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	<title>Ariadne Mikou - HYSTRIO</title>
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	<title>Ariadne Mikou - HYSTRIO</title>
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		<title>Numero 1 di gennaio-marzo 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 18:41:45 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo<br />
luci e ombre del nuovo decreto ministeriale | pag. 2</h3>
<p>Un iter travagliato e un documento, a valere sul triennio 2025-27, che arriva con molto ritardo rispetto alle scadenze abituali, creando non poche difficoltà nel settore. Lo abbiamo letto a analizzato, cercando di metterne in evidenza punti di forza e criticità.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Spregelburd e gli altri,<br />
drammaturgia contemporanea a Parma | pag. 4</h3>
<p>Per gli attori di Teatro Due, il teatrista argentino ha scritto e diretto Diciassette cavallini, partecipando alle giornate dedicate alla scrittura del presente, con von Mayenburg, Vyrypaev, Raffier e Paravidino. Lo abbiamo incontrato, per farci raccontare i suoi progetti.</p>
<p>di Rafael Spregelburd e Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cassandra nel frullatore, ovvero<br />
i Greci guardati con occhio bizzarro e argentino | pag. 5</h3>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ieri e oggi, se Hitler occupa la scena<br />
mettendoci ancora alla prova | pag. 6</h3>
<p>Dall’Arturo Ui di Brecht allo stand-up-comedian di Elio Germano e Chiara Lagani, il “male” non smette di interrogarci anche dalla scena con la sua “banalità”. Quanto le sue parole e la sua “battaglia” ancora ci assediano con il germe della disumanità?</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gli ultrà della scena:<br />
Apriti Millico, gli spettatori in pullman | pag. 8</h3>
<p>Una formula magica, un progetto di audience engagement nato a Terlizzi, per portare in tour gruppi eterogenei di spettatori orfani del teatro cittadino: è Apriti Millico, azione militante di VicoQuartoMazzini.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>

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			<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per danzare occorre un pensiero agile:<br />
Ciappina e la permeabilità dell’interprete | pag. 9</h3>
<p>Una scelta, guidata dalla mente più che dal corpo, è alla radice del percorso di una delle danzatrici più mature della scena contemporanea, capace di porsi al servizio di linguaggi coreografici molto diversi con rigore, esattezza, essenzialità.</p>
<p>di Marta Ciappina e Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>De Summa, teatro qui e ora,<br />
dalla provincia alla Francia | pag. 10</h3>
<p>Fuggire dal paese più sfigato del mondo, dalla droga, dal nulla. Trovare se stessi, il proprio futuro, il proprio posto. In poche parole: fare teatro. Oscar De Summa ci racconta passato, presente e futuro di una vocazione inesauribile.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Caroline Baglioni, la vita propria di una scrittura<br />
selvatica, indipendente, piena di spine | pag. 11</h3>
<p>Dalla ricerca degli «oggetti magici» che innescano la creazione di un mondo alla messinscena, il processo di elaborazione di una drammaturgia è, per l’autrice, un percorso d’ascolto della propria voce. Difficile quanto trovare se stessi.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Premio Hystrio 2025: i bandi | pag. 12</h3>

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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sotto lo sguardo dell’aquila a due teste,<br />
il teatro e la nuova storia d’Albania | pag. 14</h3>
<p>A Tirana, un festival permette di fare il punto sul teatro di Kosovo e Albania, Paesi fratelli. Stessa lingua, storie diverse. In comune il desiderio di emergere, i rischi della speculazione finanziaria in agguato e un teatro che non volta la testa dall’altra parte.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sei esempi di “drammaturgie del possibile”<br />
al Festival del Teatro Nazionale romeno | pag. 16</h3>
<p>L’edizione 2024 della rassegna ha portato a Bucarest produzioni nazionali ed estere, oltre a un ricco cartellone di attività collaterali, con spettacoli che indagano tematiche di cocente attualità, dal dibattito sull’aborto al rinascente antisemitismo.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’autunno teatrale a Vienna,<br />
tra inediti e grandi classici | pag. 18</h3>
<p>L’inizio della stagione teatrale nella capitale austriaca vede sui palcoscenici gli adattamenti di due classici della letteratura, Il naso di Gogol e Orlando di Virginia Woolf, e un testo inedito incentrato sul fotografo – e assassino – Eadweard Muybridge.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teat[r]ennis. Hy.steresis Banana Khattelan | pag. 20</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Registe d’oltreconfine | pag. 21</h3>
<p>a cura di Laura Bevione e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Competenza, ostinazione, indipendenza:<br />
la voce chiara e forte delle artiste al potere | pag. 22</h3>
<p>Se nel Nord Europa e in Spagna è il merito a determinare il raggiungimento di ruoli apicali, in Italia è ancora troppo spesso una “graziosa concessione” vincolata a quote rosa e appartenenze politiche. Tuttavia il moltiplicarsi della presenza femminile indica un fertile, seppure lento, processo di cambiamento.</p>
<p>di Concita De Gregorio</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Regine d’oltremanica:<br />
il punto di vista che fa la differenza | pag. 24</h3>
<p>In Inghilterra le artiste hanno raggiunto da tempo autonomia e autorevolezza, conquistando spesso la direzione di istituzioni teatrali di prestigio. Un’ampia panoramica della scena britannica al femminile, innovativa e forte di uno sguardo indubbiamente “altro” su quanto avviene nella contemporaneità.</p>
<p>di Monica Capuani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gisèle Vienne, una filosofa burattinaia<br />
per un teatro politico, cool e perturbante | pag. 28</h3>
<p>Autrice di un percorso eterogeneo, nel teatro dell’artista francese convivono maschere e pupazzi, narrativa e arti visive, musica contemporanea e nuove tecnologie, a testimoniare un’irrequietezza che si trasforma in spettacoli sempre diversi e coinvolgenti.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un nuovo teatro per un nuovo pubblico,<br />
l’arte del racconto di Caroline Guiela Nguyen | pag. 29</h3>
<p>La regista francese, con origini asiatiche a algerine, ha elaborato una poetica teatrale di immediata fruizione, appassionante quanto profonda nel dipingere una realtà incapace di fare i conti con la storia recente, le ingiustizie e la violenza.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Die Regisseurin: in tedesco<br />
la regia si declina al femminile | pag. 30</h3>
<p>Dagli anni Novanta a oggi, in area germanofona si è consolidata la presenza femminile in campo registico, che affonda le sue radici nei decenni precedenti. Ecco una panoramica – tra Germania, Austria e Svizzera – dalle “veterane” alla generazione più recente.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Kennedy, tra dis-umano e post-umano,<br />
il virtuale in cerca di autenticità | pag. 33</h3>
<p>Il percorso artistico della regista tedesca prende avvio dall’amato Fassbinder per procedere poi verso una ricerca incentrata sull’uso creativo e critico delle nuove tecnologie. Alla base, l’indagine sulla progressiva disumanizzazione della realtà, cercando un’impossibile verità.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sfumare i confini fra corpi e macchine:<br />
il teatro “estremo“ di Florentina Holzinger | pag. 34</h3>
<p>La coreografa, regista e performer austriaca è nota per spettacoli al cui centro c’è la fisicità delle interpreti, tutte donne. Forzato, ferito, posto in interazione con macchine e oggetti di varia natura, il corpo diventa simbolo dei mali del nostro tempo ma anche l’elemento da cui partire per costruire una nuova umanità.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Barbara Frey: tra letteratura e musica<br />
uno sguardo satirico sul mondo | pag. 35</h3>
<p>Regista, musicista e direttrice, l’artista svizzera declina con originalità quella vena satirica e allo stesso tempo poetica caratteristica della scena elvetica, mostrando una particolare predilezione per i grandi della letteratura, classica e contemporanea.</p>
<p>di Valentina Grignoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Umano, non umano e nuove tecnologie:<br />
i Paesi Bassi tra visionarietà e provocazione | pag. 36</h3>
<p>Una coppia di artiste, Boogaerdt/Van Der Schoot, e Anne-Cécile Vandalem sono tra le protagoniste della scena olandese e belga al femminile, caratterizzata da un’attenzione privilegiata al corpo, alla sua mercificazione e alle sue deformazioni dettate dall’evoluzione tecnologica e dei media.</p>
<p>di Federico Bellini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Audaci, sensibili e visionarie:<br />
il talento policromo delle registe greche | pag. 37</h3>
<p>In un ambiente ancora prevalentemente maschile, molte sono le artiste che, a partire dalla fine del secolo scorso, si sono affacciate sulla scena ellenica, mostrando di possedere una visione inedita e spesso anticonvenzionale del linguaggio teatrale, e ottenendo successo anche a livello internazionale.</p>
<p>di Ariadne Mikou</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dai Balcani all’Europa dell’Est<br />
lo sguardo politico della scena femminile | pag. 38</h3>
<p>Riscrivono i classici e affrontano i contemporanei, denunciano le derive autoritarie dei rispettivi Paesi e il patriarcato, difendono i diritti civili: un panorama vivo e variegato che ha come comune denominatore l’impegno e la militanza politica.</p>
<p>di Laura Bevione, Federico Bellini e Franco Ungaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il coro come strumento artistico e politico:<br />
la poetica militante di Marta Górnicka | pag. 40</h3>
<p>La regista polacca parte da una forma d’espressione arcaica quale il coro per dare voce alle ingiustizie e ai conflitti che tormentano la contemporaneità: dalle spinte conservatrici e illiberali del proprio Paese, al dramma dell’Ucraina e della Palestina, il teatro diventa sonora richiesta di libertà e rispetto dei diritti.</p>
<p>di Elena Scolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cărbunariu: garantirsi l’indipendenza<br />
lavorando fuori dal sistema teatrale statale | pag. 41</h3>
<p>Gli spettacoli di Gianina Cărbunariu hanno sempre avuto una forte dimensione politica, proponendosi quali mezzi di critica sociale e facendo di questa artista una fra le più coerenti e complesse della generazione “di mezzo” dei registi-drammaturghi romeni.</p>
<p>di Gianina Cărbunariu e Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Arte e impegno civile: la duplice vocazione<br />
della regia al femminile nel mondo arabo | pag. 42</h3>
<p>Il corpo e il ruolo della donna nella società, ma anche conflitti vecchi e nuovi e l’interesse per la letteratura, sia quella dei conterranei che quella “occidentale”, sono i comuni denominatori dell’originale poetica teatrale sviluppata dalle registe – marocchine, egiziane, siriane, libanesi – nate e attive nei Paesi di cultura araba.</p>
<p>di Monica Ruocco</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lina Majdalanie e Chrystèle Khodr:<br />
dare voce ai singoli dalle rovine del Libano | pag. 44</h3>
<p>Due eclettiche e originali artiste nate e cresciute a Beirut, città che l’una ha lasciato mentre l’altra ha scelto quale luogo di vita e attività. Ma quella conflittuale realtà rimane al centro del lavoro di entrambe, impegnate a ricostruire con linguaggio originale la biografia di un popolo.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Waltz, Macras, Rodrigues e Acogny:<br />
l’arte del movimento plasmata dalle donne | pag. 45</h3>
<p>Quattro grandi coreo-registe, di differente provenienza geografica, generazione e poetica, accomunate dall’indubbio talento e dalla capacità di fondare compagnie indipendenti, con cui mettere in scena i propri spettacoli ma, soprattutto, approfondire la propria ricerca.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Memoria, militanza e mondo naturale<br />
la polifonia della scena sudamericana | pag. 46</h3>
<p>Il realismo magico per rocce e vegetali di Manuela Infante, Lola Arias tra biografismo individuale e memoria collettiva, le contaminazioni tra cinema e teatro di Romina Paula e la militanza politica e sociale di Patricia Ariza. Quattro voci al femminile da Cile, Argentina e Colombia.</p>
<p>di Claudia Cannella, Alice Strazzi, Alice Ferranti e Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Eclettismo culturale, sradicamento e realismo grottesco<br />
Victoria Szpunberg tra Argentina e Catalogna | pag. 47</h3>
<p>di Davide Carnevali</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Celestiale e cruenta, devota e pericolosa,<br />
la fibra artistica di Angélica Liddell | pag. 48</h3>
<p>L’artista spagnola, all’apparenza minuta, diventa irresistibilmente potente sul palcoscenico, dove porta in scena i suoi spettacoli in cui cristianesimo e valori universalmente accettati sono messi in discussione con carnale e provocatoria evidenza.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cambiare la vita con l’empatia,<br />
Christiane Jatahy, artista e attivista | pag. 49</h3>
<p>La regista brasiliana porta in teatro il suo impegno politico, sempre associato a un’originale ricerca artistica. Letteratura, nuove tecnologie, accurate indagini quasi giornalistiche sono alla base di spettacoli spesso incentrati sul ritratto di realtà marginali e neglette.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Broadway, Off Broadway e dintorni:<br />
questi non sono palchi per donne | pag. 50</h3>
<p>Negli Stati Uniti la figura del regista è ancora subordinata a quella dello scrittore e, quando il primo è una donna, vedere riconosciuti i propri meriti è ancora più complicato. Qualcosa, però sta cambiando, sia nella scena indipendente che a Broadway, con registe spesso provenienti dal cinema e dalla televisione.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La crescita delle voci femminili a Broadway:<br />
un lungo cammino verso la parità | pag. 51</h3>
<p>di Laura Caparrotti</p>

		</div>
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			<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quarant’anni e non sentirli:<br />
l’effervescente compleanno dei Marcido | pag. 52</h3>
<p>Un anniversario importante è occasione per fare qualche bilancio senza perdersi in nostalgie e rimpianti, poiché lo sguardo della compagnia torinese è fermamente rivolto al futuro, a partire dal prossimo debutto di Baccanti.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tanti auguri Argot!<br />
La storica “factory“ compie 40 anni | pag. 53</h3>
<p>Uno spazio minimo nel quartiere di Trastevere è diventato, grazie a un’intuizione dei fondatori<br />
e all’intraprendenza dei direttori Tiziano Panici e Francesco Frangipane, un’oasi e un motore<br />
di progetti culturali ibridi, fertili modelli di produzione artistica e di organizzazione.</p>
<p>di Renata Savo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ctrl+Alt+Canc ovvero riavviare il sistema,<br />
tra gesto disperato e atto rigenerativo | pag. 54</h3>
<p>Nato nel 2020, il gruppo formato da Alessandro Paschitto, Raimonda Maraviglia<br />
e Francesco Roccasecca pratica il teatro come forma di conoscenza, con spettacoli<br />
che rinnovano la funzione dell’attore nel mettere in discussione l’esistenza.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE | pag. 56</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Corpo e spazio: i festival di danza<br />
tra identità e ibridazioni | pag. 84</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Laura Bevione, Carmelo A. Zapparrata, Roberto Canziani, Nicola Arrigoni,<br />
Alice Strazzi, Michele Pascarella e Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Muscato, Carsen, McVicar, Abbado:<br />
gli approcci multiformi della regia lirica | pag. 89</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Giuseppe Montemagno e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VISTI IN ITALIA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La scena mondiale tra immersione nel rito<br />
e attualissime riflessioni storico-politiche | pag. 91</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Sandro Avanzo, Alice Strazzi, Ira Rubini<br />
e Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>BIBLIOTECA | pag. 92</h2>
<p>Le novità dal mondo editoriale, a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<h3>C’È DEL PIANTO IN QUESTE LACRIME | pag. 96</h3>
<p>di Linda Dalisi e Antonio Latella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-size: medium;">SOCIETÀ TEATRALE </span> | pag. 112</h2>
<p>Le notizie dal mondo teatrale, a cura di Roberto Rizzente</p>

		</div>
	</div>
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		<title>Numero 4 di ottobre-dicembre 2024</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-4-di-ottobre-dicembre-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 09:37:08 +0000</pubDate>
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			<h2>SPECIALE HYSTRIO FESTIVAL</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hystrio Festival 3 col vento in poppa, una vetrina per il teatro under 35 | pag. 2</h3>
<p>Una intensa sei giorni, molto partecipata da pubblico e operatori, che ha visto sfilare sul palcoscenico del Teatro Elfo Puccini il meglio della giovane scena italiana tra spettacoli, letture, audizioni, un incontro, una mise en espace e la serata finale di consegna dei Premi Hystrio 2024.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’incredibile tesoro di Caggiano: una casa per il Living Theatre | pag. 12</h3>
<p>Un fondo archivistico per ripercorrere la vita artistica di Julian Beck e Judith Malina. Bozzetti, fondali, opere pittoriche, appunti di lavoro, fotografie e scenografie ospitate, grazie alla Fondazione Morra, in un antico palazzo in Campania.</p>
<p>di Giulio Baffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riflettere sul limite ultimo, al Metastasio fra teatro e filosofia | pag 13</h3>
<p>Un progetto multidisciplinare che affronta uno dei grandi tabù dei nostri giorni attraverso la varietà dei linguaggi. Da vivi-Il miracolo della finitezza, a cura di Elisa Sirianni, si è articolato in conferenze, assemblee aperte, incontri online, interviste, spettacoli e laboratori teatrali.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Genialità cruciali e dimenticate: vite da librettisti all’ombra dei giganti | pag. 14</h3>
<p>Nel centenario della morte di Puccini, ricordiamo il suo contributo rivoluzionario, tale proprio grazie alla collaborazione di librettisti come Illica e Giacosa, artisti invisibili che pure, insieme a molti altri, hanno svolto un ruolo essenziale nel successo dell’opera lirica.</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Premio Franco Enriquez a Hystrio, «farmaco salvavita» del teatro italiano | pag. 15</h3>
<p>Un riconoscimento alla rivista e alle sue molteplici attività, che valorizzano il teatro italiano, sostenendo la drammaturgia contemporanea e i giovani talenti. Un progetto che ha il suo punto di forza nel lavoro partecipato e condiviso di tutti i suoi componenti.</p>
<p>di Pierfrancesco Giannangeli</p>

		</div>
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			<h2>TEATROMONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Edimburgo: la città-festival sfida le avversitàinsegnando la resilienza artistica post-Brexit | pag. 18</h3>
<p>I due festival edimburghesi riflettono un contesto segnato da crisi economica e tensioni sociali. L’International pone l’accento sullo spirito di comunità, mentre il Fringe vede la stand-up comedy dominare la scena, offrendo un’esperienza variegata e politicamente consapevole.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Da Londra, l’ascesa di Robert Icke, anatomia di un regista-drammaturgo | pag. 20</h3>
<p>Tra riscritture radicali e adattamenti certosini, dal teatro di Islington al West End passando per l’Almeida fino al successo internazionale, Icke stravolge i canoni ancorandosi ai classici e alla loro reinvenzione come crudele specchio della contemporaneità.</p>
<p>di Monica Capuani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lugano Dance Project 2024 un progetto diffuso tra danza e architettura | pag. 22</h3>
<p>Natura, performance, spazio di riflessione: il festival biennale del Lac-Lugano Arte e Cultura si estende tra i luoghi del Canton Ticino indagando la relazione tra uomo e spazio urbano, progettualità architettonica e movimento non solo scenico.</p>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A Salisburgo l’umanità è sotto i riflettori tra intelligenza artificiale e tragedia greca | pag. 24</h3>
<p>Il nuovo corso della celebre rassegna austriaca mette in evidenza temi tragici come la guerra, ma si concentra anche sull’analisi dei comportamenti reali e dei sogni che accomunano gli esseri umani. E non disdegna un invito a rafforzare la nostra empatia.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Grape al Festival di Atene ed Epidauro: un focus delle arti performative in Grecia | pag. 25</h3>
<p>Katerina Evangelatu detta la nuova strada dello storico festival greco, aprendo il programma ad artisti ellenici che hanno portato sulle scene la loro indagine sulla società tra satira politica e innovazione artistica, mostrando la possibilità di dialogo tra passato e futuro.</p>
<p>di Ariadne Mikou</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Toronto Fringe Festival, un melting pot dove risuonano le mille lingue del futuro | pag. 26</h3>
<p>Il celebre  format del Fringe dà luogo, nel contesto multiculturale di Toronto, a un’esperienza caleidoscopica, indagatrice di una cultura composita che non teme il confronto con le sfide poste dalla tecnologia, e soprattutto inclusiva e affordable.</p>
<p>di Marta Zannoner</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<h3></h3>
<h3>Tra realtà, simulacro e sperimentazione: la proposta e(ste)tica di Lola Arias | pag. 28</h3>
<p>Drammaturga, ma anche musicista, scrittrice, regista, dalla sua Argentina tormentata porta in Europa un teatro-documento della realtà, unendo storia pubblica e vicenda personale, ed è il Vecchio Continente a premiarla con l’International Ibsen Award 2024.</p>
<p>di César Ernesto Arenas Ulloa</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Federico Bellini, scrivere non è politicamente corretto |pag. 30</h3>
<p>La scoperta quasi occasionale di una vocazione alla parola che unisce il lavoro di Bellini a quello di Antonio Latella certo, ma non solo, lasciando spazio all’esplorazione e alla condivisione in un  processo creativo che non scende a compromessi.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR) noir | pag. 32</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Manifestazioni e occupazioni PROPALcoscenico da una breve stand out comedy a un flash mob</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2><strong>DOSSIER</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro e lavoro | pag. 33</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente e Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Coin: non vivere invano e non morire soli, teatro e arte nell’era del postfordismo | pag. 34</h3>
<p>Nonostante le urgenze dettate dalla cronaca e la maturazione di un pensiero politico, anche a causa della complessità del problema e della crisi del teatro civile, il tema del lavoro stenta, secondo la sociologa Francesca Coin, a trovare un adeguato spazio di rappresentazione sulla scena italiana.</p>
<p>di Francesca Coin e Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Plauto, Piscator e gli altri: il teatro come lavoro e rappresentazione | pag. 36</h3>
<p>Elemento imprescindibile per definire l’identità dei personaggi di una pièce e veicolarne l’azione, il tema del lavoro trova nel Novecento nuovi e imprevisti sviluppi, che finiscono con lo sconfinare nella vita di tutti i giorni, condizionando la professionalità stessa degli attori.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ritratto di una Nazione-L’Italia al lavoro: un bilancio con Antonio Calbi, sette anni dopo | pag. 37</h3>
<p>di Antonio Calbi e Renzo Francabandera</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sfruttamento e ingiustizia secondo Fo e Rame | pag. 38</h3>
<p>di Simone Soriani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Produci, consuma, crepa: la militanza da Delbono alla Generazione X | pag. 39</h3>
<p>Dialogo complesso quello fra teatro e lavoro. Come se il tema non avesse mai davvero interessato la scena, se non in forma di denuncia. Da qualche stagione, però, una serie di progetti ha cercato di affrontarlo con freschezza inedita, fra derive individualiste e sensibilità militanti. Che molto guardano alle scienze sociali.</p>
<p>di Diego Vincenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Immaginari possibili: il lavoro nel teatro ragazzi | pag. 41</h3>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Operai, braccianti e imprenditori: le mille voci del teatro di narrazione | pag. 42</h3>
<p>Fin dalle sue origini, il teatro di narrazione si è interrogato sui benefici e i problemi che il sistema industriale ha portato all’Italia, alterando l’equilibrio ambientale ma anche mobilitando nuove identità sociali, che la recente trasformazione del modello produttivo ha messo in discussione.</p>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Curino, ieri, oggi e domani: «Il mio lavoro è raccontare storie» | pag. 44</h3>
<p>Protagonista del teatro di narrazione, Laura Curino ha dedicato al tema del lavoro un’ampia  produzione, spaziando dalla saga degli Olivetti alla tragedia delle morti bianche nelle fabbriche. Con un’attenzione particolare alle donne, ideatrici di nuovi e più creativi modelli produttivi.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Professionisti sull’orlo del licenziamento: il teatro reale e partecipato dei Rimini Protokoll | pag. 45</h3>
<p>Da oltre vent’anni, con i loro progetti partecipati e il sostegno dei cosiddetti “esperti”, gli svizzero-tedeschi Rimini Protokoll scandagliano la realtà. E il lavoro, dai call-center internazionali all’industria delle armi, dall’e-commerce alla diffusione della robotica, ne è uno dei temi primari.</p>
<p>di Roberto Canziani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nuova drammaturgia e lavoro: una rinascita o una riscoperta? | pag. 46</h3>
<p>Ispirata, di volta in volta, a fatti di cronaca o a esperienze autobiografiche, la nuova drammaturgia è attenta a un tema universale che fagocita le vite, sdogana i problemi relazionali di sempre e segna le nuove generazioni, nonostante le censure ideologiche che ancora persistono.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>In principio era la fabbrica: la nuova vita delle aree industriali dismesse | pag. 48</h3>
<p>Politiche di sostenibilità, flessibilità degli spazi industriali e volontà di preservarne il valore storico: la riqualificazione delle fabbriche e dei luoghi della produzione ha conosciuto in Europa un vero e proprio boom, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso.</p>
<p>di Francesca Serrazanetti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le nuove schiavitù: lo sfruttamento globale e capitalista secondo Santiago Serra | pag. 60</h3>
<p>Gli spettatori e gli attori-lavoratori, simbolica dicotomia tra oppressore e oppresso, sono, dalla fine degli anni Novanta, i protagonisti delle performance dell’artista spagnolo, tese a denunciare la violenza e l’odio di classe insite nelle moderne politiche neoliberiste.</p>
<p>di Marco Scotini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Metropolis, Mary Poppins e non solo: il binomio indissolubile tra musical e lavoro | pag. 52</h3>
<p>Lo sfruttamento degli operai, le professioni che prosperano all’ombra della metropoli, gli scioperi, la vita d’ufficio: tanti sono i temi legati al lavoro di cui si è occupato il musical, in forme di volta in volta drammatiche, romantiche, fantastiche o semplicemente parodistiche.</p>
<p>di Sandro Avanzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>«Notte e giorno faticar»: servi e proletari nel melodramma tra Seicento e Novecento | pag. 53</h3>
<p>Sin dai suoi albori il melodramma, seppur in chiave comica, ha portato sulle scene le condizioni di lavoro degli ultimi, come le denunce di fine Ottocento, grazie all’avvento del Verismo, e del Novecento, sensibile alla condizione delle donne e dei minori che aspirano alla libertà.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Chi lavora è un raffinato suicida: onori e clamori nel Regno Unito, in Francia, Germania e Usa | pag 54</h3>
<p>Affrontato da sempre dal teatro occidentale, il tema del lavoro apre, in Europa e Stati Uniti, nuove e promettenti prospettive che hanno a che fare con la decostruzione delle mitologie, la denuncia delle disparità sociali e la critica alle dinamiche imperanti nelle fabbriche e nelle aziende.</p>
<p>di Ira Rubini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I balletti “d’acciaio” tra Europa, Russia e Asia | pag. 57</h3>
<p>di Carmelo A. Zapparrata</p>

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			<h2>NATI IERI</h2>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Forever Young illumina Rubiera con storie di oggi e di domani | pag. 60</h3>
<p>I cinque finalisti esplorano i temi propri della contemporaneità, tra esistenzialismo e verità storica, politica e narrazione poetica, denuncia e speranza per il futuro. Vince il multidisciplinare Anse di Mezzopalco/Usine Baug per la sua innovativa combinazione di narrazione e musica.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATRO RAGAZZI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<h3>Tra fantasia e realtà: i vincitori di Scenario Infanzia | pag. 61</h3>
<p>10 finalisti per i 10 anni del prestigioso premio dedicato al teatro ragazzi. Nuova la sezione Adolescenza, per marcare l’attenzione al teatro tutte le età. Danza, teatro e storie autobiografiche al centro delle esplorazioni dei giovani artisti in concorso.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>

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			<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le molteplici narrazioni dell’umano, nuove visioni del dramma a Venezia | pag. 62</h3>
<h3>Verona, Skakespeare plurale, tra riscritture classiche e attuali | pag. 64</h3>
<h3>Bassano, crocevia di sperimentazioni, tradizioni popolari e riti collettivi | pag. 66</h3>
<h3>I percorsi scenici di Opera Prima, tra mito, ribellione e trasfigurazioni | pag. 67</h3>
<h3>Drammaturgie sul confine del caos, a Mittelfest si cerca un equilibrio | pag. 69</h3>
<h3>Una nuova edizione di Terreni Creativi fiorisce ancora tra le serre di Albenga | pag. 71</h3>
<h3>Percorsi del corpo scenico e nuove traiettorie: Santarcangelo Festival contemporaneo | pag. 74</h3>
<h3>Inequilibrio, storie, volti, nature e memorie per emanciparsi dalla disumanità del presente | pag. 77</h3>
<h3>Kilowatt Festival: danza, teatro e musica oltre i confini dell’immaginazione | pag. 80</h3>
<h3>Tre assoli intimi a OrizzontiFestival | pag. 83</h3>
<h3>Sguardi plurali sul contemporaneo al Festival dei Due Mondi di Spoleto | pag. 85</h3>
<h3>Le antiche tragedie a Segesta illuminano le inquietudini del presente | pag. 89</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE DANZA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Palcoscenici della danza contemporanea: tra innovazione coreografica e riflessi postmoderni | pag. 90</h3>
<p>I festival italiani della danza mostrano un panorama complesso e variegato, da Harrell a Tsung-lung, da Dianor a Zulberti fino a Caprioli: ibridazione tra reale e virtuale, spazio e memoria, poetica di resilienza, arte e trasformazione, e il rapporto complesso tra cultura e natura, fra i temi attraversati</p>
<p>di Carmelo A.Zapparrata, Laura Bevione, Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Monteverdi, Puccini e Rossini tra nuove visioni e solide consuetudini | pag. 94</h3>
<p>I più importanti festival d’opera italiani celebrano regie che uniscono innovazione e tradizione: dai Madrigali del Monteverdi Festival, alle scelte inconsuete del Festival Puccini, al Rossini d’avanguardia del Rof, la lirica risplende in nuove e suggestive produzioni.</p>
<p>di Nicola Arrigoni, Francesco Tei, Giuseppe Montemagno</p>

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			<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mattatori, divine, registi e studiosi, polvere di stelle sull’autunno del teatro | pag. 96</h3>
<p>di Matteo Brighenti, Roberto Canziani, Stefania Maraucci, Fabrizio Sebastian Caleffi, Nicola Arrigoni e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 98</p>
<p>A cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Testi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em>Tragédie Coréenne ovvero L’amour à la française </em>| pag. 109<em><br />
</em></h3>
<p>Testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2024</p>
<p>di Matthieu Pastore</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Società teatrale</h2>
<p>Le notizie dal mondo teatrale a cura di Roberto Rizzente | pag. 116</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Codice dello Spettacolo e Decreto 2025-27 la lunga attesa dei tempi della politica | pag. 116</h3>

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		<title>Numero 2 di aprile-giugno 2024</title>
		<link>https://www.hystrio.it/numero/numero-2-di-aprile-giugno-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hystrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 10:35:19 +0000</pubDate>
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			<h2>VETRINA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La riforma del Fus compie dieci anni, luci e ombre di una rivoluzione mancata | pag. 2</h3>
<p>Voluta dal ministro Franceschini nel 2014, ha posto le basi di alcune innovazioni oggi irrinunciabili, ma allo stesso tempo ha fatto emergere criticità ancora da risolvere. Un primo bilancio in attesa dei decreti attuativi del Codice dello Spettacolo e delle nuove regole per il prossimo triennio ministeriale.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I ragazzi dell’Omino blu, successi e riflessioni sul teatro under 35 | pag. 4</h3>
<p>Che fine hanno fatto i protagonisti delle prime due edizioni di Hystrio Festival? Diari, racconti e auspici degli artisti e dei loro spettacoli ospiti, così come dei premiati e segnalati ai concorsi per attori e drammaturghi. I nuovi scenari aperti, in attesa del 2024.</p>
<p>di Giuseppe Montemagno</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>El Nost Milan, i mille volti di una città simbolo del nostro contraddittorio presente | pag. 6</h3>
<p>Dopo La povera gente, il grande progetto di teatro partecipato, ideato e diretto da Serena Sinigaglia, affronta la seconda parte dell’opera di Carlo Bertolazzi, I signori, esplorando il volto nascosto e inaccessibile della ricchezza e la divaricazione tra miseria e privilegio.</p>
<p>di Benedetta Tobagi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A porte aperte: le meraviglie del Teatro Puntozero Beccaria | pag. 8</h3>
<p>Dal 1995 la Compagnia diretta da Giuseppe Scutellà lavora quotidianamente con i giovani detenuti del Carcere Beccaria di Milano. Da questa esperienza è nato un teatro, aperto a tutti, luogo di incontro e confine permeabile fra il “dentro” e il “fuori”.</p>
<p>di Laura Caretti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’emigrazione alla rovescia di Scena Nuda, tornare in Calabria per vitalizzare il territorio | pag. 9</h3>
<p>Trasferiti al Sud dopo gli studi in Accademia a Udine, Teresa Timpano e Filippo Gessi hanno tessuto il loro legame con la città in diciotto anni di azione. Produzioni, progetti, reti nazionali e internazionali determinanti per la crescita socio-culturale locale.</p>
<p>di Paola Abenavoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Theatre Green Book, vademecum per un teatro sostenibile | pag. 10</h3>
<p>Che cosa fa l’industria culturale per il cambiamento climatico? Mentre l’Europa la inserisce nei percorsi di capacity building degli organismi culturali, nel Regno Unito c’è chi si propone di raggiungere la sostenibilità ambientale di tutti i teatri entro il 2026.</p>
<p>di Laura Santini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Triplete d’autore, figure leggendarie tra teatro e cinema | pag. 11</h3>
<p>Lo sguardo degli altri sugli eroi del teatro in tre film significativi: Prima danza, poi pensasu Beckett, I fratelli De Filippo e Shakespeare in Love, tre esiti molto diversi delle profonde relazioni tra scena, schermo e vita.</p>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

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			<h2>MONDO</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Back to Black: sulle scene londinesi brilla la scrittura potente delle donne | pag. 12</h3>
<p>A Londra, la città più multietnica del mondo, le culture convivono e dialogano, anche grazie a una generazione di scrittrici dalle origini diverse, presenti sulle scene. Una vitalità impensata, che travolge offrendo nuovi punti di vista e nuova linfa.</p>
<p>di Monica Capuani</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vienna: faccia a faccia col contemporaneo tra satira politica e malattie sociali | pag. 14</h3>
<p>Nei primi mesi della stagione teatrale viennese spicca un commosso ritratto della demenza, vero e proprio tema del futuro, ma si riconferma anche l’attenzione alla drammaturgia contemporanea, sensibile ai temi dell’attualità.</p>
<p>di Irina Wolf</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Non chiamatelo Off Off Broadway: questo teatro non vuole dipendere da nessuno | pag. 16</h3>
<p>Dopo la pandemia, il teatro newyorchese indipendente si interroga sulla sua funzione, sui finanziamenti e su come uscire da logiche commerciali per ritrovare nuove forme di creatività. Ecco ritornare in auge cantine, appartamenti, loft, terrazze e spazi non convenzionali.</p>
<p>di Laura Caparrotti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>HUMOUR r(UMOR)noir</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A che Joker giochiamo? | pag. 18</h3>
<p>di Fabrizio Sebastian Caleffi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>DOSSIER</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatri antichi | pag. 19</h3>
<p>a cura di Laura Bevione e Filippa Ilardo</p>

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			<h3>Lo spettacolo dal vivo nei teatri antichi: mercificazione della cultura o rito collettivo? | pag. 20</h3>
<p>La pratica di ospitare spettacoli negli edifici classici è certo un modo di rivitalizzare quegli spazi e di offrire al pubblico un’esperienza di fruizione non convenzionale e quasi rituale. Ma cosa è rimasto della funzione “politica” che il teatro, prima democrazia assembleare, aveva nell’antica Grecia?</p>
<p>di Luciano Canfora e Gilda Tentorio</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il dilemma dell’identità e dell’utilizzo: quali strategie per garantirne la vitalità? | pag. 22</h3>
<p>Eccesso di tutela o sfruttamento intensivo, snobismo che trasforma i teatri antichi in monumenti aridi ovvero imprenditorialità che fa di quei luoghi attrazioni popolari? Un’accurata e problematica disamina della questione, alla ricerca di una possibile “terza via”.</p>
<p>di Martina Treu e Michele Trimarchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatri antichi d’Italia: un’istantanea lungo lo Stivale | pag. 26</h3>
<p>Concentrati in maggior numero nelle regioni del Sud, spazi teatrali di epoca greca e romana punteggiano il paesaggio di tutta l’Italia, isole comprese. Benché molti siano oramai ridotti a ruderi e altri inutilizzati, è indubbia e diffusa la volontà di rivitalizzarne identità e funzione. Ecco la nostra panoramica.</p>
<p>di Laura Bevione, Matteo Brighenti, Stefania Maraucci, Paola Abenavoli, Filippa Ilardo e Rossella Porcheddu</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tutela <i>vs </i>valorizzazione per una fruizione contemporanea | pag. 31</h3>
<p>L’attualità dei teatri di pietra genera l’inevitabile questione di come consentirne la fruibilità garantendone, allo stesso tempo, l’integrità. Una tema su cui s’interroga il progetto di recupero dell’Anfiteatro di Lecce e che, invece, suscita non poche polemiche a Siracusa.</p>
<p>di Vittorio Fiore</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I monumenti classici come beni culturali: un quadro della normativa (inter)nazionale | pag. 32</h3>
<p>Gli edifici greco-romani vengono riconosciuti dalla legislazione italiana e dalle convenzioni internazionali quali parte del patrimonio archeologico nazionale, e dovrebbero essere oggetto di speciale tutela. Una necessità di conservazione che si scontra spesso con l’esigenza di valorizzare quegli stessi monumenti.</p>
<p>di Marina Caporale</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rigenerare comunità e territori: la concreta utopia di Teatri di Pietra | pag. 34</h3>
<p>La rete creata da Aurelio Gatti all’inizio del secondo millennio non soltanto ha contribuito alla riscoperta e alla ri-valorizzazione di edifici teatrali antichi e siti archeologici trascurati, ma ha tentato di restituire unità a realtà troppo spesso slabbrate. Con successi e sfide solo parzialmente vinte.</p>
<p>di Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Liguria: i dieci anni del progetto Star per valorizzare e mettere in rete i teatri | pag. 35</h3>
<p>di Laura Bevione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Verona: tra Arena e Teatro Romano, una fatale vocazione per il classico | pag. 36</h3>
<p>I due antichi monumenti del capoluogo veneto diventano gli spazi principali dello spettacolo dal vivo della città. Il rapporto privilegiato con Shakespeare e Goldoni, l’opera lirica e il jazz, i grandi interpreti e gli eventi diventati storia.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro Grande di Pompei, la scena ai ragazzi | pag. 38</h3>
<p>Il direttore artistico del Parco Archeologico più noto della Campania è convinto che i teatri antichi non siano soltanto monumenti, ma spazi generatori di un discorso sociale e democratico sulla comunità. Da qui l’idea di coinvolgere attivamente i giovani del territorio.</p>
<p>di Gabriel Zuchtriegel e Giusi Zippo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>POMPEI/2: <i>Sogno di volare</i>: con Aristofane e Martinelli gli adolescenti alla scoperta di sé e del mondo | pag. 39</h3>
<p>di Stefania Maraucci</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>«Senza cultura ellenica non siamo, credo. No?». La seconda vita del Teatro Greco di Siracusa | pag. 40</h3>
<p>L’ampio monumento, il più noto e frequentato della Sicilia, deve la sua nuova esistenza a un aristocratico che, a inizio Novecento, s’inventò una rassegna ancora oggi in ottima forma, e alle iniziative di un ente appositamente fondato pochi anni dopo.</p>
<p>di Simona Scattina</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’addio di Valeria Told: la difficile sfida di trovare un successore | pag. 41</h3>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pasolini, Martone, Ronconi: tre “scandali” a Siracusa | pag. 42</h3>
<p>Rivoluzioni e controversie al festival dell’Inda: lo scontro tra Pasolini e i filologi per la traduzione dell’<i>Orestiade </i>di Eschilo, le polemiche per la tecnologia applicata alla recitazione ne <i>I Persiani </i>di Eschilo diretto da Martone e il conflitto politico ne <i>Le rane </i>di Aristofane secondo Ronconi.</p>
<p>di Andrea Bisicchia</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alla ricerca della comunità perduta: quale pubblico per le platee di pietra? | pag. 43</h3>
<p>I teatri antichi della Sicilia, spesso affollati da turisti, non sanno coinvolgere le comunità locali, perdendo così l’occasione di diventarne fertile serbatoio di memoria oltre che vivo specchio per riflettere sulle problematiche del presente.</p>
<p>di Lina Prosa</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Teatro di Segesta e il suo festival: un dialogo tra antichità e moderna creatività | pag. 44</h3>
<p>Il sito archeologico, utilizzato per ospitare spettacoli fin dal 1957, è stato felicemente rivitalizzato dal festival teatrale che d’estate, per un mese, ne fa un importante centro per la ricerca nelle arti performative e un polo d’attrazione non solo per i turisti, ma anche per gli abitanti del territorio.</p>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Teatro di Tindari: tra spettacolo e <i>societas</i> | pag. 45</h3>
<p>di Isabella Terruso</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Teatro greco di Taormina: il destino incerto di un palcoscenico millenario | pag- 46</h3>
<p>Un’indagine teatrale tra le pagine del tempo: dal glorioso passato al declino dovuto soprattutto alle dispute politiche, una sopravvivenza artistica che manca di identità.</p>
<p>di Isabella Terruso</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatro classico ed educazione: i festival come viaggio tra passato e presente | pag. 47</h3>
<p>di Filippa Ilardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cosa resta di un patrimonio immenso? Viaggio in Grecia tra passato e presente | pag. 48</h3>
<p>Nel Paese che è stato culla della civiltà classica, non restano che rovine dei numerosissimi teatri, ma sopravvive la volontà di valorizzare quelli rimanenti, in primo luogo grazie al lavoro di recupero architettonico e, poi, con eterogenei festival di arti performative.</p>
<p>di Ariadne Mikou</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Teatri antichi in Europa e nel Mediterraneo: un’esplorazione contemporanea | pag. 51</h3>
<p>Francia, Spagna ma anche Svizzera, Cipro, Macedonia, Giordania e Turchia: questi i Paesi in cui si trovano il maggior numero di edifici teatrali di epoca classica ancora oggi utilizzati per rassegne estive di varia natura e capaci di attirare turisti e spettatori locali.</p>
<p>di Alice Strazzi</p>

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			<h2>ANNIVERSARI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Senza trucco, tutto vero: la Divina Eleonora e il suo immortale carisma | pag. 52</h3>
<p>La storia della ragazza di Vigevano, a cento anni dalla scomparsa, rende conto di un mito teatrale vivente la cui aura non accenna ad affievolirsi. Nata attrice, Eleonora Duse creò uno stile inimitabile, fu imprenditrice e protagonista indiscussa del suo tempo.</p>
<p>di Giuseppe Liotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un anno nel nome della Divina, il ricco calendario di appuntamenti | pag. 54</h3>
<p>Con un fitto programma di eventi, suggellati dal riconoscimento Unesco, si ricorda la vita e l’arte di Eleonora Duse: spettacoli, mostre, incontri, pubblicazioni, dove l’attrice tornerà presente in oggetti e immagini del suo tempo e nella voce degli artisti di oggi.</p>
<p>di Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>RITRATTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Un giovane in un Paese per vecchi, Andrea Cerri il manager “fuoriluogo” | pag. 55</h3>
<p>Con meno di quarant’anni, il “giovanissimo” direttore de Gli Scarti, La Spezia, festeggia una nuova stagione come Centro di Produzione per l’Innovazione, realtà in ascesa e attivo propulsore della teatralità non solo ligure.</p>
<p>di Marco Menini</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rigore, duttilità, talento e studio: Mariangela Granelli, l’attrice dei mille registi | pag. 56</h3>
<p>Premiata da Anct come emergente nel 2007 e come migliore interprete nel 2020, l’attrice piacentina ha al suo attivo molti ruoli, con registi diversi: da Rifici a Lidi, Sinigaglia, Binasco e Chiodi, che ne segnano il percorso di costante crescita.</p>
<p>di Nicola Arrigoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Linda Dalisi, una voce che trasforma e il potere di costruire, distruggere, salvare | pag. 57</h3>
<p>Un lavoro – quello della dramaturg socia fondatrice con Antonio Latella di stabilemobile – tra ricerca, esplorazione e costruzione di mondi, un po’ detective un po’ cartografa, un po’ maga. Fuori e dentro i confini del testo, scritto o adattato, cercando l’essenza delle parole.</p>
<p>di Matteo Brighenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TEATRO RAGAZZI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Insieme siamo festa, dieci anni di alleanza per Kids | pag. 58</h3>
<p>Cooperare rafforza, si sa. Questo tiene insieme Factory Transadriatica e Principio Attivo, due compagnie di Lecce riunite dal comune obiettivo di un festival, Kids, che da due lustri travolge la città durante le feste natalizie.</p>
<p>di Mario Bianchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NATI IERI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il futuro della giovane drammaturgia: la Campania e la questione generazionale | pag. 60</h3>
<p>Complici le lingue (non solo il napoletano), nella regione è fertile la vena della giovane e nuova drammaturgia. Eppure, il cammino dalla pagina alla scena continua a essere difficile e rari gli esiti positivi regolari. Ed è ora di porre definitivamente la questione.</p>
<p>di Alessandro Toppi</p>

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			<h2>CRITICHE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Emma Dante e la gallina dalle uova d’oro, una favola nera su avidità e ipocrisia | pag. 62</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/VISTI IN ITALIA</h2>
<h3></h3>
<h3>Tra favole tenere e storie nere, sfumature di realtà sulla scena mondiale| pag. 85</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/DANZA</h2>
<h3></h3>
<h3>Il movimento in dialogo con la voce, le molte istanze della danza contemporanea | pag. 88</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CRITICHE/LIRICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-size: 16px;">Torino, Milano e Cremona, la stagione lirica in quattro regie | pag. 90</span></h3>
<p><span style="font-size: 16px;">Quattro opere per quattro letture diverse della drammaturgia lirica: dal Verdi chiaroscurale di De Rosa e Abbado, al Cherubini livido di Michieletto, al Monteverdi sfavillante e colorato di Pizzi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EXIT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’inverno dei molti addii al palcoscenico del mondo | pag. 92</h3>
<p>di Stefania Maraucci, Roberto Rizzente, Diego Vincenti, Carmelo A. Zapparrata, Mario Bianchi, Alice Strazzi e Claudia Cannella</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Biblioteca</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le novità dal mondo editoriale | pag. 96</p>
<p>a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>TESTI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La pace non è mai stata un’opzione</h3>
<p>di Emanuele Aldrovandi | pag. 101</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Società teatrale</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>News dal mondo del teatro | pag. 114</p>
<p>a cura di Roberto Rizzente</p>
<p>&nbsp;</p>

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