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	<title>Cristina Modreanu - HYSTRIO</title>
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	<title>Cristina Modreanu - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 22:05:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.hystrio.it/numero/numero-2-aprile-giugno-2017/">Numero 2 di aprile-giugno 2017</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.hystrio.it">HYSTRIO</a>.</p>
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			<h2>Vetrina</h2>

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			<h3>Alla ricerca di nuovi talenti<br />
la Biennale di Antonio Latella | pag. 2</h3>
<p>Scouting, Maestri e nuove generazioni, tradizione e innovazione, linguaggio<br />
e processo creativo, donne. Sono le parole-chiave su cui sarà articolata<br />
la Biennale Teatro di Venezia diretta, dal 2017 al 2020, dal regista campano.<br />
di Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Napoli, Ruggero Cappuccio<br />
e la nuova onda del Festival | pag 3</h3>
<p>Nuove produzioni, osmosi fra le discipline, coinvolgimento dell’intera regione, laboratori per la trasmissione del sapere, accessibilità dei prezzi: questa in sintesi la nuova identità del Napoli Teatro Festival, decima edizione, la prima diretta da Cappuccio.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Teatro dei Piccoli di Napoli,<br />
una stanza dei giochi tutta per loro | pag. 4</h3>
<p>Rinasce nel 2013 grazie a Le Nuvole, I Teatrini e Progetto Sonora, lo spazio dedicato agli spettatori più piccoli, quelli di domani, dove, oltre a una stagione dedicata a loro hanno luogo iniziative di formazione, educazione alla visione e molto altro.<br />
di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro Area Nord,<br />
al capolinea del metrò | pag. 5</h3>
<p>Sorto negli spazi semi-abbandonati di un centro polifunzionale a Piscinola,<br />
estrema periferia nord di Napoli, è diventato una Residenza multidisciplinare<br />
grazie all’impegno e alla tenacia di Libera Scena Ensemble e Interno 5.<br />
di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatri made in Portogallo,<br />
una corsa verso la modernità | pag. 6</h3>
<p>Sobrietà formale, recupero della memoria, volontà di rigenerazione urbana<br />
hanno guidato la mano degli architetti nei principali progetti realizzati<br />
per i teatri di Lisbona e delle altre città lusitane negli ultimi quarant’anni.<br />
di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cuticchio e Sieni, gesto e pensiero<br />
dalla marionetta all&#8217;uomo | pag. 8</h3>
<p>L’Arte del gesto nel Mediterraneo è il tema del progetto triennale che unisce,<br />
a Palermo, il coreografo fiorentino e il puparo siciliano in un percorso di ricerca che incrocia la concretezza dell’uomo e l’astrattezza del pupo.<br />
di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro delle Moire,<br />
vent&#8217;anni da outsider | pag. 9</h3>
<p>Hanno inventato il Festival Danae, fra i più ispirati (e longevi) di Milano. E da tempo sono un punto di riferimento internazionale per le arti performative. Eppure Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani sembrano avere sempre un piede nell’underground.<br />
di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cambio al timone di Ert<br />
arriva Claudio Longhi | pag. 10</h3>
<p>Giunge in occasione di un importante compleanno &#8211; quarant’anni &#8211; il nuovo direttore di Emilia Romagna Teatro. Regista e docente universitario, raccoglie un’eredità importante e dovrà consolidare la Fondazione nel ruolo di Teatro Nazionale.<br />
di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nella campagna toscana,<br />
dove il teatro abbatte gli steccati | pag. 11</h3>
<p>Persegue un impegno interdisciplinare radicale Cecilia Bartoni nel suo spazio<br />
Dello Scompiglio, nella campagna lucchese, dove a fondersi nei progetti<br />
sono teatro e agricoltura, danza e cucina, rispetto dell’ambiente e mostre d’arte.<br />
di Gherardo Vitali Rosati</p>

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			<h2>Teatromondo</h2>

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			<h3>Vienna, sei modi per convivere<br />
con i propri demoni | pag. 12</h3>
<p>L’Islam, gli estremismi, l’estrema destra, tutti i fantasmi dell’Occidente moderno trovano posto sulle scene viennesi. Fra i protagonisti, Ayad Akhtar, ma anche il Luchino Visconti della trilogia tedesca, oltre alle produzioni off di aktionstheater ed Einmaliges Gastspiel.<br />
di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;">MONACO DI BAVIERA</span><br />
<span style="color: #993300;"> Koohestani e Lo straniero da Camus a Daoud:</span><br />
<span style="color: #993300;"> quando la vendetta innesca una reazione a catena | pag. 14</span><br />
di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Parigi, tra realtà, finzione<br />
e suggestioni high tech | pag. 15</h3>
<p>La contaminazione di linguaggi, l’uso preponderante del video, il desiderio di superare il teatro-inchiesta sono all’origine di alcune produzioni sperimentali presentate a Parigi nella stagione invernale, con il debutto di Christiane Jatahy alla Comédie-Française.<br />
di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Mosca<br />
nel Teatro Laboratorio di Fomenko | pag. 16</h3>
<p>Da enfant terrible a guru della scena moscovita, Petr Naumovič Fomenko fu fondatore e direttore di uno dei teatri ancora oggi più acclamati. Alla sua Masterskaja si sono formate generazioni intere di artisti e spettatori, con i suoi Cechov, Shakespeare, Tolstoj.<br />
di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;">MOSCA/2</span><br />
<span style="color: #993300;"> Pogrebničko: sei sorelle per Cechov</span><br />
<span style="color: #993300;"> nel teatro “vicino alla casa di Stanislavskij” | pag. 17</span><br />
di Fausto Malcovati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Benvenuti in Israele,<br />
il paradiso del teatro | pag. 18</h3>
<p>Oltre cinque milioni di biglietti venduti annualmente in un territorio grande quanto l’Emilia Romagna. Non sono solo i turisti, ma anche i residenti ad affollare tutte le sale di un Paese dove il teatro esiste da poco più di un secolo, ma dove l’affluenza è fra le più alte al mondo.<br />
di Pino Tierno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Piccole, straordinarie cose<br />
alla Muestra Nacional de Teatro | pag. 20</h3>
<p>È il festival teatrale più importante del Messico e quest’anno si è svolto a San Luìs Potosí: dieci giorni di spettacoli e iniziative finanziate dal governo, a testimoniare la vitalità di un Paese dove il teatro è spesso la forma più libera di informazione e azione sociale.<br />
di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Chiloé, le isole del teatro<br />
e dei palcoscenici girovaghi | pag. 22</h3>
<p>Fitich è un festival internazionale che ogni anno porta a Chiloé, nell’arcipelago del Cile più remoto, compagnie da ogni parte del mondo. Non c’è un teatro, quindi ogni luogo è buono per assistere a spettacoli o partecipare a workshop.<br />
di Nicola Pianzola</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I Bandi del Premio Hystrio | pag. 24</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>G(L)OSSIP</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’indivia del Pane ovvero Freud si addormentava spesso a teatro e poi a cena dopo lo spettacolo confondeva la Wiener Schnitzel con Arthur Schnitzler</strong> <strong> | pag. 26</strong></p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Dossier</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La nuova scena romena | pag. 27</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Irina Wolf in partenariato con Aict.Ro (Associazione Internazionale dei Critici Teatrali &#8211; Romania)</p>

		</div>
	</div>
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			<h3>Vişniec: amo il teatro romeno<br />
perché è vitale e viscerale | pag. 28</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il drammaturgo, poeta e giornalista Matei Vişniec, che lasciò la Romania di Ceauşescu nel 1987 per chiedere asilo politico in Francia, osserva e riflette sui grandi cambiamenti del teatro nel suo Paese d’origine, dalla caduta del regime a oggi: la libertà di espressione, la nascita di spazi alternativi e di festival, il passaggio dall’interesse per temi politici a quello per altre questioni (droga, omosessualità, immigrazione) e le nuove generazioni.<br />
di Daniela Șilindean</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;">BUDAPEST</span><br />
<span style="color: #993300;"> Interrogatorio a Tristan Tzara,</span><br />
<span style="color: #993300;"> un vitale tributo allo spirito Dada | pag. 29</span><br />
di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro dei contrasti<br />
tra passato e presente | pag. 30</h3>
<p>Specchio delle contraddizioni della vita culturale, politica ed economica del Paese, il teatro romeno è ancora dominato da un forte impianto statalista, benché la scena indipendente sia molto vivace e in crescita. Bucarest, Sibiu, Cluj, Timișoara, Craiova, Iași e Târgu Mureș i centri più attivi.<br />
di Oltița Cîntec</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Prima e dopo Ceauşescu<br />
breve guida ai registi romeni | pag. 33</h3>
<p>Grandi classici e piccoli escamotage sono stati gli strumenti per aggirare la censura durante il regime. In quegli anni molti artisti lasciano il Paese, mentre altri faticano a ricollocare il proprio lavoro dopo la riconquistata libertà. La rilettura del passato recente e un teatro di forte impegno socio-politico come comuni denominatori della scena del nuovo millennio.<br />
di Cristina Modreanu</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;">Vestire il palcoscenico, dagli architetti ai video artisti | pag. 35</span><br />
di Eleonora Ringler-Pascu</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La generazione del qui e ora,<br />
autori-registi in ascesa | pag. 37</h3>
<p>Riuniti intorno al gruppo dramAcum, attivo dal 2002, sono registi che prediligono la presa diretta sulla realtà, scrivono i loro testi e affrontano i temi più controversi del presente senza alcuna censura.<br />
di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La drammaturgia contemporanea,<br />
ovvero come mappare la realtà | pag. 38</h3>
<p>Dopo il 1989 scatta l’urgenza di cambiare i modelli di scrittura dominanti. Mentre alcuni autori cercano di fare i conti con il passato, altri si concentrano sul presente, andando a scandagliare temi di carattere civile e sociale. Matei Vișniec e Gianina Cărbunariu i nomi di spicco.<br />
di Daniela Șilindean</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Caramitru, un nuovo teatro<br />
per un pubblico nuovo | pag. 40</h3>
<p>Aperto e flessibile: così dev’essere il Teatro Nazionale di Bucarest, secondo il suo direttore. E se una riforma è necessaria, non può che andare in questa direzione.<br />
di Oltița Cîntec</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Chiriac, radici locali<br />
e vocazione internazionale | pag. 41</h3>
<p>Meno centralismo e più interazione con il territorio sono la svolta necessaria, secondo Chiriac, per trasformare i Teatri Nazionali in organismi a servizio culturale delle comunità.<br />
di Luana Pleșea</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Palcoscenici indipendenti,<br />
il trionfo della libertà creativa | pag. 42</h3>
<p>Nato dopo la fine del regime, il teatro indipendente è esploso, nell’ultimo decennio,<br />
nonostante la carenza di risorse, sia nella capitale sia nella provincia dove attuano<br />
i loro programmi di ricerca festival e compagnie uniti nella rete IndependNET.<br />
di Oana Cristea-Grigorescu</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Manuale pratico per navigare<br />
nella galassia dei festival | pag. 44</h3>
<p>Molto ricca e variegata è l’offerta festivaliera del Paese, nel quale le rassegne si moltiplicano, non tralasciando né piccole cittadine né tipologie teatrali, dalla sperimentazione ai burattini.<br />
di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Live at the museum<br />
Pirici &amp; Pelmuș artisti totali | pag. 45</h3>
<p>Frenata dalla predominanza del balletto, la danza contemporanea è rimasta a lungo affidata all’azione di singole personalità formatesi all’estero. Il boom solo dopo il riconoscimento statale, nel 2005.<br />
di Oana Stoica</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quando in scena si parla magiaro | pag. 46</h3>
<p>Da Cluj a Timișoara, sono diverse le città dove la minoranza etnica ungherese ha il “suo” teatro. Finanziati dallo Stato o dal Comune, producono spettacoli di tradizione e d’avanguardia, che spesso vengono esportati anche in Ungheria.<br />
di Cristina Rusiecki</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il teatro in cattedra<br />
tra proliferazione e cambiamento | pag. 48</h3>
<p>In Romania, ogni anno entrano nel mercato del lavoro circa 200 attori e 25 registi, per non parlare degli studiosi di discipline teatrali, laureati nelle 10 istituzioni esistenti (9 pubbliche, una privata). Un’esplosione di libertà avvenuta dopo la fine del regime.<br />
di Anca Măniuțiu</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;">FRANCIA</span><br />
<span style="color: #993300;"> Badea e Jebeleanu: dalla Romania alla Francia</span><br />
<span style="color: #993300;"> due modi di fare teatro, attraversando le frontiere | pag. 49</span><br />
di Mirella Patureau</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Moldavia, l&#8217;utopia come realtà<br />
e il privilegio della verità | pag. 50</h3>
<p>Con poco più di 3 milioni di abitanti, la Repubblica di Moldavia è uno stato complesso e multietnico, dove si parla romeno, ucraino, russo, turco, bulgaro. In cerca di un’identità propria, trova, nei suoi molti teatri, luoghi di frizione fra culture e visioni del mondo.<br />
di Larisa Turea</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Romeni in Italia: Vişniec e gli altri | pag. 54</h3>
<p>Il monopolio di Vişniec, autore frequentato da un paio di decenni da un’eterogenea<br />
compagine di artisti nostrani, è solo episodicamente infranto da occasionali incontri<br />
con giovani drammaturghi, in molti casi di indubbio talento.<br />
di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;">VIŞNIEC A TORINO</span><br />
<span style="color: #993300;"> Viaggi oltre i confini del mare:</span><br />
<span style="color: #993300;"> scene da una “rivoluzione” | pag. 55</span><br />
di Laura Caretti</p>

		</div>
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			<h2>Nati ieri</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Carrozzeria Orfeo, cantori<br />
strafottenti e sensibili delle tragedie pop | pag. 56</h3>
<p>I protagonisti della giovane scena/50 &#8211; Sono una famiglia sul lavoro e la compagnia più attrezzata, oggi, a intercettare un pubblico che a teatro cerca le cose che ama vedere nei serial televisivi d&#8217;oltreoceano. Inventando un genere sconosciuto in Italia.<br />
di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>teatro ragazzi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La riscossa del Mezzogiorno,<br />
dal Sud soffia un vento nuovo | pag. 58</h3>
<p>Sono diversi i segnali che arrivano dal Meridione a testimoniare la rinascita di una creatività in zone che, fino a pochi anni fa, erano povere di iniziative teatrali, soprattutto dedicate ai più giovani: tre esempi virtuosi vengono da Puglia, Calabria e Sardegna.<br />
di Mario Bianchi</p>

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			<h2>Critiche</h2>

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			<h3>Bugie tra padri e figli<br />
nel Pinocchio di Latella | pag. 60</h3>
<p>di Claudia Cannella e Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Emma Dante, il mistero del teatro<br />
nell’umanità cacciata dall’Eden | pag. 62</h3>
<p>di Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Torino: Amleto e Guerra e pace<br />
per Tiger Lillies e Gob Squad | pag. 67</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Oltre Amleto,<br />
le metamorfosi di Latini | pag. 73</h3>
<p>di Diego Vincenti e Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Danza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Danza, una chiave universale<br />
per molteplici visioni della vita | pag. 88</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata, Giuseppe Montemagno, Massimo Bertoldi<br />
e Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Exit</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In morte di Trisha Brown | pag. 89</h3>
<p>di Michele Pascarella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Lirica &amp; Musical</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dal melodramma verdiano<br />
ai disagi esistenziali americani | pag. 90</h3>
<p>di Giuseppe Montemagno, Claudia Cannella e Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>ESSERE BUGIARDO | pag. 92</h3>
<p>di Carlo Guasconi<br />
Premio Riccione &#8220;Pier Vittorio Tondelli&#8221;, 11a edizione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 105</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Società Teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Roma, il grande teatro del mondo.<br />
Una comunità in stato di calamità | pag. 108</h3>
<p>di Ilaria Angelone</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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