale Critici di Teatro è l&#8217;occasione per dare uno sguardo ai cartelloni dei maggiori teatri della città polacca: spiccano un Teorema pasoliniano, versione di Grzegorz Jarzyna, la visione del futuro secondo Komuna Warszawa e l’Oreste punk di Marcin Liber.</div>
<h4>Le notti in bianco berlinesi,<br />
la durata come nuovo orizzonte di senso</h4>
<h3><span class="pagina">| pag. 24</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/elena-basteri/">Elena Basteri</a></em></div>
<div>Il cambio di direzione artistica per i Theatertreffen segna la “nuova onda” berlinese: tra regie collettive, equilibrio fra classici e contemporanei e spettacoli-fiume, il festival sembra scostarsi dal modello di “vetrina di beni di lusso” per affermarsi anche come luogo di incontro, formazione e dibattito.</div>
<h3>Dalla Puglia, il punto sul teatro in Russia oggi <span class="pagina">| pag. 25</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-canziani/">Roberto Canziani</a></em></div>
<div></div>
<h3>Un atto di fede per la Colombia, Bogotà prova a scommettere sulla cultura <span class="pagina">| pag. 26</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/rodolfo-sacchettini/">Rodolfo Sacchettini</a></em></div>
<div>Si punta sul circo e sugli ospiti internazionali nel Festival Iberoamericano di Teatro, alla ricerca di “normalità” ma anche di un’identità culturale difficile per una delle città più violente del pianeta.</div>
<h2>Foyer</h2>
<h4>glossip</h4>
<h3>Summer like it hot <span class="pagina">| pag. 28</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fabrizio-caleffi/">Fabrizio Caleffi</a></em></div>
<div></div>
<h2>Dossier</h2>
<h3>Teatro e sport <span class="pagina">| pag. 29</span></h3>
<div><em>a cura di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-rizzente/">Roberto Rizzente</a></em></div>
<div></div>
<h3>Teatro dello sport o teatro sullo sport? <span class="pagina">| pag. 30</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/edoardo-erba/">Edoardo Erba</a></em></div>
<div>Quando le parole si fondono nelle azioni Due grandi passioni: lo sport e le lettere. Con Maratona di New York Erba inventa un modo nuovo di parlare dello sport in scena, dove la drammaturgia nasce e si intreccia con l’esperienza atletica.</div>
<h3>Rito, rappresentazione e gara millenni di affinità elettive <span class="pagina">| pag. 32</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/oliviero-ponte-di-pino/">Oliviero Ponte di Pino</a></em></div>
<div>La cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Londra 2012, affidata a Danny Boyle, e la maratona dedicata a Shakespeare non fanno che ribadire un rapporto consolidato nel tempo. Per certi versi simili, teatro e sport hanno intrecciato i loro percorsi in una serie di appuntamenti che ha scandito la storia dello spettacolo dal vivo.</div>
<h3>Globe to Globe: una staffetta per Shakespeare il Bardo, campione olimpionico in 37 lingue <span class="pagina">| pag. 32</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/laura-santini/">Laura Santini</a></em></div>
<div></div>
<h3>In palestra con Ricardo Bartis <span class="pagina">| pag. 36</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/davide-carnevali/">Davide Carnevali</a></em></div>
<div></div>
<h3>Davide Enia: una partita epica giocata in scena 800 volte <span class="pagina">| pag. 37</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/renzo-francabandera/">Renzo Francabandera</a></em></div>
<div>Esempio storico del teatro di narrazione, Italia-Brasile 3 a 2 ha acquisito una dimensione epica grazie alla capacità di attingere a un serbatoio di eventi popolari, radicati nella memoria collettiva.</div>
<h3>Attore, atleta e spettatore: una questione di feeling <span class="pagina">| pag. 38</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/gerardo-guccini/">Gerardo Guccini</a></em></div>
<div>Le somiglianze tra sport e teatro a livello di pubblico e di interprete hanno da sempre stimolato la riflessione di artisti e intellettuali: ne sono un esempio Zacconi, Barthes e Pasolini.</div>
<h3>Il teatro, tempio e arena della vita dove gioco scenico fa rima con calcio <span class="pagina">| pag. 40</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/marco-martinelli/">Marco Martinelli</a></em></div>
<div>Dalla fascinazione per il calcio al dramma dell’epilessia, fino al ritorno in campo e alla scoperta del teatro: così Marco Martinelli racconta la nascita della non-scuola del Teatro delle Albe. In nome dell’infanzia.</div>
<h3>Bravo, Bene, goal! <span class="pagina">| pag. 41</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fabrizio-caleffi/">Fabrizio Caleffi</a></em></div>
<div></div>
<h3>Storie di grandi sfide per eroi e anti-eroi <span class="pagina">| pag. 42</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-rizzente/">Roberto Rizzente</a>, <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/simone-soriani/">Simone Soriani</a></em></div>
<div>Attento ai fenomeni sociali del nostro tempo, il teatro di narrazione si è servito spesso dello sport. Raccontando la biografia dei campioni o la vita quotidiana che scorre intorno ai grandi eventi sportivi. In senso spesso autobiografico.</div>
<h3>Luoghi di teatro, luoghi di sport <span class="pagina">| pag. 44</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/diego-vincenti/">Diego Vincenti</a></em></div>
<div>Sono sempre più numerose le comparsate del teatro in stadi, palazzetti e arene. Ma dove finiscono le esigenze di regia e inizia la ricerca spassionata di consenso (economico)?</div>
<h3>Da Aristotele a Super Mario: drammaturgia del videogame <span class="pagina">| pag. 44</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/oliviero-ponte-di-pino/">Oliviero Ponte di Pino</a></em></div>
<div></div>
<h3>L&#8217;attore della prima volta <span class="pagina">| pag. 45</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/franco-ruffini/">Franco Ruffini</a></em></div>
<div>La tecnica di Georges Carpentier, il “metodo naturale” di allenamento lanciato da Hérbert, la mediazione di Decroux e Copeau: il rapporto tra training teatrale e atletico è la storia di un incontro a lungo preparato. Nel segno di Stanislavskij.</div>
<h4>Atleti sotto lo chapiteau</h4>
<h3><span class="pagina">| pag. 48</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/pier-giorgio-nosari/">Pier Giorgio Nosari</a></em></div>
<div>Virtuosi del corpo, animali e clown: la storia del rapporto tra circo e sport è costellata di tanti episodi e affonda le sue radici nella notte dei tempi. Con la benedizione del barone De Coubertin.</div>
<h3>Da Amedeo Nazzari ad Alessio Boni settant’anni di scherma scenica <span class="pagina">| pag. 49</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/renzo-musumeci-greco/">Renzo Musumeci Greco</a></em></div>
<div></div>
<h3>Ballando con gli sport <span class="pagina">| pag. 50</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/domenico-rigotti/">Domenico Rigotti</a></em></div>
<div>Da Sport di Manzotti-Marenco a Jeux di Nijinsky e Troy Game di Robert North: lungo viaggio fra i capolavori del balletto classico dedicati allo sport.</div>
<h3>Il gioco e l&#8217;inganno, ovvero il duello di Amleto <span class="pagina">| pag. 51</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/pier-giorgio-nosari/">Pier Giorgio Nosari</a></em></div>
<div></div>
<h3>La danza oggi: dribbling, estro e poesia Non solo grandi balletti e coreografie spettacolari. Negli ultimi anni sono emerse performance che indagano l’altro volto dello sport, nascosto ai riflettori. <span class="pagina">| pag. 52</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-rizzente/">Roberto Rizzente</a></em></div>
<div></div>
<h3>Gonzo play in Las Vegas <span class="pagina">| pag. 54</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fabrizio-caleffi/">Fabrizio Caleffi</a></em></div>
<div></div>
<h3>Il teatro? Uno sport da ragazzi <span class="pagina">| pag. 54</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/mario-bianchi/">Mario Bianchi</a></em></div>
<div>Il teatro? Uno sport da ragazzi Alpinismo, ciclismo, automobilismo, calcio, basket, nuoto: gli sport più amati dagli italiani in dieci anni di teatro ragazzi. In nome della crescita individuale e contro la competizione.</div>
<h2></h2>
<h3>Non di solo rugby vive la Haka: sport, teatro e ritualità in Nuova Zelanda <span class="pagina">| pag. 54</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/pier-giorgio-nosari/">Pier Giorgio Nosari</a></em></div>
<div></div>
<h2>Dossier</h2>
<h3>L’improvvisazione teatrale, un nome un match <span class="pagina">| pag. 55</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/paola-abenavoli/">Paola Abenavoli</a></em></div>
<div></div>
<h3>Le Cerimonie Olimpiche: un rito per tutte le stagioni <span class="pagina">| pag. 56</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/pier-giorgio-nosari/">Pier Giorgio Nosari</a></em></div>
<div>Memori degli ideali del barone De Coubertin, le Cerimonie Olimpiche moderne conservano un legame forte e imprescindibile col rito, costituendo una summa di tutte le tradizioni teatrali. A dispetto del business.</div>
<h3>Wrestling: tra fiction e showbiz una Commedia dell’Arte agli estrogeni <span class="pagina">| pag. 58</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/pier-giorgio-nosari/">Pier Giorgio Nosari</a></em></div>
<div></div>
<h3>Increduli, buffi, terrificanti, umani: sono i pupazzi “farciti” di Neville Tranter <span class="pagina">| pag. 60</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/sergio-lo-gatto/">Sergio Lo Gatto</a></em></div>
<div>Lavorare coi pupazzi per l&#8217;artista australiano significa andare alle radici del teatro e alla ricerca dello spettatore, per metterlo di fronte a paure e sogni, bisogni e desideri, personificati e resi umani dalla materia dei suoi personaggi.</div>
<h2>Critiche</h2>
<h3><span class="pagina">| pag. 62</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/hystrio/">Hystrio </a></em></div>
<div>[link_critiche]</div>
<h2>Biblioteca</h2>
<h3>Backstage lit: summer play per mammiferi felici <span class="pagina">| pag. 101</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/fabrizio-caleffi/">Fabrizio Caleffi</a></em></div>
<div></div>
<h3>Le novità editoriali <span class="pagina">| pag. 104</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/albarosa-camaldo/">Albarosa Camaldo</a></em></div>
<div></div>
<h2>Testi</h2>
<h3>MANI GRANDI, SENZA FINE Nascita e ascesa del design a Milano <span class="pagina">| pag. 107</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/laura-curino/">Laura Curino</a></em></div>
<div>[link_testi]</div>
<h2>La società teatrale</h2>
<h3>L&#8217;attualità del mondo teatrale <span class="pagina">| pag. 116</span></h3>
<div><em>di <a title="Scopri tutti i numeri" href="http://www.hystrio.it/collaboratore/roberto-rizzente/">Roberto Rizzente</a></em></div>
<div>Hanno collaborato: Ilaria Angelone, Laura Bevione, Fabrizio Sebast ian Calef f i, Lucia Cominoli, Emilio Nigro, Marta Vitali.</div><p>The post <a href="https://www.hystrio.it/numero/numero-3-di-luglio-settembre-2012/">Numero 3 di luglio-settembre 2012</a> first appeared on <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.hystrio.it/numero/numero-3-di-luglio-settembre-2012/">Numero 3 di luglio-settembre 2012</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p>
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