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	<title>Stefano Massini - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 16:24:36 +0000</pubDate>
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			<h2>SPECIALE HYSTRIO FESTIVAL</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un festival per raccontare il nostro tempo, per ricordare che il teatro è (anche) politica | pag. 4</h3>
<p>La quarta edizione di Hystrio Festival si consolida nel suo formato – 10 spettacoli, 6 letture sceniche, un incontro, una mise en espace, le finali del Premio Hystrio alla Vocazione e la serata di consegna dei Premi Hystrio 2025 –, acquisisce nuove prestigiose partnership e diventa sempre di più un fertile luogo di incontro per giovani artisti, critici, operatori e pubblico, che hanno affollato le sale del Teatro Elfo Puccini di Milano.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro nel nuovo triennio ministeriale, tra New Public Management e consumismo | pag. 16</h3>
<p>Con tagli e declassamenti, il settore esce malconcio dalla ripartizione delle risorse Fnsv. Non solo per la riduzione dei contributi, ma anche per la logica che sembra trasparire dalle scelte operate: quella del commercio, che premia risultati materiali e a breve termine.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Toscana Terra Accogliente: spettacoli, territori e comunità | pag. 18</h3>
<p>Giunto alla sua quarta edizione, il progetto supporta artisti e compagnie offrendo residenze, spazi e risorse nella prospettiva di delineare un sistema culturale diffuso, policentrico e sostenibile, favorendo processi creativi dalla fase di studio alla circuitazione.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’expo di una Puglia che non vive solo di cartoline | pag. 19</h3>
<p>Erede del circuito teatrale regionale, Puglia Culture ha allestito uno showcase di spettacoli dal vivo nei centri storici della provincia di Brindisi: teatro, danza, musica, performance ma non solo. Le eccellenze, i problemi, le idee e le speranze di un territorio.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Troina, un festival al femminile al centro della terra del mito | pag. 20</h3>
<p>Raggiunge il primo lustro di attività il Mythos Troina Festival: la piccola comunità della provincia ennese punta sul teatro per un riscatto civile e sociale nel segno della restanza e nel nome di Artemide.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’invasione della bellezza: Scenica, uno dei festival più a sud d’Europa | pag. 21</h3>
<p>Vittoria, in provincia di Ragusa, è per latitudine più meridionale di Tunisi: in questo margine del margine, dal 2009, l’Associazione Santa Briganti presenta grandi nomi della scena nazionale, in stretto dialogo con le molte comunità che abitano il territorio.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Edimburgo e i suoi festival: in cerca della verità | pag. 22</h3>
<p>Dall’Edinburgh International Festival al Fringe: l’estate del 2025 porta una ventata di contemporaneità e internazionalità nelle programmazioni di due festival fondamentali per la vita culturale della città. Al centro l’arte come strumento per cercare la verità.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Storie sulla fragilità umana: in scena al Festival di Salisburgo | pag. 24</h3>
<p>La sezione “Teatro” del celebre Festival estivo austriaco si concentra su lavori inerenti alla guerra e alla conflittualità apparentemente insita nel genere umano, con uno sguardo privilegiato riservato alle opere di artisti dell’attuale diaspora russa, contraria all’invasione dell’Ucraina.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR l’ange du foyer</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’intelligenza teatrale è artificiosa o artificiale? Non è stata mai banale, spesso è fenomenale | pag. 26</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e Sogno | pag. 27</h3>
<p>a cura di Marco Menini e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lingiardi: sogno e teatro, una realtà poliglotta che parla la lingua delle immagini | pag. 28</h3>
<p>Speculare alla rappresentazione scenica, l’esperienza onirica apre infinite possibilità creative che i drammaturghi, nei secoli, hanno saputo raccogliere e interpretare, realizzando testi fondamentali, capaci di parlare a ogni cultura.</p>
<p>di Vittorio Lingiardi e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Essere spettatori, registi e attori sul palcoscenico del nostro inconscio | pag. 30</h3>
<p>Il sogno e la rappresentazione teatrale parlano lo stesso linguaggio. Dotati di drammaturgia, scenografia e regia, rendono possibile un viaggio interiore che permette all’essere umano di confrontarsi con la propria complessità, accettandone i compromessi e le contraddizioni.</p>
<p>di Luana Montoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Uscire dai cardini della realtà: percorsi nella drammaturgia da Eschilo al Novecento | pag. 32</h3>
<p>Presente da sempre in tutte le culture, dai Greci fino alla drammaturgia americana del dopoguerra, la dimensione onirica attraversa l’intera storia del teatro, contribuendo a ridefinire il linguaggio, le coordinate della rappresentazione, la psicologia dei personaggi e i confini stessi della realtà, con delle ricadute che spesso sconfinano nel sociale.</p>
<p>di Martina Treu, Laura Bevione, Giuseppe Liotta, Franco Perrelli, Andrea Bisicchia, Gianni Poli, Marco Castellari, Maurizio Porro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Maeterlinck: quando i sogni muoiono all’alba | pag. 34</h3>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un sogno più forte della realtà: il teatro sudamericano | pag. 37</h3>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>«Togli la ragione e lasciami sognare in pace»: il teatro italiano a tu per tu con l’onirico | pag. 38</h3>
<p>Di volta in volta connotato come simbolo, scorciatoia per raccontare eventi nascosti o incomprensibili, occasione per sparigliare le carte, rinnovare il linguaggio e arricchire la psicologia di un personaggio, il sogno è presente ovunque nel teatro contemporaneo italiano.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Carmelo Bene: l’impossibilità del teatro tra attorialità, verticalità e musicalità | pag. 39</h3>
<p>di Piergiorgio Giacché</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pasolini: alla ricerca del sogno perduto | pag. 40</h3>
<p>di Stefano Casi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Spostare il baricentro del reale: il teatro siciliano da Pirandello a Emma Dante | pag. 41</h3>
<p>Impastato di terra e di sangue, contaminato con la crisi dell’Io, il sogno nel teatro siciliano non ha alcuna funzione consolatoria ma serve a dissotterrare il rimosso, spezzare la linearità logica del reale e reinventare il linguaggio, in nome di una nuova e più incerta verità.</p>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>«Uh Marò che bellu suonno»: prospettive antropologiche sulla scena napoletana | pag. 42</h3>
<p>Da sempre presente nella cultura napoletana, il tema del sogno emerge con forza nella drammaturgia a partire dagli anni Settanta, contribuendo a rendere labile il confine con la realtà e a esplorare gli abissi psicologici, le paure e le ambizioni frustrate dei personaggi.</p>
<p>di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Eduardo De Filippo, l’ambiguità del reale rivelata | pag. 43</h3>
<p>di Stefania Maraucci</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Marcuse, Freud, Jung, Hillman e Lynch nella lunga notte del nostro presente | pag. 44</h3>
<p>Numerose sono le esperienze che, negli ultimi decenni del teatro italiano, hanno attraversato l’universo onirico, spesso popolato di mostri. Dal sogno inteso come spazio della protesta antiborghese e antiaccademica, fino al confronto con Freud e Jung, senza tralasciare l’eredità di David Lynch.</p>
<p>di Rodolfo Sacchettini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro “post-traumatico” tedesco contro le trappole del razionalismo | pag. 46</h3>
<p>Dal Romanticismo in avanti, passando per gli anni bui del nazismo e del socialismo reale, il sogno ha regalato spazi inesausti di libertà al teatro tedesco, spianando la strada all’esplorazione dell’Io e a una più radicale sperimentazione formale, erede di Brecht e di Müller.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Risuonano echi strindberghiani nella drammaturgia scandinava del ‘900 | pag. 47</h3>
<p>Imitato e più volte citato per la commistione tra reale e onirico, oltre che per gli interrogativi morali e metafisici che solleva, Il sogno di Strindberg è un modello ricorrente nel teatro scandinavo del secondo Novecento, da Bergman a Lagerkvist, fino a Fosse.</p>
<p>di Franco Perrelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Massini: contro la macchina e l’AI, il sogno come manifesto dell’umano | pag. 48</h3>
<p>Drammaturgo, vincitore del Tony Award nel 2022, da pochi mesi alla direzione artistica del Teatro della Toscana, Stefano Massini ha dedicato due lavori a L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud e, nell’arco di un decennio, ha approfondito in maniera sistematica i testi scientifici del padre della psicanalisi.</p>
<p>di Stefano Massini e Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danzare e poi chiudere gli occhi, quando il corpo si fa ultraterreno | pag. 47</h3>
<p>Dal balletto romantico ottocentesco alla danza contemporanea, il sogno è stato espediente per esprimersi in modo innovativo sia dal punto di vista drammaturgico che dal punto di vista tecnico-stilistico, sfuggendo alle regole di verosimiglianza del reale.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>«Ed ho paura di sognare ancora»: quando l’opera svela l’indicibile | pag. 48</h3>
<p>Otto e Novecento sono stati i secoli d’oro nella descrizione di sogni e sonni sulle tavole del melodramma: per raccontare ciò che è inesprimibile, un carico di incubi e premonizioni che lasciano presagire la morte.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dorothy, Shakespeare, Freud, Dickens, Weill: tutti insieme appassionatamente! | pag. 49</h3>
<p>Popolarissimo nelle canzoni e nei balletti, il tema del sogno ha alimentato da sempre la tradizione del musical anglosassone e italiano, rielaborando classici della letteratura drammatica e inventandone di nuovi, senza disdegnare, nei risultati migliori, un risvolto politico.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La sfida della complessità, essere attore secondo Fausto Cabra | pag. 50</h3>
<p>Dalla precisione di Ronconi alla corporeità di ricci/forte, dalla comicità di Proietti alla progettualità del Teatro Franco Parenti: il percorso dell’attore bresciano mostra un mosaico di esperienze diverse capace di costruire una pratica attoriale eclettica.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pedrazzini: immaginare stagioni teatrali, uno strumento per incidere sulla società | pag. 51</h3>
<p>Paola Pedrazzini è la direttrice artistica del Festival di Teatro Antico di Veleia e di Bottega XNL a Piacenza. Nel 2025 l’esperienza piacentina è stata premiata a Radicondoli, a testimonianza del valore di un progetto che si è fatto conoscere ampiamente.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La forte voce di giovani artisti sul palcoscenico/fucina del Premio Scenario | pag. 52</h3>
<p>Tra eco-ansia, disagio giovanile, dilemmi esistenziali e collettivi, dodici finalisti portano in scena le incertezze del presente con consapevolezza e ironia. Tra gli elementi imprescindibili: musica, originalità, commistione dei linguaggi, come mostrano i vincitori Andrea Mattei e Fondamenta Zero.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gen Z protagonista a Gualtieri le novità e i vincitori di Direction Under 30 | pag. 53</h3>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Wilson, Asti, Benni e Cardinale: quattro grandi artisti da salutare | pag. 54</h3>
<p>di Roberto Canziani, Francesco Tei e Giuseppe Liotta</p>

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			<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Recensioni di prosa, danza e lirica dai principali festival estivi | pag. 58</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro del Buratto: mezzo secolo tra meraviglia e visione | pag. 96</h3>
<p>La casa italiana del teatro di figura è più giovane che mai: da cinquant’anni sfida il tempo valorizzando il teatro ragazzi e riconoscendo dignità artistica a linguaggi alternativi, con un repertorio che integra tradizione, nuove tecnologie, attualità e attenzione al pubblico.</p>
<p>di Vincenzo Sardelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Senza perdere la curiosità: i primi trent’anni delle Colline Torinesi | pag. 97</h3>
<p>Nato nel 1996 nelle suggestive ville delle colline torinesi, il festival ideato e diretto da Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla da molti anni si è trasferito in città, ma non ha perso né la propria predilezione per il contemporaneo né la propria vocazione a un fertile scouting artistico.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro della Tosse, 50 anni con la capacità di guardare al contemporaneo e farsi coraggio| pag. 98</h3>
<p>Un teatro scomodo, non solo perché situato nel centro storico di Genova, lungo una salita, ma anche per adattarsi a «tempi, persone, spazi e accoglienza per tutte le arti: musica, danza, circo, eventi culturali», dai più piccoli ai kolossal da 30.000 spettatori.</p>
<p>di Laura Santini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le donne di PAV, cercare il futuro progettando nuove vie insieme agli artisti | pag. 99</h3>
<p>Curiosità, attenzione, cura, studio continuo: queste le qualità che da venticinque anni fanno di PAV un «liquido che scioglie gli ingranaggi», nel costante lavoro di promozione e sostegno degli artisti, con lo sguardo al cambiamento.</p>
<p>di Elena Stancanelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sotterraneo compie vent’anni: storia di un collettivo fuori dagli schemi | pag. 100</h3>
<p>Tra superamento delle divisioni dei generi e utilizzo della risata come strumento di riflessione e scrittura scenica, la compagnia nata a Firenze nel 2005, e formata da Claudio Cirri, Sara Bonaventura e Daniele Villa, festeggia il compleanno con un dj set.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA COMPLICITÀ NEL CONTRATTO TEATRALE<br />
4 spettacoli e 1 libro: 5 incipit di Sotterraneo | pag. 101</h3>
<p>Testi del vincitore del Premio Hystrio alla Drammaturgia 2025</p>
<p>di Daniele Villa</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità dal mondo editoriale | pag. 112</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le novità dal mondo del teatro | pag. 116</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2020</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-2-di-aprile-giugno-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 15:33:06 +0000</pubDate>
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			<h2>Editoriale</h2>
<h3>A che punto è la notte | pag. 2</h3>
<p>di Claudia Cannella con Ilaria Angelone, Valeria Brizzi, Arianna Lomolino e Alessia Stefanini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 align="justify">Premio Hystrio</h2>
<h3 align="justify">Arrivederci al 2021 | pag. 3</h3>

		</div>
	</div>
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			<h2 align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Vetrina</span></span></h2>

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			<h3>Buon compleanno Gianrico!<br />
Cent&#8217;anni di teatro, cinema e tv | pag. 4</h3>
<p>Un secolo di vita per l’attore milanese che ha attraversato il Novecento, vissuto la guerra, la deportazione, la fame e la rinascita, che ha lavorato con Eduardo De Filippo, Visconti, Costa, Strehler, Squarzina, Ronconi.<br />
<em>di Andrea Bisicchia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro Akropolis, sulla scena e oltre<br />
la passione del pensiero | pag. 6</h3>
<p>Giunti al teatro come esito di un personale percorso di ricerca, Clemente Tafuri e David Beronio costruiscono intorno alla loro idea una compagnia, un festival, una casa editrice. Un progetto unitario di pensiero e azione.<br />
<em>di Matteo Brighenti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vent&#8217;anni di Teatro delle Apparizioni,<br />
con lo sguardo sempre nuovo dei bambini | pag. 7</h3>
<p>Dialogo a ritroso con Fabrizio Pallara per celebrare il ventennale della compagnia romana che fa del teatro di figura il suo linguaggio, alla costante ricerca di un dialogo con il pubblico di tutte le età.<br />
<em>di Lucia Medri</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Didattica e sperimentazione:<br />
è la Factory del Teatro Bellini | pag. 8</h3>
<p>Da Accademia di teatro a “fabbrica”, il Bellini sperimenta un nuovo approccio globale alla formazione di attori, registi e autori, in cui si imparano le tecniche specifiche, ma anche il lavoro collettivo di progettazione e di realizzazione dello spettacolo.<br />
<em>di Alessandro Toppi</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tip Teatro, fare cultura:<br />
una medicina per la comunità | pag. 9</h3>
<p>Animato dalla Compagnia Scenari Visibili, Tip Teatro è un piccolo spazio di novanta posti che ospita una stagione, un festival (Ricrii), laboratori, una biblioteca specializzata e spazi di incontro. Una buona pratica non solo per Lamezia Terme.<br />
<em>di Paola Abenavoli</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Apulia (in)felix, se il futuro<br />
è un lavoro a tempo determinato | pag. 10</h3>
<p>Dopo il felice periodo con Vendola, gli investimenti della Regione nel settore teatrale sembrano essersi nuovamente contratti, lasciando le realtà del territorio a boccheggiare fra progetti di corto respiro, ristrutturazioni infinite e alleanze difficili.<br />
<em>di Nicola Viesti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>S&#8217;ala, una vocazione performativa<br />
dalla prospettiva internazionale | pag.11</h3>
<p>Nato dall’iniziativa degli artisti Igor e Moreno, lo Spazio S’ala sta riportando a Sassari le arti performative, non solo con una programmazione, ma altresì con workshop, residenze e corsi rivolti a tutti.<br />
<em>di Rossella Porcheddu</em></p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<figure id="attachment_23217" aria-describedby="caption-attachment-23217" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_The-Tsars-Bride_5_ph_Damir_YUSUPOV.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-23217" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_The-Tsars-Bride_5_ph_Damir_YUSUPOV-300x200.jpg" alt="&quot;The tsar bride&quot;, Theater Bolshoi (foto Damir Yusupov)" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_The-Tsars-Bride_5_ph_Damir_YUSUPOV-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_The-Tsars-Bride_5_ph_Damir_YUSUPOV-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_The-Tsars-Bride_5_ph_Damir_YUSUPOV-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_The-Tsars-Bride_5_ph_Damir_YUSUPOV-1536x1024.jpg 1536w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_The-Tsars-Bride_5_ph_Damir_YUSUPOV-2048x1366.jpg 2048w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_The-Tsars-Bride_5_ph_Damir_YUSUPOV-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_The-Tsars-Bride_5_ph_Damir_YUSUPOV-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_The-Tsars-Bride_5_ph_Damir_YUSUPOV-160x107.jpg 160w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23217" class="wp-caption-text">&#8220;The tsar bride&#8221;, Theater Bolshoi (foto Damir Yusupov)</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_23215" aria-describedby="caption-attachment-23215" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_Cile_9314.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-23215" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_Cile_9314-300x200.jpg" alt="Santiago del Cile, murales in Plaza de la dignitad" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_Cile_9314-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_Cile_9314-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_Cile_9314-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_Cile_9314-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_Cile_9314-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_Cile_9314-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Mondo_Cile_9314.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23215" class="wp-caption-text">Santiago del Cile, murales in Plaza de la dignitad</figcaption></figure>

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			<h3>Il director of intimacy ovvero<br />
un coreografo delle relazioni emotive | pag. 12</h3>
<p>In Usa sta diventando parte costante di uno spettacolo come lo scenografo o il fonico. Si occupa di gestire la realizzazione delle sequenze in cui i performer entrano in una relazione intima, nel rispetto delle sensibilità di ciascuno.<br />
<em>di Laura Caparrotti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;epopea di Lila e Lenù<br />
conquista il National Theatre | pag. 13</h3>
<p>Privata di facili riferimenti a un’italianità da bozzetto verista, arricchita dall’uso intelligente della tecnologia video e dal lavoro degli interpreti, l’adattamento made in England de L’amica geniale passa con successo la prova del palcoscenico londinese.<br />
<em>di Jacopo Panizza</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vienna, Parigi e il mito di Tieste:<br />
esplorare la violenza del neoliberismo | pag. 14</h3>
<p>Sulle scene viennesi la letteratura francese contemporanea e il mito raccontano la nostra società violenta. Da Édouard Louis e Virginie Despentes a Seneca i protagonisti sono uomini soffocati o resi marginali dalle fauci dell’imperialismo.<br />
<em>di Irina Wolf</em></p>
<h3></h3>
<h3>Monaco di Baviera. Dionysos Stadt, da Prometeo a Zidane,<br />
un rito collettivo contemporaneo | pag. 17</h3>
<p><em>di Irina Wolf</em></p>
<h3></h3>
<h3>Ljubljana, ritratto teatrale<br />
di una capitale in divenire | pag. 16</h3>
<p>Dalle performance hacker di Vuk Ćosić alle mostre sulla net art, e dalle produzioni del Mladinsko Gledališče alle distopie messe in scena dal Lutkovno, la capitale slovena afferma la propria identità inquieta e in continua trasformazione.<br />
<em>di Anna Maria Monteverdi</em></p>
<h3></h3>
<h3>Mosca, fra tradizione e avanguardia<br />
il teatro non passa mai di moda | pag. 18</h3>
<p>C’è una venerazione per i padri nel Dna dei teatri moscoviti, la convinzione che il repertorio vada condiviso: così dal Bol’šoj al Vachtangov, dal Fomenko all’Okolo Doma Stanislavskogo, vecchi e nuovi maestri si mettono in dialogo.<br />
<em>di Fausto Malcovati</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cuba e il playback theatre,<br />
quando la vera rivoluzione si fa in scena | pag. 20</h3>
<p>Da trent’anni a Cumanayagua il Teatro de los Elementos vive con i campesinos, portando l’arte là dove pare impossibile arrivare e offrendo un’occasione unica di crescita e realizzazione personale.<br />
<em>di Laura Bevione</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Una storia terribile e meravigliosa:<br />
il Cile tra rivolta e resistenza civile | pag. 22</h3>
<p>Se nelle piazze da Santiago a Valparaíso il popolo cileno manifesta per rivendicare giustizia sociale, duramente malmenato dalla polizia, il teatro fa da baluardo di civiltà: cronache da una tournée all’estremo limite del mondo.<br />
<em>di Nicola Pianzola</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Humour G(l)ossip</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>The show must go where<br />
#iorestoincamerino sogno o son desto</h3>
<p><em>di Fabrizio Sebastian Caleffi</em></p>

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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro ai tempi del coronavirus | pag. 25</h3>
<p>a cura di Claudia Cannella con la collaborazione di Ilaria Angelone e Arianna Lomolino</p>

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			<figure id="attachment_23216" aria-describedby="caption-attachment-23216" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/theater_persona-sola-con-mascherina-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-23216" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/theater_persona-sola-con-mascherina-1-300x169.jpg" alt="Il teatro al tempo del coronavirus" width="300" height="169" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/theater_persona-sola-con-mascherina-1-300x169.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/theater_persona-sola-con-mascherina-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/theater_persona-sola-con-mascherina-1-768x432.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/theater_persona-sola-con-mascherina-1-600x338.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/theater_persona-sola-con-mascherina-1-160x90.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/theater_persona-sola-con-mascherina-1-400x225.jpg 400w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/theater_persona-sola-con-mascherina-1-978x550.jpg 978w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/theater_persona-sola-con-mascherina-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23216" class="wp-caption-text">Il teatro al tempo del coronavirus</figcaption></figure>

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			<p><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/finlandia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-23222" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/finlandia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/finlandia-300x225.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/finlandia-160x120.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/finlandia.jpg 580w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>

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			<h3>Covid-19: la primavera nera<br />
del teatro italiano | pag. 26</h3>
<p>Comincia il 23 febbraio 2020, a Milano, la grande serrata di tutte le sale del Paese. Sconcerto, disperazione, paura per il futuro incerto, economico e delle programmazioni saltate. E, mentre si discute e si chiedono interventi istituzionali a sostegno della categoria, molti teatri e artisti si inventano online vari modi per mantenere vivo il contatto con gli spettatori. Vediamo come è andata, regione per regione.<br />
<em>di Claudia Cannella, Ilaria Angelone, Arianna Lomolino, Laura Bevione, Laura Santini, Roberto Canziani, Giuseppe Liotta, Francesco Tei, Pierfrancesco Giannangeli, Renata Savo, Alessandro Toppi, Nicola Viesti, Paola Abenavoli, Filippa Ilardo e Rossella Porcheddu</em></p>
<h3></h3>
<h3>Teatro e streaming, un utile ossimoro<br />
al tempo del distanziamento sociale | pag. 28</h3>
<p><em>di Arianna Lomolino</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro ragazzi e coronavirus:<br />
è di scena la tempesta perfetta | pag. 30</h3>
<p><em>di Mario Bianchi</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tempo di crisi, occasione di crescita:<br />
tutelare le persone per proteggere il sistema | pag. 34</h3>
<p>Come una calamità, la sospensione di tutte le attività di spettacolo si è abbattuta sul teatro italiano minandone la tenuta economica e sociale. Basteranno gli aiuti previsti dal DL per salvare l’intero comparto dal collasso? Forse, a patto che siano l’occasione di ripensare gli strumenti di sostegno a imprese, teatri e lavoratori.<br />
<em>di Arianna Lomolino e Valeria Brizzi</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>#LACULTURANONSIFERMA<br />
Un voce sola dall’Italia all’Europa:<br />
salvare la cultura per non desertificare le città | pag. 35</h3>
<p><em>di Arianna Lomolino</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Facciamo i conti: perdite e richieste<br />
fra presente certo e futuro incerto | pag. 36</h3>
<p>Abbiamo domandato a direttori di teatri, circuiti e compagnie, scelti a campione sul territorio nazionale, di provare a quantificare i danni e di formulare proposte alle istituzioni per far fronte a un’emergenza che rischia di protrarsi fino all’autunno.<br />
<em>di Sergio Escobar, Fiorenzo Grassi, Andrée Ruth Shammah, Filippo Fonsatti, Walter Zambaldi, Alberto Bevilacqua, Claudio Longhi, Patrizia Coletta, Gilberto Santini, Giorgio Barberio Corsetti, Atcl, Roberto Andò, Gabriele Russo, Marco Balsamo, Ileana Sapone, Settimio Pisano, Laura Sicignano e Valeria Ciabattoni</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La parola agli artisti:<br />
azioni e pensieri dalla quarantena | pag. 42</h3>
<p>Da Nord a Sud, sono molte e decisamente variegate le reazioni all’odierna emergenza che uomini e donne di scena stanno ponendo in essere: dalla prosecuzione online di progettazione e prove, alla risistemazione di archivi e materiali, fino a un ripensamento globale della propria funzione, in relazione al mondo che cambia.<br />
<em>a cura di Michele Pascarella</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dalla poltrona in platea al divano di casa,<br />
l&#8217;opera lirica ai tempi della pandemia | pag. 46</h3>
<p>Dalla Scala al Metropolitan, da Palermo e Torino a Parigi, Roma, Venezia e Novara, gli archivi dei teatri d’opera conquistano il web con classici e scelte più ardite e anche la tv pubblica fa la sua parte. Un’occasione per fare il punto (anche) sulle scelte artistiche degli ultimi decenni.<br />
<em>di Giuseppe Montemagno</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quando la danza<br />
è più virale del virus | pag. 47</h3>
<p>Mentre il National Ballet of China torna in sala prove, il resto del mondo coreutico sperimenta nuovi modi per diffondersi nelle case contaminandosi attraverso il web grazie agli strumenti tecnologici disponibili, e così, tra dirette streaming, lezioni online e hashtag, la danza resiste al coronavirus.<br />
<em>di Lorenzo Conti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tutti a casa! Dalla Cina al Cile<br />
la sfida del teatro fuori dai teatri | pag. 48</h3>
<p>Si è propagata come un’onda, dall’Asia all’Europa, all’America del Nord e del Sud. La chiusura dei teatri ha seguito il diffondersi della pandemia. Spettacoli sospesi, festival rimandati o soppressi, ovunque sale vuote. Chi può si organizza da casa, si moltiplicano le iniziative online, si aprono gli archivi o si inventano stagioni virtuali, pur di non ridursi al silenzio. E intanto si iniziano a contare i danni cercando le risorse per risollevarsi.<br />
<em>di Jacopo Panizza, Giuseppe Montemagno, Davide Carnevali, Francesca Serrazanetti, Irina Wolf, Fausto Malcovati, Laura Caretti, Matti Linnavuori, Maria Chatziemmanouil, Laura Caparrotti, Elisabetta Riva, Nicola Pianzola, Meysam Kian, Beatrice Borelli e Su Young Park</em></p>

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			<h2>Critiche | pag. 58</h2>

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			<figure id="attachment_23218" aria-describedby="caption-attachment-23218" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Critiche_misericordia-c-masiar-pasquali.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-23218" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Critiche_misericordia-c-masiar-pasquali-300x225.jpg" alt="Misericordia, regia di Emma Dante (foto: Masiar Pasquali)" width="300" height="225" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Critiche_misericordia-c-masiar-pasquali-300x225.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Critiche_misericordia-c-masiar-pasquali-768x576.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Critiche_misericordia-c-masiar-pasquali-600x450.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Critiche_misericordia-c-masiar-pasquali-160x120.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Critiche_misericordia-c-masiar-pasquali.jpg 850w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23218" class="wp-caption-text">&#8220;Misericordia&#8221;, regia di Emma Dante (foto: Masiar Pasquali)</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_23219" aria-describedby="caption-attachment-23219" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Another_round_for_five-c-SalvatorePastore.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-23219" src="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Another_round_for_five-c-SalvatorePastore-300x200.jpg" alt="&quot;Another round for five&quot; (foto: Salvatore Pastore)" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Another_round_for_five-c-SalvatorePastore-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Another_round_for_five-c-SalvatorePastore-1024x682.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Another_round_for_five-c-SalvatorePastore-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Another_round_for_five-c-SalvatorePastore-1536x1023.jpg 1536w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Another_round_for_five-c-SalvatorePastore-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Another_round_for_five-c-SalvatorePastore-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Another_round_for_five-c-SalvatorePastore-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2020/04/Another_round_for_five-c-SalvatorePastore.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-23219" class="wp-caption-text">&#8220;Another round for five&#8221; (foto: Salvatore Pastore)</figcaption></figure>

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			<h2>Danza | pag. 82</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Lirica | pag. 84</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Drammaturgia</h2>
<h3></h3>
<h3>Lucia Calamaro: «Post-drammatica?<br />
Sì, sto cercando di smettere» | pag. 86</h3>
<p>È una drammaturga, è un genio, è post-drammatica. Lucia Calamaro sfugge a tutte le definizioni. La scrittura? È una parte del suo fare teatro, un modo per plasmare i personaggi di cui si circonda, come di una famiglia.<br />
<em>di Roberto Canziani</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>DIARIO DEL TEMPO<br />
Parte I. Il quotidiano sentire di una disoccupata. Monologo | pag. 88</h3>
<p><em>di Lucia Calamaro</em></p>
<p><a href="https://www.hystrio.it/testo/diario-del-tempo-parte-i-il-quotidiano-sentire-di-una-disoccupata/">Leggi la scheda del testo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca | pag. 98</h2>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La società teatrale | pag. 102</h2>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lehman Trilogy: il trionfo del meticciato</h3>
<p><em>di Stefano Massini e Roberto Rizzente</em></p>

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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2016 11:39:42 +0000</pubDate>
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			<h2><strong>Vetrina</strong></h2>

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			<h3><strong>Falk Richter, le acute provocazioni</strong></h3>
<h3><strong>di un eterno adolescente</strong> | pag. 2</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Drammaturgo, regista, curioso indagatore dei mali della società occidentalee ideatore di un originale linguaggio che ibrida teatro, danza e immagini, Richter è anche, fra gli artisti tedeschi, una delle voci di critica sociale più lucida e urticante.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il sogno (o l&#8217;incubo) del traduttore:</strong></h3>
<h3><strong>servo di scena o autore-ombra?</strong> | pag 4</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Versione, adattamento, trasposizione, tanti sono i nomi che la traduzione ha quando si riferisce a una pièce teatrale. Ma qual è il posto che spetta al traduttore? Alla ribalta o dietro le quinte, ben nascosto dal sogno di un’impossibile fedeltà al testo?</p>
<p>di Pino Tierno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La notte visionaria di Monticchiello</strong></h3>
<h3><strong>celebra cinquant&#8217;anni di Teatro Povero</strong> | pag. 6</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mezzo secolo di “autodrammi” fanno del Teatro Povero di Monticchiello un caso unico, con una comunità che si rappresenta, raccontandosi attraverso il teatro e confrontandosi col proprio presente e con la propria storia.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Un&#8217;utopia ancora giovane,</strong></h3>
<h3><strong>l&#8217;Elicantropo compie vent&#8217;anni</strong> | pag. 7</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Utopia o miracolo che dir si voglia, il minuscolo teatro di Carlo Cerciello e Imma Villa resiste tenace al suo posto, nel cuore di Napoli, per diffondere nuova drammaturgia, formare attori e pubblico, politico e poetico più che mai.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Christiane Jatahy: «E se dal Brasile</strong></h3>
<h3><strong>me ne fossi andata a Mosca?»</strong> | pag. 8</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nata a Rio De Janeiro, si muove agile tra cinema e teatro, anzi li mette d’accordo. E se elas fossem para Moscou?, la sua creazione tratta da Cechov, è stata, a Venezia, lo spettacolo più bello della Biennale Teatro 2016.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080;"><strong>CHRISTIANE JATAHY/2</strong></span></p>
<h3><strong>Udine, École des Maîtres, con camere di sorveglianza</strong> | pag. 9</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le nano-performance di Roberto Zappalà,</strong></h3>
<h3><strong>quando la cultura rigenera il territorio</strong> | pag. 10</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un piccolo spazio abbandonato in un quartiere di Favara, provincia di Agrigento, completamente ristrutturato con risorse private, diventa parco culturale dove trova sede Scenario Farm, minuscolo avamposto per la danza contemporanea.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Teatropersona, la parola inessenziale</strong></h3>
<h3><strong>e la drammaturgia d&#8217;immagini</strong> | pag. 11</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nata nel 1999, la compagnia laziale ha fatto della centralità dell’attore e della composizione formale la cifra distintiva di un teatro che mostra senza raccontare, ispirandosi al cinema, come all’arte figurativa e all’essenzialità grotowskiana.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Versoterra, storie di migranti</strong></h3>
<h3><strong>dall&#8217;alba a mezzanotte</strong> | pag. 12</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>È nel natìo Salento che Mario Perrotta ha ambientato il suo nuovo progetto: quattro giorni in cui, dall’alba al tramonto, prendono vita incredibili storie di migrazioni, da e per l’Italia, tra presente e passato prossimo.</p>
<p>di Claudia Cannella</p>

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			<h2><strong>Teatromondo</strong></h2>

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			<figure id="attachment_17874" aria-describedby="caption-attachment-17874" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Edimburgo_Shake_1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17874" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Edimburgo_Shake_1-300x195.jpg" alt="&quot;Shake&quot;, regia di Dan Jemmett (Eif Festival)." width="300" height="195" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Edimburgo_Shake_1-300x195.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Edimburgo_Shake_1-768x498.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Edimburgo_Shake_1-1024x664.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Edimburgo_Shake_1-600x389.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Edimburgo_Shake_1-160x104.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17874" class="wp-caption-text">&#8220;Shake&#8221;, regia di Dan Jemmett (Eif Festival).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17875" aria-describedby="caption-attachment-17875" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Praga_kouzelnik.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17875" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Praga_kouzelnik-300x200.jpg" alt="&quot;Antologia&quot;, Teatro Nero di Praga." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Praga_kouzelnik-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Praga_kouzelnik-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Praga_kouzelnik-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Praga_kouzelnik-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Praga_kouzelnik-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Mondo_Praga_kouzelnik.jpg 861w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17875" class="wp-caption-text">&#8220;Antologia&#8221;, Teatro Nero di Praga.</figcaption></figure>

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			<h3><strong><em>Belonging</em>: in Scandinavia</strong></h3>
<h3><strong>i teatri sono luoghi di appartenenza</strong> | pag. 14</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Funzionali, ipertecnologici, dotati di forte personalità estetica: sono i numerosi edifici teatrali nati in Finlandia, Svezia e Norvegia negli ultimi anni, dove la cultura dello spazio pubblico è ovunque al centro della politica urbana.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>«Benvenuto, Mondo!»</strong></h3>
<h3><strong>Edimburgo ai tempi della Brexit</strong> | pag. 16</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>In barba all’antieuropeismo, Eif e Fringe hanno registrato nuovi record di partecipazione e, mentre si celebra Shakespeare attraverso le riletture di Donnellan, Ostermeier e Jemmett, al Fringe si rincorrono i temi più attuali e ”William” arriva in bicicletta.</p>
<p>di Maggie Rose</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Praga, la magia del teatro nero</strong> | pag. 20</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui nacquero Kafka e la Lanterna Magika, Maja Plisetskaja e il Black Light Theatre di Jiri Srnec, ottantacinquenne genio inventore del teatro nero, quella tecnica di animazione dove gli oggetti prendono vita dal buio. Che ne è oggi di quella tradizione?</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Cina, un teatro della gente</strong></h3>
<h3><strong>a vocazione internazionale</strong> | pag. 22</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>È proiettata nel futuro da una politica economica aggressiva, che rischia di schiacciare le fasce più deboli. Eppure, a dispetto della censura, a Pechino, come a Tijanjin e Shangai, il “popolo” si commuove ancora a sentire storie come quella dell’Ilva di Taranto.</p>
<p>di Nicola Pianzola</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>HUMOUR</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>G(L)OSSIP</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>From Dante to Emma Dante e Ritorno</strong> | pag. 26</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2><strong>Dossier</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #a60505;"><strong>Le Lingue del Teatro</strong></span></p>
<p>A cura di Claudia Cannella e Sara Chiappori | pag. 27</p>

		</div>
	</div>
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			<h3><strong>La “rosa dei venti“</strong></h3>
<h3><strong>del multilinguismo teatrale</strong> | pag. 28</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>A partire dai Comici dell’Arte, il pluralismo verbale riflette l&#8217;assenza di una lingua comune. L’affermarsi delle parlate regionali in cortocircuito con l’italiano generano negli ultimi trent’anni drammaturgie stratificate, da Teatro Settimo a Scimone, passando per De Simone, Martinelli, Ruccello, Moscato, La Ruina e altri.</p>
<p>di Gerardo Guccini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Inventare lingue</strong></h3>
<h3><strong>per inventare mondi</strong> | pag. 30</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Manipolazioni e slittamenti semantici, annientamento della sintassi e cosmologie verbali, onomatopee e omonimie, assonanze, mescolanze e variazioni. Da Dario Fo a Carlo Emilio Gadda, da Giovanni Testori ad Alessandro Bergonzoni, quando è la lingua a dare (e fare) spettacolo.</p>
<p>di Stefano Bartezzaghi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Lassù al Nord, dove i dialetti</strong></h3>
<h3><strong>fanno i conti con la Storia</strong> | pag. 32</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se in Lombardia la ricerca linguistica si articola fra la matrice popolare dei Legnanesi, il terragno idioma metropolitano di Testori e la gloriosa tradizione del cabaret milanese, Piemonte e Liguria osano poco. Con alcune eccezioni eccellenti.</p>
<p>di Sandro Avanzo, Laura Bevione e Laura Santini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Triveneto <em>is not Italy</em></strong></h3>
<h3><strong>indipendentismi teatrali a Nord-Est</strong> | pag. 34</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se la locomotiva veneta manca di un progetto unitario di recupero dell’identità linguistica e si affida all’iniziativa di singoli artisti come Paolini, Babilonia Teatri o Balasso, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia scontano un eccesso di localismi e frammentazioni.</p>
<p>di Roberto Canziani e Massimo Bertoldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Emilia Romagna, terra di poeti e contadini</strong> | pag. 36</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La lingua dei padri racconta il presente trasformandosi in strumento teatrale. Un sistema di suoni e ritmi che recupera radici antiche in chiave letteraria come per Zavattini e Baldini, ma anche epica e politica come per Spadoni con il Teatro delle Albe.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Toscana, ribelle e anarchica</strong> | pag. 37</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le tante lingue della terra di Dante hanno generato drammaturgie diverse tra recupero di memorie rurali e sfrontata affermazione della propria identità. Mentre per le giovani generazioni il dialetto è vettore di sperimentazioni originali.</p>
<p>di Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080;"><strong>UMBRIA</strong></span></p>
<h3><span style="color: #993300;"><strong>Filippo Timi, il dialetto per raccontare i propri demoni</strong> | pag. 38</span></h3>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Nel ventre di Roma</strong></h3>
<h3><strong>tra vecchio e nuovo</strong> | pag. 38</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non solo stornelli, farse e parodie. Sdoganato da Luigi Magni e Gigi Proietti, il vernacolo della capitale si rilancia grazie ad Ascanio Celestini, che ne fa una lingua d’avanguardia per scavare nelle inquietudini dell’oggi, e agli anti-eroi popolari di Gianni Clementi.</p>
<p>di Rossella Battisti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Sul grande palcoscenico di Napoli</strong></h3>
<h3><strong>dove la lingua è un esperimento sociale</strong> | pag. 40</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Viviani ed Eduardo, i padri della scena partenopea del ‘900, alla rivolta antiborghese di Patroni Griffi, dalla tradizione riscoperta da De Simone alle invenzioni polisemiche della nuova drammaturgia, all’ombra del Vesuvio tutto è teatro.</p>
<p>di Stefania Maraucci</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #993300;"><strong>Moscato: un idioma ancestrale per celebrare <em>eros </em>e <em>thanatos</em> </strong>| pag. 41</span></h3>
<p>di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #993300;"><strong>Le donne sconfitte di Ruccello tra allucinanzioni e violenza verbale</strong> | pag. 42</span></h3>
<p>di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #993300;"><strong>I quattro dialetti dei Campi Flegrei per l’espressionismo barocco di Borrelli</strong> | pag. 43</span></h3>
<p>di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Campania, la fatica</strong></h3>
<h3><strong>di essere contemporanei</strong> | pag. 44</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Figlia di un Novecento ricchissimo, la drammaturgia del nuovo millennio sembra aver perso slancio e vitalità. Per trovare sussulti di innovazione bisogna uscire da Napoli, verso i territori flegrei di Borrelli o le periferie di Punta Corsara.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Da Lecce a Bari, il dialetto</strong></h3>
<h3><strong>tra racconto e affermazione di sé</strong> | pag. 46</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da lingua quotidiana di tutti i ceti a sinonimo di ignoranza, il pugliese attraversa negli anni Settanta del Novecento un processo di riscoperta che arriva ai più recenti felici esperimenti di Kismet, di Sinisi e Santeramo, Mario Perrotta, Koreja e Fibre Parallele.</p>
<p>di Nicola Viesti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #c9240a;"><strong>Calabria, un labirinto di suoni</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #c9240a;"><strong>di memorie perdute e ritrovate</strong> | pag. 47</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dai primi esperimenti di Giancarlo Cauteruccio ai più recenti di Saverio La Ruina e Francesco Suriano, l’uso dei dialetti calabresi è guidato dall’esigenza di una verità espressiva che nasce come ricerca d’identità locale per divenire critica sociale.</p>
<p>di Paola Abenavoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La prorompente vitalità</strong></h3>
<h3><strong>della &#8220;scuola siciliana&#8221; |</strong> pag. 48</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Martoglio a Pirandello, la Sicilia non ha mai perso la vena drammaturgica che ha in Scaldati il nume tutelare e che scorre viva in una variegata e molteplice rete, dal teatro d’attore di Caspanello, Romeo, Scimone, Petyx, al cunto reinventato da Cuticchio, Pirrotta ed Enia, alle ribellioni di Carullo-Minasi e Maniaci D’Amore.</p>
<p>di Dario Tomasello, Filippa Ilardo ed Elisabetta Reale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080;"><strong>SARDEGNA</strong></span></p>
<h3><span style="color: #c9240a;"><strong>Il sardo, una lingua difficile da usare tra timore reverenziale ed esaltazione dell’arcaicità</strong> | pag. 51</span></h3>
<p>di Rossella Porcheddu</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Dai quartieri popolari</strong></h3>
<h3><strong>il palermitano bifronte di Scaldati</strong> | pag. 52</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dura e dolce, difficile da tradurre e da scrivere, la lingua del “sarto” di Palermo nasce dalla strada, dove si forma la sua ricchezza lessicale e poetica, per vivere in scena nella voce dell’attore e tramandare la sua difficile eredità.</p>
<p>di Totò Rizzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La parola incarnata di Emma Dante</strong></h3>
<h3><strong>strumento di lotta e libertà</strong> | pag. 53</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>È a partire da <em>mPalermu </em>che Emma Dante traccia un itinerario drammaturgico fortemente improntato al magmatico, viscerale palermitano d’origine, che pure si piega alle esigenze degli attori; ma esplora una vasta gamma di modalità di espressioni verso il liberatorio anelito all’italiano.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le lingue del teatro,</strong></h3>
<h3><strong>una, nessuna, centomila?</strong> | pag. 54</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dialetti, ma non solo: la drammaturgia contemporanea tra idiomi regionali e invenzioni. Abbiamo chiesto a sette autori un contributo sulla natura multipla della lingua teatrale e il suo costante bisogno di ridefinirsi in funzione della scena. Alcuni di loro scrivono esclusivamente o prevalentemente in italiano, ma la scelta non è mai univoca e i risultati sono organismi vivi e complessi.</p>
<p>a cura di Sara Chiappori</p>

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			<h2><strong>Nati Ieri</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Tindaro Granata, uno sguardo gentile</strong></h3>
<h3><strong>sul lato oscuro del cuore</strong> | pag. 60</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I protagonisti della giovane scena/49 – Un percorso ancora giovane quello  dell’autoreinterprete siciliano, eppure di grande maturità artistica, capace di coniugare la lucida e spietata lettura del presente con la capacità di trasporla in una scrittura quanto mai efficace.</p>
<p>di Renato Palazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Teatro Ragazzi</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Rodari, Shakespeare e Cappuccetto Rosso</strong></h3>
<h3><strong>per i bambini di tutte le età</strong> | pag. 62</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con Una Città per Gioco a Vimercate, Palla al Centro a Perugia e Colpi di Scena, a Bagnacavallo, si chiude la stagione delle rassegne dedicate ai ragazzi: tra classici, riletture, storie serie e filastrocche, va in scena un mondo colorato e variegato.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2><strong>Critiche</strong></h2>

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			<figure id="attachment_17876" aria-describedby="caption-attachment-17876" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17876" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-300x200.jpg" alt="&quot;Krol Lear&quot;, regia di Jan Klata." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_Krol-Lear_Jan-Klata_619_ph-Magda-Hueckel.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17876" class="wp-caption-text">&#8220;Krol Lear&#8221;, regia di Jan Klata.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_17877" aria-describedby="caption-attachment-17877" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17877" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-300x200.jpg" alt="&quot;Visit Europe&quot;, Rimini Protokoll (foto: Pigi Psimenou)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/10/Critiche_RIMINI-PROTOKOLLHome_Visit_Europe8©Pigi_Psimenou.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17877" class="wp-caption-text">&#8220;Visit Europe&#8221;, Rimini Protokoll (foto: Pigi Psimenou).</figcaption></figure>

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			<h3><strong>Da Àlex Rigola ad Antonio Latella,</strong></h3>
<h3><strong>cambio della guardia alla Biennale</strong> | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il settennato del regista catalano è stato caratterizzato dalla presenza costante di grandi nomi della regia internazionale, quest’anno rappresentati da Koršunovas, Jatahy, Klata, Castellucci e Motus.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Dro: la malinconia del vivere</strong></h3>
<h3><strong>e del riconciliarsi col passato</strong> | pag. 66</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla rassegna trentina Philippe Quesne indaga il ruolo e la qualità percepita dell’atto artistico, mentre Rabih Mroué e Mohamed El Kathib raccontano dolorose vicende biografiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Utopie sociali e migrazioni,</strong></h3>
<h3><strong>Mittelfest fra passato e presente</strong> | pag. 67</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal predicatore di fine Ottocento, David Lazzaretti, secondo Cristicchi ai <em>playmobil </em>di Agrupaciòn Señor Serrano e alle irrisolte questioni dell’Ex Jugoslavia di Frljic per raccontare le contraddizioni europee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Teatro a Corte, l’insostenibile leggerezza dell’essere umano</strong> | pag. 68</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Circo, danza e <em>nouvelle magie </em>nel programma del Festival torinese per raccontare della vita, della morte, dell’essere uomo o donna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Record di presenze e di incassi, l’anno d’oro di Borgio Verezzi</strong> | pag. 69</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Nelle serre di Albenga, dove fiorisce il buon teatro</strong> | pag. 70</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Santarcangelo, quando lo spettatore</strong></h3>
<h3><strong>è parte della creazione artistica</strong> | pag. 71</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La profonda relazione richiesta dagli artisti a chi guarda è il <em>leitmotiv </em>del Festival: se Oberzan li interpella sul senso dell’amore (e della vita), Delogu li accompagna in una lunga suggestiva camminata e Meierhans organizza un’assemblea, Cristina Rizzo, Kinkaleri e Spangberg ne sollecitano percezione e memoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Inequilibrio, tra la libertà assoluta</strong></h3>
<h3><strong>e le costrizioni del vivere</strong> | pag. 74</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ironia degli Omini, l’irriverenza dei Sacchi di Sabbia, ma anche le incursioni nel presente della “provincia italiana” di Oscar De Summa e i “voli senza rete” di Massimiliano Civica e di Claudio Morganti, nel programma del Festival organizzato da Armunia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Kilowatt, l’energia delle buone idee</strong></h3>
<h3><strong>per uscire dalla crisi</strong> | pag. 76</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle prove di interculturalità di <em>Playing Identities </em>alle coreografie stellari di Nicola Galli, passando per la terapia di <em>The Effect </em>e <em>Fuorigioco</em>, a Sansepolcro il teatro sembra alla ricerca di una via d’uscita dalle varie contrarietà del presente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Spoleto, odissee esistenziali</strong></h3>
<h3><strong>dalla Russia alla Sicilia</strong> | pag. 80</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalla poesia di Patrizia Cavalli secondo Martone, ai versi dell’<em>Odissea </em>messi in scena da Emma Dante e dalla provincia russa dell’<em>Onegin </em>di Tuminas a quella “nera” di Camilleri, le mille sfumature del mondo al Festival umbro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Tra danza e performance,</strong></h3>
<h3><strong>Polverigi riscopre l’<em>engagement</em></strong> | pag. 82</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>È politica la domanda sul presente di El Conde de Torrefiel e, mentre i Rimini Protokoll, Meierhans e Lagartijas Tiradas al Sol saggiano la nostra “tenuta democratica”, alla danza il compito di emozionare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le questioni aperte del presente</strong></h3>
<h3><strong>sulle scene del Napoli Teatro Festival</strong> | pag. 84</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il teatro non si gira dall’altra parte di fronte all’umanità confusa dalle perversioni della finanza (Zoo Théâtre) e dalle oscure tentazioni del potere (Brett Bailey), ma anche delle più nostrane avidità (Punta Corsara), o dalla generale crisi morale (La Re-Sentida, Mayorga/Cerciello, Sepe/Renzi). E fra i (pochi) debutti, Fabrice Murgia con <em>Black Clouds.</em></p>

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			<h2><strong>Lirica</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>L’estate all’opera è romantica e barocca</strong> | pag. 88</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Danza</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Atletica, ironica e poetica, è la danza da Berlino a Civitanova</strong> | pag. 90</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Testi</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Crack Machine. Il  denaro non esiste</strong> | pag. 96</h3>
<p>di Paolo Mazzarelli e Lino Musella</p>
<p>Premio Hystrio alla Drammaturgia 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Biblioteca</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le novità editoriali</strong> | pag. 108</h3>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>La Società teatrale</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le notizie dal mondo teatrale</strong> | pag. 112</h3>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il triste spettacolo della politica culturale: Fus, nuove nomine e censura in Turchia</strong> | pag. 112</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

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