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	<title>Eugenio Barba - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 15:41:18 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro di Jon Fosse: spiritualità, pietas e dolcezza | pag. 2</h3>
<p>Valerio Binasco, il regista italiano che ne ha messo in scena il maggior numero di opere, svela le peculiarità della drammaturgia dell’autore Premio Nobel, invitando a non farsi “abbagliare” dall’apparente astrattismo del suo “stile”.</p>
<p>di Valerio Binasco e Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Con Jon Fosse, dentro quel buio luminoso | pag. 3</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Si aprono le porte della Bottega fra verità, improvvisazione, bellezza | pag. 4</h3>
<p>Bat, il progetto di alta formazione per attori diretto da Antonio Latella, trova al Piccolo di Milano e al Rossini di Pesaro momenti di condivisione con il pubblico. Lezioni aperte sul dispositivo teatrale nel suo farsi, sul lavoro dell’attore alle prese con la parola di Testori.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Raffa in the Sky, una fantaopera per celebrare il mito della Carrà | pag. 5</h3>
<p>Ha debuttato al Teatro Donizetti di Bergamo l’opera contemporanea dedicata a Raffaella Carrà. Un omaggio alla “Raffa” nazionale, una favola lirica fantastica costruita intorno alle canzoni che hanno reso la showgirl una vera e propria diva e icona della tv.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ateliersi, lo sguardo prismatico di un collettivo multiforme | pag. 6</h3>
<p>Di base a Bologna, presso spazio Sì, dal 2014 l’ensemble attraversa confini, disciplinari e geografici, costruendo «una scrittura scenica che trasfigura i dati del reale attraverso la loro ricomposizione poetica» mutevole e cangiante, sempre aperta e in ascolto.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Arezzo, riflettori accesi sulla nuova star: si chiama AI, è artificiale e intelligente | pag. 7</h3>
<p>A metà novembre la Rete Teatrale Aretina ha organizzato l’edizione 2023 del Festival dello Spettatore, con un ampio spazio dedicato all’Intelligenza Artificiale, che, in un modo o nell’altro, inciderà sullo spettacolo dal vivo. Con quali esiti è ancora tutto da valutare.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pronunciare parole mai dette, Dracma, un futuro teatrale in Calabria | pag. 8</h3>
<p>Da Vibo Valentia a Polistena, da niente a Residenza Teatrale riconosciuta (Artisti nei territori, la dicitura ministeriale): così un piccolo avamposto di resistenza culturale prova a innestarsi nella comunità con un progetto artistico, politico e sociale.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Reggio Calabria cosmicomica, Calvino al Ragazzi MedFest | pag. 9</h3>
<p>Alla sua settima edizione, quest’anno il Festival organizzato da SpazioTeatro ha coniugato la propria vocazione alle connessioni tra teatro e scienza con il centenario calviniano, in un programma di eventi che ha travolto il capoluogo calabrese.</p>
<p>di Paola Abenavoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Hystrio, i bandi 2024 | pag. 10</h3>

		</div>
	</div>
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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Festival d’Automne: dalla Francia al mondo un viaggio nelle storie e nella Storia | pag. 12</h3>
<p>La kermesse parigina si conferma rassegna tra le più importanti per i contributi internazionali inseriti in un programma imponente. Da Creuzevault a Zeldin, passando per Gorgeart e il collettivo Grand Magasin fino all’omaggio postumo a Tanguy, focus sull’edizione numero 52.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ostermeier: un’Opera da tre soldi contro la notte dei nuovi fascismi | pag. 13</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vienna, una gran dama dalle molte facce tra grandi classici ed esperienze immersive | pag. 14</h3>
<p>Le drammaturgie mash-up del das.bernhard.ensemble per riscrivere il mito, la persecuzione di trans e omosessuali nella performance immersiva della compagnia Nesterval, Molière e Goldoni riletti da Martin Kušej e Antonio Latella.</p>
<p>di Irina Wolf e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In Romania è tempo di festival! Lingue e linguaggi dialogano sulla scena | pag. 16</h3>
<p>Non soltanto la capitale Bucarest, ma anche Iaşi, hanno ospitato fra settembre e ottobre, rassegne ricche ed eterogenee, specchio della vitalità teatrale del Paese, dagli spettacoli per ragazzi agli ospiti stranieri, dalle produzioni indipendenti ai musical.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I teatri che resistono: Mosca, chi va e chi resta | pag. 18</h3>
<p>Cartelloni ricchi, sale piene. Eppure nella capitale russa l’aria è tesa. Qualche sala è stata chiusa, alcuni registi espatriati. Tra chi resta, però, non mancano le chicche, le novità, i veri capolavori. Come Guerra e pace di Rimas Tuminas.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Roberta Bosetti: frammenti di memoria (perduta), il corpo, il tempo, l’Alzheimer | pag. 19</h3>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Under The Radar, il teatro che non si arrende, quando la fine è un nuovo inizio | pag. 20</h3>
<p>A giugno 2023 se ne annuncia la fine, a gennaio 2024 uno dei festival più importanti degli Usa, dedicato al “nuovo” teatro, torna a New York rinnovato nella veste organizzativa ma non nell’obiettivo: condividere l’avanguardia del teatro internazionale.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Far finta di essere nani | pag. 22</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>ODIN TEATRET 60 | pag. 23</h3>
<p>cura di Claudia Cannella e Giuseppe Liotta</p>

		</div>
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			<h3>Eugenio Barba: le mille e una vita, su un’isola di libertà chiamata teatro | pag. 24</h3>
<p>La nascita dell’Odin Teatret, la necessità d’essere nel proprio tempo, il Terzo Teatro, le “ruote quadrate”: viaggio dentro e fuori la scena di uno dei più longevi e riconosciuti Maestri del teatro del Novecento.</p>
<p>di Eugenio Barba e Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’incredibile storia dell’Odin Teatret, una memoria personale ed emotiva | pag. 26</h3>
<p>Il ricordo di uno studioso che lo ha conosciuto bene. Le origini, il trasferimento a Holstebro, gli spettacoli più importanti, l’intensa attività editoriale, gli incontri fra apocalissi sceniche, nuove emozioni e una lettera inedita.</p>
<p>di Franco Perrelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Barba e Grotowski: così diversi, così vicini | pag. 30</h3>
<p>Da Opole fino alla scomparsa del Maestro e dopo, il racconto di un’amicizia e di un’affinità teatrale che ha segnato l’avanguardia teatrale del Secondo Novecento e che continua ancora oggi a interrogarci.</p>
<p>di Marco De Marinis</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’Ista, un Theatrum Mundi, fra pedagogia e creazione | pag. 32</h3>
<p>Un’esperienza internazionale unica e costante che affronta i temi del teatro attraverso intense sessioni di lavoro, coinvolgendo studiosi, attori, registi, giovani gruppi provenienti da tutto il mondo in un fertile incrocio di saperi e di pratiche sceniche.</p>
<p>di Gerardo Guccini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per un teatro vivente e femminile, incontro immaginario con le attrici dell&#8217;Odin | pag. 34</h3>
<p>La libertà creativa, il rapporto con Eugenio Barba, le improvvisazioni, il nuovo training: le quattro donneicone dell’Odin – Else Marie Laukvik, Iben Nagel Rasmussen, Roberta Carreri e Julia Varley – parlano di sé e della loro inscindibile appartenenza al tessuto connettivo degli spettacoli.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Torgeir Wethal, il sorriso dell’”attore santo” | pag. 36</h3>
<p>L’attore feticcio di Barba dagli esordi fino alla prematura scomparsa. Il suo lavoro di ricerca in un ritratto che ne ripercorre la storia scenica e le caratteristiche teatrali.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pontedera: i viaggi a Holstebro, preludio di una lunga storia | pag. 37</h3>
<p>La scoperta dell’Odin (1971-72) all’origine del Teatro di Pontedera: i primi rapporti con Barba a Holstebro, la fascinazione di Min fars hus, la nascita di un nuovo Laboratorio di ricerca e sperimentazione teatrale. Un flashback illuminato dai ricordi dei protagonisti.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Eugenio Barba e i suoi discepoli: quale eredità dell’Odin in Italia? | pag. 38</h3>
<p>Abbiamo interpellato numerose realtà che, dagli anni Settanta a oggi, si sono riconosciute e si riconoscono in una linea di continuità con l’Odin Teatret, scoprendo affinità etiche e culturali, prima che estetiche.</p>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Odin Teatret Archives, un piccolo firmamento | pag. 40</h3>
<p>L’autrice racconta in prima persona l’entusiasmante esperienza di costruzione degli Ota, ideati e diretti da Mirella Schino, in cui ha trovato una nuova vita l’enorme patrimonio documentario dell’Odin.</p>
<p>di Francesca Romana Rietti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Laflis: le isole galleggianti hanno trovato casa in Salento | pag. 41</h3>
<p>Inaugurato a Lecce, l’Archivio della Fondazione Barba Varley: sei sale che raccolgono libri, testimonianze e ricordi del gruppo teatrale più importante e “cronico” del teatro del Novecento.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dieci spettacoli per raccontare una storia lunga sessant’anni | pag. 42</h3>
<p>Abbiamo scelto alcuni titoli emblematici dell’Odin dagli anni Sessanta a oggi, cercando di ripercorrere le tappe tematiche, il rapporto con la letteratura e con il mito, l’utilizzo di diversi codici espressivi e di diverse modalità di rappresentazione, le questioni politiche e generazionali.</p>
<p>a cura di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dall’Europa all’America Latina e alla Cina, tutto il mondo festeggia i sessant’anni dell’Odin | pag. 47</h3>
<p>di Giuseppe Liotta</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bolognino: l’arte della coreografia, una ricerca continua | pag. 48</h3>
<p>A ventotto anni il coreografo napoletano mostra un talento in netta ascesa, conquistando con le sue creazioni anche Elenonora Abbagnato che gli ha commissionato una partitura originale per l’Opera di Roma. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il suo processo compositivo.</p>
<p>di Adriano Bolognino e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Daniele Villa, scrivere Sotterraneo e agire collettivo per la scena | pag. 49</h3>
<p>A quasi vent’anni di attività di Sotterraneo e con una dozzina di premi nel palmares, Daniele Villa racconta il proprio approccio alla scrittura e costruzione dello spettacolo, fra ironia e distacco critico, interazioni con i compagni e con il pubblico.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A morte gli under 30! Niccolò Fettarappa contro il teatro generazionale | pag. 50</h3>
<p>Classe 1996, laurea in Filosofia, tre spettacoli all’attivo: Niccolò Fettarappa Sandri si sta costruendo un percorso originale nel teatro italiano, scrivendo e interpretando i suoi testi, invettive ironiche contro la società del presente e le sue deformità.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Intransito 2023: Tre liriche della compagnia Xenia vince la sesta edizione del concorso genovese | pag. 51</h3>
<p>di Alice Strazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Confini e sconfinamenti: il teatro engagé delle Colline Torinesi | pag. 52</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il raffinato enigma di Fanny &amp; Alexander dal capolavoro di Ágota Kristóf | pag. 52</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Questioni identitarie e nuova drammaturgia nel cartellone di Colpi di Scena | pag. 64</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Geografie reali e immaginarie, Romaeuropa oltre i confini | pag. 68</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PRO &amp; CONTRO. La Mirandolina di Latella, moderna imprenditrice per una commedia borghese all’italiana | pag. 73</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da un continente all’altro le molteplici espressioni della danza | pag. 77</h3>
<p>Dai programmi internazionali di Torinodanza e Fabbrica Europa alla danza contemplativa di Zappalà, dalla conferenza performativa di Marin al Saramago di Sieni, fino al ritorno di Wilson/Childs e tanti altri.</p>
<p>di Laura Bevione, Sandro Avanzo, Mario Bianchi, Renata Savo, Carmelo A. Zapparrata, Alice Strazzi, Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dal bianco e nero al trionfo del colore, l’apertura della stagione lirica | pag. 82</h3>
<p>La tradizione del Don Carlo di Pasqual e la cupa sensualità di Ollé, le contaminazioni del Falstaff di Renga e il rigore di Pizzi, il Trovatore metropolitano di Livermore, il minimalismo di Silvestrini e l’onirismo di Stone: i debutti sui palcoscenici operistici.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno, Roberto Rizzente, Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I mondi liminali del teatro europeo tra sogni distorti e riti mitologici | pag. 85</h3>
<p>di Laura Santini, Marco Menini e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 85</p>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>SPEZZATA. Rapsodia (per intercessione del Silenzio) | pag. 90</h3>
<p>di Fabio Pisano</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA SOCIETÀ TEATRALE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>News dal mondo del teatro | pag. 102</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Codice Unico dello Spettacolo en attendant i decreti attuativi | pag. 102</h3>
<p>di Alessandro Toppi</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2018</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-2-aprile-giugno-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 07:58:29 +0000</pubDate>
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			<p><strong>Speciale Fabulamundi</strong></p>

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			<p><strong>Fabulamundi Playwriting Europe</strong><br />
<strong> il confine come laboratorio di idee | pag. 2</strong></p>
<p>Beyond Borders?, nuovo progetto triennale di Pav premiato da Europa Creativa, conta su 10 Paesi partner e 8 gemellati. L’obiettivo è creare un network di promozione e diffusione della drammaturgia, andando a indagare il concetto di confine, geografico o culturale, nell’Europa di oggi alle prese con minacciosi nazionalismi ed emergenza migratoria.</p>
<p>di Claudia Di Giacomo e Roberta Scaglione<br />
<strong> </strong><br />
<strong> Austria, abbattere le barriere</strong><br />
<strong> molti rischi e pochi benefici | pag. 4</strong></p>
<p>L’Europa, divisa tra aiuto e respingimento dei migranti, integrazione fallita, sfruttamento<br />
lavorativo, colonialismo e futuro distopico, pare essere ben lontana dall’idea<br />
di attraversare i confini come superamento delle differenze culturali.</p>
<p>di Margarete Affenzeller</p>
<p><strong> Il lessico disperso</strong><br />
<strong> della drammaturgia francese | pag. 6</strong></p>
<p>Famiglia, solitudine da social, burnout, identità, periferie, violenza, esilio,<br />
migrazioni: è un caleidoscopio dai molteplici spunti quello declinato<br />
dalla Francia sul tema Beyond Borders?</p>
<p>di Attilio Scarpellini</p>
<p><strong> Germania: attraversare i confini</strong><br />
<strong> con umorismo e leggerezza | pag. 8</strong></p>
<p>Partendo dai margini della società, i dieci drammaturghi tedeschi raccontano di rifugiati<br />
e di migranti, ma anche e soprattutto di frontiere dell’anima e del corpo come la morte,<br />
la malattia, la follia o il raggiungimento della felicità, fino a sconfinare in “mondi paralleli”.</p>
<p>di Rolf Kemnitzer</p>
<p><strong>Made in Italy: uno sguardo ampio</strong><br />
<strong> su orizzonti individuali e politici | pag. 10</strong></p>
<p>Nei testi dei dieci autori italiani selezionati da Fabulamundi, terrorismo, migranti<br />
e scontro fra diverse culture si intrecciano a tematiche su confini metaforici legati<br />
a microcosmi familiari, allo sport e all’identità di genere.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p><strong> Polonia, dove ognuno è confine</strong><br />
<strong> tra realtà e immaginazione | pag. 12</strong></p>
<p>L’individuo, creatore e vittima di barriere reali o immaginarie, è al centro<br />
dei testi polacchi selezionati, che affrontano temi storici ed economici,<br />
politici e sociali, con una particolare attenzione alle problematiche famigliari.</p>
<p>di Agnieszka Górnicka</p>
<p><strong> Post 1989, le nuove frontiere</strong><br />
<strong> della drammaturgia ceca | pag. 14</strong></p>
<p>La fine del regime totalitario ha attivato grandi cambiamenti nella scrittura per la scena.<br />
Oggi prevalgono temi legati a conflitti generazionali, ricerca d’identità, realtà virtuale<br />
e individualismo spesso patologico, mentre il teatro politico si tinge di grottesco.</p>
<p>di Jana Soprova</p>
<p><strong> Romania, i confini violati</strong><br />
<strong> dei diritti civili e politici | pag. 16</strong></p>
<p>In un Paese dominato da intimidazioni e vessazioni da parte del potere costituito,<br />
emerge una drammaturgia tesa a indagare e denunciare le paure e i soprusi –<br />
personali, sociali, emotivi, religiosi, morali e politici – subiti dai cittadini.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p><strong>Spagna e frontiere linguistiche</strong><br />
<strong> il volto umano del protezionismo | pag. 18</strong></p>
<p>Le politiche culturali di sostegno alla lingua catalana hanno permesso, negli anni Novanta,<br />
la proliferazione di nuovi autori. L’importanza dei centri teatrali, in primis la Sala Beckett<br />
di Barcellona, e l’eterogeneità delle tendenze di stile e di contenuto.</p>
<p>di Davide Carnevali</p>

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			<p><strong>Vetrina</strong></p>

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			<figure id="attachment_20313" aria-describedby="caption-attachment-20313" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Progetti-Nadia-Braunschweig_170331_002.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-20313" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Progetti-Nadia-Braunschweig_170331_002-300x200.jpg" alt="Progetto Nadia, regia di Esther Jurkiewicz." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Progetti-Nadia-Braunschweig_170331_002-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Progetti-Nadia-Braunschweig_170331_002-768x511.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Progetti-Nadia-Braunschweig_170331_002-1024x682.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Progetti-Nadia-Braunschweig_170331_002-600x399.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Progetti-Nadia-Braunschweig_170331_002-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Progetti-Nadia-Braunschweig_170331_002-160x106.jpg 160w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20313" class="wp-caption-text">Progetto Nadia, regia di Esther Jurkiewicz.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_20314" aria-describedby="caption-attachment-20314" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Amrican-Italian-Playwrights_When-January-Feels-Like-Summer_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-20314" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Amrican-Italian-Playwrights_When-January-Feels-Like-Summer_2-300x170.jpg" alt="When January Feels Like Summer, testo di Cori Thomas." width="300" height="170" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Amrican-Italian-Playwrights_When-January-Feels-Like-Summer_2-300x170.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Amrican-Italian-Playwrights_When-January-Feels-Like-Summer_2-768x434.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Amrican-Italian-Playwrights_When-January-Feels-Like-Summer_2-600x339.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Amrican-Italian-Playwrights_When-January-Feels-Like-Summer_2-160x90.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Vetrina_Amrican-Italian-Playwrights_When-January-Feels-Like-Summer_2.jpg 920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20314" class="wp-caption-text">When January Feels Like Summer, testo di Cori Thomas.</figcaption></figure>

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			<p><strong>Zut, il &#8220;centro del mondo&#8221;</strong><br />
<strong> dove transita il contemporaneo | pag. 20</strong></p>
<p>Nella Foligno post-sismica, la città risorge anche grazie a Zut, spazio gestito<br />
da un quartetto di artisti che ha fatto del legame con il territorio il punto<br />
di forza di una programmazione tutta orientata al nuovo.</p>
<p>di Marco Menini<br />
<strong> </strong><br />
<strong> Teatro Libero di Palermo,</strong><br />
<strong> mezzo secolo di audacia | pag. 21</strong></p>
<p>Nel cuore del capoluogo siciliano, un piccolo teatro vive e lavora da cinquant’anni<br />
proponendosi come luogo di divulgazione, socializzazione, formazione ai linguaggi<br />
del teatro, centro di produzione e di passaggio delle più diverse forme d&#8217;arte.</p>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<p><strong>Progetto Nadia, ovvero</strong><br />
<strong> le ragioni della radicalizzazione | pag. 22</strong></p>
<p>Giovani apparentemente integrati in Occidente che decidono di arruolarsi nell’Isis<br />
A questo fenomeno, spesso passato nelle cronache, prova a dare senso un progetto<br />
della European Theatre Convention, i cui esiti sono andati in scena al Teatro Due di Parma.</p>
<p>di Gherardo Vitali Rosati</p>
<p><strong>Scrivere teatro: arte ed economia</strong><br />
<strong> sulle due sponde dell&#8217;Atlantico | pag. 23</strong></p>
<p>Italian &amp; American Playwrights è il progetto internazionale ideato da Valeria Orani, che si impegna<br />
a traghettare autori dei due Paesi, nell’ottica di dare supporto, indipendenza e sostenibilità<br />
economica all’arte della scena. Perché bellezza non vuol dire demonizzare il business.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p><strong>teatro ragazzi</strong></p>
<p><strong> Con Kids racconti e parate</strong><br />
<strong> conquistano Lecce | pag. 24</strong></p>
<p>Il Festival d’inverno, organizzato nel capoluogo pugliese, è all’insegna della partecipazione<br />
e dell’inclusione: fra le iniziative, un focus sui narratori italiani, un progetto speciale<br />
per “danzare” la città e l’operazione “biglietto sospeso”.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p><strong>fotocronaca</strong><br />
Buon compleanno, Hystrio! | pag. 25</p>

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			<p><strong>Mondo</strong></p>

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			<figure id="attachment_20312" aria-describedby="caption-attachment-20312" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Premio-Europa_Jeremy-Irons_01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-20312" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Premio-Europa_Jeremy-Irons_01-300x200.jpg" alt="Jeremy Irons al Premio Europa per il Teatro 2017." width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Premio-Europa_Jeremy-Irons_01-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Premio-Europa_Jeremy-Irons_01-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Premio-Europa_Jeremy-Irons_01-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Premio-Europa_Jeremy-Irons_01-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Premio-Europa_Jeremy-Irons_01-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Premio-Europa_Jeremy-Irons_01-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Premio-Europa_Jeremy-Irons_01.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20312" class="wp-caption-text">Jeremy Irons al Premio Europa per il Teatro 2017.</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_20311" aria-describedby="caption-attachment-20311" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Russia_O-y-pozdnyaya-lyubov1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-20311" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Russia_O-y-pozdnyaya-lyubov1-300x200.jpg" alt="O-j. Amore tardivo, di Ostrovskij, regia di Dmitrij Krymov" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Russia_O-y-pozdnyaya-lyubov1-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Russia_O-y-pozdnyaya-lyubov1-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Russia_O-y-pozdnyaya-lyubov1-1024x682.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Russia_O-y-pozdnyaya-lyubov1-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Russia_O-y-pozdnyaya-lyubov1-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Russia_O-y-pozdnyaya-lyubov1-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Mondo_Russia_O-y-pozdnyaya-lyubov1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20311" class="wp-caption-text">O-j. Amore tardivo, di Ostrovskij, regia di Dmitrij Krymov.</figcaption></figure>

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			<p><strong>Jeremy Irons: la recitazione,</strong><br />
<strong>il dottor Asperger e l&#8217;onda perfetta | pag. 28</strong></p>
<p>Vincitore del Premio Europa per la carriera teatrale, sedicesima edizione, l’attore inglese<br />
racconta un mestiere in cui concentrazione e ripetizione sono essenziali, per lasciarsi<br />
impadronire dal personaggio, alla ricerca della perfezione. Come nel surf.</p>
<p>di Roberto Canziani<br />
<strong> </strong><br />
<strong><em>Quo vadis</em>, Europa?</strong><br />
<strong>Anatomia di un mondo in declino | pag. 30</strong></p>
<p>Nella prima parte della stagione, i teatri austriaci – e di Monaco –<br />
hanno proposto spettacoli duri e arguti, capaci di ritrarre<br />
con lucidità un mondo (il nostro) sull’orlo dell’autodistruzione.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p><strong>Susanne Kennedy,</strong><br />
<strong>mai smettere di chiedersi cosa sia il teatro | pag. 32</strong></p>
<p>Rompere le convenzioni, interrogarsi sulle ragioni per cui si sale su un palcoscenico,<br />
farsi contaminare dalla realtà aumentata, queste alcune delle questioni che il teatro<br />
della regista, Premio Europa Realtà Teatrali, si pone. A rischio di essere irritante.</p>
<p>di Gherardo Vitali Rosati</p>
<p><strong>Torniamo a Ostrovskij!</strong><br />
<strong>Nostro contemporaneo | pag. 34</strong></p>
<p>Perfetti meccanismi teatrali grazie al sapiente dosaggio di passioni, peripezie, colpi di scena<br />
e invenzioni, i drammi di Ostrovskij sono ancora protagonisti assoluti della scena russa,<br />
passati remoti eppure attuali al cento per cento.</p>
<p>di Fausto Malcovati</p>
<p><strong>Tra Europa e Asia,</strong><br />
<strong>Perm e il sogno dell&#8217;identità futura | pag. 36</strong></p>
<p>È la più grande città degli Urali, nel cuore della Russia, sinonimo della lontananza,<br />
eppure Perm sembra non avere nulla da invidiare alle capitali della cultura Mosca<br />
e San Pietroburgo, coi suoi teatri iperaccessoriati alla continua ricerca del nuovo.</p>
<p>di Franco Ungaro</p>
<p><strong>In Patagonia, lungo la Carretera Austral</strong><br />
<strong>all&#8217;estremo limite del pianeta | pag. 38</strong></p>
<p>La Compagnia Instabili Vaganti torna per la seconda volta al Fitich, il festival teatrale<br />
cileno che si svolge nelle zone più remote di un Paese giovane, ancora in formazione,<br />
dove la fame di cultura internazionale è pari alla curiosità.</p>
<p>di Nicola Pianzola</p>
<p>HUMOUR<br />
G(L)OSSIP | pag. 40<br />
<strong>Lo strano caso di San Bonelli e del dottor Cetoff</strong><br />
di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<p><strong>Dossier Teatro e Sacro</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente e Albarosa Camaldo</p>

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			<figure id="attachment_20307" aria-describedby="caption-attachment-20307" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Aspettando-Godot-Eros-Pagni-Ugo-Pagliai-regia-Marco-Sciaccaluga-Foto-M.-Norberth.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-20307" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Aspettando-Godot-Eros-Pagni-Ugo-Pagliai-regia-Marco-Sciaccaluga-Foto-M.-Norberth-300x200.jpg" alt="Aspettando Godot, Eros Pagni e Ugo Pagliai, regia Marco Sciaccaluga (Foto M. Norberth)" width="300" height="200" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Aspettando-Godot-Eros-Pagni-Ugo-Pagliai-regia-Marco-Sciaccaluga-Foto-M.-Norberth-300x200.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Aspettando-Godot-Eros-Pagni-Ugo-Pagliai-regia-Marco-Sciaccaluga-Foto-M.-Norberth-768x512.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Aspettando-Godot-Eros-Pagni-Ugo-Pagliai-regia-Marco-Sciaccaluga-Foto-M.-Norberth-1024x683.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Aspettando-Godot-Eros-Pagni-Ugo-Pagliai-regia-Marco-Sciaccaluga-Foto-M.-Norberth-600x400.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Aspettando-Godot-Eros-Pagni-Ugo-Pagliai-regia-Marco-Sciaccaluga-Foto-M.-Norberth-240x160.jpg 240w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Aspettando-Godot-Eros-Pagni-Ugo-Pagliai-regia-Marco-Sciaccaluga-Foto-M.-Norberth-160x107.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Aspettando-Godot-Eros-Pagni-Ugo-Pagliai-regia-Marco-Sciaccaluga-Foto-M.-Norberth.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20307" class="wp-caption-text">Aspettando Godot, Eros Pagni e Ugo Pagliai, regia Marco Sciaccaluga (Foto M. Norberth)</figcaption></figure>

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			<figure id="attachment_20308" aria-describedby="caption-attachment-20308" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Antigone-par-le-Living-theatre.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-20308" src="http://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Antigone-par-le-Living-theatre-300x202.jpg" alt="Una scena di Antigone, del Living Theatre." width="300" height="202" srcset="https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Antigone-par-le-Living-theatre-300x202.jpg 300w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Antigone-par-le-Living-theatre-768x518.jpg 768w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Antigone-par-le-Living-theatre-1024x690.jpg 1024w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Antigone-par-le-Living-theatre-600x405.jpg 600w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Antigone-par-le-Living-theatre-160x108.jpg 160w, https://www.hystrio.it/wp-content/uploads/2018/04/Hystrio_Dossier-Teatro-e-Sacro_Antigone-par-le-Living-theatre.jpg 1151w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20308" class="wp-caption-text">Una scena di Antigone, del Living Theatre.</figcaption></figure>

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			<p><strong>Natoli: Teatro e Sacro,</strong><br />
<strong> la forma contro l&#8217;eccedenza</strong> | pag. 42</p>
<p>Esposto, per sua natura, all’eccedenza, l’Uomo si confronta con il Sacro attraverso il Rito,<br />
il Mito, quindi il Teatro, secondo forme che sconfinano oggi nel banale e alle quali spetta<br />
il contributo vivificante del Comico.</p>
<p>di Roberto Rizzente</p>
<p><strong>L&#8217;Occidente e il Sacro:</strong><br />
<strong> genealogia del teatro cristiano</strong> | pag. 44</p>
<p>Dalle origini medievali alla crisi del Rinascimento, dalle insorgenze barocche, illuministe e romantiche, al recupero di forme, idee e modelli a cavallo tra Otto e Novecento, fino allo spiritualismo di Eliot, Pirandello e Beckett: il rapporto tra Teatro e Sacro secondo la visione cristiana.</p>
<p>di Andrea Bisicchia</p>
<p><strong>Le processioni del Sud Italia tra fede, festa e mafia | pag. 47</strong><br />
di Elisabetta Reale</p>
<p><strong>Brook, Living, Grotowski:</strong><br />
<strong> la rivoluzione antropologica degli anni &#8217;70</strong> | pag. 48</p>
<p>Estraneo a qualsiasi forma di religiosità istituzionalizzata, il Sacro invocato e teorizzato da Brook, Grotowski e Living Theatre ha a che fare con le origini del teatro, mettendone in discussione<br />
lo statuto e le sovrastrutture borghesi.</p>
<p>di Lorenzo Mango</p>
<p><strong>Io, Tu, l&#8217;Altro: il Sacro come spazio</strong><br />
<strong> di relazione nella scena contemporanea</strong> | pag. 51</p>
<p>Pertinente alle cose e alla natura, il Sacro permea la scena contemporanea, stimolando<br />
una relazione nuova e paritetica tra attore e spettatore, il rinnovamento linguistico<br />
e delle forme, in un radicale ripensamento della spettacolarità delle pratiche.</p>
<p>di Paolo Ruffini</p>
<p><strong>Asia, Africa, America, Oceania:</strong><br />
<strong> il mondo come rito e rappresentazione</strong> | pag. 53</p>
<p>Legato ai miti comunitari, piuttosto che a specifiche ritualità, per celebrare figure o eventi particolari, istruire il popolo, preservare la memoria o la cultura identitaria, il teatro intrattiene con il Sacro, nelle tradizioni orientali, africane, dell’America e degli aborigeni, un rapporto vivo e profondo, spesso influenzato dal confronto/scontro con i modelli egemonici occidentali.</p>
<p>di Moni Ovadia, Monica Ruocco, Giovanni Azzaroni, Itala Vivan, Annamaria Pinazzi, Riccardo Badini, Francesca Di Blasio</p>
<p><strong>Sacra icona (stra)cult</strong> | pag. 58<br />
di Diego Vincenti</p>
<p><strong>Dal <em>crowdfunding </em>ai bandi:</strong><br />
<strong> la lunga strada del teatro del Sacro</strong> | pag. 59</p>
<p>L’associazionismo su scala nazionale e locale, le <em>partnership </em>e le <em>sponsorship </em>attivate, l’appoggio delle gerarchie ecclesiastiche, la distribuzione capillare nelle parrocchie e i festival a tema: fenomenologia di un successo annunciato.</p>
<p>di Albarosa Camaldo</p>
<p><strong>Fenomenologia del corpo che danza,</strong><br />
<strong> tra censure e innovazion</strong>i | pag. 60</p>
<p>Invisa e censurata, dal Medioevo in avanti, dal potere ecclesiastico, la danza trova nel Rinascimento e nell’Ottocento seducenti valvole di sfogo e di espressione dell’interiorità. Fino alla rivoluzione di Delsarte e alla rivitalizzazione delle forme nel Novecento, da Neumeier a Sieni.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p><strong>Angeli e demoni, santi e predicatori:</strong><br />
<strong> l&#8217;Opera tra Seicento e Novecento</strong> | pag. 62</p>
<p>Il rapporto con la divinità attraversa quattro secoli di storia del melodramma, tra divinità<br />
<em>ex machina </em>e <em>divertissements </em>barocchi: fino alla drammaturgia del convento del Novecento,<br />
per raccontare miracoli e pentimenti, storie di perdizione e di redenzione.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p><strong>Quando Jesus, San Francesco e Siddharta</strong><br />
<strong> cantano e danzano in tutto il mondo</strong> | pag. 64</p>
<p>Frequentato tanto dal mondo anglosassone quanto dall’Italia, il Sacro trova nel musical un territorio fertile di espansione, alternando successi commerciali a flop clamorosi, grazie alla <em>vis comica </em>delle trame e al carisma dei soggetti rappresentati.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p><strong>Riti senza miti, la performance</strong><br />
<strong> dagli anni Sessanta a oggi</strong> | pag. 66</p>
<p>Svincolata dal Mito e dal Sacro, la performance si contenta di riproporre ritualità antiche<br />
e di mettere in scena dei corpi e dei simboli archetipici per celebrare l’alterità dell’umano<br />
rispetto ai processi produttivi imperanti.</p>
<p>di Roberto Rizzente</p>
<p><strong>Stupor Mundi: il teatro-ragazzi</strong><br />
<strong> come viatico per e nel mondo</strong> | pag. 67</p>
<p>Col suo carico di miti, fiabe e favole, il teatro viene concepito intimamente come Sacro,<br />
spalancando ai ragazzi tappe non secondarie nella conquista di sé e del mondo:<br />
il caso di Chiara Guidi e di Pandemonium Teatro.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p><strong>Teatro e Sacro: un&#8217;equazione possibile?</strong> | pag. 68</p>
<p>Negazione o accettazione delle logiche diversive e d’intrattenimento, ricerca e individuazione<br />
di nuove forme di resistenza, verso il Mito, l’insondabile o la relazione tra pari: la sacralità<br />
e la ritualità secondo la regia contemporanea.</p>
<p>contributi raccolti da Roberto Rizzente e Albarosa Camaldo</p>
<p><strong>Biblioteca</strong> | pag. 72</p>
<p><strong>Critiche</strong> | pag. 76</p>
<p><strong>Testo</strong></p>
<p><em><strong>Delirio Bizzarro</strong></em> di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi | pag. 108</p>
<p><a href="http://www.hystrio.it/testo/delirio-bizzarro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi la scheda del testo</a></p>
<p><strong>La Società Teatrale</strong> | pag. 116</p>

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