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numero 1 • gennaio - marzo 2010 |
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4 vetrina
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Camus, celebrato
o imbalsamato?
di Fabrizio Sebastian Caleffi
A cinquant’anni dalla morte (4 gennaio 1960), in Francia
si discute se tumularlo nel Pantheon insieme agli eroi nazionali.
Diventerà un’icona della nuova destra o riuscirà a rimanere
l’Uomo in Rivolta della stagione esistenzialista?
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8 speciale
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Veneto, crogiuolo di contraddizioni
di Andrea Porcheddu
Con le tre regioni del Nord-Est si concludono i nostri speciali regionali. Apriamo quest'ultima puntata con il Veneto, ricco di creatività, ma sempre sospeso (e a rischio di stallo) fra conservazione e innovazione, ricerca e tradizione. Accanto alle istituzioni più blasonate (lo Stabile del Veneto e la Biennale) sono molte ed eterogenee le realtà attive in regione, gli artisti noti, i giovani gruppi emergenti e i festival.
Trentino-Alto Adige, due lingue in scena
di Massimo Bertoli
Le diverse componenti etnico-linguistiche (italiana e tedesca)contribuiscono a creare un "doppio binario" nella produzione e fruizione teatrale. A Trento, punto di riferimento è il Centro Servizi Culturali Santa Chiara, mentre a Bolzano fiore all'occhiello è il Teatro Stabile, che nel 2010 compirà 60 anni.
Friuli Venezia Giulia, l'unione fa la forza
di Roberto Canziani
La regione più a Nord-Est d’Italia ha trasformato in vent’anni la propria dualità in una rete di convergenze virtuose: dalla variegata attività di Trieste alle potenzialità di Udine passando per Pordenone, Gorizia e Monfalcone, senza dimenticare i festival (il Mittelfest in primis) e le sedi privilegiate del “nuovo teatro italiano” e della “nuova danza”.
Triveneto in festival, un eclettismo senza confini
di Roberto Rizzente
Tradizione e ricerca, lirica e danza, Teatro Ragazzi e Teatro di Figura: nel Nord-Est è ricco e variegato il panorama delle rassegne estive.
Nord-Est: l'ultima frontiera della nuova drammaturgia
di Laura Bevione
Impegno civile, teatro di narrazione e arti performative raccontano una terra che non è più solo sinonimo di dedizione al lavoro e produttività, ma anche di disagio sociale. Dal Vajont di Paolini ai Babilonia Teatri passando per il Teatro del Lemming, Natalino Balasso, Pathosformel, Cosmesi e tanti altri.
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22 teatromondo
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Ieri e oggi, i mali del mondo sul palcoscenico di Wroclaw
di Laura Caretti
Di fronte al male era il titolo della quinta edizione del polacco Dialog Festival. Primo fra tutti lo spettro della guerra, presente in Per quanti sforzi facciamo della Mastowska, ma anche nelle riletture shakespeariane di Perceval e di van Hove, mentre sugli effetti devastanti dei meccanismi del potere si sono concentrati l’Amleto di Korsunovas e il Re Lear di Grauzinis; discorso a parte per Riesenbutzbach di Marthaler dove il “male” è il mondo di fuori, minaccioso e percorso da una crisi epocale.
Il "virus realtà" contagia l'Irlanda
di Gabriella Calchi Novati
Al Dublin Theatre Festival molti artisti e compagnie hanno allestito spettacoli di documentary theatre, dove la presentazione di fatti reali dava vita alla rappresentazione scenica. Tra questi Joël Pommerat, gli Ontoerend Goed, gli Hotel Modern, i Brokentalkers, i Rimini Protokoll, la drag queen Panti e i DV8.
Londra
Fiona Shaw, splendida Courage pensando all'Afghanistan
di Margherita Laera
Recensione de Mother Courage and Her Children, di Bertolt Brecht. Produzione National Theatre, Londra.
Riscrivere il mito nella ville lumière
di Giuseppe Montemagno
Tradotti, adattati, riscritti, liberamente interpretati: alcuni grandi classici trionfano sulle scene parigine, in apertura di stagione, in versioni poetiche, iconoclaste, divertenti. Per dialogare con il passato e coglierne l’eco nel presente, protagonisti Filottete, Figaro, Amleto e un Flauto magico sudafricano.
PARIGI/2
Se Mozart diventa un’operap
di Giuseppe Montemagno
Recensione de Mozart, opera rock di Dove Attia e François Chouquet. Produzione Dove Attia e Albert Cohen, Parigi.
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30 humour
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di Fabrizio Caleffi
Avanspettacolo Avant-g'hard
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a cura di Giuseppe Montemagno
Sembrava morta, e invece oggi ha uno stato di salute floridissimo: l’opera lirica, da sempre immaginata nel segno dell’unione tra le arti, è rinata a nuova vita grazie all’attività di registi, sempre più spesso provenienti dalla prosa, capaci di rinnovarne i fasti. Spettacolo plurale, stratificato, il melodramma ha attirato e attira diverse generazioni di artisti del teatro, in Italia come nel resto d’Europa, nella creazione di una drammaturgia da indagare alla luce delle relazioni plurime che uniscono parola, musica e azione scenica.
di Giuseppe Montemagno
Immaginato nel segno dell’unità delle belle arti, il melodramma ha da sempre garantito un ruolo predominante alla componente teatrale. Dalla codificazione delle prime mises en scène francesi sino al teatro di regia tedesco, dalla soppressione della componente scenica alla ricostruzione filologica dei testi, l’opera oscilla tra conservazione e rinnovamento del repertorio.
di Mara Lacchè
L'opera d'arte totale: da Wagner ad Appia
di Mara Lacchè
Regia lirica: Albert Carré, il primo metteur en scène
di Michela Niccolai
Scarpine all'aria
di Domenico Rigotti
Teatro alla Scala, 28 dicembre 1955: basta un gesto della “divina” Callas, indimenticabile protagonista de La traviata, per rivoluzionare il mondo del melodramma. Viaggio attraverso le regie liriche di Luchino Visconti, da La vestale scaligera al sogno incompiuto della Tetralogia.
Quanto valgan gli Italiani...
di Alberto Bentoglio
Memori della lezione viscontiana, le prime generazioni della scuola registica italiana, fedeli alla lettera dei testi, da sempre hanno intrecciato e intrecciano un fecondo dialogo con la tradizione interpretativa consacrata dalla Storia. Da Strehler a Ronconi, da Zeffirelli a Puggelli, esiti e prospettive di ricerche drammaturgiche in corso.
E Rossini scritturò un premio Nobel...
di Giuseppe Montemagno
Carmen, la donna dal fiore in bocca
di Giuseppe Montemagno
Recensione de Carmen, opéra-comique di Henri Meilhac e Ludovic Halévy. Musica di Georges Bizet. Produzione Teatro alla Scala, Milano
Bianco, rosso e Verdi ultime generazioni all'opera
di Pierachille Dolfini
Con la Carmen di Emma Dante prosegue con successo la tradizione, tutta italiana, di registi di prosa attivi anche nel campo della lirica. Una tradizione che, dopo i grandi maestri, ha coinvolto nomi illustri delle avanguardie anni Settanta e Ottanta e del teatro di ricerca a cavallo del nuovo millennio. Tiezzi, Martone, Barberio Corsetti, De Rosa, Sinigaglia, Bruni e De Capitani, Livermore e tanti altri: un percorso dagli esiti spesso imprevedibili.
Prima la musica, poi il teatro?
di Gerardo Guccini
E' l’antico dilemma del melodramma: tra la fedeltà alla partitura e l’autonomia del lavoro del regista lirico si pone la difficoltà di rappresentare un genere radicalmente diverso dal teatro di prosa.
Il mondo, che gran scena d'opera
di Giuseppe Montemagno
Dal teatro di regia, imposto dalla tradizione tedesca negli anni Settanta, la messinscena d’opera segue oggi una pluralità di approcci, che privilegiano la direzione attoriale e la creazione di immagini di forte impatto scenico, l’impiego del video e il ricorso alla provocazione. Da Chéreau a Pelly, da Stein a Warlikowski, passando per Brook, Grüber, Lepage, Sellars, Marthaler e molti altri, un viaggio attraverso i palcoscenici lirici europei.
di Pierachille Dolfini
Il Dramaturg, questo sconosciuto
di Pierachille Dolfini
di Paola Abenavoli
di Giuseppe Montemagno
Anche l'opera cade nella rete
di Alain Bonardi
L’evoluzione delle scene liriche è oggi legata alla multimedialità interattiva. Dall’esaltazione del gesto, vettore di sentimenti, alla presenza di schermi sulla scena, sino all’opera digitale: ecco come le nuove tecnologie supportano inedite forme di rappresentazione.
di Pierachille Dolfini
Non sparate sul cantante!
di Roberto Recchia
Il cantante lirico? È un interprete senza personalità, costretto a dar conto alle intenzioni del compositore, alle esigenze della tecnica vocale, alla visione del direttore, alle bizzarrie della messinscena. Ma non tutto è perduto, come ci spiega un regista.
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57 biblioteca
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Le novità editoriali
a cura di Albarosa Camaldo
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62 danza
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Signore e signorine della danza
di Andrea Nanni
Un doppio ritratto di Maguy Marin tra Beckett e Lucrezio, un assolo transgender di Carolyn Carlson, la danza in bilico tra Oriente e Occidente di Shantala Shivalingappa e le proposte di giovani coreografe italiane hanno aperto la stagione ferrarese dedicata alla danza contemporanea, tra suggestioni letterarie e danza pura, atmosfere meditative e impennate d’umorismo.
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65 teatro di figura
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Incanti: è di scena la Storia
di Laura Bevione
IF festival a Milano. Quattro passi con Ceronetti tra le nebbie della Londra vittoriana
di Valeria Ravera
Recensioni di I Misteri di Londra, di Guido Ceronetti. Produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino e di Cantos animata, di Charlotte Puyk-Joolen e Ananda Puyk. Produzione ‘t Magisch Theaterje, MAASTRICHT (Olanda).
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68 critiche
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Il Mercante secondo Ronconi; Pasqual dirige Bernanda Alba; Saviano in Scena; Angels in America, 2a puntata; Pagni e Pagliai giganti beckettiani; Udine a tutto Pinter; Branciaroli è Edipo; Ostermeier rilegge Borkman; Doppia Antigone per i Motus; Intercity Oslo; Romeo e Giulietta, regia di Tiezzi; Pro & Contro: Otello ed Est Ovest; Ravenhill firmato Accademia degli Artefatti; Mattatori: Popolizio per Cyrano e Orsini per Prospero; La Borto di La Ruina e Pali di Scimone-Sframeli; Lo Cascio recita Bufalino. > leggi le critiche
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101 exit
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Addio a Giulio Bosetti, rigoroso signore della scena
di Domenico Rigotti
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102 testi
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111 drammaturgia
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di Andrea Porcheddu
Dal Premio Scenario, vinto nel 2001, che l’ha lanciata con mPalermu, alla regia scaligera di Carmen: un decennio formidabile per Emma Dante in cui, accanto alle storie di una dolente umanità mediterranea (da Carnezzeria a Le pulle), ha saputo reinventare la tragedia e la letteratura (Medea e La scimia), scrivere libri e creare uno spettacolo-concerto per Carmen Consoli.
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114 società teatrale
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Notiziario
Tutta l'attualità nel mondo teatrale, corsi e premi dall'Italia e dall'estero.
a cura di Roberto Rizzente
Hanno collaborato: Laura Bevione, Fabrizio Sebastian Caleffi, Marta Vitali.
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124 Premio Hystrio
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Premio Hystrio alla Vocazione e Premio Hystrio-Occhi di scena
I bandi 2010
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hanno collaborato
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Hanno scritto per questo numero:
Paola Abenavoli, Nicola Arrigoni, Alberto Bentoglio, Massimo Bertoldi, Laura Bevione, Alain Bonardi, Gabriella Calchi Novati, Fabrizio Caleffi, Roberto Canziani, Laura Caretti, Tommaso Chimenti, Emma Dante, Pierachille Dolfini, Giorgio Finamore, Renato Gabrielli, Georgia Galanti, Gigi Giacobbe, Pierfrancesco Giannangeli, Gerardo Guccini, Katia Ippaso, Mara Lacchè, Giuseppe Liotta, Stefania Maraucci, Antonella Melilli, Giuseppe Montemagno, Andrea Nanni, Michela Niccolai, Andrea Porcheddu, Valeria Ravera, Roberto Recchia, Domenico Rigotti, Laura Santini, Rita Sanvincenti, Francesco Tei, Francesco Urbano, Diego Vincenti, Giusi Zippo.
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in copertina
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Georgia Galanti, illustratrice
Georgia Galanti, che ha realizzato appositamente per Hystrio la copertina e l'immagine d'apertura del dossier, è nata a Londra nel 1974, vive e lavora a Cattolica. Ha illustrato Casa d’altri di Silvio D’Arzo e Cartoline da Mompracem; è autrice di Io e il mio papà e Io e la mia nonna per le edizioni Nuages (Milano), e di Il mio nome è Rosa in coedizione con Lettr’ange (Parigi). Sua è l’immagine per il festival Santarcangelo dei Teatri 2008 e per Teatro Errante (Ert 2008). Suoi disegni appaiono sulle confezioni di cioccolato Giraudi e sulle borse Sècret Pon Pon. Ha realizzato L’albero dei ciucci per il Parco Oltremare di Riccione e la scultura La mia timidezza non è solo un capriccio (ceramica, spilli, vetro, uncinetto) per il parco Mariposa di Tenerife. Ha esposto in Italia e all’estero. Scrive, fotografa, disegna per il mensile Riminidonna. Tiene laboratori per grandi e bambini in musei, biblioteche, scuole, città. Nel 2008 ha realizzato il libro Io amo la mamma e il babbo offerto in dono a tutti i nuovi nati dal Comune di Cattolica.
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