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	<title>Manuela Cherubini - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adminsmdev]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 13:45:17 +0000</pubDate>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Viaggio nellʼItalia del teatro partecipato, dove le comunità ritrovano se stesse | pag. 2</h3>
<p>Sono sempre di più i progetti attivati in Italia in cui a lavorare insieme sono artisti professionisti e gruppi di cittadini, che fanno del teatro uno strumento, un luogo d’incontro e confronto. Un’indagine sui principali esempi e sulle ragioni del successo di questo “genere”.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Comizi d’amore, l’amore (e il sesso): indagine teatrale nel Friuli di oggi | pag. 5</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Napoli, si spegne la luce sul Nuovo Teatro Sanità | pag. 6</h3>
<p>I lavori di adeguamento richiesti dalla Digos, la lievitazione dei costi di ristrutturazione e il mancato dialogo con il Comune, proprietario dell’immobile, costringono il teatro diretto da Gelardi alla chiusura. Una ferita profonda nel tessuto culturale della città.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatringestazione, la scena come sede di una socialità sperimentale | pag. 7</h3>
<p>Dalla propria casa nel centro storico di Napoli, a due passi da San Domenico Maggiore, la compagnia conduce un’attività artistica dal forte impatto sociale. Nell’organizzazione i festival come nell’attività in carcere, protagonista il “cittadino” sul “consumatore”.</p>
<p>di Emilio Nigro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Collettivo Amigdala, quando lʼarte ascolta i luoghi e le comunità | pag. 8</h3>
<p>Generare comunità temporanee di cittadini che acquisiscono, attraverso l’arte, la consapevolezza dei luoghi in cui vivono: questo uno degli obiettivi primi del collettivo di artiste e curatrici, tutto al femminile, attivo a Modena dal 2005.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Théâtre de Vidy di Losanna: sullʼacqua e al centro dellʼEuropa | pag. 9</h3>
<p>Due anni di lavori per una felice metamorfosi del teatro costruito sul lago Lemano quasi sessant’anni fa e diventato, negli anni, un polo internazionale di creazione e sperimentazione nelle arti dello spettacolo.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Vienna, fra scandali vecchi e nuovi e questioni sociali indagate con fantasia | pag. 10</h3>
<p>La stagione teatrale della capitale austriaca propone adattamenti di classici della letteratura, ma anche riflessioni su casi di attualità, dall’inchiesta sugli orfanotrofi alla salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>New York, quel bellʼequilibrio tra memoria, passato e futuro | pag. 12</h3>
<p>Mentre in scena spopola Leopoldstadt di Stoppard, dramma fluviale su una famiglia viennese ai tempi della Shoah, il La Mama riapre dopo una poderosa ristrutturazione e gli artisti emergenti dell’Exponential Festival invadono la città.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nei vicoli del Cairo alla scoperta del Downtown Contemporary Arts Festival | pag. 14</h3>
<p>Compie dieci anni il maggior festival egiziano, dove confluiscono le molte facce della creatività del mondo arabo con danza, musica, teatro e arti visive, a cui si aggiunge l’Arab Art Focus, attesa vetrina biennale sulle produzioni dell’area Swana (South West Asia and North Africa).</p>
<p>di Brunella Fusco</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dante attraverso la giungla tropicale, Bali e il sottile confine tra rito e teatro | pag. 16</h3>
<p>Una collaborazione nata quasi per caso, durante il lockdown, quella di Instabili Vaganti con Made Suteja e Kadek Budi Setiawan, artisti balinesi. Dalle prime prove online all’esperienza dal vivo, Oriente e Occidente si incontrano nelle parole del Sommo Poeta.</p>
<p>di Nicola Pianzola</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>r(UMOR)noir</p>
<h3>C&#8217;era una volta una matta&#8230; | pag. 18</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e follia | pag. 19</h3>
<p>a cura di Marco Menini, Roberto Rizzente e Francesco Tei</p>

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			<h3>Andreoli: viva i matti, senza copione nel gran teatro dellʼesistenza | pag. 20</h3>
<p>Depositaria di una visione del mondo diversa da quella dominante, la follia è, per lo psichiatra Vittorino Andreoli, una risposta al rifiuto della società, cui il matto reagisce fuggendo nella depressione o rompendo il rapporto tra l’Io e l’Altro. Con conseguenze benefiche per la creatività.</p>
<p>di Vittorino Andreoli e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cʼè o ci fa? Duemilacinquecento anni tra finzione, esaltazione e (auto)distruzione | pag. 22</h3>
<p>Avversata, idolatrata, temuta dagli uomini, epifania del divino piuttosto che conseguenza della convenzioni sociali, strumento drammaturgico per sviluppare l’intreccio o enucleare una verità, la follia ha fatto parte della storia del teatro, dai Greci fino a Strindberg e all’espressionismo tedesco.</p>
<p>di Alice Strazzi, Claudio Bernardi, Laura Bevione, Stefania Di Carlo, Gianni Poli, Marco Castellari e Andrea Bisicchia</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La follia creativa: il caso di Antonin Artaud | pag. 25</h3>
<p>di Gianni Poli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Follia vera e follia simulata nel teatro di Luigi Pirandello | pag. 26</h3>
<p>Più frequenti, nei testi del drammaturgo siciliano, coloro che si fingono pazzi (o sono costretti a farlo, come Beatrice Fiorica) dei folli veri. E “recitare” la parte del pazzo può diventare gioco, difesa, irrisione. La stessa signora Frola non delira, ma, come Cotrone de I giganti, sogna di vivere un’altra realtà.</p>
<p>di Andrea Bisicchia</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Balordi e svitati nel teatro di Dario Fo | pag. 27</h3>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Napoli: da Eduardo a Borrelli la metamorfosi della corda pazza | pag. 28</h3>
<p>Il teatro napoletano ha fatto un uso politico e singolare della follia, servendosene come di un grimaldello per rivelare lo sporco che è nella società, stretta tra l’abusivismo edilizio, la criminalità, e l’omologazione imposta dal capitalismo.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sogno, delirio e profezia nellʼopera di Pier Paolo Pasolini | pag. 30</h3>
<p>L’inconscio e l’irrazionale, spesso confinanti con la bestialità e la malattia, sono per Pasolini legittime forme di resistenza contro l’omologazione imposta dalla società borghese, e il viatico per una conoscenza più piena (e profetica) delle cose.</p>
<p>di Matteo Boriassi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro nelle aree del disagio psichico, piccola guida tra le iniziative in Italia | pag. 31</h3>
<p>Dai Dipartimenti di Salute Mentale e Opg al palcoscenico, dall’esperienza terapeutica ed espressiva alla scommessa (a volte riuscita) di creare attori “veri”, capaci di inserirsi in un contesto professionale, sono numerose, in Italia, le occasioni per riscattare, tramite l’arte, le cosiddette patologie psichiatriche.</p>
<p>di Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Storia di Marco, cavallo azzurro, e di Giuliano, poeta d’oro | pag. 32</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Se i matti non vanno a teatro, il teatro va dai matti | pag. 33</h3>
<p>di Renata Savo</p>

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			<h3>Manfredini: con la coscienza negli stati sublimi, divini e infernali | pag. 34</h3>
<p>Nel suo trentennale lavoro, Danio Manfredini ha saputo guardare alla follia con sguardo lucido e partecipato, concependo personaggi che lo hanno accompagnato negli anni. Uno su tutti quello di Luciano, che nasce da Tre studi per una crocifissione del 1992, diventando poi il protagonista dell’omonimo lavoro del 2017.</p>
<p>di Danio Manfredini e Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pippo Delbono: rimpiango Bobò e sono il capo del Teatro-follia! | pag. 35</h3>
<p>Attore, autore e regista, Delbono si è confrontato a più riprese con il disagio mentale, attraverso figure ai margini che, dal 1997, hanno contribuito a plasmare un linguaggio peculiare, avverso tanto al teatro sociale quanto a quello mainstream, legato al personaggio.</p>
<p>di Pippo Delbono e Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scomposizioni e acrobazie interiori: le attrici raccontano e recitano la follia | pag. 36</h3>
<p>Tre ruoli femminili di “pazze” della storia del teatro, dall’Ofelia di Shakespeare alla Sarah Kane di 4:48 Psychosis, passando per la Blanche DuBois di Tennessee Williams, nella restituzione di interpreti di diverse età. E c’è chi è specializzata nel personaggio…</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lear e gli altri, tra delirio e poesia, vittime degli uomini o degli dèi | pag. 38</h3>
<p>Re Lear, Oreste, Woyzeck e Osvald Alving: quattro grandi ruoli al maschile di folli raccontati da interpreti di diverse generazioni, dal veterano Glauco Mauri a Claudio Morganti, fino agli emergenti Giovanni Drago e Gianluca Merolli.</p>
<p>di Francesco Tei</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scrivere per la scena sulla follia: lʼItalia in cinque tappe esemplari | pag. 40</h3>
<p>Ispirata ai grandi del passato, la drammaturgia italiana contemporanea legge nel disagio psichico un’occasione di conoscenza e riscatto, invisa alla società. Come dimostrano, tra i tanti, alcuni spettacoli di Perrotta, Massini, Celestini, Carullo/Minasi e Scaldati.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Americani ed europei contro le «imprese di sicurezza delle coscienze» | pag. 42</h3>
<p>Occasione di fuga per evadere o, viceversa, soccombere alla realtà; patologia ereditaria con la quale convivere o tecnica per rivelare gli orrori del presente, le pretese totalitarie del potere piuttosto che la tragicità del destino umano: la follia domina nella drammaturgia del secondo Novecento, europea e americana.</p>
<p>di Laura Santini, Roberto Menin, Gianni Poli, Giuseppe Liotta, Letizia Russo, Manuela Cherubini e Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Antonio Rezza e Antonin Artaud: il teatro nasce da un delirio organizzato | pag. 45</h3>
<p>di Amelia Natalia Bulboaca</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danzare la pazzia: declinazioni possibili di corpi, drammaturgie e movimento | pag. 45</h3>
<p>Indagata già dai tempi di Giselle, la follia ha enormemente arricchito il repertorio della danza contemporanea, tanto come tema drammaturgico quanto come motivo ispiratore di una ricerca originale sul corpo e il movimento da Mats Ek e Neumeier fino a Roberto Zappalà.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tra femminile e cretinismo la grazia folle di Carmelo Bene | pag. 47</h3>
<p>di Vincenza Di Vita</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per lʼamore o per il potere, la follia nel melodramma | pag. 48</h3>
<p>La scena della pazzia figura sin dalle origini tra i topos del melodramma. Il modello settecentesco, basato sulla reversibilità della patologia, cede presto il passo ad approcci più complessi, tra articolati richiami alla mitologia e impietose diagnosi della realtà.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>

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			<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Testori per il teatro oggi, la forza profetica di una drammaturgia | pag. 50</h3>
<p>Testori e il magistero del suo lavoro teatrale si impongono oggi, a cent’anni dalla nascita, con sorprendente attualità. Dal rapporto tra romanzo e teatro all’invenzione di una lingua, proponiamo qui alcuni temi sui quali l’autore interroga ancora il teatro contemporaneo.</p>
<p>di Annamaria Cascetta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quel che resta di Franca, il diritto di stare sola in scena | pag. 52</h3>
<p>A dieci anni dalla scomparsa di Franca Rame, una riflessione su quale sia il suo lascito nel teatro contemporaneo. Sdoganare gli assoli al femminile di cui è stata antesignana? Rivendicare il diritto all’autorialità delle donne? Portare avanti tematiche scomode mai toccate dal teatro?</p>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ultime parole, ultimi passi di danza i frammenti di storia che se ne vanno | pag. 53</h3>
<p>Le regie di Scaparro, le visioni critiche di Georges Banu, la drammaturgia televisiva di Costanzo, il sorriso di Marescotti, la parola poetica di Sgorbani, accanto alle coreografie ella tv di Gino Landi, e all’impegno di Nuti: gli addii di questo inizio di primavera.</p>
<p>di Claudia Cannella, Giuseppe Montemagno, Fabrizio Sebastian Caleffi, Giuseppe Liotta, Diego Vincenti e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Roberto Anglisani, dal Terzo Teatro al ruolo politico delle storie | pag. 56</h3>
<p>Con un talento naturale per la narrazione, l’attore ne ha perfezionato col tempo la complessa arte. Dall’esperienza con Marco Baliani alla ricerca solitaria, alla regia, le sue sono piccole-grandi storie di esclusi capaci di riscatto, che parlano a ogni essere umano.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lʼopera è nel mondo e tra chi lo abita, Luigi Dadina e lʼarte come relazione | pag. 57</h3>
<p>Co-fondatore, nel 1983, del Teatro delle Albe, l’artista ravennate è da sempre attento alle connessioni di cui il teatro è luogo principe: tra generazioni, culture, età. Ora è al lavoro su una nascente esperienza di teatro comunitario a Lido Adriano, alla periferia di Ravenna.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Surrealisti, poeti e spietati sognatori il graffio alla realtà di Les Moustaches | pag. 58</h3>
<p>Un collettivo di giovani artisti, attivi in teatro e pronti a sperimentarsi con i linguaggi dell’arte visuale: sono la giovane compagnia di Fara Gera d’Adda. Tre spettacoli, molti progetti aperti, talento e intelligenza il loro motore creativo.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2>CRITICHE</h2>
<p>Le recensioni dalla seconda parte della stagione teatrale | pag. 60</p>
<h3>CRITICHE/VISTI IN ITALIA | pag. 86</h3>
<h3>DANZA | pag. 88</h3>
<h3>LIRICA | pag. 90</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 92</p>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Zorro | pag. 96</h3>
<p>di Federico Bellini e Antonio Latella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le notizie dal mondo del teatro | pag. 112</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<h3>Teatro e carcere: novità all’orizzonte | pag. 112</h3>
<p>di Francesco Tei</p>

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	</div>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2017</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-1-di-gennaio-marzo-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2016 16:59:41 +0000</pubDate>
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			<h2>Speciale</h2>

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			<h3>Dario Fo, un classico del Novecento | pag. 2</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal “decennio borghese” al “decennio rosso”, dalle improvvisazioni al Nobel,<br />
Dario Fo è stato, prima di tutto, un grande uomo di teatro animato da un forte<br />
impegno politico e artistico. Scomparso lui restano le sue opere, popolari<br />
e innovative, che ora attendono solo nuova vita in scena.</p>
<p>di Simone Soriani</p>
<h3>Il profeta di Rossini | pag. 5</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>I migliori sono pittori | pag. 6</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Vetrina</h2>

		</div>
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			<figure id="attachment_18215" aria-describedby="caption-attachment-18215" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18215" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-300x200.jpg" alt="Davide Iodice (progetto Città balena del Teatro i di Milano)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Davide-Iodice_8109.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18215" class="wp-caption-text">Davide Iodice (progetto Città balena del Teatro i di Milano).</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_18216" aria-describedby="caption-attachment-18216" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18216" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-300x200.jpg" alt="Monica Piseddu in &quot;Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni&quot; (foto: Gabriele Zanon)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Vetrina_Ce-ne-andiamo_©GabrieleZanon_DefTag_GZANON_7081-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18216" class="wp-caption-text">Monica Piseddu in &#8220;Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni&#8221; (foto: Gabriele Zanon).</figcaption></figure>

		</div>
	</div>
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			<h3>Teatro e territorio,<br />
presente e futuro delle Residenze Creative | pag. 8</h3>
<p>Da luoghi di produzione a spazi “protetti” dove poter creare, le Residenze entrano nel Decreto Ministeriale come soggetti attivi. Un’intesa tra Stato e Regioni lo ha tradotto in un esperimento che rivela debolezze e punti di forza dell’intero sistema teatrale.<br />
di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INTERVISTA A NINNI CUTAIA<br />
Nel dialogo tra residenze e sistema, una chiave per il rinnovamento | pag. 9</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Davide Iodice: Napoli, <em>Amleto</em><br />
e gli specialisti dell&#8217;esistenza  | pag. 10</h3>
<p>Folgorato da Leo de Berardinis, Iodice è un artista difficile da definire, con un’idea fortemente poetica del proprio lavoro, capace di spaziare dalle scene più tradizionali a quelle <em>underground</em>, dalla danza al teatro di parola, dalla regia alla pedagogia.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giovani mattatori/10: Monica Piseddu<br />
il talento e la determinazione | pag. 12</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Accademia di Roma, e poi l’incontro con Arturo Cirillo, Danio Manfredini, Massimiliano Civica, Antonio Latella, i premi, lo studio continuo e costante, segnano il percorso di una delle attrici più coraggiose e talentuose del nostro teatro.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>I Bandi del Premio Hystrio 2017</strong> | pag. 14</h3>

		</div>
	</div>
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			<h2>Teatromondo</h2>

		</div>
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			<figure id="attachment_18228" aria-describedby="caption-attachment-18228" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18228" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-300x200.jpg" alt="&quot;Place des héros&quot;, regia di Krystian Lupa (foto: D. Matvejevas)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-768x513.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-600x401.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Parigi_Daikste-60-foto-D_Matvejevas-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18228" class="wp-caption-text">&#8220;Place des héros&#8221;, regia di Krystian Lupa (foto: D. Matvejevas).</figcaption></figure>

		</div>
	</div>
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			<figure id="attachment_18229" aria-describedby="caption-attachment-18229" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18229" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-300x200.jpg" alt="&quot;Our violence is your violence&quot;, regia di Oliver Frljić (foto: Velija Hasanbegovic)." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Mess-Festival_Our-violence-is-your-violence_Ph-Velija-Hasanbegović_03-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18229" class="wp-caption-text">&#8220;Our violence is your violence&#8221;, regia di Oliver Frljić (foto: Velija Hasanbegovic).</figcaption></figure>

		</div>
	</div>
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			<h3>Parigi: l&#8217;eroica rivolta di Lupa<br />
contro i fantasmi della vecchia Europa | pag. 16</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Festival d’Automne conferma la sua vocazione cosmopolita e l’attenzione alla drammaturgia contemporanea, esplorando le nuove frontiere del monologo e della creazione collettiva. Con un omaggio a Krystian Lupa, impegnato in una trilogia ispirata a Thomas Bernhard.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong> </strong><br />
PARIGI/2<br />
<em>Une chambre en Inde</em>, ovvero il mondo in fiamme e il senso del teatro | pag. 18</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<h3>LONDRA<br />
Il declino dell’Impero di sua Maestà<br />
Kenneth Branagh e il ritorno del <em>music-hall</em> | pag. 19</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In scena a Vienna<br />
le inquietudini della nuova Europa | pag. 20</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La presunta “invasione” dell’Europa da parte dei rifugiati colonizza anche i cartelloni dei teatri austriaci grazie a spettacoli con cui alcuni dei migliori registi del continente invitano il pubblico a ripensare sicurezze granitiche e a vincere stereotipi radicati.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Sarajevo a Belgrado,<br />
traumi del passato e vertigini del presente | pag. 22</h3>
<p>Mentre estetica e politica riempiono la scena al Mess di Sarajevo, città ancora “sotto assedio” e in cerca di una difficile pacificazione post-bellica, al Bitef di Belgrado si va alla scoperta del nuovo teatro con spettacoli provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In cerca dell&#8217;autore, a Cluj<br />
le parole fanno spiccare il volo | pag. 24</h3>
<p>Si concentra sul rapporto tra testo e messinscena il programma degli Incontri Internazionali di Teatro, festival che ha luogo al Teatro Nazionale della città romena. Rodrigo García, Robert Cohen e Matei Vișniec, fra gli autori ospiti.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lugano, nel labirinto<br />
del nuovo teatro europeo | pag. 26</h3>
<p>Dall’intrecciarsi delle drammaturgie proposte al Festival Internazionale del Teatro emerge una tendenza a infrangere il confine tra spazio della finzione e realtà, alla ricerca di una più chiara visione del presente.</p>
<p>di Maddalena Giovannelli e Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>BASILEA<br />
L’assurdo del potere e l’insensatezza della vita,<br />
Latella e la terza versione del <em>Caligola </em>di Camus | pag. 27</h3>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>”Danse l&#8217;Afrique, danse!“<br />
L&#8217;arte come arma di costruzione di massa | pag. 28</h3>
<p>Alla triennale di danza a Ouagadougou, in Burkina Faso, l’Africa riscopre se stessa, tra unicità e apertura sul mondo, con spettacoli provenienti anche da Tunisia, Camerun, Senegal e Mozambico.</p>
<p>di Marilena Crosato</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>G(L)OSSIP</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mister O&#8217;Buffo, cronache di un addio milanese</strong><br />
<strong> e <em>grammelot </em>con sinossi e note</strong> | pag. 30</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La nuova scena argentina </strong>| pag. 31</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di Davide Carnevali e Manuela Cherubini</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-18219 aligncenter" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-300x144.jpg" alt="hystrio-12017_dossier_immagine-interna_hystrio-12017_chiara-dattola" width="469" height="225" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-300x144.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-768x369.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-600x288.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola-160x77.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Dossier_immagine-interna_Hystrio-12017_Chiara-Dattola.jpg 945w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a></p>

		</div>
	</div>
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			<h3>Argentina, la disperata vitalità</h3>
<h3>di un teatro minato dal <em>tarifazo </em>| pag. 32</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il profilarsi di una nuova crisi economica mette in ginocchio il teatro argentino, soprattutto le sale indipendenti, e fa crollare la presenza del pubblico. A Buenos Aires la nuova direzione del Teatro Cervantes lascia sperare in nuove aperture come, per la prima volta, la produzione di un testo del <em>porteño </em>Spregelburd, uno dei massimi autori della scena contemporanea.</p>
<p>di Rafael Spregelburd e Manuela Cherubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La nascita della scena indipendente</h3>
<h3>tra democrazia e crisi economica | pag. 34</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo secoli passati a ispirarsi a modelli europei, negli ultimi trent’anni il teatro argentino ha sviluppato poetiche, estetiche e sistemi produttivi del tutto autonomi. Complici tre momenti storici: la fine della dittatura, il ripristino della democrazia, nel 1983, e la crisi economica del 2001.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un mestiere che si impara a bottega | pag. 36</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fuori dalle Accademie, la formazione dei <em>teatristi </em>argentini avviene attraverso workshop e corsi, ma soprattutto lavorando insieme alle personalità più affini alla propria inclinazione e poetica. Tra i maestri di questa forma di trasmissione del sapere, Bartís, Veronese, Tantanian e Kartun.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Autori di oggi</h3>
<h3>dispositivi di piacere | pag. 38</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spregelburd, Daulte e Pensotti: le “microstorie” di tre <em>teatristi </em>nati tra gli anni ’60 e ’70, attualmente considerati fra i più interessanti “creatori di mondi” della drammaturgia argentina.</p>
<p>di Manuela Cherubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Timbre 4, la casa dei desideri</h3>
<h3>in una ex fabbrica di scarpe | pag. 40</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel pieno della crisi economica del suo Paese, Claudio Tolcachir acquista uno spazio per la sua compagnia, oggi punto di riferimento della scena indipendente di Buenos Aires e non solo.</p>
<p>di Claudio Tolcachir e Manuela Cherubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Una scuola al servizio dello spettatore | pag. 42</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Scuola dello Spettatore, fondata da Jorge Dubatti a Buenos Aires nel 2001, coagula oggi centinaia di iscritti in diverse sedi, ponendosi come stimolo e offrendo strumenti di analisi di quanto avviene sulla ipertrofica scena argentina. Con la consapevolezza che non esiste un teatro egemone, ma una pluralità di esperienze.</p>
<p>di Jorge Dubatti e Davide Carnevali</p>

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			<figure id="attachment_18226" aria-describedby="caption-attachment-18226" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18226" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-300x200.jpg" alt="&quot;Apatrida&quot;, di Rafael Spregelburd." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-1024x682.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_Apatrida_di-Rafael-Spregelburd_2010_7C2-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18226" class="wp-caption-text">&#8220;Apatrida&#8221;, di Rafael Spregelburd.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_18225" aria-describedby="caption-attachment-18225" style="width: 361px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-18225" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-300x176.jpg" alt="&quot;La omision de la familia Coleman&quot;, di Claudio Tolcachir (foto: Giampaolo Samà)." width="361" height="212" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-300x176.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-768x452.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-600x353.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2017/01/Hystrio-12017_Dossier_La-omision-de-la-familia-Coleman_foto-Giampaolo-Samà_04-160x94.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18225" class="wp-caption-text">&#8220;La omision de la familia Coleman&#8221;, di Claudio Tolcachir (foto: Giampaolo Samà).</figcaption></figure>

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			<h3>Nuovissime generazioni:</h3>
<h3>una galassia in continua espansione | pag. 44</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’intreccio tra vita quotidiana e teatro, per i <em>teatristi </em>più giovani diventa una sfida, più che un limite, ricoprire diversi ruoli all’interno della pratica scenica, che diventa un percorso collettivo. Tre esempi: Santiago Loza, Romina Paula e Ariel Farace.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Progetto Prove,</h3>
<h3>la mela e il suo sapore | pag. 46</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la sua Compañía Buenos Aires Escènica, Feldman porta avanti dal 2013 un progetto in dieci tappe sul rapporto tra rappresentazione e spettatore alla ricerca di nuove possibili relazioni.</p>
<p>di Matías Feldman</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Frammenti di un discorso</h3>
<h3>sul disagio dell&#8217;attore | pag. 47</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scomodità e vergogna come fonti di energia per arrivare a una recitazione vera e concreta. Riflessioni sul lavoro con gli attori di uno dei più intriganti <em>teatristi </em>argentini.</p>
<p>di Federico León</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Buenos Aires mi uccide,</h3>
<h3>ascesa e caduta delle sale indipendenti | pag. 48</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nato negli anni ’30, cresciuto negli anni ’60 ed esploso negli anni ’80, il teatro indipendente della capitale argentina è un’esperienza unica e irripetibile oggi a rischio di estinzione a causa dell’attuale politica neoliberale, che ha tolto i sussidi alla cultura e fatto aumentare considerevolmente il costo della vita.</p>
<p>di Gabriel Guz</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fra Università e arte emergente:</h3>
<h3>il Centro Cultural Ricardo Rojas | pag. 49</h3>
<p>di Manuela Cherubini</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>A Buenos Aires come a Parigi, uno sguardo sull’editoria teatrale | pag. 50</h3>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rodrigo García, sadico provocatore</h3>
<h3>o il fustigatore dell&#8217;Occidente ipocrita? | pag. 51</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra astici cucinati dal vivo, pulcini terrorizzati e galli cedroni in scarpe da tennis, il teatro di García ha spesso provocato polemiche e censure. In realtà al centro del suo lavoro c’è una feroce quanto ironica critica al consumismo bulimico del mondo euroamericano.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
<h3><em>Don&#8217;t cry for me Argentina</em></h3>
<h3>espatriati per amor di libertà | pag. 62</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dagli anni &#8217;50, generazioni di artisti argentini si sono rifugiate in Europa per fuggire alle dittature militari e alle violenze fasciste. Da Copi a García, da Brie a Spregelburd, una rapida carrellata sui talenti che, nei vari decenni, decisero di attraversare l’oceano per lavorare. E cambiare la geografia del teatro.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Il Festival Internacional de Buenos Aires</h3>
<h3>appuntamento irrinunciabile della scena porteña | pag. 63</h3>
<p>di Gabriel Guz</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<h3>La pacifica invasione</h3>
<h3>degli argentini in Italia | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che sia stato per necessità o per curiosità, i <em>teatristi </em>argentini che varcarono l’oceano – da Copi a Rodrigo García, da Brie a Spregelburd – hanno portato nel nostro Paese una vitalità che ha stupito e conquistato i pubblici e i registi più diversi, tra i quali Luca Ronconi.</p>
<p>di Damiano Pignedoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro ragazzi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dance and puppet</h3>
<h3>tutti i colori dell&#8217;autunno teatrale | pag. 66</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Trento a Mantova e Lamezia Terme, le vetrine di teatro ragazzi si animano di nuove proposte, fra cui particolare attenzione merita Y Generation, dedicato alla danza. Sul fronte del teatro di figura, invece, brillano le rassegne Incanti e Arrivano dal Mare!</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>TEATRO DI FIGURA</h3>
<h3>Quando le marionette si fanno di marzapane:</h3>
<h3><em>Hänsel e Gretel </em>secondo la Compagnia Colla | pag. 68</h3>
<p>di Claudia Cannella</p>

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			<h2>Critiche</h2>

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			<figure id="attachment_18221" aria-describedby="caption-attachment-18221" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-18221" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-300x200.jpg" alt="&quot;Bordello di mare con citta&quot; , regia di Carlo Cerciello." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2016/12/Hystrio-12017_Critiche_bordello-di-mare_02-160x107.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-18221" class="wp-caption-text">&#8220;Bordello di mare con citta&#8221; , regia di Carlo Cerciello.</figcaption></figure>

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			<p><strong> </strong></p>
<h3>Il Maestro e l’allieva</h3>
<h3><em>Elvira </em>secondo Servillo | pag. 60</h3>
<p>di Claudia Cannella<strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danae, il festival diffuso:</h3>
<h3>riflessioni sullo scenario urbano | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Produzioni (<em>Vous êtes pleine de désespoir</em>), danza, masterclass, performance, ricerca che attiva e coinvolge il territorio: questo il festival organizzato da 18 anni a Milano dal Teatro delle Moire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nella cucina di Wesker</h3>
<h3>microcosmo di varia umanità | pag. 70</h3>
<p>di Laura Santini e Massimo Bertoldi<strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>A Vie Festival è di scena la vita</h3>
<h3>ridotta in (poetici) frammenti | pag. 74</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Berlin con le loro 29 storie, il Belarus Free Theatre e Koršunovas, ma anche l’amore cantato da Terzopoulos, i rivoluzionari veri di Backa Teater e quelli narrati da Motus e Aldrovandi, per finire coi sogni di fuga dalle metropoli cinesi e i drammi domestici di Adriatico e Carullo-Minasi: una panoramica dal festival modenese</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Romaeuropa le contraddizioni dell’uomo contemporaneo | pag. 84</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Piemonte ed Emilia Romagna</h3>
<h3>vetrine della danza contemporanea | pag. 91</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Lirica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Butterfly a Titania le donne rubano la scena | pag. 94</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Testo</h2>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fratelli | pag. 96</h3>
<p>di Pier Lorenzo Pisano</p>
<p>Premio Hystrio-Scritture di Scena 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca | pag. 108</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Società Teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il gattopardismo del Mibact in vista del Codice dello Spettacolo | pag. 112</h3>
<p>di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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