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	<title>Francesca Romana Rietti - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 15:41:18 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro di Jon Fosse: spiritualità, pietas e dolcezza | pag. 2</h3>
<p>Valerio Binasco, il regista italiano che ne ha messo in scena il maggior numero di opere, svela le peculiarità della drammaturgia dell’autore Premio Nobel, invitando a non farsi “abbagliare” dall’apparente astrattismo del suo “stile”.</p>
<p>di Valerio Binasco e Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Con Jon Fosse, dentro quel buio luminoso | pag. 3</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Si aprono le porte della Bottega fra verità, improvvisazione, bellezza | pag. 4</h3>
<p>Bat, il progetto di alta formazione per attori diretto da Antonio Latella, trova al Piccolo di Milano e al Rossini di Pesaro momenti di condivisione con il pubblico. Lezioni aperte sul dispositivo teatrale nel suo farsi, sul lavoro dell’attore alle prese con la parola di Testori.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Raffa in the Sky, una fantaopera per celebrare il mito della Carrà | pag. 5</h3>
<p>Ha debuttato al Teatro Donizetti di Bergamo l’opera contemporanea dedicata a Raffaella Carrà. Un omaggio alla “Raffa” nazionale, una favola lirica fantastica costruita intorno alle canzoni che hanno reso la showgirl una vera e propria diva e icona della tv.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ateliersi, lo sguardo prismatico di un collettivo multiforme | pag. 6</h3>
<p>Di base a Bologna, presso spazio Sì, dal 2014 l’ensemble attraversa confini, disciplinari e geografici, costruendo «una scrittura scenica che trasfigura i dati del reale attraverso la loro ricomposizione poetica» mutevole e cangiante, sempre aperta e in ascolto.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Arezzo, riflettori accesi sulla nuova star: si chiama AI, è artificiale e intelligente | pag. 7</h3>
<p>A metà novembre la Rete Teatrale Aretina ha organizzato l’edizione 2023 del Festival dello Spettatore, con un ampio spazio dedicato all’Intelligenza Artificiale, che, in un modo o nell’altro, inciderà sullo spettacolo dal vivo. Con quali esiti è ancora tutto da valutare.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pronunciare parole mai dette, Dracma, un futuro teatrale in Calabria | pag. 8</h3>
<p>Da Vibo Valentia a Polistena, da niente a Residenza Teatrale riconosciuta (Artisti nei territori, la dicitura ministeriale): così un piccolo avamposto di resistenza culturale prova a innestarsi nella comunità con un progetto artistico, politico e sociale.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Reggio Calabria cosmicomica, Calvino al Ragazzi MedFest | pag. 9</h3>
<p>Alla sua settima edizione, quest’anno il Festival organizzato da SpazioTeatro ha coniugato la propria vocazione alle connessioni tra teatro e scienza con il centenario calviniano, in un programma di eventi che ha travolto il capoluogo calabrese.</p>
<p>di Paola Abenavoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Hystrio, i bandi 2024 | pag. 10</h3>

		</div>
	</div>
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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Festival d’Automne: dalla Francia al mondo un viaggio nelle storie e nella Storia | pag. 12</h3>
<p>La kermesse parigina si conferma rassegna tra le più importanti per i contributi internazionali inseriti in un programma imponente. Da Creuzevault a Zeldin, passando per Gorgeart e il collettivo Grand Magasin fino all’omaggio postumo a Tanguy, focus sull’edizione numero 52.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ostermeier: un’Opera da tre soldi contro la notte dei nuovi fascismi | pag. 13</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vienna, una gran dama dalle molte facce tra grandi classici ed esperienze immersive | pag. 14</h3>
<p>Le drammaturgie mash-up del das.bernhard.ensemble per riscrivere il mito, la persecuzione di trans e omosessuali nella performance immersiva della compagnia Nesterval, Molière e Goldoni riletti da Martin Kušej e Antonio Latella.</p>
<p>di Irina Wolf e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In Romania è tempo di festival! Lingue e linguaggi dialogano sulla scena | pag. 16</h3>
<p>Non soltanto la capitale Bucarest, ma anche Iaşi, hanno ospitato fra settembre e ottobre, rassegne ricche ed eterogenee, specchio della vitalità teatrale del Paese, dagli spettacoli per ragazzi agli ospiti stranieri, dalle produzioni indipendenti ai musical.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I teatri che resistono: Mosca, chi va e chi resta | pag. 18</h3>
<p>Cartelloni ricchi, sale piene. Eppure nella capitale russa l’aria è tesa. Qualche sala è stata chiusa, alcuni registi espatriati. Tra chi resta, però, non mancano le chicche, le novità, i veri capolavori. Come Guerra e pace di Rimas Tuminas.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Roberta Bosetti: frammenti di memoria (perduta), il corpo, il tempo, l’Alzheimer | pag. 19</h3>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Under The Radar, il teatro che non si arrende, quando la fine è un nuovo inizio | pag. 20</h3>
<p>A giugno 2023 se ne annuncia la fine, a gennaio 2024 uno dei festival più importanti degli Usa, dedicato al “nuovo” teatro, torna a New York rinnovato nella veste organizzativa ma non nell’obiettivo: condividere l’avanguardia del teatro internazionale.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Far finta di essere nani | pag. 22</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>ODIN TEATRET 60 | pag. 23</h3>
<p>cura di Claudia Cannella e Giuseppe Liotta</p>

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			<h3>Eugenio Barba: le mille e una vita, su un’isola di libertà chiamata teatro | pag. 24</h3>
<p>La nascita dell’Odin Teatret, la necessità d’essere nel proprio tempo, il Terzo Teatro, le “ruote quadrate”: viaggio dentro e fuori la scena di uno dei più longevi e riconosciuti Maestri del teatro del Novecento.</p>
<p>di Eugenio Barba e Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’incredibile storia dell’Odin Teatret, una memoria personale ed emotiva | pag. 26</h3>
<p>Il ricordo di uno studioso che lo ha conosciuto bene. Le origini, il trasferimento a Holstebro, gli spettacoli più importanti, l’intensa attività editoriale, gli incontri fra apocalissi sceniche, nuove emozioni e una lettera inedita.</p>
<p>di Franco Perrelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Barba e Grotowski: così diversi, così vicini | pag. 30</h3>
<p>Da Opole fino alla scomparsa del Maestro e dopo, il racconto di un’amicizia e di un’affinità teatrale che ha segnato l’avanguardia teatrale del Secondo Novecento e che continua ancora oggi a interrogarci.</p>
<p>di Marco De Marinis</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’Ista, un Theatrum Mundi, fra pedagogia e creazione | pag. 32</h3>
<p>Un’esperienza internazionale unica e costante che affronta i temi del teatro attraverso intense sessioni di lavoro, coinvolgendo studiosi, attori, registi, giovani gruppi provenienti da tutto il mondo in un fertile incrocio di saperi e di pratiche sceniche.</p>
<p>di Gerardo Guccini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per un teatro vivente e femminile, incontro immaginario con le attrici dell&#8217;Odin | pag. 34</h3>
<p>La libertà creativa, il rapporto con Eugenio Barba, le improvvisazioni, il nuovo training: le quattro donneicone dell’Odin – Else Marie Laukvik, Iben Nagel Rasmussen, Roberta Carreri e Julia Varley – parlano di sé e della loro inscindibile appartenenza al tessuto connettivo degli spettacoli.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Torgeir Wethal, il sorriso dell’”attore santo” | pag. 36</h3>
<p>L’attore feticcio di Barba dagli esordi fino alla prematura scomparsa. Il suo lavoro di ricerca in un ritratto che ne ripercorre la storia scenica e le caratteristiche teatrali.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pontedera: i viaggi a Holstebro, preludio di una lunga storia | pag. 37</h3>
<p>La scoperta dell’Odin (1971-72) all’origine del Teatro di Pontedera: i primi rapporti con Barba a Holstebro, la fascinazione di Min fars hus, la nascita di un nuovo Laboratorio di ricerca e sperimentazione teatrale. Un flashback illuminato dai ricordi dei protagonisti.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Eugenio Barba e i suoi discepoli: quale eredità dell’Odin in Italia? | pag. 38</h3>
<p>Abbiamo interpellato numerose realtà che, dagli anni Settanta a oggi, si sono riconosciute e si riconoscono in una linea di continuità con l’Odin Teatret, scoprendo affinità etiche e culturali, prima che estetiche.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Odin Teatret Archives, un piccolo firmamento | pag. 40</h3>
<p>L’autrice racconta in prima persona l’entusiasmante esperienza di costruzione degli Ota, ideati e diretti da Mirella Schino, in cui ha trovato una nuova vita l’enorme patrimonio documentario dell’Odin.</p>
<p>di Francesca Romana Rietti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Laflis: le isole galleggianti hanno trovato casa in Salento | pag. 41</h3>
<p>Inaugurato a Lecce, l’Archivio della Fondazione Barba Varley: sei sale che raccolgono libri, testimonianze e ricordi del gruppo teatrale più importante e “cronico” del teatro del Novecento.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dieci spettacoli per raccontare una storia lunga sessant’anni | pag. 42</h3>
<p>Abbiamo scelto alcuni titoli emblematici dell’Odin dagli anni Sessanta a oggi, cercando di ripercorrere le tappe tematiche, il rapporto con la letteratura e con il mito, l’utilizzo di diversi codici espressivi e di diverse modalità di rappresentazione, le questioni politiche e generazionali.</p>
<p>a cura di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dall’Europa all’America Latina e alla Cina, tutto il mondo festeggia i sessant’anni dell’Odin | pag. 47</h3>
<p>di Giuseppe Liotta</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bolognino: l’arte della coreografia, una ricerca continua | pag. 48</h3>
<p>A ventotto anni il coreografo napoletano mostra un talento in netta ascesa, conquistando con le sue creazioni anche Elenonora Abbagnato che gli ha commissionato una partitura originale per l’Opera di Roma. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il suo processo compositivo.</p>
<p>di Adriano Bolognino e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Daniele Villa, scrivere Sotterraneo e agire collettivo per la scena | pag. 49</h3>
<p>A quasi vent’anni di attività di Sotterraneo e con una dozzina di premi nel palmares, Daniele Villa racconta il proprio approccio alla scrittura e costruzione dello spettacolo, fra ironia e distacco critico, interazioni con i compagni e con il pubblico.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A morte gli under 30! Niccolò Fettarappa contro il teatro generazionale | pag. 50</h3>
<p>Classe 1996, laurea in Filosofia, tre spettacoli all’attivo: Niccolò Fettarappa Sandri si sta costruendo un percorso originale nel teatro italiano, scrivendo e interpretando i suoi testi, invettive ironiche contro la società del presente e le sue deformità.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Intransito 2023: Tre liriche della compagnia Xenia vince la sesta edizione del concorso genovese | pag. 51</h3>
<p>di Alice Strazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Confini e sconfinamenti: il teatro engagé delle Colline Torinesi | pag. 52</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il raffinato enigma di Fanny &amp; Alexander dal capolavoro di Ágota Kristóf | pag. 52</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Questioni identitarie e nuova drammaturgia nel cartellone di Colpi di Scena | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Geografie reali e immaginarie, Romaeuropa oltre i confini | pag. 68</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PRO &amp; CONTRO. La Mirandolina di Latella, moderna imprenditrice per una commedia borghese all’italiana | pag. 73</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da un continente all’altro le molteplici espressioni della danza | pag. 77</h3>
<p>Dai programmi internazionali di Torinodanza e Fabbrica Europa alla danza contemplativa di Zappalà, dalla conferenza performativa di Marin al Saramago di Sieni, fino al ritorno di Wilson/Childs e tanti altri.</p>
<p>di Laura Bevione, Sandro Avanzo, Mario Bianchi, Renata Savo, Carmelo A. Zapparrata, Alice Strazzi, Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dal bianco e nero al trionfo del colore, l’apertura della stagione lirica | pag. 82</h3>
<p>La tradizione del Don Carlo di Pasqual e la cupa sensualità di Ollé, le contaminazioni del Falstaff di Renga e il rigore di Pizzi, il Trovatore metropolitano di Livermore, il minimalismo di Silvestrini e l’onirismo di Stone: i debutti sui palcoscenici operistici.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno, Roberto Rizzente, Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I mondi liminali del teatro europeo tra sogni distorti e riti mitologici | pag. 85</h3>
<p>di Laura Santini, Marco Menini e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 85</p>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>SPEZZATA. Rapsodia (per intercessione del Silenzio) | pag. 90</h3>
<p>di Fabio Pisano</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>News dal mondo del teatro | pag. 102</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Codice Unico dello Spettacolo en attendant i decreti attuativi | pag. 102</h3>
<p>di Alessandro Toppi</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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