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	<title>Marta Zannoner - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 09:37:08 +0000</pubDate>
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			<h2>SPECIALE HYSTRIO FESTIVAL</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hystrio Festival 3 col vento in poppa, una vetrina per il teatro under 35 | pag. 2</h3>
<p>Una intensa sei giorni, molto partecipata da pubblico e operatori, che ha visto sfilare sul palcoscenico del Teatro Elfo Puccini il meglio della giovane scena italiana tra spettacoli, letture, audizioni, un incontro, una mise en espace e la serata finale di consegna dei Premi Hystrio 2024.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’incredibile tesoro di Caggiano: una casa per il Living Theatre | pag. 12</h3>
<p>Un fondo archivistico per ripercorrere la vita artistica di Julian Beck e Judith Malina. Bozzetti, fondali, opere pittoriche, appunti di lavoro, fotografie e scenografie ospitate, grazie alla Fondazione Morra, in un antico palazzo in Campania.</p>
<p>di Giulio Baffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riflettere sul limite ultimo, al Metastasio fra teatro e filosofia | pag 13</h3>
<p>Un progetto multidisciplinare che affronta uno dei grandi tabù dei nostri giorni attraverso la varietà dei linguaggi. Da vivi-Il miracolo della finitezza, a cura di Elisa Sirianni, si è articolato in conferenze, assemblee aperte, incontri online, interviste, spettacoli e laboratori teatrali.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Genialità cruciali e dimenticate: vite da librettisti all’ombra dei giganti | pag. 14</h3>
<p>Nel centenario della morte di Puccini, ricordiamo il suo contributo rivoluzionario, tale proprio grazie alla collaborazione di librettisti come Illica e Giacosa, artisti invisibili che pure, insieme a molti altri, hanno svolto un ruolo essenziale nel successo dell’opera lirica.</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Premio Franco Enriquez a Hystrio, «farmaco salvavita» del teatro italiano | pag. 15</h3>
<p>Un riconoscimento alla rivista e alle sue molteplici attività, che valorizzano il teatro italiano, sostenendo la drammaturgia contemporanea e i giovani talenti. Un progetto che ha il suo punto di forza nel lavoro partecipato e condiviso di tutti i suoi componenti.</p>
<p>di Pierfrancesco Giannangeli</p>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Edimburgo: la città-festival sfida le avversitàinsegnando la resilienza artistica post-Brexit | pag. 18</h3>
<p>I due festival edimburghesi riflettono un contesto segnato da crisi economica e tensioni sociali. L’International pone l’accento sullo spirito di comunità, mentre il Fringe vede la stand-up comedy dominare la scena, offrendo un’esperienza variegata e politicamente consapevole.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Londra, l’ascesa di Robert Icke, anatomia di un regista-drammaturgo | pag. 20</h3>
<p>Tra riscritture radicali e adattamenti certosini, dal teatro di Islington al West End passando per l’Almeida fino al successo internazionale, Icke stravolge i canoni ancorandosi ai classici e alla loro reinvenzione come crudele specchio della contemporaneità.</p>
<p>di Monica Capuani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lugano Dance Project 2024 un progetto diffuso tra danza e architettura | pag. 22</h3>
<p>Natura, performance, spazio di riflessione: il festival biennale del Lac-Lugano Arte e Cultura si estende tra i luoghi del Canton Ticino indagando la relazione tra uomo e spazio urbano, progettualità architettonica e movimento non solo scenico.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Salisburgo l’umanità è sotto i riflettori tra intelligenza artificiale e tragedia greca | pag. 24</h3>
<p>Il nuovo corso della celebre rassegna austriaca mette in evidenza temi tragici come la guerra, ma si concentra anche sull’analisi dei comportamenti reali e dei sogni che accomunano gli esseri umani. E non disdegna un invito a rafforzare la nostra empatia.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Grape al Festival di Atene ed Epidauro: un focus delle arti performative in Grecia | pag. 25</h3>
<p>Katerina Evangelatu detta la nuova strada dello storico festival greco, aprendo il programma ad artisti ellenici che hanno portato sulle scene la loro indagine sulla società tra satira politica e innovazione artistica, mostrando la possibilità di dialogo tra passato e futuro.</p>
<p>di Ariadne Mikou</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Toronto Fringe Festival, un melting pot dove risuonano le mille lingue del futuro | pag. 26</h3>
<p>Il celebre  format del Fringe dà luogo, nel contesto multiculturale di Toronto, a un’esperienza caleidoscopica, indagatrice di una cultura composita che non teme il confronto con le sfide poste dalla tecnologia, e soprattutto inclusiva e affordable.</p>
<p>di Marta Zannoner</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<h3></h3>
<h3>Tra realtà, simulacro e sperimentazione: la proposta e(ste)tica di Lola Arias | pag. 28</h3>
<p>Drammaturga, ma anche musicista, scrittrice, regista, dalla sua Argentina tormentata porta in Europa un teatro-documento della realtà, unendo storia pubblica e vicenda personale, ed è il Vecchio Continente a premiarla con l’International Ibsen Award 2024.</p>
<p>di César Ernesto Arenas Ulloa</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Federico Bellini, scrivere non è politicamente corretto |pag. 30</h3>
<p>La scoperta quasi occasionale di una vocazione alla parola che unisce il lavoro di Bellini a quello di Antonio Latella certo, ma non solo, lasciando spazio all’esplorazione e alla condivisione in un  processo creativo che non scende a compromessi.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR) noir | pag. 32</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Manifestazioni e occupazioni PROPALcoscenico da una breve stand out comedy a un flash mob</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2><strong>DOSSIER</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e lavoro | pag. 33</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente e Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Coin: non vivere invano e non morire soli, teatro e arte nell’era del postfordismo | pag. 34</h3>
<p>Nonostante le urgenze dettate dalla cronaca e la maturazione di un pensiero politico, anche a causa della complessità del problema e della crisi del teatro civile, il tema del lavoro stenta, secondo la sociologa Francesca Coin, a trovare un adeguato spazio di rappresentazione sulla scena italiana.</p>
<p>di Francesca Coin e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Plauto, Piscator e gli altri: il teatro come lavoro e rappresentazione | pag. 36</h3>
<p>Elemento imprescindibile per definire l’identità dei personaggi di una pièce e veicolarne l’azione, il tema del lavoro trova nel Novecento nuovi e imprevisti sviluppi, che finiscono con lo sconfinare nella vita di tutti i giorni, condizionando la professionalità stessa degli attori.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ritratto di una Nazione-L’Italia al lavoro: un bilancio con Antonio Calbi, sette anni dopo | pag. 37</h3>
<p>di Antonio Calbi e Renzo Francabandera</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sfruttamento e ingiustizia secondo Fo e Rame | pag. 38</h3>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Produci, consuma, crepa: la militanza da Delbono alla Generazione X | pag. 39</h3>
<p>Dialogo complesso quello fra teatro e lavoro. Come se il tema non avesse mai davvero interessato la scena, se non in forma di denuncia. Da qualche stagione, però, una serie di progetti ha cercato di affrontarlo con freschezza inedita, fra derive individualiste e sensibilità militanti. Che molto guardano alle scienze sociali.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Immaginari possibili: il lavoro nel teatro ragazzi | pag. 41</h3>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Operai, braccianti e imprenditori: le mille voci del teatro di narrazione | pag. 42</h3>
<p>Fin dalle sue origini, il teatro di narrazione si è interrogato sui benefici e i problemi che il sistema industriale ha portato all’Italia, alterando l’equilibrio ambientale ma anche mobilitando nuove identità sociali, che la recente trasformazione del modello produttivo ha messo in discussione.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Curino, ieri, oggi e domani: «Il mio lavoro è raccontare storie» | pag. 44</h3>
<p>Protagonista del teatro di narrazione, Laura Curino ha dedicato al tema del lavoro un’ampia  produzione, spaziando dalla saga degli Olivetti alla tragedia delle morti bianche nelle fabbriche. Con un’attenzione particolare alle donne, ideatrici di nuovi e più creativi modelli produttivi.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Professionisti sull’orlo del licenziamento: il teatro reale e partecipato dei Rimini Protokoll | pag. 45</h3>
<p>Da oltre vent’anni, con i loro progetti partecipati e il sostegno dei cosiddetti “esperti”, gli svizzero-tedeschi Rimini Protokoll scandagliano la realtà. E il lavoro, dai call-center internazionali all’industria delle armi, dall’e-commerce alla diffusione della robotica, ne è uno dei temi primari.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nuova drammaturgia e lavoro: una rinascita o una riscoperta? | pag. 46</h3>
<p>Ispirata, di volta in volta, a fatti di cronaca o a esperienze autobiografiche, la nuova drammaturgia è attenta a un tema universale che fagocita le vite, sdogana i problemi relazionali di sempre e segna le nuove generazioni, nonostante le censure ideologiche che ancora persistono.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In principio era la fabbrica: la nuova vita delle aree industriali dismesse | pag. 48</h3>
<p>Politiche di sostenibilità, flessibilità degli spazi industriali e volontà di preservarne il valore storico: la riqualificazione delle fabbriche e dei luoghi della produzione ha conosciuto in Europa un vero e proprio boom, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le nuove schiavitù: lo sfruttamento globale e capitalista secondo Santiago Serra | pag. 60</h3>
<p>Gli spettatori e gli attori-lavoratori, simbolica dicotomia tra oppressore e oppresso, sono, dalla fine degli anni Novanta, i protagonisti delle performance dell’artista spagnolo, tese a denunciare la violenza e l’odio di classe insite nelle moderne politiche neoliberiste.</p>
<p>di Marco Scotini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Metropolis, Mary Poppins e non solo: il binomio indissolubile tra musical e lavoro | pag. 52</h3>
<p>Lo sfruttamento degli operai, le professioni che prosperano all’ombra della metropoli, gli scioperi, la vita d’ufficio: tanti sono i temi legati al lavoro di cui si è occupato il musical, in forme di volta in volta drammatiche, romantiche, fantastiche o semplicemente parodistiche.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>«Notte e giorno faticar»: servi e proletari nel melodramma tra Seicento e Novecento | pag. 53</h3>
<p>Sin dai suoi albori il melodramma, seppur in chiave comica, ha portato sulle scene le condizioni di lavoro degli ultimi, come le denunce di fine Ottocento, grazie all’avvento del Verismo, e del Novecento, sensibile alla condizione delle donne e dei minori che aspirano alla libertà.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Chi lavora è un raffinato suicida: onori e clamori nel Regno Unito, in Francia, Germania e Usa | pag 54</h3>
<p>Affrontato da sempre dal teatro occidentale, il tema del lavoro apre, in Europa e Stati Uniti, nuove e promettenti prospettive che hanno a che fare con la decostruzione delle mitologie, la denuncia delle disparità sociali e la critica alle dinamiche imperanti nelle fabbriche e nelle aziende.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I balletti “d’acciaio” tra Europa, Russia e Asia | pag. 57</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>

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			<h2>NATI IERI</h2>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Forever Young illumina Rubiera con storie di oggi e di domani | pag. 60</h3>
<p>I cinque finalisti esplorano i temi propri della contemporaneità, tra esistenzialismo e verità storica, politica e narrazione poetica, denuncia e speranza per il futuro. Vince il multidisciplinare Anse di Mezzopalco/Usine Baug per la sua innovativa combinazione di narrazione e musica.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATRO RAGAZZI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<h3>Tra fantasia e realtà: i vincitori di Scenario Infanzia | pag. 61</h3>
<p>10 finalisti per i 10 anni del prestigioso premio dedicato al teatro ragazzi. Nuova la sezione Adolescenza, per marcare l’attenzione al teatro tutte le età. Danza, teatro e storie autobiografiche al centro delle esplorazioni dei giovani artisti in concorso.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le molteplici narrazioni dell’umano, nuove visioni del dramma a Venezia | pag. 62</h3>
<h3>Verona, Skakespeare plurale, tra riscritture classiche e attuali | pag. 64</h3>
<h3>Bassano, crocevia di sperimentazioni, tradizioni popolari e riti collettivi | pag. 66</h3>
<h3>I percorsi scenici di Opera Prima, tra mito, ribellione e trasfigurazioni | pag. 67</h3>
<h3>Drammaturgie sul confine del caos, a Mittelfest si cerca un equilibrio | pag. 69</h3>
<h3>Una nuova edizione di Terreni Creativi fiorisce ancora tra le serre di Albenga | pag. 71</h3>
<h3>Percorsi del corpo scenico e nuove traiettorie: Santarcangelo Festival contemporaneo | pag. 74</h3>
<h3>Inequilibrio, storie, volti, nature e memorie per emanciparsi dalla disumanità del presente | pag. 77</h3>
<h3>Kilowatt Festival: danza, teatro e musica oltre i confini dell’immaginazione | pag. 80</h3>
<h3>Tre assoli intimi a OrizzontiFestival | pag. 83</h3>
<h3>Sguardi plurali sul contemporaneo al Festival dei Due Mondi di Spoleto | pag. 85</h3>
<h3>Le antiche tragedie a Segesta illuminano le inquietudini del presente | pag. 89</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Palcoscenici della danza contemporanea: tra innovazione coreografica e riflessi postmoderni | pag. 90</h3>
<p>I festival italiani della danza mostrano un panorama complesso e variegato, da Harrell a Tsung-lung, da Dianor a Zulberti fino a Caprioli: ibridazione tra reale e virtuale, spazio e memoria, poetica di resilienza, arte e trasformazione, e il rapporto complesso tra cultura e natura, fra i temi attraversati</p>
<p>di Carmelo A.Zapparrata, Laura Bevione, Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Monteverdi, Puccini e Rossini tra nuove visioni e solide consuetudini | pag. 94</h3>
<p>I più importanti festival d’opera italiani celebrano regie che uniscono innovazione e tradizione: dai Madrigali del Monteverdi Festival, alle scelte inconsuete del Festival Puccini, al Rossini d’avanguardia del Rof, la lirica risplende in nuove e suggestive produzioni.</p>
<p>di Nicola Arrigoni, Francesco Tei, Giuseppe Montemagno</p>

		</div>
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			<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mattatori, divine, registi e studiosi, polvere di stelle sull’autunno del teatro | pag. 96</h3>
<p>di Matteo Brighenti, Roberto Canziani, Stefania Maraucci, Fabrizio Sebastian Caleffi, Nicola Arrigoni e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 98</p>
<p>A cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em>Tragédie Coréenne ovvero L’amour à la française </em>| pag. 109<em><br />
</em></h3>
<p>Testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2024</p>
<p>di Matthieu Pastore</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Società teatrale</h2>
<p>Le notizie dal mondo teatrale a cura di Roberto Rizzente | pag. 116</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Codice dello Spettacolo e Decreto 2025-27 la lunga attesa dei tempi della politica | pag. 116</h3>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2020</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-di-ottobre-dicembre-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 15:24:44 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Aprire o non aprire? Il dilemma<br />
dei teatri nell&#8217;autunno dello scontento | pag. 2</h3>
<p>Penalizzati dalle nuove normative anti-Covid, i teatri italiani sono costretti a fare i salti mortali<br />
per garantire le stagioni. Con effetti destabilizzanti sull’ecosistema nazionale e la tenuta<br />
dei cartelloni, ma anche possibili aperture in termini di solidarietà, creatività e digitalizzazione.<br />
di Roberto Rizzente</p>
<h3>Creare comunità, i festival<br />
come humus della polis | pag. 4</h3>
<p>Costruiscono relazioni, rafforzano i legami sociali, fanno circolare idee e producono<br />
economia di qualità: oltre che eventi artistici, i festival sono anche potenti motori<br />
di crescita per i territori, oggi – in tempo di crisi – più che mai.<br />
di Elena Scolari</p>
<h3>I mestieri del teatro, tutto cambia<br />
o tutto torna come prima? | pag. 6</h3>
<p>Covid o non Covid, sono ancora troppe le questioni aperte che riguardano il futuro<br />
dello spettacolo dal vivo. Per esempio, il processo di affermazione dei diritti<br />
dei lavoratori, che la riapertura in sicurezza delle attività teatrali non deve arrestare.<br />
di Valeria Brizzi e Arianna Lomolino</p>
<h3>Piccolo Teatro di Milano,<br />
la notte buia delle istituzioni | pag. 7</h3>
<p>Giunge all’epilogo la vicenda complessa del cambio al vertice del primo teatro<br />
nazionale italiano. Dopo mesi di attese, rimpalli, ostruzionismi e incomprensibili<br />
silenzi, l’allargamento del Cda fa intravedere una, pur discutibile, via d’uscita.<br />
di Sara Chiappori</p>
<h3>Cristina Pezzoli,<br />
la poesia è azione, l&#8217;azione è poesia | pag. 8</h3>
<p>«Cristina Pezzoli. Palombaro», così si definiva la regista scomparsa a maggio, perché<br />
amava immergersi nelle profondità dell’essere umano, per far emergere il talento<br />
di ogni attore. Dando vita a un teatro capace di trasformare il mondo.<br />
di Letizia Russo, insieme a Jacopo Bicocchi, Valentina Brusaferro, Ilaria Costanzo, Matteo Cremon, Lorenzo De Moor,<br />
Mattia Fabris, Francesca Farcomeni, Carlo Orlando, Noemi Parroni ed Elena Vanni</p>
<h3>Leggeri come Sacchi di Sabbia,<br />
la comicità di un&#8217;irraggiungibile tragedia | pag. 10</h3>
<p>Colto, popolare, sospeso tra “alto” e “basso”, è il teatro de I Sacchi di Sabbia,<br />
toscani fino al midollo, che quest’anno compiono venticinque anni di attività<br />
insieme, e li festeggiano con un pericoloso viaggio “dentro” Roberto Latini.<br />
di Marco Menini</p>
<h3>Piccola Compagnia Dammacco:<br />
stare all&#8217;inferno e creare la bellezza | pag. 12</h3>
<p>Un incontro casuale, quello tra Mariano Dammacco e Serena Balivo, docente lui,<br />
allieva lei presso la Cattolica di Brescia: due necessità che si completano nel progetto<br />
della Compagnia in un dialogo continuo tra parola poetica, pagina scritta e scena.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<h3>Il salvataggio da un naufragio,<br />
l’amore nell’età di mezzo | pag. 13</h3>
<p>di Renzo Francabandera</p>

		</div>
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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<h3>Vienna e Salisburgo, le fragilità<br />
dell&#8217;uomo contemporaneo | pag. 14</h3>
<p>Se il festival salisburghese conferma il proprio ruolo pionieristico, nei cento anni<br />
dalla fondazione e, grazie a un protocollo rigidissimo a prova di Covid, riesce<br />
a offrire spettacoli di qualità, a Vienna va in scena la crisi del presente.<br />
di Irina Wolf</p>
<h2>Humour</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>G(L)OSSIP | pag. 16</h3>
<p>Woody über Allen<br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2>Dossier</h2>

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			<h3 class="western">Soli in scena | pag. 17</h3>
<p class="western">a cura di Laura Bevione e Laura Caretti</p>

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			<h3>Libertà e responsabilità:<br />
l&#8217;arte di stare soli in scena | pag. 18</h3>
<p>Anna Caterina Antonacci, Marco Baliani e Cristiana Morganti parlano della loro esperienza,<br />
del processo di composizione e di regia di un assolo, evidenziando le difficoltà e i privilegi<br />
di questo tipo di operazioni, il cui ruolo resta fondamentale.<br />
di Laura Bevione e Laura Caretti</p>
<h3>Dalla pagina al palcoscenico:<br />
monologhi in performance | pag. 20</h3>
<p>Chi sono questi personaggi soli in una camera da letto, stanza d’ospedale, squallida tana,<br />
abitanti di uno spazio senza confini, scavato dalle passioni? Parlano di sé, a chi? E che accade<br />
quando diventa teatro, le loro parole risuonano in una voce dal vivo e noi le ascoltiamo?<br />
di Laura Bevione e Laura Caretti</p>
<h3>Fo-Rame, il giullare e la giullaressa:<br />
commedia e tragedia, coppia perfetta | pag. 24</h3>
<p>Performer solista dalle infinite voci e personificazioni, Fo si rivolge in presa diretta al pubblico,<br />
coinvolgendone la mente e la visione del mondo e del potere. Diversi e più drammatici<br />
i monologhi di Franca Rame, che spezzano in dialogo la solitudine dei personaggi.<br />
di Simone Soriani</p>
<h3>Carmelo Bene: l&#8217;in-canto della voce | pag. 26</h3>
<p>Un ritratto dell’artista, tracciato seguendo le linee del suo vero volto con i colori accesi<br />
della sua sfida al teatro, per ritrovare il senso delle sue parole, la coerenza della sua ricerca<br />
e riascoltare, nei monologhi e nei concerti/sconcerti, il suono della sua voce che diventa canto.<br />
di Piergiorgio Giacchè</p>
<h3>Un&#8217;affollata solitudine:<br />
nel laboratorio di Leo de Berardinis | pag. 28</h3>
<p>Come componeva Leo de Berardinis i suoi monologhi? Le pagine dei tanti quaderni preparatori, conservati<br />
nel suo archivio, svelano uno straordinario processo creativo che, partendo da frammenti presi agli autori<br />
più amati (Dante, Omero, Shakespeare, Joyce…), approda a una propria, originalissima, scrittura scenica.<br />
di Stefano Casi</p>
<h3>Leo e Carmelo, un confronto attraverso Dante | pag. 29</h3>
<p>di Stefano Casi</p>
<h3>Io sono una moltitudine,<br />
la scena-mondo dei narratori | pag. 30</h3>
<p>Il teatro di narrazione, esploso tra la fine degli anni Ottanta e il Duemila, sembrerebbe<br />
il regno di performer solitari. Ma i mondi che evocano sono in realtà affollati di personaggi,<br />
di cui loro si fanno medium con lo spettatore, servendosi di tecniche molto precise, di oggetti<br />
e di un rapporto sempre più frequente con la musica e i musicisti.<br />
di Claudia Cannella</p>
<h3>Incanti e sortilegi:<br />
i solisti del teatro ragazzi| pag. 33</h3>
<p>Abilità affabulatoria, talento attoriale, invenzioni a sorpresa e percezione viva del pubblico: ecco come<br />
i narratori di oggi rinnovano, in modi diversi, l’arte antica del racconto sulla scena del teatro ragazzi.<br />
di Mario Bianchi</p>
<h3>Shakespeare <em>solos</em>,<br />
ovvero il trionfo del monologo | pag. 34</h3>
<p>Accanto all’imperituro grande attore che emerge sugli altri in primo piano,<br />
negli ultimi decenni alcuni interpreti hanno occupato da soli la scena shakespeariana<br />
dando nuova voce ai protagonisti, soprattutto ad Amleto, ma anche ai personaggi minori.<br />
di Laura Caretti</p>
<h3>Aspiranti attori alla prova,<br />
Francesco Manetti racconta… | pag. 35</h3>
<p>di Laura Caretti</p>
<h3>La rivoluzione novecentesca,<br />
la voce e i suoi paesaggi sonori | pag. 36</h3>
<p>Proprio negli a solo si dispiega la natura polifonica e la potenza espressiva della voce<br />
così come Carmelo Bene ha saputo svelare, lasciando un’eredità di ricerca artistica<br />
e riflessione teorica che altri possono seguire e variare in altri modi, come fa Roberto Latini.<br />
di Valentina Valentini</p>
<h3>Cosentino e Timpano: realtà e inganno,<br />
il caso di due romani “irregolari” | pag. 37</h3>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<h3>Io (non) ballo da sola | pag. 38</h3>
<p>Tra danze permeabili e di durata, atti politici, “esposizioni” e nuove vie verso il pubblico, a sei coreografe<br />
italiane, che hanno deciso di mettersi in scena e di dirigersi in un solo, abbiamo chiesto: in che momento<br />
è nata l’idea di una danza al singolare e perché? Alla fine, si è veramente “sole” sulla scena?<br />
di Lorenzo Conti</p>
<h3>«Sola, perduta, abbandonata»<br />
le voci femminili del melodramma | pag. 40</h3>
<p>La solitudine è donna, nel teatro lirico tra Otto e Novecento: per punizione o per scelta,<br />
per assicurare amore o per lenire il dolore. Da Verdi a Poulenc, una galleria di personaggi<br />
femminili svela le strade dell’isolamento dal mondo.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>Il soliloquy, cuore pulsante del musical | pag. 42</h3>
<p>Dal palcoscenico al grande schermo, l’assolo dell’artista di musical è occasione privilegiata<br />
per incantare il pubblico e per dare prova di qualità mirabolanti.<br />
di Sandro Avanzo</p>
<h3>Parola poetica, compagna di scena | pag. 43</h3>
<p>Elena Bucci, Mariangela Gualtieri, Ermanna Montanari, Moni Ovadia e Marcello Sambati raccontano la loro<br />
relazione attorale con la poesia, in rapporto alla solitudine in scena, condizione privilegiata di incontro con l’altro.<br />
di Michele Pascarella</p>
<h3>Uno e centomila,<br />
cabarettisti di ieri e di oggi | pag. 44</h3>
<p>Dallo Chat Noir parigino al Derby e allo Zelig milanesi, ma anche al Bagaglino romano,<br />
un rapido sguardo alla storia del cabaret e ai tanti protagonisti di quell’arte<br />
del monologo satirico che, soprattutto in Italia, ha antropologiche radici popolari.<br />
di Ira Rubini</p>
<h3>Giornalisti e scrittori in scena:<br />
guardare negli occhi i propri lettori | pag. 45</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<h3>Stand Up: dal night club a Facebook<br />
i feroci solisti della satira | pag. 46</h3>
<p>«Stand Up è scrivere, recitare, montare e produrre; è tutto»: un genere frutto<br />
del genio solitario di un comico che, su un palcoscenico spoglio, riesce<br />
a parlare con un pubblico variegato e vastissimo.<br />
di Laura Caparrotti</p>
<h3>Territori di confine: gli strani casi<br />
di Rezza e Bergonzoni | pag. 47</h3>
<p>Due “anomalie” della scena italiana, due monologanti che amano complicare i discorsi<br />
e spezzare consuetudini consolidate; e persino le loro differenze celano un’analoga<br />
volontà di non rinunciare alla propria personalissima poetica.<br />
di Diego Vincenti</p>

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			<h2>nati ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kepler-452, la rivoluzione<br />
e come farla dentro e fuori il teatro | pag. 48</h3>
<p>Dal Festival 20 30 al teatro partecipato, una convinzione guida la giovane compagnia<br />
bolognese nella quotidiana ricerca: non siamo impotenti nei confronti del mondo. E il<br />
teatro è un posto magnifico per ascoltare e trasformare la realtà. Con l’aiuto degli altri.<br />
di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro ragazzi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Scenario Infanzia,<br />
da qui si vede l&#8217;orizzonte del teatro | pag. 50</h3>
<p>Quattordici progetti, due vincitori ex aequo, tre segnalazioni, per un’edizione di alta<br />
qualità. Nonostante le limitazioni da pandemia, il Premio dell’Associazione Scenario<br />
laurea anche quest’anno le promesse del teatro ragazzi.<br />
di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>critiche | pag. 52</h2>

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			<p>Biennale teatro 2020, Venezia &#8211; Estate teatrale veronese &#8211; Mittelfest, Cividale del Friuli &#8211; Stagione Css Blossom-Fioriture, Udine &#8211; Estate sforzesca, Milano &#8211; Da vicino nessuno è normale, Milano &#8211; Estate del Teatro Franco Parenti, Milano – Tramedautore, Milano &#8211; Il Giardino delle esperidi, Campsirago &#8211; Astiteatro 42 &#8211; Festival delle Colline Torinesi &#8211; Summer Plays, Torino &#8211; Festival di Borgio Verezzi &#8211; Terreni Creativi, Albenga &#8211; Santarcangelo dei teatri &#8211; Trasparenze Festival, Modena &#8211; Festival Orizzonti, Chiusi &#8211; Kilowatt, Sansepolcro &#8211; Volterra Teatro &#8211; Festa del Teatro, San Miniato &#8211; Festa del Teatro, Monticchiello &#8211; Contemporanea, Prato &#8211; Todi Festival &#8211; Short Theatre, Roma &#8211; Romaeuropa &#8211; Napoli Teatro Festival Italia &#8211; RaMe Festival, Crotone &#8211; Stagione del teatro antico, Siracusa &#8211; Festival dei Tacchi, Jerzu</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Universi danzati tra la terra e il cielo | pag. 84</h3>
<p><span class="fontstyle0">di Laura Bevione, Renata Savo, Nicola Arrigoni, Carmelo A. Zapparrata, Paolo Crespi e Francesco Tei</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Con trucchi, magie e adattamenti<br />
l’opera attraversa l’epidemia | pag. 87</h3>
<p><span class="fontstyle0">di Pierfrancesco Giannangeli, Gianni Poli e Francesco Tei</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Franca Valeri, Gianrico Tedeschi:<br />
due vite lunghe giusto un secolo | pag. 88</h3>
<p>In sintonia, due eccellenze del teatro italiano ci hanno lasciato, solo un attimo<br />
dopo aver compiuto i cent’anni. Una doppia uscita di scena, traguardo<br />
di due esistenze straordinariamente ricche.<br />
di Roberto Canziani</p>
<h2>biblioteca | pag. 90</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>testo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Mario e Saleh</em> | pag. 96</p>
<p>di Saverio La Ruina</p>
<h2>La società teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I registi teatrali e la fascinazione della cinepresa | pag. 106</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

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